Autore: Materassi Marion

  • Sognare: un mistero inspiegabile

    Quante volte vi è capitato di svegliarvi nel bel mezzo della notte a causa di un brutto sogno? Vi siete mai chiesti cosa succede nel momento in cui andiamo a letto, ci addormentiamo e abbandoniamo lo stato di veglia?

     

    Nei sogni tutto è possibile…

    Mangiare chili di Nutella e avere lo stesso fisico di Naomi Campell.

    Lanciare una torta in faccia al vostro capo senza subire conseguenze.

    Scappare con un surfista australiano in sella ad un cavallo.

    Fermare il tempo per aggiustare o cambiare qualcosa.

    Volare.

    Ahinoi, peccato che siano solo sogni perché al risveglio tutto torna come prima.

     

    Ogni notte, nei nostri sogni la preistoria si mischia con la fantascienza, la logica con l’incongruenza per dar vita a storie irreali in grado di farci provare sensazioni reali come felicità, tristezza, paura, angoscia, euforia. Possono includere persone che conosciamo e perfetti sconosciuti, luoghi noti e posti mai visti prima. A volte si limitano a ricordarci eventi accaduti durante la giornata. Altre volte possono anche richiamare i nostri più oscuri segreti, le paure e le fantasie più intime.

     

    QUANDO SOGNIAMO?

    Fino a pochi anni fa, si riteneva che i sogni non ci tenessero compagnia tutta la notte ma che si verificassero unicamente durante la cosiddetta fase del sonno REM. A ridimensionare questo concetto sono stati diversi studi che hanno dimostrato come anche le altre fasi del nostro riposo notturno (sonno non-REM / NREM) ospitano i sogni. Il sonno REM è la fase più vicina al risveglio, per questo si è più propensi a ricordare i sogni REM rispetto a quelli in NREM. A ogni fase del sonno corrisponderebbero anche sogni diversi. Durante il sonno REM, per esempio, le persone di solito riportano di aver interagito con 2-3 personaggi, di solito persone che conoscono nella vita reale. La fase NREM invece può ospitare più personaggi, anche sconosciuti come in un film.

     

    COSA SUCCEDE AL NOSTRO CORPO MENTRE SOGNIAMO?

    Durante questo processo, il cervello si attiva quasi nella sua totalità, e ha bisogno che il flusso di sangue sia il doppio di quello necessario quando siamo svegli. Soltanto una parte del cervello smette di funzionare quando dormiamo: il suo centro logico. Per questo i sogni acquisiscono, molte volte, delle sfumature surreali. Inoltre, per non esteriorizzare ciò che sogniamo, il cervello invia segnali al midollo spinale paralizzando le nostre membra temporaneamente. L’unica cosa che muoviamo mentre sogniamo, vale a dire durante la fase di sonno REM, sono gli occhi, che si muovono in modo coerente con la nostra attività nel sogno. Tanto è vero che se stiamo sognando di assistere ad una partita di tennis, i nostri occhi, sotto le palpebre, si spostano da sinistra a destra come farebbero nella realtà.

     

    PERCHE’ SOGNIAMO?

    I sogni hanno affascinato i filosofi per migliaia di anni. Sono state proposte molte teorie sul perché si verifichi questa attività cerebrale, in nessuna però vi è un pieno consenso. Un fatto evidente è che le ragioni per cui sogniamo sono ancora misteriose. Ma questo non ha fermato gli scienziati dall’elaborare alcune ipotesi piuttosto affascinanti:

    • per esaudire i desideri, come sostiene Freud. Qualsiasi sogno, non importa quanto terrificante, può essere visto come un modo di ottenere qualcosa che si desidera, letteralmente o simbolicamente.
    • per risolvere i problemi, come afferma la Barret (psicologa dell’Università di Harvard). “Uno degli scopi del sognare potrebbe essere quello di aiutarci a trovare risposte creative alle difficoltà che ci tormentano durante le ore di veglia.”

     

    E’ POSSIBILE RIPRENDERE UN SOGNO INTERROTTO?

    Si, se questo avviene durante la fase REM. I sogni cosiddetti “a puntate” hanno a che fare con brevi risvegli notturni.

    Ad esempio, siamo inseguiti da un personaggio inquietante e ci svegliamo di soprassalto per la paura (oppure a causa di un fattore esterno, come un rumore improvviso), poi rassicurati ci riaddormentiamo proseguendo il sogno laddove si era interrotto.

    Come dimostrano gli studi della fisiologia del sonno, la possibilità di riprendere un sogno corrisponde al fatto che se esso si interrompe durante la fase REM, quasi sicuramente si riprenderà il sonno, completando il ciclo onirico interrotto.

     

    Curiosità!

     

    1. Il 12% delle persone sogna in bianco e nero
    2. Il 90% dei dettagli che compongono i nostri sogni viene dimenticato nel primo minuto appena svegli
    3. Più fredda è la casa, più macabri saranno i sogni
    4. Durante tutta la notte, la maggior partedi noi sognaogni 90minuti.
    5. Se sogniamo, contemporaneamente non possiamo russare

     

    …adesso è arrivato il momento di schiacciare un pisolino! Buonanotte!

  • Omeopatia: che cos’è?

    Argomento scottante e fortemente discusso soprattutto in questi ultimi anni in cui la percentuale di persone che si definiscono “salutiste” e che scelgono questo metodo per le cure è aumentata a dismisura. Tu cosa ne pensi? L’omeopatia si può definire una valida alternativa alla medicina tradizionale o è semplicemente un buon effetto placebo? 

    Avrai sicuramente visto almeno una volta una puntata del suo show o, se non lo hai mai visto, in famiglia ci sarà qualcuno che ha pronunciato il suo nome. L’ormai celebre Dr. OZ (cardiochirurgo al Columbia Presbyterian di Manhattan) si occupa anche di quella vasta area di cura che ha a che fare con i rimedi della medicina, cosiddetta, “alternativa”: erbe, omeopatia e rimedi tradizionali. Lui è un vero medico e se cura i suoi pazienti anche con l’omeopatia forse è meglio se continui a leggere il nostro articolo!

    Secondo gli ultimi dati Doxa, 4 italiani su 5 si dichiarano soddisfatti degli esiti delle cure omeopatiche. Sono ben 20 mila i medici iscritti all’Albo che prescrivono farmaci omeopatici e sono 11 milioni gli italiani che usano medicinali omeopatici.

    Sai come funziona? L’azione dell’omeopatia è più simile all’azione di un vaccino che a quella di un antibiotico. Con la medicina omeopatica si somministrano infatti sostanze simili all’agente che produce quel tipo di malattia. In questo modo si stimola una reazione immunitaria adeguata che va a rinforzare le difese dell’organismo favorendo la guarigione o prevenendo la patologia, proponendosi di curare non tanto la patologia in sé quanto il “terreno” su cui la malattia sta agendo. I rimedi omeopatici vengono composti utilizzando dosi minime di ingredienti vegetali, animali e minerali. Ad esempio: per curare un’orticaria, si utilizzerà un farmaco omeopatico derivato dal veleno dell’ape, perché il veleno dell’ape, a contatto con il nostro corpo, genera una reazione analoga a quella dell’orticaria.

    Per prescrivere e curare con medicinali omeopatici occorre essere prima medici. In Italia l’omeopatia è una competenza che si acquisisce dopo la laurea e le eventuali specializzazioni, a seguito di specifici corsi di formazione. C’è una sola differenza tra un medico tradizionale ed un omeopata: il dialogo! Il colloquio tra il paziente e l’omeopata è approfondito dall’esame e dall’ascolto dettagliato dei sintomi descritti, così come dei suoi sentimenti, dei suoi pensieri, del vissuto e di quanto ha potenzialmente contribuito a compromettere il suo stato di salute. A differenza della medicina tradizionale, l’omeopatia si pone come obiettivo quello di migliorare radicalmente il rapporto tra medico e paziente prestando maggiore importanza all’aspetto umano della malattia. A volte un sorriso, una pacca sulla spalla e una frase rassicurante possono fare molto di più di tanti medicinali veri o presunti. Non sarà mica questo il motivo per cui Dr. OZ è seguito in tutto il mondo?

    Qual è il giusto punto di vista? Sarebbe il caso di cominciare a considerare l’omeopatia non come una medicina alternativa ma, piuttosto, di supporto. I medicinali omeopatici vengono infatti utilizzati da dottori in associazione alle medicine tradizionali. L’omeopatia si propone dunque come una medicina complementare. Non è certo un caso che la maggioranza delle persone acceda all’intervento omeopatico soltanto dopo aver subìto un trattamento con farmaci tradizionali ed averne constatato l’inefficacia o l’intollerabilità. Affiancando e/o sostituendo la medicina omeopatica a quella classica si possono così apportare notevoli benefici al malato. Questa commistione di cure non è assolutamente nociva, anzi molto spesso si nota una positiva complementarietà.

    E tu, hai un’esperienza da raccontarci? Scrivici e saremo ben lieti di condividere la tua opinione!

    (Fonte: my-personaltrainer.it)

  • I bambini di oggi sono più felici dei bambini di ieri?

    La famiglia di oggi si pone come obiettivo prioritario quello di garantire la felicità dei bambini. Per riuscire a far questo cerca di soddisfare in tutti i modi i loro desideri e le loro richieste senza porre limiti e regole di nessun genere. Ma questa è davvero la giusta strada da seguire per renderli felici ed autonomi?

    Assolutamente no! Un bambino che cresce ottenendo tutto quello che vuole, dai giocattoli alla tecnologia fino al consumo non controllato di junkfood, sarà semplicemente più debole e vittima di chi, per dispetto o per invidia lo prenderà di mira.

    Ma come possono dei genitori, che magari lavorano a tempo pieno, evitare tutto questo? Innanzitutto è importante capire che non tutti i desideri vanno esauditi. Credere poi di colmare l’assenza con mille doni è un abitudine tanto diffusa quanto dannosa.  Il bambino svilupperà una visione distorta sul valore delle persone e delle cose.

    Inoltre tv, play station e tablet lo abitueranno ad uno stile di vita sedentario che non stimolerà affatto la sua creatività.

    Allora come comportarsi con loro? Quali attività sono adatte in fase di crescita?

    Il nostro consiglio vale per tutti i genitori: ritagliatevi dei momenti  per portare i bambini in luoghi aperti dove possano sfogarsi e divertirsi, fare amicizia con i loro coetanei e magari stare a contatto con degli animali. Questo si che renderebbe un bambino felice!

    Molti insegnanti infatti, stanno adottando la “outdoor education”, una tecnica educativa nata in Danimarca, in cui la formazione e la crescita dei bambini avviene prevalentemente all’aria aperta. Questa tecnica parte dall’assunto che le esperienze formative e sociali si sviluppano al meglio specialmente nei primi anni di vita (0-6 anni). I risultati sono sorprendenti. Crescere in un ambiente sano e all’aria aperta crea i presupposti per avere adulti di domani più allegri, più felici e probabilmente anche più sani.

    In Italia esistono tante attività che i bambini possono seguire all’esterno: alcune fattorie propongono giornate genitori/figli a contatto con animali e alla scoperta dell’ambiente.

    Anche molti zoo e parchi organizzano giornate gratuite o con sconti per famiglie con laboratori d’arte e di cucina, esperienze alla scoperta della natura, attività sportive per ragazzi con disabilità e orti didattici.

    La natura, gli spazi aperti, il confronto con i coetanei contribuiranno a rendere le generazioni future più forti e meno insicure. Nello stesso tempo, noi genitori diventeremo meno apprensivi dando la possibilità ai nostri figli di prendere piccole decisioni che li porteranno a capire cos’è giusto e cosa è sbagliato!

    Ricordate che la maggior parte delle sciagure che temete, per fortuna, nella realtà non si verificheranno ma i momenti di gioia e serenità a cui rinunciate, nel tentativo di tenere tutto sotto controllo, saranno persi per sempre. Smettete di preoccuparvi e molto probabilmente le cose andranno esattamente come devono andare. Usate invece le vostre energie per guardare negli occhi vostro figlio, per conoscerlo, per fargli capire che ci siete e che avete fiducia in lui. Sarete ripagati.