Autore: webpressmt

  • Enrico Vita miglior CEO d’Europa nel Medtech secondo lnstitutional Investor

    Enrico Vita, Amministratore Delegato di Amplifon, è stato nominato miglior CEO in Europa nel settore Medical Technology & Services dall’istituto di ricerca indipendente Institutional Investor.

    Enrico Vita

    Institutional Investor nomina Enrico Vita miglior CEO in Europa nel Medtech

    L’istituto di ricerca indipendente nell’ambito della finanza internazionale, Institutional Investor, ha pubblicato la classifica annuale “All-Developed Europe Executive Team”, assegnando il primo posto nel settore Medical Technology & Services al CEO di Amplifon Enrico Vita. L’AD non è l’unico membro della realtà leader nell’ambito dell’hearing care a ricevere il riconoscimento dall’istituto. Figurano infatti in classifica anche il CFO Gabriele Galli, posizionato al secondo posto nella categoria “Best CFO”, e I’Investor Relations & Sustainability Sr Director Francesca Rambaudi, al primo posto della categoria “Best Ir Professionals”. Amplifon si posiziona inoltre in vetta alla classifica relativa agli aspetti ESG, ai programmi di Investor Relations e all’Ir team.

    Il percorso di Enrico Vita, CEO di Amplifon dal 2015

    Laureato in Ingegneria Meccanica all’Università degli Studi di Ancona, Enrico Vita entra in Amplifon dopo una ventennale esperienza in ruoli di rilievo all’interno della Indesit Company. Il 2014 sancisce l’inizio del suo percorso nella realtà leader del settore hearing care, nella quale si inserisce inizialmente come Executive Vice President per la regione EMEA (Europa, Middle East e Africa). L’anno dopo viene nominato Chief Operating Officer, con responsabilità anche per le regioni America e APAC (Asia Pacifica), e per le funzioni corporate di Marketing, IT e Supply Chain. Nel 2015 viene infine nominato Amministratore Delegato di Amplifon e da allora guida la società nel suo percorso di crescita e sviluppo.

  • Stefano Venier: “Snam raggiungerà la Carbon neutrality entro il 2040”

    Stefano Venier: “Il percorso verso la transizione energetica va costruito nel tempo, con azioni concrete e innovative soluzioni tecnologiche”.

    Stefano Venier

    Stefano Venier: “Snam Carbon Neutral entro il 2040”. Ecco la roadmap del piano

    Snam fa la sua parte per l’ambiente: in accordo con le coordinate dell’Accordo di Parigi, il Gruppo si prepara ad abbattere le proprie emissioni di Scope 1 (consumi diretti) e Scope 2 (consumo energetico indiretto). Un piano ambiziosissimo con una deadline a lungo termine, strutturata per vari passaggi esposti dall’Amministratore Delegato Stefano Venier. Entro il 2025, Snam ambisce al taglio del -28% delle emissioni Scope 1 e 2, riducendo del 55% le emissioni di gas naturale in accordo con l’Oil & Gas Methane Partnership Initiative dell’UNEP. Entro il 2027, punta al taglio delle Scope 1 e 2 del -40%. Entro il 2030, al dimezzamento di entrambe le categorie di emissioni, con una riduzione delle emissioni di gas naturale del 65%. Infine, la Carbon neutrality entro la deadline chiave del 2040. Nel 2021, Stefano Venier ha tracciato anche un Piano per la categoria Scope 3, che include le emissioni causate da viaggi di lavoro, trasporti quotidiani del personale e consumi delle società partecipate: Snam si è posta l’obiettivo di una riduzione del 46% entro il 2030 e un abbattimento del 55% di tCO2eq/M€ capex per i fornitori entro la stessa finestra temporale.

    Stefano Venier: “Snam è in anticipo di tre anni sugli obiettivi di riduzione delle emissioni”

    Al momento, Snam sta non solo rispettando la tabella di marcia, ma addirittura raggiungendo gli obiettivi in anticipo rispetto alle scadenze indicate dal Piano. Nel 2022, Snam ha ridotto del 45% le emissioni di gas naturale rispetto al 2015 (scelto da UNEP come anno di riferimento). Un ulteriore -32% registrato nel primo semestre del 2023 proietta un taglio complessivo del 53%. Considerando che l’obiettivo per il 2025 è quello di un taglio del 55%, Snam mostra un anticipo globale sugli obiettivi di quasi tre anni. L’AD Stefano Venier ha dichiarato: “Le emissioni di gas naturale rappresentano solo lo 0,02% del gas immesso in rete, ma non per questo è minore il nostro impegno, come dimostrano i risultati raggiunti sin qui”.

    Il lavoro di Snam non si limita tuttavia al taglio delle emissioni: l’Amministratore Delegato ha indicato una serie di strategie attraverso le quali il Gruppo intende supportare la transizione ecologica e diventare leader nella conversione alla sostenibilità. I punti chiave sono: focus sullo stoccaggio; ricerca e sviluppo dei cosiddetti gas verdi (metano e idrogeno); partnership e accordi che rafforzino la distribuzione italiana di gas naturale e liquefatto (small scale LNG, CNG); investimenti in società che propongano soluzioni innovative nell’efficienza energetica.

  • Sabrina De Filippis: con Exploris, Gruppo FS opererà nel trasporto merci in otto Paesi europei

    Gruppo FS sta dimostrando di poter conquistare spazi non solo in Italia, ma anche in Europa, in settori che vanno ben oltre il trasporto passeggeri. L’intervista a Sabrina De Filippis, da poco nominata Amministratore Delegato di Mercitalia Logistics, la società capofila del Polo Logistica del Gruppo FS, rivela il coraggio e l’ambizione di un’azienda che sta compiendo passi significativi nell’ambito della logistica e del trasporto merci.

     Sabrina De Filippis (AD Mercitalia)

    Sabrina De Filippis: Gruppo FS amplia il trasporto su gomma

    L’acquisizione di un ramo d’azienda specializzato nel trasporto di merci su strada rappresenta una svolta simbolica e strategica per il Gruppo FS. Questa operazione è una grande novità, poiché per la prima volta nella sua storia, il Gruppo ha esteso il proprio raggio d’azione al settore del trasporto su gomma. Sabrina De Filippis ha spiegato che l’obiettivo è offrire ai clienti servizi di trasporto completi, coprendo tutte le fasi dal primo all’ultimo miglio e promuovendo un’intermodalità più efficiente tra treno e camion. “È la prima volta che acquisiamo in toto un operatore su strada specializzato nel trasporto merci, in coerenza con il piano industriale che prevede di aumentare la quota di autoproduzione dei servizi di trasporto su gomma fino al 60%”. La nuova attività presenta dimensioni operative interessanti, con una flotta di veicoli dotati di autisti, magazzinieri e coordinatori trasporti, il che sottolinea l’impegno del Gruppo nel garantire servizi di alta qualità. Tuttavia, la recente acquisizione in Germania vanta dimensioni maggiori. Attraverso la società tedesca Tx Logistik, il Gruppo FS, ha specificato Sabrina De Filippis, ha raggiunto nuove vette diventando il secondo operatore di trasporto merci in Germania. Questa mossa ambiziosa è in linea con il piano industriale dell’azienda, che mira a raddoppiare la quota di merci e a incrementare il fatturato estero (passando da 1,8 a 5 miliardi).

    Sabrina De Filippis: la nuova acquisizione in Germania

    La fusione tra Tx Logistik ed Exploris Deutschland Holding, ha ricordato Sabrina De Filippis, non rappresenta un progetto di crescita solo quantitativa. Ma apre nuovi orizzonti nell’Europa dei trasporti ferroviari, collegando efficientemente l’Est e l’Ovest del continente. L’integrazione tra le due realtà non solo potenzia la presenza del Gruppo nel settore, ma contribuisce anche allo sviluppo dell’import-export italiano, favorendo così il “made in Italy”. “Aggiungendo Exploris a Tx Logistik ampliamo la nostra presenza in Europa offrendo al mercato e alle aziende italiane servizi più capillari, flessibili e efficienti”, ha continuato l’AD. L’operazione in Germania ha anche un risvolto ambientale: “La quota delle merci trasportare su ferro in Europa è del 18% e in Italia dell’11%. Dato che il trasporto ferroviario comporta meno emissioni, l’obiettivo dell’Ue è raddoppiarne la quota entro il 2030, per arrivare al 50% nel 2050”. Sabrina De Filippis ha infine illustrato gli investimenti del Gruppo FS: “Il piano industriale prevede un investimento di 3 miliardi, l’80% dei quali dedicati al rinnovo della flotta, 300 milioni al potenziamento di terminal esistenti e alla creazione di nuovi, e 200 milioni alla digitalizzazione”.

  • Maurizio Tamagnini (FSI): Missoni, mercati esteri e diversificazione i pilastri del nuovo corso

    Positive le stime per il 2022, con i ricavi che superano i livelli pre-pandemia. A promuovere lo sviluppo del noto marchio di moda FSI, il Fondo guidato da Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini: l’impegno di FSI nella recente evoluzione di Missoni

    Risale a giugno 2018 l’ingresso di FSI nel capitale di Missoni, la storica casa di moda fondata da Ottavio e Rosita. L’operazione voluta dalla realtà fondata da Maurizio Tamagnini nasce con uno scopo ben preciso: promuovere la crescita aziendale del marchio attraverso lo sviluppo nel canale retail, l’espansione nei mercati USA e Cina e il consolidamento delle vendite online. Oggi, a distanza di quattro anni, il percorso di rilancio sembra dare i suoi frutti: secondo le stime, Missoni chiuderà il 2022 con 115-120 milioni di ricavi, superando così il fatturato netto pre-pandemia. Fino al 2025 il trend è destinato a continuare, con il Gruppo che prevede di arrivare gradualmente a 150 milioni. Un trend merito non solo degli investimenti messi in campo dal Fondo guidato da Maurizio Tamagnini, ma anche della profonda trasformazione avvenuta con il passaggio dalla matrice familiare ad un modello manageriale.

    Maurizio Tamagnini: Missoni, internazionalizzazione e diversificazione le leve della nuova strategia

    Simbolo del nuovo corso di Missoni è Livio Proli, Amministratore Delegato e principale artefice dell’accelerazione del Piano Strategico 2020-2025. Cresciuto professionalmente in Armani, Proli è stato scelto da Maurizio Tamagnini per guidare l’espansione dell’iconico brand dopo gli anni complessi della pandemia. Sviluppo che punta principalmente al mercato asiatico e a quello statunitense. Due i nuovi negozi aperti in Cina nell’ultimo anno, ai quali si aggiungono un outlet e un punto vendita elettronico su Tmall. Nel 2023 è previsto invece il rilancio nei mercati giapponese e coreano. Cruciale il ruolo dell’innovazione, sia a livello di prodotto che di digitalizzazione dei processi. Tra gli obiettivi del Piano anche il rafforzamento della squadra dedicata alle vendite online. Lato offerta l’azienda punta sulla diversificazione, promuovendo un vero e proprio stile di vita di lusso Missoni. Un esempio è il progetto Missoni Resort Club, con la prima struttura allestita questa estate in Liguria: “Abbiamo un progetto analogo per le Maldive e poi in tutto il mondo – ha spiegato l’AD Livio Proli – prevediamo di aprire 20 resort entro la fine del 2023”.

  • FSI, al via la partnership con Sterling: le dichiarazioni di Maurizio Tamagnini

    Il fondo guidato da Maurizio Tamagnini conferma il suo interesse per il settore farmaceutico: l’azienda della famiglia Ferlin è oggi leader nella produzione di principi attivi. 

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: FSI, i dettagli dell’operazione Sterling

    Forte dell’esperienza con Kedrion, FSI decide di puntare ancora una volta sull’industria farmaceutica italiana. Lo scorso 29 luglio la società fondata da Maurizio Tamagnini ha comunicato l’intenzione di acquisire, tramite il fondo FSI I, il 35% del capitale di Sterling, nota azienda perugina specializzata nella produzione di principi attivi per trattare patologie in ambito oncologico, respiratorio e dermatologico. La partnership sottoscritta tra FSI e la famiglia Ferlin, fondatrice e investitore di lungo termine di Sterling, prevede la realizzazione di un ambizioso progetto di crescita sia per vie interne che tramite acquisizioni con l’obiettivo di creare un’azienda di riferimento a livello europeo nella produzione di principi attivi. L’investimento della società guidata da Maurizio Tamagnini sarà strutturato per la quasi totalità tramite aumento di capitale: in questo modo l’azienda della famiglia Ferlin, che manterrà il controllo con il 65%, avrà a disposizione le risorse necessarie per portare a termine il nuovo piano di sviluppo.

    Maurizio Tamagnini: R&S, maggiore produzione e acquisizioni i pilastri della strategia

    In occasione della sottoscrizione della partnership, Maurizio Tamagnini ha tracciato le linee guida del nuovo percorso di Sterling: “Il progetto, grazie all’aumento di capitale messo a disposizione della Società, ha l’obiettivo di fornire carburante per la crescita dell’azienda tramite un rafforzamento degli investimenti in Ricerca & Sviluppo, un’espansione della base produttiva e garantendo la flessibilità finanziaria per acquisizioni”. FSI intende replicare il successo ottenuto con il Gruppo Kedrion, attivo nella produzione di emoderivati, nel quale FSI ha recentemente deciso di reinvestire dopo l’operazione di acquisizione conclusa da Permira. “FSI ha identificato il settore farmaceutico come una priorità – ha sottolineato Maurizio Tamagnini L’auspicio è di accompagnare la famiglia Ferlin in un processo di crescita trasformazionale simile a quello che abbiamo da anni intrapreso con la famiglia Marcucci in Kedrion”.

  • FSI entra in Sterling: il commento del CEO Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini, alla guida di FSI, ha di recente illustrato gli obiettivi della partnership con Ferlin: si punta a supportare il gruppo farmaceutico Sterling, leader in Europa nella produzione di principi attivi utilizzati in ambito oncologico, respiratorio e dermatologico.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: la partnership tra FSI e Ferlin

    FSI, la SGR guidata da Maurizio Tamagnini, ha deciso di sostenere attivamente la famiglia Ferlin, fondatrice e investitore di lungo termine del gruppo farmaceutico Sterling. Quest’ultimo è leader in Europa per la produzione di principi attivi utilizzati in ambito oncologico, respiratorio e dermatologico per trattare varie patologie. FSI, insieme a Ferlin, ha deciso di sostenere l’azienda contribuendo a favorirne il posizionamento competitivo su scala internazionale. Anche il CEO di FSI Maurizio Tamagnini si è recentemente dichiarato entusiasta della partnership. Come riportato da "Il Sole 24 Ore", si prevedono investimenti "tramite aumento del capitale, al fine di dotare Sterling delle risorse finanziarie necessarie per intraprendere un ambizioso piano di sviluppo sia organico che tramite acquisizioni". Con l’operazione la SGR arriverà a detenere il 35% del capitale.

    Sterling tra le eccellenze italiane: il commento di Maurizio Tamagnini

    "L’investimento di FSI, a supporto di Sterling ed in partnership con la famiglia Ferlin, ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di una bellissima azienda umbra nel settore della produzione dei principi attivi farmaceutici, dove l’Italia detiene una posizione di leadership a livello europeo e mondiale", ha dichiarato Maurizio Tamagnini commentando i dettagli dell’operazione. Il settore farmaceutico è da sempre centrale per le attività di FSI e costituisce uno degli ambiti prioritari. Questa scelta è coerente con la volontà di porsi come un investitore "mission-related" nell’economia italiana, così da assecondare anche gli obiettivi definiti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sterling è al momento una eccellenza del Made in Italy: come ha a più riprese sottolineato Maurizio Tamagnini, FSI continuerà ad impegnarsi per valorizzarle sul piano internazionale.

  • Maurizio Tamagnini spiega come FSI sia diventato il più grande investitore fintech d’Italia

    FSI, di cui Maurizio Tamagnini è Amministratore Delegato e Managing Partner è nata nel 2016 come spin off aziendale derivato dal Fondo Strategico Italiano del gruppo CDP.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: perché investire nel fintech?

    Prima di tutto "perché è un investimento trainante per l’economia del Paese. L’Italia, lo sappiamo, è ancora molto indietro in tema di digitalizzazione delle imprese, il nostro rapporto tra investimenti in IT e PIL è il più basso d’Europa e c’è quindi un’enorme opportunità da cogliere. Per questo FSI si è strutturata con un team appositamente focalizzato sul tech guidato dal Cio Barnaba Ravanne", afferma l’AD Maurizio Tamagnini. Negli anni la società è arrivata ad affermarsi come investitore di riferimento nel panorama italiano. Nel marzo del 2019 FSI ha chiuso la raccolta del primo fondo lanciato da FSI SGR con 1,4 miliardi di euro di impegni sottoscritti da investitori italiani e internazionali. Nell’ultimo anno ha portato a termine ben due investimenti e un reinvestimento. È recente l’annuncio della partnership avviata con il gruppo Iccrea Banca per lo sviluppo di BCC Pay, una piattaforma che secondo l’AD "andrà molto oltre".

    Maurizio Tamagnini: i traguardi e la strategia di FSI

    Più che un segreto si tratta di una strategia basata su un approccio a tre fasi. In un primo momento viene individuata la società con la piattaforma di sviluppo più promettente del suo settore, dopodiché si entra nel capitale senza però caricarla di debito affinché possa in seguito investire nella propria crescita. La seconda è una fase di affiancamento nella crescita sul territorio nazionale e internazionale. Infine, si va alla ricerca di un partner strategico con il quale reinvestire nella nuova realtà per farle compiere un ulteriore salto di sviluppo. È in questo modo, racconta Maurizio Tamagnini, che il fondo ha operato con Cedacri, il gruppo specializzato in software per il banking e i servizi cloud in cui ha investito nel 2018. Inizialmente FSI ha affiancato le banche azioniste nel capitale, supportando nel tempo il gruppo nello sviluppo dell’attività, attraverso anche due ulteriori acquisizioni, e individuando, nella fase finale, in ION Investment Group il partner ideale con cui continuare l’avventura.

  • Maurizio Tamagnini: FSI punta sul fintech, partnership con Iccrea Banca per BCC Pay

    Maurizio Tamagnini: FSI e Iccrea Banca nella partnership strategica per BCC Pay, nuova realtà italiana e indipendente nel settore dei pagamenti digitali.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: i dettagli della partnership FSI – Iccrea Banca

    Insieme per BCC Pay, nuova realtà italiana e indipendente nel settore dei pagamenti digitali. FSI, la realtà guidata da Maurizio Tamagnini, e Iccrea Banca, capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, hanno siglato una partnership strategica per lo sviluppo della nuova società di monetica. L’accordo prevede l’investimento di FSI in BCC Pay: la Sgr che Maurizio Tamagnini guida nel ruolo di AD deterrà in base all’accordo il 60% della società. L’operazione ha una valorizzazione fino a euro 500 milioni (inclusiva di una componente differita fino a euro 50 milioni) ed è soggetta all’autorizzazione delle Autorità competenti. Il closing è previsto entro l’estate 2022.

    Maurizio Tamagnini: i pagamenti digitali al centro della trasformazione delle banche

    "Siamo lieti di entrare in una partnership di lungo periodo con la terza rete bancaria italiana", ha commentato in merito l’Amministratore Delegato di FSI Maurizio Tamagnini. "Questo investimento conferma il ruolo di FSI come motore della crescita digitale e investitore di riferimento nel settore fintech italiano, dove abbiamo investito circa euro 600 milioni in quattro anni": non a caso FSI è il più grande investitore italiano in fintech, come ha ricordato l’AD anche in una recente intervista a "Milano Finanza". "I pagamenti digitali sono al centro della trasformazione delle banche e continueranno a crescere grazie a nuovi prodotti e maggiore diffusione", ha aggiunto Maurizio Tamagnini in merito all’operazione che porterà allo sviluppo di BCC Pay.

  • Maurizio Tamagnini: STMicroelectronics, accordo quinquennale con il Politecnico di Milano

    STMicroelectronics è un esempio concreto di come si possa fare azienda grande in Italia: le considerazioni del Presidente del Consiglio di Sorveglianza Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: STMicroelectronics e Politecnico di Milano, il valore dell’accordo quinquennale

    Lo scorso 14 giugno, in occasione della presentazione dell’accordo di collaborazione quinquennale sottoscritto con il Politecnico di Milano, il Presidente del Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics Maurizio Tamagnini ha parlato della leadership del Gruppo a livello globale nel settore dei semiconduttori. "Fattura oltre 10 miliardi di dollari" e in Italia "occupa più di 10.000 persone, di cui oltre il 90% laureati o diplomati": dunque "un esempio concreto di come si possa fare azienda grande" nel nostro Paese. Non a caso, come ha ricordato Maurizio Tamagnini, negli ultimi cinque anni STMicroelectronics ha investito in Italia "quasi 3,5 miliardi di euro in ricerca di base e nuovi investimenti in stabilimenti" configurandosi come "primo depositatore di brevetti" nel Paese. Merito anche di una attenta programmazione "per il medio/lungo periodo e per il lunghissimo periodo" focalizzata sul "fare tecnologia in modo forte, coerente".

    Maurizio Tamagnini: si può fare tecnologia in modo forte, coerente e con una programmazione a lungo termine

    Insieme al Politecnico di Milano, STMicroelectronics punta a creare un centro di ricerca congiunto sui materiali avanzati per sensori (Steam) fornendo a professori, ricercatori e dottorandi tutti i mezzi per concepire, disegnare e sviluppare la tecnologia Mems e per far nascere nuovi prodotti Mems (micro-electro-mechanical system). Per l’Italia un’opportunità unica come ha sottolineato il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Maurizio Tamagnini ricordando, in merito ai traguardi registrati sul fronte dello sviluppo tecnologico, il recente conferimento da parte dello IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineering) di una Milestone per il lavoro rivoluzionario di STMicroelectronics nella tecnologia di processo a semiconduttore con gate di silicio super integrato che in un unico chip per applicazioni complesse con elevati requisiti di potenza riunisce i transistor analogici ad alta precisione di un processo bipolare, i transistor di commutazione digitale ad alte prestazioni di un processo CMOS e i transistor DMOS ad alta potenza (BCD). È "quello che io chiamo il Nobel per la tecnologia", ha spiegato Maurizio Tamagnini, osservando inoltre come STMicroelectronics sia riuscita "grazie alla lungimiranza dei Governi italiano e francese a creare le condizioni per il successo dello Stato e del mercato". Fondamentale in quest’ottica anche la governance, come ha ricordato il Presidente: "È un’azienda che è stata costruita con solide fondamenta ed è un esempio per fare aziende europee che possano competere nel mondo".

  • Maurizio Tamagnini: FSI prevede di reinvestire in Cedacri dopo cessione a ION

    FSI, attraverso il fondo FSI I, ha investito in Cedacri nel dicembre 2017: da allora, l’azienda ha raggiunto risultati significativi anche sul fronte internazionale. "Abbiamo investito, certi del suo potenziale di crescita e dell’importanza strategica della società per l’intero sistema finanziario italiano", ha commentato in merito l’AD e DG Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini su Cedacri: firmato accordo con ION, FSI intenzionata a reinvestire

    È delle scorse settimane la notizia dell’accordo siglato tra FSI, guidato da Maurizio Tamagnini, e ION per la cessione della partecipazione azionaria del Fondo (27%) in Cedacri. Lo stesso hanno fatto anche le altre banche azioniste per la restante quota del 73%. In una recente nota, l’AD e DG ha sottolineato che FSI continuerà a sostenere la società e, a tal proposito, prevede di reinvestire come socio di minoranza di ION quasi raddoppiando l’attuale capitale investito. Era il 2017 quando FSI ha deciso in investire in Cedacri, in un’operazione che, in stretta cooperazione con le banche azioniste, ha consentito di rafforzare la leadership e raggiungere traguardi considerevoli, anche in ambito internazionale. Ne sono un esempio le acquisizioni di OASI, leader nel software per antiriciclaggio e segnalazioni di vigilanza, e di CAD IT, specializzata in software per l’area finanza e l’intermediazione titoli. A ciò si aggiunge la migrazione della piattaforma IT di Deutsche Bank Italia verso la piattaforma core banking di Cedacri: completata a maggio 2020, è una delle più grandi migrazioni realizzate in Italia verso una piattaforma di core banking indipendente. "Abbiamo investito in Cedacri, certi del suo potenziale di crescita e dell’importanza strategica della società per l’intero sistema finanziario italiano", ha evidenziato Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini: approccio di FSI orientato alla partnership

    "Il team di FSI", ha aggiunto l’AD e DG Maurizio Tamagnini, "dopo i precedenti investimenti di successo in SIA (sistemi di pagamento) e Metroweb (infrastrutture di rete a banda larga), ha dimostrato ancora una volta la capacità e le competenze per facilitare la crescita di un campione digitale e tecnologico italiano, accompagnandolo verso la leadership di mercato a livello nazionale e internazionale". Operazioni che dimostrano come l’ingresso nel capitale di un investitore come FSI, con un approccio paziente e orientato alla partnership, costituisca "un fattore abilitante per sviluppare il potenziale dell’azienda, accelerare la crescita, creare occupazione ed espandersi in modo sostenibile". L’intenzione, ha aggiunto Maurizio Tamagnini, è quella di proseguire a sostenere la società, in linea con un approccio di partnership di lungo periodo. "FSI continuerà a sostenere le aziende tecnologiche italiane come Cedacri", ha concluso, "con l’obiettivo di creare operatori leader per lo sviluppo di lungo termine di verticali digitali che svolgono un ruolo strategico per l’economia italiana".

  • Finance: il curriculum formativo e professionale di Maurizio Tamagnini, AD di FSI

    Ha gestito oltre un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity in più di trent’anni di carriera: il ritratto professionale di Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI.

    Maurizio Tamagnini

    FSI: la carriera internazionale del CEO Maurizio Tamagnini

    È l’attuale Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI. Maurizio Tamagnini, nato a Rimini nel 1965, si è costruito un percorso professionale di stampo internazionale. In oltre trent’anni di carriera ha gestito più di un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity, lavorando a New York, Londra e a Milano. Opera inoltre nel Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics di cui dal 2020 è Presidente (precedentemente aveva ricoperto questa carica dal 2014 al 2017) e nell’Advisory Board di RDIF – Fondo Sovrano Russo, del Business Forum Italia-Francia, del Comitato Esecutivo del Business Forum Italia-Cina, nell’International Executive Board del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) – Harvard Cancer Center di Boston USA e nell’Advisory Board della Comunità di San Patrignano. Laureatosi con lode in Economia Monetaria Internazionale presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, Maurizio Tamagnini si è specializzato successivamente negli Stati Uniti presso il Rensselaer Polytechnic Institute di Troy. Ed è sempre all’estero che si afferma professionalmente arrivando a ricoprire ruoli di rilevante responsabilità in Merrill Lynch a New York e a Londra. La nomina nel 2000 a Co-Head di Merrill Lynch Investment Banking in Italia lo riporta a Milano. Nel 2005 diventa Head of Merrill Lynch Italy e Vice Chairman of European Investment Banking: in questa posizione gestisce con successo i collocamenti azionari di Enel, Geox, De’ Longhi e coordina alcune operazioni straordinarie di rilevanza internazionale come la vendita delle divisioni componenti ottiche di Pirelli a Cisco e Corning e quella di Genco per Enel, la fusione fra Autostrade e Newco 28 per Autostrade e per conto di Benetton la cessione di Sportsystem.

    Maurizio Tamagnini: i traguardi professionali raggiunti in FSI

    È il settembre 2011 quando Maurizio Tamagnini viene nominato Amministratore Delegato di Fondo Strategico Italiano: nel gennaio 2012 diventa inoltre Presidente del Comitato Investimenti di Fondo Strategico Italiano (“FSI”) che gestisce 4,4 miliardi di euro di fondi per investimenti di capitali di rischio in aziende italiane di grandi dimensioni. Oltre a perfezionare investimenti che riguardano importanti realtà come Kedrion Group S.p.A., Metroweb S.p.A., IQ Made in Italy Investment Company S.p.A., Assicurazioni Generali S.p.A., Gruppo Hera S.p.A., Ansaldo Energia S.p.A., Valvitalia S.p.A., SIA S.p.A., Gruppo Trevi S.p.A., Inalca S.p.A., Rocco Forte Hotels, Saipem S.p.A., l’AD chiude una serie di rilevanti accordi tra cui quelli con il Fondo Sovrano Russo e con Kuwait Investment Authority (KIA). Contribuisce attivamente alla costituzione di una joint venture paritetica tra FSI e Qatar Holding LLC (QH) denominata “IQ Made in Italy Investment Company S.p.A.” (di cui è Presidente dal 2013 al 2016). Nel 2014 è invitato a operare nella task force di esperti voluta dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi (fino al 2016): inoltre in qualità di membro dell’Organization Committee ha coordinato i lavori di preparazione e realizzazione del campionato mondiale di pallavolo femminile tenutosi a Milano. Il 2016 è l’anno dello spin-off del team dell’ex Fondo Strategico Italiano: incaricato di seguire la costituzione di FSI, Maurizio Tamagnini ne diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale. La società gestisce il fondo denominato FSI I dedicato alle imprese leader del Made in Italy con prospettive di crescita, trasformazione e consolidamento nei mercati internazionali: con una dotazione di 1,4 miliardi di euro è partecipato dai principali investitori istituzionali italiani, fondi sovrani internazionali, asset manager, banche e assicurazioni europee e family offices. Negli anni sono stati perfezionati importanti investimenti in Cedacri, Adler Pelzer, Missoni, Lumson e Kedrion. Particolarmente attivo anche in ambito sociale, Maurizio Tamagnini è Presidente di Wamba Onlus, associazione no profit fondata nel 2004, e Partner di sviluppo dell’Ospedale Cattolico di Wamba in Kenya.