Tag: bollette energetiche

  • Bollette: 13 MLN non sanno della fine del tutelato

    Nessun rinvio per la fine del mercato tutelato dell’energia; ma gli italiani sono pronti? Pare di no, almeno per gli oltre 13 milioni di connazionali che, secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat*, nemmeno sanno che il servizio di tutela è destinato a chiudere. Addirittura, quasi 6 milioni di consumatori non sanno dire se il contratto che hanno attualmente sia nel mercato tutelato o nel libero.

    Analizzando più da vicino le risposte di chi ha dichiarato di avere un contratto di fornitura luce o gas nel mercato tutelato, ma non sapeva della fine del regime di tutela, emerge che quasi 2,5 milioni di italiani non hanno fatto ancora nulla per passare al mercato libero.

    La scarsa conoscenza dell’argomento porta con sé, inevitabilmente, una serie di paure, alcune comprensibili, altre infondate; ad esempio, circa 1 milione di connazionali hanno detto di temere di restare senza fornitura, mentre il 12% ha dichiarato di aver paura che le tariffe aumenteranno.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Bollette gas: aumenti fino a 205 euro se tornassero oneri e Iva

    A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas e l’Iva agevolata al 5%; secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà le due misure, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare fino a 205 euro su base annua, con un rincaro fino al 16%.

    Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le tariffe in vigore nel mercato tutelato a settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, questa voce di spesa era pari, su una bolletta tipo, a 5,6 centesimi per smc.

    Se gli oneri tornassero nella stessa misura di allora, l’aumento per una famiglia tipo sarebbe di 41 euro su base annua, con un incremento di circa il 3% rispetto ad oggi. Se, oltre agli oneri, anche l’Iva tornasse alla sua aliquota originale, vale a dire 10% per consumi fino a 480 smc e 22% per quelli superiori, l’aggravio complessivo sarebbe di 205 euro su base annua. La stima sull’Iva è basata sul PUN rilevato ad agosto 2023; qualora questo dovesse crescere, il peso in valori assoluti dell’imposta sarebbe superiore.

    «Oggi il prezzo del gas è nettamente inferiore rispetto al 2022, ma le bollette rimangono comunque elevate se paragonate a quelle degli anni precedenti; la fine delle misure introdotte dal Governo andrà certamente a pesare sulle tasche di molte famiglie italiane», spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it. «Il consiglio per i consumatori è, come sempre, di fare attenzione agli sprechi e di ridurre, laddove possibile, i consumi, anche in vista della stagione invernale quando i prezzi del gas potrebbero tornare ad aumentare. Fondamentale, inoltre, scegliere con attenzione il proprio fornitore, soprattutto per chi è ancora nel mercato tutelato; la fine del regime di tutela si avvicina e, salvo ulteriori rinvii, è prevista per gennaio 2024;  il suggerimento per chi ancora non l’ha fatto è di muoversi per tempo nella scelta del nuovo contratto».

     

    * Stima su una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato, consumi 1.400 smc, tariffa aggiornata ad agosto 2023 , ambito tariffario Nord orientale.

  • Bollette gas: possibile aumento del 28% ad aprile

    Secondo le previsioni di Facile.it, ad aprile la tariffa del gas per una famiglia tipo nel mercato tutelato potrebbe salire di circa il 28% rispetto a quella di marzo. Se le stime venissero confermate, quindi, a parità di consumi, la spesa di una famiglia tipo (calcolata su un consumo mensile di 116 Smc) passerebbe da circa 87 euro a 112 euro al mese, con un aumento di quasi 25 euro che, su base annua, diventerebbero poco meno di 300 euro.

    Il rincaro, secondo l’analisi del comparatore, è dovuto alla variazione dell’aliquota negativa della componente tariffaria UG2C come previsto dal Decreto-legge 34/2023; secondo la disposizione recentemente entrata in vigore, ad aprile 2023 tale aliquota verrà applicata in misura pari al 35% rispetto al primo trimestre 2023; dati alla mano, quindi, l’aliquota passerà da circa -31 centesimi di euro/Smc a circa -10 centesimi di euro/Smc.

    Sul fronte del prezzo della materia prima, invece, i valori registrati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) ad aprile sono in linea con quelli di marzo, pertanto, in assenza di variazioni significative negli ultimi giorni del mese, è possibile stimare che il costo rimarrà costante, se non addirittura in lieve calo, rispetto allo scorso mese, quindi intorno ai 49 centesimi di euro/Smc.

    «Nell’ultimo anno la componente negativa UG2C  sulla bolletta del gas è stata fondamentale per contribuire a contrastare, almeno in parte, l’aumento del prezzo della materia prima ed è pertanto inevitabile che, con il suo graduale azzeramento, le tariffe ne risentano negativamente», spiegano gli esperti di Facile.it «L’unica buona notizia è che questa variazione arriva in un momento in cui i consumi di gas si vanno riducendo, pertanto l’impatto sulle tasche dei consumatori potrebbe essere meno pesante.».

  • Bollette: aumenti fino a 600 euro l’anno se tornassero gli oneri

    A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette luce e gas e, secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà la misura, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare di quasi 600 euro su base annua, con un rincaro medio del 27%.

    Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le bollette di settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, gli oneri sull’energia elettrica erano pari a 2,4 centesimi di euro al kWh, mentre quelli sul gas erano pari a 5,6 centesimi per smc.

    Se gli oneri tornassero nella stessa misura, l’aumento per una famiglia tipo* sarebbe di circa 66 euro l’anno per la bolletta luce e di ben 493 euro l’anno per quella del gas, con un aggravio complessivo di quasi 560 euro. Se a questa cifra si aggiungesse l’IVA, il salasso arriverebbe a 595 euro.

    «Negli ultimi mesi le tariffe luce e gas sono diminuite, ma il beneficio ottenuto dalle famiglie potrebbe essere vanificato, se non tutto almeno in parte, dal ritorno degli oneri di sistema» spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it  «A questo si aggiunge il fatto che, nonostante il calo dei prezzi, i valori rimangono su livelli decisamente più elevati rispetto al passato. Ancora una volta, il consiglio per i consumatori è di intervenire su quegli aspetti della bolletta su cui hanno potere; la riduzione dei consumi, la scelta del fornitore e della tariffa più adatta alle proprie esigenze».

     

    * Stima su famiglia tipo con media tariffe mercato libero disponibili su Facile.it e consumi pari a 2.700 kWh per l’energia elettrica (3kW) e 1.400 smc per il gas. 

     

  • Bollette: in Sardegna +108% per l’elettricità

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Sardegna con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.789 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021.

    Il conto fa guadagnare alla Sardegna il primo posto nella classifica delle regioni dove si è speso di più per l’elettricità; prezzi così alti, a fronte di un consumo medio molto elevato, si spiegano con l’assenza di fornitura gas in molte parti dell’Isola, situazione che spesso viene compensata ricorrendo a dispositivi elettrici anche per il riscaldamento, con grossi impatti sulla bolletta.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica, in quali province si è speso di più?

    Analizzando i dati su base provinciale è emerso che al primo posto tra le aree più care della regione si posiziona Cagliari, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.799 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.851 euro; segue Sud Sardegna (1.832 euro, 3.761 kWh).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Oristano (1.774 euro, 3.641 kWh) e Nuoro (1.689 euro, 3.466 kWh). Chiude la classifica Sassari, area che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (3.440 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.676 euro).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.761 kWh), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Veneto +108% per l’elettricità e +57% per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Veneto con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.499 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.502 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte dell’elettricità i veneti sono tra i più sfortunati d’Italia avendo avuto la quinta bolletta più pesante della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i veneti hanno sborsato, mediamente, 3.001 euro a famiglia (rispetto ai 1.675 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Treviso, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.166 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.543 euro; segue a brevissima distanza Padova (1.540 euro, 3.161 kWh).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta troviamo Rovigo (1.508 euro, 3.095 kWh), Vicenza (1.494 euro, 3.067 kWh) e Verona, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.490 euro per un consumo medio rilevato di 3.058 kWh. Chiude la classifica Venezia, area che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (3.006 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.465 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care del Veneto si posiziona Rovigo, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.292 smc per un costo complessivo di 1.652 euro, seguita da Padova (1.531 euro, 1.197 smc).

    Valore inferiore alla media regionale per le province di Verona (1.501 euro, 1.174 smc), Vicenza (1.498 euro, 1.171 smc) e Treviso, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.458 euro (1.140 smc). Anche in questo caso chiude la classifica Venezia, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 1.422 euro (1.112 smc).

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.077 kWh e 1.174 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel Lazio nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti nel Lazio con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.468 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.021 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte del gas i laziali sono tra i più fortunati d’Italia, avendo pagato il secondo conto più “leggero” della Penisola, preceduti solo dagli abitanti della Campania.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, inoltre, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i laziali hanno sborsato, mediamente, 2.490 euro a famiglia (rispetto ai 1.354 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Latina, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.276 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.596 euro; seguono Frosinone (1.586 euro, 3.256 kWh) e Viterbo, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.486 euro per un consumo medio rilevato di 3.050 kWh.

    Chiudono la classifica Roma (1.446 euro, 2.968 kWh) e Rieti, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.664 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.298 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care del Lazio si posiziona Frosinone, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.040 smc per un costo complessivo di 1.330 euro. Seguono le province di Rieti (1.248 euro, 976 smc) e Viterbo (1.151 euro, 900 smc).

    Chiudono la classifica, a pari merito, Roma e Latina, aree dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 991 euro a fronte di un consumo di 775 smc.

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.014 kWh e 799 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Basilicata nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Basilicata con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.337 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.503 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte dell’elettricità gli abitanti della regione sono tra i più fortunati d’Italia avendo avuto la quinta bolletta più “leggera” della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, inoltre, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i residenti dell’Umbria hanno sborsato, mediamente, 2.839 euro a famiglia (rispetto ai 1.597 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Matera, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.774 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.352 euro. Lievemente più leggero il conto pagato a Potenza, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.329 euro per un consumo medio rilevato di 2.728 kWh.

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche nel caso del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, per quanto riguarda la bolletta del gas, la classifica si inverte; in provincia di Potenza si è pagato il conto più salato; mediamente, 1.585 euro a fronte di un consumo di 1.239 smc. Più fortunati gli abitanti di Matera, dove la bolletta del gas ha raggiunto i 1.442 euro (1.128 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.744 kWh e 1.175 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Liguria nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Liguria con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.176 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.101 euro per il gas (+57%).

    Se sul fronte del gas i liguri sono tra i più fortunati d’Italia, avendo avuto la quarta bolletta più “leggera” in assoluto, va ancora meglio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più basso della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i liguri hanno sborsato, mediamente, 2.277 euro a famiglia (rispetto ai 1.265 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Imperia, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.821 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.374 euro; seguono La Spezia (1.269 euro, 2.605 kWh) e Savona, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.183 euro per un consumo medio rilevato di 2.429 kWh.

    Chiude la classifica Genova, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.309 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.125 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della Liguria si posiziona La Spezia, dove il consumo medio a famiglia è stato di 945 smc per un costo complessivo di 1.209 euro, seguita da Savona (1.155 euro, 903 smc).

    Ultime nella classifica regionale le province di Genova (1.079 euro, 844 smc) e Imperia, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 992 euro (776 smc).

     

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.414 kWh e 861 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

     

  • Bollette: in Calabria +108% per l’elettricità e +57% per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Calabria con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.462 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.286 euro per il gas (+57%). Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i calabresi hanno sborsato, mediamente, 2.749 euro a famiglia (rispetto ai 1.520 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Crotone, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.535 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.722 euro; segue Reggio Calabria (1.600 euro, 3.284 kWh).

    Valori inferiori alla media regionale per Catanzaro (1.404 euro, 2.882 kWh) e, a brevissima distanza, Vibo Valentia (1.397 euro, 2.867 kWh). Chiude la classifica Cosenza, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.744 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.337 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, anche nel caso del gas, i residenti a Crotone sono i meno fortunati dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 1.510 euro a fronte di un consumo di 1.181 smc. Segue, a breve distanza, Cosenza (1.503 euro, 1.175 smc).

    Continuando a scorrere la classifica calabrese si posizionano Vibo Valentia (1.224 euro, 957 smc) e Catanzaro (1.186 euro, 927 smc). Chiude la classifica Reggio Calabria, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 825 euro (645 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.002 kWh e 1.006 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Lombardia nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Lombardia con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.375 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.639 euro per il gas (+57%).

    Quest’ultimo dato fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica delle aree d’Italia dove, lo scorso anno, si è speso di più per la bolletta del gas, preceduta dal Trentino-Alto Adige e dall’Emilia-Romagna.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abitanti della Lombardia hanno sborsato, mediamente, 3.014 euro a famiglia (rispetto ai  1.703 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Mantova, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.352 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.633 euro; seguono Cremona (1.543 euro, 3.166 kWh), Brescia (1.520 euro, 3.119 kWh) e Lodi, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.475 euro per un consumo medio rilevato di 3.028 kWh.

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda troviamo Pavia (1.458 euro, 2.993 kWh), Como (1.438 euro, 2.952 kWh), Varese (1.433 euro, 2.942 kWh) e Bergamo (1.382 euro, 2.836 kWh). Valori inferiori alla media regionale per Monza e Brianza, dove il costo della bolletta elettrica è stato di 1.362 euro (2.796 kWh), Lecco (1.344 euro, 2.759 kWh) e Sondrio (1.280 euro, 2.627 kWh)  Chiude la classifica Milano, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.598 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.266 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della Lombardia si posiziona Como, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.510 smc per un costo complessivo di 1.931 euro. Seguono Lecco (1.908 euro, 1.492 smc), Varese (1.900 euro, 1.486 smc) e Pavia (1.862 euro, 1.456 smc). Continuando a scorrere la classifica regionale troviamo Mantova (1.833 euro, 1.433 kWh), Cremona (1.719 euro, 1.344 kWh) e Lodi (1.661 euro, 1.299 kWh).

    Valori inferiori alla media lombarda per Monza e Brianza (1.634 euro, 1.278 smc), Brescia (1.588 euro, 1.242 smc) e Sondrio, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.576 euro (1.232 smc). Chiudono la classifica Bergamo (1.549 euro, 1.211 smc) e, ancora una volta, Milano, dove sono stati messi a budget per il gas 1.444 euro (1.129 smc).



    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.821 kWh e 1.282 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Toscana nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Toscana con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.411 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.384 euro per il gas (+57%).

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i toscani hanno sborsato, mediamente, 2.795 euro a famiglia (rispetto ai 1.558 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Lucca, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.285 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.601 euro; seguono Pistoia (1.552 euro, 3.186 kWh), Prato (1.475 euro, 3.027 kWh) e, a brevissima distanza, Arezzo, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.471 euro per un consumo medio rilevato di 3.020 kWh.

    Valori inferiori alla media regionale per Siena (1.396 euro, 2.865 kWh), Pisa (1.365 euro, 2.801 kWh), Massa-Carrara (1.353 euro, 2.776 kWh) e Firenze (1.349 euro, 2.769 kWh). Chiudono la classifica Livorno (1.329 euro, 2.727 kWh) e Grosseto, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.614 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.274 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della Toscana si posiziona Arezzo, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.186 smc per un costo complessivo di 1.517 euro. Seguono Lucca (1.481 euro, 1,158 smc) e, a pari merito, Pistoia e Firenze, aree dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.407 euro per un consumo medio rilevato di 1.100 kWh.

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana troviamo Siena (1.400 euro, 1.095 smc), Pisa (1.371 euro, 1.072 smc), Prato (1.361 euro, 1.064 smc) e Massa-Carrara, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.344 euro (1.051 smc). Chiudono la classifica Livorno (1.160 euro, 907 smc) e Grosseto, dove sono stati messi a budget per il gas 1.014 euro (793 smc).

     

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.895 kWh e 1.082 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2022 in Umbria +108% per l’elettricità e +57% per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Umbria con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.511 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.385 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte dell’elettricità gli umbri sono tra i più sfortunati d’Italia avendo avuto la quarta bolletta più pesante della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i residenti dell’Umbria hanno sborsato, mediamente, 2.896 euro a famiglia (rispetto ai  1.606 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Perugia, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.115 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di  1.518 euro. Più leggero il conto pagato a Terni, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.490 euro per un consumo medio rilevato di 3.059 kWh.

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche nel caso del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che anche per quanto riguarda la bolletta del gas in provincia di Perugia si è pagato il conto più salato; mediamente, 1.463 euro a fronte di un consumo di 1.144 smc. Più fortunati gli abitanti di Terni, dove la bolletta del gas ha raggiunto i 1.315 euro (1.028 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.101 kWh e 1.083 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Abruzzo nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Abruzzo con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.379 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.428 euro per il gas (+57%). Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abruzzesi hanno sborsato, mediamente, 2.807 euro a famiglia (rispetto ai 1.570 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Chieti, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.925 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.425 euro; seguono Pescara (1.395 euro, 2.863 kWh) e, a brevissima distanza, Teramo, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.391 euro per un consumo medio rilevato di 2.855 kWh.

    Chiude la classifica L’Aquila, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.608 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.271 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care dell’Abruzzo si posiziona L’Aquila, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.186 smc per un costo complessivo di 1.518 euro.

    Valori inferiori alla media regionale per Teramo (1.380 euro, 1.079 smc) e Pescara (1.352 euro, 1.057 smc). Chiude la classifica Chieti, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 1.338 euro (1.046 smc).

     

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.831 kWh e 1.116 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

     

  • Bollette: in Puglia +108% per l’elettricità e +57% per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Puglia con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.452 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.109 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte del gas i pugliesi sono stati tra i più fortunati d’Italia avendo pagato il quinto conto più “leggero” della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, inoltre, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i pugliesi hanno sborsato, mediamente, 2.561 euro a famiglia (rispetto ai 1.402 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Lecce, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.241 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.579 euro; segue Brindisi (1.505 euro, 3.088 kWh).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Taranto (1.451 euro, 2.979 kWh), Bari (1.430 euro, 2.936 kWh) e Barletta-Andria-Trani (1.335 euro, 27.40 kWh). Chiude la classifica Foggia, area che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.589 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.261 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, anche nel caso del gas, al primo posto tra le province più care della Puglia si posiziona Lecce, dove il consumo medio a famiglia è stato di 964 smc per un costo complessivo di 1.233 euro, seguita da Foggia (1.200 euro, 938 smc), Brindisi (1.127 euro, 881 smc) e Bari (1.076 euro, 841 smc).

    Bollette al di sotto della soglia psicologica dei 1.000 euro per Taranto (999 euro, 781 smc) e Barletta-Andria-Trani, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 890 euro (696 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.981 kWh e 867 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2022 potrebbero costare il 65% in più

    L’intervento del Governo ha evitato un nuovo aumento delle tariffe energetiche, ma il conto rimane comunque salato; secondo le stime* di Facile.it, realizzate tenendo in considerazioni i prezzi del terzo trimestre 2022 per il mercato tutelato, se le tariffe rimarranno su questi livelli fino a fine anno, le famiglie con un contratto di fornitura nel servizio di tutela spenderanno per le bollette luce e gas, a parità di consumi, circa 2.930 euro, il 65% in più rispetto al 2021, con un aggravio di circa 1.160 euro.

    Nello specifico, a pesare maggiormente sarà la bolletta del gas, che potrebbe arrivare a circa 1.780 euro (+56% rispetto al 2021); per la luce, invece, il totale potrebbe raggiungere i 1.150 euro, vale a dire l’82% in più rispetto allo scorso anno.

    «Nonostante l’intervento del Governo, le tariffe luce e gas rimangono comunque elevate e chi ha un contratto di fornitura nel mercato tutelato, a parità di consumi, pagherà per i prossimi 3 mesi circa il 58% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», spiegano gli esperti di Facile.it. «Oltre a prestare maggiore attenzione ai consumi e a limitare gli sprechi, una strategia per risparmiare sulle bollette finali è quella di scegliere attentamente il fornitore e l’offerta che meglio rispondono alle nostre esigenze e abitudini».

    * Stime realizzate tenendo in considerazione una famiglia con consumo annuo di gas naturale pari a 1.400 smc e, per l’energia elettrica, consumo annuo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW; tariffe mercato tutelato. 

     

  • Guerra e inflazione: 1 italiano su 4 in difficoltà a causa dei rincari

    Più di 1 italiano su 4, dato equivalente ad oltre 11 milioni di individui (26%), ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in corso ormai da 3 mesi ha avuto un impatto molto negativo sul proprio bilancio familiare. Per far fronte ai rincari gli italiani hanno adottato diverse strategie; c’è chi ha ridotto, se non del tutto eliminato, alcune voci di spesa (66% dei rispondenti), mentre oltre 4,7 milioni di individui per far quadrare i conti, hanno dovuto lasciare indietro alcune spese comunque scadute come, ad esempio, le bollette di luce e gas o le rate del condominio.

    Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat* per fotografare come i consumatori stiano affrontando l’attuale scenario economico. 

    A livello territoriale – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – l’aumento dei prezzi sembra aver colpito più duramente i rispondenti residenti nel Centro Italia (31%) e coloro con età compresa tra i 25-34 anni e i 45-54 anni (31%).

    Ma quali sono le principali aree nelle quali gli italiani sono intervenuti per risparmiare? Ecco cosa è emerso dall’indagine.

    Alimentari e tempo libero

    L’aumento del costo delle materie prime ha avuto un forte impatto sul carrello della spesa e questo ha spinto molti consumatori a cambiare le proprie abitudini d’acquisto o alimentari. Secondo l’indagine, molti hanno affrontato i rincari orientandosi su marchi più economici (41%) o cambiando punto vendita (28%).

    Soluzioni spesso non sufficienti tanto che, comunque, 35 milioni di consumatori hanno ridotto, se non addirittura eliminato, dalla loro tavola alcuni alimenti; non solo dolci (46%), snack (44%), alcolici (39%), ma anche alimenti come carne (43%) e pesce (30%). C’è addirittura chi ha ridotto notevolmente l’acquisto di frutta (4,5 milioni di individui), pasta (3,4 milioni) e verdura (2,9 milioni).

    Dalla tavola al tempo libero; più di 2 italiani su tre hanno ridotto le uscite al ristorante, mentre il 48% ha deciso di limitare i viaggi.

    Auto e benzina

    Il caro-benzina è uno dei problemi con cui tutti gli automobilisti hanno dovuto fare i conti; per far fronte agli aumenti il 46% dei rispondenti, molto semplicemente, ha detto di aver ridotto l’uso dell’auto nel tempo libero, mentre il 47% ha cercato di risparmiare prestando maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina. 

    Quasi 1 automobilista su 3, invece, ha modificato il proprio stile di guida al fine di ridurre il più possibile il consumo di carburante.

    Casa, energia elettrica e gas

    Altra voce di spesa cresciuta notevolmente negli ultimi mesi è quella dell’energia elettrica e del gas. In questo caso gli italiani hanno cercato di far fronte agli aumenti impegnandosi nella riduzione dei consumi, ad esempio facendo più attenzione all’illuminazione domestica (61%), abbassando il riscaldamento (46%), ottimizzando l’uso degli elettrodomestici (42%) o consumando meno acqua calda (26%).

    Circa 10 milioni di italiani, invece, hanno cercato di risparmiare sulla bolletta luce e gas semplicemente cambiando fornitore di energia.

    *Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Bollette: col tutelato spesi 1.300 euro in più in 4 anni

    Secondo un’analisi di Facile.it, considerando gli ultimi 4 anni, chi ha scelto con attenzione un fornitore luce e gas nel mercato libero ha speso fino a 1.337 euro in meno (-18%) rispetto a chi è ancora sotto regime di tutela.

    Nello specifico, secondo le simulazioni* di Facile.it, guardando alle migliori tariffe del mercato libero disponibili online da gennaio 2018 a marzo 2022, una famiglia tipo che a inizio anno ha scelto una tariffa con prezzo bloccato per 12 mesi ha speso, tra luce e gas, 5.908 euro, mentre chi è rimasto nel mercato tutelato ha pagato, sempre in media, ben 7.246 €.

    In termini percentuali, il risparmio più elevato è stato ottenuto sulle bollette elettriche; la famiglia nel mercato libero ha pagato, nei 4 anni, 1.884 euro, vale a dire il 26% in meno rispetto a quella nel tutelato (2.534 euro). Se si guarda alla bolletta del gas nel mercato libero, invece, la spesa è stata di 4.025 euro, il 15% in meno rispetto a quella del regime di tutela (4.712 euro).

    «Un risparmio considerevole che potrebbe aumentare nei prossimi mesi», spiegano gli esperti del sito di comparazione. «Dal primo aprile le tariffe del mercato tutelato verranno aggiornate e non è da escludere un nuovo aumento; mentre chi è nel mercato libero con prezzo bloccato, non vedrà cambiamenti fino alla scadenza della propria offerta».

    *Stime e risparmio sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. Per la simulazione del risparmio sono state prese in esame le migliori offerte luce e gas con prezzo bloccato per 12 mesi disponibili su Facile.it a gennaio 18-19-20-21-22 e confrontate con le tariffe del mercato tutelato del medesimo periodo.

     

  • Liguria: bollette in aumento del 35% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Liguria nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.521euro, valore in aumento del 35% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 568 euro, con un rincaro annuo del 32%; quella del gas, invece, è arrivata a 953 euro, in aumento del 36% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie liguri potrebbe addirittura superare, in media, i 2.600 euro, vale a dire il 76% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Liguria, è pari a 2.432 kWh per l’energia elettrica e 1.090 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine © Andreas

  • Campania: bollette in aumento del 36% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Campania nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.561 euro, valore in aumento del 36% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 704 euro (la seconda più alta di tutta Italia) con un rincaro annuo del 35%; quella del gas, invece, è arrivata a 857 euro, in aumento del 36% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie campane potrebbe addirittura superare, in media, i 2.700 euro, vale a dire il 77% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Campania, è pari a 3.013 kWh per l’energia elettrica e 937 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

     

    Immagine © Andreas

  • Toscana: bollette in aumento del 26% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Toscana nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.686 euro, valore in aumento del 26% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 663 euro, con un rincaro annuo del 31%; quella del gas, invece, è arrivata a 1.023 euro, in aumento del 22% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie toscane potrebbe addirittura arrivare, in media, a quasi 3.000 euro, vale a dire il 77% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Toscana, è pari a 2.836 kWh per l’energia elettrica e 1.172smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine © Andreas

  • Puglia: bollette in aumento del 29% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Puglia nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.465 euro, valore in aumento del 29% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 676 euro, con un rincaro annuo del 37%; quella del gas, invece, è arrivata a 789 euro, in aumento del 23% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie pugliesi potrebbe addirittura superare, in media, i 2.600 euro, vale a dire l’80% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Puglia, è  pari a 2.892 kWh per l’energia elettrica e 921 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine (c) Andreas

  • Bollette: fine mercato tutelato rinviata al 2024. Nel 2021 chi ha scelto il libero ha risparmiato fino a 515 euro

    La fine del mercato tutelato è stata rinviata al 2024 eppure, secondo l’analisi di Facile.it, chi nel 2021 ha scelto con attenzione un fornitore luce e gas nel mercato libero ha risparmiato fino a 515 euro, vale a dire il 29% rispetto a chi era sotto regime di tutela.

    «Il 2021 è stato un anno estremamente negativo dal puto di vista dei costi energetici» – sostiene Silvia Rossi, Bu Director Gas & Power di Facile.it «e sappiamo già che nella prima parte del 2022 le tariffe saranno alte, forse addirittura superiori a quelle attuali. Valutare di passare al mercato libero potrebbe essere una strategia per ridurre almeno in parte il peso della bolletta, soprattutto se si sceglie una tariffa bloccata mettendosi così al riparo da ulteriori aumenti. Per evitare brutte sorprese, però, è fondamentale scegliere con attenzione il fornitore e optare, fra le società che operano nel mercato libero, quelle che offrono un prezzo più conveniente rispetto al tutelato».

    La bolletta della luce e quella del gas

    Secondo le simulazioni* di Facile.it, guardando alle migliori offerte del mercato libero disponibili online a gennaio 2021, una famiglia che ha scelto a inizio anno una tariffa con prezzo bloccato per 12 mesi ha speso, tra luce e gas, 1.256 euro, vale a dire il 29% in meno rispetto ad una famiglia servita nel mercato tutelato (1.771 euro).

    Nello specifico, la bolletta dell’energia elettrica per la famiglia nel mercato libero è stata di 465 euro, vale a dire il 26% in meno rispetto a quella nel tutelato (631 euro).

    Se si guarda alla bolletta del gas nel mercato libero, invece, la spesa è stata di 791 euro, il 31% in meno rispetto a quella del regime di tutela (1.140 euro).

    *Stime e risparmio sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. Per la simulazione del risparmio sono state prese in esame le migliori offerte luce e gas con prezzo bloccato per 12 mesi disponibili su Facile.it a gennaio 2021 e confrontate con le tariffe 2021 del mercato tutelato.

  • Banche, aziende telefoniche e dell’energia ora puntano ai trentenni

    I giovani sono diventati un target privilegiato per banche, fornitori luce e gas e operatori telefonici; si è parlato tanto dei mutui under 36 ma, secondo l’analisi di Facile.it, nell’ambito delle principali voci di spesa familiare sono molti i prodotti sul mercato dedicati a questo target, fino a poco tempo fa poco considerato dalle aziende. Ecco cosa è emerso.

    «Fino a non troppo tempo fa», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it «il mondo bancario riservava ai giovani solo iniziative promozionali legate al conto corrente e alle carte di credito, con canoni agevolati o azzerati, ma solo fino al compimento del trentesimo anno di età. Come noto, invece, recentemente gli istituti bancari hanno indirizzato ai giovani prodotti dedicati nell’ambito del credito, con i mutui casa under 36. Il successo è stato tale da convincere loro, e molti altri, a puntare ai trentenni con molti più prodotti ad hoc».

    Il mondo del credito

    A seguito delle novità introdotte dal Governo a fine maggio per supportare i giovani nell’acquisto della casa – tra cui l’eliminazione di alcune imposte e il potenziamento del fondo di garanzia prima casa – alcuni istituti di credito hanno lanciato sul mercato proposte di mutui al 100% con tassi agevolati dedicati a questo target. Secondo le simulazioni* di Facile.it, grazie a queste condizioni gli under 36 possono risparmiare, su un mutuo medio, circa 22.500 euro di interessi calcolati su tutta la durata del finanziamento.

    Un’opportunità che sin da subito ha riscosso grande successo tanto che, secondo l’analisi* di Facile.it, a novembre 2021 la percentuale di aspiranti mutuatari under 36 è stata il 55% del totale; era il 34,3% nel primo semestre dell’anno, prima dell’introduzione delle agevolazioni governative.

    Luce e gas

    Anche il settore delle utilities guarda con crescente attenzione ai giovani alle prese con l’attivazione di una fornitura energetica. Alcune società azzerano agli under 36 il costo di subentro, ovvero un risparmio di circa 100 euro tra luce e gas, offrendo al contempo una copertura assicurativa per i piccoli guasti domestici. Per i giovani alle prese con un cambio operatore, invece, lo sconto viene offerto sotto forma di buono da spendere online.

    Non mancano le società che danno agevolazioni sul costo della componente energetica in bolletta, mentre altre cercano di fidelizzare la clientela più giovane attraverso servizi accessori a valore aggiunto, come i cataloghi a premi o altre iniziative di loyalty.

    Telefonia

    Se il settore della telefonia mobile è da sempre uno dei più attivi sul target giovanissimi, la vera novità si vede ora nell’ambito della telefonia fissa e connessione internet, servizi ormai sempre più richiesti dai trentenni sia per il lavoro da remoto sia per l’intrattenimento.

    La competizione tra le società telefoniche si gioca non solo sul prezzo, attraverso ad esempio sconti sulla tariffa mensile riservati agli under 36, ma anche sui contenuti; per questo i principali operatori hanno a catalogo promozioni che includono offerte che, alla connessione dati, associano anche abbonamenti agevolati ad una o più PayTV.

    «La scelta di molte aziende di puntare sui giovani riservando loro tariffe agevolate ha un valore sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale», conclude Cresto. «Non dimentichiamo che offrire ai giovani la possibilità di risparmiare su alcune delle inevitabili spese che è necessario sostenere quando si sceglie di andare a vivere da soli, significa metterli nella condizione di poter affrontare questa scelta con più serenità e prima.».

    *Simulazione realizzata da Facile.it considerando un mutuo under 36 fisso al 100%, di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, Taeg 1,10%, rata mensile 477,72 euro. A giugno 2021, prima dell’arrivo sul mercato dei prodotti under 36, per la stessa operazione il miglior Taeg disponibile online era pari a 2,46% e la rata era di 552,65 euro; il risparmio per il giovane mutuatario è quindi di quasi 900 euro l’anno, vale a dire circa 22.500 euro per l’intera durata del finanziamento.

    L’analisi sul peso percentuale delle richieste under 36 è stata realizzata su un campione di oltre 28.000 domande di finanziamento presentate tramite Facile.it.

  • Bollette: con la manovra benefici di circa 28 euro a famiglia

    L’esecutivo guidato da Mario Draghi ha previsto l’istituzione di un fondo per contrastare l’aumento del costo dell’energia in bolletta, con uno stanziamento di circa 2 miliardi di euro per il 2022. Ma quale potrebbe essere il beneficio reale di tutto ciò per le famiglie italiane? Facile.it ha stimato* l’impatto dell’intervento su una famiglia media scoprendo che i fondi, se concentrati nel primo trimestre del 2022 e solo sull’energia elettrica, potrebbero contribuire a calmierare la spesa della bolletta di poco meno di 10 euro al mese, per un totale di circa 28 euro nel trimestre.

    «In assenza di indicazioni precise su come verranno destinanti i 2 miliardi di euro, risulta difficile fare previsioni precise su quale potrà essere l’impatto reale sulle tasche dei consumatori» – spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it – «ma guardando al recente passato è possibile fare alcune considerazioni».

    Cosa potrebbe accadere nel 2022

    Le misure introdotte a inizio ottobre dal Governo, intervenuto per cercare di contrastare gli incrementi delle bollette azzerando gli oneri di sistema per il trimestre in corso e riducendo l’IVA sulle forniture del gas, dureranno fino al 31 dicembre 2021. Dal 1 gennaio 2022, quindi, in assenza di ulteriori azioni specifiche, sulle bollette degli italiani torneranno a gravare gli oneri di sistema, ai quali andrà a sommarsi il potenziale aumento del costo delle materie prime, con il rischio di una stangata ancor più pesante rispetto a quella del 2021.

    «In questo senso, quindi, è possibile ipotizzare che i due miliardi di euro stanziati per il 2022 nel documento programmatico di bilancio potranno essere utilizzati per calmierare nuovamente, almeno in parte, gli oneri generali. Come fatto ad ottobre 2021, quando il Governo destinò, appunto, 2 miliardi di euro all’azzeramento di questa voce di spesa dalla bolletta elettrica del quarto trimestre, sarebbe possibile estendere l’agevolazione anche ai primi 3 mesi del 2022», spiega Rasimelli.

    Se così fosse, secondo le simulazioni di Facile.it, questo eviterebbe l’aggravio e porterebbe un beneficio di circa 28 euro a famiglia nel primo trimestre 2022. La stima fatta da Facile.it è basata sull’ipotesi che le risorse vengano interamente destinate all’azzeramento degli oneri generali della bolletta elettrica nei primi 3 mesi del 2022, ma qualora venissero suddivise tra bollette luce e gas, è possibile supporre che il beneficio complessivo per ciascuna famiglia non cambi.

    Attenzione però, difficilmente l’intervento ridurrà il peso delle bollette; più verosimilmente servirà a mitigare, almeno parzialmente, i nuovi aumenti che si prospettano nella prima parte del prossimo anno.

    I dati e le previsioni di mercato sembrano essere concordi sul fatto che, anche per i primi mesi del 2022, i prezzi delle materie prime resteranno elevati, con un impatto sul costo delle bollette.

    La stessa ARERA ha rilevato che le attuali quotazioni del gas naturale per il primo trimestre 2022 (fondamentali per capire l’andamento del costo dell’energia) sono circa doppie rispetto a quelle utilizzate per lo scorso aggiornamento e questo potrebbe portare, nel prossimo anno, ad un ulteriore e significativo rincaro dei prezzi per i clienti nel mercato tutelato, così come accaduto nel quarto trimestre 2021.

    Importante ricordare che questi aumenti tariffari scattano, in automatico, solo per i clienti che hanno una fornitura di energia nel mercato tutelato mentre, nel mercato libero, potrebbero andare in contro a variazioni solo i clienti che hanno sottoscritto un’offerta a tariffa variabile.

    «Passare al mercato libero e optare per una tariffa fissa, bloccando quindi il prezzo energia della nostra bolletta, potrebbe essere, in questa fase, una strategia efficace per contrastare gli aumenti» – conclude Rasimelli – «secondo le simulazioni* di Facile.it, guardando alle migliori tariffe disponibili oggi sul mercato libero è possibile risparmiare fino al 37% sulla luce e fino al 15% per il gas.».

     

     

    *Stime e risparmio sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. Per la simulazione del risparmio sono state prese in esame le migliori offerte luce e gas disponibili su Facile.it in data 21 ottobre 2021 e confrontate con le tariffe del mercato tutelato aggiornale al quarto trimestre 2021.

  • Bollette: in Piemonte si è speso il 12,9% in più della media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto quelli elettrici.

    In Piemonte, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 469 euro, vale a dire il 5,6% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i piemontesi hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 931 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie piemontesi hanno messo a budget 1.400 euro, vale a dire 12,9% in più rispetto alla media nazionale. Il dato fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica nazionale delle aree dove le bollette pesano di più e il timore è che per il 2021 la cifra possa essere ancor più salata: le tariffe sono cresciute considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per il Piemonte: 2.622 kWh e 1.224 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: nelle Marche si è speso il 5,4% in più della media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto quelli elettrici.

    Nelle Marche, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 490 euro, vale a dire il 3,6% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i marchigiani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 817 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie marchigiane hanno messo a budget 1.307 euro, vale a dire il 5,4% in più rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono cresciute considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per le Marche: 2.741 kWh e 1.069 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: nel Lazio prezzi in aumento del 5,1% rispetto al 2019

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    Nel Lazio, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è negativo: la bolletta elettrica, nel 2020, ha raggiunto i 508 euro, vale a dire l’8,7% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). Non è andata molto meglio sul fronte del gas: la bolletta ha raggiunto i 678 euro, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Nonostante questo, però, la regione risulta essere la terza area di Italia in cui si è speso di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie laziali hanno messo a budget 1.186 euro a famiglia, vale a dire il 5,1% in più rispetto al 2019; l’unica buona notizia è che la spesa complessiva è stata il 4,4% in meno rispetto alla media nazionale. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per il Lazio: 2.839 kWh e 780 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Liguria il conto meno salato di tutta Italia

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Liguria, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 430 euro, vale a dire il 6% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). Nonostante l’aumento, la cifra fa guadagnare alla regione il secondo posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per l’elettricità. Buone notizie sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i liguri hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 698 euro, valore tra i più bassi di Italia.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie liguri hanno messo a budget 1.128 euro a famiglia, vale a dire il 9% in meno rispetto alla media nazionale. La regione risulta così essere l’area italiana dove lo scorso anno si è pagato meno in bollette. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Liguria: 2.404 kWh e 891 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Calabria prezzi in aumento (+6,2%) rispetto al 2019

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi.

    In Calabria, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è negativo: la bolletta elettrica, nel 2020, ha raggiunto i 460 euro, vale a dire il 7,8% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). Non è andata molto meglio sul fronte del gas; in questo caso la bolletta è stata pari a 701 euro, il 5,2% in più rispetto al 2019.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie calabresi hanno messo a budget 1.197 euro, vale a dire il 6,2% in più rispetto al 2019; l’unica buona notizia è che, nonostante gli aumenti, la spesa media rilevata nella regione è inferiore del 3,5% rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Calabria: 2.568 kWh e 880 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.