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  • L’Analisi dei Big Data e il Network/Computing ad alte prestazioni spianano la strada alla guida autonoma

    Utilizzando il giusto IT, le aziende automobilistiche e i fornitori dell’industria automotive possono ottenere un vantaggio decisivo rispetto alla concorrenza nello sviluppo delle automobili a guida autonoma

     

    A cura di Gina Nomellini, Chief Marketing Officer GTT Communications

     

    Produttori e fornitori del settore automobilistico sono attualmente coinvolti in una feroce competizione su chi sia il migliore nello sviluppo di applicazioni per la guida autonoma. La sfida per tutti riguarda la gestione di una enorme quantità di dati, e di come questi vengano elaborati ed archiviati. Parliamo di un insieme di dati delle dimensioni petabyte – immaginate un numero con 15 zeri – come ad esempio quelli generati dalle riprese dei veicoli nel traffico che vengono visualizzati, taggati e archiviati da decine di migliaia di sviluppatori nei data center dei produttori di automobili e dei loro fornitori.

    L’attività di tagging gioca un ruolo decisivo nello sviluppo dei sistemi di guida autonoma. Il processo di rilevazione dell’auto in modalità self-drive si basa su una dotazione precedente di sequenze video-registrate, come per esempio la rilevazione di un cervo a 50 metri, a 30 e quindi a 10 metri di distanza dall’auto. Grazie a questa “memoria” il veicolo può, a seconda della situazione in cui si trovi, prendere la decisione migliore in tempo reale. Il veicolo infatti riesce ad apprendere dal tag dei video precedenti, realizzati dagli sviluppatori, ed è dunque in grado di identificare la possibile situazione di traffico e di reagire nel modo più adeguato una volta su strada.

    Poiché ci sono miliardi di decisioni come questa provenienti da tutto il mondo, i dati vengono valutati e classificati grazie all’utilizzo di Big DataAnalysis e High performance Computing. Tutto ciò ha inevitabilmente modificato il tipo di richiesta che l’industria automobilistica fa alle reti IT.

    Fino ad oggi, infatti, la rete è stata “solo” utilizzata come network aziendale per gestire applicazioni core come SAP e Oracle – diventando quindi essa stessa un’applicazione aziendale. I Big data – soprattutto per le società che operano a livello globale – devono essere processati velocemente ed efficacemente da un paese all’altro e tra i diversi continenti in base al principio “follow the sun”, potendo sfruttare la più elevata larghezza di banda e la più bassa latenza. In passato, l’esigenza di un’infrastruttura di rete utile a trasferire dati in tempo reale era propria del settore finanziario. Infatti, i trader sono in grado di reagire in tempi rapidissimi alle fluttuazioni di prezzo grazie all’alta capacità e alla bassa latenza delle connessioni di rete che utilizzano. Nel processo di sviluppo della guida autonoma, le caratteristiche di queste reti diventano un fattore assolutamente fondamentale per il successo dei produttori e fornitori coinvolti, perché chi è in grado di gestire i Big Data in modo rapido ed efficiente con la giusta rete WAN è, di fatto, in testa nella competizione in corso.

    L’infrastruttura di rete come base di partenza

    Considerando che i processi di sviluppo della guida autonoma avvengono a livello globale, e che i data centre sono dislocati in diversi continenti, risulta sempre più evidente che l’infrastruttura di rete dati di un’azienda sia decisiva nel decretare il successo o il fallimento di un progetto.

    Affinché le aziende possano ottenere dei vantaggi significativi, è importante che, in fase di scelta di un service provider, si assicurino di scegliere un backbone capace e globale per la propria rete dati. Questo per garantire la velocità e la latenza adeguate ad applicazioni di Big Data Analytics e di High Performance Computing.

    Un possibile vantaggio è rappresentato da un service provider in grado di garantire una rete dati su diversi layer. Quindi, sia una rete gestita su Layer 3, sia una rete non gestita su Layer 2.

    L’offerta di reti di secondo livello

    La WAN non gestita di layer 2 ha un ruolo fondamentale in questo caso: le aziende devono infatti poter gestire i flussi di dati a livello IP in modo autonomo, così da svolgere le analisi interne in modo flessibile ed efficiente, grazie al computing ad alte prestazioni.

    Infatti, solo gestendo direttamente il routing dei pacchetti un’azienda potrà essere certa che i dati prioritari saranno fruibili in qualunque momento, anche con la migliore ampiezza di banda possibile.

    Anche il principio “follow-the-sun” ha un ruolo in questo: perché, oltre alla definizione delle priorità indipendente dal tempo, devono essere prese anche decisioni di instradamento indipendenti dalla posizione. Ciò garantisce che le aziende abbiano sempre la larghezza di banda e la potenza di calcolo di cui hanno bisogno, indipendentemente da dove si trovino nel mondo.

    Flessibile e potente: lo storage Software Defined

    Tuttavia, l’infrastruttura WAN con la corretta offerta di rete, è solo una faccia della moneta: senza la giusta soluzione storage, le case automobilistiche e i fornitori non possono che sfruttare al minimo le capacità di rete a loro disposizione, Questo perché spesso lo storage tradizionale non fornisce la flessibilità necessaria per sviluppare applicazioni relative alla guida autonoma, perché troppo costoso, oppure perché offre un’accessibilità ai dati piuttosto limitata nel tempo.

    La soluzione si chiama storage SD. Questa tecnologia offre infatti una soluzione sicura, applicabile a livello globale e flessibile dal punto di vista tecnico. Attraverso lo storage SD, è possibile trasferire velocemente e costantemente grandi quantità di dati verso diversi data center, oppure, direttamente ai rispettivi utenti. Inoltre, non è più necessario eliminare i dati non più utilizzati, perché è possibile gestire tutta la capacità di archiviazione come “Tier1”. Spesso le aziende, infatti, non possono gestire in modo selettivo i dati archiviati, perché non sanno quando ne avranno di nuovo necessità. Questo tipo di storage riduce al minimo la possibilità di errore in questa fase.  È quindi un elemento assolutamente da considerare se si vuole assumere una posizione di leadership nell’attuale fase di sviluppo del self driving.

    Gli sviluppi per la capacità decisionale delle auto

    L’infrastruttura WAN adeguata, la giusta offerta di rete e le migliori soluzioni di storage, in questa fase sono la conditio sine qua non per raggiungere l’obiettivo principale della guida autonoma: far sì che questi veicoli, una volta completata la fase di sviluppo, possano prendere una decisione autonoma a livello della scatola nera.

    E questo perché nessuna rete dati sarà abbastanza veloce, e nessuna latenza abbastanza bassa per dare ad un veicolo il tempo di comunicare con un data center prima di prendere quella decisione.

    La rete corporate e quella aziendale si unificano

    I vantaggi generati dalle reti usate per sostenere lo sviluppo della guida autonoma, possono anche essere sfruttati dalle aziende, che avranno quindi la possibilità di utilizzare l’infrastruttura di rete del fornitore di servizi più appropriato anche per gestire la rete corporate (cioè quella utilizzata dai propri dipendenti). Appoggiandosi ad un’unica dorsale, diventa possibile riprodurre facilmente tutti i servizi, a tutti i livelli di rete e in tutto il mondo. Diventa inoltre molto semplice aggiungere anche applicazioni come quelle tipo VoIP o SIP trunking.

    Nel momento in cui le aziende inizieranno a sfruttare questo valore aggiunto, non solo balzeranno in testa alla classifica degli sviluppatori di auto a guida autonoma, ma ridurranno significativamente i costi e il time to market.

     

     

  • Big data, cittadini, imprese e pubblica amministrazione: nuovi scenari

    Il termine big data ricorre ormai spesso nei media e nella comunicazione corrente. Ma di che cosa si tratta e quale è l’impatto sulla società? Quali sono i campi d’applicazione della Sentiment Analysis? Come si inseriscono nei servizi per i cittadini e le imprese?

    Questi i temi che, mercoledì 30 maggio alle ore 21 presso il BergamoScienceCenter di viale Papa Giovanni XXIII – Bergamo, affronteranno Silvia Biffignandi, direttore centro CASI – Centro Analisi Statistiche e Indagini campionarie dell’Università degli Studi di Bergamo, Annamaria Bianchi, ricercatrice dell’Università degli Studi di Bergamo e Cristiano Radaelli, vice presidente vicario con deleghe a R&S, Tlc, Eu ed Internazionalizzazione di Anitec-Assinform.

    L’incontro, a ingresso libero e gratuito, “BIG DATA, CITTADINI, IMPRESE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: NUOVI SCENARI”, promosso da CESC-CASI (Centro Sulle Dinamiche Economiche e Centro Analisi Statistiche e Indagini campionarie dell’Università degli studi di Bergamo), è un momento di illustrazione divulgativa di questo emergente fenomeno e di discussione per creare conoscenza, tramite storie ed esempi, presso cittadini, pubblica amministrazione, imprenditori sull’evoluzione in atto.

    L’incontro si colloca nell’ambito del ciclo di seminari di Public Engagement sul tema Big Data, una rivoluzione per imprese, policy makers e cittadini, organizzati da CESC- Centro sulle Dinamiche Economiche, Sociali e della Cooperazione dell’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con BergamoScienza.

  • Big data, imprese e scienza: nuovi scenari

    CESC- Centro sulle Dinamiche Economiche, Sociali e della Cooperazione dell’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con  BergamoScienza organizzano il dibattito aperto al pubblico Big data, imprese e scienza: nuovi scenari che si terrà martedì 15 maggio 2018, ore 16.30 presso l’Università degli Studi di Bergamo.

    Il termine big data ricorre ormai spesso nei media e nella comunicazione corrente. Ma di che cosa si tratta? È un fenomeno che coinvolge tutti? Quale potrà essere l’impatto sulla società e il futuro scenario?

    L’incontro, a ingresso libero e gratuito, “BIG DATA, IMPRESE E SCIENZA: NUOVI SCENARI”, promosso da CESC-CASI (Centro Sulle Dinamiche Economiche e Centro Analisi Statistiche e Indagini campionarie dell’Università degli studi di Bergamo), è un momento di illustrazione divulgativa di questo emergente fenomeno e di discussione per creare conoscenza, tramite storie ed esempi, presso cittadini, pubblica amministrazione, imprenditori sull’evoluzione in atto.

    Il dibattito, coordinato da Silvia Biffignandi, direttore centro CASI – Centro Analisi Statistiche e Indagini campionarie dell’Università degli Studi di Bergamo, si colloca nell’ambito del ciclo di seminari di Public Engagement sul tema Big Data, una rivoluzione per imprese, policy makers e cittadini.

    Interverranno: Mario Rasetti, Fondazione ISI, Dario Tognazzi, “Servizi Innovativi e Tecnologici” Confindustria e Stefano Ghezzi, ICTeam.

  • Dall’analisi dei dati alla strategia vincente – I Big Data aprono le porte alle imprese per conoscere e interpretare i mercati

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    Mercati che cambiano, tempi che corrono, strategie da creare e subito ripensare, perché quello che oggi è vincente domani non lo è più. Il mondo delle imprese e dei consumatori è sempre più variegato, fluido e dinamico, e nell’epoca dell’informazione solo la diffusione e la conoscenza di dati e informazioni può costituire per le aziende un reale vantaggio competitivo e un plus per il raggiungimento dei propri obiettivi.

    Sono i Big Data il vero elemento cruciale della crescita delle aziende: reperirli, analizzarli e conoscerli è ormai un fattore fondamentale per ogni impresa. Con la nascita della digital economy e lo spostamento sempre più massiccio del mercato verso l’ambiente online, la crescita delle opportunità e delle prospettive va di pari passo con un livello di incertezza molto più alto, e con un numero di fattori cruciali da considerare in perenne aumento. Per questo i Big Data sono lo strumento per fare impresa oggi: come dichiarato da James Heekin, executive chairman del gruppo Gray, una delle più note agenzie di advertising al mondo e primo fornitore di Big Data di Google, queste informazioni aprono nuovi scenari sull’analisi dei comportamenti dei consumatori, abbassando i margini d’errore e riportando un’immagine fedele del target di riferimento di ogni azienda.

    Una vera e propria rivoluzione a livello globale, alla quale non tutte le aziende e i paesi hanno risposto in maniera uniforme. Guardando al caso italiano, l’utilizzo dei Big Data per le analisi di mercato e per la conoscenza dei consumatori è ancora un concetto più teorico che pratico. Mancano non solo competenze digitali e risorse umane qualificate, ma soprattutto manca una mentalità imprenditoriale diffusa in grado di sfruttare le potenzialità dell’ambiente digitale in maniera produttiva, in grado di dialogare con i nuovi media e trarne un vantaggio economico concreto.

    La strada è segnata. Solo con un utilizzo sapiente dei Big Data – di cui il Centro Studi Economico Finanziario ESG89 si fa promotore con i portali IoConosco.it e IoValuto.it – le aziende possono far fronte all’incertezza e ai rischi presenti ogni in ogni mercato e costruire, giorno dopo giorno, un percorso di crescita solido e in grado di rendere gli obiettivi aziendali sempre più concreti e raggiungibili. La scelta dei giusti partner e dei giusti clienti è la vera strada verso il successo: conoscere, valutare e scegliere con chi fare affari è il punto di partenza vincente.

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  • Immobiliare 2.0: Come L’innovazione Tecnologica Di Immobiliare.It Sta Rivoluzionando Il Settore

    La partnership con Interoute rafforza la vocazione tecnologica e digitale del principale portale immobiliare italiano

     

    Interoute, l’operatore proprietario del più grande network in Europa su cui poggia la propria piattaforma di servizi cloud globale, annuncia la collaborazione tecnologica siglata recentemente con Immobiliare.it.

    La storia di Immobiliare.it rappresenta uno dei casi di eccellenza italiani e una delle poche realtà ad essersi ampliata in un momento di recessione economica nazionale – e non solo. Oggi Immobiliare.it è il primo portale e la prima applicazione immobiliare in Italia, con oltre 22 milioni di visite al mese al sito web e 4 milioni di download dell’app.

    «Per raggiungere questi risultati – racconta Aldo Armiento, CTO di Immobiliare.it la nostra azienda ha sempre ascoltato le necessità dei propri utenti e puntato all’innovazione, sfruttando in anticipo sui tempi le potenzialità date dalla banda larga e dalla diffusione di smartphone e tablet. Questa vocazione tecnologica è confermata dagli investimenti crescenti che facciamo in ricerca e sviluppo, investimenti non soltanto economici ma anche fortemente legati alla sperimentazione e alla formazione dei team, tutti interni all’azienda».

    Contando già oggi su oltre 60 specialisti IT, Immobilare.it ha previsto un corposo programma di assunzioni nel dipartimento di tecnologia a Roma. L’obiettivo è quello di integrare, nei prossimi due anni, nuove figure professionali che abbiano le competenze per sviluppare le soluzioni tecnologiche che renderanno ancora più dinamica la ricerca immobiliare. Senza dimenticare l’attenzione alla filosofia open source: Immobiliare Labs – il dipartimento tecnologico di Immobiliare.it – rende alcuni dei software sviluppati pubblici e accessibili, allo scopo di permetterne l’utilizzo e il miglioramento da parte di altre società in Italia e all’estero.

    Per offrire una customer experience impeccabile e far fronte all’internazionalizzazione dell’azienda e all’evoluzione del mercato, Immobiliare.it si è messa alla ricerca di un partner tecnologico che fosse in grado di garantire un elevato livello di prestazioni con un approccio glocal (attenzione al territorio italiano ma presenza internazionale). Per questo motivo, la scelta è ricaduta su Interoute, che proprio grazie alla sua piattaforma digitale in grado di integrare servizi di connettività, co-location facilities e Cloud (VDC), è risultato il partner ideale per rispondere alle esigenze di flessibilità, sicurezza e ridondanza di Immobiliare.it

    Questa collaborazione con un brand così noto e innovativo nel panorama italiano ci rende estremamente orgogliosi e ci incoraggia a perseguire nell’impegno che di mettere le aziende in grado di sfruttare al meglio la nostra e la loro tecnologia, aumentando il loro vantaggio competitivo” ha commentato Simone Bonannini, AD di Interoute SpA.