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  • Italia dei Diritti, De Pierro nomina Oscar Tortosa vice presidente

    Il presidente del movimento ha scelto con convinzione: “E’ stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo

    Oscar Tortosa e Antonello De Pierro

    Roma – Sarà l’on. Oscar Tortosa il nuovo vice presidente del movimento politico Italia dei Diritti. La carica è rimasta vacante per qualche anno per scelta del presidente Antonello De Pierro, al quale spetta il compito di individuare la persona giusta e procedere all’investitura.
    Oscar Tortosa

    Tortosa, ex assessore del Comune di Roma per moltissimi anni e consigliere regionale del Lazio, era già parte integrante dell’organizzazione politica facente capo al giornalista romano come responsabile nazionale per la Politica Interna. Oggi la decisione di De Pierro di volerlo al suo fianco nella gestione del movimento, che appare in buona salute e in costante crescita, è dettata dal fatto di voler dare linfa vitale a una realtà associativa in continua espansione puntando sulla grande esperienza di un politico di lungo corso. Dopo i verdetti emessi dalle urne in occasione delle ultime elezioni, 14 consiglieri eletti in ben 7 comuni, oltre a un numero elevato in quota Idd in altre liste, erano e sono attesi grandi cambiamenti nell’organigramma dirigenziale.
    Oscar Tortosa e Antonello De Pierro

    Oscar Tortosa è stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento — ha spiegato De Pierro —, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo. Dopo gli ultimi risultati elettorali che, alle amministrative, hanno fatto registrare una crescita esponenziale per il movimento che sono onorato di presiedere, nonostante la ricusazione della lista alle consultazioni europee solo perché penalizzati da norme ingiuste e inique, avevo bisogno di rafforzare l’Ufficio di Presidenza, che per un lungo lasso temporale è rimasto ancorato solo alla mia figura. Mi piace confessare che non è stato facile convincerlo ad accettare. Negli ultimi anni Oscar ha sempre insistito per dare spazio ai giovani, a cui affida la speranza per una palingenesi di un quadro istituzionale disastroso. Un assunto concettuale che mi vede assolutamente d’accordo, ma che non può far prescindere dall’affidare la cura formativa delle nuove leve a chi ha un bagaglio esperienziale tale da aver scritto pagine importanti negli annali della storia politica peninsulare. Oscar è l’emblema della teorizzazione appena espressa e rivendico con orgoglio la sua nomina. Mi dà un notevole sussulto emozionale pensare all’entusiasmo con cui si è messo subito al lavoro, che ha già tracciato la previsione di grandi novità evolutive. Nelle prossime ore credo che annunceremo le prime notizie di rilievo“.

    (Foto di Pino Briotti)

  • Clamoroso passo indietro di De Pierro, sarà coordinatore campagna elettorale di Touadi

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, che nei giorni scorsi aveva stretto alleanza con Beatrice Lorenzin, ha rinunciato a correre per un seggio alla Camera e ha risposto alla chiamata dell’amico candidato alla presidenza della Regione Lazio

    Antonello De Pierro e Jean-Léonard Touadi

    Roma – Ha del clamoroso il passo indietro fatto dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, candidato alla Camera dei Deputati con la lista Civica Popolare, dopo l’accordo stretto con la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Il patto resta comunque in piedi e il movimento, rispettando l’annunciata confluenza per le elezioni politiche e regionali, sosterrà lo stesso Cp in tutta Italia.

    Ma la scelta di De Pierro si consuma nel Lazio, dove l’Italia dei Diritti aveva scelto di correre da sola alle regionali con il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli candidato a governatore, a cui ha chiesto di rinunciare per partecipare alla competizione come aspirante consigliere nelle file del partito di Lorenzin. E qui la vicenda esce in parte dalle stanze della politica e abbraccia il terreno dell’amicizia, della stima, dei rapporti umani. La molla decisionale scatta quando viene rivelata la candidatura alla presidenza della Regione Lazio di Jean-Léonard Touadi, un personaggio capace e carismatico, ma soprattutto onesto, con cui il leader dell’Italia dei Diritti ha da lungo tempo un legame amicale e di mutuo apprezzamento. E soprattutto quando il neo candidato governatore gli chiede di assumere il coordinamento della sua campagna elettorale De Pierro non ha indugi. Rinunciare alla possibilità di accedere a uno scranno in Parlamento non è un problema se si crede fermamente in certi fondamenti valoriali. E la storia personale e politica di Touadi è in perfetta sintonia con quella di un paladino della legalità come il numero uno del movimento che ha fatto dell’appello al rispetto dei diritti individuali e collettivi il suo vangelo. Le linee programmatiche da esplicitare nella campagna elettorale di Civica Popolare sono imperniate proprio sulla lotta alla corruzione e alla mafia, nel trionfo di quella legalità che è la piattaforma edificante di un parenchima sociale sano. Quella corruzione che De Pierro combatte da sempre con tutte le sue forze. I suoi diciotto incatenamenti per ottenere la rotazione intermunicipale periodica (risultato raggiunto) dei vigili urbani capitolini per prevenire ogni tentazione corruttiva, fanno ormai parte integrante della storia della Roma recente. O la battaglia per la giustizia combattuta contro persone in rapporti con il clan Spada di Ostia, tanto da accompagnare il boss Armando, già agli arresti domiciliari e destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere proprio nei giorni scorsi con contestazione del 416 bis c.p., a minacciarlo di morte e aggredirlo per indurlo a non proseguire nel denunciare degli abusi a carattere edilizio da parte di persone a lui care. Un episodio che gli ha fatto guadagnare il triste e non invidiabile primato di primo giornalista aggredito dal clan, a cui hanno fatto seguito le minacce a Federica Angeli, che vive sotto scorta, e l’arcinota testata data da Roberto Spada a Daniele Piervincenzi.

    De Pierro spiega i motivi della scelta di sposare la causa elettorale di Toaudi: “Conosco Jean-Léonard da un cospicuo lasso temporale. Il sentimento nutrito da sempre nei suoi confronti è racchiuso tutto nella parola stima. Stima per il politico Touadi, stima per l’uomo Touadi. Due facce della stessa medaglia che, coniugate tra loro, partoriscono un’attività volta costantemente all’ottimizzazione dei corpi collettivi. E’ una peculiarità che dovrebbe essere fisiologica per chi ambisce agli scranni istituzionali, ma purtroppo, tra populismo, demagogia e addirittura becero sciacallaggio, sul proscenio è cosa rara da scorgere. Jean-Léonard incarna quella figura che dovrebbe essere eletta a emblema valutativo per l’idoneità a ricoprire ruoli politici. Mi sembrava doveroso rispondere alla sua chiamata sacrificando una candidatura. Ho semplicemente risposto al comando imperioso del senso dello stato, che alberga costantemente in me. Poter coordinare il lavoro arduo che ci accingiamo a intraprendere è un onore oltre che un piacere per me. Il suo impegno in politica è stato sempre segnato da un forte impegno per l’affermazione della legalità. Un paradigma concettuale che noi propugniamo da sempre, specie quando ci siamo accorti di dover fare costantemente i conti con un sistema inquinato, purtroppo trasversale, che si autoalimenta con biunivoche connivenze, che travalicano qualsivoglia steccato ideologico o senso della funzione da parte di funzionari pubblici, sempre, purtroppo, in nome del tornaconto personale. Intorno a questo apparato ruota spesso una lapalissiana realtà di disagio e di disperazione sociale. E se da un lato questi signori la relegano ai margini dei loro interessi ufficiali, dall’altro, con ributtante cinismo, con paradossale impudenza, ci intingono il pane. Se vogliamo almeno sperare di assistere un giorno alla palingenesi della nostra amata Italia, dobbiamo profondere le nostre energie affinché il nostro impegno si indirizzi, con priorità assoluta, a decontaminare l’apparato istituzionale dalle pervasive propaggini metastatiche che l’hanno messo sotto scacco. Dobbiamo restituire al corpo sociale, e quindi elettorale, quegli ideali e speranze che sono naufragati sugli scogli della malagestione della cosa pubblica. E questo naufragio genera quella pericolosa disillusione che erutta purtroppo nel voto di protesta, diventando terreno fertile di caccia per chi cerca di racimolare consensi con l’esercizio di una retorica populista e qualunquista, che spesso addirittura scivola nello sciacallaggio, condotta che ha davvero poco a che vedere con una sana politica. Queste manifestazioni comportamentali purtroppo anestetizzano le coscienze e coartano l’autodeterminazione del corpo elettorale. Ed è cosa nota che il sonno delle coscienze può generare mostri. E’ questa la sfida che ho sempre scelto di giocare da presidente dell’Italia dei Diritti, che avevo scelto di giocare da candidato alla Camera con Civica Popolare e ora al fianco di Jean-Léonard Touadi, per ridare la capacità di autodeterminazione alle persone, perché ciò significa restituire loro la dignità, che il potere di pochi eletti ha spesso schiacciato, marciandoci sopra con i cingoli dell’arroganza. Per concludere vogliamo dare una ‘nuova casa al civismo’, per dirla con le parole tanto care a Jean-Léonard“.

  • Lunedì 20/02/2017 – Arzignano (VI) – Liceo Leonardo da Vinci – Presentazione Progetto PORTATORI SANI DI MEMORIA

    Lunedì 20 febbraio 2017

    Liceo Leonardo da Vinci – Aula Magna – Via A. Fortis, 3 – 36071 Arzignano (VI)

    09.35 – 10.30   /   10.45 – 11.45   /   11.45 – 12.35

    L’Associazione Domenico Ricci, con il supporto e la collaborazione dell’Associazione Emanuele Petri, presenta il progetto PORTATORI SANI DI MEMORIA dedicato ai giovani, ma soprattutto agli studenti delle scuole medie superiori.

    Relaziona Francesco Curreri, Autore del libro in cui affonda le sue radici il progetto stesso.

    Sono previsti tre incontri negli orari indicati.

     

    Il progetto Portatori sani di Memoria è la naturale conseguenza del libro Un giorno un secondo, oggetto, nel 2016, di una tesina portata all’esame di maturità da una studentessa di un liceo della provincia di Bologna. Il Presidente dell’Associazione Domenico Ricci (A.D.R.), Giovanni Ricci, e Francesco Curreri, Autore del libro e rappresentante dell’A.D.R. in Emilia Romagna hanno voluto creare questo progetto dedicato ai giovani ponendosi due obiettivi fondamentali per portare avanti la memoria di chi, come Domenico Ricci ed Emanuele Petri, è caduto nell’adempimento del proprio dovere.

    Il primo obiettivo è di portare a conoscenza delle nuove generazioni i periodi storici denominati della strategia della tensione e degli anni di piombo; il secondo punta a trasferire ai giovani, nel limite del possibile, un senso critico e imparziale sui dati storici che vengono esaminati invogliandoli a porsi domande talvolta anche in controtendenza come quelle che saranno proposte su quanto accaduto il 16 marzo 1978 in via Mario Fani. 

    Chi era Domenico Ricci: Appuntato dei Carabinieri e componente la scorta dell’Onorevole Aldo Moro, Domenico Ricci è caduto nell’agguato brigatista avvenuto il 16 marzo 1978 insieme a Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. Ricci era più precisamente l’autista dell’uomo politico.

    Chi era Emanuele Petri: Sovrintendente della Polizia di Stato, è stato ucciso il 2 marzo 2003 sul treno regionale Firenze-Roma da una coppia di esponenti delle cosiddette Nuove Brigate Rosse. Grazie al suo sacrificio, gli inquirenti sono risaliti agli assassini dei giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi.

    Entrambe le associazioni hanno concesso il loro patrocinio morale al libro un giorno un secondo per la condivisione d’intenti che accomuna l’Autore ai loro statuti.

    L’Associazione Domenico Ricci e l’Associazione Emanuele Petri ringraziano il Dirigente Scolastico e il Consiglio d’Istituto per la collaborazione.

    Per informazioni: Francesco Curreri       cell 3387969398 mail [email protected]

  • UN GIORNO UN SECONDO. Un libro, gli anni di piombo, il caso Moro… molte domande

    COMUNICATO STAMPA

    Conti Editore di Morgex (AO), con il patrocinio morale dell’Associazione Emanuele Petri – Vittima del terrorismo e dell’Associazione Domenico Ricci, presentano il libro Un giorno un secondo di Francesco Curreri.

    Sabato 12 novembre 2016, ore 17.00

    Sala del Governatore – Palazzo dei Sette, Corso Cavour 87 – Orvieto (TR)

    Modera l’Avvocato Luciano Morini, Presidente dell’Associazione Emanuele Petri di Tuoro sul Trasimeno. Relatori, la signora Alma Petri, vedova del Sovrintendente della Polizia di Stato ucciso il 2 marzo 2003 sul treno regionale Firenze-Roma da una coppia di esponenti delle cosiddette Nuove Brigate Rosse e Giovanni Ricci, criminologo e figlio dell’Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci, ucciso in via Fani il 16 marzo 1978.

    Sulla base del romanzo, molte domande; forse domande scomode, ma che richiederebbero una risposta almeno per rispetto alle vittime e per dovere di cronaca. Quante affermazioni e smentite sui fatti del 16 marzo? Non un J’accuse, ma la volontà di supportare, attraverso deduzioni logiche, chi è investito delle indagini.

    Un giorno un secondo è un romanzo che vuole soprattutto far riflettere sulle logiche che hanno portato alle vicende attuali del terrorismo internazionale passando attraverso la pagina più nera della storia italiana, la strage di via Fani. La storia di un giornalista di successo come ce ne sono tanti in televisione, ma che nasconde un terribile segreto. Un uomo, un appartenente alle Forze dell’Ordine in servizio di scorta che muore in un attentato lasciando la famiglia in balia degli eventi. Fantasia? Realtà? Forse entrambe le cose. Chi muove le fila della storia, quella vera? Si tratta sempre di coincidenze? Domande che stuzzicano la curiosità attraverso una storia romanzata senza la pretesa di essere un saggio, ma con la speranza di avvicinare i più giovani a interessarsi a quel periodo storico facendogli germogliare un senso critico per non ricadere in certi errori. Una speranza dimostrata, visto che il libro è stato a luglio scorso oggetto di una tesina di maturità in un liceo scientifico.

    Francesco Curreri nasce a Bologna nel 1964. Figlio di un appartenente alla Polizia di Stato, Curreri, fin dall’adolescenza, segue con attenzione le cronache italiane e internazionali.

    Si affaccia al mondo dell’editoria nel 2006 con Nove novelle per grandi… piccini un libro che raccoglie nove racconti per bambini e il cui ricavato è stato devoluto interamente in beneficenza a AIAS.

    Nel 2011 pubblica I tuoi occhi dal passato. Il libro è subito premiato da Res Aulica nel febbraio 2012. Nel 2013 esce in seconda edizione. Il suo impegno sociale, indirizzato soprattutto verso le vittime del terrorismo e le loro famiglie, lo avvicina all’Associazione Emanuele Petri che concede il patrocinio morale per questo libro. In occasione del decimo anniversario della scomparsa del Sovrintendete Petri, Curreri lo ha voluto ricordare con una toccante commemorazione.

    La produzione libraria di Curreri si è arricchita dal 2012 di una serie di racconti dal titolo I gialli della famiglia Testa, scritti a quattro mani insieme a Cesarino Verlucca e presentati al XXV Salone del Libro di Torino. Ogni libro è una storia a sé, anche se la vita di una famiglia di ristoratori della Tuscia fa da filo conduttore.

    Successivamente, in seguito alle ricerche sui casi legati alla strategia della tensione e agli anni di piombo, comincia la collaborazione con l’associazione Domenico Ricci, Appuntato dei CC e autista di fiducia dell’Onorevole Aldo Moro caduto a Roma in via Mario Fani il 16 marzo 1978, per la quale ha scritto una sceneggiatura teatrale destinata alle scuole medie e superiori italiane. Sulla scia di queste ricerche nasce nel 2016 Un giorno un secondo, con riferimenti molto più espliciti ai fatti accaduti in quegli anni tremendi e non solo.

    La scelta della Città di Orvieto è stata volutamente inserita nel calendario delle presentazioni per dare un segno di continuità alla vita, per lo meno dei e nei paesi toccati ma non distrutti dal terremoto, senza dimenticare però le 298 persone che hanno perso la loro, di vita.