Tag: Anna Magnani

  • Al via la IV edizione del Premio Anna Magnani

    Storie e Stelle del Cinema Italiano II edizione

    Evento Speciale-Omaggio ad Anna Magnani

    Italiani-Anna Magnani, dalla luna con amore

    un film di Simona Fasulo

    IV edizione Premio Anna Magnani

    con premiazione di personaggi del cinema, della cultura e della musica

    Mostra fotografica Anna Magnani

    A CURA DELLA CINETECA NAZIONALE

    Teatro di Villa Torlonia (Via Lazzaro Spallanzani, 1A – Roma)

    16 MARZO 2017 ore 17.00

    E’ la celebrazione da parte del cinema italiano della grande attrice italiana, con una impareggiabile carriera teatrale e cinematografica, culminata con l’Oscar vinto oltre sessanta anni fa per l’interpretazione di Serafina Delle Rose nel film “The Rose Tattoo” (La Rosa Tatuata) di Daniel Mann.

    Anna è stata la prima attrice italiana a vincere l’ambito premio e ancora oggi l’unica ad averlo vinto per l’interpretazione in un film americano, recitato quindi in lingua inglese.

     

    Nel corso dell’evento, proiezione del documentario di Simona Fasulo “Italiani-Anna Magnani, dalla luna con amore”, alla  presenza della regista, con  raccolte di testimonianze, lettura testi, spesso inediti, ed un breve incontro dibattito tra i relatori ed il pubblico.

    Nella Serra del Teatro presente una preziosa mostra fotografica a cura della Cineteca Nazionale dedicata all’attrice.

     

    Proclamazione vincitori della IV EDIZIONE del “PREMIO ANNA MAGNANI”, condotto da Emanuela Titocchia;  importante ed unica manifestazione internazionale dedicata alla memoria della grande attrice italiana, ideata da Matteo Persica (autore del libro “Anna Magnani. Biografia di una donna”) a cura di Francesca Piggianelli, in collaborazione con Luce Cinecittà, la Direzione Generale Cinema, MIBACT, Centro Sperimentale di Cinematografia.

    Un premio che viene assegnato agli artisti e personaggi del cinema, musica, spettacolo, maestranze più autorevoli, rappresentativi ed ai nuovi talenti.

    Nelle precedenti edizioni sono stati premiati: Franca Valeri, Franco Zeffirelli, Lidia Vitale, Paola Cortellesi, Giovanna Ralli, Giancarlo Giannini, Valeria Golino, Lina Sastri, Gianni Togni, Giulia Michelini, Lorella Ridenti ed altri ancora.

     

    Le categorie del Premio “Anna Magnani”: “Premio International” “Premio miglior attrice e migliore attore” “Premio speciale musica” “Premio speciale teatro” “Premio mestieri del cinema” e menzioni speciali.

    Il Comitato d’onore è composto da:

    Maurizio Liverani, Maurizio Costanzo, Antonello Sarno, Adriano Pintaldi, Giorgio Ginori, Giampietro Preziosa, Elfriede Gaeng, Osvaldo Desideri, Franco Fontana, Sergio Nicolai, Emi De Sica, Ernesto Piazza, Massimo Forleo, Claretta Carotenuto.

  • Terzo Premio Anna Magnani

    Roma, 21 Marzo 2016 :
    Sessanta anni fa Anna Magnani era la prima attrice italiana a vincere l’ Oscar.
    Ieri sera, alla Casa del Cinema di Villa Borghese, viene consegnato il “ terzo premio Anna Magnani “ a Giancarlo Giannini. Io, però, resto perplessa, parecchio turbata.
    Non per Giannini, la Golino, la Vitale, Lina Sastri o Gianni Togni, meraviglie di decoro e serietà, quanto piuttosto per il circo in cui sono stati scortesemente fatti entrare.
    Io sarei fuggita, senza lasciare neanche la scarpetta, parecchio prima di mezzanotte.
    Con rammarico, va detto, che l’ approssimazione non può passare sempre. Perciò, se si riuscisse ad evitare la censura, il “ terzo premio Anna Magnani “, va raccontato così:
    Una piccola folla viene fatta pascere attraverso le sale della villa, sotto la guida della voce sguaiata e senza convenevoli di Francesca Piggianelli.
    I posti non sono assegnati e si verificano spiacevoli situazioni di nomadismo e cattiva educazione, affrontati con la risorsa dell’ intimidazione. La scortesia aleggia dal buffet alla sala indistintamente, l’obbiettivo primario è la foto o il personaggio, tutto ciò che si trova tra le due parti in causa è di impaccio e non degno di nota. I ricordi sono belli e gli aneddoti commoventi, ma come può un premio che parla di cinema, presentare i suoi contributi video con una delle peggiori slideshow che io abbia mai visto? Imbarazzante, faticoso riconoscere il volto della Magnani tra i pixel sgranati e le dissolvenze degne di un filmino adolescenziale. Neanche il pubblico è sopravvissuto alla proiezione finale, lasciando la sala
    prima del film. Perché dovrebbe andar bene? Quale condono permette all’ improvvisazione di essere modus operandi? Che almeno si sappia, Roma non può essere solo pizza e fichi.

  • Roma, omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato, presso la Casa del Cinema, all’evento organizzato dalle figlie Eleonora e Arabella in occasione del centenario della nascita dell’indimenticabile attore

    Roma – Il tenace, incessante e ormai noto impegno, consolidatosi nel tempo, del giornalista e presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro per la salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dal cinema italico, l’altra sera si è concentrato sulla Casa del Cinema di Roma, dove era in programma una serata evento per celebrare il centenario della nascita di uno dei più grandi talenti che l’Italia abbia mai esportato nel mondo, il celeberrimo Raf Vallone. L’appuntamento commemorativo, voluto fortemente dalle figlie Eleonora e Annabella, assente l’altro figlio Saverio per motivi personali, è stato condotto magistralmente da Laura Delli Colli, la quale ha introdotto con dovizia di particolari ogni frangente programmatico dell’avvenimento, che ha fatto registrare un successo andato abbondantemente oltre ogni più rosea previsione. L’enorme affluenza di pubblico, che ha reso necessario aprire anche le altre sale interne alla struttura di largo Mastroianni e chiudere l’ingresso principale con l’affissione di una scritta annunciante il sold out, con un fiume di gente rimasta all’esterno, ha confermato il grande attaccamento, ancora vivissimo, che l’Italia esprime al compianto attore. Un personaggio, Vallone, che ha fatto sempre trapelare, in ogni sua sortita pubblica, il grande spessore culturale su cui aveva edificato la sua straordinaria figura, una piattaforma granitica nutrita al banco di due lauree, lettere e giurisprudenza, e di una fulminea ascesa carrieristica nel giornalismo, che l’aveva condotto alle pagine culturali del quotidiano L’Unità come redattore capo e a La Stampa come critico cinematografico, dopo aver abbandonato una promettente carriera da calciatore in serie A, nelle file del Torino.
    Gli interventi delle figlie Eleonora e Annabella, visibilmente commosse, hanno strappato tanti applausi da parte della gremita platea dove, oltre a già citato De Pierro, erano seduti, tra gli altri, il regista Pupi Avati, l’attore e regista Lino Capolicchio, Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, il noto giornalista e attivista per i diritti dei padri separati Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e l’attore Mario Donatone. Poi la Delli Colli ha sapientemente traghettato l’attenzione dei presenti sul fulcro previsionale dell’evento, la proiezione del film di Sidney Lumet, del 1962, “Uno sguardo dal ponte”, preceduto dalla visione di una recente intervista inedita al regista Peter Brook, che aveva diretto, nel 1958, Vallone nella versione teatrale di “Uno sguardo dal ponte”. E prima di tutto questo le corde emozionali del pubblico sono state sollecitate da una carrellata di spezzoni cinematografici, che hanno ripercorso la florida carriera in celluloide del versatile artista calabrese.
    De Pierro, che si è sempre alacremente prodigato per dare voce al mondo del cinema, specie se made in Italy, anche in passato come direttore e voce storica di Radio Roma e ancora oggi da direttore di Italymedia.it, ha espresso grande soddisfazione per il grande successo della serata.
    “E’ il dovuto e naturale tributo — ha dichiarato — che il pubblico cinematografico ha rivolto a Raf Vallone, artista di grande spessore che ha scritto pagine memorabili negli annali del cinema mondiale, elevando al massimo fulgore l’immagine del nostro paese. La gente ha risposto prontamente al tam tam lanciato dalle figlie Eleonora e Arabella, consacrando la sua grandezza, e questo ci fa comprendere appieno la sensibilità che domina nel nostro tessuto sociale nei confronti della cultura. Questa ricorrenza però ha aperto in me una profonda e dolorosa parentesi riflessiva, che ci fa comprendere quanto in Italia si sia imboccata una deriva orientata sempre più verso un appiattimento della politica e delle istituzioni nei confronti delle espressioni intellettuali. A spalancare le porte alla memoria storica rappresentata dalla figura di Vallone è stata la famiglia. Il mondo politico e istituzionale, fatta eccezione per quello di Tropea, sua città natale, è rimasto silente e questo mi preoccupa alquanto. La nostra classe politica presta sempre meno attenzione ai fermenti culturali e favorisce l’assopimento delle coscienze verso essi. E’ semplicemente vergognoso che non ci siano state celebrazioni istituzionali per ricordare un illustre connazionale come Raf Vallone. A muovere ciò avrebbe dovuto essere un sentimento piacevole e spontaneo, ma visto che ormai l’arido deserto di valori formatosi sul proscenio politico, che trasforma quotidianamente le nostre certezze in disillusioni, ci fa desistere dal pretendere tanto, mi appello al fatto che ciò avrebbe dovuto rappresentare un dovere, atteso che è la Costituzione che ce lo chiede a mezzo dell’articolo 9, che elegge la cultura a valore fondamentale e impone alla Repubblica di promuoverne lo sviluppo e soprattutto di tutelarne il patrimonio, in virtù di una ratio di tipo conservativo. Le tradizioni culturali sono quelle che distinguono un popolo dall’altro. L’Italia non è mai stata avara nel generare eccellenze intellettuali, ma purtroppo nemmeno campioni di ignoranza e incapacità, che spesso vanno inutilmente a popolare le folte schiere della politica e soprattutto del sottobosco che vi ruota intorno, e tutto, purtroppo, a spese dei corpi collettivi. Ringrazio in particolar modo Eleonora, a cui mi lega da sempre un sincero vincolo affettivo, per avermi invitato e avermi dato l’opportunità di corroborare l’apprezzamento, già molto vivo in me, nei confronti del suo immenso padre”.