Autore: NicolaAndreatta

  • Ecco come affrontare al meglio un colloquio di selezione del personale

    Le tappe della ricerca di un nuovo lavoro

    Affrontare tutti i processi della selezione del personale, per chi è alla ricerca di un’occupazione è già di per sé un grosso lavoro. Ci sono infatti tante piccole task da affrontare, e tutte quante nascondono delle piccole insidie per il candidato sprovveduto o impreparato. Dapprima si deve realizzare un curriculum vitae sincero ed impeccabile, capace di catturare l’attenzione dei potenziali datori di lavoro e dei cacciatori di teste. Il passo successivo è ovviamente quello di cercare gli annunci più affini alla propria figura professionale, ricercando la posizione più congeniale alle proprie aspirazione e alle proprie capacità approfittando di tutti i canali messi a disposizione dai moderni strumenti di ricerca e di selezione del personale. Attenzione, però: ogni annuncio di lavoro richiede una candidatura personalizzata, effettuata cioè con una lettera di presentazione scritta ad hoc per quell’azienda. Un recruiter d’esperienza, infatti, non si lascerà certo imbrogliare da un testo utilizzato centinaia di volte per le più diverse posizioni lavorative. In fondo a tutto questo processo, si arriva poi all’evento decisivo della ricerca e selezione del personale, ovvero il temuto colloquio di lavoro. Come si può affrontarlo nel modo migliore? Ecco alcuni fondamentali consigli per non farsi cogliere alla sprovvista dalle domande dei recruiter!

    Come prepararsi prima del colloquio

    Un colloquio di lavoro è già di per sé una buona notizia: questo appuntamento significa infatti che la vostra figura è stata vista di buon occhio dai selezionatori di un’azienda in particolare o dagli attenti head hunter di un’agenzia di ricerca e selezione del personale. Insomma, un colloquio è il primo passo decisivo verso un nuovo lavoro, e proprio per questo motivo tale evento può essere massacrante per i nervi di alcuni candidati. Il trucco, però, sta nel prepararsi a dovere, così da arrivare all’appuntamento con il recruiter sicuri di sé e pronti a tutto.

    La prima cosa da fare, dunque, è informarsi sull’azienda o sul ruolo per il quale si è stati convocati: venire a conoscenza del tipo di ambiente, della mission e della cultura aziendale non potrà che giovare e portare più agevolmente verso un colloquio efficace. Oltre a questo, è fondamentale prepararsi mentalmente le risposte alle domande più comuni del selezionatore: questo non significa ovviamente imparare a memoria un discorso, anche perché a nessuno piace l’effetto ‘filastrocca’, bensì esercitarsi per risultare disinvolti e sicuri di sé.

    Il momento della verità: consigli per il colloquio

    L’importante è varcare fin da subito la soglia della stanza in cui si terrà il colloquio con una buona carica di spontaneità e sicurezza (il che, va sottolineato, non significa né arroganza né spavalderia). Indispensabile, a questo scopo, tenere ben a mente che nessuno convoca un candidato a caso: la chiamata di un recruiter sta a sottolineare la validità di un curriculum vitae. Il primo consiglio di un cacciatore di teste per affrontare al meglio un colloquio è tipicamente quello di essere onesti. Qualsiasi piccola bugia avrebbe infatti le gambe cortissime, e verrebbe svelata al più tardi con il classico giro di telefonate per le referenze.

    Se invece durante il botta e risposta qualcosa non dovesse risultare chiaro, il consiglio è senz’altro quello di chiedere: porre domande pertinente, infatti, è sintomo di curiosità e intelligenza, entrambe doti molto apprezzate da chi si occupa di selezione del personale.

    Per fare un buona impressione, poi, è importantissimo lasciare ogni ombra di negatività fuori dalla porta: tutto deve essere positivo. Per assurdo, anche le critiche devono esserlo. Se il recruiter dovesse domandare il perché si vuole lasciare l’attuale occupazione lavorativa, la risposta non dovrà mai essere «il mio capo non capisce nulla su come mandare avanti un’azienda» ma invece «sono alla ricerca di un ambiente più stimolante, giovane e maggiormente aperto all’innovazione, che mi permetta di aggiornarmi e migliorare la qualità del mio operato».

    C’è chi dice che ad un colloquio di lavoro il candidato non dovrebbe mai parlare di soldi. Questo è vero fino ad un certo punto: in ogni caso, la questione dello stipendio non deve assolutamente essere affrontata durante i primi minuti del colloquio, sarebbe una gaffe imperdonabile. Se il candidato è talentuoso e ha delle aspettative precise sul lato economico, è però senz’altro giusto che le presenti al momento opportuno, chiedendo chiarimenti sul tipo di contratto e sulle eventuali possibilità di crescita.

    Ah, un’ultima cosa: la puntualità! Arrivare in ritardo ad un colloquio di lavoro è quanto di peggio si possa fare!