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  • ODCEC Bergamo: vicini a colleghi e professionisti colpiti dalla crisi

    Il 2020 ha messo la città di Bergamo di fronte a una realtà fatta di privazioni, sacrifici e distanze, testando duramente il suo tessuto sociale ed economico. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, seppur nella lontananza fisica imposta dalle restrizioni, coglie l’occasione del Natale per esprimere la propria vicinanza a chi soffre e per un messaggio che la Presidente dell’Ordine Simona Bonomelli rivolge ai colleghi al fianco di tanti imprenditori e liberi professionisti colpiti dalla crisi pandemica.

    «La nostra categoria sempre evidenzia, grazie al supporto di ciascuno di noi, di avere ampie risorse da offrire per lo sviluppo del Paese, dimostrandosi competente nelle diverse situazioni che siamo chiamati ad affrontare e rivelandosi punto di riferimento per il tessuto sociale – sottolinea la Presidente Simona Bonomelli – Infatti, in ogni momento siamo consapevoli che ciascuno di noi è chiamato a farsi diligentemente e costantemente portatore dei valori di etica e legalità, che da sempre perseguiamo, dandone evidenza anche all’esterno, nell’ottica positiva di una categoria sempre al servizio del cittadino e delle Istituzioni, al fine del raggiungimento di migliori condizioni per l’intero Paese».

    Anche quest’anno, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, l’Ordine ha scelto di aiutare due realtà radicate sul territorio bergamasco: l’Opera Diocesana Patronato San Vincenzo e l’Associazione di Promozione Sociale a supporto della ricerca sui tumori cerebrali “Cancersucks”, che conta tra i promotori diversi iscritti all’Ordine.

    Avvicinandosi al termine del 2020, l’Ordine chiude un bilancio degli iscritti positivo con l’ingresso di 42 nuovi professionisti. In totale, gli iscritti sono 1735, di cui 1145 uomini e 590 donne. Tra questi, Silvio Cavalleri, Gianfranco Ceruti, Giovanni Legrenzi, Vincenzo Monorchio e Ignazio Roppolo hanno tagliato l’importante traguardo dei 50 anni di carriera.

  • I primi desideri dopo il lockdown: amici fuori regione e cinema

    Dal 3 giugno potremo tornare a viaggiare anche fuori dai confini regionali e, in qualche modo, avremo più libertà. Ma chi vogliamo rivedere per primi e, anche, dove abbiamo intenzione di andare ora che le regole sono meno ferree? La risposta arriva dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, più di 35.000.000 di italiani non vedono l’ora di rivedere gli amici (80,4%) e, escludendo parrucchiere e ristorante, de facto già frequentabili, la maggior parte degli “ex” rinchiusi non vede l’ora di andare al cinema (13.000.000 di individui pari al 29,7% del campione).

    Chi vogliamo rincontrare

    Le cronache di questi ultimi mesi sono state affollate da storie di famiglie e rapporti interrotti perché separati dagli invalicabili confini regionali; ma adesso che questi limiti stanno per essere abbattuti, quale sarà la prima visita che faranno gli italiani? Secondo i risultati del sondaggio condotto da mUp research e Norstat per Facile.it, la risposta è netta: oltre 8 italiani su 10 (80,4%) andranno subito a trovare gli amici.

    Sarà perché gli amici te li scegli e i parenti…te li trovi, ma i primi doppiano i secondi nelle preferenze; a voler andare a trovare i parenti fuori regione sono, infatti, solo il 39,8% dei rispondenti.

    Forse per una sorta di bisogno di normalità o, anche, perché sul lavoro nascono belle relazioni, il 16,4% dei rispondenti (addirittura 20,2% se si guarda al solo campione maschile) ha dichiarato di aver nostalgia dei propri colleghi.

    Solo l’11,1%, invece, non vede l’ora di ricongiungersi con il partner o il coniuge che vive fuori regione.

    Dove vogliamo tornare

    La seconda domanda posta ai rispondenti era relativa a quale fosse non la persona, bensì il luogo “proibito” durante la quarantena in cui non vedevano l’ora di tornare.

    Escludendo tanto parrucchieri ed estetisti quanto ristoranti, da qualche giorno nuovamente frequentabili, e che avevano ottenuto percentuali altissime (rispettivamente 55,4% e 47,1%; per i parrucchieri e gli estetisti con addirittura il 66,3% nel sotto campione femminile), il primo posto dove gli italiani hanno gran voglia di rimettere piede è il cinema. Hanno indicato questa opzione, come detto in precedenza, il 29,7% dei rispondenti.

    Sono appena meno del 20% (19%) gli intervistati che hanno molta voglia di riprendere a frequentare i propri luoghi di culto e quelli che non vedono l’ora di riprendere in mano le valigie per viaggiare all’estero (18,2%, addirittura il 23,4% fra i residenti del Nord Est ed il 26,6% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 ed i 34 anni).

    È ancora la voglia di cultura a guidare la scelta del 16,2% dei rispondenti che vorrebbe tornare a visitare una mostra, mentre il 15,8% desidera fare un bel tuffo in piscina ed il 14,9% riprendere a frequentare la sua palestra abituale.

    Sono molti, 14,7% del campione, anche gli italiani che sognano di poter presto assistere ad un concerto e, anche se questo può sorprendere, il 12,9% dei rispondenti… non vede l’ora di tornare alla sua scrivania in ufficio.

    Tra gli altri luoghi oggi ancora inaccessibili, ma che tanti italiani hanno voglia di riprendere a frequentare troviamo i teatri (10,1%), gli stadi (7,5%) e le discoteche (4,2%).



    *Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020