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  • Banche Centrali Tra Oro Bond e Stampa di Valuta Fiat Quale Sarà il Futuro

    Banche centrali ancora in una fase di incertezza e non potrebbe essere altrimenti visto il periodo storico che stiamo attraversando.
    In una fase in cui parlare di incertezza del futuro appare un vero eufemismo le politiche finanziarie intraprese dalle banche centrali avanzano in ordine sparso a seconda delle latitudini.
    La Fed guida in qualche modo il destino del mondo finanziario occidentale mentre d’altra canto Asia e super potenze come la Russia adottano strategie su misura secondo le proprie necessità.

    Oro un Bene Rifugio che Resiste

    Per quanto riguarda gli acquisti di oro delle banche centrali sono aumentati di quasi il 40% nel primo semestre di questo anno.
    Ma la quasi totalità di questi si concentra in banche centrali di paesi asiatici come Thailandia e India trai paesi non asiatici che hanno fatto acquisti di oro ci sono Ungheria e Brasile.
    Questo segnala che il ruolo dell’oro come bene rifugio è ancora considerato importante in particolar modo nel fare fronte contro eventuali fenomeni inflattivi di cui si teme gli effetti ancora oggi.
    Anche i privati hanno acquistato notevoli quantità del prezioso metalli giallo dall’inizio della politica del lockdown.
    Esiste anche una certa percentuale di privati meno fortunati che sono stati costretti a vendere oro anche presso attività come questo compro oro Firenze per problemi economici dovuti alla crisi dovuta alle restrizioni.

    Emissione di Bond

    Inutile dire che per far fronte ad un periodo come quello attuale le banche centrali sono state costrette ad emettere liquidità in modo ininterrotto nell’economia.
    Gran parte di questa liquidità è stata assorbita dal sistema con l’acquisto di bond che vengono regolarmente emessi per calmierare in qualche modo gli effetti di una quantità esagerata di valute fiat che sono state emesse nell’attuale periodo.

    Iniezioni di Valute Fiat

    Come detto in precedenza le banche centrali si sono messe a stampare soldi in modo continuo, una necessità, anzi il male minore per potere affrontare le conseguenze di una crisi globale non solo economica.
    Moltissime persone hanno perso del tutto il lavoro o si sono viste calare in le entrate in modo drammatico.
    Solo gli ammortizzatori sociali di natura eccezionale introdotti, grazie alla liquidità introdotta nel sistema, hanno permesso al tessuto sociale della maggioranza dei paesi di resistere all’impatto di un impoverimento generale improvviso.

    Ed il Futuro ?

    Quale sarà il futuro non solo delle banche centrali ma di tutta l’economia è ancora presto per capirlo, attualmente la situazione è ancora troppo fluida per interpretata in modo corretto e sicuro.
    Ancora si teme le conseguenze della enorme liquidità immessa sul mercato, qualche campanello di allarme è già partito con materie prime come il gas, il petrolio, ecc che sono aumentati moltissimo.

     

  • Corporate bond, il fiume di denaro delle banche centrali ha alimentato la crescita

    Per combattere gli effetti economici della pandemia, le banche centrali sono scese in campo adottando misure drastiche e straordinarie. Tutto questo sta avendo importanti effetti sul settore del corporate bond. Per chi non lo sapesse, si tratta di un prestito obbligazionario emesso da una società privata per ricorrere al finanziamento sul mercato dei capitali. Un’obbligazione societaria, in sostanza.

    Banche centrali e corporate bond

    corporate bondNegli ultimi tempi, le performance dei corporate bond ha avuto un rimbalzo significativo, nell’ordine di alcuni punti percentuale. Con la forma di una candela hanging man. Molto meglio rispetto – ad esempio – ai titoli investment grade, anche quelli governativi. La motivazione principale è nella riduzione degli spread rispetto ai titoli considerati più sicuri. Alla base di tutto questo, ci sono principalmente le mosse delle banche centrali.

    Un fiume di denaro sui mercati

    La politica monetaria si è dovuta pesantemente rimboccare le maniche per contrastare gli effetti della pandemia sul sistema economico. Gli istituti come FED e BCE hanno aperto a manetta i rubinetti del credito, inondando il mercato di liquidità. Il bazooka della BCE e quello della Federal reserve hanno alimentato un fiume di denaro che ha finanziato gli acquisti complessivi di obbligazioni societarie. Un terzo di tutte le emissioni sono finiti nelle mani delle banche centrali. Va aggiunto che negli Stati Uniti, oltre alla domanda della FED c’è pure quella dei compratori esteri, attratti dalle obbligazioni investment grade in dollari.
    Dal lato dell’offerta le cose sono andate in modo inverso. Anche in chiave prospettica, si prevede che le emissioni primarie europee e statunitensi si ridurranno in misura significativa.

    Squilibri e rendimenti

    Questo squilibrio spiega perché nel secondo trimestre, i fondi specializzati sui corporate bond in euro hanno guadagnato mediamente il 5,1%.
    Tuttavia occorre andarci cauti. Le probabilità di default di molte aziende rimangono alte, se paragonate ad altre fasi di crisi. Il miglioramento dei fondamentali macroeconomici, sia nel settore dei servizi sia in quello manifatturiero, dipende anche dal fatto che il livello di partenza era molto basso. Lo stesso dicasi per la ripresa del mercato del lavoro. Inoltre, soprattutto negli Stati Uniti, non si possono sottovalutare i rischi di una seconda ondata.
    E quindi ancora tempo di investire in corporate bond? Solo in caso di portafoglio ben bilanciato di lungo periodo, con la possibilità di aggiustamenti. Perché siamo in una fase in cui il rischio di contraccolpi fori è ancora elevato.

  • Cristoforetti Servizi Energia S.p.a. emette il suo primo Minibond da 8 milioni di euro e punta ad una crescita dei ricavi del 22% in tre anni

    Previsti investimenti per 18 milioni di euro nella riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti dovute agli impianti di climatizzazione

     

    Trento, 8 luglio 2019Cristoforetti Servizi Energia S.p.A., azienda con sede a Trento tra i leader nazionali nel settore dei servizi energetici, ha approcciato per la prima volta il mercato del debito extra-bancario emettendo un Minibond da 8 milioni di Euro la cui sottoscrizione è riservata agli investitori professionali.

    L’emissione obbligazionaria di Cristoforetti Servizi Energia S.p.A. è strutturata in due tranche: la prima, pari a 4 milioni di Euro, già sottoscritta dal Fondo Strategico Trentino-Alto Adige gestito da Finint Investments SGR; la seconda in fase di sottoscrizione da parte di alcuni investitori professionali.

     

    Oltre a Banca Finint nel ruolo di arranger, all’operazione hanno partecipato anche lo Studio Legale Toniolatti e Associati e lo Studio Commercialisti Associati Bortolotti&Conci, in qualità rispettivamente di advisor legale e finanziario della società emittente.

     

    Le nuove risorse andranno a supporto del Piano Industriale triennale 2019-2021, che prevede investimenti per 18 milioni di euro nell’efficientamento energetico, ovvero nella riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti dovute agli impianti di climatizzazione di edifici pubblici e privati.

    In particolare, per il biennio 2019-2020 sono già previsti investimenti per circa 6,5 milioni di Euro sul sistema edificio-impianto per due importanti commesse pubbliche aggiudicate in Lombardia e Veneto ed in procinto di avviarsi. Gli interventi previsti vanno dall’ottimizzazione della produzione di energia attraverso l’uso di componenti ad alta efficienza ed energie alternative, all’ottimizzazione della distribuzione e del confort percepito dall’utente attraverso sistemi integrati di controllo del clima all’interno dell’ambiente, fino alla riduzione dei consumi attraverso il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture.

    “I proventi derivanti dall’emissione – dichiara Giorgio Gatti, Presidente di Cristoforetti Servizi Energia S.p.A.-verranno impiegati per supportare l’importante programma di investimenti previsti nel Piano Industriale 2019-2021 a sostegno della crescita organica e del continuo sviluppo tecnologico. Grazie all’utilizzo di uno strumento innovativo come il Minibond, possiamo sostenere il programma di crescita dell’azienda”.

    “Con questa operazione – commenta Stefano Ober, Direttore Commerciale di Cristoforetti Servizi Energia S.p.A.supportiamo una strategia aziendale che prevede un incremento dei ricavi dagli attuali 39 a 50 milioni di Euro e ci rafforziamo per approcciare un target diverso rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Un investimento, quindi, in sintonia con il nostro Piano Industriale, orientato allo sviluppo ed alla sostenibilità delle nostre attività.”

    Cristoforetti Servizi Energia S.p.A., con sede a Trento ed unità produttive in tutto il Nord Italia, opera da oltre 25 anni nel settore dell’efficientamento energetico ed impiega ad oggi 105 dipendenti, con un indotto di oltre 50 aziende che operano nell’ambito dei servizi esternalizzati. Il bilancio 2018 ha fatto segnare numeri positivi, con una chiusura pari a oltre 39 milioni di Euro di ricavi e un ebitda di 4,8 milioni di euro.