Autore: psicomedia

  • “SE CE L’HO FATTA IO” DUE AMICHE IN BICICLETTA: GLI SCATTI EMOZIONANTI DELLA VIA FRANCIGENA IN MOSTRA DALL’8 NOVEMBRE AL 4 DICEMBRE ALLA PASTICCERIA CUCCHI

    inaugurazione Martedì 7 Novembre, ore 18.30

    Pasticceria Cucchi Corso Genova 1 Milano: in anteprima la mostra raccontata dalle dirette protagoniste, Monica Nanetti e Annita Casolo. 

    La serata sarà inoltre l’occasione per degustare l’esclusiva pasta al pomodoro (accompagnata da vino Doc) “Cacc’e Mmitte” dell’Azienda Agraria Paolo Petrilli di Lucera, località posta sull’itinerario della Via Francigena del Sud  

     

    In un ambiente dal grande fascino, la curiosità e l’amore della famiglia Cucchi per la cultura e l’arte si traducono in una serie di originali eventi che, in ottant’anni di storia, hanno trasformato la Pasticceria milanese in ritrovo di artisti e vernissage di affascinanti progetti. Dall’8 Novembre al 4 Dicembre la Bottega Storica di Corso Genova 1, ospita “Se ce l’ho fatta io”, particolare mostra fotografica dedicata alla Via Francigena che racconta, attraverso immagini emozionanti, una bellissima storia di tutti i giorni…

    Due amiche, Annita e Monica: 112 anni in due, nessun curriculum sportivo, scarsissima preparazione atletica e la velleitaria decisione di compiere un lungo viaggio in bicicletta. Due cicliste milanesi un po’ sui generis che, la scorsa primavera, hanno voluto percorrere uno dei più celebri cammini attraverso l’Italia pedalando da Aosta a Roma lungo i 1000 km della Via Francigena in un progetto all’insegna dell’assoluta libertà, senza pianificazioni, senza obiettivi di tempo, senza strutture o mezzi di appoggio, con la sola attrezzatura di un bagaglio leggero e una buona dose di ironia.

    Le immagini di questa cavalcata lungo la storica via di pellegrinaggio attraverso strade minori, piccoli borghi e luoghi simbolo di un’Italia ricca di fascino e di sorprese, saranno dunque esposte alla Pasticceria Cucchi (dall’ 8 novembre al 4 dicembre).

    Questa esperienza on the road, battezzata “Se ce l’ho fatta io”, si è ben presto trasformata in un progetto più ampio (declinato anche sui social e in un libro di prossima pubblicazione), che sta coinvolgendo un numero sempre più ampio di persone e che si propone di mostrare come una serie di piccole grandi imprese siano effettivamente a portata di mano, se solo si decide di farlo, senza per questo doversi trasformare in supereroi o creare traumi e difficoltà per famiglia e lavoro.

    Di questo, della Via Francigena, di viaggi e di biciclette si parlerà nell’incontro con Monica Nanetti, autrice delle foto, in occasione dell’inaugurazione della mostra martedì 7 novembre, ore 18.30, alla Pasticceria Cucchi di corso Genova 1, Milano. #secelhofattaio

    Durante la serata si degusteranno due tipi di vino cacc’e mmitte (togli e metti in dialetto pugliese) della pluripremiata Azienda Agraria Paolo Petrilli di Lucera.

    Un tempo i viticoltori non avevano la possibilità di comprarsi macchinari per la pigiatura dell’uva e li prendevano in affitto e l’operazione andava quindi effettuata molto rapidamente. Da qui il nome cacc’e mmitte. L’etichetta di Paolo Petrilli è di alto profilo e sorseggiare il Motta del Lupo 2016 e l’Agramante 2015 (entrambi Cacc’e Mmitte Doc biologici e vegani) sarà un’occasione da non perdere, in abbinamento alla pasta col pomodoro prodotta dalla stessa Azienda. Il grano con cui produce la pasta bio Paolo Petrilli è infatti di una varietà ormai rara e ben si sposa con i suoi pomodori pelati altrettanto esclusivi.

     A proposito della Pasticceria Cucchi

    Cesare, Vittoria e Laura Cucchi: 80 anni di esperienza nella valorizzazione della tradizione dolciaria milanese. Fondata nel 1936 la Pasticceria Cucchi si trova sempre allo stesso indirizzo, all’angolo tra corso Genova e piazza Resistenza Partigiana, nel cuore di Milano.

    Una bottega storica luogo di incontro di intere generazioni pronte a gustare una prelibatezza unica, miscela di un’arte sopraffina lavorata da sapienti mani di maestri pasticceri che si tramandano nel tempo da otto decenni. Fondata nel 1936 come caffè concerto da Luigi Cucchi e dalla moglie Vittorina, la Pasticceria Cucchi diventò presto uno dei ritrovi alla moda di Milano, offrendo serate animate da un’orchestrina spagnola che suonava fino a tardi balli appena arrivati dagli Stati Uniti. Raso al suolo da un bombardamento nel 1943, il locale venne ricostruito assumendo la sua definitiva identità di pasticceria, pur conservando tracce del suo passato. Gli arredi attuali sono ancora rigorosamente quelli del 1954 e conferiscono al locale quell’atmosfera così particolare che, unitamente alla genuinità della pasticceria dolce e salata e alla qualità del servizio, ha permesso alla Pasticceria Cucchi di attraversare sostanzialmente immutata ben otto decenni di storia milanese, silenziosa testimone di un’evoluzione sociale e culturale. La proprietà del locale è tuttora della stessa famiglia che, giunta alla terza generazione, prosegue con passione il lavoro avviato dai nonni paterni, caratteristica sempre più rara tra gli altri locali della stessa città e che, unita ad una costante ricerca e attenzione alle esigenze della clientela, è testimonianza concreta del valore che esperienza e arte, gelosamente custodite, hanno nel campo artigianale.  Cesare, Vittoria e Laura Cucchi pensano che la valorizzazione della tradizione dolciaria milanese è il principale obiettivo. Tutte le materie prime sono selezionate attentamente dal team di pasticceria, i prodotti sono privi di conservanti affinché i sapori giungano inalterati. E’ il lievito madre a donare a tutti in grandi lievitati della Pasticceria Cucchi una caratteristica inconfondibile e irripetibile. Punto di riferimento della più qualificata lavorazione artigianale, fusione di ingredienti pregiati e ricette sfiziose, Cucchi rinnova il suo percorso gourmand tenendo alto il nome della “dolce Milano” nel mondo con rinomate specialità e nuovi, stuzzicanti peccati di gola come le inedite versioni del suo panettone dell’antica tradizione milanese artigianale accompagnato da salumi sfiziosi oltre che tiepido con gelato. Un panettone prodotto rigorosamente con lievito madre e doppio impasto in tempi che variano dalle 60 alle 72 ore.

    Dal 2002 è Locale Storico d’Italia, dal 2013 Attività Storica della Regione Lombardia e dal 2015 Bottega Storica della città di Milano. è sempre stata ritrovo d’antan di musicisti, poeti, letterati, attori, figure di spicco del tessuto cittadino e gente comune ghiotta dello stile del gusto. Nell’elegante cornice della Bottega Storica milanese da ottant’anni perla dell’arte meneghina, il quadro d’autore si mette in mostra tra prelibatezze che profumano di tradizione e innovativi peccati di gola. Luogo cult di firme prestigiose della cultura e della società, la Pasticceria Cucchi ha infatti fin dagli inizi destinato angoli romantici del suo affascinante salotto a iniziative che incontrino quella magica lavorazione artigianale delle sue creazioni con forme diverse d’arte, sfiziose e sublimi. Gli artisti sono ogni volta scelti in base alle loro tecniche geniali, intuizioni, humour, estro e fantasia. Cucchi, pasticceria d’autore… Aperto da martedì a domenica dalle 7 alle 22.

     

     

    Pasticceria Cucchi SRL – Corso Genova, 1 – 20123 Milano tel 02 89409793

     

    www.pasticceriacucchi.it Pagina Facebook: Pasticceria Cucchi

     

     

     

    Ufficio Stampa Pasticceria Cucchi

    Manuela Caminada         |    Via Leopardi 2   |             20123 Milano

    Tel. 0245487544                |             cell 3336217082

  • Milano: si alza il sipario su Golosaria

    Presentata  la dodicesima edizione della rassegna in programma dall’11 al 13 novembre al Mi.Co – Fieramilanocity
    E’ stata presentata, a Palazzo Lombardia, la dodicesima edizione di Golosaria Milano, la rassegna che dall’11 al 13 novembre porterà negli spazi del Mi.Co – Fieramilanocity il meglio dell’eccellenza agroalimentare italiana, con 300 espositori di cibo e vino18 cucine di strada e oltre 50 appuntamenti declinati sul tema di quest’anno: Oltre il Buono.
    Presenti all’anteprima, oltre agli ideatori della rassegna Paolo Massobrio e Marco Gatti, anche l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenuto per evidenziare il ruolo giocato dalle produzioni Lombarde nel campo dell’eccellenza, a partire dalla filiera del riso. Legato a questo intervento è stato il lancio de “Il Libro del Riso Italiano” (Cairo-Comunica), uno dei volumi che saranno presentati ufficialmente a Golosaria e che proprio ieri è stato annunciato da Massimo Biloni, autore insieme a Valentina Masotti.
    Protagonisti dell’appuntamento anche i riconoscimenti assegnati al ristorante Alice, la Migliore Tavola di Milano, alla pizza contemporanea interpretata da Alessio Rovetta della pizzeria dei Sette Ponti di Cenate Sopra (BG) e alla bottega del gusto dell’anno, ovvero Cose Buone di Pegognaga (MN).
    Quindi l’assaggio finale, con i Lambrusco mantovani che hanno festeggiato i 30 anni della doc, il pane, i dolci e il “pan de mej” di Rossi&Rossi di Milano, la birra di Galbiate alle castagne del Birrificio DuLac e i salumi di Marco D’Oggiono, che si potranno assaggiare anche a Golosaria.
    Tutto alla presenza dei molti partner di Golosaria, che nella tre giorni declineranno il tema “Oltre il Buono” con le loro case history di successo.
    Tutte le info su www.golosaria.it
    Ufficio Stampa Golosaria
    FEDERICA BORASIO
    [email protected]
    tel. 0131.261670 (int.0216)
    Per Golosaria
    MANUELA CAMINADA 
    cell. 333 6217082
  • ABATON AL DECENNALE DI PROGETTO DONNE E FUTURO “LA VITA NON È TROVARE TE STESSA, LA VITA È CREARE TE STESSA”

    “La vita non è trovare te stessa, la vita è creare te stessa”

    https://www.dropbox.com/sh/zix97govnx80k4n/AAA2-cHMK9G5-wwiH431p0pSa?dl=0

    “La vita non è trovare te stessa, la vita è creare te stessa”. Nel titolo è racchiuso il leitmotiv dell’evento annuale di Progetto Donne e Futuro, tenutosi lo scorso 7 ottobre a Savona.

    “Quest’anno decorre il decennale di Progetto Donne e Futuro, Associazione che ho fondato e che presiedo. Dieci anni di attività intensa che hanno sostenuto l’azione di tutoraggio di oltre 100 giovani talenti femminili in tutte le discipline lavorative, culturali, sociali, sportive” – spiega l’Avvocato Cristina Rossello – “Abbiamo avuto da sempre un forte sostegno a tutti i livelli anche da parte della Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei Ministri oltre a tutte le Amministrazioni locali che in questi anni hanno ospitato i nostri eventi”.

    Grandi personalità tra gli interventi: Kathleen Kennedy Townsend, Vice Presidente Conferenza Mondiale “Scienze of Peace”, di Lyn Christensen Coacher, Trainer and developer top technology companies and family offices, e di Emerine Kabanshi Ministry of Zambia oltre ad Ilaria Caprioglio, Sindaco di Savona, e Federico Delfino, Pro Rettore del Campus e dell’Università di Savona.

    L’appuntamento annuale di Progetto Donne e Futuro si è occupato di temi internazionali, di nuove tecnologie, di intelligenza artificiale, di sicurezza e del futuro delle nostre città.

    I partecipanti all’evento hanno ricevuto un omaggio speciale creato da Abaton: un oggetto pratico e originale che ricorda l’importante percorso dei primi 10 anni di Progetto Donne e Futuro. L’esclusivo regalo racchiude la bellezza della ceramica e il profumo al Chinotto, eccellenze della Città di Savona. Ogni oggetto è diverso dall’altro, poiché lavorato a mano con un processo che prevede ben tre fasi di cottura, smaltatura e rifiniture artigianali.

    Abaton ha voluto inoltre offrire agli ospiti dell’evento un momento di puro benessere sensoriale con la degustazione olfattiva dei suoi profumi, Chinotto Dark e Chinotto Gourmand, vera sferzata di inebriante energia.

    A proposito di Abaton

    Le collezioni Abaton rappresentano un’officina di idee in costante fermento, dove ogni prodotto nasce per celebrare un esclusivo elemento di unicità, collegato alla storia, alle tecniche di lavorazione e alla materia prima, che lo caratterizza come prodotto d’eccellenza artigianale, non rappresentando solo la soddisfazione di un bisogno materiale ma creando una vera e propria emozione personale.  “Continuiamo a investire sulla ricerca, sulla produzione del Chinotto di Savona in qualità di partner a un progetto Marittimo Interregionale in cui il Chinotto è capofila, iniziativa che coinvolge Liguria, Toscana, Corsica e Sardegna per promuovere le eccellenze agrumicole dei rispettivi territori. Insieme all’università di Pisa, stiamo inoltre lavorando ad un ulteriore progetto che mira ad approfondire le caratteristiche e le proprietà del chinotto a livello cosmetico, farmaceutico, cosmoceutico”, sottolinea Marco Abaton. Il chinotto è una pianta generosa, infatti dalla sua ricca e profumatissima fioritura, dalle foglie e dalla scorza, si estrae un olio essenziale utilizzato in svariate trasformazioni, anche nell’ambito della cosmetica e della profumeria. Ricchi di effetti benefici, i frutti del chinotto appaiono verdi, gialli e arancioni, a seconda della maturazione. Al naturale sono molto amari ma, sapientemente lavorati, diventano squisite prelibatezze e una piacevolissima bibita. Il chinotto: un sinonimo di eccellenza.

    I prodotti artigianali dell’intera collezione firmata Abaton, sono disponibili presso i migliori concept store e profumerie di nicchia oltre che on line sul sito www.abatonbros.com, oppure presso lo show room di Savona di Via Paleocapa 76 e nella esclusiva filiale di New York a pochi passi dall’Empire State Building dove, in eleganti appartamenti, oltre agli uffici della sede americana si può prenotare un appuntamento per il personal shopping di accessori esclusivi.

    Le note olfattive dei profumi…

    Il Profumo Chinotto Gourmand Abaton è gioioso e coinvolgente. Le note di golose quasi biscottose della Vaniglia del Madagascar e del Caramello, vengono movimentate dal sentore agrumato e fiorito del chinotto in arancione in piena maturazione.

    Il Profumo Chinotto Dark Abaton, dal colorito quasi ligneo si presenta autorevole ed elegante. Le note di verdi ed agrumate delle foglie del frutto del chinotto verde, lasciano spazio ad un cuore rotondo, balsamico, quasi liquoroso con un fondo di assenzio, ginepro ed incenso, che rievocano il gusto che si prova nell’assaporare questa delizia dolce-amara.

    A proposito del Chinotto di Savona

    Il piccolo agrume celebra la storia di Savona dal 1500 ad oggi, la passione dei fratelli Abaton per la propria città e per le sue eccellenze ha dato vita alla rete di imprese “Il Chinotto nella Rete”, un pool di estimatori e aziende accomunate dall’amore per questo antico agrume, presidio Slow Food.  L’obiettivo principale della rete (www.ilchinottonellarete.it) è quello di promuovere il Territorio ligure e tutte le sue eccellenze, seguendo il fil rouge del chinotto.  La rete sostiene la filiera del Chinotto, mettendo in rete e in collaborazione diversi produttori, dai vivaisti ai trasformatori, sia di prodotti food, sia di prodotti cosmetici, nonché di originali oggetti di design strettamente correlati alla storia di questo prezioso agrume ed organizzando Tour del Chinotto, Laboratori sul Chinotto, piacevoli escursioni ed interessanti eventi, tra le vie del gusto, dell’arte e della cultura.

    Il Chinotto di Savona, il “piccolo anatroccolo” degli agrumi…

    Il chinotto è una pianta di agrumi che viene da lontano ma trova, in una piccola terra costiera impervia, schiva ma altrettanto generosa la sua dimora ideale. Qui si trasforma, con il lento corso dei secoli e rinasce con caratteristiche uniche, completamente diverse e molto preziose. Ricco di fascino e contraddizioni, diventa subito famoso e ricercato. È una pianta molto fragile e delicata ma i suoi frutti hanno grandi proprietà benefiche: dai navigatori è considerato un prezioso amuleto contro le malattie, perché dona forza e vigore.

    Se è vero che il chinotto è troppo amaro per essere consumato al naturale, è altrettanto vero che trasformato diede vita ad indimenticabili delizie conosciute in tutto il mondo: dalla bibita, icona indimenticabile degli anni ‘50, ai canditi, dalle confetture ai dolci, fino al piacere inebriante dei suoi profumi e cosmetici. A causa di alcune gelate e dell’urbanizzazione, le vaste coltivazioni presenti sul territorio savonese, erano quasi estinte, ma grazie alla passione di alcuni estimatori, la coltivazione “dell’originale Chinotto di Savona” è stata riavviata. Oggi il chinotto è un vero e proprio fenomeno cult, protetto e coccolato come una star, riscuote nuovamente un grande entusiasmo ed interesse, sia dal pubblico più giovane che dal pubblico più maturo, tanto che sono nati diversi club di fan del chinotto, appassionati estimatori che si riconoscono nel suo stile, vintage, originale, autentico ed orgogliosamente italiano. Da questa grande passione nasce l’idea di catturare il profumo di tutte le sfaccettature di questo straordinario agrume.

    Savona, una grande storia…

    Savona è una città riservata ma ricca di eccellenze, tutte da scoprire… come gli splendidi monumenti rinascimentali e barocchi, i preziosi musei ricchi di arte e tradizioni e soprattutto numerosi illustri personaggi, come i due grandi Papi, Sisto IV e Giulio II, che hanno caratterizzato la storia della città e che tutt’oggi ne accrescono la fama.

    Tra questi personaggi, va annoverato anche un navigatore Savonese che nel 1500 importò dalla Cina la pianta del chinotto, frutto considerato dai navigatori un amuleto per allontanare malattie e pericoli. Grazie alle favorevoli caratteristiche climatiche, il chinotto ha trovato il suo ambiente ideale nella riviera Savonese. Negli anni la coltivazione e la trasformazione del chinotto sono diventate un fiore all’occhiello per la città, rendendo famosa Savona come la Città del Chinotto.

    L’incontro tra Savona e la pianta del chinotto risale circa al 1500. È merito di un esploratore savonese che, di ritorno da una spedizione in Cina.

    Ufficio Stampa Abaton

    Manuela Caminada Via Leopardi 2, 20123 Milano (MI) +39 3336217082

  • AUTUNNO 2017, ROVIGO in MOSTRA…Le ideeweekend del Rovigo Convention & Visitors Bureau per scoprire la città

    Un autunno a Rovigo, se possibile, ancor più “caldo” di un’estate appena trascorsa all’insegna di un turismo che ha animato la costa adriatica ed il Delta del Po grazie ad un territorio naturale dalle mille e una risorsa e agli spettacoli di musica che si sono tenuti tra ville, piazze e giardini.

    Iniziative che dunque, all’aprirsi della nuova stagione, si rincorrono in un programma di eventi di interesse generale, alla ricerca di una continua valorizzazione di un territorio che, tra natura, arte, cultura, enogastronomia, riserva infinite sorprese da meritarsi di essere scoperto in ogni stagione da un numero sempre maggiore di turisti.

    Tanti saranno i motivi per i quali pianificare uno e più dei prossimi weekend e farsi trascinare dalla magia di una Rovigo ancora poco nota a molti, conoscere la storia e la tradizione del patrimonio polesano e scoprire, nella semplicità delle sue forme, le ricchezze artistiche che connotano molte città di provincia.

    La prima ragione per raggiungere Rovigo è l’apertura della nuova mostra di Palazzo Roverella, in programma dal 23 settembre 2017 al 21 gennaio 2018, promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi si avvale della prestigiosa collaborazione delle principali istituzioni museali europee, dall’Albertina di Vienna alla Klimt Foundation, dal Museo Villa Stuck di Monaco alla Narodni Galerie di Praga e di altre importanti collezioni museali europee. Quest’anno, infatti, è intitolata Secessioni Europee – L’onda della modernità, e propone per la prima volta un panorama complessivo delle vicende storico- artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma. Evidenziando differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo, basti pensare a Gustav Klimt e a Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o a Segantini che partecipò alle annuali mostre viennesi.

    Si tratta dall’evento culturale più importante del calendario autunno-inverno e per questo le istituzioni cittadine e i soggetti del sistema turistico locale stanno ultimando diverse azioni correlate allo scopo di favorire ed incentivare tanti appassionati a raggiungere il capoluogo polesano.

    Un’intensa attività di promozione territoriale sostenuta da Camera di Commercio Delta Lagunare e realizzata da Rovigo Convention & Visitors Bureau che da due anni ha rinnovato la strategia di marketing orientata ad inserire anche Rovigo tra le diverse “piccole” destinazioni turistiche, possibili mete di un turismo che ricerca nuovi luoghi per motivi di piacere e di lavoro. L’obiettivo di questa rete d’imprese che ha riunito le società di servizi delle principali associazioni di categoria è quello di far conoscere sempre di più le eccellenze storiche, culturali e produttive e diventare il punto di riferimento delle istituzioni cittadine e degli enti privati come la Fondazione Cariparo che da oltre 10 anni promuove molte iniziative culturali, indispensabili strumenti di attrazione turistica​.

    Seguendo questa linea strategica “Abbiamo studiato alcune Idee Weekend ​rivolte sia al turismo individuale, principale target della mostra, che al turismo di gruppo grazie alla collaborazione tecnica degli operatori turistici locali, visibili nel sito web di Rovigo Convention Bureau (www.rovigoconventionbureau.com) al linkhttp://rovigoconventionbureau.com/idee-weekend-rovigo-tra-arte-e-cultura/. Esse lasciano spazio alla scoperta del centro storico di Rovigo con itinerari diversi in base alle preferenze” dice Cristina Regazzo​, Responsabile del Rovigo Convention & Visitors Bureau, “ma includono anche momenti per scoprire i bellissimi dintorni​ dove storia, arte e natura si fondono in un territorio ricco di eccellenze ancora poco conosciute,​ ma capaci di sorprendere il viaggiatore ​anche in autunno”. ​

    Rovigo offre infatti siti storico-artistici ed itinerari culturali nei dintorni di grande suggestione immersi in un’atmosfera di quel magico sud del Veneto ​che ​è capace di stupire.

    Basti pensare che Palazzo Roverella, oltre ad essere sede della mostra, accoglie nelle sale del piano nobile parte delle opere della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi che ospita capolavori di Giambattista Tiepolo, Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Sebastiano Mazzoni, Nicolò di Pietro ed opere importanti di Battista Dossi, Pietro Vecchia, Luca Giordano, Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera. Tanti altri sono i siti di interesse artistico nel capoluogo come il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detta la Rotonda, che lascia senza fiato per la bellezza della luce del doppio ciclo pittorico che contrasta con l’arredo ligneo scuro o come il Teatro Sociale, inserito tra i teatri nazionali di tradizione, che con i suoi oltre 200 anni di storia è meta di visite guidate per adulti e scuole.

    E chi desidera comprendere perché il Polesine è “terra tra due fiumi” non può perdere l’occasione di visitare i borghi vicini bagnati da corsi d’acqua: Lendinara, Fratta Polesine con Villa Badoèr Patrimonio Unesco, Badia Polesine con l’Abbazia della Vangadizza, Adria famoso porto etrusco, crocevia delle Vie dell’Ambra e del Sale.

    Volendo lasciare la possibilità ai turisti di costruire un weekend personalizzato, la descrizione delle IDEEweekend è abbinata ad una scheda di richiesta dove scegliere le escursioni alternative prima di inviare il form compilato.

    Per chi vuole dunque vivere un’esperienza di viaggio slow, Rovigo è il posto giusto dove meravigliarsi.

    Per foto e testi cliccate questo link

    https://www.dropbox.com/sh/vt3xpky0ij2wmy4/AADoWYXgwIfmvXJTyXLVQvaNa?dl=0

    Informazioni e Richieste

    Rovigo Convention & Visitors Bureau

    www.rovigoconventionbureau.com – [email protected]

    Ufficio stampa Rovigo Convention & Visitors Bureau

    Manuela Caminada

    Via Leopardi, 2, 20123 Milano | Mob. 333 6217082 | [email protected]

  • Barni (CO) – MUSICA PER SAN PIETRO E PAOLO: UN VIAGGIO SONORO PER FINANZIARE I RESTAURI DELLA CHIESETTA

    Il piccolo borgo di Barni (CO) continua la mobilitazione per raccogliere i fondi necessari per i restauri della Chiesa Romanica

    MUSICA PER SAN PIETRO E PAOLO: UN VIAGGIO SONORO PER FINANZIARE I RESTAURI DELLA CHIESETTA

    Sabato 28 ottobre 2017 – ore 20,45 – Chiesa Parrocchiale

     

    Sono poco più di 600 gli abitanti di Barni (CO) ma non smettono di stupire con iniziative ed eventi di grande risonanza. Dallo scorso anno la comunità si è impegnata a favore dell’antica parrocchiale di origine medievale, dapprima con la raccolta delle firme necessarie per il censimento dei “Luoghi del Cuore” promossa dal del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Con più di 2000 voti la mobilitazione ha permesso all’edificio di classificarsi primo in provincia di Como e partecipare al bando per finanziare un progetto di restauro (i risultati a novembre) promosso dalla Fondazione in collaborazione con Banca Intesa San Paolo.

    Spinti da questa voglia di rivedere la Chiesa di San Pietro e Paolo e i suoi affreschi finalmente restaurati, gli abitanti non si sono dati per vinti e hanno dato vita a numerose iniziative con lo scopo di raccogliere fondi per la chiesetta.

    Gare di burraco, mercatini, concerti ma soprattutto una maxi lotteria di beneficienza con estrazione il prossimo lunedì 30 ottobre 2017, alle ore 14,30 in Piazza Pio XI, durante la tradizionale fiera di Barni con in palio una fantastica Crociera e diversi premi offerti da benefattori del paese e non solo.

    Il concerto dell’Ensemble femminile Cum Corde di Galbiate (LC), diretta da Anna Fruet sarà il prossimo appuntamento promosso dalla Parrocchia di Barni in collaborazione con Culturabarni  su questo filone di eventi che uniscono beneficienza, cultura e aggregazione comunitaria.

    La direttrice Anna Fruet è stata essa stessa membro della comunità barnese in gioventù e ricorda con affetto i bei momenti trascorsi nel borgo “Per me sarà un piacere  venire a Barni e realizzare  un concerto a favore del restauro della chiesa romanica dei SS. Pietro e Paolo” afferma.

    “Un momento di alta qualità musicale sarà ospitato nella nostra parrocchia per un obiettivo ambizioso ma non impossibile: raccogliere fondi per il restauro della nostra chiesa romanica. Invitiamo tutti ad assistere al concerto di questo gruppo vocale davvero meraviglioso, che ringraziamo per la disponibilità, e che allieterà la serata di sabato. Chiediamo a tutti di essere generosi e offrire almeno due euro per salvare il nostro gioiello. Un piccolo sforzo per un grande risultato” affermano dall’organizzazione.  Sarà infatti possibile acquistare i biglietti della lotteria da due euro cadauno che sarà estratta lunedì 30 ottobre prossimo oppure dare un’offerta libera.

    Il concerto si inserisce anche nella settimana dedicata alla commemorazione del Servo di Dio Don Biagio Verri, venerabile barnese che tanto si prodigò per gli ultimi, la cui tomba è proprio nella Chiesa di San Pietro e Paolo. Il prossimo 2019 sarà il bicentenario dalla nascita, altro appuntamento che Barni non si lascerà scappare.

     

    L’Ensemble Femminile Cum Corde

    L’Ensemble Femminile Cum Corde nasce nell’ottobre 2006 dall’iniziativa di Anna Fruet e del suo maestro Francesco Sacchi. Il progetto si è realizzato nell’incontro con alcune persone desiderose di conoscere la musica attraverso la voce e il canto corale. La ricerca del gusto espressivo, la fusione delle voci non solo come puro fatto tecnico è il risultato di uno stesso grande cuore: “Cum Corde”. La scelta del repertorio investe stili ed espressioni musicali che comprendono momenti diversi della storia della musica, perchè la voce possa esprimere tutta la sua bellezza e completezza. Molte pagine con destinazione strumentale sono state elaborate per le esecuzioni vocali del nostro Ensemble dal Maestro Francesco Sacchi che cura costantemente l’intero repertorio che comprende composizioni sacre e profane del XIII,XIV,XV e XVI secolo, brani di origine celtica, musica leggera e jazz.

    Il Direttore Artistico Anna Fruet insegnante di educazione musicale, ha fatto dell’impegno pedagogico il fulcro della sua attività; ha ideato una propria originale metodologia didattica. Il repertorio eseguito dall’Ensemble comprende composizioni sacre soprattutto del periodo medievale e rinascimentale, musica tradizionale irlandese e musica leggera.
    L’Ensemble femminile CUM CORDE fa parte dell’Associazione USCI – provincia di Lecco; ha partecipato a rassegne corali e si è esibito in diverse località della Lombardia.
    L’esecuzione del brano “Angelus ad virginem” (anon. del XIII sec) fa parte della compilation corale “Betlemme anno zero – L’attesa di un mistero” edito dell’USCI-Lecco nel 2012.

    Sono 18 le coriste dell’Ensemble Cum Corde dirette da Anna Fruet, insegnante di educazione musicale che ha fatto dell’impegno pedagogico il fulcro della sua attività.  Ha ideato una propria originale metodologia didattica dal titolo “La musica si può raccontare”.
    La direzione corale nasce dalla medesima passione educativa e comunicativa che anima il suo lavoro nel mondo della scuola.

    A proposito di Barni….

     

    La Chiesa di San Pietro e Paolo

    Barni conserva un piccolo gioiello, la Chiesa Romanica dei SS Pietro e Paolo, risalente al XII secolo che si è recentemente classificata al primo posto tra i luoghi del cuore del FAI della provincia di Como e per cui si stanno facendo una serie di eventi per raccogliere fondi in modo da poter affrontare una serie di interventi conservativi.

    Era la Chiesa Parrocchiale matrice della Comunità di Barni che in origine comprendeva anche Magreglio. La datazione al XII secolo è quella riferita agli elementi certi, ma il nucleo originario medioevale, il più antico, costituito dal campanile e dalla porzione più orientale comprendente l’abside, quasi con altrettanta certezza, risale al X secolo, così come emerge dagli studi di Edoardo Arslan nella sua “Storia di Milano” edita nel 1954 da G. Treccani. A testimoniarlo sta l’abside ancora a forma semicircolare (nelle chiese bisogna aspettare la fine del XII secolo per vedere affermarsi l’abside a forma quadrata), e il fatto che il campanile sorge in posizione staccata di ben 9 metri, e ruotata con un’angolazione autonoma rispetto al corpo più antico della Chiesa, nella quale fu inglobato dai successivi ampliamenti. Gli affreschi che decorano le pareti appartengono a vari periodi e si trovano sovrapposti a quelli originari molto deteriorati fra i quali una rarissima rappresentazione di S. Lucio. Nella sua visita pastorale del 20 ottobre 1570 S. Carlo dice che le pareti della Chiesa sono interamente coperte di pitture che tuttavia sono molto rovinate a causa della loro antichità. Sembra quindi giusto pensare che detti dipinti siano di molto anteriori ai tempi di S. Carlo e risalgano, quantomeno, al XIV-XV secolo. Pregevole, anche se ormai depauperato dai furti nelle sue componenti migliori, un altare ligneo dorato risalente al ‘700. Degne di nota le due campane che, secondo le iscrizioni sono state fuse nel 1420 la minore e nel 1454 la maggiore, due date che ne fanno le più antiche, giunte sino a noi, fra quante sono note nell’intera provincia di Como. L’insieme richiede un radicale intervento di tutela.

     

    Per poter iniziare gli interventi di rifacimento programmati sono in programma iniziative piccole e grandi atte a raccogliere i fondi necessari. Le associazioni del territorio tra cui Culturabarni si stanno impegnando per raccogliere fondi per i restauri anche con una Lotteria Pro Restauri con numerosi premi tra cui una crociera nel Mediterraneo, una fuga romantica a Bellagio, un orologio da collezione esposto al MOMA, un pouf di design e numerosi altri premi. Della raccolta fondi si sta anche occupando la Fondazione Comasca disponibile a dare il il suo contributo entro la metà di novembre e a cui confluiscono le donazioni (l’iban è IT23U0760110900000021010269). Il donatore potrà usufruire dei benefici fiscali previsti dalla legge, sia esso una persona fisica o una impresa. La Fondazione è comunque a disposizione per ogni assistenza in materia e sarà lieta di fornire anche una propria ricevuta.

     

    Il Servo di Dio Don Biagio Verri

    Biagio Verri, il futuro “apostolo delle giovani schiave”, nacque il 2 ottobre 1819 a Barni.

    Sentì la vocazione sacerdotale quando era poco più che adolescente e ricevuta l’ordinazione a Milano nella primavera del 1843, si dedicò ai giovani nell’Oratorio San Luigi.

    Nel 1850 arrivò la svolta della sua vita: conobbe Niccolò Olivieri, uno straordinario sacerdote che dedicava la propria esistenza al “riscatto” delle giovani donne di colore in stato di schiavitù. Nacque così un’amicizia e una importante collaborazione a vantaggio della “Pia Opera per il riscatto delle Fanciulle more”.

    Nel 1857, col consenso dell’arcivescovo e l’autorizzazione del Ministro provinciale dei Cappuccini – essendo terziario francescano – don Verri diede un commosso addio all’oratorio. Iniziò anch’egli il mestiere del “ghellaba”, il “negriero di Dio”, per contrastare il mercato clandestino di schiavi ancora fiorente – in particolare ad Alessandria d’Egitto e al Cairo – sebbene fosse stato abolito dal Congresso di Vienna.

    I due sacerdoti si prodigarono generosamente per quelle sventurate, affrontando grandi sacrifici. Giravano di paese in paese alla ricerca di offerte per liberarne quante più potevano. Data loro una nuova dignità, le circondavano d’affetto.

    Intrattenne rapporti con san Daniele Comboni che in una lettera gli scrisse: “Io sono bramosissimo di vederla e di discorrere della nostra cara Africa…”. Amico di don Bosco, don Verri periodicamente trascorreva giorni di ritiro spirituale a Valdocco e fu nella chiesetta di S. Francesco di Sales che decise di consacrare la sua vita alla salvezza delle piccole schiave, dopo aver trascorso la notte dinanzi al SS. Sacramento.

    Dopo la morte dell’Olivieri, incoraggiato da papa Pio IX, don Biagio portò avanti l’Opera. Era ormai consolidata la rete di collaborazioni tra amici e benefattori, sia religiosi sia laici.

    I preziosi scritti di don Verri testimoniano la sensibilità di un padre: “È sempre meglio mancare per troppa bontà che averne difetto”. Era quanto rispondeva a coloro che lo rimproveravano, affermando che alcune “riscattate” abusavano della sua bontà. In altra occasione disse: “Lasciamoci condurre dalla Provvidenza che ha le viste più lunghe di noi poveretti, ed ogni cosa volge in bene di chi a lei si affida”.

    Don Verrì morì a Torino, ospite della Piccola Casa della Divina Provvidenza, il 26 ottobre 1884. Fu poi sepolto a Barni nella Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo.

    Il processo di beatificazione fu aperto a Milano nel 1921 dall’Arcivescovo beato Cardinale Ferrari. Il Cardinale beato Ildefonso Schuster, che nel 1935 aveva autorizzato la raccolta degli scritti, venti anni più tardi affermò: “Lo chiamano “l’apostolo delle Morette” e lo fu attraverso una lunga ed atroce “Via Crucis”. Ma la sua multiforme santità si affermò in tutto il vasto campo delle virtù sacerdotali… ”.

    Nel 2019 saranno celebrati i 200 anni dalla nascita. Il mese di ottobre è il mese a lui dedicato.

     

     

    Per informazioni

     

    Ufficio Stampa Culturabarni

    Francesca Gilardoni [email protected][email protected],

    Manuela Caminada [email protected]

     

    www.culturabarni.it

  • DOMENICA 22 ottobre parte la VOLVO OCEAN RACE

    MAPFRE, IL TEAM SPAGNOLO FAVORITO, INDOSSA I CAPI DI HELLY HANSEN

    PER PROTEGGERSI DALLE CONDIZIONI OCEANICHE PIÙ COMPETITIVE AL MONDO

     https://www.dropbox.com/sh/40cwas7ji8nyf9w/AAAKT6K7NwbQIlZBRQONmVXBa?dl=0

    Oslo, Norvegia, ottobre 2017 – Originariamente denominata Round Whitbread World Race, la Volvo Ocean Race è una regata non-stop in tutto il mondo. I più selezionati velisti del mondo navigano per oltre 40.000 miglia nautiche, in quattro oceani, toccando sei continenti e visitando 12 città ospitanti. . E’ una maratona nel mare. La Volvo Ocean Race è spesso descritta come l’evento sportivo professionale più lungo e più duro al mondo.

    Helly Hansen è orgogliosa di essere stata scelta dal team velico spagnolo MAPFRE, favoritp della competizione Volvo Ocean Race 2017 come fornitore ufficiale di abbigliamento e calzature per il proprio equipaggio di velisti sia in mare che a terra.   L’​abile​ team indosserà indumenti per esterno, mid layer, base layer e calzature Helly Hansen, progettati per competere nelle condizioni oceaniche più differenti e impegnative durante la sfida di sette mesi che inizierà a​d​ Alicante, in Spagna,  domenica 22 ottobre e terminerà all’Aia nel giugno 2018. “La Volvo Ocean Race è la gara ​velica​ più impegnativa del mondo nella qual​e​ un team possa competere, quindi l’equipaggio deve indossare abbigliamento che non dia nessun problema ​dall’inizio della competizione alla fine”, ha dichiarato Øyvind Vedvik, category managing director for sailing di Helly Hansen. “Al fine di garantire prestazioni ottimali, incontreremo l’equipaggio di MAPFRE in ogni porto per  ​prendere eventuali azioni correttive ​ e garantire che le attrezzature professionali non solo mantengano comodi e asciutti, ma  ​aumentino le loro abilità in  navigazione. Non esiste prova migliore della Volvo Ocean Race”.

    Helly Hansen è stata sponsor ufficiale di abbigliamento per i team della Volvo Ocean Race sin dalla prima gara effettuata nel 1973. La competizione è un laboratorio di innovazione di primaria importanza per il team di progettisti di Helly Hansen che lavora direttamente con gli equipaggi sulle caratteristiche e per la realizzazione, per assicurarsi che ogni dettaglio sia funzionale e duraturo per tutta il periodo della gara. MAPFRE indosserà la linea premium ÆGIR di Helly Hansen, sviluppata e collaudata da velisti professionisti e utilizzata in occasione di diversi record ottenuti. Recentemente, MAPFRE si è aggiudicata la tappa zero e ha anche raggiunto il nuovo record di Monohull intorno all’Isola di Wight in agosto, è sicuro prevedere quindi che il team sia pr​oi​ettato verso un grande inizio.

    “Siamo lieti che un’azienda del prestigio di Helly Hansen, marchio con 140 anni di storia e leader mondiale nell’abbigliamento tecnico per vela, si unisca al nostro tentativo di conquistare la Volvo Ocean Race”, ha dichiarato Pedro Campos, CEO del team. I velisti si trovano in condizioni meteorologiche estreme nella corsa mondiale, dalle tempeste alle onde enormi, passando attraverso temperature superiori ai 40 gradi nei tropici… Quindi è indispensabile un equipaggiamento che aiuti a proteggere e a regolare la temperatura corporea. Sono certo che l​e​ tecnologie​ Helly Hansen ci permetterà di competere al meglio, nonostante le condizioni”.

    L’attrezzatura prodotta per MAPFRE servirà come prototipi per le prossime collezioni vela che saranno disponibili per i consumatori di tutto il mondo. Per saperne di più sulla collezione vela Helly Hansen e sulla partecipazione alla Volvo Ocean Race:

    https://www.hellyhansen.com/news/research-and-development-on-open-waters-the-volvo-ocean-race/ participation here.

     

    Learn more about the team here.

     

    A  proposito di Helly Hansen

    Helly Hansen, uno dei maggiori player nell’abbigliamento tecnico della vela e lifestyle, è indossato dalle Nazionali di Stati Uniti, Canada, Norvegia e Giappone. Helly Hansen supporta anche i principali circuiti di regate come Nood, Færder, Oslo Race Week, AF Race Week, la regata Round The Island nel Regno Unito, la European Melges Series e molte altre.

    Fondata in Norvegia nel 1877, Helly Hansen continua a sviluppare il proprio abbigliamento attraverso le linee del design scandinavo e le intuizioni tratte dalla vita e dal lavoro  in alcuni dei più ostili ambienti del globo. Il brand rappresenta il connubio perfetto tra performance, protezione e stile, e continua a proteggere i professionisti e a renderli capaci di vivere in mezzo all’oceano o sulle montagne di tutto il mondo. L’azienda vanta una lunga lista di innovazioni esclusive sul mercato, compresi i primi indumenti da lavoro impermeabili quasi 140 anni fa, il primo tessuto in pile nel 1960 e il primo intimo tecnico nel 1970, con la Lifa® Stay Dry Technology™ e oggi la brevettata e premiata tecnologia H2Flow per la regolazione della temperatura. Helly Hansen è leader mondiale nel settore dell’abbigliamento tecnico da vela, così come primeggia nel settore del workwear.  Le sue uniformi per lo sci sono indossate e testate da più 55,000 professionisti e sono indossate da Olimpionici, Squadre Nazionali, operatori e guide che operano in più di 200 ski resort intorno al mondo. L’abbigliamento tecnico, l’intimo tecnico, lo sportswear e il footwear Helly Hansen sono venduti in oltre 40 nazioni approvate da professionisti dell’outdoor ed entusiasti del mondo intero. Per approfondire la conoscenza delle più recenti collezioni Helly Hansen visitate:

    www.hellyhansen.com

     

     

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