Autore: Ufficio Stampa

  • Milano Art Gallery: in alto i calici per la personale di Gabriella Ventavoli

    “Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività” scrive l’artista Gabriella Ventavoli riguardo il colore rappresentante la sua nuova personale. “Per amore delle piante – Un mondo verde” è il titolo scelto della mostra felicemente inaugurata ieri sera alla seconda sede della Milano Art Gallery, La Porta Verde (in via Ampère 102). Il verde, si può tranquillamente aggiungere, non solo caratterizza la tematica ambientalista qui proposta, è chiaramente portatore di un successo più che meritato, che corona un percorso partito alcuni anni fa con “Per amore del mare” e “Per amore della Terra”.

    L’evento, organizzato e presentato dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, si fa portavoce di un disegno sociale, di una presa di coscienza, di un contatto con la natura globale e intimo al contempo. Il movimento, espresso attraverso le morbide linee, con cui la Ventavoli ha connotato i suoi teleri, riprende l’intuizione leonardesca del vortice a spirale, emblema caratteristico di tutte le forme viventi.

    Voluta espressamente dall’artista in quest’arco di tempo specifico (dall’8 al 29 novembre), l’esibizione coincide con l’apertura del festival della scienza di Focus Live, il noto mensile, proprio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Gabriella Ventavoli infatti vuole sottolineare la bellezza, la forza e l’intelligenza delle piante, “sede di processi dinamici straordinari”. Nei suoi lavori, rende omaggio al dinamismo insito in questi organismi che hanno condizionato il pianeta ben prima dell’arrivo dell’uomo e continuano a farlo.

    Ma sentiamo direttamente dalla voce della pittrice che cosa si prefigge di fare con “Per amore delle piante – un mondo verde”: «Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione ambientale. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo».

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0276 280638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

  • Milano Art Gallery: l’intervista all’artista Gabriella Ventavoli

    Pochi giorni ancora e Milano si tingerà di verde con il nuovo progetto dell’artista Gabriella Ventavoli. Per amore delle piante – Un mondo verde è il titolo della personale che verrà inaugurata giovedì 8 novembre alla Milano Art Gallery, nello spazio La porta Verde di via Ampère, al numero 102. Il progetto vede l’artista impegnata nell’approfondimento di tematiche ambientaliste già da diversi anni. Questa infatti è la terza mostra interamente dedicata all’amore per il nostro pianeta.

    Spinti dalla curiosità, le abbiamo fatto qualche domanda a riguardo.

     

    Signora Ventavoli, l’8 novembre sarà a Milano, alla storica Milano Art Gallery-spazio La Porta Verde, per l’inaugurazione della sua personale Per amore delle piante – Un Mondo Verde.

    Anche in questo terzo evento desidero sottolineare la parola “amore”, perché in essa è implicita, a mio avviso, l’idea di protezione: si protegge ciò che si ama, in questo caso il mondo vegetale.

    Che cosa si aspetta da questo nuovo tassello del suo longevo progetto?

    Lo stupore e l’ammirazione per l’infinita bellezza del nostro pianeta, nelle diverse forme, mi appartiene fin da quando ero una bambina, stimolata da mia madre e dal suo modo di osservare la natura, che con la sua bellezza si opponeva allora agli orrori della guerra.

    La mia speranza è che l’arte possa, unendosi ad altre prestigiose voci, contribuire a fare apprezzare i doni che la natura ci ha dato e che dimostriamo di non saper apprezzare e proteggere.

    Può affermare che si tratti di una vera e propria campagna di sensibilizzazione ambientale per via artistica?

    Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo.

    Si è ispirata a qualcuno in particolare quando ha pensato di intraprendere questo percorso?

    Direi di no, è un progetto che nasce dal mio particolare sentire.

    Trova questa sua forma di espressione pienamente soddisfacente e congrua con il messaggio che vuole dare?

    Credo che l’arte sia un mezzo molto potente, attraverso le immagini, per veicolare messaggi di grande significato.

    In una delle sue precedenti delucidazioni, ha affermato che in queste ultime opere ha voluto infondere il movimento. Vuole spiegarci più nel dettaglio cosa intende?

    Nelle immagini delle diverse piante rappresentate ho cercato di infondere per mezzo delle linee il senso del movimento, che già Leonardo aveva riconosciuto come “vortice a spirale”, simbolo della vita organica in natura.

    Ogni sua personale ha avuto un colore predominante. Per amore dell’acqua l’azzurro, Per amore della Terra marrone. Questa vede il trionfo del verde. A quale delle sue opere è più legata e per quale motivo?

    Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività. Per quanto riguarda le mie opere, sono tutte ugualmente amate come fossero figli.

    Molti degli alberi dipinti sono da frutto. C’è una particolare ragione per questa ristretta selezione? E come si inserisce il nono telero?

    Gli alberi ci proteggono con le loro foglie verdi per mezzo della funzione clorofilliana, e anche ci nutrono con i loro frutti. Visto il numero delle opere, mi sembra una giusta percentuale.

    Amazzonia, il polmone verde della terra, ricco di biodiversità e di svariate forme di bellezza, mi ha permesso di esprimere l’elemento onirico con la  rappresentazione di questa parte del nostro pianeta per significare ciò che dobbiamo preservare per la nostra vita.

    Di questi percorsi distinti quale le ha dato maggiori soddisfazioni?

    Ogni percorso ha rappresentato per me la gioia di esprimere attraverso le immagini sentimenti ed emozioni.

    In quale invece ha incontrato più difficoltà?

    A dire il vero, il piacere di esprimermi, in ogni opera, mi ha fatto superare le eventuali difficoltà.

    In tutto questo si iscrivono la figura del direttore Salvo Nugnes e la Milano Art Gallery, con cui ormai collabora da diverso tempo. Come mai ha scelto nuovamente di esporre con loro?

    La collaborazione con il direttore Salvo Nugnes è dovuta alla sua spiccata sensibilità verso i temi che mi sono prefissa di portare avanti anche in futuro.

    La domanda sorge spontanea: il progetto continuerà oppure ne comincerà uno completamente nuovo?

    Ogni progetto nuovo non nasce senza radici.

  • Spoleto Arte rinnova la partnership con Delvi Carpenteria per Premio Modigliani

    Mancano pochi giorni dall’inaugurazione della mostra-evento Premio Modigliani, che verrà inaugurata sabato 13 ottobre a Spoleto, a Palazzo Leti Sansi e a Casa Modigliani. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, vedrà ancora una volta Delvi Carpenteria SRL collaborare in qualità di partner.

    L’azienda, già presente nell’orizzonte organizzativo di Spoleto Arte con la recente esibizione di Spoleto Arte incontra Venezia, vanta un’esperienza trentennale. Punto di riferimento nel settore del serramento, Delvi Carpenteria si premura di ricercare materiali innovativi e di qualità, anche per estetica. Il cliente rimane sempre la motivazione da cui partire e l’obiettivo a cui mirare per migliorarsi per quest’azienda che si è sviluppata a partire dalla produzione di manufatti in legno. Ad oggi il catalogo dei prodotti si è ampliato considerevolmente occupandosi di infissi, persiane, vetrate, porte interne, tettoie e altro ancora.

    Forte di questa partnership, il Premio Modigliani porta al vernissage la partecipazione di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, del noto fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, di Umberto De Augustinis, sindaco di Spoleto e presidente del Festival dei Due Mondi, del direttore d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia Silvia Casarin Rizzolo, di Antonietta di Vizia della Rai e della giornalista e scrittrice Valentina Orlando.

    È inoltre previsto un contributo video con Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Milano Art Gallery: l’emozionante taglio del nastro per la personale di Manuela Andreoli

    La mostra Città che girano ha portato una ventata d’aria nuova alla Milano Art Gallery di via Alessi 11. Venerdì 5 ottobre l’esposizione dell’artista Manuela Andreoli è stata infatti inaugurata al cospetto di un nutrito pubblico. Quest’ultimo si è dimostrato decisamente interessato a un’arte che, a detta del direttore Salvo Nugnes, ha tutte le carte in regola per costituire un linguaggio di tipo internazionale. Presenti anche il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e monsignor Mapelli, arcivescovo primate della Chiesa cristiana antica cattolica e apostolica.

    L’evento, organizzato e presentato dal direttore delle Milano Art Gallery, manifesta l’intento di condurre per mano l’osservatore all’interno della storica sede nel cuore di Milano e di fargli scoprire l’anima della ricerca dell’artista. Attraverso la sua produzione più recente, Manuela Andreoli dispiega sulla tela un numero limitato di cromie. Rosso, bianco, nero e grigio diventano così espressione di una libertà di immaginazione e contaminazione che mira al carattere dell’essenza delle cose, delle emozioni.

    Il suo percorso artistico è maturato a partire dagli anni Duemila, quando Manuela si concentra sull’espressione del non visibile e sulla sperimentazione di materiali e tecniche diverse. La sua arte è pienamente concettuale e ritrova in questa condizione la sua libertà. Il principio unico e universale è il soggetto interpretato, la linea guida e la spinta propulsiva della ricerca dell’Andreoli.

    Alla Milano Art Gallery è finalmente possibile ammirare e seguire, leggere e scoprire il codice poetico con cui l’artista ha voluto convogliare un concetto tanto assoluto quanto astratto come l’Essere in un unicum temporale e spaziale.

    Nella sede che ha ospitato Guttuso, De Dominicis e molti altri grandi maestri italiani, Città che girano rimarrà accessibile gratuitamente al pubblico fino al 19 ottobre 2018. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

     

  • Premio Modigliani: Spoleto Arte riconosce così il talento

    Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, celebra gli artisti con la prestigiosa mostra Premio Modigliani che si terrà, dal 13 ottobre al 10 novembre, presso lo storico Palazzo Leti Sansi, struttura del Seicento, ubicato in via Arco di Druso, 37 e a Casa Modigliani presso Palazzo Montani, in piazza Fontana 3 a Spoleto.

    Il vernissage e la cerimonia di premiazione sono previsti sabato 13 ottobre, alle 17 e vedranno la preziosa partecipazione di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, di Roberto Villa, noto fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, di Josè Dalì artista e figlio di Salvador Dalì, di Umberto De Augustinis sindaco di Spoleto e Presidente del Festival dei Due Mondi, di Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, di Antonietta Di Vizia della Rai, di Valentina Orlando, giornalista e scrittrice, e del manager della cultura Salvo Nugnes, organizzatore dell’evento e presidente di Spoleto Arte. È previsto un contributo video di Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi.

    Il Prof. Alberto D’Atanasio afferma: «Il Premio Modigliani, è un riconoscimento internazionale che mira a far riscoprire un maestro importante del Novecento, un maestro italiano. Ogni pittore che vi partecipa è chiamato a scoprire l’idea stessa che ha “mosso” Amedeo Modigliani a scoprire l’anima, a dare volto al trascendente, a ciò che non può avere immagine, perché è emozione. L’artista selezionato farà sì che l’anima trovi figura, trovi colore e forma, per dar vita all’immaginario. Il Premio prende il nome dell’artista stesso. Le emozioni, le relazioni indefinibili, le percezioni, le attività psichiche, l’amore e il temperamento erano alla base della sua vita. Vibrava per le emozioni, emanava un’energia interiore».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Cortina: Spoleto Arte brinda alla mostra con Amanda Lear e Salvador Dalí

    Tra le tante reunion che l’Italia ha visto negli ultimi anni non poteva mancare quella artistica tra Salvador Dalí e la sua musa ispiratrice, Amanda Lear. Cortina in Arte, a cura del prof. Vittorio Sgarbi, è la mostra che ha permesso l’attesissimo incontro. Inaugurata sabato 28 luglio al prestigioso Miramonti Majestic Grand Hotel*****, l’esibizione ha riscosso immediato successo. L’elegante struttura, ricordata per essere stata scelta da numerose celebrità del mondo cinematografico e televisivo, in Località Pezié 103, è nuovamente meta centrale per questo esclusivo avvenimento artistico.

    Il vivace vernissage è stato animato dagli interventi del sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina, di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, della giornalista e scrittrice Valentina Orlando, del direttore dell’orchestra del Teatro la Fenice Silvia Casarin Rizzolo, dell’organizzatore dell’evento Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, e del pianista di fama internazionale Francesco Marano.

    In allestimento, oltre a una quarantina di opere della nota Amanda Lear, alle foto di repertorio con l’indimenticabile Salvador Dalí e alle serigrafie di quest’ultimo, si possono ammirare nella hall del grandioso Miramonti Majestic Grand Hotel**** fino al 25 agosto anche le creazioni di altri artisti contemporanei, tra cui Imelda Bassanello, Elena Borboni, Margherita Casadei, Rosanna Cecchet, Rolando Conti, Emanuela Crivellaro, Alberto Curtolo, Stefania Fietta, Maurizio Guglielmi, Fabrizio Loiacono, Mario Mattei, Rolando Rovati, Donatella Saladino, Gino Sambucco, Elettra Spalla Pizzorno, Fredericha Taccari, Federico Tamburri, Barbara Trani e Flavio Zoner.

    Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected] o ancora visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • In mostra con Schifano: Spoleto Arte a cura di Sgarbi supera tutte le aspettative

    Vernissage indimenticabile, quello tenutosi giovedì 26 luglio al prestigioso Palazzo Leti Sansi a Spoleto. In mostra con Schifano riconferma la calorosa accoglienza ricevuta dal precedente allestimento con Spoleto Arte, sempre organizzato dal manager di volti noti e presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes. Anzi, raddoppia semmai il successo, con il prezioso cammeo del curatore Vittorio Sgarbi, che qui ha voluto tenere una conferenza assieme agli artisti in esposizione e ad altri numerosi ospiti illustri.

    Tra questi ha presenziato all’imperdibile appuntamento anche il sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis, Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, Valentina Orlando, scrittrice e giornalista, Patrick Ray Pugliese di Striscia la Notizia e Pomeriggio Cinque e, ovviamente, l’organizzatore stesso, Salvo Nugnes, in qualità di moderatore.

    Nel corso dell’inaugurazione, com’era stato preannunciato, agli artisti è stato riservato il posto d’onore. Molti infatti sono stati i riconoscimenti conferiti agli autori. Il primo premio è andato a Sergio Cavallerin e, a seguire, il secondo e il terzo rispettivamente a Maria Pia Severi e ad Angiolina Marchese. A Michal Ashkenasi è stato assegnato il Premio Spoleto Arte, quello in nome di Mario Schifano a Rosangela Giusti. Interessante scelta quella caduta su Alberto Curtolo per la sezione Giovani Talenti e su India Blake per quella riservata all’Artista Internazionale. Continuando, il premio Monte Carlo è stato assegnato a Rina Del Bono, il premio Sgarbi a Federica Marin, quello alla carriera a Vincenzo Cossari. E ancora, il premio Arte Contemporanea a Lucio Palumbo, il premio Creatività a Valeria Grinfan Toderini e Due Mondi a Rolando Rovati.

    Le menzioni speciali sono invece state destinate a: Maria Brunaccini, Rolando Conti, Nicola Pica, Claudia Salvadori, Rosanna Cecchet, Alessandro Negrini, Flavio Zoner, Barbara Trani, Stefano Grasselli, Mimmo Emanuele, Nicoletta Alvisini, Concetta Capotorti, Graziella Modanese, Elena Sirtori, Elettra Spalla Pizzorno, Gloria De Marco e Lisa Perini.

    Fino al 23 agosto inoltre sarà possibile ammirare a Palazzo Leti Sansi le opere degli artisti che hanno aderito a In mostra con Schifano: Giovanni Alparone, India Blake, Maria Brunaccini, Concetta Capotorti, Sergio Cavallerin, Mauro Cominoli, Rolando Conti, Felice Cremesini, Marina Crisafio, Milena Crupi, Alberto Curtolo, Guy De Jong, Rina Del Bono, Italo Duranti, Lucia Fiaschi, Stefania Fietta, Nathalie Froment, Maria Giachetti, Renato Giordano, Giorgio Gost, Stefano Grasselli, Valeria Grinfan Toderini, Maria Franca Grisolia, Stephanie Holznecht, Massimo Mariano, Giuseppe marino, Mauro Martin, Silvana Mascioli, Enrica Mazzuchin, Andreas McMuller, Graziella Modanese, Carla Negri, Alessandro Negrini, Roberto Pasquinelli, Lisa Perini, Margherita Picone, Luigi Prevedel, Antonella Rollo, Michela Rompato, Rolando Rovati, Rocco Rusiello, Donatella Saladino, Claudia Salvadori, Gino Sambucco, Elena Sirtori, Giuseppina Spadola, Elettra Spalla Pizzorno, Andrea Spuntarelli, Federico Tamburri, Remo Tesolin, Enrico Tomassi, Luciano Tonello, Barbara Trani, Paolo Uttieri, Gabriella Ventavoli, Cinzia Viola, Lina Zenere e Susy Zucchi.

  • La voce più bella del mondo, Katia Ricciarelli, celebra in un memorial Mariuccia Bianco

    Mercoledì 8 agosto, alle ore 21, presso le Tenute Orestiadi a Gibellina si terrà un grande concerto della divina della lirica Katia Ricciarelli accompagnata dal tenore Francesco Zingariello. L’iniziativa è organizzata dal suo manager Salvo Nugnes ed è promossa dall’avvocato Giuseppe Ferro in onore e memoria della moglie, l’avvocato Mariuccia Bianco, scomparsa prematuramente a causa di un male incurabile.

    Dotata di un timbro etereo, morbido e luminoso, sonoro ma anche agile e sorretto da una buona preparazione tecnica, Katia Ricciarelli ha cantato in tutto il mondo con un repertorio operistico vastissimo dal debutto nel 1969 con La bohème di Puccini, passando per Bellini, Verdi, Donizetti, Rossini e tutti i grandi autori italiani e stranieri. La soprano ha conquistato alcune delle più prestigiose scene internazionali: la Grand Opéra di Parigi, Covent Garden, la Scala di Milano e la Metropolitan Opera. E queste sono solo alcune delle fantastiche esibizioni che hanno portato la sua voce lirica al grande successo nella musica classica.

    Il suo canto eccezionale esprime una sintesi in equilibrio sempre stabile, tra classico e pop, tra importante e leggero, tra solido e delicato, tra antico e contemporaneo. Un evento di classe deciso ad abbattere le frontiere culturali del concerto classico, un incalzare di ritmi che alternano canzoni e romanze, arie e duetti. Un repertorio capace di emozionare e stupire tutti: attraverso la fantastica interpretazione degli artisti e con le loro voci dense di spiritualità, dove ondeggiano amore, passione, desiderio, dolore ed ironia.

    Per info è possibile contattare il numero 0424 525190, scrivere a [email protected]  oppure visitare il sito www.agenziapromoter.it.

  • Intervista all’avvocato Giuseppe Ferro in occasione del concerto di Katia Ricciarelli

    Mancano davvero pochi giorni al concerto della divina della lirica Katia Ricciarelli che sarà accompagnata dal tenore Francesco Zingariello. Previsto per mercoledì 8 agosto, il Memorial Mariuccia Bianco si terrà alle ore 21, presso le Tenute Orestiadi a Gibellina. L’iniziativa è organizzata dal suo manager Salvo Nugnes ed è promossa dall’avvocato Giuseppe Ferro in onore e memoria della moglie, l’avvocato Mariuccia Bianco scomparsa prematuramente a causa di un male incurabile. Abbiamo così intervistato l’avvocato Ferro.

    Perché ha scelto la voce di Katia Ricciarelli per ricordare sua moglie Mariuccia Bianco?

    La scelta deriva dal contrasto tra il sorriso e la sofferenza. Mia moglie ha affrontato la sofferenza con il sorriso così come la bravissima Katia.

    Ha mai conosciuto di persona o visto un concerto della Ricciarelli accompagnata dal tenore Francesco Zingariello?

    Di persona non ho avuto il piacere di conoscerli, tuttavia ne ho da sempre apprezzato le doti sia artistiche che personali.

    Sarà di certo un evento molto emozionante. Il concerto sarà ad ingresso libero?

    Lo spirito dell’iniziativa è quello della solidarietà. Tanta gente negli eventi precedenti ha partecipato e le donazioni sono state copiose. Anche per il nostro evento sia le donazioni che l’ingresso sono liberi.

    Vedrà il contributo delle istituzioni e del suo comune?

    Non vi è contributo di alcuna natura tranne il patrocinio gratuito sia del comune di Gibellina che dei Comuni della Valle del Belice sia dell’Assessorato Regionale alla Salute, della Fondazione Orestiadi, del Rotary Club di Salemi, perché ritengono che l’evento è di grande levatura sociale.

    L’iniziativa si terrà presso le tenute Orestiadi a Gibellina. Ci descrive questa location?

    Il Baglio che ospiterà l’evento è stato da me realizzato rispettando le forme e i colori mediterranei. È sede di grandi eventi nonché delle Notti d’Estate Gibellinesi. Tra i tanti partecipanti è stato apprezzato da Tornatore, che ha lì realizzato un evento.

    Com’è nata la collaborazione col manager della cultura Salvo Nugnes?

    L’ottima collaborazione con il manager Nugnes è nata grazie all’intervento di un comune amico Nino Ippolito.

    Sappiamo che ha organizzato serate ed eventi di beneficenza a sostegno dell’Istituto Europeo di Oncologia di Umberto Veronesi. Ne ricorda qualcuno in particolare?

    Il primo evento è stato realizzato nell’anno 2016  in presenza di mia moglie e con un riconoscimento ufficiale da parte della Prof.ssa Colombo, direttore del Reparto di Oncologia presso l’IEO. Spero di aver contribuito in modo propositivo al diffondersi delle iniziative.

  • Cortina in Arte a cura di Vittorio Sgarbi in partnership con Big – Broker Insurance Group

    Ritorna per la mostra Cortina in Arte, a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi la partnership vincente tra Spoleto Arte e BIG-Broker Insurance Group. L’esposizione ospiterà una quarantina di opere della celebre Amanda Lear, assieme a delle foto e a un video di repertorio con Salvador Dalì. L’evento si terrà da sabato 28 luglio, giorno del vernissage, al 25 agosto al Miramonti Majestic Grand Hotel, in Località Pezié 103, a Cortina d’Ampezzo.

    Tra i nomi che daranno il loro contributo a Cortina in Arte spiccano Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, il direttore Ansa Lombardia Vincenzo Di Vincenzo, Daniela Testori, direttore di Testori Comunicazione, Valentina Orlando, giornalista e scrittrice, Salvo Nugnes, manager di noti personaggi della cultura e dello spettacolo, e il pianista di fama internazionale Francesco Marano.

    Non nuovo a questo tipo di manifestazioni, Big-Broker Insurance Group nasce negli anni Settanta  con Massimo Ciaccio, suo fondatore, consigliere e AD del gruppo. Agli inizi del 2000 la società di intermediazione assicurativa vede l’affiancamento del figlio Gabriele, attuale responsabile delle divisioni Fine Art e Special Risks, dei rapporti con il mercato assicurativo internazionale. Coverholder dei Lloyd’s di Londra, BIG-Broker Insurance Group è in grado di fronteggiare qualsiasi esigenza assicurativa individuando le soluzioni più vantaggiose sul mercato. Ogni rischio viene valutato in modo specifico e professionale, fornendo un’assistenza precisa alla propria clientela.

    Ogni anno BIG-Broker Insurance Group organizza eventi prestigiosi in esclusive location. La Pinacoteca di Brera a Milano e la Galleria degli Uffizi a Firenze configurano tra queste. Il coinvolgimento di grandi personalità del mondo dell’arte e della cultura infine consente una condivisione di atmosfere emozionanti, accompagnate da spunti musicali ed enogastronomici. Tra le ultime manifestazioni che hanno visto la partnership fra Spoleto Arte e BIG-Broker Insurance Group vi sono la Pro Biennale di Venezia, tenutasi a Palazzo Grifalconi Loredan e allo Spoleto Pavilion dall’8 al 29 maggio, e la mostra Spoleto Arte, presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto dal 30 giugno al 25 luglio.

  • Nel nome di Light and Space: gli scatti di India Blake a Spoleto Arte

    Viene dal Massachusetts la fotografa che, prima a Roma e poi a Spoleto, quest’estate ha riscosso successo e ammirazione da parte di pubblico e critica. India Blake, originaria di Cambridge, ha presentato per la seconda volta in Italia i suoi scatti paesaggistici. Così, dopo The Heart of the West del 2013, è la volta di Light and Space, vera scoperta all’interno del Festival dei Due Mondi. L’evento, giunto alla sua 61ª edizione, è noto per la costante presenza di personaggi famosi in tutto il mondo, tra cui Robert Wilson, Roberto Bolle, Woody Allen, Eleonora Abbagnato, Riccardo Muti e altri ancora.

    Non poteva quindi mancare, in tale contesto, un’artista a tutto tondo come India Blake. Infatti, dopo aver studiato Letteratura europea, la giovane statunitense si forma alla Neighborhood Playhouse School del teatro di Manhattan, dove sviluppa le sue abilità nel canto, nella danza e nella recitazione. La sua personalità eclettica la porta anche a interessarsi di scultura, dalla quale prende forma Mood Stone, manufatto che è divenuto un pezzo permanente della collezione del Grounds for Sculpture ad Hamilton, in New Jersey.

    Trova la sua piena espressione tuttavia nella fotografia. I suoi scatti, esposti al Piram Hotel di Roma (dal 22 al 28 giugno) e a Palazzo Leti Sansi a Spoleto (dal 30 giugno al 25 luglio), delineano i vasti spazi dove terra, oceano e cielo si mostrano in tutta la loro forte presenza. Di fronte a questi paesaggi immensi dove il tempo sembra essersi fermato per sempre a preservarne la bellezza, lo sguardo di chi osserva viene inevitabilmente catturato. Suscitata la sua intima commozione, il visitatore si trova per un attimo perso nella propria wanderlust che, oltre a essere fisica, si rispecchia anche nella concezione di sé rispetto all’universo, permettendo quindi di esplorare mediante i propri sensi. Come? India Blake viaggia molto e in tutto il mondo alla ricerca di quelle immagini che riescano a toccarla da vicino. Il risultato è visibile e il fruitore può percepire a pelle il talento dell’artista nel trasferirgli di volta in volta quanto l’ha colpita attraverso una pellicola. Ciò che vi rimane impressionato è un insieme di emozioni e sensazioni in cui l’uomo si trova libero e in comunione con il tutto.

    Light and Space si configura pertanto come un biglietto di inestimabile valore, che porta verso un’unica destinazione: i luoghi dell’anima. Valido fino al 25 luglio, però, giorno in cui la sua esposizione, organizzata da Salvo Nugnes, manager della cultura e presidente di Spoleto Arte, terminerà.

  • Cortina in Arte con Amanda Lear e Salvador Dalì, a cura di Vittorio Sgarbi

    Si inaugura la stagione vacanziera anche per Spoleto Arte, che non perde l’occasione per proporre agli artisti una mostra che li porterà sulle alture alpine. Si tratta di Cortina in Arte con le splendide opere di Amanda Lear e di Salvador Dalì, più le loro foto storiche e un video di repertorio. L’esibizione è a cura di Vittorio Sgarbi. Organizzata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, manager di noti personaggi della cultura, della televisione, l’esposizione si terrà dal 28 luglio al 25 agosto al rinomato Miramonti Majestic Grand Hotel***** in Località Pezié 103, a Cortina d’Ampezzo. La struttura è celebre per aver ospitato  personaggi illustri del mondo cinematografico e televisivo.

    L’inaugurazione avrà luogo proprio sabato 28 luglio alle 18 con il contributo di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, del direttore Ansa Lombardia Vincenzo Di Vincenzo, di Daniela Testori, direttore di Testori Comunicazione, di Valentina Orlando, giornalista e scrittrice, e, naturalmente, del manager di noti personaggi della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes e di Francesco Marano, pianista di fama internazionale.

    La Regina delle Dolomiti si presta perfettamente come straordinaria location per uno degli incontri artistici più originali del programma di Spoleto Arte. La presenza delle opere e degli scatti di Amanda Lear e Salvador Dalì farà infatti da splendido accompagnamento per i lavori di artisti più o meno affermati. E non solo Cortina, ma lo stesso Miramonti Majestic Grand Hotel offre, con la sua storia e la sua ospitalità, un ottimo pretesto per approfittare dello charm del luogo e farlo proprio. Cortina in Arte si propone dunque come meta di percorsi artistici che difficilmente avrebbero la possibilità di incontrarsi a distanza non solo logistica e stilistica. Qui infatti si ritrovano armonicamente assieme anche culture e tempi differenti.

    Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected] o ancora visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Spoleto Arte insegue la via del successo con “In mostra con Schifano”

    In mostra con Schifano, così Spoleto Arte, che continua a riscontrare successo di pubblico e media risalendo le classifiche, ha deciso di intitolare il suo nuovo “singolo”. Giovedì 26 luglio la data dell’atteso vernissage, che prenderà il via alle 17 sulle orme di Spoleto Arte. Sempre nello storico Palazzo Leti Sansi, in via Arco di Druso 37 a Spoleto, la mostra vanta la presenza di notevoli personalità illustri. E non si parla solo del grande maestro Mario Schifano, in allestimento assieme a molti altri artisti contemporanei italiani e stranieri.

    In primis, la menzione d’onore va al prof. Vittorio Sgarbi, che presenzierà il giorno dell’inaugurazione regalando ai presenti una visita nell’arte del genio nato in Libia. Contribuiranno alla riuscita della manifestazione anche José Dalì, figlio di Salvador Dalì, Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, il noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e il manager della cultura Salvo Nugnes, organizzatore e presidente di Spoleto Arte.

    Nella serata inaugurale un ruolo di primo piano verrà affidato agli artisti partecipanti, che diventeranno i veri protagonisti della manifestazione. Questo perché verranno premiati con diversi e prestigiosi riconoscimenti a seconda della loro personale carriera. Il momento a loro riservato è perciò quello iniziale, a sottolineare così la continuità con Spoleto Arte, contribuendo con un gesto significativo per il loro percorso artistico.

    In mostra con Mario Schifano diventa così un’occasione irripetibile sotto vari aspetti, dalla presenza di forti personalità alla presentazione delle opere esposte. Un’oasi culturale nel cuore di una città storica come Spoleto. L’esibizione rimarrà aperta gratuitamente al pubblico fino al 23 agosto.

    Per maggiori informazioni è possibile contattare l’ufficio di Spoleto Arte allo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • India Blake a Spoleto Arte a cura di Sgarbi: un susseguirsi di successi

    La prestigiosa mostra Spoleto Arte si è arricchita di un originale accento statunitense con la personale della celebre fotografa India Blake. Inauguratasi il 30 giugno a Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso 37, Spoleto, PG), l’esposizione organizzata dal manager di personaggi noti Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha ottenuto notevole rilevanza mediatica in breve tempo. Non è mancata la presenza di numerose personalità del calibro di Vittorio Sgarbi, del presidente del Festival dei Due Mondi Giorgio Ferrara, di Alberto d’Atanasio di Casa Modigliani e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì. Gli interventi del biografo di Versace e Armani Tony Di Corcia, del sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis e del pianista di fama internazionale Francesco Marano hanno inoltre contribuito a rendere l’evento qualcosa di unico.

    In questo quadro di frizzante mondanità si è inserita perfettamente India Blake. I suoi scatti fotografici hanno catturato un posto in primo piano nella manifestazione e continueranno a farlo fino al 25 luglio. Questo il termine entro cui poter visitare la sua personale, in contemporanea con la collettiva Spoleto Arte, al cui interno si può trovare in allestimento anche una mostra del maestro Mario Schifano.

    Il talento di India Blake si dimostra tanto in fotografia quanto in altre discipline artistiche, dalla scultura al teatro. Poetessa pluripremiata, l’artista si specializza sulla natura, sugli animali e la ritrattistica. Proprio la passione per i grandi spazi l’ha condotta a viaggiare molto, esponendo in diverse gallerie degli Stati Uniti e dell’Europa. Una delle sue ultime tappe è stata Roma, al prestigioso Piram Hotel, location che ha ospitato in Light and Space le sue fotografie dal 22 al 28 giugno, altro suo importante successo.

    Ma è da ricordare anche un altro importante momento di focus mediatico per la sua personale a Spoleto Arte, il Premio Margherita Hack. La cerimonia di premiazione di insigni personalità del mondo della cultura e dello spettacolo ha ospitato sempre a Palazzo Leti Sansi i premiati dell’edizione 2018. Domenica primo luglio, a seguito dell’evento, le sue opere sono state ammirate da Carolyn Smith, presidente di giuria dello show Ballando con le Stelle di Rai Uno, premiata per l’eccellenza femminile, e da Vladimir Luxuria, conduttrice televisiva e scrittrice, componente della giuria, presieduta dal prof. Francesco Alberoni, sociologo di fama internazionale.

    Per tutte le informazioni è possibile chiamare al numero 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Premio Canaletto: il riconoscimento che Spoleto Arte conferisce al talento

    A tutti gli artisti, professionisti e imprenditori che si sono distinti per i loro meriti artistici il comitato di Spoleto Arte ha conferito il prestigioso Premio Canaletto. Attività e talento sono stati riconosciuti da importanti personalità del mondo della cultura, tra cui il critico Vittorio Sgarbi, il soprano Katia Ricciarelli, Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, Luigino Rossi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, il manager della cultura Salvo Nugnes e altri ancora.

    Diversi per stili, età e provenienza, non solo settoriale, i premiati che dalla cerimonia alla Scuola Grande di San Teodoro – avvenuta durante l’esposizione Il Carnevale dell’Arte a Venezia – a oggi si sono visti conferire l’esclusivo riconoscimento sono un gruppo eterogeneo. Eccone i nomi: Ass. Monsignor Ermenegildo Fusaro, Walter Accigliaro, Gianni Balzanella, Yasmina Barbet, Gianfranco Bartolomeoli, Olga Belsito, Arturo Berlati, Lisa Bertè, Fabrizio Berti, Aase Birkhaug, Margherita Blonska Ciardi, Paola Bona, Cinzia Bulone, Brigitte Cabell, Giulietta Calzini, Monica Campanaro, Giovanna Capararo, Roberto Cardone, Margherita Casadei, Rosanna Cecchet, Daniela Cicognini, Mauro Cominoli, Maria Pia Contento, Aurora Bonanno Conti, Emanuela Corbellini, Domenica Cosoleto, Felice Cremesini, Milena Crupi, Antonio D’Antini, Giovanna Da Por, Gino Dalle Luche, Rina Del Bono, Daniela Delle Fratte, Giovanna Demegni, Amalia Di Domenico, Jacqueline Domin, Markus Markovic Dragan, Italo Tancredi Duranti, Mimmo Emanuele, Chiara Maria Francesca Fassari, Stefania Fietta, Gabriele Franceschetti, Wenjun Fu, Giuliana Maddalena Fusari, Sergio Gandossi, Maria Giachetti, Roberto Giacco, Angela Giovanetti, Rosangela Giusti, Stefano Grasselli, Irene Nunzia Grieco, Valeria Grinfan Toderini, Maria Franca Grisolia, Guillermina Guikni Rivera, Kathleen Marghaert Charity B. Hernandez, Stephanie Holznecht, Nadia Latilla, Massimo Mariano, Maura Manfrin, Angiolina Marchese, Lino Marchitto, Federica Marin, Tiziano Martelli, Gabriella Martino, Silvana Mascioli, Grazia Massa, Raffaele Mazza, Barbara Melcarne, Carla Moiso, Karin Monschauer, Moris, Giuseppe Oliva, Lucio Palumbo, Antonio Pamato, Agnes Parcesepe “Agili”, Francesco Passero, Giuseppe Persia, Sara Pezzoni, Maria Petrucci, Nicola Pica, Daria Picardi, Andrea Pitzalis, Sigrid Plattner, Dannie Praed,Emanuela Raneri, Sergio Rapetti, Anna Reber, Piero Ricci, Simona Robbiani, Simona Sottilaro, Brigitta Rossetti, Rolando Rovati, Donatella Saladino, Paola Serra, Maria Pia Severi, Massimo Soldi, Elettra Spalla Pizzorno, Albertino Spina, Federico Tamburri, Remo Tesolin, Le Thuy Ai, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Cesare Triaca, Jack Tuand, Giovanna Valli, Emel Vardar, Enzo Viscuso, Bruno Zaffanella e Flavio Zoner.

  • Spoleto Arte sigla il successo di The Great Italian Art in London

    Si è inaugurata lunedì 9 luglio nella centralissima Crypt Gallery (Euston Road) a Londra l’originale mostra The Great Italian Art in London. A poche ore dalla chiusura del primo weekend di uno dei più importanti festival del Regno Unito, il British Summer Time, che ha visto partecipi anche Zucchero, Santana e altri grandi cantanti, l’esposizione ha riscontrato una notevole affluenza di pubblico.

    A capo dell’organizzazione dell’evento artistico vi è ancora una volta il manager Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, il quale ha voluto portare alla Crypt Gallery anche alcune icone del Novecento come Renato Guttuso, Eugenio Carmi, Marco Lodola, Mario Schifano, Fausto Pirandello e Gino De Dominicis.

    A poca distanza dalle redazioni «The Guardian» e «Time out», due delle più importanti testate giornalistiche del mondo anglosassone, The Great Italian Art in London si presenta alla capitale con un nutrito gruppo di artisti. Eccoli qui citati: Corrado Avanzi, Umberto Barillaro, Imelda Bassanello, Anna Borgarelli, Roberto Cardone, Germano Costa, Daniela Delle Fratte, Amalia Di Domenico, Italo Duranti, Mimmo Emanuele, Enrico Franceschetti, Jacqueline Gallicot Madar, Benedetta Jandolo, Tashi Khan, Ilaria Leganza, Mauro Martin, Enrica Mazzuchin, Renate Merzinger-Pleban, Loredana Messina, Vittorino Morari, Giuseppe Notarbartolo, Antonio Pamato, Katiuscia Papaleo, Giovanni Pelini, Maria Petrucci, Matteo Piacenti, Silvia Polizzi, Rolando Rovati, Mario Salvo, Beatrice Santarelli, Angela Scialpi, Elettra Spalla Pizzorno, Fedora Spinelli, Emel Vardar, Giuseppe Varuzzi e Flavio Zoner.

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, mandare una mail a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Milano Art Gallery ospita la personale dell’artista Daniela Delle Fratte

    Rientra dall’emozionante tour in Russia con i Mondiali dell’Arte la talentuosa artista Daniela Delle Fratte, conosciuta sotto lo pseudonimo DiDiF. La mostra, organizzata da Spoleto Arte, si è tenuta il 10 e il 13 giugno, rispettivamente a San Pietroburgo e a Mosca, e, a distanza di un mese, la pittrice si prepara a inaugurare la sua personale mercoledì 11 luglio alla Milano Art Gallery.

    In via G. Alessi 11, nel cuore di Milano – la storica galleria, ricordata da molti come la sede di riferimento del Maurizio Costanzo Show, con un giovane Vittorio Sgarbi che dava i consigli per gli acquisti delle opere d’arte – l’evento organizzato dal manager dei VIP Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, avrà inizio dalle 18.30.

    In vista dell’attesa esposizione, ci apprestiamo dunque a conoscere meglio l’artista romana, classe 1961, che, dopo aver frequentato il Liceo scientifico, si laurea in Sociologia alla Sapienza.

    All’origine dei suoi lavori vi è la volontà di trasmettere delle sensazioni attraverso un’indagine, un confronto e, infine, una rappresentazione dei sentimenti umani attraverso i fenomeni della natura. Le sue opere arrivano perciò a parlare di lei e di noi.

    Scrive così Salvo Nugnes sul suo conto: «Nessuno più di Daniela Delle Fratte riesce a raffigurare il cosmo di emozioni che nasce in noi e ci travolge attraverso paesaggi naturali idilliaci. L’esterno coincide con l’interno e lo rivela innalzandolo a poesia. Così in Fonte emotiva una cascata fa da tramite tra cielo e terra, trasformandosi da nube a lago placido. Un ciclo mutevole di sentimenti che colma con la sua forza dirompente l’animo dell’uomo. A guardare il dipinto l’osservatore può ritrovare la pace dei sensi: pure essendoci dei violenti scossoni, la pienezza dell’esistenza pervade ogni cosa».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.milanoartgallery.it .

  • Crypt Gallery: Spoleto Arte in mostra con Guttuso, Schifano e i grandi artisti contemporanei

    A seguito del successo della mostra Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, il già ricco programma di Spoleto Arte si impreziosisce con The Great Italian Art in London. Vista anche l’eccezionalità della precedente edizione con la personale di Amanda Lear, l’esposizione arriva il 9 luglio a Londra per inaugurare la collettiva alla Crypt Gallery. Situata nel centro nevralgico della città, in Euston Road, la location si trova a due passi dalle redazioni di due delle più grandi testate giornalistiche inglesi, «The Guardian» e «Time out».

    Organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, la mostra ospiterà le opere di grandi artisti del Novecento italiano, tra i quali si annoverano i nomi dei ben noti Renato Guttuso, Eugenio Carmi, Marco Lodola, Mario Schifano, Fausto Pirandello e Gino De Dominicis.

    Per la sua particolarità, a partire dal 2002 la cripta, dove si terrà l’atteso evento, è divenuta sede di prestigiose mostre d’arte proveniente da tutto il mondo. E proprio The Great Italian Art in London diventa la perfetta occasione per portare in primo piano artisti di rilievo come Corrado Avanzi, Umberto Barillaro, Anna Borgarelli, Roberto Cardone, Germano Costa, Amalia Di Domenico, Italo Duranti, Mimmo Emanuele, Jacqueline Gallicot Madar, Mauro Martin, Enrica Mazzuchin, Renate Merzinger-Pleban, Vittorino Morari, Giuseppe Notarbartolo, Antonio Pamato, Katiuscia Papaleo, Giovanni Pelini, Maria Petrucci, Matteo Piacenti, Rolando Rovati, Beatrice Santarelli, Elettra Spalla Pizzorno, Fedora Spinelli, Emel Vardar, Giuseppe Varuzzi e Flavio Zoner. Ma le selezioni sono ancora aperte, per cui è facile prevedere che ci saranno sicuramente molte altre partecipazioni interessanti.

    Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Spoleto Arte di Sgarbi: vernissage indimenticabile con il Premio Margherita Hack

    Il pomeriggio di sabato 30 giugno a Spoleto, nel contesto del Festival dei due Mondi, si è inaugurata con soddisfazione di pubblico e critica la mostra Spoleto Arte. Organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’esposizione ha preso il via a partire dalle 16 a Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso 37).

    La giornata si è aperta con l’interessante Dialogo sulla moda con lo scrittore e biografo di Versace e Armani Tony di Corcia ed ha proseguito poi con il contributo di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani e l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì. Non sono mancati gli interventi di Giorgio Ferrara, direttore del Festival dei Due Mondi e del nuovo sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis. L’intermezzo musicale del pianista di fama internazionale Francesco Marano ha preceduto l’entrata del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, con cui l’evento si è felicemente protratto al rinomato ristorante Hotel dei Duchi.

    Le sorprese per Spoleto Arte non finiscono qui però, ché già domenica mattina alle 11, sempre a Palazzo Leti Sansi, ha suscitato enorme interesse il Premio Margherita Hack, cerimonia di premiazione di eminenti personalità di vari ambiti istituita in memoria della celebre astrofisica. Con a capo il prof. Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, e l’attività di moderatore del manager Salvo Nugnes, il comitato vanta al suo interno nomi di grandi esperti e intellettuali come il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, il prof. Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale Maria Rita Parsi e la conduttrice televisiva e scrittrice Vladimir Luxuria.

    Quest’anno il prestigioso riconoscimento è stato conferito al giurista e costituzionalista Michele Ainis per la cultura, al fisico statunitense, vincitore del premio Nobel, Samuel Chao Chung Ting per la scienza, al talentuoso pittore Roberto Ferri per l’arte, all’atleta paraolimpica, conduttrice televisiva e politica italiana Giusy Versace per lo sport, al conduttore televisivo e inviato di Striscia la Notizia Edoardo Stoppa per l’impegno animalista, a Carolyn Smith, presidente di giuria nel talent show di Rai Uno Ballando con le stelle, per l’eccellenza femminile.

    Il tutto è stato realizzato nella splendida cornice dello storico Palazzo Leti Sansi, dove si possono ammirare fino al 25 luglio le opere di Daniela Acciarri, Maria Agozzino, Nicoletta Alvisini, Michal Ashkenasi, Duccio Berti, Sabrina Bertolelli, Gianfranco Bianchi, India Blake, Paola Bona, Maria Brunaccini, Federica Bucalo, Marisa Cacciola, Monica Campanaro, Concetta Capotorti, Gildo Angelo Carabelli, Natalia Caragherghi, Rocco Cardinali, Franco Carletti, Margherita Casadei, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Sabrina Cennamo, Mauro Cesarini, Mauro Cominoli, Carmelo Compare, Maria Pia Contento, Rolando Conti, Emanuela Corbellini, Renato Cortesi, Vincenzo Cossari, Felice Cremesini, Marina Crisafio, Milena Crupi, Alberto Curtolo, Guy De Jong, Gloria De Marco, Rina Del Bono, Italo Duranti, Simona Elisei, Mimmo Emanuele, Chiara Maria Francesca Fassari, Massimo Ferri, Stefania Fietta, Jacqueline Gallicot Madar, Maria Giachetti, Renato Giordano, Rosangela Giusti, Giorgio Gost, Stefano Grasselli, Valeria G. Toderini, Maria Franca Grisolia, Nadia Latilla, Nicoletta Lembo, Fabrizio Loiacono, Francesca Aurora Malatesta, Maura Manfrin, Angiolina Marchese, Federica Marin, Mauro Martin, Silvana Mascioli, Mariano Massimo, Mario Mattei, Enrica Mazzuchin, Andreas Mcmuller, Renate Merzinger-Pleban, Graziella Modanese, Carla Moiso, Giampaolo Monsignori, Edmond Naci, Alessandro Negrini, Carmela Oggianu, Aldo Palma, Luciana Palmerini, Lucio Palumbo, Katiuscia Papaleo, Cecilia Passeri, Lisa Perini, Giuditta Petrini, Sara Pezzoni, Nicola Pica, Margherita Picone, Fabrizio Pinzi, Andrea Pitzalis, Guido Portaleone, Dannie Praed, Luigi Prevedel, Anna Reber, Simona Robbiani, Antonella Rollo, Michela Rompato, Rolando Rovati, Graziella Russo, Donatella Saladino, Claudia Salvadori, Vittorio Santamarina, Alessandro Scannella, Maria Pia Severi, Elena Sirtori, Moris, Elettra Spalla Pizzorno, Fedor Kuz’mic Suskov, Fredericha Taccari Taira, Stefano Tenti, Remo Tesolin, Ferdinando Todesco, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Barbara Trani, Gabriella Ventavoli, Flavio Zoner e Susi Zucchi.

    Partner dell’evento: 101 Caffè, Cantina Benedetti&Grigi di Daniele Grigi e Umberto Benedetti, Confartigianato Spoleto nella persona della vicepresidente Valeria Severini e BIG –Broker Insurance Group.

  • Milano Art Gallery: Mario Mattei in mostra con L’arte della Quarta Dimensione

    Con L’Arte della Quarta Dimensione Mario Mattei giunge finalmente alla Milano Art Gallery dal 14 al 28 settembre 2018. Il vernissage della personale, previsto per venerdì 14 settembre alle 18, si terrà in via Alessi 11, nella storica galleria milanese che esiste da oltre cinquant’anni. Sede di riferimento del Maurizio Costanzo Show, Milano Art Gallery ha visto un giovane Vittorio Sgarbi dare consigli sull’acquisto di opere d’arte. La location è stata inoltre teatro delle esposizioni dei più grandi maestri italiani, riconosciuti a livello internazionale: Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano e molti altri.

    L’esibizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore della Milano Art Gallery, vedrà protagonista il rinomato maestro Mario Mattei, la cui carriera artistica è sbocciata tra il 1958 e il 1960. Prima del 1970 l’artista avvia una ricerca che lo porta a destreggiarsi in tutti i settori delle arti visive, dalla pittura alla grafica, fino alla scultura. Partecipa attivamente a numerose iniziative dei movimenti culturali cui aderisce, partecipando come sindacalista a numerosi convegni e dibattiti incentrati sui problemi degli artisti e della società. Insegnante di pittura e di disegno in scuole pubbliche e private, Mario Mattei prende parte con le sue opere alle premiazioni dei Campionati europei di tuffi in diverse occasioni.

    La sua Arte della Quarta Dimensione unifica in un’opera il mondo sottomarino e l’universo umano, la cui unione contraddistingue la dimensione all’origine del pensiero umano in termini spazio-temporali. Le tecniche innovative incidono nella configurazione di questa nuova filosofia artistica che, fin da subito, presenta un carattere provocatorio e dirompente.

    Di lui dice Salvo Nugnes riguardo la sua presenza alla mostra Pro Biennale, che ha avuto luogo dall’8 al 29 maggio a Venezia:  «Emergono direttamente dagli abissi le creazioni di Mario Mattei, e non solo perché ci sono degli evidenti richiami nei colori accesi e nell’ambientazione. A galla non affiorano le sue riflessioni, che vengono invece conservate nel luogo in cui sono scaturite, ossia nel mondo dell’arte, protezione del tempo. In I fiori del pianeta degli oceani marini e La mia anima è in ogni opera d’arte si avverte proprio questa vivida fantasia filosofica che spinge l’artista ad addentrarsi in composizioni armoniche e piene di vita».

    Nel frattempo l’artista esporrà a Spoleto Arte, evento pensato nel contesto del Festival dei Due Mondi al Palazzo Leti Sansi, dal 30 giugno al 25 luglio.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Mostra internazionale tra le stelle del Campionato: l’Italia in Russia con I Mondiali dell’Arte

    Si sono conclusi a Mosca ieri sera, mercoledì 13 giugno, “I Mondiali dell’Arte”. La mostra, organizzata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha portato agli occhi del pubblico estero numerosi artisti italiani e non. Dapprima il vernissage a San Pietroburgo il 10 giugno, poi l’arrivo nella capitale russa, hanno suscitato l’attenzione generale nelle prestigiose sedi del The Official Hermitage Hotel e dell’Hotel Novotel, rispettivamente le location scelte per la prima e la seconda tappa dell’esposizione.

    Tra coloro che hanno contribuito alla splendida riuscita dell’esibizione si citano il prof. Vittorio Sgarbi, l’artista José, figlio di Salvador Dalì, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e di Alberto D’Atanasio del museo Modigliani.

    A poca distanza dal maestoso Hermitage sono state esposte le opere di Eugenio Bonaldo, Giuliana Vallyka Morandini, Roberta Moresco, Antonio Pamato, Guido Portaleone e Jack Tuand. Ma anche degli artisti che hanno voluto arrivare fino in fondo con quest’esperienza, fino a Mosca: Corrado Avanzi, Gianni Balzanella, Alessandra Barucchi, Marco Billeri, Franco Carletti, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Gianfranco Coccia, Raffaella Corradini, Rina Del Bono, Irene Durbano, Mimmo Emanuele, Enrico Fraschetti, Rosangela Giusti, Stefano Grasselli, Valeria Grinfan Toderini, Giuseppe Luzi, Francesca Aurora Malatesta, Mauro Martin, Silvana Mascioli, Massimo Mariano, Elena Pellegrini, Maria Petrucci, Gabriella Pettinato, Sara Pezzoni, Simona Robbiani, Rolando Rovati, Alessandro Scannella, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Barbara Trani, Gabriella Ventavoli, Lucia Ida Renata Viganò e Lina Zenere.

    Mosca invece ha accolto i lavori di Daniela Acciarri, Giovanna Capraro, Roberto Cardone, Mauro Cesarini, Lorenzo Chinnici, Daniela Delle Fratte, Domenica Di Stefano, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Raffaele Mazza, Rita Monaco, Roberta Moresco, Salvatore Natale, Giuditta Petrini, Giuseppe Piacenza, Paula Reschini, Claudia Salvadori, Rosita Sfischio, Stefano Tenti, Cesare Triaca e Giovanna Valli.

    All’esposizione hanno preso parte anche gli artisti premiati alla Pro Biennale: Margerita Casadei, Felice Cremesini, Alberto Curtolo, Jacqueline Domin, Francesca Falli e Oliva Giuseppe.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

  • Cresce il tifo per “I Mondiali dell’Arte” in Russia: ieri il vernissage a San Pietroburgo

    Un fantastico goal quello segnato da Spoleto Arte ieri, domenica 10 giugno, con la mostra I Mondiali dell’Arte. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, si è tenuto nel prestigioso The Official Hermitage Hotel a San Pietroburgo e continuerà a Mosca mercoledì 13 giugno. All’Hotel Novotel della capitale russa l’esposizione di opere pittoriche, scultoree e fotografiche farà infatti il suo ingresso in concomitanza con il Campionato mondiale di calcio.

    Tra i contributi a I Mondiali dell’Arte figurano notevoli personalità di spicco come il critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, e di Alberto D’Atanasio del Museo Modigliani.

    Molti gli artisti che hanno colto la palla al balzo, addentrandosi così nelle città del celeberrimo Hermitage e del Cremlino. A San Pietroburgo si sono potute ammirare le creazioni di Eugenio Bonaldo, Giuliana Vallyka Morandini, Roberta Moresco, Antonio Pamato, Guido Portaleone e Jack Tuand. Gli autori che, oltre a domenica, saranno presenti anche mercoledì, fanno parte di un gruppo numeroso in cui spiccano i nomi di Corrado Avanzi, Gianni Balzanella, Alessandra Barucchi, Marco Billeri, Franco Carletti, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Gianfranco Coccia, Raffaella Corradini, Rina Del Bono, Irene Durbano, Mimmo Emanuele, Enrico Fraschetti, Rosangela Giusti, Stefano Grasselli, Valeria Grinfan Toderini, Giuseppe Luzi, Francesca Aurora Malatesta, Mauro Martin, Silvana Mascioli, Massimo Mariano, Elena Pellegrini, Maria Petrucci, Gabriella Pettinato, Sara Pezzoni, Simona Robbiani, Rolando Rovati, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Barbara Trani, Gabriella Ventavoli e Lucia Ida Renata Viganò.

    In esclusiva per Mosca invece: Daniela Acciarri, Giovanna Capraro, Roberto Cardone, Mauro Cesarini, Lorenzo Chinnici, Daniela Delle Fratte, Domenica Di Stefano, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Raffaele Mazza, Rita Monaco, Roberta Moresco, Salvatore Natale, Giuditta Petrini, Giuseppe Piacenza, Paula Reschini, Claudia Salvadori, Rosita Sfischio, Stefano Tenti, Cesare Triaca e Giovanna Valli.

    Da ricordare inoltre anche la presenza degli artisti premiati alla Pro Biennale: Margerita Casadei, Felice Cremesini, Alberto Curtolo, Jacqueline Domin, Francesca Falli e Oliva Giuseppe.

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

     

     

  • Spoleto Arte: grande inaugurazione con Vittorio Sgarbi curatore e numerosi vip

    Sale l’attesa per la prestigiosa mostra Spoleto Arte a cura del prof. Vittorio Sgarbi. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, verrà infatti inaugurata dal celebre critico d’arte sabato 30 giugno alle 17 nello storico Palazzo Leti Sansi. La sede, in via Arco di Druso 37 (piazza del Mercato, Spoleto), sarà allestita dal 30 giugno al 25 luglio, e ospiterà le opere di numerosi artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

    Fiore all’occhiello del ricco programma pensato per il famoso Festival che da oltre sessant’anni miete successi, Spoleto Arte si corona della mostra di Mario Schifano assieme quella della famosa fotografa India Blake, figlia dell’impero Johnson & Johnson.

    Contribuiranno alla realizzazione dell’evento José Dalì, artista e figlio di Salvador Dalì, Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», Alberto D’Atanasio del Museo Modigliani, Roberto Villa, fotografo di fama internazionale amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, Vanna Ugolini de «Il Messaggero», Carlo Motta di Editoriale G. Mondadori, Tony di Corcia, biografo di Versace e Armani e il pianista di successo internazionale Francesco Marano.

    Dice con fierezza Salvo Nugnes: «Sono sempre ben propenso a organizzare l’ormai tradizionale appuntamento annuale con la mostra di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. È una conferma che rafforza il legame sinergico con l’incantevole città di Spoleto, a me molto cara. La cittadina è infatti immersa in un’atmosfera unica e inconfondibile, con il suo fascino pieno di storia, arte e cultura.»

    Aggiunge inoltre, ricordando la precedente edizione del 2017: «Spoleto Arte […] ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’UNESCO, che per noi è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. È un riconoscimento speciale, che ci stimola nel proseguire il cammino intrapreso e nel cercare sempre nuove e originali soluzioni da proporre sia agli artisti sia ai visitatori, che aumentano di anno in anno, confermando l’ampio gradimento e apprezzamento verso l’iniziativa.»

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare il numero 0424 525190 oppure scrivere a [email protected] o visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Intervista all’artista Aurora Bonanno Conti, in arte Ike in occasione della sua personale

    Alla Milano Art Gallery si attende con impazienza l’inaugurazione della mostra personale della rinomata artista Aurora Bonanno Conti, in arte Ike. Dal 18 giugno al 9 luglio la storica galleria, conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, ospiterà le sue opere. Per prepararci a questo incontro, abbiamo voluto conoscerla meglio.

    Signora Aurora Bonanno Conti, sappiamo che l’arte la trova coinvolta in più campi, dalla pittura alla musica, fino alla scrittura. Quando è cominciata questa passione?

    «Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa, alla fine verrà fuori.»

    Per la musica posso affermare che ho sognato sempre di suonare il pianoforte che studiai da bimba e che mio marito mi condusse a scoprire la bellezza della musica classica.

    Per la scrittura invece, dopo la tesi di laurea, sempre. Un cupo inverno, sul treno per Ostiglia, la mia prima sede da preside, vennero fuori i primi versi sull’incontro con la morte: da piccola persi una cuginetta compagna di giochi.

    Anche con il teatro l’incontro è stato precoce: papà e mamma quando avevo quattro anni mi condussero a vedere Il Trovatore al Massimo di Palermo.

    Ike è il nome con cui si presenta nel mondo dell’arte. Ci spiega cosa significa e il perché di questa scelta?

    Papà dipingeva per diletto, e io bambina ne “bevevo” i movimenti, i colori. Ma… ricordo ancora che sulle mie tenere spalle mi posero un’etichetta della scuola con scritto “asina in disegno”. Per anni non osai contraddirla.

    In uno degli anni Sessanta ebbi in dono, da mia sorella Iris, due volumi sull’ikebana. Mi innamorai di quest’arte e la mia casa fu invasa da queste composizioni. Ma il “ricercare” mostra la sua dirompente potenza: su della stoffa di seta gialla dipingo con i pennelli di papà, da tempo lontano dalla terra, e con i colori a olio creo una composizione. IKE è la firma: quasi un senso di gratitudine verso quest’arte mi ha avviata a esprimere la mia interiorità con i colori.

    Qual è stato il suo percorso per diventare un’artista?

    In seguito scelsi il tema paesaggistico. Poi mi chiusi nel silenzio pittorico. Ma il desiderio del “comunicare” come mediazione del vivere si fa pressante. Bisogno che associai all’idea dell’arte nel suo aspetto originario, liberatorio e istintuale. Un’arte che mi offrisse lo spazio per riattivare le mie energie psichiche profonde e mi permettesse di esercitarle nel rapporto con me stessa e con gli altri. Ma ricercavo un linguaggio che aderisse al groviglio emozionale e una tecnica personalizzata. Approdai all’informale e all’uso delle stoffe come pennellate. Negli ultimi anni il mio io pittorico rimase imbrigliato nella musica-pittura che ho chiamato “musica visiva”. Per anni i miei dipinti rimasero nascosti nel timore che la mia interiorità si denudasse, mostrandoli. È il 1964 l’anno del primo dipinto, il 1992 della prima personale.

    Immaginava di arrivare a un tale successo?

    Successo, dal latino successus, che deriva da succedere, ossia venire dopo. Molte e significative le soddisfazioni: ma il “dopo” si scioglieva come neve al sole. Ecco perché affermo che non ho avuto successo. Le motivazioni? L’arte come una pianticella, preziosa e delicata, abbisogna di cure assidue. Famiglia e lavoro spesso mi suggerivano di abbandonarla. I miei lavori non sempre sono di facile lettura. A volte mi “impattavo” con “personaggi” che Dio lo avevano sostituito con il dio-denaro. Infine preziose offerte che varie volte si presentavano, lasciai che si dileguassero. Ogni volta si creava un inspiegabile impedimento.

    Come artista, ricorda qual è stata la sua soddisfazione più grande?

    Essere stata riconosciuta dal prof. Vittorio Sgarbi.

    E anche quando in via dei Serpenti a Roma, dove avevo formato un gruppo di pittori e fotografi denominato “habitare l’arte”, Sergio Calligaris, illustre compositore e pianista concertista, si ferma per vari minuti dinanzi al mio lavoro ispirato alla sua composizione Danze sinfoniche Op. 26 Omaggio a Bellini. Riporto ciò che ha scritto: “È una sinfonia di colori che ho di fronte a me. È straordinario come Ike abbia interpretato così fedelmente e veementemente, attraverso la sua ricchissima gamma di colori, la mia decisione nell’assegnare ad ogni gruppo strumentale una ben definita tensione timbrica.

    La travolgente ritmica del tratto e i contrasti violenti fra le zone d’ombra e di luce evocano con sconvolgente affinità i momenti più tumultuosi della mia composizione. Un lavoro rovente nella sua potenza espressiva”.

    Quale la mostra che ritiene più importante per la sua carriera?

    Artexpo New York, dove fui invitata a collaborare con la galleria “Can Contemporary Art Network – New York”. Ma ciascuna mostra contribuisce alla maturazione dell’artista.

    Sappiamo che ha donato una delle sue opere a papa Giovanni Paolo II. Ci vuole raccontare cosa l’ha spinta a questo gesto?

    La chiesa di via del Tritone, a Roma, appartiene alla venerabile Arciconfraternita dei siciliani a Roma, fondata nel 1594, di cui era stato Primicerio mons. Antonino Maria Travia, emerito elemosiniere di Sua Santità. Non osavo chiedere la sua amicizia. Ma quando fui in pensione – da anni volontaria per gli anziani e i giovani – osai. Nacque un dolce prezioso “comunicare” e, per anni, ogni sera alle 21 in punto “indelebili” lunghe telefonate. E quando stava male gli scrivevo. Lettere che dopo la sua morte – per me molto dolorosa – mi furono restituite. Una mattina telefonò per chiedere di mio marito che stava molto male: «Per tirarsi su, scriva una poesia sulla trascendenza.» Percepì il mio imbarazzo. Richiamò: «Forse un dipinto le verrà più facile.» Non volli deluderlo. All’offerta del dipinto, che egli apprezzò molto, rispose: «Alla mia morte le mie cose si disperderanno, ho un’idea migliore, lo doni al papa.». Il 7 gennaio del 2005, in ginocchio ai piedi del Padre Santo, i nostri sguardi si incontrarono: spento lontano l’uno, velato di pianto l’altro. Il dolore mi aveva serrato le labbra. E non ci fu neanche un grazie. Ora la sua presenza punteggia di serenità la mia solitudine.

    Nel suo percorso artistico ha incontrato molti critici, tra cui il prof. Vittorio Sgarbi, che ha scritto di lei. Come si è sentita in questo caso?

    Un amico comune, il dr. Turi Vasile, mi fece conoscere il prof. Vittorio Sgarbi. Ricordo l’emozione nell’aprire il plico che conteneva il suo scritto. Scritto che mi fece penare per il ritardo. Rivoltami alla sua mamma, la gentilissima signora Rina, lo ricevetti dopo pochi giorni. Nel ringraziarla per telefono, si complimentò per le parole scritte per me. Sono molto grata al prof. Vittorio Sgarbi, unico critico tra quelli da me conosciuti, ad essere andato oltre la tela, oltre i colori, oltre i segni, ad ascoltare il silenzio del libro e della mia sotterranea esistenza. Libro complesso, misterioso, povero e ricco, debole e forte, triste e gioioso. Ma prezioso. Unico.

    Leibniz si chiedeva: a cosa del mondo somiglia la musica? E io: a cosa la poesia? E la pittura?

    Musica, poesia e pittura non sono che tre segmenti della medesima retta, il cui inizio è la meraviglia – stupor – tra i limiti della realtà e della fantasia alla ricerca di sé al di là dei confini dove l’io diventa noi. Ogni musica, ogni poesia, ogni pittura è una storia. La storia di un’anima.

    Una delle ultime mostre che l’ha vista protagonista è stata quella dedicata all’Arte delle donne, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e allestita nella Milano Art Gallery. In qualità di donna e di artista, che messaggio ha voluto apportare?

    Da molti anni ero lontana dal mondo dell’arte, ma la “mattanza” delle donne mi ha spinta a partecipare a questa mostra con un dipinto presentato in una collettiva a Palazzo Barberini a Roma.

    La donna “accoglie” il dolore. Gestisce le avversità. Consola. Ma, oggi, il confine tra la dimensione umana e la dimensione disumana è stato smarrito. Viene dimenticato di aver avuto in consegna dal padre dei padri una parola che sa di magia primordiale: il rispetto come regola del vivere, anzi, il “fuoco” dell’esistenza. Si ignora che la salvezza dell’uomo, cioè il raggiungere l’equilibrio tra lo spirito e la materia la danno la cultura e la fede. La cultura come conoscenza nel rispetto dell’umanità dell’uomo. La fede come certezza che la vita terrena ha senso se proiettata al di là del quotidiano.

    Come è nato il connubio artistico con il direttore della Milano Art Gallery Salvo Nugnes?

    A causa della scomparsa, durante il trasporto, del mio dipinto per l’Arte delle donne, il direttore Salvo Nugnes mi ha telefonato. Piano piano il velo di distacco burocratico si è frantumato. E si è giunti al “comunicare”. Percepisco sia la sua sensibilità di artista sia la sua apertura alla cultura. Gli confido il desiderio di realizzare nella sua galleria, centro di cultura, una mia personale con i lavori ispirati alla musica, impreziosita dalla critica del prof. Vittorio Sgarbi.

    Da Kandinskij in poi, per molti pittori la musica è stata fonte di ispirazione espressa con tonalità cromatiche. Ma la musica, come ogni altra creazione artistica, è una proiezione simbolica (Susanne K. Langer) e come tale, perché la pittura la renda visibile, è necessario il simbolo che la intuisca, la espliciti. Quando un brano musicale mi “magnetizza”, irresistibile è il richiamo pittorico: il pennello impazza sulla tela a districare la ragnatela che tende i suoi filamenti tra il suono e il colore. E nella lotta per oltrepassare la materia, tempo e spazio si annullano e un nuovo spazio atemporale, quasi teofanico, afferma la sua spazialità a tessere un inquietante ordito che intreccia delusione e rabbia, dolore e gioia, sogno e speranza, preghiera, mutandosi in narrare. Narrare che, a volte, la parola poetica ne chiarisce il cammino.

    Quali sono i suoi futuri progetti?

    Ora vivo in un luogo imbevuto del verde di alberi secolari e dell’azzurro del mare che alimentano la mia passione del fotografare. Preparo una mostra dal titolo “Ascolta il silenzio”, e la teatralizzazione di un mio lavoro.

     

     

  • “IO” La mia Arte inaugurata dal prof. Vittorio Sgarbi: intervista a Gabriele Salvatore di Artemente

    Domenica 3 giugno alla Galleria Artemente (via dei Mille 43, Jesolo) verrà inaugurata la mostra “IOLa mia Arte con la presenza straordinaria del prof. Vittorio Sgarbi e con la collaborazione e sinergia di Spoleto Arte e del suo presidente Salvo Nugnes. Eccone un breve assaggio con l’organizzatore e artista Gabriele Salvatore.

    Il prof. Vittorio Sgarbi inaugurerà la mostra dal titolo “IO” La mia Arte alla Galleria Artemente il 3 giugno. Ha mai incontrato il prof. Vittorio Sgarbi di persona?

    No, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo. Questa sarà un’ottima occasione per farlo!

    L’evento è organizzato in collaborazione col manager della cultura Salvo Nugnes. Com’è nata questa sinergia?

    Questa conoscenza è nata in modo particolare: ho inviato delle mail d’invito a Salvo Nugnes per alcune mie mostre personali, che feci nel 2014 e nel 2015 con la presenza di Red Canzian, il bassista dei Pooh. Salvo cortesemente mi chiamò, dicendomi che non avrebbe potuto esserci per impegni presi precedentemente, mi chiese il motivo per cui c’erano dei cantanti come testimonial delle mie mostre, e rimanemmo piacevolmente al telefono a parlare d’arte per quasi un’ora… Poi ci incontrammo a Venezia in occasione di alcune mostre da lui organizzate. Con Salvo entri subito in sintonia su vari argomenti artistici…

    Qual è stato il suo percorso? Com’è diventato artista e gallerista?

    Mi definisco un artista con uno spazio espositivo, ho iniziato a creare opere ispirato da miei testi, scritti mentre facevo un altro lavoro. Lavoravo in spiaggia e alla sera, alla chiusura degli ombrelloni, c’era questo scenario di colori nel mare molto suggestivo. Da lì l’ispirazione per i testi e poi le opere pittoriche. Ho vinto un primo e secondo premio a un concorso locale di pittura e poi ho proseguito passando da un progetto espositivo all’altro.

    Che rapporto ha con la città di Jesolo? Quali le difficoltà e quali le potenzialità in ambito lavorativo-artistico?

    Il mio rapporto con la giunta comunale di Jesolo tutta, dal sindaco agli assessori, è molto buono, di stima e simpatia. E questo anche se non ho mai ricevuto un contributo economico per i miei progetti espositivi.

    Con dispiacere vedo crescere dei mercatini senza spessore, la costosissima manifestazione di Miss Italia continua a esserci, spuntano intrattenimenti non adatti a una città con turisti internazionali; ma per delle esposizioni non esiste un salone o un museo moderno in città, l’unica galleria a Jesolo rimane Artemente. Con rammarico vorrei sottolineare i tanti progetti di valore presentati e bocciati dalla giunta comunale. Le esposizioni a Jesolo sono delegate esclusivamente ai privati, perché di pubblico per esporre purtroppo non esiste alcuna location ufficiale da promuovere anche all’estero, e avere quindi una maggiore visibilità con nomi di rilievo.

    Qual è stata la sua soddisfazione più grande come artista?

    Aver creato Cinquantarte Pooh, l’unica collezione al mondo firmata dai cinque componenti dei Pooh l’ultimo anno della loro carriera artistica, il cinquantesimo. È stato un lavoro di un anno e, come direttore artistico, ho avuto al mio fianco Red Canzian, anche lui pittore, in un progetto unico, anche questo mai elogiato dal comune di Jesolo.

    Quali sono stati gli ospiti illustri ai suoi vernissage?

    Tanti e non facili da gestire senza un sostegno esterno. Tony Hadley il cantante degli Spandau Ballet e Paul Young, due nomi internazionali che hanno firmato due mie collezioni pittoriche create per loro, sono sati di una umiltà unica, di una affabilità incredibile, nonostante la loro popolarità. Vorrei sottolineare che in Italia ci dimentichiamo molto presto di chi ha successo con valore dicendo: «Ormai non fa più niente». Non è così per gli stranieri che guardano il valore dell’autore. Questi due cantanti ancora oggi hanno dei tour pieni di date per i loro concerti in tutto il mondo, ma non in Italia. Altri artisti con cui ho collaborato sono stati Morgan, a cui ho organizzato un vero concerto dal vivo in galleria nel 2014, con più di cinquecento persone come pubblico. Ricordo di aver conosciuto uno dei grandi parolieri e scrittori di testi, Pacifico (Gino De Crescenzo), all’ultimo festival di Sanremo con Ornella Vanoni, ma autore anche per Bocelli, Nannini e moltissimi altri cantanti. L’incontro con lui è stato uno scambio su Poesia e Pittura davvero di spessore. E poi tutti gli altri personaggi con cui ho collaborato, dai Pooh a Ryan Molloy, fino, per scopi benefici, alla Nazionale Calcio Campioni dei Mondiali in Spagna del 1982, con Paolo Rossi, Dino Zoff e tutti gli altri.

    Ci spiega il progetto “Cinquantarte Pooh”?

    Cinquantarte Pooh racchiude in un’unica opera l’arte musicale e l’arte pittorica, per festeggiare cinquant’anni di carriera dei Pooh, ho creato cinquanta opere di misura 50×50 cm, che rappresentano in una interpretazione personale copertine o dettagli di esse, di loro album, con sfumature e grafiche attuali e personalizzate in modo materico, grafico, geometrico in modo diverso dall’originale.

    Come sceglie le opere che poi accoglie nella sua galleria?

    Cerco di differenziare la scelta delle opere tra loro in caso di mostre collettive e di coinvolgere artisti che potrebbero alla lunga creare collezioni particolari per poter uscire dai soliti schemi.

    Che consigli darebbe a un giovane che vuole intraprendere la carriera di artista?

    Consiglierei di avere un lavoro primario per poter vivere decorosamente e coltivare la passione dell’Arte crescendo sempre più nella qualità.

    Secondo lei un gallerista deve aprirsi al mercato dell’arte internazionale al giorno d’oggi?

    Oggi  bisogna assolutamente aprirsi al mercato internazionale. In Italia si parla sempre dei soliti nomi famosi per investire su un nome sicuro, ma che ormai non è più tanto sicuro come dieci anni fa… Il mercato dell’investimento sta cambiando, ma pochi in Italia capiscono che occorre investire sui nuovi Picasso, nuovi Mondrian, Vedova ecc. Pensano di investire tutti sui soliti nomi famosi, che ormai stanno scendendo di valore. Ma per la maggior parte dei casi sto parlando d’investitori non di grandissimo livello per l’Italia, sia come cifre che cultura: molte delle persone che investono non sanno nulla di Arte, investono semplicemente su un nome e basta.

    Quanto conta aprirsi all’estero?

    Bisogna. Quando andiamo a visitare una mostra di artisti americani o cinesi, ammiriamo le opere che ci vengono presentate. E percepiamo i lavori come se fossero il frutto di quelle nazioni, non di un singolo artista, perché loro hanno uno Stato che sostiene la promozione dell’arte al di fuori dei confini con contributi economici e pubbliche relazioni tra Stati. Inoltre paghiamo un biglietto d’ingresso alla loro mostra; qui in Italia per l’Arte moderna siamo fermi.

  • Grande giornata finale di Pro Biennale di Sgarbi con l’Incontro sull’arte di Roberto Villa

    Riscontra una conclusione decisamente positiva la mostra Pro Biennale presentata e inaugurata dal prof. Vittorio Sgarbi l’8 maggio a Venezia. Dall’8 al 29 maggio le opere di più di un centinaio di artisti sono state esposte nelle prestigiose sedi di Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador, 4810) e Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri, 1270).

    Fino al giorno della chiusura, martedì 29 maggio, Pro Biennale si è arricchita di incontri culturali che hanno visto al centro l’arte in diversi ambiti. Ospiti di questi appuntamenti, moderati dall’organizzatore Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, sono stati Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Tony Di Corcia, scrittore delle biografie di Versace e Armani e Roberto Villa, fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    Proprio Roberto Villa ha animato la serata finale dell’esposizione con l’Incontro sull’arte, incentrato sul linguaggio fotografico e sull’utilizzo che si fa oggi dell’immagini, alla Scuola Grande di San Teodoro.

    Nella location a due passi dal Ponte di Rialto hanno esposto le loro creazioni Daniela Acciarri, Lisa Bertè, Andrea Bianco, Diego Boiocchi, Eugenio Bonaldo, Monica Campanaro, Giovanna Capraro, Roberto Cardone, Loredana Caretti, Franco Carletti, Margherita Casadei, Gianluigi Castelli, Rosanna Cecchet, Mauro Cesarini, Giuseppe Colucci, Mauro Cominoli, Maria Conserva, Emanuela Corbellini, Alberto Curtolo, Antonio D’amico, Giovanna Da Por Sulligi, Rina Del Bono, Daniela Delle Fratte, Mario Dionisi, Amalia Di Domenico, Jacqueline Domin, Italo Duranti, Francesca Falli, Chiara Fassari, Giuliana Maddalena Fusari, Maria Giachetti, Rosangela Giusti, Stefano Grasselli, Valeria Grinfan Toderini, Stephanie Holznecht, Cettina Incremona, Leo Panta, Vincenzo Maio, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Mauro Martin, Carla Moiso, Karin Monschauer, Serge Nguyen-Khac, Giuseppe Oliva, Paola Paesano, Lucio Palumbo, Antonio Pamato, Katiuscia Papaleo, Giuditta Petrini, Gabriella Pettinato, Sara Pezzoni, Alda Picone, Sigrid Plattner, Guido Portaleone, Dannie Praed, Luigi Prevedel, Gianfranco Puddu, Antonella Rollo, Claudia Salvadori, Moris, Simona Sottilaro, Elettra Spalla Pizzorno, Giacomo Susco, Stefano Tenti, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Jack Tuand e Giovanna Valli.

    Allo Spoleto Pavilion si sono invece potute osservare le opere di Marco Appicciafuoco, Gianni Balzanella, Gianfranco Bartolomeoli, Paola Bona, Alessandra Candriella, Rosanna Cecchet, Maria Pia Contento, Domenica Cosoleto, Vincenzo Cossari, Felice Cremesini, Milena Crupi, Gloria De Marco, Mimmo Emanuele, Stefania Fietta, Roberto Giacco, Maria Franca Grisolia, Nadia Latilla, Francesca Aurora Malatesta, Maura Manfrin, Federica Marin, Silvana Mascioli, Grazia Massa, Mario Mattei, Karin Monschauer, Giuliana Vallyka Morandini, Daria Picardi, Andrea Pitzalis, Anna Reber, Simona Robbiani, Rolando Rovati, Alessandro Sbrogiò, Albertino Spina, Antonio Spitaletta, Fedor Kuz’mic Suskov, Federico Tamburri, Remo Tesolin, Cesare Triaca, Emel Vardar e Flavio Zoner.

  • Pro Biennale di Sgarbi: l’Incontro sull’arte con l’illustre fotografo Roberto Villa

    La Pro Biennale presentata da Sgarbi giunge a conclusione, ma non senza portare a Venezia un ultimo atteso evento culturale. Incontro sull’arte di Roberto Villa, noto fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, avrà luogo martedì 29 maggio alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador, 4810), alle 17.

    Modererà la conferenza l’organizzatore Salvo Nugnes, manager e presidente di Spoleto Arte. Il tema affrontato sarà in particolare quello della nostra educazione artistica, spaziando dalla cultura fotografica all’utilizzo che si fa oggi dell’immagine digitale, specie nei social.

    Nato a Genova nel 1937, Roberto Villa vive e lavora a Milano. A seguito della Laurea in Elettronica, nel 1957 costituisce la società AudioVisualCommunication, studio grafico e pubblicitario. Con Bruno Munari e Marcello Piccardo partecipa a progetti di ricerca e didattica sul linguaggio audiovisivo. Dal ’66 al ’69 dirige nella sua città natale la galleria “Carabaga”, frequentata da Ceccato, Chiesa, Fontana, Laura, Munari e molti altri.

    Gli anni Settanta lo vedono impegnato su diversi fronti: collabora con «Playboy» e realizza numerosi servizi fotografici per «Vogue», «Epoca», «National Geographics», «Gioia», «Grazia», ecc. Viene invitato da Pier Paolo Pasolini a fotografare le riprese del film Il fiore delle Mille e una notte nello Yemen e in altri paesi. Successivamente, sul set di Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi realizza un ampio servizio fotografico, conservato nel Fondo Villa della Cineteca di Bologna. Con la RAI i documentari televisivi sullo spettacolo Pilato sempre, diretto e interpretato da Giorgio Albertazzi, sono da lui girati come assistente alla regia.

    Il fotografo, da sempre attento alla realtà che ci circonda, scrive così in merito al “linguaggio assente”, argomento che tratterà all’incontro: «Da tempo la Cultura Fotografica ha bisogno di un punto di riferimento che non si limiti ad una “location” adatta solo ad “esporre foto” ma una “Casa della Fotografia” che si occupi di promuovere Cultura e antichi elementi, quanto sconosciuti, come la Teoria dell’Informazione (1949), Semiologia, Linguaggio, e via, e non si occupi solo di “foto appese ad un muro” di vetrine di fotocamere o di foto storiche e della “Storia della Fotografia”. Chi fotografa oggi, e fotograferà domani, non può solo fare “click” senza sapere che cosa stia “scrivendo” nelle sue foto, e non capire cosa abbiano “scritto” altri.»

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • I Mondiali dell’Arte di Spoleto Arte a Mosca con Sgarbi, Dalì e molti altri vip

    Si avvicina la stagione estiva e Spoleto Arte si prepara a un viaggio che la vedrà protagonista di una trasferta in Russia, in contemporanea con i Mondiali di calcio. Un po’ di Italia volerà perciò nello stato dei grandi zar e, in particolare, il 10 giugno inaugurerà i Mondiali dell’Arte a San Pietroburgo, al The Official Hermitage Hotel (Pravda 10, San Pietroburgo). Il 13 invece sarà la volta della capitale, Mosca, dove verranno esposti numerosi artisti al Hotel Novotel (Novoslobodskaya St. 23, Mosca).

    Ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’evento si propone come un trampolino di lancio per l’arte, italiana e non, in Russia. Terra che apprezza particolarmente la bellezza, è stata la culla di molti interessanti movimenti artistico-culturali del Novecento, come le avanguardie, e di alcuni degli artisti più influenti, come Kandinskij o Suskov, quest’ultimo riscoperto con Spoleto Arte.

    A contribuire all’esposizione, oltre al prof. Vittorio Sgarbi, compaiono anche i nomi dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, e di Alberto d’Atanasio, direttore del museo Modigliani.

    Salvo Nugnes dichiara, paragonando in termini scherzosi: «I Mondiali dell’Arte sono un progetto ambizioso. Portare una squadra di artisti in trasferta durante una simile manifestazione calcistica mi riempie d’orgoglio e mi fa sperare. L’arte deve sempre rimanere nel cuore di tutti, diventare uno “sport” sentito e vissuto a livello nazionale e internazionale, perché niente più di un’opera riesce a emozionare e a comunicare, nonostante le culture siano già in partenza così diverse. E ciò è possibile poiché l’arte è un linguaggio universale, vincente in partenza.»

    Anche l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, si è espresso con particolare entusiasmo a riguardo: «Quello che il mio carissimo amico Salvo Nugnes sta facendo con Spoleto Arte è qualcosa di ironico e geniale. Portare a San Pietroburgo e a Mosca, sotto le telecamere di tutto il mondo che impazza per il calcio, proprio l’arte è una scelta quasi trasgressiva. Ma è proprio la forza di queste idee e la conseguente loro realizzazione che fa fremere lo spirito di ognuno. Anche l’arte merita i suoi Mondiali e questa necessità è chiara nella mente di Salvo. Un grande in bocca al lupo a tutti gli artisti che comprenderanno la portata di questo evento e decideranno di prendervi parte!»

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

  • Jesolo: Vittorio Sgarbi inaugura la mostra “IO” La mia Arte alla galleria ARTEMENTE

    Domenica 3 giugno il noto critico Vittorio Sgarbi inaugurerà la prestigiosa mostra collettiva dal titolo “IO” La mia Arte presso la galleria d’arte moderna e contemporanea Artemente Gallery situata a Jesolo sulla via principale dello shopping (via dei Mille, 43).

    In esposizione le opere di talentuosi artisti del panorama contemporaneo nazionale e internazionale, appartenenti a vari generi: pittura, scultura e fotografia. La mostra è organizzata in collaborazione con il manager della cultura Salvo Nugnes Presidente di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi.

    Dal 2013, all’interno del rinomato spazio espositivo, si sono incrociati e vissuti importanti eventi, mostre d’arte di Gabriele Salvatore e incontri artistici che hanno visto la partecipazione di personalità del calibro del cantante Morgan insieme al musicista Megahertz, di Red Canzian, bassista dei Pooh, di Pacifico e di ospiti internazionali quali Zalon Thompson, Ryan Molloy, Sergio Cortes, Paul Young, Tony Hadley, Spandau Ballet e molti altri.

    Artemente Gallery e Gabriele Salvatore hanno progettato inoltre “Cinquantarte Pooh”, in occasione dei cinquant’anni di carriera del gruppo musicale italiano storico, i Pooh. Cinquanta opere di misura 50×50 cm, per festeggiare i cinquant’anni di carriera. Tutte le opere sono state firmate in autentica, su certificato, con numero progressivo da Red Canzian, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio, Riccardo Fogli. Le opere riproducevano cinquanta copertine degli album e singoli, da loro incisi, rivisitati con ispirazione personale dall’autore Gabriele Salvatore, con le varie tecniche tra l’arte grafica e la pittura. Hanno scritto articoli e redazionali sulla galleria Artemente: «Arte Mondadori», «Expoart magazine», «Corriere della Sera», «Il Gazzettino di Venezia, «La Tribuna di Treviso», «La Nuova Venezia e Mestre», «ViviJesolo», «Il Sole 24 ore».

    Per maggiori informazioni e per partecipare alla mostra “IO” La mia Arte, che si terrà dal 2 al 10 giugno 2018, è possibile chiamare il seguente numero 388 7570608 o scrivere a  [email protected].

  • Intervista a Nino ‘u Ballerino, lo street chef da Oscar, partner di Pro Biennale

    Alla Pro Biennale di Venezia, presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, Nino ‘u Ballerino era presente con il suo catering alla Scuola Grande di San Teodoro, riscuotendo sorrisi di approvazione e complimenti per i suoi prodotti. Partner della mostra, lo street chef da Oscar risponde così alle nostre domande.

    1. Signor Antonio Buffa, per tutti lei è Nino ‘u Ballerino, lo street chef da Oscar. Vuole raccontarci come è nato il suo nome d’arte?

    La risposta è molto semplice ed è nei movimenti che faccio quando preparo le mie specialità, a partire dal pane con la milza, e le porgo ai miei clienti. Come si dice in gergo tipicamente palermitano, mi “annaco” a suon di musica: l’energia, il dinamismo e la passione che metto anche nei gesti legati al mio lavoro danno vita a un vero e proprio show che richiama una sorta di ballo; da qui il mio nome d’arte. La gente apprezza molto il fatto che il momento dello spuntino possa trasformarsi in una parentesi di intrattenimento e buon umore.

    1. Si immaginava di raggiungere una simile popolarità?

    Assolutamente no. Io vengo dalla strada, e lo dico con orgoglio. Sono nato in una famiglia di meusari. La famiglia Buffa esercita questa professione fin dal 1802: io ho appreso l’arte della conzatura ‘ru pani ca’ meusa da mio nonno e mio padre, che ho cominciato a seguire fin da piccolissimo nei loro giri per tutta la Sicilia. Eravamo degli ambulanti, e  la mia prima attività “a solo” è stato il classico “banchetto” da strada. Ma anche allora il mio amore per questo lavoro ha fatto sì che io maturassi sin da giovanissimo un progetto: fare conoscere ed apprezzare il pani ca’meusa anche fuori dei confini della mia città e della Sicilia. È stato questo sogno a fare sì che cercassi sempre e costantemente di migliorare. Il resto è venuto poi da sé…

    1. Qual è stata la sua soddisfazione più grande?

    Mi ritengo fortunato, perché nel corso degli anni le soddisfazioni, sia professionali che umane, sono state tante. Ma quella che ritengo davvero la più importante è quella per cui se oggi parli del pani ca’ meusa (detto proprio così, in dialetto) tutti gli italiani sanno di cosa si tratta. E il fatto che la specialità regina del cibo di strada palermitano venga apprezzata sia in Italia che fuori (e questo grazie ai miei numerosi viaggi all’estero) mi riempie di gioia.

    1. Tra i tanti riconoscimenti e premi ricevuti, ce n’è uno che ricorda con particolare orgoglio?

    Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di fare tanto e raggiungere traguardi importanti. Ovviamente vincere l’Oscar del Cibo di Strada a Milano ed aggiudicarmi il titolo di migliore street chef d’Italia penso sia stato importantissimo. Ma ci sono altri successi di cui sono particolarmente orgoglioso: essere incluso tra i migliori street chef d’Italia dal Gambero Rosso; le company presentation e i cooking show alle Università Bocconi e IULM di Milano; la notte magica a piazza del Campo di Siena, dove sono stato ospite del famosissimo ristorante Sansedoni e con cui ho organizzato la prima degustazione di Pani ca’ Meusa in Toscana; le due serate a Padova; i tour in tutta Europa e negli USA; le trasmissioni televisive (RAI, Mediaset, France 5, BBC, Discovery Channel, Travel&Living ecc.). Anche l’inclusione nell’Albo delle Eccellenze Italiane è un punto importante della mia carriera. Il grande successo della mia partecipazione all’Expo, poi…

    1. L’8 maggio ha partecipato in qualità di partner all’inaugurazione della mostra Pro Biennale, presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia, curandone il buffet. Ma lei non è nuovo a questo genere di collaborazioni. Qual è il suo rapporto con l’arte e con il cibo?

    Amo moltissimo la musica. Come si sa, io lavoro sempre a suon di musica; mi dà energia e ritmo, e non potrei proprio farne a meno. Mi piace anche la pittura e il cinema. Quando sono in viaggio per lavoro cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo per visitare i musei o luoghi d’arte; ma non è sempre è facile, perché vado sempre di corsa. Ma quando ci riesco per me è sempre una gioia, Per quanto riguarda il rapporto tra arte e cibo… Be’, io credo che cucinare sia una forma d’arte, quando è fatto con passione e abilità. Per questo motivo mi piace pensare a me stesso come un artista: l’artista del cibo di strada.

    1. Nella sua carriera ha viaggiato molto, in Italia e all’estero, portando con sé le specialità della sua terra. Quale consiglia ai clienti che non la conoscono?

    Non c’è dubbio, primo fra tutti il panino con la milza, il re del cibo di strada palermitano. A seguire le panelle, le crocché, la caponata, lo sfincione… Potrei continuare per delle ore, perché  la cucina palermitana è ricchissima.

    1. La Pro Biennale è presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Come è nata questa gustosa collaborazione?

    Con Salvo ci siamo conosciuti nel 2015 a Milano, nel corso di un evento culturale organizzato nel Boscolo Hotel dove io curavo il rinfresco. Lui era in compagnia dello stilista Alviero Martini, il quale gradì moltissimo le mie specialità siciliane. Proprio per questo, Salvo mi propose di curare il banchetto per i festeggiamenti dei cinquant’anni di attività di Alviero. Io accettai, e l’evento fu un successo. In seguito, quando nel 2016 fu la volta dell’inaugurazione della mostra Spoleto Arte curata da Vittorio Sgarbi, Nugnes mi chiese di occuparmi del catering. Anche lì il gradimento degli invitati fu notevole, e lo stesso Sgarbi mi commosse per i complimenti e l’attenzione che allora mi dedicò. Con la Pro Biennale della scorsa settimana abbiamo fatto il bis…

    1. Quali sono i suoi progetti per il futuro?

    Tanti. Ovviamente ho in programma una serie di eventi e cooking-show in Italia e all’Estero, alcuni veramente importanti.

    A parte questo, intendo realizzare un’idea che accarezzo da tempo: costituire un’associazione che abbia come scopo la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione del cibo di strada siciliano, una vera ricchezza della nostra terra a mio avviso non adeguatamente considerata. Ho già preso contatto con molti addetti ai lavori, giornalisti, esponenti della cultura palermitana e appassionati con cui portare avanti questa mia idea. Sono sicuro che faremo un buon lavoro.

    E infine… Il progetto più ambizioso di tutti. Al momento posso solo dire che riguarda la televisione, e che sarà qualcosa di veramente interessante.