Con l’attenzione dell’intero mondo rivolta alla questione coronavirus, i riflettori si sono in parte spenti su un altro avvenimento di portata storica, la Brexit. Ormai è imminente il primo incontro dei responsabili politici di tutti i membri dell’Unione Europea, dopo che è stata definitivamente imboccata la via del divorzio col Regno Unito. Nei prossimi mesi bisognerà raggiungere un accordo negoziale per gestire il dopo-divorzio.
La Brexit e quel buco nel bilancio UE
L’addio del Regno Unito all’Europa avrà conseguenze importantissime, anzitutto in termini di bilancio. La presenza dei britannici garantiva infatti un sostanzioso contributo nel budget europeo, quantificabile in 60 miliardi di euro. Senza di loro, bisognerà capire come andrà colmato questo gap. Che inevitabilmente passa per un taglio delle spese o un aumento dei contributi di tutti gli stati. Già su questo punto le opinioni fanno emergere fortissimi contrasti tra i paesi membri, perché è chiaro che molti Stati non possono permettersi le spese che invece possono permettersi altri. Queste divergenze di vedute non sono certo un bel modo per cominciare a studiare un efficace piano di azione post-Brexit.
Le sfide di Bruxelles
A Bruxelles occorrerà fissare un piano di spesa della durata di 7 anni, che permetta di difendere la produzione europea (specie quella agricola) dalla concorrenza delle importazioni dai paesi in via di sviluppo, che permetta anche di aiutare gli stati più poveri ad accorciare il gap che c’è ancora rispetto a quelli più ricchi, ma anche fissare i paletti di tutti i progetti che legano l’Unione Europea. Senza dimenticare tutti quegli sforzi economici che serviranno per la svolta “green” dell’economia. Un lavoraccio insomma.
Il coronavirus complica tutto
Già così il compito di gestire la Brexit sarebbe durissimo, ma adesso c’è la questione coronavirus a rendere tutto più complicato. Le banche centrali avevano programmato un percorso dando per scontato che il contesto stava migliorando. Adesso i migliori indicatori attendibili sullo stato di salute dell’economia europea, evidenziano che quelle previsioni erano troppo ottimistiche. Nessuno del resto poteva immaginare che sarebbe scoppiata questa emergenza sanitaria.
Adesso andrà effettuata una valutazione dei rischi totalmente differente, occorrerà rimettere mano all’analisi tecnica di ogni scenario, con un minore livello di fiducia nella ripresa economica della Zona euro. E che porterà con ogni probabilità ad un cambio di prospettiva sui tassi d’interesse, che a questo punto potrebbero essere nuovamente tagliati.