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  • SCIENZA; CAMPAGNE LIBERALI: DEMONIZZAZIONE COLOMBO E’ POSIZIONE CONTRO L’IDEA DI SVILUPPO

    Roma, 12 ottobre 2017 – Nel giorno dell’anniversario che celebra l’approdo di Cristoforo Colombo sulle coste caraibiche, le polemiche oltreoceano gettano ombra sul valore immenso della scoperta.

    “Gli esploratori come Colombo iniziarono a seguire il metodo sperimentale, anticipando le mosse della scienza moderna” – afferma l’associazione Campagne Liberali – “ed è anche grazie alle scoperte come quella dell’America che la superstizione e la stregoneria sono state superate, accelerando lo sviluppo tecnologico e la comprensione scientifica del mondo”.

    “Certamente Colombo era un esploratore e un colonizzatore, ma le proteste che hanno avuto luogo in questi giorni sono incomprensibili” – continua la nota di Campagne Liberali. “Sarebbe stato bello non aver dovuto studiare sui libri di scuola le nefandezze compiute a danno delle popolazioni indigene dagli europei, ma ciò non sposta nemmeno di una virgola l’immenso valore scientifico della scoperta. Grazie alla curiosità e all’ingegno di tanti uomini come Cristoforo Colombo, si sono poste le basi dello sviluppo dell’uomo, da un punto di vista economico, sociale e tecnologico. Più semplicemente abbiamo costruito il progresso di oggi”.

    “Cristoforo Colombo deve continuare ad essere celebrato senza polemiche strumentali e tendenziose” – conclude Campagne Liberali. “Allo stesso modo dobbiamo continuare a raccontare la Storia, sviscerandone anche gli aspetti più crudi, gli stessi che hanno reso il mondo di oggi meno crudele e più attento al prossimo”.

  • Olio di palma, Campagne Liberali rivela: “I prodotti ‘light’ e ‘senza olio di palma’ hanno più grassi saturi”

    “Con la seconda edizione dell’analisi comparativa, realizzata dalla piattaforma Campagne Liberali, si mette a nudo un altro dei falsi miti che circola ormai da alcuni mesi nell’opinione pubblica: molti prodotti in commercio presentati come ‘light’, e che hanno voluto inserire sulle proprie confezioni la dicitura ‘senza olio di palma’, presentano una maggiore presenza di grassi saturi rispetto ai prodotti realizzati con olio di palma”.
    Così in una nota Campagne Liberali, una piattaforma di cittadini che difende il diritto alla libera scelta ed il corretto dibattito scientifico.

    “L’analisi ‘Senza olio di palma, ma più saturi’ nasce per rispondere a una domanda molto semplice: dove c’è olio di palma ci sono più grassi, soprattutto saturi, rispetto ai prodotti in cui è stato eliminato?

    “La risposta è no”, rivela Campagne Liberali. Come riporta lo studio, “i grassi saturi, ovvero quelli che incidono di più in sulla nostra salute, ma anche i grassi totali, sono gli stessi se non addirittura di più in molti casi. È sufficiente leggere e confrontare etichette e tabelle nutrizionali di prodotti similari, laddove l’olio di palma è stato sostituito per lo più con olio di cocco, olio di girasole, olio di mais, oltre che burro, burro di cacao e burro di karitè”. La notizia più sbalorditiva è quella che riguarda i prodotti da forno cosiddetti ‘salutisti’, quelli cioè che il commercio identifica come ‘light’ agli occhi dei consumatori. Il confronto tra due noti prodotti della grande distribuzione evidenzia che, su 100 grammi di prodotto, quello senza olio di palma contiene 18 grammi di grassi di cui 4,9 grammi di grassi saturi. Diversamente il prodotto di pari livello, ma con olio di palma, contiene 3,7 grammi di grassi saturi su un totale di 13 grammi di grassi totali”.

    “Questa seconda edizione ha prodotto risultati sulla falsa riga della prima pubblicata a maggio 2017. In questo aggiornamento abbiamo aumentato e suddiviso a loro volta per tipologia: merendine a sfoglia, frollini, wafer, merendine con cialda e cioccolato, crostatine. Sono state inoltre aggiunte due nuove categorie: i prodotti impanati e i gelati confezionati” – riferiscono da Campagne Liberali.

    “La scelta di cavalcare il falso mito che ‘senza olio di palma’ significhi ‘più salutare’ – puntualizzano – si dimostra totalmente fuorviante e ingannevole visto che la sostituzione dell’olio di palma non determina un miglioramento del profilo nutrizionale dei prodotti alimentari. Così come eliminarlo non significa essere più ambientalisti, visto che le piantagioni di olio di palma sono le più sostenibili: la palma da olio utilizza in tutto il mondo 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% del totale delle terre coltivate, per fornire il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servono invece ben 111 milioni di ettari perché la soia garantisca appena il 27% del fabbisogno globale. Inoltre, rispetto ad altri oli vegetali, l’olio di palma richiede meno fertilizzanti, pesticidi ed energia rispetto alla soia e alla colza. Non solo, l’olio di palma è ottenuto tramite spremitura, l’olio di girasole viene spesso raffinato chimicamente in un bagno solvente”.

    “Insomma – conclude la nota di Campagne Liberali –  i cittadini consumatori devono essere informati, altrimenti il rischio è di lasciarli in balia di slogan che più convengono a certe parti politiche e che servono a indirizzare certe scelte commerciali anche da parte delle Istituzioni. Questo l’obiettivo che persegue Campagne Liberali, insieme a quello di stimolare anche le imprese a utilizzare pratiche commerciali più trasparenti e rispettose di noi tutti”.

     

  • PRESENTATO IN SENATO, L’APPELLO ‘PER CONOSCERE’

     

    Roma, 17 giugno 2017 – E’ stato presentato, presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, l’appello promosso e sottoscritto da accademici, ricercatori, scienziati, cittadini e politici, a favore della scienza e del metodo sperimentale quale strumento critico per migliorare la conoscenza e stimolare lo sviluppo sociale ed economico. A firmarlo, ad oggi, numerosi scienziati e accademici di fama internazionale, oltre ad alcuni politici tra cui: Maria Chiara Carrozza, Mariastella Gelmini, Luigi Compagna, Pietro Paganini, Raffaello Morelli, Antonio Pileggi, Stefano De Luca, Maurizio Vernassa..

    Perché questo appello? Perché il crescente condizionamento delle decisioni dei cittadini attraverso l’emotività e i pregiudizi rischia di limitare le nostre libertà e di ridurre il nostro benessere. Nasce così l’esigenza di una comunità di persone di unirsi per rivendicare un principio sacrosanto: quello dell’importanza della conoscenza scientifica dei fatti che ha portato nei secoli alla nascita della società dell’informazione. Eppure oggi questa società fa contare sempre meno i fatti e i risultati della scienza, e fa sempre più guidare le scelte dei cittadini dai pregiudizi e dalle emozioni. È stata definita l’epoca della post-verità, proprio in riferimento al suo distacco dai fatti reali.

    Ma non è certamente la maggiore sovranità dei cittadini a preoccupare i firmatari dell’appello. Ciò che li allarma è che i cittadini decidono sempre più assumendo per vere informazioni che non lo sono: basta che corrispondano alla personale visione del mondo. Non siamo più abituati, né tantomeno ci viene insegnato a leggere i fatti secondo il metodo sperimentale della scienza ma ci aggrappiamo alle informazioni rientranti nella nostra visione del mondo, senza discuterle, quasi per rafforzare ognuno la propria identità. Viceversa l’esperienza storica ci insegna che chiudere la propria mente alle reali condizioni del mondo peggiora sempre i rapporti del convivere nella diversità e porta a regredire in termini di libertà e di benessere.

    “La scienza è lo strumento con il quale l’uomo ha sviluppato la conoscenza e ci ha permesso di accrescere le nostre condizioni di benessere e prosperità. Paradossalmente, nell’età dell’informazione e di Internet, stregoni moderni che sfruttano le emozioni piuttosto che la ragione sono riusciti ad emarginare la scienza. Promuovere il metodo sperimentale a livello pubblico, partendo dalle scuole, è fondamentale per consentire ai cittadini di compiere scelte libere” – afferma Pietro Paganini, promotore dell’appello insieme alla prof.ssa Maria Chiara Carrozza. A fargli eco la Professoressa Carrozza: “Quella che stiamo vivendo è una fase delicata nella quale sta cambiando molto il rapporto tra capitale e lavoro e dove siamo obbligati a ripensare la scuola e il suo ruolo attraverso un progetto scolastico nuovo capace di proporre una visione globale e di rendere le nuove generazioni più consapevoli e capaci di fare delle scelte”.

    “Questo Appello – ha aggiunto Raffaello Morelli, uno dei suoi primissimi promotori – non tratta un argomento settoriale bensì è la componente portante di un’azione politica per mettere al centro della vita democratica il ruolo del cittadino, che avanza le sue proposte in base ai fatti, confligge secondo le regole e sceglie con il voto indirizzi e persone di governo innescando il cambiamento e impedendo le incrostazioni conformiste e oligarchiche”.

     

    Doveroso, infine, secondo il Senatore Luigi Compagna sottoscrivere questo appello “perché richiama ai principi cardine del liberalismo”. “Non dobbiamo permettere – ha detto Compagna – che il diritto alla falsa notizia inquini il funzionamento del diritto alla cittadinanza e quindi l’esercizio della democrazia”, continua Campagna, sottolineando la necessità di rendere più autonome nelle scelte le nuove generazioni. “Credo si debba trasformare il documento in mozione per chiedere al Ministro dell’Istruzione una commissione di alto profilo che inizi a pensare e a introdurre nel dibattito pubblico il fatto di non poter più prescindere dall’adottare il metodo scientifico”.

    L’appello contiene un invito a tutti gli insegnanti affinché nell’esercizio delle proprie funzioni utilizzino il metodo critico così da stimolare gli studenti a confutare quanto viene loro trasmesso; un invito a tutte le scuole, al di là delle linee guida ministeriali, affinché sollecitino il dibattito critico sui fatti, piuttosto che la falsificazione delle ipotesi interpretative, e a promuovere percorsi adatti a diffondere il metodo sperimentale, che ad oggi è lo strumento più efficace per rispettare il ritmo del tempo; un invito a tutti i direttori delle testate e gli operatori dei social media, a favorire il controllo dei fatti e il dibattito in base al metodo sperimentale; un invito più generale rivolto a tutti gli italiani che navigano, scambiano opinioni e si confrontano, affinché riflettano prima di esternare i loro assunti, sforzandosi di verificare e confutare quello che hanno letto e sentito, nel segno critico del metodo sperimentale.

  • CAMPAGNE LIBERALI: CORTE EUROPEA DICE STOP ALLA CAMPAGNA CONTRO OLIO DI PALMA

    “Con il nostro recente studio che compara le etichette di prodotti con e senza olio di palma abbiamo denunciato l’imbroglio della campagna contro olio di palma che non è nocivo né è causa della deforestazione se prodotto in modo sostenibile. La verità è che la campagna contro l’olio di palma ha fini unicamente commerciali e chi l’ha promossa e cavalcata ha ingannato milioni di cittadini, fornendogli informazioni false, non scientifiche e ideologiche”. Così in una nota la piattaforma di Campagne Liberali.

    “Finalmente – continua la nota  è giunta la prima storica sentenza che smaschera gli imbroglioni e li condanna visto che la Corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione alla Ferrero che accusava la campagna contro l’olio di palma della società belga Delhaize di essere “menzognera, ingannevole, e denigratoria” verso Nutella”.

    Nella sentenza di circa 70 pagine, la Corte afferma che Delhaize ha reso dichiarazioni comparative illegali perché non verificabili e quindi non obiettive. Secondo i giudici, Delhaize facendo credere che la propria cioccolata spalmabile fosse migliore per la salute poiché priva di olio di palma, ha alterato il comportamento del consumatore.

    “Ciò avvalora la nostra tesi che anche in Italia la campagna contro l’olio di palma è stata cavalcata a danno dei consumatori e del libero mercato da molte aziende per fini unicamente commerciali” – conclude la nota.

  • SENZA OLIO DI PALMA MA PIÙ GRASSI SATURI: ANALISI COMPARATIVA DI ‘CAMPAGNE LIBERALI’

    Roma, 22 maggio 2017 – Dove c’è olio di palma ci sono sempre più grassi saturi? La risposta è no. A rivelarlo è l’ultimo studio realizzato dalla piattaforma Campagne Liberali, intitolato “Senza olio di palma, ma più saturi” che testa la composizione dei prodotti che hanno eliminato il palma dopo le pressioni mediatiche portate avanti da organizzazioni non governative e attivisti. Campagne Liberali è un’associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico e sperimentale.
    Lo studio – condotto selezionando un campione esemplificativo di 25 prodotti del mercato alimentare italiano destinati soprattutto a bambini e adolescenti – analizza le etichette e confronta le tabelle nutrizionali e la lista degli ingredienti, in particolare i grassi saturi e la tipologia di oli e grassi impiegati. Il risultato è il seguente: in molti dei prodotti che hanno sostituito l’olio di palma con altri ingredienti, la percentuale di grassi saturi è comunque superiore o simile rispetto ad altri prodotti analoghi che lo utilizzano.
    In un caso specifico, a fronte della sostituzione dell’olio di palma con altri oli vegetali, la presenza di grassi saturi è addirittura aumentata di 5 grammi rispetto alla precedente composizione del medesimo prodotto . In altri casi il vantaggio dei prodotti senza palma è assente o assolutamente poco significativa dal punto di vista nutrizionale,  considerando anche la dieta giornaliera nel suo complesso e il profilo nutrizionale di questi prodotti dal punto di vista lipidico e calorico*. Oltretutto anche la normativa europea richiede che le riduzioni dei grassi e grassi saturi, affinché non si determini una comunicazione fuorviante al consumatore, possano  essere comunicate solo se in percentuali significative rispetto alla media del mercato.
    Lo studio vuole aprire una riflessione sulle confezioni dei prodotti alimentari che riportano claim apparentemente salutisti, come il “senza olio di palma”. Secondo Campagne Liberali, questi claim sono  spesso fuorvianti per il consumatore, come dimostra la ricerca: l’assenza di olio di palma, infatti, ben evidenziata sulle confezioni e nell’ambito di diverse campagne di comunicazione, è stata associata erroneamente a una salubrità maggiore dei prodotti. Tuttavia l’analisi delle tabelle nutrizionali dimostra che in casi importanti e noti ciò non corrisponde alla realtà. Soprattutto nei prodotti più gustosi ed  attraenti per i giovani consumatori.
    “L’uso indiscriminato della pubblicità “senza olio di palma” – sostiene l’associazione Campagne Liberali – Cittadini liberi di scegliere –  evidenziata sulle confezioni dei prodotti alimentari, nei siti web e nelle campagne di comunicazione sui media sta spesso fuorviando il cittadino consumatore e le sue scelte. Per questo abbiamo voluto analizzare le argomentazioni e i claim che hanno riguardato in questi mesi l’olio di palma. Il nostro metodo sperimentale ha voluto mettere in luce che certe accuse spesso risultano essere false e che le pubblicità sui prodotti spesso si rivelano ingannevoli, e ciò è ancora più grave quando si tratta di prodotti destinati per lo più ai bambini e alla fascia di età degli under 18″.
  • CAMPAGNE LIBERALI: GALLETTI FIRMI LA DICHIARAZIONE DI AMSTERDAM A FAVORE DELL’OLIO DI PALMA SOSTENIBILE

    Roma, 17 maggio 2017 – In vista dell’incontro del G7 dei Ministri dell’Ambiente, in programma a Bologna dal 10 al 12 giugno, Campagne Liberali scrive al Ministro Gian Luca Galletti, invitandolo a firmare la Dichiarazione di Amsterdam per fermare la deforestazione favorendo la produzione dell’olio di palma sostenibile, e a estendere l’invito ai colleghi che ancora non l’hanno fatto.

    La Dichiarazione – che è già stata sottoscritta dai governi di Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito –invita le imprese produttrici di olio di palma a fermare la deforestazione, favorendo invece coltivazioni pienamente sostenibili.

    “Il Parlamento europeo – si legge nel testo della lettera – ha recentemente approvato una risoluzione in cui si invita la Commissione e tutti gli Stati membri che non hanno ancora agito in tal senso a dimostrare la propria volontà nel conseguire un impegno nazionale a livello dell’Unione Europea per ottenere il 100% di olio di palma sostenibile certificato entro il 2020 firmando e attuando la Dichiarazione di Amsterdam sui progressi verso l’eliminazione della deforestazione dalle catene di approvvigionamento delle materie prime agricole con i paesi europei, e ad adoperarsi verso un impegno settoriale a sostegno di una catena di approvvigionamento dell’olio di palma pienamente sostenibile sempre entro lo stesso anno”.

    “La produzione di olio di palma sostenibile favorisce la salvaguardia delle foreste e consente ai produttori locali di creare un’economia sempre più prospera, e quindi più sensibile alle questioni ambientali”, prosegue ancora la nota di Campagne Liberali, che così conclude: “Si può fare ancora molto e la firma della Dichiarazione di Amsterdam è un ulteriore e importantissimo passo in questa direzione”.