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  • San Martino Buon Albergo in campo per le famiglie

    A seguito dell’emergenza Corona Virus il Comune di San Martino Buon Albergo si è impegnato nell’elaborazione di piani assistenziali per i propri cittadini. Per mezzo di ISAC, Istituzione Servizi al cittadino, l’Amministrazione ha messo in campo una serie di azioni di intervento straordinario, implementando una rete sociale assistenziale e intervenendo nell’aiuto e sostegno economico dei lavoratori e delle istituzioni scolastiche.

    Attivato fin da subito, il servizio di consegna a domicilio della spesa alimentare e/o di medicinali per persone bisognose, cioè impossibilitate ad uscire di casa e senza una rete familiare e sociale che li possa sostenere. Un impegno reso possibile dalla disponibilità di quattro associazioni del territorio – Avis, Ci Siamo Noi, CNGEI scout e Croce Blu – coordinate dalle Assistenti sociali ISAC.

    Al via da lunedì 30 marzo un servizio telefonico di ascolto e sostegno psicologico a distanza, con una figura specializzata in psicologia d’emergenza, per persone che non possono uscire di casa e rischiano la solitudine e la depressione. L’iniziativa chiamata “Ti ascolto” è possibile grazie alla collaborazione con il Progetto “Abbracci” della cooperativa L’Alveare finanziato dalla Fondazione Cariverona. Per accedere al servizio è sufficiente telefonare al numero 346237059, attivo nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e il sabato dalle 10.00 alle ore 12.00.

    In fase di avvio invece il progetto “Nuove povertà” che fornirà in primis informazioni e orientamento a lavoratori e piccole aziende locali, quali negozi, botteghe e micro-attività, sulle possibilità di accesso alle varie forme di aiuto e di ammortizzatori sociali straordinari che Stato e Regione stanno mettendo in campo. In secondo luogo “Nuove povertà” fornirà, tramite i Servizi Sociali comunali, forme di ausili finanziari temporanei, i cosiddetti “prestiti d’onore”, in favore dei lavoratori, affinché possano disporre di liquidità e sostentamento in vista dell’accesso agli ammortizzatori previsti da Stato e Regione.

    Sul fronte scuole invece, con l’obiettivo di attenuare le spese a carico delle famiglie che non beneficiano dei servizi di supporto allo studio, ISAC ha annullato i pagamenti delle rette e tariffe dei servizi educativi e scolastici comunali che riguardano l’asilo nido, le scuole materne, le mense e il trasposto scolastico per l’intero mese di marzo ed è ciò che, salvo cambiamenti della situazione, avverrà anche per aprile.

    Inoltre, in accordo con i presidenti delle tre Scuole dell’Infanzia Paritarie del territorio (Sacro Cuore di Marcellise, Don Luigi Grigolini di Mambrotta, Maria Immacolata di Ferrazze), ISAC ha raggiunto un accordo che prevede l’accelerazione della proposta nazionale della Federazione Italiana Scuole Materne con l’obiettivo di abbattere del 65% nei mesi di marzo e aprile le rette delle famiglie degli alunni.

    L’Amministrazione comunale si è dunque adoperata per intervenire in aiuto, in via straordinaria, delle tre scuole che rinunciando all’entrata mensile delle rate si troveranno con poca liquidità. Per questo motivo saranno erogati alle scuole, in via anticipata, i fondi previsti dalle vigenti convenzioni tra ISAC e le scuole stesse per l’anno 2020 e quelle previste dal Fondo nazionale per il “Piano 0-6 anni” così da garantire alle tre scuole sufficiente liquidità per coprire le spese fisse fintanto che non potranno accedere anch’essi agli ammortizzatori sociali straordinari messi in campo a livello nazionale.

  • Tari: a San Martino Buon Albergo i cittadini risparmiano

    Con la fine dell’anno, è tempo di bilanci anche per l’amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo.

    «Siamo molto soddisfatti – spiega Franco De Santi, Sindaco di San Martino Buon Albergo -. Quando siamo stati eletti nel 2007, la raccolta differenziata a San Martino Buon Albergo raggiungeva circa il 57%, ora invece abbiamo raggiunto l’80%. Ben 23 punti in più, che erano l’obiettivo che ci eravamo preposti una volta insediati. In questi anni ci siamo impegnati per fornire ai cittadini – che ringrazio per l’impegno – tutti gli strumenti necessari per svolgere al meglio la raccolta differenziata, abbiamo organizzato momenti d’incontro e riunioni informative, anche nelle scuole. Sul territorio, è stato fondamentale anche il controllo capillare dei Vigili».

    Fondamentale infatti è stata l’introduzione dell’accesso all’Ecocentro solo tramite la tessera sanitaria, che ha permesso non solo la diminuzione degli ingombranti ma anche un maggior controllo degli accessi e della quantità di materiale da smaltire. Anche il servizio a pagamento di raccolta porta a porta di erbe e ramaglie, che ha visto un incremento della richiesta nell’ultimo anno, ha ottenuto un buon riscontro dai cittadini che scelgono il servizio invece di recarsi autonomamente e gratuitamente presso l’Ecocentro aperto 7 giorni su 7.  Nel 2020, nei parchi comunali di San Martino Buon Albergo, verranno inoltre installati i cartelli con le informazioni riguardanti la degradazione dei rifiuti, per sensibilizzare i cittadini sul loro corretto smaltimento. Oltre ai cartelli nei parchi, l’Amministrazione comunale conferma anche per il prossimo anno le iniziative nelle scuole e l’attenzione da parte della Polizia Locale perché, come dichiara Mauro Gaspari, Vicesindaco e Assessore all’ecologia «Siamo consapevoli che l’80% è un ottimo risultato ma bisogna lavorare costantemente per mantenerlo e, si spera, migliorarlo»

    L’anno nuovo porta anche una diminuzione delle tasse per i cittadini di San Martino. Grazie infatti ad un grande lavoro di risparmio e ad una perfezionata programmazione da parte dell’Amministrazione comunale, la Tari diminuirà del 3% per le famiglie. Per i negozianti è confermato lo sconto del 30% della tariffa per i locali commerciali di dimensioni inferiori ai 150 mq.

    «Quest’anno abbiamo raggiunto due importanti obiettivi del nostro programma: diminuire le tasse e aumentare la raccolta differenziata. I costi a carico del Comune per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti saranno superiori dello 0,7%, ma non abbiamo voluto gravare sulle tasche dei cittadini. La Giunta, insieme agli uffici competenti, ha lavorato per trovare le risorse necessarie per diminuire la Tari per i privati. Un segnale importante per famiglie del nostro comune» conclude il Vicesindaco.

  • Un buon momento per sostenere la nostra Città

    Un buon momento per sostenere la nostra Città

    Continuano gli interventi di miglioramento alla città da parte dei Cittadini.
    I Cittadini Volontari “Retake Padova” questa domenica hanno dedicato una mattinata piena ad una delle piazze più frequentate ed estetiche di Padova, Prato della Valle.

    Sono ormai 62 gli interventi eseguiti nei primi 10 mesi del 2019, con una partecipazione totale di 292 volontari ed un attivo di 328 sacchi di immondizia raccolti.

    Tutto questo per “modificare l’ambiente” migliorandolo.

    I volontari tolgono le scritte e adesivi dai cartelli stradali, raccolgono spazzatura; dai mozziconi di sigaretta ai ruderi di biciclette abbandonate.

    Lo scopo ..? conferire estetica e vita al territorio Patavino … .
    C’è una grande voglia di creare, e fare in modo di ottenere “Il bello più bello”; questo è lo slogan ed intento del gruppo.

    Nell’ultima uscita, i 17 volontari presenti hanno riempito di pulizia e gioia le aree periferiche dell’isola Memia.

    Tutto questo, sta raccogliendo sempre più consensi tra i passanti e i volontari che si prestano a queste attività. Al momento nel gruppo di Padova sono presenti 101 cittadini volontari che si sono resi disponibili a sostenere l’idea di rendere la nostra città ancora più Bella.

    Un grazie al gruppo “La Via della Felicità” per la presenza assidua spalla a spalla; anche loro operano per un ambiente migliore condividendo un programma dell’omonima guida al buon senso di L. Ron Hubbard e all’Aps-Acegas per il supporto e la collaborazione sempre pronta e vivace.

  • Uil Polizia, commissariati romani al collasso tra improvvisazione, sprechi e privilegi

    Il segretario generale provinciale Antonio Costa denuncia una realtà al limite, frutto di un modus gestionale privo di un concreto e razionale progetto complessivo

    Roma – La quasi totalità dei commissariati romani è allo stremo per una carenza degli organici e per un modus gestionale privo di un concreto e razionale progetto complessivo.
    Gli unici desolanti assunti concettuali che sembrano rincorrersi senza soluzione di continuità sono espressi dalle parole chiusura e accorpamento.
    A lanciare l’allarme è l’attivissimo e attento sindacato Uil Polizia, per voce dell’indefesso segretario generale provinciale di Roma Antonio Costa che concentra l’attenzione sul caso emblematico del Commissariato S. Ippolito, sotto sfratto e con un contenzioso con la proprietà che impone un rilascio immediato dell’immobile. La nuova sede, ubicata in via A. Tedeschi, zona peraltro fuori mano in un plesso scolastico, sarà pronta tra due anni e nell’attesa la soluzione individuata sembrerebbe quella di ammassare uomini, logistica e archivio nei locali del Commissariato Porta Pia, con inimmaginabili disagi per gli operatori in divisa, ma soprattutto per i cittadini, quell’utenza già troppo esasperata a cui dovrebbe è rivolta la cogente offerta istituzionale.
    “Sono anni che i cittadini romani ed i lavoratori della Polizia di Stato attendono iniziative concrete — denuncia Costa —, ma i provvedimenti che sono stati assunti sinora sono stati la chiusura nelle ore notturne di sempre più commissariati, a cui si è stati obbligati per una oggettiva mancanza di personale. Al netto di una contrazione generale degli organici della Polizia di Stato, 2.227 sono stati i pensionamenti nel 2016 contro sole 1.140 assunzioni, ed è così pressoché ogni anno, l’asfissia e la paralisi dei commissariati è dovuta anche e soprattutto ad altri fattori.
    Sono anni che in taluni commissariati la cui sorte sembra segnata dal progetto ‘taglia e accorpa’, non viene assicurato alcun ricambio del personale che va in pensione o che viene trasferito, riducendo questi uffici ad organici talmente bassi da determinare una reale paralisi della loro attività.
    Sempre più posti territoriali di polizia, tra quelli ancora aperti nelle ore notturne, non possono assicurare la presenza necessaria chiudendo i battenti e costringendo utenti ed operatori di polizia alla caccia al tesoro, Google Maps alla mano, per fare una denuncia o per trattare arresti o altre emergenze.
    Tra gli uffici prescelti per essere immolati alla furia iconoclasta dei tagli ai servizi per i cittadini ci sono realtà operative importanti ubicate in territori popolosi e critici come Appio Nuovo e San Giovanni, Sant’Ippolito e Porta Pia, Torpignattara e Porta Maggiore, Genzano e Albano.
    Queste strutture, bollate come pazienti terminali, stanno lentamente abbandonando i territori per mancanza di uomini. Nonostante l’impegno sovrumano e la disponibilità degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, diventa difficile assicurare pattuglie, svolgere indagini, erogare quei molti ed importanti servizi ai cittadini.
    L’esiguo numero di poliziotti trasferiti a Roma negli ultimi anni viene spesso utilizzato per potenziare uffici centrali e le divisioni della Questura piuttosto che i commissariati che sono i principali presidi per il controllo e la presenza della polizia sul territorio. Non parliamo dei poliziotti che a Roma vengono dirottati presso ministeri e sedi istituzionali per essere impiegati in scorte e vigilanze.
    Senza contare vecchi rituali improponibili nella situazione odierna, ma che sono la realtà di molti uffici di polizia a Roma, come le auto e gli autisti a disposizione esclusiva dei dirigenti, segreterie particolari e uffici del personale ipertrofici a cui vengono demandati compiti che gestiti centralmente farebbe risparmiare risorse vitali per il controllo del territorio.
    Se vi fosse un progetto razionale, trasparente e condiviso, saremmo i primi a prenderne atto e a sostenerlo, ma accompagnare questi uffici verso una lenta agonia ai danni dei cittadini romani e dei poliziotti è inaccettabile.
    Continuare a gestire la sicurezza ed il controllo del territorio nelle ore serali e notturne all’insegna dell’improvvisazione è altrettanto inaccettabile. E’ assurdo pensare che a un solo operatore, possa essere attribuita la responsabilità della trattazione di eventi su tre, quattro o cinque zone della Capitale come avviene oggi. Crediamo sia necessario realizzare un Ufficio Controllo del Territorio con idonei spazi e numero di operatori. Solo in questo modo si può assicurare una gestione puntuale ed efficiente delle emergenze, gestire persone arrestate, fermate o denunciate ed intervenire tempestivamente in caso di notizie di reato che impongono accertamenti ed attività urgenti. E così si potrà parlare realmente di sicurezza, termine che la realtà quotidiana purtroppo svuota costantemente di significato e non garantisce la sacrosanta pretesa di effettività operativa da parte dei corpi collettivi.
    Crediamo che gli slogan, le promesse, le attese, gli sprechi ed i privilegi siano oggi più che mai fuori tempo massimo per i cittadini ed i poliziotti romani”.