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  • Autotrasporto: le principali misure della Legge di Bilancio 2020

    Dalla questione accise e DUC agli incentivi per il rinnovo parco mezzi, sono diverse le misure dedicate al trasporto merci su gomma e il trasporto con bisarca contenute nella Legge di Bilancio 2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.304 del 30/12/2019.

    Si comincia con importanti novità sul rimborso accise, per il quale sono stati modificati i parametri per accedere al beneficio: al fine di promuovere il principio di sostenibilità ambientale, dal 1° ottobre 2020 saranno esclusi dal rimborso tutti i veicoli Euro 3 o inferiore, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli Euro 4. A fare da contrappeso a queste penalizzazioni, il Decreto Fiscale collegato alla Manovra stabilisce nuove risorse per il rinnovo dei veicoli delle imprese di autotrasporto per investimenti effettuati fino al 30 settembre 2020 destinati all’acquisto di mezzi di nuova generazione. Il contributo varia da un minimo di 2 mila euro a un massimo di 20 mila euro.

    Strettamente collegato agli incentivi è il tema della transazione ecologica. Entro il 31 gennaio 2021 sarà istituita presso il Ministero dell’Ambiente una Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la riduzione dei sussidi ambientali dannosi allo scopo di ridefinire il sistema delle esenzioni in materia di trasporto merci entro il 31 ottobre 2020 e a partire dal 2021, e allo stesso tempo sostenere innovazione e investimenti per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030.

    Un obiettivo raggiungibile anche con lo sviluppo del trasporto intermodale. A tal proposito, sono previste ulteriori risorse per il trasporto combinato marittimo (Marebonus) per cui la spesa autorizzata per il 2021 è pari a 20 milioni di euro, e quello combinato su rotaia (Ferrobonus), per il quale sono stati stanziati 14 milioni di euro per il 2020 e 25 milioni per il 2021.

    Ci sono importanti novità anche per la concessione o esposizione pubblicitaria sui veicoli. Dal 2021 sarà istituito il canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione al fine di accorpare le entrate relative all’occupazione di aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari; resta invariata l’attuale disciplina sulla pubblicità dei veicoli per le impresse di trasporto.

    Infine, un altro tema fondamentale per l’autotrasporto, ovvero il Documento Unico di Circolazione (DUC): sarà il MIT con propri decreti a definire modalità e termini per la graduale utilizzazione, da completare entro il 31 ottobre 2020, delle procedure telematiche di rilascio

  • Trasporto auto all’estero: dal 2020 nuove regole per l’esportazione definitiva

    Dal 1° gennaio 2020 sono in arrivo importanti novità che riguardano gli automobilisti e il settore del trasporto auto con bisarca. Tra pochi giorni, infatti, entreranno in vigore nuove misure relative alla radiazione di veicoli per esportazione all’estero definitiva, in virtù della modifica dell’art. 103 comma 1 del Codice della Strada. La nuova formulazione del provvedimento prevede che “Per esportare definitivamente all’estero autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in Italia, l’intestatario o l’avente titolo chiede all’ufficio competente la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal PRA, restituendo le relative targhe e la carta di circolazione. La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo. E in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data della richiesta di cancellazione. Per raggiungere i transiti di confine per l’esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito di foglio di via e targa provvisoria”.

    In sostanza, a differenza di quanto accaduto fino ad oggi, la richiesta di radiazione deve essere presentata prima del trasferimento definitivo all’estero e non successivamente, e solo nel caso lo stesso abbia superato la revisione non più tardi di 6 mesi prima la data della richiesta. Qualora la data dell’ultima revisione risultasse più vecchia, il proprietario ha l’obbligo di eseguirne un’altra.

    Queste le nuove misure a partire dal prossimo anno, ma per chi ha la necessità di esportare in via definitiva il veicolo entro il 31 dicembre 2019 la procedura è quella finora adottata, ovvero: è possibile richiedere la radiazione del veicolo successivamente all’effettiva reimmatricolazione in un paese estero.

    Queste nuove misure relative all’autotrasporto non saranno le uniche, perché a scattare dal 1° gennaio 2020 ci sarà anche il Documento Unico di Circolazione in sostituzione del certificato di proprietà del veicolo. Questo nuovo documento, rilasciato direttamente dal Mit, conterrà tutti i dati del mezzo, sia quelli tecnici che quelli di proprietà, finora distinti rispettivamente nel libretto di circolazione e nel certificato di proprietà.

  • Trasporto merci in Italia, Confcommercio: rallenta la crescita ma l’autotrasporto resiste

    Nei primi sei mesi del 2019 il trasporto merci ha assistito ad un rallentamento significativo della crescita rispetto ai due anni precedenti. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Congiunturale Trasporti dell’Ufficio Studi in collaborazione con Conftrasporto. Ad eccezione dell’autotrasporto, la crescita registrata nel periodo è stata di appena 0,5% rispetto all’1,2% del 2018 e del 3,5% del 2017.

    A fare da contraltare è invece il trasporto passeggeri, che segna nel primo semestre dell’anno un tendenziale +4%, con la modalità ferro in netto aumento. Ma il campanello d’allarme arriva dalla situazione nei porti, specie dell’Italia Meridionale, e anche qui assistiamo a una forte dicotomia tra traffico merci e passeggeri. Se per quest’ultimo il 2018 ha registrato un +2,3% rispetto al 2017 per il Sud e l’Italia nel complesso – a conferma dell’impatto dei flussi turistici nazionali e internazionali – per il traffico merci il quadro delineato da Confcommercio è a dir poco imbarazzante: -9% delle merci movimentate nel 2018 rispetto al 2017, dopo una perdita di un punto e mezzo già avvenuta nel 2017 rispetto al 2016.

    A pagare è soprattutto il Mezzogiorno, sempre più distaccato dal resto del Paese dal punto di vista della movimentazione merci. Per ridurre il gap tra traffico merci e passeggeri servirebbero misure realmente concrete per promuovere l’intermodalità ovvero il trasporto combinato di merci via mare e via ferro: è questo il pensiero (valido in realtà anche per il trasporto con bisarca), del vice Presidente di Confcommercio – Paolo Uggè – che evidenzia anche un altro aspetto di rilevante importanza, e cioè il fatto che il canale di Suez continua a registrare aumenti dei traffici a doppia cifra. Una condizione che significa non solo perdita di competitività per il nostro Paese, ma soprattutto mettere in seria discussione il ruolo di base logistica nel Mediterraneo dell’Italia.

  • Sicurezza autotrasporto, i sindacati a imprese e istituzioni: “Subito un incontro”

    Dieci casi di decesso sui camion nell’ultimo mese: un bilancio pesantissimo che è bastato a far scattare l’ennesimo campanello d’allarme sulla sicurezza stradale nell’autotrasporto italiano e che ha spinto i sindacati di categoria a mobilitarsi. Lo scorso 14 maggio, infatti, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto con urgenza un incontro a imprese e istituzioni.

    Le questioni sul tavolo riguardano le annose problematiche, ovvero tempi di guida, ritmi di lavoro e impegni della prestazione. Un confronto che – si legge nella nota congiunta – non è più rinviabile e deve partire proprio dai ministeri competenti. Dietro gli incidenti mortali sui tir ci sono diversi fattori, a cominciare da una concorrenza sfrenata delle imprese incentrata più sui costi di produzione che sulla qualità dei prodotti, che ha portato a un aumento dei tempi di guida e di lavoro.

    Una condizione di precarietà che spesso e volentieri non consente di effettuare un riposo o, in caso contrario, di non godere di servizi adeguati di riposo nei luoghi di sosta. A questo si aggiunge un sistema infrastrutturale ancora inadeguato nel nostro Paese, nel quale si continua ad allestire cantieri interminabili sulla stessa arteria stradale, e dove le segnalazioni sono molto spesso insufficienti.

    In sostanza, il trasporto merci su strada in Italia, compreso il trasporto con bisarca, è in serio pericolo e pertanto si rende necessario, oggi più che mai, fermare l’emorragia di morti sul lavoro. Per farlo le tre sigle sindacali chiedono al Governo e alle istituzioni non solo di rafforzare tutte le misure di prevenzione e di controllo, ma soprattutto un piano di investimenti concreto e tangibile.

  • Autotrasporto e digitalizzazione: sperimentato l’uso dell’e-CMR

    Il processo di transizione alla tecnologia digitale messo in atto dall’autotrasporto europeo segna un altro passo decisivo. A inizio 2019 è stato sperimentato in tre paesi del vecchio continente l’uso dell’e-Cmr, ovvero della lettera di vettura elettronica.

    Ad annunciarlo è stata IRU – l’organizzazione mondiale dell’autotrasporto – con l’avvio di un progetto pilota tra Francia, Gran Bretagna e Paesi Bassi, che ha visto la collaborazione delle rispettive società di trasporto Transport Fiolet, Brian Yeardley Continental e International Road Ferry, sotto la supervisione del ministero britannico dei trasporti e delle associazioni di categoria FNTR, FTA, TIN/BEURTVAARTADRES. Con questo esperimento si dà il via ufficialmente all’introduzione dell’e-Cmr per il trasporto merci su strada transfrontaliero su suolo europeo.

    Con la digitalizzazione degli scambi commerciali sono notevoli i vantaggi per gli operatori di settore. L’e-Cmr, infatti, consente di registrare e scambiare in tempo reale tutte le informazioni riguardanti le merci trasportate, nonché fatturare elettronicamente e agire legalmente in merito a danni subiti dalla merce al momento della consegna a costi nettamente inferiori.

    Ma i vantaggi non riducono solo all’efficienza, perché interessano anche l’impatto ambientale degli scambi in virtù di un limitato utilizzo della carta. La convenzione e-Cmr rappresenta sicuramente un passo importante per la digitalizzazione della logistica dei paesi europei così come per il trasporto bisarca. Se Francia e Paesi Bassi sono stati i primi a riconoscerla e adottarla, la Gran Bretagna è pronta a ratificarla e a farla entrare in vigore entro la fine di quest’anno.

  • Tir e auto: dal 2022 nuove norme UE sulla sicurezza

    La sicurezza stradale sempre più al centro dei programmi politici dell’Unione Europea. La necessità di rendere l’autotrasporto merci più sicuro sulle strade del vecchio continente, insieme a quella di rafforzare un modello di sostenibilità redditizio, rimane uno dei temi cardine in ambito comunitario. Proprio a conferma di questo le istituzioni europee hanno raggiunto nei giorni scorsi un intesa di massima sull’introduzione di nuove norme per la sicurezza stradale a partire dal 2022.

    Si tratta di nuove misure che prevedono l’installazione su camion e automobili di nuovi dispositivi in grado di ridurre al massimo il rischio di incidenti mortali sulle strade. Tra questi, quelli in grado di mantenere il mezzo in carreggiata e i sistemi per la frenata di emergenza (già presenti sui veicoli industriali di ultima generazione), i segnalatori in grado di avvertire l’autista in caso di distrazione e sonnolenza e, soprattutto, l’obbligo della scatola nera molto utile in caso di incidenti.

    Per i camionisti di autobus e tir, inoltre, diventerà obbligatorio un sistema di riduzione dei “punti ciechi”, ovvero dei cosidetti angoli ciechi poco visibili anche dallo specchietto retrovisore. Tuttavia, è prevista un entrata in vigore posticipata delle disposizioni che prevedono il miglioramento della visione diretta su autobus e autocarri, e dunque anche su mezzi articolati come le bisarche per il trasporto autoveicoli: lo scopo è quello di consentire alle case di produzione le modifiche strutturali necessarie a livello di progettazione.

  • Autotrasporto, dall’Austria nuove limitazioni ai camionisti italiani

    Nuovo duro colpo dell’Austria nei confronti dell’autotrasporto italiano. La politica del “dosaggio” dei Tir alla frontiera con la Germania non solo continua ma viene ulteriormente rafforzata. Il Land del Tirolo ha deciso, infatti, di prorogare il contingentamento anche nel secondo semestre 2019, portando i giorni a 32 rispetto ai 27 della seconda parte del 2018.

    Una decisione che Conftransporto-Confcommercio interpreta come una chiara volontà di penalizzare i camionisti italiani, e per questo invoca a gran voce un intervento urgente del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Toninelli. Già lo scorso mese il titolare del MIT aveva inviato una lettera al Commissario Europeo ai Trasporti – Violeta Bulc – nella quale si ribadiva la contrarietà dell’Italia nei confronti delle misure restrittive per il nostro trasporto su gomma, sottolineando l’importanza di far rinunciare le autorità austriache ad adottare questo tipo di provvedimento.

    Un’iniziativa molto apprezzata dalle associazioni di categoria, ma che non può essere più ritenuta sufficiente alla luce di questa nuova decisione. Perché, oltre a rappresentare uno sfregio per gli autotrasportatori italiani, rischia di creare situazioni di disagio come quella dello scorso anno, quando alla frontiera con la Germania si formò una fila di Tir lunga 20 Km in attesa di rientrare in Italia.

    Ma ad avercela contro i nostri camionisti non è solo l’Austria, perché ci si è messa anche la nostra vicina Svizzera. Esattamente nel Canton Ticino, l’associazione degli autotrasportatori – Astag Ticino – ha lanciato un allarme sicurezza gettando ombre e dubbi sull’affidabilità dei 1800 veicoli industriali stranieri che transitano nel Paese elvetico. Anche in questo caso il riferimento ai camionisti italiani pare non sia non proprio casuale…..

  • Autotrasporto di qualità: Fiap promuove un rating di valutazione delle imprese

    Combattere ogni forma di irregolarità nell’autotrasporto anche attraverso un sistema di valutazione in grado di conferire alle imprese del settore un punteggio di qualità. È l’idea lanciata da Fiap – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali – nel corso di Transpotec 2019, la manifestazione della logistica organizzata da Fiera Milano nella città di Verona.

    In un’epoca caratterizzata da un’accentuata concorrenza sleale soprattutto da parte di vettori stranieri, molto spesso accusati di offrire servizi sottocosto a discapito del rispetto delle norme di sicurezza, la proposta di Fiap può rappresentare una valida alternativa all’adozione di provvedimenti normativi antidumping che rimangono comunque necessari. Per questo, la federazione ha pensato a un rating che sia in grado di attestare il livello di qualità degli autotrasportatori in termini di affidabilità, sicurezza stradale e delle condizioni lavorative, e sostenibilità intesa come tecnologia a basso impatto ambientale impiegata.

    Un punteggio, assegnato da un ente certificatore terzo, che tenga in considerazione diversi parametri, da una scala da 1 a 100, e che si pone un obiettivo molto chiaro: consentire al committente di scegliere il vettore più idoneo alle proprie esigenze produttive e organizzative. Ma il rating pensato da Fiap ha anche la finalità di incentivare i suoi affiliati ad innalzare il proprio livello di qualità puntando in particolare su tecnologia e sicurezza allo scopo di offrire un servizio estremamente affidabile.

    In sostanza, il rating si prefigura come un modello di classificazione degli autotrasportatori che può essere esteso anche ad altri ambiti in materia di movimentazione merci come ad esempio il trasporto auto con bisarca.

  • Trasporto merci, in calo nel 2018. Bene il trasporto su gomma

    Il 2018 si conferma un anno di rallentamento non solo per l’economia ma anche per il trasporto merci. Secondo il report realizzato dall’Osservatorio Congiunturale Trasporti di Confcommercio in collaborazione con Conftrasporto, lo scorso anno il trasporto merci ha registrato una frenata della crescita generale pur chiudendo col segno positivo: +1,9% rispetto al 3,4% del 2017 e al 4,1% del 2016. Un trend che, come dicevamo, pare essere stato condizionato dall’andamento macroeconomico, che nel 2018 ha segnato certamente una crescita del Pil ma al di sotto dell’1%. Ciononostante, l’autotrasporto rimane la prima modalità di trasporto in Italia con una crescita considerevole del 3% anche se in lieve calo rispetto al biennio precedente (rispettivamente 3,3% nel 2017 e 3,8% nel 2016).

    E in effetti, il trasporto su gomma si conferma ancora di vitale importanza per la nostra economia con oltre il 60% del valore della merce trasportata in Italia, nonostante le aspettative degli operatori di settore non siano tra le più ottimistiche a causa delle tante problematiche di natura economica e finanziaria che hanno costretto migliaia di piccole e medie imprese a chiudere i battenti negli ultimi anni.

    Tornando alle modalità di trasporto, bene anche quello su rotaia (+3,3%) e aereo (+0,7%), mentre quello marittimo chiude con un -0,2%. Insomma, se da un lato l’autotrasporto resta la prima scelta nel nostro Paese sotto il profilo della movimentazione merci, e il trasporto con bisarca per il settore automotive, dall’altro il livello delle infrastrutture è tutt’oggi ancora deficitario e spesso affiancato da un trasporto intermodale inefficiente e inadeguato agli standard di altri Paesi europei.

  • Logistica, le deduzioni forfettarie tornano ad aumentare

    Alla fine la promessa fatta dal governo è stata mantenuta: le deduzioni forfettarie per le piccole e medie imprese dell’autotrasporto tornano ad aumentare. Ad annunciarlo è una nota del Ministero dello Sviluppo economico dello scorso 14 gennaio 2019. Non è stato disatteso, dunque, l’impegno preso dal ministro dei Trasporti Toninelli lo scorso settembre durante l’Assemblea Nazionale di Confartigianato Trasporti.

    In sostanza, l’importo giornaliero delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese artigiane del trasporto su gomma conto terzi, effettuato personalmente dall’imprenditore fuori dal Comune di residenza dell’impresa, torna a 51 euro rispetto ai precedenti 38 euro a partire dal periodo d’imposta 2017.

    Ma la deduzione è prevista anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa: in questo caso l’importo è pari al 35% di quello per i trasporti oltre il territorio comunale.

    Grande soddisfazione è stata espressa dalle associazioni di categoria e in particolare da Confartigianato Trasporti, che ha riconosciuto al ministro Toninelli e al vice ministro Rixi la volontà concreta di aiutare gli imprenditori di categoria e del trasporto bisarca, certa che la conferma di questo tipo di agevolazione fiscale porterà sicuramente a dei benefici economici notevoli per gli autotrasportatori italiani.

  • Manovra Finanziaria 2019: tutte le novità per autotrasporto e infrastrutture

    Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2019, arrivata dopo un iter parlamentare a dir poco complicato, il comparto autotrasporto può finalmente conoscere tutti i provvedimenti in materia trasporti per i prossimi anni. Tante le novità, dalle misure per Genova e Roma Capitale agli incentivi per le assunzioni, fino a quelli per le auto elettriche ecc.

    Cominciamo dalla città di Genova, per la quale la Manovra 2019 ha stanziato 160 milioni in due anni per l’autotrasporto a sostegno delle spese sostenute a seguito del crollo del Ponte Morandi.  A ciò si aggiunge l’estensione delle agevolazioni fiscali fino al 31 dicembre 2019 per le imprese della Zona franca urbana del capoluogo ligure. Potenziati i poteri del Commissario Bucci, al quale viene affidata l’ottimizzazione dei flussi logistici del Porto, compresa la progettazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento. Al fine di favorire il ricambio generazionale nel comparto trasporto su gomma, inoltre, sono previsti incentivi per l’assunzione di giovani conducenti e sgravi per le spese di abilitazione  professionale.

    La Legge prevede anche misure per il potenziamento delle infrastrutture a cominciare dalla Capitale, per la quale sono stati stanziati 60 milioni in due anni per riparare le strade e 145 milioni in tre anni per il potenziamento e la manutenzione straordinaria delle tre linee metro; stanziati 10 milioni in due anni per la messa in sicurezza degli svincoli delle tangenziali nei capoluoghi di provincia e 250 milioni in più anni per la messa in sicurezza dei ponti sul fiume Po.

    Massima attenzione anche al trasporto ferroviario, per il quale sono previsti 200 milioni in due anni per la realizzazione di connessioni ferroviarie in grado di attivare finanziamenti europei, valorizzando soprattutto i collegamenti con porti e aeroporti.

    Ma, oltre a contenere misure significative per la logistica e il trasporto bisarca, la Legge di Bilancio 2019 contiene tanti altri provvedimenti importanti come il finanziamento di 1 miliardo di euro per la progettazione di interventi strategici del Piano nazionale Settore Idrico, il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale, gli incentivi per i dispositivi “salva-bebè” sui seggiolini auto, e nuove assunzioni per Motorizzazioni, Guardia Costiera e la neonata Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa).

  • Fermo autotrasporto italiano: tutto rinviato a settembre!

    Gli italiani e i milioni di turisti stranieri in Italia in questo periodo possono tirare un sospiro di sollievo: l’autotrasporto italiano ha deciso di revocare lo sciopero previsto per i giorni 6-9 agosto indetto inizialmente dalle principali associazioni di categoria per la questione deduzioni forfettarie e per la scarsa disponibilità del Governo a sedersi a un tavolo di concertazione.

    Scongiurato quindi il rischio del mancato approvvigionamento dei beni di prima necessità in questo periodo particolarmente affollato per le nostre località turistiche ma attenzione: tutto è stato rinviato all’ultima settimana di settembre. A sbloccare la situazione di stallo è stato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Toninelli, che si è impegnato a incontrare in prima persona i rappresentanti del comparto a settembre per discutere delle tante problematiche che affliggono soprattutto le piccole e medie imprese.

    Il tema principale, come detto, riguarda gli importi delle deduzioni forfettarie relative ai redditi 2017: l’obiettivo è riportare gli attuali 38 euro ogni giorno ai 51 euro degli anni scorsi, e per questo l’impegno del Governo sarà quello di reperire risorse aggiuntive prima della scadenza del termine di pagamento delle tasse fissato al 20 agosto 2018. Ma le questioni sulla quale bisognerà discutere sono molteplici e tutte ugualmente importanti, a partire dalle accise sul gasolio per le quali si chiede una riduzione ragionevole al fine di garantire competitività alle imprese italiane del trasporto merci su gomma e dello stesso trasporto auto.

    In sostanza, l’iniziativa delle associazioni di categoria di posticipare il fermo nazionale può essere considerata una tregua tra le parti ma che somiglia molto a una sorta di ultimatum per il Governo, al quale è stato affidato il non facile compito di stabilire regole precise in grado di rilanciare un comparto fondamentale per il bene della nostra economia: in caso contrario, i camionisti saranno pronti a incrociare le braccia con notevoli disagi per milioni di cittadini.

     

  • Canter Eco Hybrid: la nuova frontiera del trasporto su gomma

    Sostenibilità economica e quella ambientale: due tematiche strettamente correlate e sulle quali si concentrano le maggiori aspettative dell’autotrasporto mondiale. Se da un lato permane il problema costi, particolarmente elevati in Italia soprattutto a causa dei prezzi alla pompa, dall’altro la lotta all’inquinamento continua ma senza rivoluzioni clamorose. Da qui nasce la necessità di pensare ad un trasporto più pulito e meno oneroso, e quindi a mezzi in grado di rispettare entrambi i criteri.

    A questo ci sta pensando la casa di produzione giapponese FUSO (gruppo Daimler), che ha lanciato sul mercato CANTER ECO HYBRID, il tir con massa complessiva da 3,5 a 8,55T a trasmissione ibrida diesel-elettrica in grado di far risparmiare fino al 23% di carburante e già presente sulle strade europee. Questo camion compatto, simile a un veicolo industriale ma con caratteristiche di uno commerciale, è dotato di partenza a trazione interamente elettrica e cambio automatico a doppia frizione Duonic, ma soprattutto di un tecnologico motore diesel a quattro cilindri da 3 litri di 110 kW (150 CV) che lavora alternativamente a un motore elettrico in grado di erogare una potenza di 40 kW accompagnato da un pacco batterie agli ioni di litio da 2 kWh.

    Questo camion è anche sinonimo di comodità, merito di sedili ergonomici dell’abitacolo e al volante regolabile, e agilità, grazie a una cabina larga da 1,7 a 2 metri che consente manovre agevoli anche nel centro città.

    Canter Eco Hybrid è insomma la nuova frontiera del trasporto su gomma ma anche un progetto concreto di innovazione tecnologica al servizio della mobilità intelligente, estendibile anche a mezzi con massa complessiva più elevata come quelli adibiti al trasporto auto con bisarca.

     

  • Nuove norme UE autotrasporto: si punta a maggiore flessibilità e sicurezza

    La Commissione Trasporti del Parlamento Ue ha approvato nei giorni scorsi il pacchetto di proposte contenente nuove norme riguardanti aspetti strategici per l’intero autotrasporto europeo. L’obiettivo è chiaro: garantire una maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole senza pregiudicare il principio fondamentale della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai tempi di guida e di riposo dei conducenti.

    E in effetti la nuova riforma prevede la possibilità di alternare riposi regolari e riposi ridotti e quella di rientro a casa per gli autisti al termine delle ore di guida. Per quel che concerne il riposo lungo in cabina, la nuova proposta ne conferma il divieto ma apre alla possibilità di riposare a bordo del mezzo in aree attrezzate sia dal punto di vista della sicurezza che da quello igienico.

    Ma di particolare interesse è anche la norma che vieta nuove operazioni di cabotaggio prima che siano trascorse 72 ore, ovvero un periodo di “raffreddamento”. Le norme sul distacco del personale, che prevedono la stessa retribuzione degli autisti residenti, si estendono non solo al cabotaggio ma anche alle tratte stradali dei trasporti combinati.

    In materia di cabotaggio, introdotte precise limitazioni in riferimento al tempo trascorso nel Paese ospitante, nonché il limite di 2 giorni di permanenza in altro Stato a seguito dello scarico di merci in un trasporto internazionale, punto quest’ultimo molto interessante per il comparto trasporto bisarca.