Tag: albicocco

  • Geoplant sfata un falso mito: precocità e qualità possono coincidere

    L’azienda vivaistica di Ravenna dimostra con Nimba e Nirosa 1, come due varietà precoci possano offrire al consumatore finale frutti con caratteristiche organolettiche e sensoriali di altissimo livello, paragonabili a quelli di metà stagione. Un’importante novità dopo le deludenti raccolte di maggio che amplia le opportunità per il comparto ortofrutticolo

     

    Nel panorama ortofrutticolo precocità e qualità sono spesso considerate caratteristiche difficilmente conciliabili. Tale convinzione trova spiegazione nel mercato degli ultimi due decenni che ha visto la diffusione di varietà precoci con buone capacità produttive, ma scarse performance dal punto di vista organolettico e sensoriale. Tuttavia è possibile trovare esempi virtuosi capaci di smentire questa opinione diffusa, garantendo al comparto ortofrutta e ai consumatori un prodotto precoce e allo stesso tempo di alto livello.

    A confermarlo è l’esperienza di Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna, che in questi anni ha potuto studiare da vicino le proprietà di due varietà: Nimba per il ciliegio e Nirosa 1 per l’albicocco. Entrambe presentano a livello di contenuto zuccherino e di aroma, standard molto elevati per il Nord Italia, caratteristiche organolettiche che consentono di competere con prodotti di metà stagione in grado di raggiungere una maturazione piena.

    A ciò si aggiungono ulteriori aspetti di rilievo a partire dalla consistenza. La ciliegia è grossa di pezzatura e croccante, mentre l’albicocca, rustica e di colorazione classica, oltre a presentare un’elevata produttività, è considerata a livello di sapore una delle varietà migliori del comparto.

    Infine, a livello di gestione degli impianti, Nimba e Nirosa 1 presentano un alto grado di versatilità e possono essere gestite su tutti i portinnesti disponibili. Entrambe possono essere coltivate con forme di allevamento libere, quindi in volume, con una densità d’impianto bassa, ma anche in forme di allevamento a parete, tipo fusetto e altre tecniche similari.

    Quest’anno la stagione piovosa e fredda, soprattutto nel periodo aprile/maggiocommenta Gianluca Pasi, responsabile tecnico di Geoplant Vivaiha inciso molto sulla qualità della raccolta finale, generando un malcontento sul consumatore che a banco ha trovato frutti piccoli e dallo scarso sapore. La responsabilità però non è imputabile solo al maltempo, ma anche a quel fenomeno che negli ultimi anni ha privilegiato l’utilizzo di varietà precoci forti dal punto di vista produttivo, ma deboli sotto il profilo della qualità. Forse è arrivato il momento d’invertire questa tendenza puntando su nuove varietà, capaci di coniugare entrambi gli aspetti.

     

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Il gelo non piega le cultivar di albicocco di Geoplant

    All’indomani dell’ultima grande ondata di freddo che ha colpito l’Italia, Geoplant Vivai raccoglie gli esiti sulle sue varietà di albicocco e rileva un marginale livello di danneggiamento sui suoi marchi di punta.

    Il passaggio di Burian, la rigida perturbazione che ha messo a dura prova l’agricoltura italiana ed europea, non è riuscito a inficiare la produttività del campo sperimentale di Savarna, tempio dell’attività vivaistica di Geoplant in provincia di Ravenna. L’azienda, dal 2007 naturale prosecuzione dell’impresa individuale di Secondo Danesi, si è subito attivata nell’indagine dei potenziali danni, scoprendo che una parte delle cultivar di albicocco sono riuscite a contrastare la portata del maltempo.

    I primi monitoraggi si sono concentrati sulle varietà a maturazione precoce che, al momento dell’ondata di gelo di fine febbraio, si trovavano nello stadio fenologico di bottoni rosa. Se Wonder Cot, Lilly Cot e Primidi hanno mostrato alcuni danni sui fiori variabili – causati dal record sfavorevole di 12 ore decisamente sotto lo zero nelle giornate del 27 e del 28 – Pricia ha conservato inalterate le sue gemme e non ha riportato deterioramenti rilevanti.

    Ci sono poi le varietà ideali per il clima continentale, per cui l’osservazione ha rappresentato una forma di controllo ma anche una riprova della profonda adattabilità alle fredde temperature. Le analisi hanno infatti messo in luce la decisa tenuta di Tsunami e Lady Cot, diffuse nell’areale Piemontese ma anche nella regione del Lago Balaton, in Ungheria. Per quanto non autofertile, Tsunami si distingue per l’elevata vigoria e la buona produttività, con un frutto di grossa pezzatura dal sapore equilibrato. Autofertile è invece Lady Cot, varietà altamente produttiva, riconoscibile per l’aspetto ovale del frutto e per il gusto dolce e aromatico della sua polpa.

    Interessante è il riscontro su una delle cultivar più richieste dell’ultimo biennio, impareggiabile per caratteristiche pomologiche e qualità organolettiche. Si tratta di Farbela, del gruppo Carmingo (lo stesso di Faralia e Farbaly), che non ha accusato nemmeno l’ultima gelata di marzo, con un bilancio più che positivo: gemme quasi totalmente integre e nessuna cascola di fiori rilevata.

    Conclude la rassegna Albinova, la varietà più tardiva tra quelle proposte da Geoplant, diffusa nelle zone produttive del nord Italia (Piemonte, Emilia Romagna e Trentino) e, nell’Europa Centrale, in Serbia e Ungheria: la tempistica più dilatata della fioritura e l’elevato fabbisogno di freddo – caratteristiche distintive della cultivar – l’hanno schermata dai potenziali danni.

    www.geoplantvivai.com