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  • Vincenzo De Luca ai Commercialisti di Nola: “Collaboriamo per non perdere l’occasione del Pnrr”

    Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è intervenuto al workshop organizzato dall’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Nola a Villa Minieri, raccogliendo l’invito del presidente Odcec Felice Rainone: “Solo così possiamo affrontare la sfida nella maniera più opportuna”. Si sono conclusi quindi con una grande partecipazione di pubblico i lavori del workshop I Commercialisti per il territorio – Recovery Plan e fondi europei: sfide e opportunitàorganizzato dallOrdine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Nola (Odcec) a Villa Minieri.

    Vincenzo De Luca ai Commercialisti di Nola: “Collaboriamo per non perdere l’occasione del Pnrr”

    Un appuntamento importante nel quale si è discusso del ruolo che l’Odcec vuole assumere per dare manforte ad enti pubblici ed imprese impegnate nella difficile sfida della gestione dei fondi Pnrr. 750 i miliardi di euro destinati al programma Next Generation Eu. Più di 190 assegnati all’Italia con il Pnrr. Risorse dedicate al contrasto delle conseguenze sull’economia causate dalla pandemia da Covid-19. Un’opportunità che rischia di trasformarsi in una sfida troppo difficile per gli enti locali, alle prese con carenza di risorse umane e professionali, e per le imprese.

    L’obiettivo dei commercialisti di Nola è fornire un contributo decisivo in termini di assistenza per sfruttare al meglio questa opportunità irripetibile. Al convegno hanno partecipato esponenti di primo piano del mondo delle professioni, del credito, dell’impresa e della pubblica amministrazione.

    I relatori del workshop nolano

    Tra i relatori, oltre al presidente dell’Odcec di Nola Felice Rainone e ad Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, anche il Sindaco di Nola Carlo Buonauro, il presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola, il rettore dell’Università Parthenope Antonio Garofalo, il giudice del Tribunale di Nola Rosa Napolitano, il commissario straordinario del Governo della Zes Campania e Calabria Giuseppe Romano, il direttore Area Impresa Napoli e Provincia Intesa San Paolo Eugenio Caniglia, il dottore commercialista Odcec Nola Marina Parente. Attesi gli interventi del sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi e del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

    Rainone: “Lo spirito dev’essere quello di fare squadra per offrire le migliori competenze”

    L’Italia – ha detto il presidente dell’Odcec Felice Rainone – è un Paese abituato ad alzare la testa nei momenti complicati. Sono certo che anche stavolta faremo la nostra parte. Ma è indubbio che le criticità ci sono, e sono legate anche alla capacità o meno da parte della Pubblica Amministrazione di riuscire a cogliere le opportunità che si presentano. Ma se da un lato evidenziamo le criticità, dall’altro bisogna offrire una soluzione. Lo spirito dev’essere quello di fare squadra per offrire le migliori competenze.

    L’obiettivo dei commercialisti per il territorio è fare la propria parte come presidio di legalità. Vogliamo continuare a svolgere il nostro ruolo professionale e sociale cercando di costruire ponti tra imprese, società civile ed istituzioni. Come Consiglio dell’Ordine dei Commercialisti auspichiamo l’interazione tra le varie amministrazioni coinvolte. Abbiamo già avviato iniziative importanti per le imprese, come uno sportello ed una commissione di studio sul Pnrr ed ho chiesto ai miei colleghi presidenti della Campania di fare altri eventi itineranti nella nostra regione”.

    De Nuccio: “Non c’è peggiore operazione che una sbagliata gestione dei fondi”

    Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: “In questo momento storico è necessario sostenere il sistema economico nazionale alla luce degli effetti della crisi indotta dalla pandemia ed amplificata dal conflitto bellico. Tra tassi d’inflazione crescenti ed elevati costi delle materie prime, il sistema si trova in grande difficoltà.

    È necessario che la gestione dei fondi del Pnrr venga fatta nei modi e nei tempi giusti coinvolgendo i professionisti, e quindi i commercialisti, come punto di contatto e di supporto sia con gli Enti pubblici nella formalizzazione dei bandi, sia per il sistema economico nazionale. Per questa sfida noi siamo pronti e ci accingiamo ad operare, ma c’è un rischio: non c’è peggiore operazione che una sbagliata gestione dei fondi. Gestione non proporzionata alle effettive capacità di investimento e di sostenibilità del debito da parte delle imprese.

    La vera sfida non è spendere i soldi, ma spenderli bene. La sensazione è che c’è una corsa alla spesa senza rendersi conto che la stessa non dev’essere un costo, ma un investimento. Bisogna mettere il sistema economico in sicurezza, e dare l’opportunità alle aziende di riprendere a produrre reddito e di sostenere l’economia nazionale. Diventa strategico nella pianificazione il supporto dei commercialisti: l’impresa è folgorata dall’opportunità di ottenere fondi ma deve tenere conto della capacità di rimborsare alcune somme. Passiamo da una politica di sostegno a una di rilancio: investiamo i fondi in realtà aziendali che possono garantire una ripresa economica solida”.

    De Luca: “Dobbiamo semplificare l’Italia e sburocratizzarla”

    “Abbiamo una grande opportunità dal punto di vista finanziario – ha aggiunto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – ma per coglierla dobbiamo semplificare l’Italia e ‘sburocratizzarla’. Dare fiducia al mondo professionale ed agli operatori economici, altrimenti rischiamo di perdere una grande occasione. Bisogna potenziare la Pubblica Amministrazione e avere rapporti diretti con gli Ordini professionali.

    La Pa da sola non ce la fa: veniamo da un ventennio di impoverimento degli Uffici Tecnici ed avremo bisogno, per realizzare piani economico-finanziari e progetti esecutivi, della collaborazione degli Ordini. A breve terremo un incontro operativo sia per definire le forme di collaborazione sia per sensibilizzarli a partecipare al concorso che la Regione intende bandire per assumere giovani. Anche noi abbiamo bisogno di ringiovanire la nostra Pa. Dobbiamo fare di tutto per non perdere questa occasione altrimenti per il Sud la situazione diventa complicata”.

  • Pnrr e fondi europei, i commercialisti di Nola al fianco di Enti locali ed imprese

    Pnrr e fondi europei, i commercialisti di Nola al fianco di Enti locali ed imprese. Sono 750 i miliardi di euro destinati al programma Next Generation Eu. Più di 190 assegnati all’Italia con il Pnrr. Risorse, provenienti da sovvenzioni e prestiti dell’Rrf (Recovery and Resilience Facility), dedicate al contrasto delle conseguenze sull’economia causate dalla pandemia da Covid-19. Un’opportunità che rischia di trasformarsi in una sfida troppo difficile per gli enti locali, alle prese con carenza di risorse umane e professionali, e per le imprese.

    Pnrr e fondi europei, i commercialisti di Nola al fianco di Enti locali ed imprese

    L’obiettivo dei commercialisti di Nola è fornire un contributo decisivo in termini di assistenza per sfruttare al meglio questa opportunità irripetibile. Questo il tema al centro del dibattito che si aprirà venerdì 20 gennaio nel corso del workshop “I Commercialisti per il territorio – Recovery Plan e fondi europei: sfide e opportunità” organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Nola (Odcec) a Villa Minieri.

    Rainone (presidente Odcec): “E’ il momento di pensare di più ai propri doveri che ai propri diritti”

    “Siamo convinti che questo sia il momento di pensare di più ai propri doveri che ai propri diritti”, dice il presidente dell’Odcec Felice Rainone. “Seguendo le linee guida del Consiglio Nazionale vogliamo interpretare un ruolo chiave nello sviluppo economico e sociale delle nostre aree fornendo la massima assistenza ad enti locali ed imprenditori per cogliere in pieno la grande opportunità delle risorse europee. Lo faremo creando una apposita commissione che si dedicherà esclusivamente allo studio delle soluzioni più efficaci.

    Inoltre apriremo uno sportello telematico a disposizione di tutti coloro che necessitano di informazioni e/o del supporto dei nostri iscritti. Vogliamo diventare un modello da esportare anche al di fuori dei confini campani e per questo ho lanciato ai miei colleghi presidenti la proposta di replicare queste azioni nei rispettivi territori di competenza”.

    Attesi gli interventi del governatore Vincenzo De Luca e del sindaco della Città Metropolitana Gaetano Manfredi

    Al convegno parteciperanno esponenti di primo piano del mondo delle professioni, del credito, dell’impresa e della pubblica amministrazione. Tra i relatori, oltre al presidente dell’Odcec di Nola Felice Rainone e ad Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, anche il sindaco di Nola Carlo Buonauro, il presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola, il rettore dell’Università Parthenope Antonio Garofalo, il giudice del Tribunale di Nola Rosa Napolitano, il commissario straordinario del Governo della Zes Campania e Calabria Giuseppe Romano, il direttore Area Impresa Napoli e Provincia Intesa San Paolo Eugenio Caniglia, il dottore commercialista Odcec Nola Marina Parente. Attesi gli interventi del sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi e del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

  • Da Bergamo il grido d’allarme dei commercialisti

    Si è svolta oggi, lunedì 16 novembre, in modalità telematica l’Assemblea generale degli Iscritti all’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, in cui è stato presentato e approvato il Conto Preventivo 2021. L’Assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione economica del Paese, sottoposta alla forte pressione dell’emergenza Covid 19, sulla condizione delle piccole e medie imprese e sul ruolo dei professionisti nel fronteggiare le sempre crescenti problematiche di aziende e imprese.

    “L’emergenza sanitaria, si è inevitabilmente riflessa in un’emergenza economica a livello mondiale e a farne le spese sono pressoché tutti i comparti, in particolar modo le piccole e medie imprese con pochi addetti. In questi mesi abbiamo assistito ad una crescente difficoltà di programmazione da parte delle istituzioni, anch’esse travolte dall’imprevedibilità di questo virus e dall’inefficacia degli aiuti stanziati, rivolti solo ad alcune categorie. Quotidianamente noi professionisti ci troviamo ad ascoltare il grido di allarme d’imprenditori, che cerchiamo di trasmettere alla politica, così da trovare soluzioni condivise per affrontare con maggior incisività l’emergenza che stiamo vivendo. Tutto questo si somma ai difetti strutturali tipici del nostro Paese: eccesso di pressione fiscale e burocrazia, carenze logistiche e incertezza del diritto”, ha spiegato nel suo intervento Simona Bonomelli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, giunta al termine del suo mandato quadriennale.

    L’emergenza legata al virus, unita ai difetti strutturali che caratterizzano la nostra economia, non potrà che produrre una riduzione del reddito pro capite e un aumento delle condizioni di indigenza di un numero sempre maggiore di cittadini. Una crisi “di portata epocale” secondo il Barometro Censis-commercialisti, che mostra un quadro desolante: fatturato dimezzato per 370 mila attività, circa 460 mila piccole imprese a rischio chiusura, e oltre 415 mila in crisi di liquidità. L’unica possibilità per superare questo momento di crisi, è adottare in tempi rapidi misure di sostegno economico, snellimento degli adempimenti e tagli alla burocrazia. Proprio in questa direzione si è mosso il Consiglio nazionale, con una serie di proposte finalizzate ad alleggerire i costi fissi delle aziende per incentivarne la solidità e la capacità di rimborso all’indebitamento.

    “Ci siamo fatti portavoce anche per chiedere interventi urgenti sotto il profilo delle tutele di natura assistenziale per i professionisti: l’aumento di contagi investe anche gli stessi studi professionali, costretti a chiudere in caso di malattia. I lavoratori autonomi non possono essere lasciati soli a sopportare il peso delle responsabilità derivanti dal mancato rispetto dei termini dei vari adempimenti, sia di natura fiscale, sia di lavoro a causa dell’insorgere della malattia” ha chiarito Bonomelli.

     

    L’ORDINE

    In aumento gli iscritti all’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, che nel 2020 hanno raggiunto il numero di 1732 (1719 nel 2019) di cui 1692 iscritti nella sezione A, 27 iscritti nella sezione B e 13 iscritti all’elenco speciale. Nella sezione speciale STP lo scorso anno erano iscritte 30 società tra professionisti, quest’anno 37. I praticanti sono 95: di questi 74 sono tirocinanti dottori commercialisti e 21 tirocinanti esperti contabili. È stato nuovamente organizzato a cavallo tra il 2020 e il 2021 il corso di preparazione all’esame di stato per i praticanti a cui hanno partecipato 31 praticanti.

    Fondamentale il percorso di specializzazione e formazione continua che ciascun iscritto all’Ordine deve intraprendere all’interno della professione. Continuano e proseguiranno anche nel 2021 dunque le attività della Scuola di Alta Formazione SAF in stretto accordo anche con le Università, che dal mese di luglio si svolgono in modalità webinar per tutelare la salute degli iscritti e nel pieno rispetto delle normative anti Covid.

    Sono fermamente convinta che la professione debba continuare ad evolversi verso un ruolo di garanzia nell’ambito delle dinamiche economiche e ritengo sia necessario continuare a riaffermare tanto a livello nazionale, quanto a livello locale il ruolo della nostra categoria professionale. La nostra disponibilità ad essere presenti in prima linea per aiutare le istituzioni a trovare le migliori soluzioni per risollevare il tessuto economico del nostro territorio è evidente. Ci siamo sempre fatti portavoce delle esigenze non solo dei professionisti, ma anche delle imprese e aziende che rappresentiamo, di cui siamo testimoni quotidiani delle difficoltà causate dalle lungaggini burocratiche e dall’eccessiva pressione fiscale” ha concluso Bonomelli.

     

    Per informazioni: https://www.odcec.bg.it/

  • No del Sic (Sindacato italiano commercialisti) all’obbligo di denuncia dei clienti per evasione fiscale

    ROMA, 29 gennaio 2020 – “L’obbligo del commercialista di denunciare i propri clienti in odore di evasione fiscale è l’ennesimo atto di accanimento pregiudiziale e ideologico nei confronti della categoria”. Così Stefano Sfrappa, presidente del SIC Sindacato Italiano Commercialisti, commenta l’ultima direttiva dell’Unione Europea che in tempi brevi dovrà essere recepita anche dall’Italia e che prevede l’obbligo per i commercialisti di segnalare alle autorità fiscali le eventuali condotte fraudolente dei propri clienti che intendano evadere il fisco.

    “L’ultimo decreto del Governo che sta studiando la possibilità di obbligare i commercialisti a denunciare i propri clienti per evasione fiscale – sottolinea Stefano Sfrappa – è l’ennesimo atto di accanimento nei nostri confronti. Prima di tutto non sappiamo che cosa faccia il cliente nella sua quotidianità: il commercialista non ha e non intende avere poteri di investigazione e di indagine. In secondo luogo una cosa del genere entrerebbe in evidente conflitto con il mandato professionale ricevuto dal cliente. Siamo in un evidente stato di polizia tributaria. Lo Stato sta distruggendo le imprese e allontanando gli aspiranti giovani imprenditori, ma di questo passo non ci saranno più né imprese e né contribuenti”.

    “In ultima analisi – si chiede il presidente del SIC Sindacato Italiano Commercialisti – non dovevano essere l’incrocio dei dati, la moltiplicazione degli adempimenti telematici, la fattura e lo scontrino elettronico, gli algoritmi e l’intelligenza artificiale i nuovi strumenti per combattere in via definitiva l’evasione tributaria?”.

     

  • Crisi d’impresa, il Sindacato italiano commercialisti dice no alla proliferazione degli albi esterni

    “La proliferazione degli Albi esterni, che obbliga gli iscritti a gestioni, monitoraggi, formazione, iscrizioni e sanzioni multiple, è una follia che delegittima il sistema ordinistico creando confusione e duplicazione di energie sia per i commercialisti e sia per lo Stato”. Il Sindacato Italiano Commercialisti (SIC), attraverso il suo presidente Stefano Sfrappa, commenta così la riforma della crisi di impresa, che è stata discussa a Firenze in occasione del convegno nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, a cui ha partecipato anche il presidente dei commercialisti italiani Massimo Miani.

    “Nel caso specifico del nuovo albo dei curatori – sottolinea Sfrappa – previsto dall’articolo 356 del codice della crisi, si auspica uno smantellamento dei limiti e dei vincoli temporali per potervi accedere. Fermo restando l’obbligo di formazione dedicata per tutti, dovrebbe essere sufficiente la condizione di avere già svolto almeno un incarico in procedure concorsuali”.

    “Nonostante le lettere di attenzione, saluto e “assist” sul tema della crisi pervenute dal presidente del Consiglio e dal Ministro di Grazia e Giustizia nel corso del convegno – aggiunge Sfrappa – il nostro rapporto con il mondo della politica resta solo formale e di facciata, senza che si riesca ad avere un’interlocuzione seria o un ascolto effettivo. È già successo recentemente sulla questione degli ISA e sul tavolo di ascolto che, in seguito allo sciopero, doveva costituirsi con il MEF, ma che non è mai stato istituito, e con il corposo documento sulle semplificazioni a cura del Consiglio nazionale e di Confindustria, anch’esso rimasto completamente disatteso. Gli indicatori finalizzati a far emergere anticipatamente la crisi sono stati già trasmessi al MISE circa un mese e mezzo fa e sono ora resi pubblici, ma non sono stati ancora autorizzati dallo stesso Ministero. E’ questo un tema importante che deve essere attentamente studiato e che richiede un cambio di mentalità non solo dei professionisti ma anche degli imprenditori”.

    “Nel corso del convegno di Firenze – ribadisce infine Sfrappa – il presidente Miani ha ribadito come il principio dell’equo compenso dovrebbe essere sempre applicato quando un commercialista svolge un ruolo pubblico. Sul tema specifico del convegno, è stato posto l’accento sul tema della responsabilità dei professionisti (che dovrebbe poter essere limitata a un multiplo dei compensi percepiti) e sull’obbligo di copertura professionale anche per gli Amministratori, evitando in tal modo che l’azione di risarcimento venga promossa soltanto contro i Commercialisti che hanno già una copertura assicurativa obbligatoria”.

  • La nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza sotto i riflettori dei massimi esperti italiani riuniti per due giorni al Teatro Sociale a Bergamo Alta

    Grande partecipazione al Teatro Sociale di Bergamo Alta per la prima giornata del convegno “La nuova Disciplina della crisi e dell’insolvenza” organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, in collaborazione con l’ordine professionale degli Avvocati, il Consiglio Notarile di Bergamo e il Tribunale di Bergamo.
    <<Come Ordine sono davvero orgogliosa di aver organizzato questo importante convegno sulla nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza, un tema quanto mai “caldo” e all’ordine del giorno – afferma Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo-. Per i professionisti iscritti al nostro Ordine e, in particolare, per coloro che ricoprono il ruolo di curatore fallimentare, liquidatore giudiziale e commissario si tratta infatti di un cambiamento epocale considerato che la legge sul fallimento che “sta andando in pensione” risale a ben 77 anni fa: come professionisti vogliamo essere quindi attori fondamentali di questo passaggio storico>>.
    Tanti i temi trattati da Accademici ed esperti della materia, intervenuti quest’oggi per fare chiarezza sui punti ancora oscuri della riforma e sui mutamenti che investiranno i protagonisti delle procedure concorsuali.
    Primo tra tutti Renato Rordorf, Presidente della Commissione Ministeriale per la riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali, già Presidente aggiunto della Corte di Cassazione che ha analizzato la struttura e gli obiettivi del Codice della Crisi, elencandone anche le criticità che riguardano principalmente l’organicità di questa riforma che sostituisce dopo oltre 70 anni la legge fallimentare, il cui impianto risultava decisamente superato.
    Rordorf ha infatti spiegato che l’intenzione del legislatore era di ricomprendere tutte le ipotesi di insolvenza all’interno di un quadro organico, compresa l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, che invece è rimasta fuori dalla riforma, così come la specializzazione dei magistrati. Alcune procedure invece, come quelle di risanamento, sono state rese fin troppo burocratizzate.
    Una riforma definita da più parti “incompleta” in cui pesa la mancata previsione di tribunali specializzati così come le criticità riguardanti il nuovo Albo dei curatori fallimentari, commissari giudiziali e liquidatori. L’intera normativa relativa alla crisi d’impresa infatti, entrerà in vigore nel 2020, mentre una serie di norme, tra cui quella attinente all’istituzione dell’Albo, sono operative già dal 16 marzo di quest’anno. Occorre dunque un regolamento attuativo che definisca tutte le regole di funzionamento, in caso contrario l’Albo rischia di non poter operare. È inoltre emersa la richiesta di rivedere il termine temporale di quattro anni entro cui bisogna aver ricevuto i quattro incarichi di curatore, commissario e liquidatore che permettono di iscriversi in prima battuta all’Albo così come la questione degli attestatori, i cui incarichi non vengono indicati tra quelli che permettono l’ingresso nell’Albo stesso.
    Interessante il confronto tra la legge fallimentare, andata in pensione dopo 77 anni e la nuova riforma, approfondito dal Dott. Mauro Vitiello, Capo Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, così come le affinità e le divergenze tra fallimento e liquidazione presentate dal Dott. Luciano Panzani, Presidente della Corte d’Appello di Roma.
    Il tema del procedimento unitario di regolazione della crisi o dell’insolvenza è stato affrontato dal Prof. Avv. Stefano Ambrosini, Ordinario di Diritto Commerciale Università degli Studi del Piemonte Orientale e il Dott. Giovanni Nardecchia, Giudice nel Tribunale di Monza mentre il tema delle nuove misure cautelari e protettive è stato discusso dal Prof. Avv. Massimo Fabiani, Ordinario di Diritto Commerciale Università degli Studi del Molise e dal Dott. Salvo Leuzzi, Magistrato addetto all’Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione. A coordinare la giornata, la Dott.ssa Laura De Simone, Presidente di Sezione nel Tribunale di Bergamo.
    L’evento, che vede il patrocinio di Corte d’Appello di Brescia, Tribunale di Bergamo, Regione Lombardia, Confindustria Camera di Commercio Provincia e Comune di Bergamo, Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Cassa Nazionale di Previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, Cassa Nazionale di Previdenza e assistenza dei ragionieri continuerà nella giornata di martedì 19 marzo dalle 9.00 alle 18.30, sempre nella suggestiva location del Teatro Sociale di Città Alta.
    Coordinerà la seconda sessione di lavoro, la Dott.ssa Maria Rachele Vigani, Presidente della Commissione procedure concorsuali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, che modererà il dibattito dal titolo “Le procedure di allerta: organi di controllo, indicatori della crisi, ruolo degli Organismi di Composizione della Crisi d’Impresa”.
    <<Si tratta di una riforma storica la cui ratio muove dalla volontà del Legislatore di salvaguardare la continuità dell’impresa e, in questa direzione, l’aver approntato il meccanismo delle procedure di allerta risponde a questa esigenza. Come commercialisti crediamo che questo appuntamento sia un primo importante passo nella svolta che l’ormai “ex fallimento” avrà da qui ai prossimi anni>>, conclude Maria Rachele Vigani.
  • Industria 4.0: anche i commercialisti nella quarta rivoluzione industriale

    Il recente report dell’Osservatorio Industria 4.0, redatto dalla School of Management del PoliMi ha messo in luce la crescita, tra le imprese italiane, del livello di conoscenza di Industria 4.0, che nel Belpaese muove un mercato da circa 1,7 miliardi di Euro. La dinamicità dello scenario del nostro paese è testimoniata da una media di 3,4 applicazioni (di Industrial Internet of Things e Industrial Analytics) già installate da ciascuna azienda.

     

    Ma non solo. È alta anche la percentuale di utilizzo degli incentivi fiscali previsti da Industria 4.0: dalla ricerca emerge che il 52% delle aziende intervistate ha deciso di usufruire del superammortamento al 140%, il 36% dell’iperammortamento al 250%. Il 29% utilizzerà il credito di imposta per ricerca e sviluppo e il restante 7% compirà investimenti in startup.

     

    “Industria 4.0 è prima di tutto una sfida culturale che anche la categoria dei commercialisti è chiamata ad affrontare – ha dichiarato Fabio Marchetto, Presidente dell’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie – Grazie al Piano Nazionale Industria 4.0, il tema dell’innovazione e della competitività delle aziende è tornato al centro del dibattito anche del mondo dell’educazione e delle professioni. In questo contesto, i commercialisti sono chiamati ad evolvere dal ruolo di meri consulenti fiscali e tributari per diventare sempre più quello di parte integrante e attiva del processo di ammodernamento delle aziende. Che, nel caso di Industria 4.0, significa proporre la strategia più idonea, disegnando progetti sulle specificità di ciascuna realtà aziendale. Questa è quindi una duplice grande occasione: per le imprese di avere a disposizione uno strumento per far crescere la competitività e per i commercialisti nuove opportunità di specializzazione e nuovi sbocchi per la professione”.

     

    Per aiutare i commercialisti ad aggiornarsi e ad evolvere e quindi renderli più competitivi, nel panorama dei gestionali sono attivi numerosi software cloud commercialisti che aiutano professionisti e imprese a comunicare in maniera rapida, semplice ed efficace. Come ad esempio SkyAccounting, piattaforma di fatturazione e contabilità in cui cliente e commercialista condividono i dati in tempo reale e sulla stessa piattaforma.

  • Redditi in calo per i commercialisti

    La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha presentato a Roma il rapporto annuale sulla professione, dati che riguardano redditi e iscrizioni di professionisti collocati in tutta Italia.

    REDDITI IN CALO

    I commercialisti hanno visto i propri redditi diminuire del 14% negli ultimi 10 anni e la metà di loro dichiara meno di 33.000 euro all’anno.  Netta la differenza tra Nord e Sud Italia: il reddito medio nelle regioni al Nord è di 80.000 euro all’anno, al Sud 30.000 euro. In Trentino Alto Adige, ad esempio, il reddito medio del commercialista è 105.000 euro annuali contro i 24.000 dichiarati in Calabria.

    Tuttavia in tutte le aree territoriali si è registrato un aumento dei redditi medi: +2,3 % al Nord, +2% al Centro, +1,7% al Sud. Le regioni con incremento maggiore rispetto alla precedente rilevazione sono Basilicata (+8,5%), Calabria (+3,6%) e Piemonte (+3,5%). Umbria (-0,7%) e Sardegna (-2%) sono invece le due regioni in calo.

    Tali statistiche sono state elaborate a partire dai dati delle Casse di previdenza dei dottori e dei ragionieri.

    DATI SULLE ISCRIZIONI

    Nel corso del 2016 gli iscritti all’Albo sono aumentati dello 0,5%, dopo il periodo 2013-15 in cui la tendenza era stabile all’1%. Dal punto di vista geografico la crescita è così suddivisa: +0,9% al Nord, +0,3% al Centro, +0,1% al Sud.

    Aumenta dello 0,3% il dato delle iscrizioni femminili, in lieve calo gli under 40 (-0,2%) e leggero aumento per gli over 60 (+0,4%).

    Aumentano del 36% gli esperti contabili (sezione B dell’Albo) e del 3,1% i praticanti.

    CONCLUSIONI

    Per concludere possiamo affermare che ormai gli studi sono obbligati ad ottimizzare al massimo le spese, senza fare tagli drastici ma scegliendo personale qualificato e tecnologie di reale supporto all’attività quotidiana (software per commercialisti, installazioni in cloud, server protetti). Scelte vincenti per migliorare l’efficienza e mantenere la clientela sempre soddisfatta.

  • Redazione del Bilancio UE sulla base dei nuovi principi contabili nazionali e internazionali

    È tempo di bilanci, ma con regole nuove. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC) di Bergamo e l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UGDCEC) di Bergamo, giovedì 16 marzo dalle ore 9 alle 13 presso la sede in via Rotonda dei Mille, 1 a Bergamo, affronteranno la questione durante il convegno «Redazione del Bilancio UE sulla base dei nuovi principi contabili Nazionali e Internazionali».

    Numerose sono, infatti, le novità introdotte in tema di principi di redazione del bilancio di esercizio dal D. Lgs 139/2015, con cui è stata recepita la direttiva 2013/34. In particolare, si valuterà l’impatto che la modifica legislativa ha avuto sui principi contabili nazionali in un’ottica di avvicinamento agli standard contabili internazionali che prediligono il principio di prevalenza della sostanza economica dell’operazione sulla forma giuridica.

    Un percorso di approfondimento che arriva ora alla sua quarta giornata (il quinto e ultimo incontro si terrà il 24 marzo) e che vedrà l’intervento del Dott. Raffaele Marcello, membro del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con delega alla revisione e ai principi contabili. Una presenza importante che aiuterà i Dottori Commercialisti di Bergamo a meglio comprendere l’evoluzione della professione con una significativa opportunità di confronto con i vertici della categoria.

    Inoltre, con il Prof. Pierluigi Marchini, Presidente della Fondazione Centro Studi dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, saranno analizzate le modifiche intervenute nei nuovi OIC così da comprendere al meglio come declinare i più importanti principi contabili nazionali nella redazione dei bilanci.

  • Previdenza, welfare e incompatibilita

    Un approfondimento tutto dedicato alla previdenza, al welfare e ai progetti messi in campo per aiutare le giovani generazioni di commercialisti a costruire il proprio futuro. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, venerdì 10 marzo dalle ore 15 alle 19 presso l’ex Borsa Merci, Palazzo del Contratti e delle Manifestazioni di via Petrarca 10 a Bergamo, organizza il convegno «Il percorso previdenziale del dottore commercialista alla luce delle novità in tema di previdenza, welfare e incompatibilità».

    Evoluzioni della normativa e degli interventi previdenziali saranno illustrate dal dott. Walter Anedda, presidente della Cassa Nazionale Previdenza Assistenza Dottori Commercialisti, dal dott. Michele Pirotta, consigliere Cassa Nazionale Previdenza Assistenza Dottori Commercialisti, dal dott. Fabio Pessina, Consigliere Cassa Nazionale Previdenza Assistenza Dottori Commercialisti, dal dott. Alessandro Mano, Dottore Commercialista delegato Cassa Ordine di Bergamo e dal dott. Riccardo Trezzi, Dottore Commercialista delegato Cassa Ordine di Bergamo.

    L’argomento previdenza – spiega il dott. Riccardo Trezzi, Dottore Commercialista delegato Cassa Ordine di Bergamo – oramai coinvolge trasversalmente tutte le categorie dei lavoratori. La Cassa di Previdenza dei commercialisti è guardata come soggetto di riferimento perché è stata tra le prime, se non la prima in assoluto, ad inserire una modifica strutturale, passando dall’anno 2003 dal sistema retributivo (premiale) al contributivo (basato sui contributi versati) anticipando altri Enti previdenziali. Questo intervento, quando le altre Casse di Previdenza stavano ancora a “guardare”, ha consentito all’Ente di mettere in sicurezza i conti. Inoltre la Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti vanta un’ottima gestione finanziaria del patrimonio degli iscritti ed esprime una solida sostenibilità previdenziale in un arco temporale di 50 anni ”.