Oro – Nel dicembre del 2015, il prezzo dell’oro era sotto il livello psicologicamente importante di 1.000 EUR. Sin dall’inizio del 2016 il prezzo dell’oro è cresciuto e, salvo fluttuazioni minori, è stato sopra il livello di 1.240$ l’oncia.
La settimana scorsa si è registrata una lieve flessione dai 1.278 ai 1.249 dollari l’oncia provocato dal timore di una crescita dei tassi di interesse dalla Federal Reserve.
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Il quotidiano finanziario evidenzia l’andamento dell’oro in questi ultimi mesi. Il metallo prezioso è arrivato a sfiorare quota 1.300 dollari l’oncia, guadagnando oltre il 20% da inizio anno, spinto dal dollaro debole. Uno scenario che secondo MF potrebbe durare a lungo, visto che dietro questo rally non sembra esserci, a differenza di altre volte in passato, solo una corsa degli investitori al più classico dei beni rifugio. Inoltre i rinvii del rialzo dei tassi da parte della Fed continuano a indebolire il biglietto verde: nei confronti dell’euro, ormai in area 1,15 dollari, e dello yen, mai così forte da 18 mesi ad oggi.
LINGOTTI IN ITALIA COSA DICE LA LEGGE?
Con la liberalizzazione del mercato italiano dell’oro e l’abolizione dell’IVA, introdotti dalla Legge 17 Gennaio 2000, n. 7
i privati hanno avuto libero accesso all’acquisto di lingotti da investimento, fino a quel momento preclusi al grande pubblico.
I lingotti rappresentano lo scalino successivo alle monete nel possesso diretto di oro fisico. Rispetto ad esse hanno il vantaggio di essere più economici (al crescere del peso diminuisce l’incidenza delle spese di produzione) a costo però di una minore liquidità.
Da prendere in considerazione solo per pezzature maggiori ai 100 grammi (al di sotto il rapporto costi/benefici è a vantaggio delle monete) sono adatti a capitali già più consistenti e sono reperibili sul mercato in forme standardizzate e dotate di matricola (famosi quelli di Credit Suisse, Heraeus, Degussa…) o prodotti da più o meno anonimi banchi metalli.
Al vertice di questa categoria ci sono i lingotti da 400 oz, 12,5 kgs, lo standard per le transazioni internazionali utilizzato da istituzioni finanziarie, grandi società, stati e banche centrali ma accessibili anche al singolo investitore capace di pagare i circa 200.000 € necessari ad acquistare UN singolo pezzo alle quotazioni di oggi, 6 settembre 2007.