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  • Gestione efficace del team: le strategie vincenti di Jobiri

    Nell’attuale mondo del lavoro, la capacità di gestire un team è una competenza chiave che qualsiasi manager deve sviluppare per avere successo e per garantire il successo dell’azienda stessa. Jobiri, la prima piattaforma online basata su AI che ottimizza e accelera l’inserimento nel mercato del lavoro e non solo, propone una serie di strategie vincenti per raggiungere in maniera concreta ed efficace questo obiettivo.

    Milano, dicembre 2023 – La gestione del team di lavoro da parte di un manager implica la direzione, la supervisione e il coordinamento delle attività di un gruppo di individui con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi dell’organizzazione.

    La gestione di un team richiede, quindi, la capacità di guidare, ispirare, risolvere problemi complessi e prendere decisioni importanti che hanno poi degli impatti sull’andamento e il successo dell’intera organizzazione. Sono numerose e diverse le ragioni per cui è fondamentale per i manager sviluppare questa soft skills:

    • Efficienza operativa: un’efficace gestione efficace del team contribuisce a un flusso di lavoro più efficiente, riducendo gli sprechi di risorse e migliorando la produttività complessiva dell’azienda
    • Crescita professionale dei dipendenti: la gestione del team può favorire lo sviluppo personale e professionale dei membri del team, creando un ambiente in cui ognuno può raggiungere il proprio massimo potenziale
    • Clima di lavoro positivo: una corretta gestione del team favorisce la creazione di un ambiente di lavoro positivo, promuovendo soddisfazione e benessere dei dipendenti
    • Raggiungimento degli obiettivi aziendali: la gestione del team è fondamentale per garantire che il lavoro di squadra sia orientato al conseguimento degli obiettivi aziendali, contribuendo così al successo complessivo dell’organizzazione.

    Le 5 strategie vincenti per una perfetta gestione del team

    In che modo i manager possono mettere in atto una gestione del team efficace? Ecco le 5 strategie individuate da Jobiri:

    1) Definisci ruoli e aspettative chiari

    Definire ruoli e responsabilità chiari è fondamentale per una gestione del team efficace in quanto aiuta ciascun collaboratore a comprendere cosa il manager si aspetta da ciascuno di essi e riduce qualsiasi tipologia di ambiguità o incomprensione relativa agli obiettivi da raggiungere e alle attività da svolgere.

    2) Delega responsabilità

    Per una efficace gestione del team è molto importante anche saper delegare. Un manager che sa quali attività delegare e a chi affidare ciascuna di queste attività è una figura che viene apprezzata dai suoi collaboratori proprio perchè mostra nei loro confronti fiducia e stima. I dipendenti, a loro volta, pur sentendo un peso di responsabilità maggiore, avvertono in questo modo un riconoscimento senza precedenti del proprio valore professionale.

    3) Comunica sempre in maniera chiara e trasparente

    Tra le strategie vincenti per una corretta gestione del team non può mancare una comunicazione chiara e trasparente. I leader devono, infatti, essere in grado di trasmettere informazioni in modo efficace e di ascoltare attivamente idee, preoccupazioni ed opinioni di tutti i membri del team.

    4) Stabilisci obiettivi SMART e monitora i progressi

    Un’altra strategia chiave per una gestione del team efficace e per migliorare le sue prestazioni consiste nel fissare obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e vincolati nel tempo (SMART) per il team e i suoi singoli membri. Tali obiettivi SMART aiutano ad allineare ciascun membro del team alla vision e alla mission dell’organizzazione, a motivarlo nel perseguire risultati impegnativi ma realistici e a misurare i progressi e i risultati del team.

    5) Apprezza e premia i risultati raggiunti

    Infine, ultima ma non meno importante strategia proposta da Jobiri è quella di saper apprezzare e premiare sempre i risultati che vengono raggiunti, sia a livello individuale che collettivo. Apprezzare, riconoscere e premiare gli sforzi e l’impegno del team significa accrescere la motivazione, la determinazione e la produttività del team. Per riconoscere e premiare eccellenti performance di team si possono usare strumenti come elogi, feedback, bonus, premi, ecc.

  • Perchè e quando lasciare un lavoro?

    In un mondo del lavoro in rapida evoluzione, è sempre più difficile prendere decisioni professionali informate, sagge e ponderate. C’è sempre un momento della carriera in cui qualsiasi professionista si chiede se lasciare o meno il proprio lavoro, un quesito complesso, questo, che arriva molto spesso dopo tanti anni di lavoro all’interno della stessa organizzazione o dopo aver riscontrato problematiche di vario genere in quel contesto. Jobiri, il primo consulente di carriera digitale intelligente basato su AI, ha individuato 7 validi motivi per cui un professionista può scegliere di lasciare un lavoro.

    Milano, settembre 2023 – Sono numerose le ricerche che hanno messo in luce come i fattori più comunemente citati dai professionisti che vogliono lasciare il proprio lavoro siano:

    • un ambiente di lavoro tossico
    • la mancanza di opportunità di promozione e di crescita
    • retribuzione o benefit inferiori alla norma
    • scarso equilibrio tra lavoro e vita privata
    • mancanza di passione per il lavoro
    • volontà di rimettersi in gioco

    Sulla base di queste (e molte altre) motivazioni è facile intuire come l’insoddisfazione e il desiderio di cambiare lavoro abbiano 2 fonti:

    • una fonte esterna, costituita dal contesto lavorativo che può risultare poco adatto per molteplici cause;
    • una fonte interna, costituita dalla personalità e dall’atteggiamento dei candidati nei confronti delle situazioni e delle persone, atteggiamento che può appunto diventare sempre più scontroso e negativo a seconda della situazione che si sta vivendo.

    7 validi motivi per lasciare un lavoro

    Jobiri, il primo career advisor basato su intelligenza artificiale, ha individuato 7 motivi validi per i quali scegliere di cambiare un lavoro può essere una scelta giusta:

    1) Non c’è possibilità di crescita

    La mancanza di opportunità di crescita può rappresentare un valido motivo per cui lasciare un lavoro. L’assenza di crescita può, infatti, portare all’appiattimento professionale e alla perdita di interesse dei candidati nei confronti del proprio attuale lavoro.

    2) Mancanza di stimoli nei confronti del lavoro

    La mancanza di stimoli è direttamente collegata alla mancanza di motivazione, entrambi fattori che possono influire negativamente sulla produttività e sul benessere mentale dei lavoratori. In presenza di emozioni e stati d’animo persistenti come questi, è bene chiedersi innanzitutto da cosa derivano (dal tipo di attività o dall’ambiente lavorativo) e poi valutare attentamente se quello è il posto di lavoro giusto per te.

    3) Presenza di un’opportunità di lavoro migliore

    Un altro valido motivo che può portare un professionista a lasciare il proprio lavoro è la presenza di un’offerta di lavoro migliore. Ora, in presenza di una situazione del genere, il nostro consiglio è quello di prenderla certamente in considerazione (se compatibile con le tue aspirazioni, le tue esigenze, ecc), ma di valutare attentamente i pro e i contro, chiedendoti sempre:

    • Quali sono i punti deboli del mio attuale lavoro?
    • Che cosa genera insoddisfazione in me in questo momento?
    • Che cosa sto cercando e perchè?
    • Sotto quali punti di vista è in grado di soddisfarmi maggiormente questa nuova opportunità: salariali, in termini di benefits, altro?

    4) Presenza di problemi familiari o medici

    Il sopraggiungere di problemi familiari o medici è un altro dei motivi validi per cui si può scegliere di lasciare un lavoro. Si tratta, infatti, di questioni che possono richiedere un’attenzione prioritaria e la messa in secondo piano del lavoro.

    5) Trasferimento

    Anche il trasferimento in un’altra città può portare molti professionisti a decidere di cambiare lavoro. Le motivazioni di un trasferimento possono essere molteplici: il tuo partner ha trovato lavoro in un’altra città, elevato costo della vita del posto in cui vivi, necessità di avvicinarsi alla famiglia e molto altro. In ogni caso, se ti trovi bene nel contesto in cui sei, potresti esplorare la possibilità di non lasciarlo e richiedere un contratto per lavorare completamente in smartworking. Al contrario, se ciò non è assolutamente possibile, allora hai bisogno di cercare un altro lavoro altrove.

    6) Difficile rapporto con il capo

    Altra ragione valida per scegliere di lasciare un lavoro è un difficile rapporto con il capo, ragione che accomuna una buona parte dei professionisti. Se ti trovi in questa situazione valuta bene cosa fare: il nostro consiglio è sempre quello di provare a parlare con la persona interessata per capire i motivi per cui emergono incomprensioni o attriti e provare a risolvere. Se, dopo svariati tentativi, dall’altra parte trovate solo chiusura, allora non ci sono molti presupposti positivi per continuare la collaborazione.

    7) Volontà di cambiare carriera

    Infine, se il tuo obiettivo è quello di cambiare carriera, allora devi per forza optare per lasciare il tuo lavoro attuale. Cambiare carriera può voler dire tante cose: l’aver scoperto un nuovo interesse, il voler coltivare una nuova passione o il voler perseguire qualcosa che sia in grado di offrire maggiori opportunità. Ovviamente, lasciare il lavoro per questa motivazione implica un’attenta valutazione e l’acquisizione di una certa consapevolezza su come gestire tale transizione.

    Pensi sia arrivato il momento di cambiare lavoro anche per te? Trova subito quello più adatto alle tue esigenze professionali accedendo alle decine di migliaia di offerte messe a disposizione da Jobiri. Clicca subito qui e dai una svolta alla tua carriera

  • IMIT Control System premia l’impegno di una vita

    IMIT Control System, storica azienda di Castelletto Ticino, da oltre un secolo punto di rifermento del comparto del condizionamento e della termoregolazione, riconosce il ruolo chiave della sua forza vendite, premiando un proprio agente.

    Da sempre i Meeting Agenti Distribuzione Italia sono occasione di dialogo per l’azienda novarese, che può così raccogliere i primi feedback sulle novità proposte e ascoltare utili suggerimenti per interpretare le richieste dal mercato e garantire al cliente finale il prodotto che più rispecchi le sue esigenze.

    Nell’ambito di un recente incontro, al quale hanno partecipato le 12 agenzie presenti sul territorio nazionale, l’azienda ha consegnato una targa di “riconoscimento alla carriera” al Sig. Gagliardi Pierantonio, che da oltre 40 anni rappresenta IMIT Control System per il Settore Distribuzione nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

    www.imit.it

  • Olga De Maio: artista lirica partenopea dalla formazione e carriera internazionali

    Olga De Maio, artista lirica dalla formazione e carriera internazionale

    Olga De Maio, soprano è  artista lirica partenopea, dalla formazione e dalla carriera internazionale : in particolare inizia alla tenera età di 10 anni come “voce bianca” e solista dei Pueri Cantores di Santa Chiara e presso il teatro San Carlo, diplomata a pieni voti presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, docente per un periodo nella stessa Istituzione musicale, ha collaborato con illustri nomi del mondo della musica e dello spettacolo, quali Roberto De Simone, Katia Ricciarelli, Isabella Rossellini e Gerard Depardieu, Lina Wertmuller.
    La De Maio è stata protagonista in prestigiose stagioni concertistiche con musicisti del calibro di Uto Ughi, Salvatore Accardo, Michele Campanella e Cecilia Gasdia.
    È presente come artista lirica sulla  Enciclopedia della Canzone Napoletana, curata dal giornalista e musicologo Pietro Gargano.
    Dal 1987 e’ solista al Festival Internazionale di Musica Classica, poi protagonista nel ’92 al Casteldell’Ovo del “Laudario di Cortona”, partec a trasmissioni televisive Rai e Mediaset( Il Mercato del Sabato, Uno Mattina, Moda Mare Positano),poi presso la Fondazione Circolo Artistico Politecnico, Teatrino di Corte a Napoli  nel Laudate Dominum di Mozart.
    Vince Concorsi quali il Pergolesi,  esibendosi al Teatro Bellini di Napoli,Concorso Internazionale “Pavarotti”, risultando tra I migliori cantanti lirici del  mondo, il Mascagni” “Caruso”, “S.Cecilia”, “Mario Lanza”etc
    E’Artista stabile del Teatro S.Carlo, la sua  lunga carriera internazionale si svolge presso la “Royal Academy of London”,Cambridge ed Oxford Univerity, ad Atene solista con Depardieu e la Rossellini, con Katia Ricciarelli e per il M.tro Roberto De Simone e al Teatro San Carlo con il M.J.Tate.

    Alterna attività solistica e concertistica che negli ultimi anni l’ha portata all’incisione dei Carmina Burana di Orff, ed è anche solista del Teatro S.Carlo

    Olga De Maio  ha realizzato eventi con i patrocini delle massime Istituzioni pubbliche, tra le quali il Forum Internazionale delle Culture, le Celebrazioni Internazionali delle Relazioni tra Italia Giappone, eventi celebrativi per l’indimenticata Enrico Caruso, il tradizionale Concerto di Capodanno a Napoli.

    Insignita di prestigiosi premi del mondo della cultura e dello spettacolo tra i quali “Ritratti di Territorio”, “Remigio Paone”, “Premio Masaniello” ed “Enrico Caruso”. De Maio  ha un repertorio che spazia dalla romanza da salotto, opera, operetta e canzoni classiche napoletane di cui hanno inciso anche vari cd per la “Ricordi” ed un inedito lirico pop “Anche quando non vuoi”, composto per loro dagli autori di Bocelli, Mina e Celentano.

    È ideatrice e conduttrice del format televisivo “Noi per Napoli show” in onda su emittenti televisive campane, in cui la lirica incontra arte, cultura, spettacolo, società ed attualità.

    Numerosi i format da lei  ideati  in seno alla storica Associazione Culturale Noi per Napoli,fondata dalla Dott.ssa Emilia Gallo, di cui è direttrice artistica e rappresentante legale, per promuovere costantemente l’arte e il bel canto tra cui “Luoghi Storici e Musica” e “Atmosfere da Sogno” realizzati nei più importanti siti storici e monumentali della Campania

    Recentemente protagonista sulle pagine dei settimanali “Dipiù Tv” e “Visto”, ha lanciato l’iniziativa del “Festival delle Arti” che ha riscosso successo internazionale, sia sul web che in importanti teatri di Napoli.

    È testimonial di importanti aziende produttrici di cosmetici e trucchi teatrali.

    Ha sempre un occhio di riguardo verso l’aspetto sociale per azioni benefiche ed ha inciso nuovo brano lirico-pop del cantautore italiano Paolo Audino, con la  prestigiosa etichetta discografica della Kicco Music di Giovanna Nocetti, dal titolo ” Niente è  niente “, disponibile su tutte le maggiori piattaforme streaming internazionali con grande successo !

    Olga De Maio sito Web

    Olga De Maio facebook

    Olga De Maio Instagram

    Noi per Napoli sito Web

    Olga De Maio youtube

    Niente è niente Spotify

  • DONNE AL LAVORO: CONCILIARE CARRIERA E FAMIGLIA  

     

    In Italia, ci dice l’ISTAT, soltanto il 57,8% delle madri con un figlio lavora.
    Il dato scende al 52,3% per le donne con due figli, e crolla al 39% per chi – come nel caso della Mayer – ha una famiglia composta da tre bambini.
    Inoltre, oltre il 22% delle donne che lavoravano prima di diventare madriabbandona – per scelta più o meno obbligata ( 52,5%)  o per licenziamento  – il proprio impiego al termine del periodo di allattamento. Carriera o famiglia? Amore o carriera? Le donne sono costrette ancora oggi a scegliere tra il lavoro, una relazione d’amore e la maternità. Conciliare le due vite diventa sempre più complicato e quindi è d’obbligo trovare un equilibrio facendosi aiutare da persone o istituzioni che badino ai figli, senza per questo però trascurarli. Sia che si tratti di un asilo nido o della scuola materna, sia che si tratti della baby-sitter o anche soltanto di altri parenti disponibili, la mamma in carriera deve comunque fare i conti con le esigenze dei bambini, che, a qualsiasi età, possono metterla davanti a scelte obbligate, a ricatti o a sensi di colpa. Lavorare senza sosta comporta un’inevitabile assenza dalle mura domestiche, con la triste conseguenza di non riuscire a godersi il mestiere di genitore come si vorrebbe. La trappola scatta intorno ai 30, 35 anni Cerca di trovare un varco, ma vorrebbe anche fare un figlio, investire su qualcosa che non sia denaro o carriera. Lo fa. Spera che tra nonni, asilo e divina provvidenza esista un modo per saltarne fuori, per diventare una brava mamma e una donna capace di indipendenza. “In realtà, di solito, il contraccolpo della maternità è sempre duro – razionalizza. Perché il lavoro in Italia è ancora apprezzato in termini tayloriani: vale la quantità, non la qualità. E soprattutto vige la presunzione per cui un figlio finisce a carico delle cure femminili. Quando nasce un figlio, in Italia la lavoratrice si fa meno affidabile, mentre papà resta quello di prima e continua la carriera senza scossoni. Se la famiglia cresce si privilegia lo stipendio più alto, cioè quello del marito. La donna spera di rimettersi in gioco quando i ragazzi crescono, ma è una missione praticamente impossibile nel mercato italiano. Senza investimenti specifici e un radicale cambio di cultura, non avremo mai pari opportunità sociali e professionali. Bisogna cambiare prima di tutto la mentalità. Anche senza sognare i paradisi della conciliazione (dalla Svezia alla Germania). Specie ora che la crisi morde, ed è un bene per tutti calcolare che, se papà perde il lavoro, ci può essere mamma a tamponare l’emergenza. O che, più ottimisticamente, sia possibile per uomini e donne decidere quanta parte di sè dedicare al lavoro e quanto alla famiglia, nel terzo millennio.