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  • Rc auto: in Abruzzo premio medio a 536,62 euro, +12,1% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti abruzzesi. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 536,62 euro, vale a dire il 12,1% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 13.700 automobilisti abruzzesi, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Abruzzo la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,87% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che L’Aquila è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,10%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale Pescara (1,92%).

    Chiudono la classifica, a pari merito, Teramo e Chieti, aree dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,73%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Abruzzo – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra gli uomini (1,92%) rispetto al campione femminile (1,79%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come i disoccupati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,34%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto; seguono gli impiegati in azienda (2,05%) e i liberi professionisti (1,94%).

    Ecco di seguito l’andamento provinciale di chi ha dichiarato un incidente con colpa nel 2024:

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 233.812 preventivi effettuati in Abruzzo e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Multe in Abruzzo: Pescara il comune che ha incassato di più

    Pescara è il comune capoluogo di provincia dell’Abruzzo che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 9,4 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo abruzzesi hanno incassato oltre 12 milioni di euro.

    La classifica abruzzese per introiti…

    Se come detto, Pescara occupa il primo posto della classifica, sul secondo e terzo posto del podio si posizionano Chieti (1,2 milioni) e Teramo (quasi 1,1 milioni).

    Chiude la graduatoria abruzzese il comune di L’Aquila, con oltre 345.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Pescara, con una sanzione pro capite pari a 79 euro. Seguono – a breve distanza tra di loro – Chieti (25 euro) e Teramo (21 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di L’Aquila, con una multa pro capite di appena 5 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni abruzzesi con meno di 5.000 residenti, al primo posto si posiziona Scafa, provincia di Pescara, che conta 3.495 abitanti e, nel 2023, ha incassato più di 360mila euro in multe stradali.

    Secondo e terzo posto per due comuni in provincia di Chieti; Miglianico (4.631 abitanti, più di 210mila euro di sanzioni) e Torrevecchia Teatina (4.216 abitanti, oltre 187mila euro).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

     

     

  • Bollette: nel 2023 in Abruzzo -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Abruzzo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 735 euro per la bolletta della luce e 847 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno gli abruzzesi hanno pagato, mediamente, 1.582 euro a famiglia (erano 2.275 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Pescara e Chieti, a pari merito, siano state le aree abruzzesi dove le bollette sono state più pesanti; in entrambe le province il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.358 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 760 euro. Segue Teramo (732 euro, 2.270 kWh).

    Chiude la graduatoria L’Aquila, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.111 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (681 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Se nel 2023 sul fronte dell’elettricità gli abitanti di L’Aquila sono stati i più fortunati, la situazione cambia per la fornitura di gas dal momento che hanno pagato il conto più salato: mediamente, 990 euro (a fronte di un consumo medio di 1.064 smc). Seguono Teramo (815 euro, 876 smc) e Pescara, area dove le famiglie hanno speso, in media, 805 euro (865 smc).

    Chiude la classifica regionale Chieti, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 768 euro (825 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 14.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Abruzzo (consumi pari, a livello regionale, a 2.280 kWh per l’energia elettrica e 910 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Assicurazione auto: in Abruzzo aumenti per oltre 16.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 16.000 automobilisti abruzzesi; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 15mila preventivi raccolti in Abruzzo su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 535,87 euro, vale a dire il 36,6% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,22% degli automobilisti abruzzesi ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere leggermente più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Chieti è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,62%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria L’Aquila (2,43%) e Pescara (1,96%). Chiude la classifica Teramo, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,79%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti abruzzesi che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,45% del campione femminile e il 2,09% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i liberi professionisti siano risultati essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,12%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto; seguono i disoccupati (2,61%). Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,30%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 230.189 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Assicurazione Auto Abruzzo: +28% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Abruzzo per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 28% arrivando, lo scorso mese, a 509,76 euro, vale a dire oltre 110 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione risulta in linea con quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 210.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province abruzzesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Chieti, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 487,06 euro. Seguono nella graduatoria L’Aquila (+27,6%, 510,45 euro) e Pescara (+25,9%, 539,32 euro). Chiude la classifica abruzzese Teramo, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 22%, arrivando a 497,02 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Pescara è risultata essere la provincia più cara della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori abruzzesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 47,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,7%), la copertura furto e incendio (11,9%) e la tutela legale (9,7%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   211.577 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Abruzzo: ad aprile +21,3% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti abruzzesi; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Abruzzo per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 18,7% arrivando, ad aprile 2023, a 436,43 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la quinta area della Penisola con il premio medio più basso, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia (368,99 euro), il Trentino-Alto Adige (408,48 euro), la Lombardia (408,50 euro) e il Veneto (426,32 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 10% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a due cifre sia stato registrato in tutte le province abruzzesi.

    A segnare l’aumento più consistente è Chieti, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 24,9% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 417,33 euro, seguita da Teramo (+21,1%, 439,91 euro) e Pescara (+19,1%, 464,73 euro). Chiude la graduatoria regionale la provincia di L’Aquila, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 10,1%, arrivando a 422,21 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Pescara è risultata essere la provincia più cara della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti abruzzesi, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 43,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la garanzia infortuni conducente (21,1%), la tutela legale (14,9%) e la copertura furto e incendio (11%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 241.988 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Abruzzo richiesta media in calo del 4%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Abruzzo per un mutuo prima casa è sceso a 118.859 euro, valore in calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari abruzzesi si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 112.147 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’82% del secondo semestre 2021 al 77%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 12% del totale domande di finanziamento raccolte in Abruzzo, in crescita del 71% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative. Pescara è la provincia abruzzese dove è stato rilevato l’importo medio più alto (125.792 euro), seguita da Chieti (123.153 euro). Valori sotto la media regionale per Teramo (110.823 euro) e, ultima in classifica, L’Aquila (110.673 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti abruzzesi per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 55% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap (vs 43% tasso fisso), a livello provinciale emergono alcune differenze. Il fisso ha raggiunto la percentuale più alta nella provincia di L’Aquila, dove il 45% richiedenti ha optato per questa tipologia di tasso, mentre il tasso variabile/variabile con cap è stato più richiesto a Chieti, dove è arrivato al 57% delle domande di finanziamento complessive.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 9.000 richieste di mutuo raccolte in Abruzzo tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

     

  • Bollette: in Abruzzo nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Abruzzo con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.379 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.428 euro per il gas (+57%). Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abruzzesi hanno sborsato, mediamente, 2.807 euro a famiglia (rispetto ai 1.570 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Chieti, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.925 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.425 euro; seguono Pescara (1.395 euro, 2.863 kWh) e, a brevissima distanza, Teramo, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.391 euro per un consumo medio rilevato di 2.855 kWh.

    Chiude la classifica L’Aquila, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.608 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.271 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care dell’Abruzzo si posiziona L’Aquila, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.186 smc per un costo complessivo di 1.518 euro.

    Valori inferiori alla media regionale per Teramo (1.380 euro, 1.079 smc) e Pescara (1.352 euro, 1.057 smc). Chiude la classifica Chieti, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 1.338 euro (1.046 smc).

     

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.831 kWh e 1.116 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

     

  • Rc auto: in Abruzzo aumenti in arrivo per oltre 17.000 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per più di 17.000 automobilisti abruzzesi; secondo l’osservatorio di Facile.it – realizzato su un campione di oltre 13mila preventivi raccolti in Abruzzo su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 392,41 euro, vale a dire il 13,4% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,36% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,51%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Teramo è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che, lo scorso anno, hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,77%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono Pescara (2,48%) e L’Aquila (2,18%).

    Chiude la classifica la provincia di Chieti, area abruzzese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,07%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti abruzzesi che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,70% del campione femminile ed il 2,16% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che i pensionati sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,50%) che farà scattare un aumento della polizza; seguono le casalinghe (2,93%). Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (1,74%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 216.162 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Mutui: in Abruzzo scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Abruzzo è scesa a 39 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, gli abruzzesi la comprano, in media, a 37 anni; erano quasi 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte in Abruzzo* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 43% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 29%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari abruzzesi hanno cercato di ottenere, in media, 114.306 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno (-0,3%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.172 euro (-8,1%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 75% (era il 69% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a quasi 23 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Teramo, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,7%, arrivando a 120.371 euro, seguita da L’Aquila (+3,8%, 112.945 euro).

    Valori in calo, invece, per le province di Pescara (-1,4%, 117.862 euro) e Chieti, dove l’importo medio richiesto è diminuito del 9,1%, scendendo a 106.724 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Abruzzo anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 74% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 37 anni e ha chiesto 120.191 euro da restituire in quasi 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Abruzzo nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Rc auto: in Abruzzo aumenti in arrivo per 19.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 19.000 automobilisti abruzzesi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di quasi 12mila preventivi raccolti in Abruzzo a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 14% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 345,91 euro, vale a dire il 12,47% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,66% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Pescara è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,09%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.

    Seguono nella graduatoria le province di L’Aquila (2,37%) e, staccata di un soffio, Teramo (2,36%). Chiude la classifica Chieti, area abruzzese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,64%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti abruzzesi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,17% del campione femminile e il 2,36% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come gli impiegati d’azienda siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,86%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.

    Di contro, sono i pensionati coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,92%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 166.455 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Auto: in Abruzzo solo lo 0,9% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Abruzzo erano 8.085, vale a dire appena lo 0,9% del parco auto della regione. Nello specifico, erano immatricolate 7.596 autovetture ibride e 489 elettriche.

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Pescara, dove le auto elettriche/ibride rappresentano l’1,09% del parco auto circolante, seguita da Teramo (0,88%) e L’Aquila (0,85%). Chiude la graduatoria la provincia di Chieti (0,81%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Pescara, con 2.209 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quella di Chieti (2.138) e di Teramo (1.897); ultima posizione per la provincia de L’Aquila (1.841).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Abruzzo nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 15.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Rc Auto: in Abruzzo premi in ribasso del 15,5%

    È un’immagine positiva quella emersa, per l’Abruzzo, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 366,74 euro, vale a dire il 15,5% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,2%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 160.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto l’Abruzzo, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia abruzzese che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Pescara dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 394,22 euro, in calo del 17,77% negli ultimi dodici mesi; nonostante questo, però, la provincia risulta essere l’area dell’Abruzzo dove assicurare un veicolo a luglio 2021 costava di più.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Teramo, dove lo scorso mese la diminuzione è stata del 15,27% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 359,87 euro, e quella di Chieti, dove il calo annuale è stato del 13,87%, con un premio medio fermo a 350,01 euro, il più basso registrato in Abruzzo.

    Chiude la classifica la provincia di L’Aquila, area dove il premio medio è diminuito del 12,71%, arrivando a 363,14 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 160.000 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Rc auto: in Abruzzo scattano gli aumenti per 17.000 automobilisti

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 17.000 automobilisti abruzzesi; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato, frutto dell’analisi di oltre 11.900 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Abruzzo tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-42,3%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Abruzzo occorrevano, in media, 395,19 euro, vale a dire il 13,80% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 141.304 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti abruzzesi che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,04%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,87%.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,80%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.

    Di contro, sono gli operai colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,82%); seguono gli impiegati (2,28%).

    L’andamento provinciale

    Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,34%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Pescara è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,88%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella classifica la provincia di L’Aquila (2,49%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Chieti (2,20%) e Teramo, area abruzzese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,64%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 141.304 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Auto: in Abruzzo ci sono ancora più di 77.300 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto abruzzese che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione abruzzese risultano ancora registrate 77.366 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,61% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    A livello nazionale, la regione si posiziona più o meno a metà classifica, mentre se si guarda al rapporto percentuale questo è leggermente peggiore rispetto alla media italiana (8,4%).

    Il quadro è ancora più cupo se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora 330.321. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che il 37% delle auto potenzialmente in strada in Abruzzo ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la percentuale risulta di poco superiore alla media nazionale (34%).

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Teramo che, con un valore di 8,78%, risulta essere la provincia abruzzese con il maggior numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (18.668 auto private); alle spalle di Teramo si trova la provincia de L’Aquila, dove l’8,63% delle vetture appartiene alla categoria Euro 0 (18.657 veicoli). Subito dopo troviamo la provincia di Chieti (8,56%, 22.582). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Pescara, che, con una percentuale di 8,47%, risulta essere l’area abruzzese con il minor numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (17.459).

    Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Chieti, che conta 22.582 auto private Euro 0.

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di L’Aquila; qui il 39,28% delle autovetture appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Chieti (37,18%), seguita da Teramo (35,92%).

    Chiude la classifica regionale ancora una volta la provincia di Pescara (34,43%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

     

  • RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Abruzzo (-16,64%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

    Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti abruzzesi dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Abruzzo hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (7,78% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -16,64% rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è ancor più rilevante se si considera che la riduzione nazionale è stata pari al 15,04%.

    In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 386,02 euro, vale a dire ben 77 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 141.700 preventivi effettuati in Abruzzo attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

    «Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

    Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

    Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

    L’andamento provinciale

    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Abruzzo ad aprile 2020 è uno tra i più importanti rilevati a livello nazionale, con una diminuzione a doppia cifra in tutte le aree della regione.

    La provincia abruzzese che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Chieti dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 19,98% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 367,00 euro, il più basso rilevato nella regione.

    Diminuzioni inferiore alla media regionale, ma comunque superiori a quella nazionale, per le province di L’Aquila (-15,48%, premio medio pari a 370,43 euro) e Pescara, che con un calo del 15,17% e un valore medio RC auto pari a 418,79 euro è risultata essere l’area abruzzese dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava di più.

    Chiude la graduatoria regionale la provincia di Teramo, dove il premio medio è diminuito “solo” del 15,16% stabilizzandosi a 383,39 euro.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 141.722 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Secsolutionforum 2020 Pescara: posticipata l’edizione 2020

    La mostra convegno si svolgerà il 18 giugno 2020 al Padiglione “Daniele Becci” presso il Porto Turistico Marina di Pescara

     

    In considerazione dell’attuale emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Coronavirus, gli organizzatori di Secsolutionforum hanno deciso di posticipare lo svolgimento dell’edizione 2020. La decisione è stata presa come atto di responsabilità nei confronti di tutte le parti interessate, aziende espositrici, visitatori, docenti e Istituzioni che patrocinano l’evento.

    Nell’attuale situazione di incertezza circa le misure che nei prossimi giorni saranno adottate dalle autorità competenti per contenere i casi di contagio – dichiara Andrea Sandrolini, AD di Ethos Media Group – riteniamo che rimandare l’evento sia la migliore scelta possibile e l’unica eticamente sostenibile, prima di tutto per garantire la sicurezza dei partecipanti, senza ostacolare l’attività di contrasto all’epidemia; in secondo luogo, per supportare lo sviluppo del settore della sicurezza, in una fase particolarmente critica per l’economia italiana. La decisione è stata condivisa con gli Enti locali e le associazioni di categoria che n dall’inizio hanno sostenuto e promosso l’evento.”

    Il rinvio offre l’opportunità di svolgere la mostra convegno in un clima di maggiore distensione, più favorevole alla partecipazione degli operatori e alle attività di confronto, networking e formazione che costituiscono il tratto distintivo di Secsolutionforum. Tra le motivazioni che hanno indotto Ethos Media Group a posticipare l’evento, non ultima la ferma volontà di preservare gli investimenti sostenuti dalle aziende sponsor che hanno creduto nell’iniziativa.

    Ethos Media Group continuerà a lavorare e a comunicare, affinché l’edizione 2020, grazie anche alla collaborazione degli Enti patrocinatori e delle aziende che arriveranno compatte all’appuntamento di giugno, si confermi l’evento di qualità che tutti si aspettano.

    Nel rispetto dell’impegno e del lavoro di tutte le parti coinvolte e in un clima di fiducia e collaborazione, Secsolutionforum dà quindi l’appuntamento ai visitatori il prossimo 18 giugno 2020 presso il Padiglione Daniele Becci a Pescara.

     

    La partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione su: https://www.secsolutionforum.it/registrazione.asp

     

    Segui l’evento sui social con l’hashtag #secsolutionforum

     

    Informazioni su Ethos Media Group

     

    Ethos Media Group è uno degli interlocutori di riferimento in Italia nell’editoria professionale, con una presenza fortemente radicata nel comparto sicurezza. Ethos Media Group si occupa di produzione editoriale, formazione e organizzazione eventi, content management multimediale, con un approccio alla comunicazione a 360 gradi.

     

     

    Ethos Media Group è parte integrante della Security Media Alliance, partnership internazionale tra testate di eccellenza specializzate nel settore sicurezza. All’interno di questa alleanza strategica, Ethos Media Group rappresenta, con il marchio globale secsolution, comprendente un magazine cartaceo e online e l’evento secsolutionforum, una solida e autorevole realtà di riferimento che ha formato e continua a formare generazioni di professionisti della sicurezza.

  • Rc auto: oltre 29.000 abruzzesi vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 29.000 abruzzesi; tanti sono gli automobilisti della regione che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,10% del campione analizzato (oltre 10.300 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Abruzzo a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore non solo risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più alto rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti abruzzesi che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 3,99%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 458,44 euro, vale a dire il 9,67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 161.035 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che L’Aquila è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,60%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Pescara (4,29%) e Teramo, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 4,16%.

    Chiude la classifica Chieti, che con 3,47% è l’unica provincia abruzzese che ha registrato un valore inferiore alla media regionale.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti abruzzesi che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 3,96%, mentre nel campione femminile sale al 4,35%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano gli insegnanti; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (5,59%). A brevissima distanza si trovano gli imprenditori, con una percentuale pari al 5,58%, mentre i pensionati si posizionano al terzo posto con il 5,49%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano il personale medico (solo il 2,40% vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un incidente con colpa), gli studenti (3,03%) e gli operai (3,41%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 161.035 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • A Comune Roccagiovine assunta sorella consigliera di maggioranza, opposizione insorge

    Il gruppo dell’Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario
    La consigliera Michela Facioni

    Roma – Nuova vibrante protesta dell’Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi.

    Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l’altro è consigliere capogruppo proprio nell’assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull’opportunità di un’assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l’Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell’Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un’istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un’ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un’inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell’espletamento dell’auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell’autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall’esito della selezione, che considera una mera coincidenza.

    Antonello De Pierro
    “Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l’assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento”.

    Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell’Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l’iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale.

    Ciò che balza subito all’occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell’atto redatto, è l’approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l’assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l’approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell’avviso di selezione a cui fa riferimento. E’ lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell’atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi.

    “Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito”.

    La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione.

    Ma il perno dell’impianto argomentativo di dissenso si fonda sull’utilità di un’ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un’altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l’altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza.

    Non manca inoltre una critica all’asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico.

    Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell’asserita nullità ab origine dell’avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull’inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l’assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest’ultima qualificazione attributiva si fonda l’argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com’è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com’è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l’atto. Si tratta della condizione “meramente potestativa”, che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l’efficacia della stipula contrattuale. E’ la medesima massima cassazionistica a reputare nulla “…la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all’assunzione……perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell’art. 1355 c.c.” ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l’avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune “si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento”.

    “Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell’Italia dei Diritti — a un’assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell’anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell’arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un’istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito ufficiale del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell’intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell”articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l’attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all’ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L’ente ha un dipendente comandato presso un’altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l’atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l’orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un’assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc.

    La nostra espressione di dissenso continuerà all’infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l’aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare”.

  • RC Auto: 28.000 abruzzesi pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 28.000 abruzzesi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 10.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Abruzzo, ha evidenziato come il 3,99% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta leggermente superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti abruzzesi che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,30%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Abruzzo, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 507,49 euro, valore in aumento del 3,61% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Chieti (4,50%); oltre a questo primato, la provincia risulta essere quella della regione dove la percentuale è cresciuta maggiormente rispetto all’anno precedente (quando era pari a 3,25%). Seguono in classifica gli automobilisti di Teramo (4,44%) e Pescara (3,65%). L’area con i valori più bassi è invece L’Aquila, dove solo il 3,35% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione abruzzese, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 3,93% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 4,15%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i dirigenti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,43% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, gli impiegati (4,82%) e i pensionati (4,38%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e i disoccupati ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,80% e il 2,55%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Abruzzo, la ricerca è basata su 142.536 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • De Pierro denuncia degrado strade a Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e capogruppo dell’omonimo gruppo nel consiglio comunale del paese della Città Metropolitana di Roma Capitale annuncia battaglia per garantire la sicurezza dei cittadini: “Qui non siamo in Africa

    Antonello De Pierro
    Roma – Appaiono sempre più critiche le condizioni di degrado della rete viaria urbana di Roccagiovine, il pittoresco borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, immerso nel Parco dei Monti Lucretili e facente parte del meraviglioso territorio della Valle dell’Aniene.

    La circostanza era stata già ampiamente sottolineata dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro durante il consiglio comunale del Comune roccatano, dove siede in qualità di capogruppo del movimento di cui è leader nazionale, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni, ma ha ottenuto sempre risposte alquanto evasive da parte del sindaco Marco Bernardi. De Pierro aveva annunciato anche un accesso agli atti al fine di ottenere la documentazione relativa agli interventi di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, delle strade, effettuata negli ultimi cinque anni, cosa a cui ancora non ha dato seguito nella speranza che l’attuale maggioranza adottasse i provvedimenti necessari a mettere in sicurezza e rendere almeno un minimo percorribili le vie del paese che, ironia della sorte, è il luogo di origine della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, anche lei alle prese con gli stessi problemi, anche se, nonostante le accese polemiche, sembrano essere di minore entità rispetto a quelli che affliggono il bellissimo borgo di oraziana memoria.

    Ho sperato troppo — ha dichiarato De Pierro — che il sindaco adottasse quei provvedimenti necessari a mettere in sicurezza le strade dello splendido paese-bomboniera di Roccagiovine. Ciò non è avvenuto e le strade sono sempre più vittima del degrado. Sul manto stradale sono presenti delle vere e proprie voragini. La situazione è particolarmente critica sulla strada che conduce al cimitero cittadino, su cui transitano numerose persone anziane, che quotidianamente mettono a repentaglio la loro incolumità. Ma ancora peggiori sono le condizioni della strada vecchia che conduce nel limitrofo comune di Licenza, che presenta un degrado indegno di un paese civile nella parte che ricade nella competenza gestionale del Comune roccatano, mentre fortunatamente la carreggiata diviene praticabile quando si passa in territorio licentino, grazie alle indubbie e palesi capacità amministrative del sindaco Luciano Romanzi. La strada in questione peraltro è meta di numerose persone che praticano jogging. La misura è colma e la nostra pazienza è finita. I cittadini roccatani e coloro i quali vengono a visitare il borgo hanno diritto a transitare in sicurezza sulle strade. Qui non siamo in Africa. E’ il momento di agire. Pretendiamo che il sindaco intervenga senza ulteriori indugi a porre fine a questo intollerabile disagio e metteremo in atto ogni mezzo che l’impianto normativo in vigenza ci attribuisce, oltre a programmare azioni clamorose di protesta. Innanzitutto procederemo a produrre istanza, come già avevamo accennato in consiglio, al fine di ottenere l’ostensione e la copia di tutta la documentazione afferente agli interventi manutentivi delle strade nei cinque anni della scorsa consiliatura, e chiederemo la fissazione di un’assemblea consiliare straordinaria per dibattere in merito alla vicenda. Noi teniamo a questo paese e ai suoi abitanti e se qualcun altro dimostra nei fatti di non riuscire ad amministrare adeguatamente saremo i cani da guardia dei cittadini. D’altronde non possiamo nemmeno pretendere molto da chi non ha sentito per cinque anni l’esigenza di dotarsi del prescritto regolamento consiliare per stabilire i precetti a cui attenersi durante l’attività assembleare e ha aspettato che fossimo noi a pretendere l’immediata adozione regolamentare, in ossequio alle previsioni del Tuel Avevamo annunciato collaborazione per qualsivoglia provvedimento a beneficio della cittadinanza e linea dura in caso di inerzia amministrativa. Alla luce dei fatti, attualmente l’unica via percorribile ci sembra inevitabilmente l’opposizione rigorosa e intransigente, nutrendo un barlume di speranza che il sindaco inizi finalmente ad amministrrare adeguatamente Roccagiovine“.

  • De Pierro conferma linea dura Idd a Comune di Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, neoeletto in minoranza al consiglio comunale del bellissimo borgo della Valle dell’Aniene, annuncia un’opposizione intransigente e al contempo collaborativa, sempre nell’interesse dei cittadini

    Antonello De Pierro
    Roma – Si è svolto in un clima incandescente, come da copione, la seduta di insediamento del sindaco e del nuovo consiglio comunale di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale.

    Le previsioni della vigilia non sono state disattese, con l’attenzione rivolta al debutto del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ai primi posti della classifica ufficiale dei politici nazionali più seguiti sul web, tra gli scranni del consesso assembleare del bellissimo borgo immerso nel Parco del Monti Lucretili. Il neoconsigliere, è stato eletto a capo dell’opposizione dopo aver scelto di candidarsi a sindaco proprio nel paese della Valle dell’Aniene, nell’ambito dell’audace progetto, portato avanti dall’Italia dei Diritti, di inserirsi col proprio simbolo (finora i vari eletti, anche alla Camera erano in quota in altre liste), nel tessuto istituzionale dei vari comuni dell’ex Provincia romana e del resto della Penisola, per affermare il primato dei fondamenti ideali alla base del movimento, che afferiscono ai principi della legalità e della giustizia, ma soprattutto dell’etica, sempre a tutela dei diritti delle cellule più deboli del tessuto collettivo. E la linea che il leader dell’Idd ha esplicitato nell’aula consiliare di Roccagiovine, debordante di cittadini intervenuti, al limite della capienza, si è inserita nel solco tracciato da sempre per il movimento che presiede. Il suo eloquio è stato da subito chiaro e inequivocabile, edificando sin dalle prime battute la piattaforma su cui i tre componenti dell’opposizione (gli altri due sono Dantina Salzano e Paolo Nanni) baseranno la linea comportamentale, orientata alla più assoluta intransigenza, ma sempre in ottica collaborativa, per portare in consiglio le istanze della cittadinanza roccatana e tutelarne ogni esigenza.

    Il preludio al clima acceso che si è manifestato successivamente nel divenire fenomenico della seduta consiliare ha avuto luogo quando l’insediando sindaco Marco Bernardi ha indossato la fascia tricolore e ha pronunciato il canonico giuramento sulla Costituzione Italiana. L’intervento di De Pierro è stato tempestivo nell’osservare che, per rispetto istituzionale, sarebbe stato meglio prestare giuramento con davanti una copia della Carta Costituzionale. Fedele al mandato conferitogli dall’urna il riconfermato primo cittadino ha ammesso la sua mancanza, si è fatto portare ben due copie della legge fondamentale dello Stato e ha ripetuto la formula del giuramento.

    Dopo che il neosindaco ha espletato gli adempimenti imposti dall’assunto normativo in materia, tra cui il prefato giuramento, la presentazione della giunta e l’elezione dei membri delle commissioni, ha chiesto la parola De Pierro, appena investito del munus di consigliere, che ha subito estrinsecato e tratteggiato, fin dalle prime battute, con lapalissiana fermezza, quello che sarà l’orientamento operativo dell’opposizione nel corso della consiliatura appena iniziata.

    Innanzitutto assumo con orgoglio il mandato che mi è stato conferito dall’espressione consensuale degli elettori — è staro il suo incipit — e, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ribadisco che lo onorerò fino alla fine, sempre nell’interesse dei cittadini di Roccagiovine, non solo di coloro i quali ci hanno accordato la loro fiducia nel segreto della cabina elettorale, ma anche di quelli, visto che un amministratore non è legato al vincolo di mandato, che hanno deciso di dare continuità all’operato dell’amministrazione uscente. La nostra presenza qui è ad adiuvandum. La nostra compagine di minoranza sarà il cane da guardia della nuova giunta. Tutto ciò che verrà deliberato a favore della comunità roccatana troverà sempre il nostro sostegno e, se necessario anche la nostra critica a fini migliorativi, perché crediamo che il confronto dialettico sia il sale della democrazia e solo con quello, con una disamina valutativa delle varie opzioni, si possa giungere alle soluzioni più adeguate. Se lo spirito della maggioranza sarà volto a cercare e accettare la nostra offerta collaborativa per migliorare il paese noi saremo qui sempre a prodigarci in questo senso. Qualora riterremo che alcuni provvedimenti non vadano a tutelare gli abitanti di questo splendido borgo la nostra opposizione sarà dura e tenace, dentro e fuori dal consesso consiliare.

    Purtroppo nel quinquennio appena trascorso è stato fatto molto poco, a cominciare dal regolamento consiliare, che, con mio sommo stupore, ho appreso poc’anzi non esistere presso il Comune di Roccagiovine. Lei, sig. sindaco, sta dicendo che la redazione del documento de quo sia stata prevista nel programma stilato per il prossimo mandato, ma le faccio notare che ciò andava fatto forse all’inizio dell’investitura funzionale. Auspichiamo che si proceda al più presto a sanare questa clamorosa lacuna. Lei sbandiera, a conforto dell’impeccabile lavoro svolto, il fatto di aver risanato l’esposizione debitoria del Comune. Ne prendo atto favorevolmente, ma le vorrei far osservare che ha adempiuto esattamente ciò che rientrava nei suoi compiti istituzionali, anche perché in caso contrario sarebbe stato incombente lo spettro del commissariamento. Purtroppo devo prendere atto del fatto che molte vie del paese presentano una scarsa pulizia e in più punti una inesistente attività manutentiva. A questo proposito chiederemo di accedere ai contratti stipulati per la pulitura delle strade e a tutti gli atti afferenti alla loro manutenzione strutturale. In tale contesto avanzo la proposta di istituire, a costo zero, una commissione per l’edilizia, urbanistica e decoro urbano e inoltre colgo l’occasione per suggerire una nuova commissione sui servizi sociali. Se penso al nome della vostra lista ‘Proviamoci Insieme’, mi sorge qualche nota di preoccupazione per l’attività gestionale futura. Pensando a ciò che non è stato fatto la cosa non mi rassicura. Le prove sono finite, ora chiediamo certezze per i cittadini roccatani.

    Le posso assicurare che tanti, tra coloro che hanno contribuito alla sua elezione a sindaco la pensano in questo modo. Noi naturalmente paghiamo il fatto di aver presentato una lista con candidati esterni alla comunità di Roccagiovine, e pertanto siamo stati penalizzati dalla fisiologica espressione familiare del consenso propria dei piccoli centri, ma anche di quelli più grandi. Noi pertanto le chiediamo di adoperarsi per risolvere tali problematiche, per tutelare gli interessi, che in alcuni casi si traducono in incolumità, anche e soprattutto di coloro i quali hanno orientato il suffragio verso la sua lista. Purtroppo conosco certe logiche e a tal proposito mi piacerebbe aprire una piacevole parentesi sui percorsi della mia memoria. Mio padre era originario di un piccolo paese della Basilicata che si chiama Roccanova, dove le logiche familiari influiscono, come ovunque, sul verdetto delle urne. A Roccagiovine, al di là dell’incredibile assonanza fonetica, ho respirato gli stessi odori, ho sentito gli stessi sapori di Roccanova“.

    A questo punto dal numero uno dell’Italia dei Diritti parte una stoccata molto incisiva: “Però a Roccanova e in tanti altri paesi non ho mai trovato gli uffici comunali chiusi, a Roccagiovine mi è successo due volte su tre. Questa è una situazione che non tollereremo. Il Comune è un ente pubblico ed eroga un pubblico servizio. Il tessuto normativo del diritto amministrativo fa riferimento al sacrosanto principio della continuità del servizio pubblico. I cittadini hanno il diritto di usufruire di questo servizio con costanza e non a intermittenza“. Il riferimento di De Pierro è al fatto che il Comune di Roccagiovine ha un solo dipendente all’attivo e purtroppo attualmente è assente per giustificati motivi. Un secondo dipendente è comandato da molti anni presso un altro ente. Pertanto più volte l’intero edificio comunale rimane chiuso. A questo punto il sindaco, annuncia una consultazione popolare a cui De Pierro risponde con un sorriso ironico, che non cela un concentrato di forte incredulità.

    Invece di cercare una soluzione idonea a garantire la continuità del servizio erogato — continua il presidente dell’Italia dei Diritti — lei indice una consultazione popolare per trovare un supporto alla chiusura degli uffici. La cosa non può che vederci espressivi di una grande contrarietà, ma soprattutto ci produce un sentimento che ci fa trasecolare. L’apertura degli uffici è una questione etica, prima ancora che di antigiuridicità e noi siamo aggrappati all’etica come motore di una nazione sana, che tutela le cellule più deboli del suo parenchima sociale nel garantire i loro diritti“.

    Per chiudere De Pierro chiede al sindaco di valutare la possibilità di trasmettere le sedute del consiglio in streaming, fedele alla linea del movimento che presiede di rendere obbligatoria per legge tale pratica in ogni consesso istituzionale del territorio nazionale, a cui il sindaco si oppone adducendo una questione di costi. Il consigliere commenta così l’atteggiamento ostativo del primo cittadino: “Non è detto che la trasmissione debba essere per forza in diretta. Se è un problema di costi possiamo optare per una registrazione da caricare sul sito del Comune, come si fa per ogni tipo di documento. Come vedete siamo collaborativi“.

    La battaglia dell’Italia dei Diritti per il cambiamento al Comune di Roccagiovine è appena iniziata.

  • De Pierro minaccia incatenamenti contro caro pedaggi A 24

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roccagiovine: “Non possiamo più tollerare una gabella dal sapore altamente speculativo e mirata a incidere pesantemente la sfera economica di fasce reddituali di matrice impiegatizia. Se necessario mi incatenerò a ogni casello dell’esosissima tratta autostradale

    Antonello De Pierro e Vittorio Marinelli incatenati davanti alla sede Rai di viale Mazzini a Roma

    Roma – Continua a tambur battente la campagna elettorale dell’Italia dei Diritti nei paesi della Valle dell’Aniene, dove è sceso in campo il suo leader Antonello De Pierro, il quale ha scelto di candidarsi a sindaco di Roccagiovine, un paese, appartenente alla Città Metropolitana di Roma Capitale, messo da troppo tempo ai margini di chi l’ha amministrato, come del resto quasi tutti quelli del territorio.
    Antonello De Pierro incatenato al Campidoglio
    La scelta adottata in seno al direttivo regionale del Lazio di rivolgere l’attenzione ai centri urbani che sorgono nell’area circostante le rive dell’affluente del Tevere è stata dettata proprio dall’immobilismo gestionale delle varie amministrazioni che li hanno guidati e mira a dare un deciso apporto al miglioramento delle condizioni umane e strutturali dei corpi collettivi locali. Una decisione sposata appieno dal presidente del movimento, il quale non ha avuto indugi a schierarsi in prima persona per tutelare i diritti degli abitanti, che spesso non sono stati difesi adeguatamente. E’ il caso del caro pedaggi afferente all’autostrada A 24, che coinvolge, suo malgrado buona parte della popolazione della zona. Infatti sono moltissimi coloro i quali sono costretti a percorrerla quotidianamente in quanto l’attività lavorativa esercitata li costringe a raggiungere la Capitale, complice anche la carenza occupazionale, la cui responsabilità va in parte ascritta in capo a molti amministratori, i quali non hanno saputo valorizzare opportunamente le potenzialità territoriali, quella scarsità di offerte di impiego su cui l’Italia dei Diritti vuole intervenire per creare nuove opportunità e tentare di comprimere l’annoso fenomeno del pendolarismo. Ma la sfida più immediata che il movimento e in primis il suo presidente De Pierro vogliono affrontare è appunto il periodico e consistente aumento del prefato dazio autostradale e riguardo a ciò lo stesso De Pierro ha minacciato incatenamenti e altre clamorose manifestazioni di protesta.
    Antonello De Pierro incatenato davanti alla sede del Messaggero
    E’ una vergogna — ha tuonato l’aspirante primo cittadino di Roccagiovine —. Non possiamo più tollerare una gabella dal sapore altamente speculativo e mirata a incidere pesantemente la sfera economica di fasce reddituali di matrice impiegatizia, le quali non possono tra l’altro sottrarsi alla vessatoria imposizione in quanto costretti a percorrere l’autostrada non certo per diporto, bensì per motivi occupazionali. E’ assurdo che si faccia finta di niente a livello governativo, quasi a fregarsene dei disagi patiti da una popolazione tradizionalmente onesta e laboriosa. L’unica voce che si è levata è stata quella di molti sindaci della zona, ma evidentemente non è bastata. Probabilmente non sono in grado di far valere i diritti e le esigenze dei cittadini che rappresentano e pertanto non riescono a soddisfare le istanze da questi formulate. Le promesse sbandierate dalla Regione Lazio e dal ministero competente si sono rivelate solo enunciazioni preelettorali di circostanza. Personalmente non mi arrenderò e per questo chiedo il sostegno della gente. Le promesse sbandierate dalla Regione Lazio e dal ministero competente si sono rivelate solo enunciazioni preelettorali di circostanza. Se ho già ingaggiato e vinto la battaglia per evitare l’istituzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare, l’arteria che cinge la Capitale, e sull’autostrada Roma – Fiumicino, posso riuscire anche qui a contrastare quegli odiosi aumenti che vanno a calpestare la dignità di cittadini impotenti. Però ho bisogno dell’ausilio della stessa popolazione. Se necessario mi incatenerò a ogni casello dell’esosissima tratta autostradale. Non sono nuovo a iniziative del genere. Per ottenere il trasferimento intermunicipale periodico degli appartenenti alla Polizia Locale di Roma Capitale, contro possibili casi di corruzione, ho inscenato ben diciotto incatenamenti davanti a emblematiche sedi istituzionali e di organi di informazione e alla fine sono riuscito a raggiungere il risultato agognato. Quelle sono state due vittorie dell’Italia dei Diritti e di tutti i cittadini interessati. Qui la battaglia sta per iniziare e alla fine sono certo che trionferemo e quella sarà una vittoria degli abitanti della Valle dell’Aniene, ma anche delle altre comunità coinvolte, fino alle coste abruzzesi

  • De Pierro, cambieremo Roccagiovine e tutta la Valle dell’Aniene

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco del borgo alle porte di Roma: “Credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione

    Antonello De Pierro

    Roma – Ha suscitato molto interesse, specie nella Valle dell’Aniene, la candidatura a sindaco di Roccagiovine, centro della Città Metropolitana di Roma Capitale, del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    Da tempo il direttivo regionale del Lazio del movimento fondato e presieduto dal giornalista romano, noto per le sue battaglie a favore della legalità, aveva focalizzato la sua attenzione al prefato territorio, ritenendolo da lungo tempo amministrato in maniera inadeguata dalla maggior parte delle amministrazioni locali. Un’area che secondo gli esponenti dell’Italia dei Diritti meriterebbe un’attività gestionale più idonea a valorizzare le numerose potenzialità del luogo e più attenta alle esigenze degli abitanti. E’ in quest’ottica che è maturata la decisione del leader del movimento Antonello De Pierro di esporsi in prima persona per concorrere alla carica di primo cittadino del suggestivo borgo di Roccagiovine, considerato dallo stesso emblematico nella meravigliosa Valle dell’Aniene, mentre altri rappresentanti dell’organizzazione politica si sono candidati in altri comuni.
    De Pierro è noto anche per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un boss del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente da Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui.
    In afferenza alla sua candidatura a Roccagiovine si è così espresso: “Mi sono sempre adoperato con abnegazione, ma anche e soprattutto con passione, al fine di propugnare i principi di legalità e giustizia, e sotto l’impulso motivazionale degli assunti concettuali racchiusi nel perimetro semantico di questi due vocaboli ho sempre vigilato sul rispetto assoluto e imprescindibile dei diritti del corpo cittadino, spesso calpestati e mortificati dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore o pudori di sorta di schiacciarlo sotto i cingoli dell’arroganza. Sempre più spesso le più elementari ragioni di giustizia vengono disattese clamorosamente da immobilismo, negligenza, incapacità, ma soprattutto arroganza e condotte illecite, e quando ciò avviene è sinonimo di distorsioni rilevanti negli iter procedurali della macchina istituzionale. Personalmente sono stato sempre custode, nel mio patrimonio dnatico, dell’idea di aggrapparmi alla giustizia come etica di una nazione ed è ciò che ho posto come piattaforma granitica per l’attività del movimento che presiedo.
    Sulla scorta e la spinta propulsiva di queste premesse ho accettato di correre per la carica di primo cittadino in occasione delle elezioni amministrative di Roccagiovine, che si svolgeranno il prossimo 10 giugno. Sono molto legato a Roccagiovine e a tutta la Valle dell’Aniene e credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. E se qualcosa è stato fatto è indubbiamente poco. Roccagiovine deve rinascere e non ci si può affidare alle possibilità, non ci si può accontentare. La parola d’ordine deve essere “dovere”. Non basta dire si può, bensì si deve. Sono qui per aiutare i cittadini e per collaborare con gli altri amministratori e con gli stessi cittadini al fine di raggiungere i traguardi agognati. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione. Questo è un concetto che va espulso dalla coscienza collettiva. E’ un fatto di dignità e il cambiamento è di rigore. E’ più che mai necessaria una rivoluzione della dignità
    “.
    Poi ha lanciato un appello agli elettori di Roccagiovine: “Il 10 giugno prossimo si consumerà uno snodo nevralgico nella politica di Roccagiovine. La scelta evolutiva, rispetto all’attuale fermo immagine ingrigito dall’immobilismo, passa per la vostra espressione di voto, nel segreto della cabina elettorale, dove avrete l’immenso potere di invertire la rotta per i prossimi 5 anni e di disegnare la normale progettualità esistenziale di Roccagiovine. Non serve lamentarsi dopo se non si è attuata una svolta necessaria prima. Confido nella vostra capacità di autodeterminazione e di riflessiva ponderazione per iniziare a tracciare insieme le linee del cambiamento“.

  • Italia dei Diritti, Antonello De Pierro candidato sindaco a Roccagiovine

    Alla fine è stato il presidente del movimento a scendere in campo nel paese della Valle dell’Aniene per lanciare un messaggio chiaro agli abitanti del territorio

    Antonello De Pierro
    Roma – Dopo aver annunciato la candidatura del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli a sindaco di Cervara di Roma, l’Italia dei Diritti rende noto ufficialmente il candidato alla carica di primo cittadino di Roccagiovine, solo dopo l’accettazione della lista da parte della commissione elettorale.

    Il nome dell’aspirante era già circolato, ma c’erano delle riserve. Si era parlato del presidente Antonello De Pierro, ma visto il suo impegno nazionale si stava valutando in seno al direttivo regionale del Lazio la proposta di uno dei dirigenti regionali. E’ da tempo che il movimento si sta interessando dei problemi legati alla Valle dell’Aniene e per questo aveva deciso di partecipare alle elezioni di Cervara e Roccagiovine, per dare un segnale chiaro di vicinanza a quel territorio che, nonostante le eccezionali potenzialità, l’immobilismo degli amministratori locali è stato davvero poco valorizzato o addirittura lasciato regredire.

    E’ per questo che alla fine, il leader dell’Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo e lanciare un messaggio molto chiaro agli abitanti di quel territorio. Sarà dunque il presidente De Pierro a guidare la compagine di dieci aspiranti consiglieri al Comune di Roccagiovine. La sua attività a tutela delle cellule più deboli del parenchima sociale non è un mistero, politicamente e giornalisticamente, contro il potere di pochi eletti che spesso sono soliti marciare con i cingoli sui diritti e sulla dignità dei cittadini.

    E’ lo stesso direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma a spiegare i dettagli motivazionali della scelta: “La Valle dell’Aniene può vantare enormi potenzialità che, purtroppo, l’immobilismo di molti amministratori locali, rivelatisi incapaci nel valorizzarle, ha soffocato e reso inespresse. E’ un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica e architettonica, abitato da una popolazione dotata di eccezionale laboriosità.

    Eppure nella stragrande maggioranza è abbandonato al degrado e a una deriva inesorabile e irreversibile. Gli abitanti non meritano questo e chi è incapace di amministrare deve farsi da parte. Le categorie in cui noi siamo soliti dividere coloro i quali occupano gli scranni istituzionali sono quella dei politici, che espletano il mandato attribuito loro dall’elettorato nel pieno rispetto dei cittadini e soprattutto nell’interesse primario dei corpi collettivi, e quella dei politicanti che sono tutta un’altra cosa e quel mandato di fiducia lo tradiscono, in quanto non riescono, per svariate ragioni, a soddisfare le istanze della popolazione che gliel’ha conferito.

    Purtroppo nella Valle dell’Aniene ci siamo imbattuti molto più in politicanti che in politici e questo gli straordinari abitanti del luogo non lo meritano. Alla luce di tutto ciò, come movimento Italia dei Diritti, abbiamo deciso di metterci in gioco per poter fornire a questo incantevole territorio, che ci sta particolarmente a cuore, tutta l’espressione di crescita evolutiva che gli compete. Siamo determinati ad abbattere le logiche clientelari, o peggio ancora familiari, queste ultime particolarmente diffuse nei centri più piccoli, che in genere condizionano il voto nei comuni della zona. Se i cittadini continueranno a votare secondo il criterio della famiglia numerosa poi saranno destinati a quell’immobilismo a cui sono stati abituati finora.

    E il nostro impegno per tutti i paesi della valle continuerà costantemente dentro o fuori dalle istituzioni. Ho già sollecitato in tal senso il responsabile provinciale Carlo Spinelli, che non a caso è candidato sindaco a Cervara di Roma, dove l’immobilismo a cui ho fatto cenno, a nostro avviso è lapalissiano. Come candidato sindaco di Roccagiovine, ma senza trascurare la Valle dell’Aniene in toto, ci sono molte cose che mi stanno a cuore.

    In primis, fedele a quella che è la mia formazione umana e morale e al patrimonio dnatico che custodisco, da sempre impegnato a dare voce alle cellule più deboli del nostro parenchima sociale, non posso accettare nella maniera più assoluta la vergogna del caro pedaggi sull’autostrada A 24. Lotteremo insieme agli abitanti contro una speculazione ributtante, che va a schiacciare e mortificare la dignità di chi è costretto a percorrere l’autostrada per lavoro, costretto a quel pendolarismo defatigante, che viene reso ancora più gravoso dall’assurda gabella imposta. Quegli abitanti, i cui diritti non sono stati difesi adeguatamente da chi amministra i paesi della Valle dell’Aniene, votato e legittimato a occupare gli scranni istituzionali, pur non avendone le capacità, grazie a quelle logiche familiari e clientelari di cui ho poc’anzi parlato e che abbiamo deciso di combattere strenuamente a beneficio della popolazione interessata. Se sono riuscito, grazie al fondamentale ausilio dei tanti sostenitori, a bloccare l’istituzione dei pedaggi sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada Roma – Fiumicino, credo di poter arginare agevolmente un fenomeno che periodicamente va a vessare gli onesti e inermi cittadini, gravando spietatamente sulle loro tasche, che chi avrebbe dovuto difenderli non è stato in grado di farlo. Annuncio fin d’ora clamorose azioni di protesta per porre fine a questa ignobile indecenza.

    Per Roccagiovine in particolare il nostro impegno verterà soprattutto sull’incremento delle attività produttive del luogo, con la conseguente creazione di nuove opportunità di lavoro, puntando a ridurre il numero di chi è costretto a fare il pendolare. C’è chi partirà per la Capitale, ma lo farà per scelta, non certo perché obbligato da imposizioni lavorative. La nostra sfida sarà altresì culturale.

    La cultura, in un centro come Roccagiovine, con una storia così, non può essere relegata ai margini, ma deve occupare un posto di primissimo piano. Perciò via libera a un’infinità di manifestazioni culturali, che porteranno in paese tantissime persone con rilancio delle attività commerciali. Il castello Orsini, parte integrante, se non primaria, della storia del borgo, dovrà essere assolutamente al centro del suo rilancio. Abbiamo già allo studio molte opzioni per attuare ciò. Con noi il vento del cambiamento soffierà molto forte su Roccagiovine, il tutto a beneficio dei corpi collettivi, e mai cederemo a chi finora non ha saputo valorizzare appieno l’offerta di un piccolo, ma importantissimo e strategico paese“.

    La sfida è lanciata, con una lista competitiva di aspiranti consiglieri che vede ben cinque donne, vale a dire la metà dei candidati. Il candidato sindaco è noto anche per essere stato il primo giornalista aggredito da un componente della famiglia mafiosa Spada a Ostia (fu minacciato di morte e assalito dal boss Armando, cugino dell’ormai arcinoto Roberto, accompagnato sotto casa sua dal rinomato imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui) prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi. Sarà sostenuto da Aurelio Tartaglia (capolista), Valentina Lombardi, Gianni Riefolo, Paolo Nanni, Pino Di Paolo, Carmen Bandera, Dantina Salzano, Iole Tartaglia, Martina D’Auria e Domenico Nucifora.

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 35.000 automobilisti abruzzesi

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (489,82 in Abruzzo); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 35.000 gli automobilisti abruzzesi che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 10.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti abruzzesi ha evidenziato come il 4,30% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore leggermente superiore alla media nazionale, ferma invece al 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Pescara che, con il 5,04%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono L’Aquila, con il 4,81% e Teramo, con il 4,03%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Chieti, dove solo il 3,25% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione abruzzese, la prima differenza che emerge rispetto ai valori medi nazionali è legata al sesso dell’automobilista; la percentuale di uomini e donne che vedranno aumentare la propria classe di merito è sostanzialmente uguale, rispettivamente il 4,30% e il 4,31%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; medici e infermieri sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,70% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione solo di poco migliore per gli agenti di commercio (6,33%) e per i pensionati (5,88%). Sul versante opposto, sono gli studenti e i dirigenti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 1,76% ed il 2,67% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Prestiti: in Abruzzo importi in crescita del 17%

    Nell’ultimo anno gli abruzzesi hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell’17%. A comunicare il dato sono Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) e Prestiti.it (https://www.prestiti.it/), i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 700 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Abruzzo è pari a 12.300 euro, era appena più di 10.525 un anno fa. Gli abruzzesi che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 68 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.660 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 44 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito e che, a ben guardare, non varia di molto in Regione, muovendosi fra gli estremi di Teramo (43 anni in media) e Pescara (46 anni).

    L’Aquila, ancora alle prese con la ricostruzione post sismica, è la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.996 euro, il 5,6% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 69 mesi). Alle sue spalle Pescara (12.252 euro, 68 rate) e Chieti (12.134 euro, 70 mensilità, il piano di restituzione più lungo di tutta la regione). Teramo è invece la provincia abruzzese in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.727 euro, 63 rate).

    Quasi una richiesta di prestito ogni tre (29,93% del totale) fra quelle presentate in Abruzzo arriva dalla provincia di Chieti, a seguire Pescara (27,55%) e L’Aquila (24,15%).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Abruzzo a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (23,11% 14.898 euro il taglio medio) e, con la stessa percentuale, l’acquisto di auto usate (8.714 euro). Al terzo posto l’ottenimento di liquidità che raccoglie il 21,7% delle richieste ed equivale ad una media di 13.185 euro.

    La casa è molto presente nelle richieste di prestito compilate in Abruzzo e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalità connesse con l’immobiliare: l’arredamento (quinta con 6.722 euro e il 4,25% delle richieste) e addirittura l’acquisto di casa, cui ricorre l’1,42% di chi richiede un prestito personale in Abruzzo e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 28.300 euro. Importi molto ridotti, ma tempi molto più brevi e parametri meno stringenti fanno preferire questo al mutuo in alcuni casi, come presumibilmente quelli emersi dall’Osservatorio.

  • Jazz Sunrise alla Torre del Cerrano

    Martedì 18 Agosto alle ore 6.00 il duo Elena&Fabio composto da Elena Pallotta alla voce e Fabio Di Berardino al pianoforte presenterà un concerto con un repertorio tratto dalla tradizione del jazz classico e del latin per accompagnare il suggestivo nascere del Sole sul mare, sulla terrazza della Torre del Cerrano.

    Elena&Fabio, duo musicale eclettico, propone un repertorio musicale interamente eseguito al pianoforte o con arrangiamenti in pianoforte e voce, attingendo dalle più belle melodie di tutti i tempi della tradizione jazzistica e popolare internazionale.

    Non perdete l’occasione di godere di un momento dedicato alla natura, alla musica e al relax, ancora prima che la giornata abbia inizio!