Autore: editorialstaff

  • Il colore salva pianeta? Alla Milano Design Week Noroo presenta Mirage, luogo di riflessione, visione e speranza

    Mirage è la nuova tendenza del colore nel design presentata da Noroo Group, industria coreana leader in Asia nel settore della produzione di colori, alla Milano Design Week dal 17 al 23 aprile – spazio Torneria di via Novi 5 in zona Tortona –

    MIRAGE è uno spazio dai confini e dalla luce labile, un luogo insolito lontano dalle aree abitate dalla coscienza e tangente le aree frequentate dal sogno. Il luogo del MIRAGGIO è un luogo di solitudine, di protezione, di riflessione e di stupore, di guarigione in cui la visione si riflette e si smaterializza perdendo l’orizzonte, per poi ritrovarlo nei riflessi e nelle rifrazioni della luce.

    Noroo che ha una sede anche a Milano, ogni anno, con il suo color trend book Cover All, anticipa le tendenze del colore nel design, nell’arte, nell’architettura e da quest’anno anche nel settore della mobilità.

    Sulla scia del successo del Fuorisalone milanese del 2019, in cui aveva lanciato il colore delle maree con l’installazione Tides, un colore fluido che variava con i ritmi della natura, quest’anno Noroo Milan Design Studio propone Mirage una installazione realizzata in collaborazione con UAUproject.

    “Si tratta di una installazione – spiega la designer e architetto Jihye Choibasata sul concetto del Miraggio come una momentanea tregua offerta dalla luce. Un miraggio potrebbe sembrare uno degli artifici offerti dalla natura, ma si può anche pensare ad esso come il modo della natura di mostrarci la speranza in tempi che sembrano essere particolarmente impegnativi. Da Flexibility (flessibilità), la parola chiave dell’edizione Cover All 07, abbiamo immaginato la foresta come ispirazione concettuale, che rappresenta l’armoniosa coesistenza, l’intelligenza della natura, e il suo simbolismo misterioso. Nella foresta dei Miraggi presenze insolite fuoriescono da prismi di luce iridescente, grandi crisalidi colorate protese verso l’alto, come totem nelle fiabe sono oggetti magici portatori di mistero occultati dentro la foresta, oggetti nascosti e lontani dalla città dove i mondi del tipico e dell’archetipico si scontrano collassando” conclude Choi.

     

    L’installazione accoglie i visitatori per sfuggire alla realtà e alla mondanità della vita quotidiana attraverso una tregua offerta dalla luce. I Miraggi sono erroneamente quasi sempre associati ai deserti, tuttavia avvengono in molti luoghi, anche in climi estremamente freddi, nelle montagne, e persino nelle foreste.

     

    Noroo Milan Design Studio

    Noroo Milan Design Studio nasce a Milano dal Gruppo NOROO, uno dei principali attori della storia dell’industria chimica della Corea del Sud, da 75 anni in vari settori di attività specializzati in colori, materiali e finiture. NMDS è Colorful Intelligence, un luogo pensato per generare networking e condividere visioni e idee attraverso il dialogo e le attività tra esperti e studiosi del settore. Composto da un gruppo internazionale di professionisti provenienti da diverse aree dall’architettura al design, dall’arte contemporanea alle installazioni site specific, dalla scenografia al lighting design, NMDS offre soluzioni di design totale fondate sull’intelligenza colorata.

    www.noroomilan.com

    https://www.instagram.com/noroomilandesignstudio/

    uauproject

    UAUPROJECT è uno studio di design con sede a Varsavia in Polonia fondato da Justyna Fałdzińska e Miłosz Dąbrowski. Lo studio sta esplorando e sperimentando la stampa 3D orientata al consumatore per l’uso nella produzione domestica. L’obiettivo è dimostrare che la stampa 3D è il modo migliore per rendere il design sostenibile e accessibile. I prodotti sono realizzati con passione e impegno, con solo i migliori materiali di qualità. La cura dell’ambiente è di estrema importanza per uauproject studio, quindi tutti i materiali che vengono utilizzati sono compostabili (in impianti industriali) o altamente riciclabili.

    https://uauproject.com/

    https://www.instagram.com/uauproject/

     

     

     

     

     

  • Jeokbyeokga, recital gratuito di musica tradizionale coreana al Teatro Dal Verme

    Martedì 3 giugno al Teatro Dal Verme di Milano monodramma musicale Pansori ispirato all’epica battaglie delle scogliere rosse. Ingresso gratuito su prenotazione

    L’evento, organizzato dal Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano, dall’agenzia Gukak in collaborazione con l’Associazione Musicisti Coreani in Italia e Spazio D, rappresenta un’occasione unica in Italia per assistere ad una delle cinque madang, ossia opere o storie, del Pansori.  L’opera Jeokbyeokga si ispira all’epica Battaglia delle Scogliere Rosse descritta nel Romanzo dei Tre Regni, una delle saghe storiche più celebri: un romanzo sugli eventi accaduti verso la fine della dinastia Han.

    E’ un monodramma in stile operistico che mette in scena sentimenti come gioia, rabbia, sofferenza e felicità, in una performance che si articola tra canto e musica, lamento e melodia, sulla base di una partitura solo orale, tramandata da maestro ad allievo.

    Lo spettacolo è interpretato dalla cantante Jungmin KIM, una delle massime espressioni del Pansori accompagnata dal virtuoso gosu, maestro, Kwangsu Choi.

    Il Pansori è un genere di musica in cui viene raccontata una storia tramite la performance di una cantante e di un percussionista; questa tradizione è caratterizzata dal canto espressivo, i dialoghi stilizzati ed un repertorio di gesti e narrative che abbracciano sia la cultura popolare che quella elitaria.

    Il Pansori è una delle più importanti forme di musica coreana che è stata classificata come proprietà culturale intangibile nazionale dal governo coreano e nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO dal 2003. Il termine Pansori deriva dall’unione del termine pan che significa luogo dove molte persone si riuniscono e sori, suono della natura”.

     

    Lo spettacolo  gratuito si svolgerà al Teatro Dal Verme  in Via san Giovanni sul Muro, 3  martedì  3 giugno alle ore 19:30. Per l’accesso allo spettacolo, nel rispetto delle norme anti Covid, è necessaria la prenotazione: http://www.eventi.today/2022-corea-jeokbyeokga-pansori

    Visto che l’ingresso è gratuito, e non c’è la certezza che tutte le persone registrate vengano poi effettivamente all’evento, in caso di esaurimento posti consigliamo comunque di presentarsi in teatro la sera stessa e verificare se c’è ancore la possibilità di assistere allo spettacolo.

  • Le mascherine made in Italy sterili che respingono il doppler direttamente a casa con l’ e-commerce Mediberg

     

    Mediberg, azienda specializzata nella produzione di presidi medici ha aperto una sezione e-commerce sul suo sito dove chiunque, azienda o privato, può acquistare le mascherine realizzate in “camera bianca”

     

    Mascherine prodotte in ambiente sterile

    Si chiama Mediberg, e in Europa è l’unica azienda a produrre e confezionare mascherine con la stessa procedura utilizzata per tutti gli strumenti usati in camera operatoria. Un processo che garantisce il rispetto delle stringenti norme sulla produzione di presidi medici, che vanno ben oltre le normative di legge richieste per le mascherine.

    Con l’apertura del nuovo canale e-commerce www.mascherine.mediberg.com/ l’azienda ha diversificato la propria strategia distributiva per rendere facilmente disponibile non solo alle aziende, ma anche ai privati, mascherine di alta qualità.

    Oltre alla produzione in camera bianca, l’innovativa mascherina Mediberg è fabbricata con materiali selezionati in 5 differenti Paesi Europei, che garantiscono una filtrazione batterica superiore al 99%, fra cui uno strato esterno idrorepellente che blocca e respinge il droplet, veicolo di virus e batteri.

     

    Un’azienda italiana con 35 anni di esperienza                                                   L’azienda di Calcinate in provincia di Bergamo, è una società italiana al 100% e da oltre 35 anni opera nel settore delle strutture ospedaliere.  Specializzata nelle produzioni di abbigliamento sterile, teleria chirurgica, prodotti di medicazione e kit procedurali, ha sempre investito sulla ricerca distinguendosi sul mercato per l’elevata qualità dei suoi prodotti.

     

    Un’azienda che cresce

    Attualmente nello stabilimento di Calcinate sono in corso i lavori di ampliamento: 7.000 metri quadri di superficie calpestabile che si affiancano agli attuali 8.000. Questo permetterà all’azienda di disporre di 3.000 metri quadrati in più di produzioni specialistiche in camera bianca da affiancare ai 1.500 già esistenti, triplicando gli ambienti dedicati a produzioni avanzate con un investimento previsto di circa 5 milioni di Euro.

     

    Un progetto pianificato da tempo, ma che aveva subito uno stop nel periodo della pandemia, quando l’intera azienda aveva dovuto modificare orari e cicli produttivi per sopperire alle richieste esponenziali di mascherine.

    Mediberg ha attualmente 90 dipendenti e l’azienda nel corso degli ultimi anni ha continuato ad incrementare progressivamente il proprio personale e, se le condizioni di

     

     

    mercato lo consentiranno, confida di continuare in questa direzione e stima una previsione del fatturato dell’anno in corso, 2021, di 30 milioni di Euro.

     

    Mascherine chirurgiche: una produzione d’eccellenza

    Per le mascherine chirurgiche sarebbe sufficiente una produzione in ambiente controllato che garantisce comunque un livello contenuto di carica batterica spiega Luigi Marchesin, direttore vendite – ma Mediberg ha scelto di puntare ad uno standard di eccellenza per tutti i prodotti e il risultato ovviamente è completamente diverso in termini di sicurezza”.

    Gli ambienti a “contaminazione controllata” infatti -a differenza delle camere bianche – non sono sottoposti a normativa, è sufficiente che, alla fine, le produzioni, misurate a campione, non superino i valori richiesti di contaminazione biologica.

    La camera bianca deve rispettare invece rigorosi parametri di qualità ed è sottoposta a certificazioni e verifiche da parte di enti esterni. Nella camera bianca l’ingresso alla produzione è consentito solo con camici, cuffie e sovrascarpe sterili e disinfezione delle mani. I sistemi di trattamento dell’aria e un controllo continuo di pressione, umidità e temperatura garantiscono a questo ambiente di lavoro un’aria fino a 10.000 volte ‘più pulita’ del normale.

    Oltre 100 milioni di mascherine prodotte durante la pandemia  

     Quando a gennaio 2020 ci sono stati i primi segnali di quella che sarebbe presto diventata una pandemia – ricorda Marchesin – dalla Cina iniziavano ad arrivare numerose richieste di mascherine. Questo ci ha fatto capire la gravità della situazione e ci ha permesso di preparaci per tempo e attivarci per reperire i materiali per la produzione, che sarebbero diventati introvabili. In poche settimane abbiamo fornito oltre 2.000.000 di mascherine alla Cina, poi da mese di febbraio abbiamo dovuto bloccare tutte le forniture all’estero e concentrarci solo sulle richieste italiane”.

    Durante l’emergenza Covid alla Mediberg arrivavano richieste di mascherine non solo da parte dei clienti, ma anche da altri ospedali e direttamente dal Governo italiano.

    Nel 2020 l’azienda bergamasca è riuscita a produrre oltre 100 milioni di mascherine, contro i 19 milioni del 2019.

    Nonostante la fase acuta della pandemia appaia superata – conclude Marchesinle mascherine, nei luoghi chiusi, saranno una necessità ancora per diverso tempo. Le persone però cercano oggi non solo materiali anallergici e inodori che facilitino la respirazione e il comfort, ma anche la qualità e la sicurezza della protezione. Per questo abbiamo deciso l’apertura del nuovo canale e-commerce per rendere più facilmente disponibile a tutti le nostre mascherine”.

  • Ultimi giorni per partecipare a “Trova la Corea”, il concorso per gli instagrammer italiani dell’Istituto Culturale Coreano

    Siamo circondati dalla Corea sotto forma di oggetti, alimenti e persone. Il concorso “Trova la Corea” dell’Istituto Culturale Coreano premia i post più creativi con buoni acquisto di Amazon

     

     

    Parte il concorso “Trova la Corea” dedicato a tutti gli ‘instagrammer’ d’Italia. Dal 15 al 29 settembre sarà possibile partecipare pubblicando una fotografia sul proprio account Instagram che abbia come soggetto la “Corea”.

     

    Obiettivo di questo concorso è far scoprire di quanta Corea siamo circondati. In Italia, negli ultimi anni, l’interesse per questo Paese asiatico è andato in crescendo: sono aumentate le importazioni di beni in settori come elettronica, automobili, cosmetici e alimentari. Noodles istantanei provenienti dalla Corea si trovano sempre più spesso nei negozi, molti italiani hanno imparato ad apprezzare il kimchi e altre salse fermentate, il numero di ristoranti coreani è aumentato e nelle grandi città è facile trovarli. Negli anni pre-pandemia la Corea era diventata una meta turistica, un interesse ricambiato dall’arrivo in Italia di molti coreani. Con la fine dell’emergenza sanitaria si spera di tornare a viaggiare liberamente per scoprire in loco le bellezze di questo Paese asiatico.

     

    Per partecipare al concorso “Trova la Corea” e provare a vincere un buono d’acquisto Amazon è semplice: basta possedere un account Instagram, avere fantasia e spirito d’osservazione. Guardarsi attorno e cercare un oggetto, una persona, una situazione legata alla Corea in Italia. Fotografarla, pubblicarla sul proprio profilo e mettere l’hashtag #trovacorea e il tag @istitutoculturalecoreano. Naturalmente bisognerà spiegare perché si è scelto proprio quel soggetto. L’Istituto Culturale Coreano valuterà ogni immagine e sceglierà i post più originali e creativi.

     

    Durata

     

    Dal 15 al 29 settembre 2021

     

    Premi

     

    • Primo classificato: Buono Amazon 400 euro
    • Secondo classificato: Buono Amazon 200 euro
    • Terzo classificato: Buono Amazon 100 euro
    • Premio ‘Trovatore’ (6 persone): Buono Amazon 50 euro

     

     Encanto public relations – tel. 02 66983707

     Veronica Carminati – cell. 334 3782823 – [email protected]

     

  • Come preparare la pelle al sole

    Le nuove tecnologie laser possono aiutarci nel dare tono e stimolare le attività cutanee potenziando il rinnovamento delle cellule

     

    Un’estate al mare ancora più belli grazie a RedTouch, il primo e unico laser che migliora la texture della pelle perché agisce direttamente sul collagene contenuto nello strato cutaneo

     

     

    Come avere un viso perfetto in vista dell’estate, è quello che ogni donna e anche uomo si chiede. L’abbronzatura dona a tutti un aspetto più bello e affascinante, ma è un fenomeno a cui ci si deve preparare con attenzione e cura, per evitare il rischio di scottature ed eritemi solari, oltre a scongiurare l’invecchiamento precoce della pelle. Oggi preparare la nostra pelle con la stimolazione del collagene è possibile.

     

    La tecnologia può innescare i processi di nutrimento per la nostra pelle, in particolare se vi è uno stimolo diretto alla formazione di nuovo collagene.

     

    Siamo a ridosso delle vacanze estive, dopo un lungo inverno, la pelle del viso può apparire visibilmente disidratata, stanca, spenta.” racconta il Dottor Stefan Dima, Dermatologo con studio a Roma. “L’esposizione solare indubbiamente, soprattutto se ci si espone erroneamente, danneggia la pelle e tra le soluzioni che possono venire in aiuto per preparare il viso al sole consiglio RedTouch. Questo dispositivo laser innovativo, non è invasivo, è indolore e senza nessuna controindicazione. Red Touch agisce direttamente sulle fibre del collagene attivando la sua produzione e restituisce così al volto un aspetto più fresco, tonico e luminoso. Con sole tre sedute ogni 25/30 giorni è possibile ottenere ottimi risultati per lassità, microrughe e luminosità della pelle, ma, dopo 10 giorni dalla prima seduta, i risultati sono già visibili” continua il Dottor Dima. “Quando si pensa all’estate l’associazione al sole e all’abbronzatura è spontanea, così sottoporsi ad una prima seduta di RedTouch prima delle vacanze ci permette di mantenere la pelle compatta e luminosa, prevenendo la secchezza e l’invecchiamento precoce: e anche l’abbronzatura risulterà omogenea e prolungata” conclude in Dottor Dima.

     

    La dottoressa Cinzia Incandela, Medico Estetico a Palermo afferma: “Senza alcun dubbio l’idratazione è uno dei fattori determinanti per avere una bella pelle e rallentare l’invecchiamento cutaneo. Preparare la pelle con trattamenti refresh che ringiovaniscono e regalano un aspetto radioso, prima di partire per le vacanze, è fondamentale per potenziare luminosità e tonicità del viso, ma anche collo e decollete, che vengono anch’essi esposti al sole in estate. RedTouch è un sistema laser innovativo che interagisce direttamente con il collagene a livello dermico, indicato per ogni fototipo, per pelli giovani e mature. RedTouch è la soluzione ottimale per migliorare la compattezza della pelle, la tonicità e anche restringere la dilatazione dei pori, da fare almeno 10/15 giorni prima dell’esposizione solare e da ripetere una volta tornati in città, per almeno altri 3 o 4 trattamenti” conclude la Dottoressa Incandela.

    Prendersi cura della pelle durante l’esposizione al sole e adottare la corretta strategia foto-protettiva è il must have dell’estate 2021. Con le nuove tecnologie di medicina estetica oggi è possibile agire in profondità dell’epidermide garantendo la giusta idratazione, fondamentale per preparare al meglio la pelle al sole.

    Red Touch è il nuovo ed unico sistema laser a diodi per il foto ringiovanimento non invasivo, con una lunghezza d’onda di 675nm, che è in grado di interagire direttamente con il collagene a livello dermico, stimolandone la produzione, ed è quindi perfetto preparare la pelle, sia di viso che collo,  e limitare i danni provocati dall’esposizione solare. L’elevata tollerabilità del trattamento, l’efficacia dei risultati, già dopo il primo trattamento e l’immediato recupero nel post trattamento, rendono questa tecnologia particolarmente indicato come trattamento per togliere il grigiore, preparare la cute al sole e contrastare l’azione dei raggi UV, idratarla. e migliorare l’aspetto del viso in poco tempo prima dell’atteso periodo di riposo estivo.

  • Folklore coreano e balletto classico nel nuovo appuntamento gratuito promosso dall’Istituto Culturale Coreano

    Il 25 giugno alle ore 19.00 lo spettacolo Shim Cheong sarà in streaming sul canale YouTube dell’Istituto Culturale Coreano

    Una storia d’amore e pietà filiale che prende spunto dal folklore coreano e si combina con elementi del balletto classico. Questo in sintesi lo spettacolo di danza Shim Cheong che sarà trasmesso venerdì 25 giugno alle ore 19 in streaming gratuito sul canale YouTube dell’Istituto Culturale Coreano.

    Creato nel 1986, lo spettacolo della compagnia Universal Ballet, una delle più importanti in Asia, parla della dedizione di Shim Cheong verso il padre cieco, dopo aver perso la madre alla nascita.  Dopo aver appreso che la donazione di 300 sacchi di riso al tempio locale permetterà al padre di recuperare la vista, Shim Cheong si vende volontariamente al capitano di una nave, che la sacrificherà per proteggere la sua nave dall’ira del Re Drago Marino.

    Scesa nel regno acquatico del Re del Mare, Shim Cheong chiede di poter tornare in superficie per ritrovare suo padre. La sua devozione viene ricompensata dal re di Corea, che decide di farne la sua regina e suo padre alla fine riacquista la vista.

    Shim Cheong è il primo a rappresentare il fenomeno dell’hallyu (ondata coreana) nell’ambito del balletto e si tratta di una produzione internazionale dove hanno partecipato alla produzione artisti di varie nazionalità tra cui la coreografa Adrienne Dellas, prima direttrice artistica della compagnia Universal Ballet Universal che si è dedicata alla promozione del balletto in Corea negli anni ’80, i direttori artistici Roy Tobias, Oleg Vinogradov e Brian Yoo, il compositore e musicista americano Kevin Barber Pickcard e la designer dei costumi Sylvia Taalson, figlia di padre americano e madre coreana che è riuscita a unire nel suo lavoro la cultura orientale e occidentale.

     

    Shim Cheong

    Data e ora: venerdì 25 giugno 2021, ore 19.00

    Luogo: Canale YouTube “ISTITUTO CULTURALE COREANO”

    Link Streaming : https://youtu.be/LgXs-4XVGHI

     

    Coreografia Adrienne Dellas

    Messa in scena Brian Yoo

    Balletto revisionato Roy Tobias, Brian Yoo, Oleg Vinogradov

    Musica  Kevin Barber Pickard

    Sceneggiatura Yongku Park

    Scenografia: Myungho Kim,  Yonghan Hong

    Costumi: Sylvia Taalson, Oleg Vinogradov, Hangyul Oh

    Prima mondiale 1986, Teatro Nazionale di Corea

  • La Sunset Crew di Firenze tra i finalisti della gara K-Pop Party

     

     

    Una settimana di occasioni per immergersi nella cultura della Corea. E a chiudere in bellezza la tradizionale settimana di appuntamenti organizzata dall’Istituto Culturale Coreano, il K-Pop Party, una “gara spettacolo” che vedrà la partecipazione di artisti da tutta Italia, cantanti e ballerini entusiasti della Korean way.

    Tra questi anche la Sunset Crew di Firenze, principale gruppo K-Pop della città. È composta da 12 ragazze tra i 21 e i 25 anni, che si esibiscono nelle piazze della città imitando le K-Pop band più famose al mondo. Il capoluogo toscano negli ultimi anni ha ospitato numerosi raduni del genere musicale, assistendo a un crescente interesse per la cultura coreana.

    Una passione che ha contagiato anche l’Italia, come testimonia Andrea Franceschin, fondatore di K Tiger, la prima (e unica) web radio dedicata al K-Pop (https://www.ktigerradio.com/) che raccoglie tra web e social ogni giorno più di 20 mila contatti: “Il fenomeno K-Pop è la tendenza mondiale che negli ultimi tempi sta spopolando anche in Italia tra i giovani e i giovanissimi. Inizialmente diffuso soprattutto sui social media, in particolare TikTok, il Korean Pop si sta affermando sempre di più nel mondo della musica mainstream, trainato dall’indiscusso successo della famosissima band BTS. Ma il K-Pop non è solo “idol”, ma è anche il fenomeno delle “dance cover”, una tendenza ancora underground in Italia, ma che attira migliaia di persone nel contest più importante d’Italia organizzato da Kaido Italia a Milano e Roma.

    Il K-Pop Party si svolgerà come un vero e proprio programma televisivo, trasmesso sul canale YouTube dell’Istituto Culturale Coreano, dove 15 gruppi selezionati da tutta Italia daranno sfoggio delle loro abilità riproducendo le coreografie e le canzoni dei loro artisti e gruppi K-Pop preferiti. I vincitori verranno selezionati attraverso il voto del pubblico e della giuria interna dell’Istituto Culturale Coreano.

    Il contest avrà luogo a chiusura di una manifestazione piena di eventi e protagonisti. Il programma comprende lezioni di cucina, cinema, teatro e una mostra dedicata al design.

    Uno degli appuntamenti più interessanti sarà con la moda ecosostenibile di Danha, la designer che ha disegnato l’hanbok delle Blackpink, la girl K-Pop band più influente al mondo. Danha presenterà, per la prima volta in Italia, la propria moda ecosostenibile che ha fatto del vestito tradizionale coreano rivisto in chiave moderna il proprio simbolo.

    Commenta la designer il cui intervento è previsto il 27 maggio: “La prima volta che ho cominciato ad interessarmi all’Hanbok è stato alle scuole superiori dove era la nostra uniforme. Inoltre mio nonno è un maestro artigiano di nodi tradizionali coreani e quindi avevo familiarità con l’Hanbok e la nostra tradizione. La silhouette e la bellezza di questo vestito mi hanno sempre attratto, insomma tutti questi motivi mi hanno spinto a far diventare questa mia passione lavoro”.

    Tradizione sì, ma all’avanguardia, con tessuti ecologici come il cotone e il poliestere realizzato con un filato estratto da bottiglie di plastica e attenzione all’upcycling, dove gli abiti da sposa tradizionali vengono smontati e ricombinati in creazioni nuove. Una moda ecosostenibile a 360° che coinvolge anche i pack (gli abiti sono venduti in speciali sacchette in tessuto riutilizzabili) e alla sede in Seoul Upcycling Plaza (SUP) che riunisce tutte le aziende coreane dal “cuore verde”.

    Continua Danha: “Sin dai miei inizi, nel 2018, i miei capisaldi sono stati la tradizione e l’ambiente. Danha è stata la prima nel campo dell’industria dell’Hanbok ad utilizzare materiale eco-friendly. Ai tempi, in generale in Corea non era ancora in voga come ora l’ecosostenibilità e Danha è stata la prima ad applicarla all’Hanbok”.

    La Korea Week inizia il 24 maggio con il cinema che ha avuto crescente popolarità grazie al successo di Parasite e al recente Oscar come attrice non protagonista a Youn Yuh-Jung.

    L’Istituto Culturale Coreano propone al pubblico italiano due film in streaming: Blind di Ahn Sang-hoon, un thriller di grandissimo impatto che ha conquistato più di 2,4 milioni di spettatori solo in Corea e Castaway On The Moon, un film di Lee Hae-jun, una bizzarra favola metropolitana, raccontata con stile eccentrico e ricca di momenti comici.

    Protagonista ancora la cucina con Fabrizio Ferrari già chef de “Al Porticciolo 84”, ristorante di Lecco, 1 stella Michelin, che è diventato uno dei più famosi partecipanti di Hansik Daechup, una sorta di Masterchef coreano. Dopo la partecipazione a questo programma, Ferrari prima ha insegnato all’Università di Arti Culinarie più prestigiosa della penisola coreana, la Woosong University (che da poco aveva stretto un accordo con l’Institut Paul Bocuse di Lione), mentre ora è professore al Sejon University University a Seoul.

    Nella sua video lezione (sabato 29 maggio), lo chef Fabrizio Ferrari punterà su salse e condimenti (yangnyeom) tipici della cucina coreana che a differenza della cucina italiana servono non solo come complemento del piatto, ma ad amplificare l’effetto medicinale. I prodotti trattati saranno il Ganjang (Salsa di soia), doenjang (pasta di soia) e gochujang (pasta di peperoncino) agli oli vegetali aromatici e salutari come Chamgireum (olio di sesamo) e deullgireum (olio di perilla).

    Da venerdì 28 maggio ore 19.00 (con video disponibile fino a domenica 30 maggio) è previsto invece in streaming lo spettacolo per bambini Doodle Pop, premiato come ‘Best Show’ & “Asian Arts Award best comedy” dal Guardian di Edinburgh Fringe Festival 2018 in Gran Bretagna.

    In questo spettacolo la pittura a mano incontra l’arte dello schermo e la magia degli scarabocchi. Due ragazzi birichini disegnano degli animali su un enorme muro di lavagna schizzando goccioline d’inchiostro e queste, grazie ad un proiettore, iniziano a muoversi prendendo vita. Una linea tracciata da Woogie e Boogie, insieme ad una macchia e degli scarabocchi sembrano completare un disegno, ma rapidamente si cancellano e si riempiono di nuovo trasformandosi in nuove forme e in infiniti mondi dei sogni.

    Da mercoledì 26 maggio sarà disponibile, in un video a 360°, la mostra Cento capolavori dell’artigianato coreana. La mostra, promossa anche dall’Ambasciata della Repubblica di Corea in in collaborazione con Seoul Design Foundation, Associazione Culturale per le Opere di Artigianato Reale e Korean Royal Heritage Gallery sarà realizzata in contemporanea a Seoul in versione live.

    La mostra si ispira all’eccellenza del design italiano, 9 celebri designer italiani hanno ispirato altrettanti maestri artigiani per produrre con materiali e tecniche tradizionali 9 sedie alle quali si aggiungono altre 91 opere di pregiata arte manifatturiera. I maestri artigiani coinvolti (80 in 11 specialità diverse) sono personalità di grande spicco in Corea, alcuni annoverati anche tra i patrimoni culturali nazionali immateriali nel campo dell’intarsio in madreperla e lacca, pittura tradizionale e nodi tradizionali i quali ci racconteranno la realizzazione di queste sedie in 9 mini-video che verranno caricati da lunedì 24 a venerdì 28 maggio.

    La manifestazione si chiude domenica 30 maggio alle 21 con il K-Pop Party.

  • Così Saipem si impegna per la transizione low-carbon

    Clima e impatto ambientale, standard etici, persone e valore sociale: i pilastri della sostenibilità d’impresa

     

    I business leader devono mettere al primo posto la sostenibilità d’impresa se vogliamo realizzare “società più resilienti, sane ed inclusive” post COVID-19. La pandemia d’altronde ha agito  da evidenziatore di criticità e da acceleratore di cambiamento: da un lato sta moltiplicando gravi impatti economici e sociali e dall’altro sta rafforzando processi già in atto e facendo emergere con più chiarezza le vere priorità. A tutti i livelli, compreso quello delle grandi aziende multinazionali. Per le Nazioni Unite , l’emergenza sanitaria in cui siamo immersi da 1 anno rivela la necessità urgente di avere leader e dirigenti  d’azienda “trasformativi”, che guardino oltre i profitti a breve termine per rendere la sostenibilità e la resilienza a lungo termine una priorità aziendale. E’ il nocciolo dell’ultimo rapporto sul Global Compact, la più  condivisa iniziativa internazionale per la sostenibilità d’impresa.

    In altri termini, esiste un binario “corporate” nella via per una transizione giusta – per l’ambiente, per l’economia, per la società. E ha un ruolo altrettanto importante di quello riservato ai governi. In questo ambito, un posto di assoluto rilievo spetta a chi opera nel settore energetico, pilastro centrale di qualsiasi scenario di transizione.

    E’ sulla base di questa consapevolezza e dentro le coordinate di una just transition  che si muove e sviluppa la strategia per la sostenibilità d’impresa di un’azienda come Saipem, attiva in un settore ad alto impatto come quello energetico e oggi chiamato a rinnovarsi ed evolvere per guidare il cambiamento. Dal 2016, Saipem fa ufficialmente parte del Global Compact delle Nazioni Unite e ha rinnovato il suo impegno nel continuare ad allineare la propria strategia, le attività operative e la cultura aziendale ai Sustainable Development Goals, parte dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

    Al cuore della strategia per la sostenibilità di Saipem, uno dei leader mondiali nei servizi di ingegneria, approvvigionamento, perforazione , costruzione e installazione di condotte e grandi impianti nel settore   energetico a mare e a terra e nelle infrastrutture, c’è la creazione di valore sostenibile.

    Per guardare in questa direzione, l’azienda lavora su scenari in evoluzione e caratterizzati da elementi di incertezza ma anche su una visione  a lungo termine (2050). L’analisi degli scenari è uno degli elementi che permettono di guidare il cambiamento verso una società low carbon e socialmente più equa. Il primo caposaldo quindi è il contrasto del cambiamento climatico perché esso modifica i paradigmi del settore più importante nel quale l’azienda è storicamente impegnata. Saipem ha sviluppato una specifica strategia di gestione e riduzione delle proprie emissioni inquinanti che permette di integrare la tutela del clima a più livelli, dall’efficienza energetica delle proprie operazioni ai modelli di decarbonizzazione delle operazioni dei propri clienti, con tecnologie che vanno dalla CO2 sequestration, all’utilizzo dell’idrogeno, a una progettazione e design a basso impatto ambientale, lungo tutta la sua filiera, ad esempio nell’utilizzo del gas naturale.

    In termini pratici e sotto il profilo dell’efficienza energetica,  dal 2018 Saipem ha introdotto un Piano Strategico quadriennale di Gruppo per la riduzione dei GHG (gas climalteranti), a seguito di una fase preliminare in cui è stato analizzato il quadro energetico complessivo dell’azienda attraverso una raccolta dati e valutazioni energetiche che sono state condotte per diversi asset e progetti. Il Piano definisce gli obiettivi di riduzione e le azioni da attuare per raggiungerli. Un esempio è l’iniziativa per ottimizzare le rotte marittime della flotta, uno dei settori di più complessa decarbonizzazione. Il tutto inserito in una politica di trasparenza, come testimonia l’adesione al “Carbon Disclosure Project” che risale al 2009.

    Questa strategia climatica si ramifica poi in un ambito a maggiore valenza e cioè quello di cogliere le opportunità che offre la transizione energetica anche nello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili quali ad esempio i progetti realizzati dalla divisione XSIGHT di Saipem, quelli di installazione di parchi eolici offshore, e lo sviluppo di tecnologie per produrre energia a partire da rifiuti o materie prime di scarto. “La graduale riduzione della dipendenza aziendale di Saipem dal mercato dei combustibili fossili”, si legge nel Bilancio di sostenibilità 2019, “è già dimostrata dal fatto che oggi il 68% del portafoglio ordini dell’azienda non è strettamente legato al petrolio”.

    Poiché gli idrocarburi continueranno, anche negli scenari più ottimistici, ad avere un peso nel mix energetico globale, operare nel campo dell’estrazione, sia a terra che offshore, comporta necessariamente un rischio elevato sul fronte dell’impatto ambientale. Sotto questo profilo, l’accento è posto verso la prevenzione. Saipem sta sviluppando una soluzione innovativa per monitorare il processo e gestire al meglio eventuali emergenze. Si chiama Early Warning Integrated System (EWIS) e consiste in una piattaforma di raccolta dati ad ampio raggio. Lo strumento riunisce e soprattutto integra tra loro dati e informazioni provenienti da sorgenti e ambiti differenti, ad esempio satelliti, radar o altre strutture d’osservazione fisse. Il tutto viene elaborato dall’EWIS che restituisce le informazioni in modo funzionale a velocizzare il processo decisionale e la gestione, ad esempio, di uno sversamento di petrolio in atto.

    In combinazione con questo sistema di allerta precoce, Saipem mette in campo l’Offset Installation Equipment (OIE), l’unica tecnologia esistente al mondo per intervenire rapidamente in un giacimento di gas o petrolio offshore che ha subito uno sversamento, anche quando l’accesso diretto presenta problematiche di rischio. Tramite dei robot sottomarini a controllo remoto, è possibile installare il cosiddetto “capping stack” e bloccare la fuoriuscita di idrocarburi. L’OIE, testato nell’Alto Adriatico e trasferibile dalla sua base di Trieste via mare o aria là dove necessario, complementa quindi tecnologie già esistenti per il capping e il containment.

    Lo sguardo di Saipem all’impatto ambientale si allarga poi ad altri ambiti, altrettanto rilevanti. Come quello dell’uso sostenibile delle risorse idriche, attraverso policy di riduzione degli sprechi e di riutilizzo delle acque di scarico (nel 2019 il gruppo ha riutilizzato ¼ dell’acqua consumata). O, ancora, l’attenzione per la tutela della biodiversità, con l’applicazione di normativa e standard internazionali e l’integrazione in fase di planning di misure volte a conservare la biodiversità e gli ecosistemi in cui opera. La pandemia ci ha insegnato a caro prezzo quanto siano legati in termini di conseguenze per la salute umana, gli impatti sugli ecosistemi sensibili.

    A certificare i risultati raggiunti dal Gruppo sul fronte della sostenibilità e grazie a politiche ad ampio spettro, restano alcuni importanti riconoscimenti.

    Da oltre 10 anni è inserita nell’indice azionario FTSE4Good, che valuta le performance delle società su aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG). Per il 4° anno di fila, inoltre, Saipem è entrata nel Dow Jones Sustainability World e Europe Index (DJSI), risultando al primo posto  tra le società del settore Energy Equipment & Services. I criteri scandagliano il modello di business e valutano se è sostenibile in base a una serie di criteri che spaziano dal rispetto dei diritti umani e del lavoro alla gestione attenta della supply chain, dalla gestione ambientale alla trasparenza nella condotta di business.

    A questo proposito, la bussola del Global Compact torna ancora una volta. Il Codice Etico e la Politica di Sostenibilità si basano anche sui princìpi del Global Compact e dedicano particolare attenzione al rispetto dei diritti umani e del lavoro nella gestione dei fornitori. Il processo di verifica  prevede un capitolo dedicato ai diritti umani, nel quale vengono valutate le performance di ogni potenziale fornitore in materia di lavoro minorile, lavoro forzato, libertà di associazione e di contrattazione collettiva (la libertà di manovra dei sindacati), la discriminazione, il monte ore lavorative e i livelli di remunerazione.

     

    Link: https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/sostenibilita-dimpresa-ricetta-vincente-saipem/

  • Nissan EV CARE, nuova offerta per guidare a zero emissioni

    Si arricchisce l’offerta di servizi Nissan dedicati alla mobilità elettrica. Con EV CARE, test drive di 48 ore, App dedicata e wallbox gratuita

    Le auto elettriche stanno rivoluzionando il concetto stesso di guida, con motori silenziosi e scattanti, poca manutenzione e bassi costi per fare il pieno (di energia). Ma per apprezzare davvero i vantaggi e il piacere di guida di una vettura 100% elettrica bisogna prenderci confidenza. Con EV CARE di Nissan avvicinarsi alla e-mobility non è stato mai così semplice. Per prenotare una prova basta registrarsi online sul sito nissan.it e inoltrare la richiesta con nome, cognome, mail e numero di telefono. Un operatore richiamerà in breve tempo per fissare il ritiro della vettura presso il concessionario Nissan più vicino e iniziare il test drive. Da qui parte il cronometro: 48 ore a disposizione per godersi Nissan LEAF, da più di 10 anni testa di serie elettrica della casa automobilistica di Yokohama, con batterie da 40kWh o 62 kWh per la versione e+. Due giorni per toccare con mano una soluzione di mobilità moderna e sostenibile, in grado aprire le porte ad un elettrico per tutti. Con EV CARE c’è tutto il tempo per sperimentare Nissan LEAF nella vita di tutti i giorni, con il parcheggio gratuito nelle strisce blu, il libero accesso alle ZTL cittadine e la ricarica delle batterie tramite wallbox domestica o presso le oltre 9000 colonnine distribuite su tutta la Penisola e identificabili tramite l’App Nissan Charge.

    Nissan LEAF, prima vettura 100% elettrica per il mercato di massa, grazie alla batteria più potente da 62kWh, offre un’autonomia di 385 km; e grazie al motore da 160 kW garantisce un’accelerazione 0-100 km/h in 6.9 secondi. Ricca la dotazione di tecnologie per il comfort e la sicurezza, come ad esempio l’Intelligent Cruise Control, che mantiene la vettura alla giusta distanza dal veicolo che precede, o l’e-Pedal che permette di accelerare e decelerare utilizzando il solo pedale dell’acceleratore e recuperare energia con la frenata rigenerativa. Con EV CARE di Nissan, in due giorni di test drive e 100km percorsi su strada si emetteranno ben 11 kg di CO2 in meno rispetto all’emissione media di CO2 calcolata sul totale vetture vendute nel periodo gennaio – agosto 2020 (dato ANFIA). LEAF infatti ha zero emissioni allo scarico e, considerando l’intero ciclo vita, emette ben tre volte meno anidride carbonica per ogni chilometro percorso rispetto alla vettura media convenzionale a combustione interna in Europa – come dimostrato da ICCT.

     Sostenibilità e prestazioni al top, con un occhio anche al portafoglio. Si perché una volta testata l’e-car di Nissan, se si decide di acquistarla, il programma EV CARE offre l’istallazione gratuita di una wallbox direttamente presso il garage di casa. Nessuna paura di rimanere a piedi anche sulle lunghe distanze, perché la App Nissan Charge individua la colonnina più vicina al nostro percorso. Nissan inoltre, mette a disposizione l’unica rete nazionale di concessionari provvista di punti fast-charge disponibili 7 giorni su 7 per il rifornimento a 0.35€/kWh – una tariffa inferiore del 30% rispetto alla media del Paese. Sono già 5500 in tutta Europa e in continua espansione. Per LEAF, oltre alla garanzia di 3 anni o 100.000 km* per i componenti standard, di 5 anni o 100.000km* per batteria, motore e inverter, Nissan offre anche una garanzia sull’efficienza della batteria pari a 8 anni o 160.000 km*, per coprire eventuali riduzioni della capacità di carica (* quale delle due condizioni si verifica per prima).

     

  • QUESTO INVERNO, RAFFORZA IL TUO SISTEMA IMMUNITARIO CON I PRINCIPALI NUTRIENTI CHE SI TROVANO NEI PISTACCHI

    I pistacchi americani forniscono vitamine e minerali che possono essere utili al sistema immunitario.

     

    FRESNO, CA – 29 gennaio 2021 – Molte persone stanno cercando di migliorare la loro salute generale e il loro sistema immunitario quest’anno – con una particolare attenzione alla dieta. Secondo l’International Food Information Council’s Year-End Survey dell’International Food Information Council[1], una persona su tre riferisce che le sue abitudini alimentari sono diventate più sane nel corso dell’ultimo anno. Guardando all’anno che ci attende, il 22% delle persone dichiara di essere preoccupato di come le proprie scelte alimentari stiano influenzando la propria salute fisica o mentale. L’aggiunta di cibi nutrienti – come i pistacchi americani – alla dieta può aiutare a dare al corpo più vitamine e minerali necessari per aiutare il sistema immunitario a funzionare al meglio.

    Il sistema immunitario è la prima linea di difesa contro le infezioni. Un sistema immunitario sano aiuta il processo di guarigione e riduce i tempi di recupero. I pistacchi americani forniscono molti nutrienti che possono aiutarlo a funzionare, tra cui vitamina B6, zinco, rame, ferro, selenio, folato, polifenoli, carotenoidi, fibre e proteine.

    Raccomando sempre i pistacchi come un comodo spuntino ottimo da consumare dopo un allenamento o ogni volta che si ha bisogno di uno snack nutriente per calmare la fame fino al successivo pasto“, afferma Dott. Giorgio Donegani, Tecnologo Alimentare ed Esperto in Nutrizione ed Educazione Alimentare. “Ma quest’anno sto anche consigliando i pistacchi per la ricchezza di sostanze nutritive vitali che contengono, che possono aiutare il sistema immunitario a funzionare al meglio“.

     

    Le proprietà funzionali del pistacchio americano contribuiscono al buon funzionamento del sistema immunitario in molti modi:

    • Vitamine B (B1, B6 e Folato): necessarie per combattere le infezioni.
    • Zinco, magnesio e selenio: possono ridurre il rischio e la gravità delle infezioni virali.
    • Proteine: possono rafforzare il sistema immunitario aiutando a mantenere le cellule immunitarie sane, responsabili dell’eliminazione di cellule danneggiate, batteri e virus.
    • Gamma-Tocoferolo (antiossidante): può aiutare ad accelerare i tempi di recupero e a ridurre l’infiammazione delle vie aeree.
    • Rame: aiuta a produrre anticorpi per preservare il sistema immunitario.
    • Polifenoli e carotenoidi (luteina e zeaxantina): possono incrementare l’attività di alcune cellule immunitarie, ridurre l’infiammazione e potenziare il meccanismo di difesa antiossidante dell’organismo.
    • Prebiotici (fibre e molto altro!): agiscono come cibo per i probiotici benefici nel tratto gastrointestinale che aiutano a proteggere l’organismo dalle infezioni e regolano il sistema immunitario delle mucose. La ricerca mostra che i pistacchi possiedono proprietà prebiotiche e possono contribuire ad aumentare i batteri probiotici benefici[2].

    La frutta a guscio, come il pistacchio, è parte integrante di una dieta nutriente. Non solo sono naturalmente a basso contenuto di sodio e di zucchero, ma i pistacchi sono anche molto apprezzati per il loro impatto positivo sulla salute del cuore, sul peso e sulla gestione degli zuccheri nel sangue. È stato anche recentemente dichiarato che i pistacchi sono considerati una proteina completa, contenente tutti e 9 gli amminoacidi essenziali necessari per sostenere la salute di coloro che hanno più di 5 anni. In Europa, i pistacchi raggiungono la soglia necessaria per essere considerati una fonte di proteine.

    Ulteriori informazioni sui benefici per la salute dei pistacchi e deliziose ricette, sono presenti nel sito https://americanpistachios.it/.

    [1] IFIC’s Year-End Survey: Consumer Insights from a Year Like No Other, and a Look to the Year Ahead. International Food Information Council. Food Insight. https://foodinsight.org/wp-content/uploads/2020/12/IFIC-Year-in-Review-Survey.December-2020.pdf. December 18, 2020.

    [2] Ukhanova M, et al. Effects of almond and pistachio consumption on gut microbiota composition in a randomised cross-over human feeding study. Br J Nutr. 2014 Jun 28;111(12):2146-52. doi: 10.1017/S0007114514000385.

  • EuroEdile, l’azienda diventa scuola di formazione retribuita per assumere personale qualificato

    • Da febbraio i selezionati potranno partecipare ad uno stage didattico dedicato per imparare i fondamenti del mestiere

     

    • 3 mesi tra lezioni e pratica, retribuiti, inclusa mensa e albergo per chi viene da fuori

     

    Se nel settore mancano i ponteggiatori, l’azienda diventa scuola di formazione retribuita con la possibilità di avere vitto e albergo pagato per chi viene da fuori. Questo il caso di EuroEdile, società trevigiana che opera a livello europeo, specializzata nel fornire soluzioni innovative per i cantieri di grande complessità, che ha creato un programma di formazione ad hoc per poter assumere personale qualificato. Il progetto nasce da un’esigenza dell’Azienda che da oltre due anni è alla ricerca di operai specializzati da assumere, ma fatica a trovarli.

    EuroEdile vanta un’esperienza pluri-trentennale come leader nei ponteggi speciali nel settore di ponti, viadotti, costruzioni e restauri e ha sempre riservato un’attenzione particolare alle innovazioni, non ultima la realizzazione di un ponteggio sospeso elicoidale per il rifacimento del ponte Morandi di Genova. Questo progetto didattico conferma l’innovazione e la singolarità dell’azienda non solo nelle competenze tecniche del settore, ma anche nel saper valorizzare l’aspetto sociale del lavoro. Il programma, che inizierà a febbraio, è stato ideato con una duplice finalità: insegnare una professione altamente specializzata e allo stesso tempo essere un esempio positivo per altre realtà aziendali per risollevare il mondo del lavoro che, nel nostro Paese, sta vivendo una forte crisi.

    “Questa pandemia ha frenato l’economia nazionale, in questo momento le aziende sono restie nell’assumere nuove risorse”, commenta Nereo Parisotto titolare di EuroEdile. “Noi, a differenza di molti, abbiamo bisogno di nuovi lavoratori e, non potendo trovarli sul mercato abbiamo deciso di formarne di nostri”.

    L’azienda si è rivolta alla divisione Search & Selection di Maw, realtà specializzata in servizi alle aziende per le risorse umane, per una pre-selezione dei canditati che otterranno un colloquio con EuroEdile prima di accedere al programma.

    In caso di interesse, inoltrare la propria candidatura a [email protected]

    Nella sua prima fase il corso formativo prevede l’insegnamento a sei persone selezionate, che nell’arco di tre mesi saranno formate da zero, attraverso lezioni teoriche con esperti del settore e pratica in Azienda, per ottenere il patentino di ponteggiatori. Terminato il periodo di stage, l’obiettivo dell’azienda è quello di instaurare un rapporto definitivo di lavoro.

    Continua Parisotto: “Da sempre apripista nei settori di competenza, EuroEdile ha deciso di intraprendere un’azione coraggiosa, ma necessaria. Dall’inizio della crisi ad oggi, l’Italia ha perso 420mila posti di lavoro, sentiamo come un nostro dovere renderci attivi in questa situazione e fornire nuova linfa al mercato del lavoro”.

    La formazione del personale è un progetto che la direzione di EuroEdile ha intrapreso con particolare attenzione anche sul pieno benessere dei dipendenti: tutti i candidati riceveranno una retribuzione per tutto il periodo, avranno accesso a tutti i servizi aziendali compresa la mensa, inoltre i non residenti saranno ospitati in albergo.

  • La Federazione Italiana Gioco Bridge protagonista su Il Sole 24 Ore con una rubrica dedicata ad appassionati e lettori

    Dal 21 novembre 2020 la FIGB ha un appuntamento con una rubrica fissa dedicata al gioco del Bridge sul quindicinale di giochi di economia e cultura Enigmistica 24 de “Il Sole 24 Ore”, curato e diretto da Studiogiochi.

    Il Bridge conquista un’ampia platea di lettori che si potranno così incuriosire e avvicinare alla disciplina della mente, che il CONI ha riconosciuto come sport nel 1993. Riuscire a conquistare una rubrica di così grande prestigio, è un ulteriore segnale di attenzione da parte della carta stampata nei confronti di uno sport unico nel suo genere.

    La rubrica è tenuta da Ruggero Pulga, ingegnere e professore che ha ottenuto dal bridge grandi soddisfazioni, militando in squadre prestigiose e ricoprendo nella Federazione ruoli da giocatore, allenatore, insegnante e dirigente. Recentemente ha inoltre ottenuto con la nazionale senior ha il secondo posto ai campionati mondiali di Lione.

    La Federazione Italiana Gioco Bridge, con 313 associazioni e oltre 20mila iscritti in tutta Italia, vanta ogni anno nuove iscrizioni di aspiranti bridgisti che si appassionano a questo sport proprio grazie ai corsi online, sempre più gettonati nell’attuale periodo storico.

    Nonostante impegni in maniera importante il cervello, il bridge è dunque diventato attività sportiva grazie a studi scientifici che ne hanno certificato i benefici sulla salute (anche fisica) e al fatto che la fortuna non conti assolutamente nulla. Per avere buoni risultati ci vogliono allenamento, concentrazione e tenuta psicologica proprio come nelle altre discipline.

    Appuntamento in edicola il 30 Gennaio e il 13 Febbraio per scoprire e giocare con i prossimi 2 quiz.

  • Come funziona il Demand Response e perché conviene

    Il demand response è un programma che remunera la capacità delle imprese di consumare energia in modo flessibile. Scopri come sfruttarlo con Enel X

     

    L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha aperto il mercato dei servizi di dispacciamento (MSD) ai consumatori commerciali e industriali attraverso un innovativo servizio, denominato Demand Response che si basa sull’uso di risorse diverse da quelle termoelettriche tradizionali, come le rinnovabili, lo storage, il consumo e la generazione distribuita. L’Autorità si propone un doppio obiettivo: consentire a Terna, l’Operatore di rete (Transmission System Operators – TSO) nazionale, di assicurare in ogni momento il bilanciamento tra produzione e consumi di energia elettrica per garantire una fornitura sicura, costante e affidabile nonostante l’uso di fonti non programmabili come il sole e il vento e quello di andare incontro alle nuove esigenze delle imprese, che richiedono un approccio personalizzato e sostenibile.

    I programmi di Demand Response offrono infatti alle aziende un compenso in cambio della loro flessibilità, la disponibilità a modulare i propri consumi o aumentare la propria produzione per un breve lasso di tempo su richiesta degli aggregatori della domanda (Balance Service Provider – BSP) che, come Enel X, gestiscono le disponibilità al servizio e i flussi di energia. In questo modo il TSO è in grado di mantenere la stabilità e l’affidabilità della rete, rispondendo ai picchi nella fornitura o nella domanda di elettricità, con un uso più efficiente delle infrastrutture e delle risorse. Il servizio di DR è rivolto a tutti i clienti commerciali e industriali appartenenti a diversi settori merceologici, anche quelli di taglia più piccola (almeno 300 kW), gestiti in forma aggregata.

    Enel X è leader di mercato con una quota del 35% e ha un Team dedicato esclusivamente a supporto del cliente per raccogliere il materiale tecnico necessario all’individuazione dei processi industriali più adatti ad una modulazione di potenza, eseguire un’analisi preliminare standard sulle principali caratteristiche del sito d’interesse a cui ne seguirà una più approfondita dei processi industriali coinvolti, andando ad identificare i singoli carichi flessibili.

    Per la gestione dei servizi di Demand Response utilizziamo una piattaforma intelligente tecnologicamente avanzata, che sfrutta algoritmi evoluti in grado di selezionare la soluzione ottimale tecnica/economica, permettendo la massimizzazione dei ricavi per il cliente e la massima sicurezza per il gestore di rete.

    A fronte di un problema di stabilità della rete, il TSO Terna notifica all’aggregatore della domanda (BSP) la necessità di un ordine di bilanciamento. In qualità di BSP, Enel X individua il carico e/o la generazione del suo portafoglio di clienti necessari per aumentare o diminuire l’uso di energia. I clienti che tramite i loro impianti, o parti di essi, possono mettere a disposizione la propria flessibilità, mettono in piedi i cosiddetti piani di modulazione. La riduzione o l’incremento del carico viene utilizzato dal TSO per l’equilibrio della rete e in cambio i clienti ricevono dal BSP una remunerazione per la modulazione effettuata.

    Attualmente lo schema remunerativo previsto dal progetto pilota UVAM (Unità Virtuali Aggregate Miste) istituito da Terna prevede due voci: una remunerazione fissa direttamente proporzionale alla capacità resa disponibile alla modulazione aggiudicata tramite asta e una variabile derivata dalla movimentazione effettiva sull’MSD. Nell’ambito del progetto UVAM il territorio italiano è stato suddiviso in due aree ripartite in 15 perimetri geografici all’interno dei quali ciascun BSP può aggregare risorse flessibili di diversi clienti. I siti che compongono ciascuna Unità Virtuale Aggregata Mista devono risiedere in un unico perimetro di aggregazione.

    Il progetto per il 2020 ha previsto l’assegnazione di un quantitativo massimo di 1.000 MW di capacità (800 MW destinati all’area Nord e Centro-Nord e 200 MW destinati all’area Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna) tramite aste al ribasso con un corrispettivo fisso massimo potenzialmente ottenibile di 30mila euro per MW l’anno. Per il periodo di assegnazione, con riferimento a ciascuna UVAM, il BSP si impegna a presentare sul mercato dei servizi di dispacciamento offerte a salire per il bilanciamento a prezzi non superiori allo strike price di 400 euro per MWh, per un quantitativo di risorse almeno pari alla quantità di potenza assegnata e per almeno 4 ore consecutive comprese nella fascia oraria tra le 14 e le 20, dal lunedì al venerdì.

    Il corrispettivo fisso giornaliero si riduce linearmente, fino a un valore massimo del 50%, qualora l’offerta sia formulata per un quantitativo almeno pari alla quantità assegnata per 2 ore consecutive nella stessa fascia oraria.  Grazie ai servizi di DR di Enel X il cliente non solo potrà contare su una nuova voce di entrate fino a oggi non prevista, ma sarà in grado di acquisire una maggiore consapevolezza della flessibilità del proprio processo industriale e partecipare a un sistema più sostenibile dal punto di vista ambientale. Il Demand Response, infatti, non solo aiuta a stabilizzare la rete, ma contribuisce alla transizione energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

  • Innovazione: ESA e Enel cercano “idee spaziali” per città circolari

    L’Agenzia Spaziale Europea ed Enel lanciano una nuova challenge in nome dell’innovazione: applicazioni spaziali a supporto delle città sostenibili di domani.

     

    Secondo stime delle Nazioni Unite, nel 2050 due persone su tre vivranno in insediamenti urbani. Se a questo dato si associa quello dello sviluppo demografico, secondo cui la popolazione mondiale raggiungerà i 9,7 miliardi entro metà del secolo, si comprende quanto il ruolo delle città sarà sempre più centrale nel futuro. Fino a divenire un elemento dirimente nella sfida allo sviluppo sostenibile. I centri urbani possono costituire il fulcro della nuova transizione ecologica ed energetica a patto, però, di riuscire a sposare modelli gestionali più circolari, verdi e cittadino-centrici. Attualmente le città consumano oltre il 75% delle risorse naturali e sono responsabile del 60-80% dei gas serra emessi: un peso importante che rivela tuttavia anche ampi margini di miglioramento.

    Ma ridurne l’impatto non basta: è necessario anche aumentarne la resilienza e la vivibilità. Due aspetti fondamentali che l’attuale emergenza sanitaria ha ulteriormente rimarcato. In questi mesi, la crisi del Covid-19 ha sottolineato con maggiore intensità l’urgenza di una trasformazione digitale e sostenibile dei servizi e delle infrastrutture pubbliche; trasformazione che parta dalle esigenze dei cittadini per creare un ecosistema complesso e funzionale.

    Per affrontare queste sfide, la parola d’ordine è innovazione, quella premiata da Open Innovability, lo strumento di crowdsourcing del Gruppo Enel, aperto a start up, talenti, imprenditori, associazioni e ricercatori. Sulla piattaforma, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), tramite il suo team ESA Space Solutions, in collaborazione con Enel X (Gruppo Enel), sta promuovendo un Annuncio di opportunità (Announcement of Opportunity – AO) per studi di fattibilità che promuovano lo sviluppo di applicazioni spaziali a supporto dell’innovazione sostenibile urbana. L’annuncio è focalizzato sull’efficienza delle infrastrutture e sull’ottimizzazione della mobilità sostenibile.

    La collaborazione con ESA non è una novità. Il gruppo a Settembre dello scorso anno ha sottoscritto un accordo di collaborazione per l’implementazione di soluzioni innovative e supporta da tempo l’Agenzia negli studi di valutazione della fattibilità dei servizi satellitari in ambito di smart grid e manutenzione delle reti elettriche. A partire da  dicembre 2019,  ESA ed ENEL hanno avviato insieme anche un percorso di cooperazione espressamente dedicato alla circolarità e sostenibilità urbana. L’obiettivo? Promuovere lo sviluppo di sistemi innovativi che uniscano dati spaziali a tecnologie per incrementare l’efficienza e la resilienza dei servizi cittadini, dall’illuminazione pubblica alla gestione del traffico.

    In questo contesto si inserisce la nuova call che oggi cerca di sostenere ulteriormente le applicazioni del settore spazio in ambito energetico e nel contesto delle città circolari. L’obiettivo dell’AO è valutare la fattibilità tecnica e commerciale dell’utilizzo delle risorse spaziali per far avanzare l’innovazione a livello cittadino in due campi: sostenibilita’ ambientale per il trasporto pubblico e monitoraggio di infrastrutture urbane.

    Sul fronte trasporti, la call evidenzia due esigenze fondamentali. Da una parte quelle della pubblica amministrazione che necessita di ottimizzare il trasporto pubblico locale per definire politiche di mobilità “data-driven” e promuoverne l’elettrificazione in linea con gli obiettivi di sostenibilità. Dall’altra quelle dei cittadini stessi che chiedono trasporti flessibili, veloci, capillari e a zero emissioni. In quest’ambito l’analisi dei dati di telerilevamento può consentire di accelerare diversi scenari di ottimizzazione, tenendo conto sia dello stato di strade e traffico che della domanda dei passeggeri.

    Allo stesso tempo è interessante anche ragionare su un sistema di mappatura dinamica delle infrastrutture urbane al fine di indirizzare lo sviluppo di modelli di manutenzione predittiva. Lo scopo della challenge è promuovere lo sviluppo di servizi innovativi, combinando dati di telerilevamento e altre tecnologie, per monitorare infrastrutture come edifici, illuminazione, parcheggi, colonnine di ricarica e grazie a questi dati definire degli scenari decisionali volti ad incrementarne l’efficienza e semplificarne la manutenzione. E di proporre una tabella di marcia per potenziali progetti pilota che prendano il via nel 2021.

    Per essere in linea con la sfida le soluzioni proposte dovranno, oltre che rientrare in aree di applicazione rilevanti per i due domini, anche caratterizzare il ruolo dei dati e tecnologie spaziali potenzialmente combinati con tecnologie innovative (AI, Big Data, IoT, ecc.) e valutare i vantaggi economici, sociali e ambientali. Si chiede inoltre di dimostrare la fattibilità tecnica dei servizi proposti, definendo una roadmap per l’implementazione di progetti pilota.

    ESA sosterrà fino al 50% del costo dello studio di fattibilità (fino a un costo massimo stimato di 120.000 euro per studio) che potrà essere incrementato fino all’80% per le piccole e medie imprese, il tutto soggetto ad approvazione finanziaria delle delegazioni nazionali ESA.

    Quanti verranno selezionati avranno anche la possibilità di collaborare direttamente con Enel X con un contratto dedicato e ulteriore supporto.

    Anche in questo caso la sfida è in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che i 193 Paesi membri dell’ONU si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. Per la precisione, la challenge segue l’obiettivo nove (SDG 9) “Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile” e l’obiettivo undici (SDG 11) “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

     

  • Tecnologie CCUS, così Saipem trasforma la CO2 da problema a risorsa

    attraverso gli ultimi progetti Saipem

     

    Trasformare la CO2 prodotta dalle attività umane, da problema climatico a risorsa per lo sviluppo sostenibile. È quello che cercano di fare oggi le tecnologie CCUS, acronimo delle parole inglesi Carbon, Capture, Utilisation and Storage.

    Ne sono un esempio le soluzioni firmate Saipem, azienda in grado di padroneggiare oggi l’intera catena della cattura e riutilizzo dell’anidride carbonica grazie al suo solido background maturato nel settore oil&gas. La società sta da tempo costruendo un ricco portafoglio tecnologico in questo segmento con cui accompagnare la transizione energetica.. Tra brevetti, acquisizioni, nuovi accordi e proposte progettuali è il gruppo si muove su più fronti: dalla cattura della CO2 al trasporto a terra e in mare, dallo stoccaggio al successivo riutilizzo.

    A livello di cattura, ha progettato e costruito oltre 70 impianti di sequestro CO2, utilizzando un vasto range di tecnologie, da lavaggi con vari tipi di solventi alle membrane ibride. Recentemente ha anche acquisito una tecnologia proprietaria dalla società̀ canadese CO2 Solutions Inc che si applica a processi di cattura Post Combustione, capace di ridurre il fabbisogno energetico del processo di cattura senza utilizzare i composti amminici tossici.

    L’esperienza sul fronte del trasporto- con oltre 130.000 km di condotte a terra e a mare realizzate in aree remote – ha portato Saipem a prender parte al Northern Lights Norwegian CCS, un progetto di trasporto e stoccaggio geologico di CO2 che sarà fornita da siti industriali collocati nella regione del fiordo di Oslo tra cui anche cementifici e termovalorizzatori; l’iniziativa mira a liquefare e portare via nave la CO2 da questi siti ad un terminale onshore sulla costa occidentale norvegese. E da lì, tramite una pipeline sottomarina lunga 80 km, stoccarla in maniera permanente in un bacino nel Mare del Nord. Un passaggio delicato, quello del trasporto sotto la superficie del mare, di cui Saipem ha realizzato il FEED (Front End Engineering Design), passaggio fondamentale in cui si sviluppa il dettaglio tecnico necessario a valutarne la fattibilità e a definirne il costo.

    Non solo. Il gruppo ha una vasta conoscenza industriale nella progettazione e realizzazione di impianti di riutilizzo della CO2, grazie alla sua esperienza e ad una tecnologia proprietaria ad alta efficienza e sostenibilità per la produzione di urea. Al punto che oggi può vantare una leadership tecnologica in questo campo e un elevato livello di competitività.

    La CO2 recuperata può essere anche impiegata per la produzione di combustibili o metanolo, soluzioni ancor più sostenibili se combinate a idrogeno verde o blu. Anche in questi casi Saipem è in grado di proporre diverse soluzioni, nella maggior parte dei casi facilmente integrabili in impianti esistenti. Nuove opportunità si stanno aprendo inoltre nel campo della biofissazione. In questo caso l’anidride carbonica è impiegata per nutrire colture algali in grado di produrre una miscela di composti utilizzabili come biocombustibili.

    Ma quali sono i possibili scenari di sviluppo all’interno dell’economia italiana? La proposta di Saipem, che la società intende proporre nell’ambito del programma europeo Next Generation EU per l’accesso al Recovery and Resilience Facility destinato all’Italia, parte dal concetto di hub, ossia una rete di cattura e stoccaggio con un’unica infrastruttura di trasporto condivisa che connetta tra loro siti emissivi e di immagazzinamento.

    In questa direzione si inquadra il recente MOU firmato tra Saipem ed Eni con cui individuare possibili opportunità di collaborazione nell’ambito della cattura, trasporto, riutilizzo e stoccaggio della CO2 prodotta da distretti industriali nel territorio italiano. L’obiettivo è contribuire al processo di decarbonizzazione di intere filiere produttive, come quelle energy intensive. E valutare la partecipazione a programmi finanziati dall’UE nel contesto della Green Deal Strategy, proponendo il possibile inserimento di specifiche iniziative nell’ambito del piano di ripresa.

    La CO2 potrebbe essere catturata nei distretti industriali sparsi sul territorio nazionale, trasportata via pipeline o via nave all’hub di stoccaggio per essere poi intombata in pozzi esausti. Le prime stime, associate ad alcune possibili iniziative individuate e limitate ad un unico hub, indicano un potenziale complessivo di 20+ Mt di anidride carbonica evitate annualmente, pari al 6% circa delle emissioni annue in Italia.

  • Fotovoltaico flottante, Saipem porta in mare l’innovazione verde

    Saipem porta il suo knowhow e il suo storico bagaglio offhshore nel segmento del fotovoltaico flottante.  Un’impresa fatta di esperienza e volontà d’innovare

    Moduli fotovoltaici marini da combinare con turbine eoliche galleggianti, elettrolizzatori offshore e sistemi di acquacoltura, per dare un nuovo volto alla cosiddetta Blue Economy. Questo il futuro che Saipem immagina per la transizione energetica mondiale. La multinazionale italiana sta ridisegnando il suo ruolo nel comparto energetico ampliando il portafoglio tecnologico green con soluzioni di ultima generazione. E lo fa, ovviamente, partendo dalla sua decennale esperienza nel settore offshore.

    Tra le prime tecnologie verdi a prendere il largo c’è il nuovo modello di fotovoltaico flottante, messo a punto in collaborazione con la norvegese Equinor. A marzo 2020  le due società hanno firmato un accordo di cooperazione con l’obiettivo di realizzare soluzioni ad hoc per l’installazione di pannelli solari galleggianti vicini alla costa. Al centro dell’intesa c’è il concept sviluppato in-house da un’altra realtà norvegese: la Moss Maritime, uno dei fiori all’occhiello della nuova divisione XSIGHT di Saipem.

    La società ha creato un design che facilita costruzione e installazione di impianti fotovoltaici in acqua. Si tratta una piattaforma galleggiante, modulare e flessibile, che può essere personalizzata in base al luogo d’installazione e alla potenza cercata. Al contrario dei sistemi su cui poggia l’attuale tecnologia del solare galleggiante – destinato per lo più a laghi artificiali, cave sommerse o bacini idroelettrici – il concept di Moss Maritime non teme un ambiente più ostico ma dalle potenzialità illimitate: il mare.

    A spiegarne l’innovazione è l’Ing. Mauro Piasere, Chief Operating Officer della Divisione XSIGHT e Direttore Innovazione Digitale. “Fino ad ora il fotovoltaico flottante è stato installato nei bacini e nelle aree marittime interne”, ha sottolineato Piasere. “Il progetto Moss prevede, invece, la possibilità di utilizzare questa tecnologia anche in mare aperto grazie ad un sistema capace di resistere ad onde significative alte fino a 4 metri”.

    La forza del sistema sta in un’innata resilienza alla corrosione dell’acqua marina e alle condizioni meteorologiche più severe, assicurando l’integrità dei moduli  e consentendo l’installazione anche in zone esposte a venti e onde. Il merito va anche alla sua estrema flessibilità: la struttura grazie alle speciali giunture tra le unità, segue docilmente il movimento ondoso.

    “Altro aspetto particolarmente innovativo della tecnologia Moss è la sua modularità ed economicità”, spiega il CCO di XSIGHT. La piattaforma si compone di moduli standardizzati da collegare fra loro fino a realizzare impianti di centinaia di MW. Questo approccio rende più efficiente la fabbricazione, il trasporto e l’installazione dei componenti, riducendo al contempo le esigenze di manutenzione. Come parte dell’accordo di cooperazione, Equinor e Moss Maritime hanno unito le loro esperienze e il loro know-how per sviluppare ulteriormente il concept. L’idea è di mettere a punto una tecnologia “flat pack”, che sia abbastanza facile da configurare anche da remoto.

    “Abbiamo immaginato una sorta di ‘modello IKEA’ per fotovoltaico flottante, un sistema completamente smontabile e riposizionabile in tempi brevi”, aggiunge Piasere. Il sistema consiste di diversi galleggianti, un sistema di ormeggio convenzionale e pannelli fotovoltaici protetti in un telaio da vibrazioni e flessioni. Gli inverter si troverebbero su sottostazioni o all’interno di moduli disposti sul fondale, in maniera da trasferire sulla terra ferma direttamente corrente alternata da immettere in rete.

    Oggi la società sta guardando ai mercati nel Mar Mediterraneo e del sud-est asiatico con l’obiettivo di fornire vere e proprie isole energetiche galleggianti in grado di sviluppare centinaia di MW di potenza verde.. La soluzione potrebbe far parte far parte di progetti ibridi, in cui i moduli solari marini convivono con turbine eoliche galleggianti, impianti per la generazione di energia da onde o correnti e persino elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde in mare. Allo stesso tempo è possibile immaginare una commistione tra questi innovativi distretti energetici e futuri impianti di acquacoltura dedicati all’allevamento ittico e di alghe.

    In Italia il primo progetto di questo genere potrebbe sorgere a largo della Costa di Ravenna. Saipem ha firmato a un Memorandum of Understanding con le italiane Agnes e QINT’X per portare sull’acqua un’ambiziosa iniziativa: creare un distretto marino integrato nell’ambito delle rinnovabili che riconverta il settore dell’Oil & Gas creando vantaggiose sinergie tra fotovoltaico, eolico e idrogeno.

     

     

  • GEO, il servizio Enel X per valorizzare i surplus energetici

    Da Enel X arriva una soluzione in grado di ottimizzare la produzione energetica di impianti industriali e commerciali, massimizzando tale valore come capacità flessibile

    Il settore energetico, italiano ed europeo, è in piena trasformazione. L’aumento delle rinnovabili non programmabili, la progressiva elettrificazione dei consumi e l’uscita di scena dei vecchi impianti fossili stanno mutando profondamente il sistema, sfidandone la stabilità. In questo contesto in divenire, la flessibilità – intesa come la capacità di ridurre o aumentare la produzione e/o il consumo nei carichi elettrici – è diventata un elemento sempre più importante. Fondamentale sia in termini di sicurezza della rete sia ai fini dell’avanzamento della decarbonizzazione.

    Oggi il mercato permette alle aziende che possiedono una capacità flessibile (legata, ad esempio, a proprie risorse di generazione) di valorizzarla trasformandola in un asset. Come? Attraverso soluzioni ad hoc capaci di sfruttare in tempo reale le risorse disponibili in maniera vantaggiosa per i proprietari di questa capacità ma anche per la rete. Come quelle di Enel X, la divisione del Gruppo Enel che fornisce prodotti innovativi al servizio della transizione energetica. La società ha creato un portafoglio di servizi dedicati alla flessibilità, tra cui spicca il servizio GEO (Generation & Energy Optimization).

    Si tratta di una nuova soluzione progettata per le imprese dotate di impianti di produzione energetica. Il servizio è rivolto ai clienti industriali e commerciali e si articola su due livelli: GEO Basic e GEO Advanced. L’obiettivo di partenza è lo stesso, ossia creare nuovo valore attraverso la gestione energetica.

    Nel dettaglio, tramite GEO Basic, Enel X ritira l’eccesso di produzione proveniente, ad esempio, da impianti fotovoltaici, di cogenerazione o trigenerazione, valorizzandolo al miglior prezzo possibile sui mercati energetici. Il programma nasce per gestire le dinamiche del mercato e mitigare o azzerare  i rischi legati allo sbilanciamento, garantendo una gestione end-to-end. Ma soprattutto permette di vendere i surplus energetici senza che l’azienda diventi un operatore del mercato elettrico.

    GEO Advanced, come lo stesso nome fa intuire, compie un passo in più. La soluzione è rivolta a clienti che possiedono impianti di cogenerazione, ma con un passaggio in più. Con GEO Advanced, Enel X si occupa anche di ottimizzare l’utilizzo della generazione e sfruttare al meglio gli asset (caldaie, chiller ecc) del cliente. Un programma operativo migliorato comporta oltre ad un risparmio economico anche una maggiore capacità di flessibilità che può essere utilizzata per la stabilità della rete. In questo modo le imprese possono ridurre i costi energetici complessivi e al tempo stesso massimizzare i margini derivanti dalla vendita di energia.

    Attraverso il servizio GEO, Enel X analizza tutti i dati di sito e di mercato generando un programma ottimizzato per l’impianto e suggerendo gli assetti migliori di produzione, gli orari di accensione e spegnimento e i livelli di carico della macchina.

     

  • Dalla joint-venture tra Viride Spa e Green Utility nasce Green Vir

    La joint venture, detenuta da Viride al 50% e da Green Utility al 50%, offre servizi tecnici, finanziari e di supervisione nel mercato delle situazioni speciali per il settore delle rinnovabili

    Si chiamano “situazioni speciali” o special situatione indicano a livello finanziario e tecnico, eventi insoliti che inducono gli investitori ad acquistare un’azione o un altro asset il cui prezzo è stato depresso, per l’appunto, da un evento speciale. Le opportunità di investimento in questo settore possono assumere molte forme e coinvolgere una serie di classi di attività ed è quindi necessario sapersi muovere con intelligenza e agilità nel settore. Per il comparto delle energie rinnovabili, oggi viene in aiuto Green Vir, società in grado di seguire passo dopo passo chi si muove nel mercato dei crediti deteriorati e non.

    La società è una joint-venture 50 e 50 tra la Viride Spa e Green Utility, imprese leader nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Attive rispettivamente dal 2015 e dal 2007, in pochissimi anni Viride e Green Utility si sono imposte sul mercato dell’economia verde come un’eccellenza in grado di rendere la sostenibilità un asset chiave per le imprese.

    Le società si sono specializzate anche in servizi di consulenza gestionale e finanziaria per primari investitori. Expertise convogliata anche nella nuova joint venture, dedicata al mercato degli eventi speciali in ambito “rinnovabili”.

    Nonostante si tratti di una realtà relativamente “giovane”, Green Vir si è ritagliata un spazio di primo piano, continuando a crescere in maniera esponenziale. Il merito è di un’attività multi-sfaccettata che copre consulenza, assistenza, e servicing alle aziende.

    La joint venture si muove nell’ambito dei non performing loans, chiamati anche crediti deteriorati o in sofferenza. Si tratta di prestiti la cui riscossione da parte delle banche appare incerta a causa delle difficoltà (i cosiddetti eventi speciali) con cui si scontrano le imprese debitrici. Ma nelle sue operazioni rientrano anche i crediti in bonis, ossia quelle esposizioni ritenute solvibili. Nella pratica propone attività di consulenza in materia tecnica e finanziaria, occupandosi anche della gestione di singole posizioni e coprendo tutti i punti strategici nella gestione di posizioni energy. Dagli incontri bilaterali con i debitori, alla negoziazione e predisposizione di accordi modificativi, valutazione in merito al rilascio o sostituzione di garanzie, predisposizione di business plan, sopralluoghi presso gli impianti, valutazione di attività di revamping.

    Una delle ultime operazioni portate a termine con successo è stata l’acquisto da parte di WRM Group di un portafoglio di crediti deteriorati del valore di 180 milioni e derivanti da contratti di leasing e di prestiti a medio-lungo termine da Mediocredito Italiano. Si tratta di crediti garantiti da 74 impianti fotovoltaici per una capacità complessiva di oltre 85 MW, su un totale di 74 stabilimenti. Oggi. La società, prosegue l’attività nel ruolo di special servicer del portafoglio acquisito, fornendo una completa assistenza gestionale.

  • Remote Control: Come gestire la climatizzazione senza rischi e risparmiando

    Da Enel X le soluzioni innovative per l’ottimizzazione energetica e la gestione in remoto degli impianti impianti HVAC, dalla piattaforma di monitoraggio energetico EMS al software Comfort Management. 

    Fin dalle prime fasi della pandemia, nella ricerca del giusto compromesso tra lockdown e accesso agli spazi pubblici, parte dell’attenzione si è focalizzata sulla relazione tra coronavirus e impianti HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning). La rete è stata inondata da una serie di informazioni contrastanti, spesso a false o inaccurate, che hanno generato molta confusione e diverse domande. Gli impianti di climatizzazione, soprattutto a livello di grandi imprese o spazi pubblici al chiuso, sono sicuri? E come è possibile gestirli in maniera da ridurre eventuali rischi di contagio in luoghi come uffici, negozi, supermercati, ospedali o palestre?

    Le linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità hanno fatto chiarezza sulla questione, ma al di là dei singoli protocolli esistono soluzioni che facilitano ulteriormente la gestione degli impianti anche in termini di aumentata sicurezza. Un esempio sono i pacchetti offerti da Enel X alla climatizzazione dei grandi spazi pubblici interni, e creati appositamente per unire ai servizi di remote control e monitoraggio energetico, anche un’attenta gestione dei rischi sanitari.

    In questo ambito l’azienda, braccio innovativo del Gruppo Enel, ha sviluppato due strumenti ad hoc per i clienti business: la piattaforma di monitoraggio energetico EMS e del software di gestione remota Comfort Management.

    La piattaforma EMS, acronimo di Energy Management System, è in grado di monitorare i consumi energetici e i dati ambientali di uffici e attività commerciali. Lo strumento acquisisce le informazioni in tempo reale e le analizza fornendo report customizzati sulle performance e consigli per ottimizzare le prestazioni. Inoltre permette anche di configurare costi, prezzi e tariffe e di tenere sotto occhio eventuali interventi di efficienza energetica attraverso i setaggio dei report.

    Comfort Management è invece un programma di remote control, dedicato alla gestione degli asset degli HVAC. Il software è in grado di autoregolare ed efficientare il fabbisogno tramite algoritmi di intelligenza artificiale che incrociano i dati sul consumo con fattori meteorologici. E di rilevare anomalie o guasti, gestendoli da remoto. Inoltre, offre un miglioramento non-invasivo delle performance, dal momento che la sua applicazione non richiede alcuna modifica dell’impianto e si adatta perfettamente a sistemi di monitoraggio eventualmente già presenti in sito.

  • Nuovi standard di efficienza, sicurezza e affidabilità per l’agrifood

    La software house milanese specializzata in soluzioni blockchain affianca l’e-commerce per certificare e valorizzare a livello globale i prodotti Made in Italy.

    Milano, novembre 2020 – Mangrovia Blockchain Solutions Saporare Italian Food Boutique danno vita ad una collaborazione con l’obiettivo di difendere e trasmettere i valori della cultura gastronomica italiana in tutto il mondo.

    L’idea prende vita dalla volontà di esaltare e dare il giusto riconoscimento alla tradizione Made in Italy, oggi spesso vittima di contraffazione, con fenomeni come l’ ”Italian Sounding” (uso di parole, immagini, combinazioni cromatiche, riferimenti geografici per promuovere e commercializzare prodotti che in realtà non sono Made in Italy) ormai pericolosamente comuni soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.

    Nasce così una piattaforma e-commerce che riunisce piccole imprese locali e diversi collaboratori in ogni Paese con la finalità di tracciare i prodotti fin dalle prime fasi della produzione e guidare i consumatori alla scoperta della tradizione, delle sfumature e degli impieghi di ciascun alimento.

    La componente di innovazione fondamentale è la blockchain: tale tecnologia, grazie alle sue specifiche proprietà garantisce trasparenza, immutabilità e sicurezza, rendendo efficiente, verificato e certo il tracciamento di filiera.

    Queste caratteristiche sono alla base del progetto di Saporare: grazie alla creazione di un collegamento tra etichetta, blockchain e autenticità del prodotto e mediante tag RFID e chip NFC o semplice QR Code, chiunque potrà visualizzare sul proprio device tutte le informazioni riferite all’alimento, accompagnate da uno storytelling attento e accurato che valorizzerà la qualità e l’italianità dello stesso con un linguaggio semplice, moderno e accattivante.

    Tutto ciò è reso possibile da una webapp sviluppata da Mangrovia e un marchio S|Trace track your business, dedicato al servizio di tracciabilità, in particolare per il settore food ma che sta riscuotendo notevole interesse anche nel settore industriale.

    “L’eccellenza italiana dell’agrifood è costantemente sotto la minaccia della contraffazione. Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto con Saporare che ci vede coinvolti in un percorso di innovazione e crescita eccezionale” – dichiara Daniele Morisco Managing Director di Mangrovia blockchain solutions – “dove la tecnologia blockchain è protagonista garantendo sicurezza e trasparenza”

    “Grazie alle soluzioni tailor-made di Mangrovia Blockchain Solutions,” – prosegue ancora Morisco, “rendiamo accessibile l’innovazione portata da blockchain ad ogni azienda, indipendentemente dal settore, dalle dimensioni o dalla complessità dei processi, affinché la tecnologia possa diventare uno strumento fondamentale per proteggere ed accrescere il mercato del Made in Italy”.

    “Siamo molto soddisfatti dell’interesse che questo progetto sta suscitando, è dinamico e in continua evoluzione, grazie anche all’ottimo rapporto di collaborazione che è nato tra le figure del team.” – dichiara Maria Vellani, COO e cofondatrice dell’iniziativa – “Saporare ha elementi di unicità sia per la tipologia di mercati e prodotti che per la modalità con cui vengono proposti, in particolare la webapp S|Trace. Diversi fornitori di pregio hanno compreso la particolarità del progetto e vi stanno aderendo. Chi ne viene a conoscenza per la prima volta lo definisce spesso ambizioso e originale, anche grazie ad elementi di attenzione al sociale e all’ambiente tutti da scoprire.”

    A breve verranno registrati e certificati in blockchain, mediante la webapp S|Trace, il polline e un miele DOP della Lunigiana, spesso oggetto di contraffazione e di conseguenza vittima di danni all’identità e alla reputazione dei marchi e di problemi legati alla sicurezza. Nel mondo, il valore del falso Made in Italy agroalimentare è salito ad oltre 100 miliardi di euro con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio. Lo ha rivelato Coldiretti in occasione dell’introduzione delle norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti (legge n.12 dell’11 febbraio 2019).

    La piattaforma si rivolge prevalentemente al consumatore finale mediante distribuzione al dettaglio, ma comprende anche un’area dedicata ai clienti del settore Horeca in ottica B2B. L’area geografica di riferimento sarà inizialmente l’Europa, con successiva espansione a USA, Canada, Inghilterra, Giappone ed Emirati Arabi.

    Tratto distintivo dell’offerta è anche la logistica green: a breve, ogni cliente sarà libero di scegliere tra la spedizione “prime”, rapida ma più costosa e più impattante a livello ambientale, e la spedizione “slow”, più economica e socialmente ed ambientalmente sostenibile, oltre ad un packaging a basso impatto ambientale.

    “Inefficienze, sprechi e contraffazione sono solo alcuni dei problemi che Mangrovia si offre di risolvere tramite l’implementazione della tecnologia distributed ledger (DLT).” – afferma Angelomario Moratti, Presidente Esecutivo di Mangrovia Blockchain Solutions – “I settori di applicazione chiamati in causa sono molteplici e diversi tra loro: Energy, Supplychain, Fintech. La soluzione proposta con Saporare rappresenta una sorta di Trust-as-a-service per i partecipanti all’ecosistema.”

    La tecnologia sviluppata da Mangrovia è rappresentata da un registro aperto e distribuito che tiene traccia delle transazioni tra due o più attori in maniera efficiente, verificabile, permanente e trasparente. Tutte le informazioni raccolte vengono poi elaborate associando all’etichetta un QR Code collegato ad un link descrittivo del lotto e allo storytelling del prodotto/produttore.

    “Riusciamo a tutelare e a raccontare il meglio dei prodotti enogastronomici italiani mediante un unico strumento. Un software, costruito ad hoc per noi da Mangrovia, estremamente flessibile, semplice nel suo utilizzo e dal potenziale ancora da esplorare, anche in ambiti diversi da quello alimentare. Un mix di certificazione di prodotto e marketing 4.0. Particolarmente affascinante il contrasto tra il meglio dell’antica tradizione agrifood italiana unita alla tecnologia più innovativa del momento.” – aggiunge Francesco Colli, CEO e cofondatore del progetto Saporare.

    La blockchain, introdotta come attore super partes, alza in definitiva il livello di sicurezza. In questo contesto il web, oltre a fungere da piattaforma di collegamento, diventa una piattaforma di servizi integrati e fruibili da dispositivi fissi e mobili, accessibili a chiunque e totalmente trasparenti ed affidabili.

    Il Natale 2020 è l’occasione giusta per supportare i piccoli produttori ed artigiani locali, lasciando che questi raccontino la propria storia ed i propri valori. Quale strumento se non la blockchain può fungere da diario condiviso, passato di mano in mano dall’agricoltore al destinatario del regalo?

    MANGROVIA BLOCKCHAIN SOLUTIONS

    Mangrovia Blockchain Solutions è tra i leaders italiani nello sviluppo e integrazione di soluzioni di tecnologia distribuita, con soluzioni proprietarie nell’ambito del fintech, dell’energy, del ticketing e della supply-chain, e riconoscimenti di primo piano a livello europeo.

    SAPORARE

    Saporare – Italian Food Boutique è una startup innovativa di Franceschi srl che fornisce un servizio blockchain per favorire la difesa del Made in Italy e, mediante una propria piattaforma e-commerce, agevola l’esportazione di prodotti food and beverage 100% italiani, provenienti da piccoli produttori.

  • Blockchain e machine-learning applicate alla gestione documentale

    La gestione documentale costituisce uno degli aspetti più pervasivi e strategici nell’ambito dei processi di organizzazione aziendale, coinvolgendo tipicamente non solo l’intera organizzazione, ma anche gli interlocutori esterni coinvolti nei processi di generazione, scambio e trattamento dei documenti e in generale delle informazioni.

    Gli ultimi anni avevano già visto le imprese italiane avviarsi in maniera convinta verso processi di digitalizzazione, innanzitutto per garantire migliori performance operative, ma anche per questioni di sicurezza, di compliance normativa, e di rispetto dei temi dell’ecosostenibilità. Anche l’indagine “Printing Trends in SMB and Enterprise” condotta nel 2017 rispetto al rapporto tra le aziende americane, inglesi e tedesche e i sistemi di gestione documentale ha rilevato una considerevole quota di mercato disponibile a sostenere investimenti dedicati, e nello specifico una crescente propensione verso questo tipo di tecnologie da parte delle organizzazioni con almeno 50 dipendenti.

    Gli effetti del Covid-19 sulla gestione documentale

    I recenti accadimenti legati all’epidemia del Covid-19 stanno ora accelerando enormemente questo fenomeno, avendo reso ineludibile ormai il passaggio a modelli decentralizzati di gestione documentale anche per piccole aziende e studi professionali, finora rimasti meno coinvolti dai fenomeni di dematerializzazione dei contenuti.

    D’altronde è chiaro ormai come un archivio documentale organizzato in chiave strategica e protocolli di trattamento e conservazione correttamente definiti rappresentino fattori di efficienza e di competitività imprescindibili per qualsiasi organizzazione, specialmente in un periodo come quello del recente lockdown in cui il distanziamento forzato ha imposto giocoforza – e con tempistiche eccezionali – l’attivazione di modalità di “smart working” e di attività lavorative da remoto, con conseguenze spesso traumatiche per le realtà meno predisposte a questo tipo di gestione organizzativa.

    La tecnologia naturalmente si sta dimostrando sempre più protagonista nel dare spinta propulsiva alla transizione in atto, rendendo disponibili al mondo delle imprese e della pubblica amministrazione modelli decentralizzati, applicazioni di intelligenza artificiale, sistemi 5G e dispositivi di IoT sempre più diffusi, sicuri e performanti. Inoltre, l’integrazione di queste innovazioni sta dando forma a frameworks tecnologici via via più evoluti, in grado di efficientare in modo davvero radicale i modelli di gestione aziendale e ad ottimizzare così le performance di produzione in una misura difficilmente pronosticabile fino a pochi anni fa.

    La gestione documentale secondo Mangrovia

    Nell’ambito della gestione documentale, ad esempio, la startup di Milano Mangrovia Blockchain Solutions ha recentemente sviluppato una soluzione che va ben oltre i tradizionali DMS (Document Management System), e che mette a disposizione di PMI e grandi aziende un vero e proprio data hub di strumenti usabili ed integrati, in grado di abilitare una gestione di documenti e dati aziendali totalmente intuitiva, certificata, sicura e affidabile, e di sfruttare così al meglio le potenzialità offerte da un utilizzo evoluto delle tecnologie blockchain, IoT e machine- learning.

    Il framework PaPeers consente infatti non solo di abilitare – in modalità cloud, ibrida o on-premise – le funzionalità tipiche dei sistemi di gestione documentale (generazione, conservazione, gestione workflow, protocollazione, reperimento, firma, scambio, etc…) garantendo standard massimi di affidabilità e di sicurezza delle informazioni trattate grazie alla blockchain, ma favorisce al tempo stesso l’applicazione pervasiva di tali standard a tutti i flussi di dati in cui l’azienda è coinvolta, integrandosi con i principali sistemi accreditati di autenticazione e di firma elettronica, e con qualsiasi applicativo web in uso presso l’azienda attraverso un set di Rest-APIs completo ed efficiente.

    Le potenzialità offerte da questo modello di gestione dei dati e dei documenti sono facilmente intuibili: garanzia di affidabilità su qualsiasi informazione in entrata e in uscita, certificazione di tutte le identità operanti nell’ecosistema di gestione e di scambio documentale, massima sicurezza nella conservazione dei dati, processi più efficienti e auto- apprendenti di reperimento e classificazione delle informazioni, tracciamento certo delle azioni compiute su dati e documenti, semplice integrazione di applicativi eterogenei all’interno di workflow monitorabili, abilitazione granulare di permessi e abilitazioni all’accesso, e molto altro ancora.

    Mangrovia Blockchain Solutions è tra i leaders italiani nello sviluppo e integrazione di soluzioni di tecnologia distribuita, con soluzioni proprietarie nell’ambito del fintech, dell’energy, del ticketing e della supply-chain, e riconoscimenti di primo piano a livello europeo.
    Per maggiori informazioni sul data-hub PaPeers e sugli altri progetti di Mangrovia Blockchain Solutions, contattare [email protected]

  • ITALIANI E NATALE: TRA VOGLIA DI DIMENTICARE IL 2020 E DI FESTEGGIARE IN FAMIGLIA, ANCHE SE SUL WEB

    PER IL 64% DEI NOSTRI CONNAZIONALI LO SPIRITO NATALIZIO È IL MEZZO MIGLIORE PER DIFFONDERE UN PO’ DI OTTIMISMO

    Il 71% incontrerà parenti e amici lontani sul web. La metà sceglierà regali “covid-friendly” da godere “a casa”. Il 57% si concederà una media di 3 “auto-regali”. Il 31% supporterà i piccoli commercianti con gli acquisti di natale.

    Una ricerca condotta da Groupon approfondisce l’atteggiamento degli italiani verso questo Natale, tra voglia di lasciarsi alle spalle il 2020, provare a festeggiare comunque anche se non sarà possibile seguire tutte le tradizioni, e nuovi trend per i regali

    9 Dicembre 2020 – Il 2020 è stato un periodo storico senza precedenti che ha messo tutti a dura prova. Dopo mesi che li hanno portati ad affrontare paura, stress e scoraggiamento, ma che li hanno anche visti uniti nelle difficoltà, come si apprestano gli Italiani a vivere questo Natale? Anche se sarà un 25 dicembre diverso da tutti quelli che abbiamo vissuto sinora, i nostri connazionali si dedicheranno anche quest’anno ai regali? Cosa cambierà negli acquisti natalizi e nelle cene di famiglia?

    Groupon ha voluto indagare, attraverso una survey*, il rapporto degli italiani con questo “Natale in epoca di Covid” per capire quanta sia la voglia di festeggiare e di guardare con un pizzico di ottimismo all’anno che verrà.

    Il Natale come “antidoto” al 2020
    Sebbene quasi la metà degli italiani (49%) dichiara che il 2020 è stato l’anno peggiore della propria vita, la voglia di celebrare il Natale non si è certo attenuata, anzi, la grandissima maggioranza (89%) festeggerà il giorno più atteso dell’anno.
    Sotto Natale, gli Italiani riscoprono la voglia di guardare in modo positivo al futuro: il 64% vede nello spirito natalizio il mezzo migliore per diffondere un po’ di ottimismo e lasciarsi alle spalle questo 2020.

    Per esorcizzare i mesi passati, il 54% è assolutamente determinato a trovare il regalo perfetto per le persone più importanti; infatti ben il 71% ha dichiarato che questo periodo difficile ha dato modo di apprezzare ancora di più amici e famigliari. Non più quindi il Natale vissuto come momento “obbligato” da passare con i parenti, ma anzi come piacevole e desiderata parentesi, in un anno di isolamento, da vivere proprio con le persone più care, di cui si è sentita la mancanza e il bisogno.

    Un Natale “a distanza” da festeggiare “a casa”
    Il 71% degli italiani è perfettamente consapevole che dovrà rinunciare ai classici cenoni con tavolate infinite di parenti e pianifica di incontrarli sul web, insieme agli amici, grazie a vari tool che sono ormai parte della quotidianità.

    Anche la tanto attesa consegna della letterina sarà diversa: il 76% dei genitori con figli sotto i 18 anni non ha intenzione di portarli a trovare Santa Claus, sebbene un super tecnologico 40% ha affermato che, per non deludere i più piccoli, acquisterà un incontro virtuale con Babbo Natale.

    Gli Italiani non si sono scoraggiati di fronte alla necessità di restare a casa, ma stanno vivendo questa restrizione per riscoprire il piacere di ritrovarsi con i famigliari più stretti (45%), passare molto tempo a cucinare e mangiare (42%) o decorare la propria abitazione con addobbi a tema Natale (40%).

    Regali 2020: cura di sé, idee covid-friendly e voglia di programmare il futuro

    I regali restano sempre una delle passioni degli italiani e sebbene ci sia un 38% che quest’anno si vedrà costretto a dedicarvi un budget più contenuto, oltre un terzo degli intervistati (37%) dichiara che lo scambio dei regali è il momento più atteso delle feste.

    Che sia stato un anno complesso per tutti emerge anche dal fatto che questo Natale i nostri connazionali hanno deciso di meritarsi uno (o più) regali e penseranno quindi prima a “se stessi”: il 57% gli italiani, senza distinzioni tra uomini (58%) e donne (57%), dopo questo lungo periodo difficile, ha una grande voglia di prendersi cura di sé, concedendosi una media di 3 “auto-regali”, scelti tra capi d’abbigliamento (dal 43%), tecno-gadget (dal 36%) e profumi/prodotti beauty (dal 26%). I mesi difficili che abbiamo vissuto hanno portato i nostri connazionali a pensare di meritarsi regali e attenzioni, ed è giusto che ciascuno doni a sé stesso qualche momento di felicità. La pensano così anche in altri Paesi Europei, rispetto ai quali ci posizioniamo a metà classifica. La percentuale di persone che si faranno “auto-regali” si attesta infatti rispettivamente al 77% in Francia, 67% in Spagna, 38% in Germania e 37% in Inghilterra.

    Quando invece si tratta di pensare agli altri, una tendenza di questo Natale sono i regali “covid-friendly”, quelli che si possono godere nella sicurezza della propria abitazione, preferiti dal 50% degli intervistati, che regaleranno attività o giochi da fare “a casa” (26%), attrezzature per l’allenamento (18%) e lezioni virtuali (11%).

    Altro trend è ricominciare a programmare il futuro, con un 41% che sta pensando di regalare anche esperienze da vivere quando ci saremo lasciati alle spalle questo periodo, come un viaggio, un ingresso in una Spa o un concerto.

    Per i più tradizionalisti, la classifica delle mereologie più gettonate rispecchia i regali che gli italiani faranno a sé stessi: in testa abbigliamento (40%), seguito da elettronica (32%) e profumi/prodotti beauty (31%).

    Dove compreranno i regali di Natale gli italiani?
    Babbo Natale sarà digital: più di un terzo degli intervistati (38%) dichiara che acquisterà molto di più online rispetto agli anni precedenti, sia per comodità sia per evitare i grandi negozi affollati.

    In momenti di difficoltà gli italiani si mostrano anche più sensibili verso i piccoli commercianti che sono stati gravemente colpiti dai mesi di chiusura forzata. C’è infatti un 31% che quest’anno ha in programma di acquistare molto di più presso negozi indipendenti. Percentuale degna di nota, se guardiamo anche ad un confronto con gli altri Paesi Europei, che vede solo al 22% la Germania e al 29% la Francia, mentre in Inghilterra la percentuale sale al 36%. I più propensi ad acquistare da piccoli negozi sono risultati, invece, gli spagnoli (50%).

    “In Groupon sappiamo molto bene quali difficoltà abbiano dovuto affrontare i piccoli commercianti durante questo periodo molto difficile – ha dichiarato Valentina Manfredi, Managing Director di Groupon Italia – Le PMI sono i nostri principali partner nonché il tessuto del commercio territoriale; per questo li abbiamo sempre sostenuti con attività mirate, mettendo loro a disposizione la nostra esperienza, la nostra piattaforma, e strumenti dedicati, per aiutarli sia a livello di continuità del business sia di visibilità. I risultati di questa ricerca ci rincuorano, perché appare chiaro che una buona fetta degli italiani è vicina a questi fondamentali attori della nostra economia; il 31% dei nostri connazionali ha deciso di acquistare i regali di Natale presso piccoli negozi locali, un chiaro segnale che gli italiani sono sensibili verso chi è in difficoltà e desiderano mettere in atto azioni concrete.”

  • Digital xmas: per il Natale 2020 la scelta dei regali è con la Realtà Aumentata

    Con l’app CASAhomewear si possono scegliere cuscini, piumini, lenzuola, inquadrando il proprio letto

    Un Natale digitale grazie all’utilizzo della Realtà Aumentata. Un Digital xsmas che permetterà di scegliere i regali di Natale rimanendo a casa. Grazie alla tecnologia easyhomewear®, che coniuga la Realtà Aumentata con la Realtà Virtuale e l’uso del 3D, chiunque da oggi potrà diventare designer della propria stanza, per personalizzare l’acquisto della biancheria della camera da letto in tempo reale. Inquadrando il letto con uno smartphone, si possono scegliere le lenzuola preferite per la propria camera ed acquistarle con un semplice click.

    Attraverso l’utilizzo dell’app CASAhomewear, tutti avranno la possibilità di scegliere colore e fantasia di trapunte, piumini e cuscini scoprendo immediatamente se i prodotti selezionati rispecchiano i propri gusti e si adattano alla perfezione all’ambiente. Il tutto direttamente da smartphone o tabletnel comfort della propria casa.

    «Abbiamo voluto dare ai nostri clienti la possibilità di scegliere i prodotti che meglio si sposano con la propria camera da letto in tempo reale e nella sicurezza della propria casa con un semplice click. Sarà possibile divertirsi vestendo e svestendo il letto senza sforzo, con la semplicità di un tocco e scegliere quali articoli sono di nostro gradimento-sottolinea Lara Corna, responsabile Ricerca e Sviluppo- La app e l’utilizzo della nostra tecnologia easyhomewear® sono una vera rivoluzione per l’intero mondo della casa.».

    La tecnologia easyhomewear®lavora dietro le quinte e in sinergia con un’altra applicazione che permette di “vestire” i modelli 3D delle varie tipologie di letto che si possono personalizzare (una piazza, una piazza e mezza e due piazze). Non solo, la tecnologia Easyhomewear collabora con una piattaforma di eCommerce che distribuisce i contenuti 3D realizzati dagli utenti direttamente al negozio online, potendo così acquistare le parure letto con un semplice click. 

    All’interno dell’applicazione si potrà consultare in modo semplice e immediato l’intero catalogo di prodottidell’omonimo negozio on line, scegliere il proprio preferito, visionarlo in3D e passare all’acquisto.

    CASAhomewear è inoltre garanzia di qualità: i prodotti sono made in Italy, innovativi e sicuri, con coloranti eco compatibili certificati, prodotti 100% in fibre naturali, proposte in cotone biologico certificato provenienti da coltivazioni sostenibili, ecologiche ed etiche e sostenendo la compatibilità ecologica con filati sintetici riciclati.

    CASAhomewear è disponibile su:

    App Store: https://apps.apple.com/it/app/casahomewear

    Google Play Store: https://play.google.com/store

    Come funziona:

    inquadra il tuo letto con il tuo smartphone per vederlo in 3D oppure gioca con un letto virtuale per vestire il tuo letto selezionando i prodotti del catalogo.

  • RICERCA ANRA – AON: “REMOTE” O “SMART” WORKING?

    I vantaggi e gli svantaggi delle nuove modalità lavorative secondo gli italiani

    Milano, 20 novembre 2020 – La seconda ondata della pandemia ha prolungato la durata dello smart working allontanando, in particolare in alcune aree d’Italia, la prospettiva di un rientro fisico a pieno regime per tutti i dipendenti.Sono comunque molte le aziende che, negli ultimi mesi, hanno disposto un ritorno in presenza parziale e facoltativo, adeguandosi alle norme di sicurezza. Alla luce di queste nuove considerazioni, si è svolta la seconda fase della ricerca “Le modalità lavorative dopo il lock down: quale Smart Working?”diANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager, e Aon, volta a indagare, dopo la prima survey di marzo, come sia cambiato il rapporto con lo smart working rispetto al periodo di lockdown e fotografando il nuovo approccio del tessuto imprenditoriale italiano alle modalità di lavoro alternativo.

    Tra maggio e settembre, con la possibilità per la maggior parte dei lavoratori di alternare le due modalità lavorative, la percezione dei vantaggi della propria condizione è rimasta pressoché invariata: al primo posto lapossibilità di costruire un migliore equilibrio tra vita privata e professionale (43%), beneficio principale evidenziato soprattutto dalle fasce più giovani e in particolare dagli under 35 (57%). Seguono l’ottimizzazione del tempo (40%) e la possibilità di gestire con più autonomia gli orari e i carichi di lavoro (34%), un aspetto sottolineato più dagli over 56e dal campione maschile, e probabilmente frutto di una visione più pragmatica dell’attività lavorativa.Per gli under 35, inoltre, è stato poi molto rilevante il risparmio economico, al secondo posto con il 44%. Un aspetto la cui importanza è stata sottolineata anche dal genere femminile.
    È interessante notare come, in generale, gli uominiabbiano dato risposte orientate primariamente agli aspetti professionali epragmatici, della quotidianità, mentre le donne abbiano assegnato più rilevanza all’ambito organizzativo/gestionale e al bilanciamento tra vita familiare e lavorativa: per una rispondente su tre una delle conseguenze positive del remote working è stato il minore stress (tra gli uomini l’ha citato solo il 23%). Le donne hanno inoltre riscontrato maggiore facilità di concentrazione sul lavoro, in misura doppia rispetto ai colleghi (18% vs 10%).

    Come nella prima indagine, al primo posto dei risvolti negativi si trova la difficoltà nel limitare le ore trascorse al lavoro, tuttaviala percentuale di chi lo ha indicato come la problematica principale è diminuita sensibilmente, passando dal 58% al 39%. Verosimilmente, si trattava di un aspetto molto meno gestibile durante il lockdown, dove la possibilità di dedicare tempo ad altre attività era stata sostanzialmente annullata e dunque i tempi dedicati al lavoro prolungati ad oltranza.Al secondo e terzo posto si trovano le difficoltà di interazione e confronto con il team di lavoro e/o con i colleghi (33%) e il senso di solitudine (31%), entrambi risaliti di una posizione rispetto alla prima indagine.
    Guardando alle fasce d’età e al genere, lo scenario si fa più variegato: la limitazione delle ore di lavoro è al primo posto delle difficoltà per i lavoratori tra i 36 e i 55 anni e per il campione femminile, mentre, per gli under 35a pesare maggiormentesono la solitudine e il poco contatto con i colleghi (43%). Gli over 56 mettono invece al vertice le difficoltà di interazione con i colleghi (37%), un risultato molto simile a quello registratonel campione maschile (35%).

    CHI È ANRA
    ANRA è l’associazione che dal 1972 raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali. L’associazione opera attraverso la sede di Milano e vari corrispondenti regionali. ANRA è il punto di riferimento in Italia per diffondere la cultura d’impresa attraverso la gestione del rischio e delle assicurazioni in azienda. Si relaziona con le altre associazioni nazionali di risk manager in Ferma, a livello europeo, e in Ifrima a livello internazionale. ANRA è costituita da Risk Officer, Risk Manager ed Insurance Manager che operano quotidianamente nella professione e che trovano vantaggio nello scambio continuo delle proprie esperienze e nella condivisione di progetti a beneficio dello sviluppo del settore. Complessivamente, le aziende pubbliche e private di cui fanno parte i soci rappresentano un fatturato complessivo di oltre 430 miliardi (pari a circa il 25% del PIL).
    Nella piena convinzione che l’esperienza sia il miglior argomento per diffondere la cultura del risk management, ANRA organizza incontri aperti a professionisti ed aziende su tematiche inerenti al rischio aziendale, corsi di formazione per nuove figure e scambi di esperienze con colleghi stranieri. Nella sua attività di supporto a manager ed imprese, ANRA si appoggia a molti partner, come enti universitari, società di consulenza, compagnie assicurative, broker, società di servizio nell’ambito del rischio d’impresa: con le loro competenze specifiche, tutti questi attori portano valore aggiunto ai membri dell’associazione e alle loro imprese. Dal giugno 2016 ANRA promuove “alp” – ANRA Learning Path – la nuova Accademia ANRA per la formazione dei professionisti della gestione del rischio, riconosciuta e certificata RIMAP a livello europeo. www.anra.it

  • I materassi in poliuretano si confermano i più sicuri per il sonno in tenera età. I neonati vi trascorrono fino a 16 ore al giorno

    Corretto sostegno della colonna vertebrale, antisoffoco, prevenzione della “testa piatta” e delle irritazioni del sistema respiratorio. Lo provano due importanti certificazioni, la Oeko-Tex® standard 100 e la CertiPUR® che garantiscono le caratteristiche uniche anche in termini di sicurezza, salute e sostenibilità ambientale.

    Sostegno della colonna vertebrale che non deve essere compressa, traspirabilità del materasso antisoffoco per eccellenza, flessibilità degli strati per prevenire la sindrome della testa piatta e adattarsi perfettamente a tutte le posizioni, materiale antiallergico e anti-acaro per evitare di irritare il sistema respiratorio e provocare degli attacchi di tosse, che potrebbero costringere il bambino a svegliarsi. I materassi in poliuretano si confermano i più sicuri fin dalla tenera età, le certificazioni Oeko-Tex® standard 100 e CertiPUR®, che garantiscono le caratteristiche uniche anche in termini di sicurezza, salute e sostenibilità ambientale, assicurano che il prodotto è atossico e anallergico e può essere utilizzato, a pelle, anche per bambini sotto i 3 anni di età.

     

    Recenti studi della Società Italiana di Pediatria evidenziano che nel mondo industrializzato il 25% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffra di disturbi del sonno. Le cause principali? I ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e anche l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici. Il buon riposo di un bambino dipende da diversi fattori dall’alimentazione agli stili di vita, ma fondamentale risulta anche la qualità del materasso, in particolare negli anni della crescita. Sappiamo che i neonati dormono in media 16 ore al giorno, mentre i bambini dai 3 ai 5 anni circa 11-13 ore, un materasso dalla giusta consistenza rappresenta un valido supporto per conciliare un riposo notturno regolare e continuo fin dai primi giorni di vita.

     

    Un materasso per bambini deve adattarsi al peso e alla forma del corpo, in costante mutamento durante la fase di crescita, dando un sostegno alla colonna vertebrale, che è ancora in fase di sviluppo e non deve essere compressa. Il giusto spessore dovrebbe essere compreso tra i 10 e i 13 cm. Inoltre, il materasso deve avere un rivestimento sfoderabile e lavabile, in quanto i batteri che potrebbero formarsi sarebbero pericolosi soprattutto per un neonato.

     

    “È importante creare un ambiente favorevole con la giusta temperatura, sufficiente oscurità e silenzio così da aiutare il piccolo a rilassarsi e a dormire meglio –  ha commentato Sara Sainaghi, Piscologa e Psicoterapeuta – Un letto confortevole rientra tra le importanti scelte per una corretta igiene del sonno, che risulta essere indispensabile per il benessere dei bambini, inoltre bisogna cercare di mantenere durante il corso del sonno e nella fase di risveglio le stesse condizioni che il piccolo ha vissuto prima di addormentarsi”.

     

    Anche i cuscini anti soffoco per neonati in poliuretano favoriscono la posizione supina e garantiscono un comfort davvero eccellente. La schiuma poliuretanica offre alla testa del bambino un sostegno ottimale, permettendo di avere una posizione che favorisce la corretta respirazione. I guanciali sono confortevoli, ma non morbidi in modo eccessivo, per evitare che possano finire nella bocca del bambino. I cuscini antisoffoco hanno una struttura a celle aperte che permette la massima circolazione possibile dell’aria. Così anche se il bambino, che tende a muoversi molto e a girarsi durante il riposo, dovesse restare con la bocca e il naso schiacciati sopra al cuscino, riuscirebbe a respirare comunque alla perfezione.

     

    I modelli di cuscino anti soffoco in poliuretano sono la scelta ideale anche nel caso di bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo. Questo è un problema davvero molto diffuso che comporta una cattiva digestione, nausea, dolore alla pancia e anche vomito. Purtroppo un conato di vomito, anche se molto piccolo, potrebbe restare intrappolato nelle vie aeree del bambino, facendolo soffocare.

     

    “Fin dalla tenera età è importante dormire su un materasso che oltre a garantire un buon riposo, rispetti alti livelli di sicurezza e di ecosostenibilità – dichiara Marco Pelucchi, presidente di AIPEF, l’Associazione delle Aziende Italiane di Poliuretano Espanso Flessibile – Il poliuretano, si adatta perfettamente al corpo e alle sue posizioni, è leggero e molto pratico quando si devono cambiare le lenzuola, è un materiale sicuro al 100%, antibatterico e antiacaro.

     

     

    Poliuretano-è

    Un progetto per la promozione delle qualità del poliuretano espanso flessibile sostenuto dalle migliori aziende produttrici italiane e dalle principali aziende internazionali di materie prime, additivi e componenti

  • Eleonora Scaramucci veste il primo Influencer Meet-up italiano

    Una giornata all’insegna della comunicazione digitale quella che si è svolta nel cuore di Firenze sabato 3 ottobre 2020.
    25 big influencer, in un team interamente femminile, impegnate nel fashion, nel traveling e nella green economy, si sono incontrate in questo non facile contesto storico post-pandemia, condividendo, sui loro profili Instagram, il loro viaggio nei luoghi più iconici di Firenze.
    È la prima volta che, in Italia, alcune tra le più seguite imprenditrici digitali si riuniscono ufficialmente, contando su una visibilità mediatica complessiva di due milioni di follower.
    L’idea è nata da Martina Castaldi (@TheSocialChalet), giovanissima influencer, che si è ispirata al format americano Revolve Festival, ed è stata sviluppata dalla società di consulenza milanese BeSmart Management di Valeria Dell’Acqua, dando vita ad un evento totalmente innovativo.
    Dopo un pranzo con vista sulla Cupola del Brunelleschi, sulla Terrazza della Rinascente Duomo, le influencer, a bordo degli originalissimi veicoli elettrici Birò Estrima, hanno seguito un percorso a tappe, accedendo a location fiorentine uniche e scattando foto spettacolari.
    La giornata, patrocinata dalla Città di Firenze, si è conclusa con una cena di Gala ospitata nella splendida sede del The Sina Villa Medici, dove alcune Influencer (Elisa Zanetti, Aurora Giardina, Greta Cagna e Martina Castaldi) hanno indossato abiti da sera firmati Eleonora Scaramucci.
    Alla serata hanno partecipato ospiti illustri. L’Assessore al Turismo, all’Ambiente e alla Innovazione Tecnologica, Dott.ssa Cecilia Del Re, ha onorato gli ospiti con la sua presenza per un saluto.
    Eccellenti realtà imprenditoriali italiane, impegnate nella mobilità sostenibile, nel turismo, nel food&beverage e nel fashion hanno creduto in questa iniziativa, supportandola in veste di partner.
    Eleonora Scaramucci sarà partner anche della edizione natalizia di Influencer Meet-up a Milano, dove vestirà le influencer per una speciale sfilata delle feste.
    “Attraverso il prezioso contributo delle giovani, bellissime e bravissime imprenditrici digitali, abbiamo voluto condividere un messaggio di rinascita, supportare il rilancio delle strutture ricettive e focalizzare l’attenzione sulla sostenibilità ambientale. A seguito dell’entusiasmo che si è creato attorno a questo momento speciale” – spiega Valeria Dell’Acqua, General Manager di BeSmart Management, replicheremo l’evento Influencer Meet-up a Milano, a dicembre e, successivamente a Venezia, Roma e altre città italiane”.

     

  • Tre giovani atlete con ENGIE per lo sviluppo sostenibile

    A chiusura de “il Verde e il Blu Festival – Buone idee per il futuro del Pianeta”, ENGIE ha portato sul palco del Talk “Tra cielo e terra – Azioni ed energia sostenibili” tre giovani atlete di calibro internazionale: la free climber Federica Mingolla, l’apneista Alessia Zecchini, la sciatrice alpina Martina Valmassoi, che hanno scelto di essere “Planet Ambassador” per l’azienda, testimoniando l’impegno personale per ridurre i consumi e le emissioni di CO2 e sottolineando l’importante ruolo dei giovani, quali attori in prima linea, nel compiere scelte quotidiane finalizzate alla lotta ai cambiamenti climatici.

     

    La testimonianza delle giovani atlete ha chiuso il dibattito che ha visto l’assessore Pierfrancesco Maran, il Presidente della Triennale di Milano arch. Stefano Boeri, il professor Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale e il Direttore Marketing, Communication & Public Relations di ENGIE Italia, Laura Masi confrontarsi sul ruolo cruciale delle città nel progettare e costruire un futuro più rispettoso del Pianeta e delle persone, tracciando i percorsi possibili per indirizzare le scelte di aziende, istituzioni, enti locali e cittadini verso una consistente riduzione delle emissioni a partire dai consumi consapevoli e dall’efficienza energetica.

     

    «Uno sviluppo sostenibile dei centri urbani in tutti i loro aspetti non è solo necessario per abbattere le emissioni e ridurre l’inquinamento dell’aria, ma è possibile e costituisce una grande opportunità. – dichiara Laura Masi, Direttore Marketing, Communication & Public Relations di ENGIE Italia. “Sono moltissimi gli interventi che possono dare un nuovo valore alle aree urbane e nel contempo agire radicalmente per ridurre le emissioni inquinanti: dalla riconversione green delle abitazioni all’illuminazione pubblica, fino a sistemi smart di gestione del traffico. Ma è fondamentale che ognuno di noi abbia contezza del proprio carbon footprint, Misurare l’impatto delle nostre azioni, porta alla giusta consapevolezza quindi a ridurre il nostro peso sul Pianeta. Da una ricerca che abbiamo commissionato lo scorso anno più della metà degli intervistati (56%), ha dichiarato di aver modificato i propri comportamenti in un’ottica più green e il 35% pensa di farlo, purché non debba rinunciare a determinati comfort. Il cambiamento per essere efficace deve essere corale. Questo è per noi “più siamo, meno pesiamo”.  Più siamo ogni giorno a compiere azioni per ridurre il nostro impatto ambientale, meno pesiamo sul pianeta”.

     

     

    ENGIE

    Siamo un Gruppo globale in prima linea in ambito energia a basso impatto ambientale e servizi. La nostra mission è accelerare la transizione verso un’economia carbon neutral, con soluzioni che riducono il consumo di energia e rispettano l’ambiente. ​ Questa mission unisce azienda, collaboratori, clienti e azionisti, riuscendo a conciliare risultati economici con un impatto positivo sul pianeta e le persone che lo abitano. ​

     

    ENGIE ITALIA

    In Italia proponiamo offerte globali sull’intera catena del valore dell’energia, dalla fornitura ai servizi, con particolare attenzione ai prodotti innovativi e alle soluzioni di efficienza energetica e di gestione integrata.

    Con oltre 3.800 dipendenti in più di 60 uffici sull’intero territorio nazionale, siamo il primo operatore nei servizi energetici, il secondo nella vendita del gas (mercato all’ingrosso), il terzo operatore nel teleriscaldamento e nella pubblica illuminazione. ENGIE è presente in tutti i segmenti, dal residenziale al terziario, pubblico e privato, fino alla piccola e grande industria.

  • NASCE EUROPEAN CAPITAL OF DEMOCRACY, INIZIATIVA DEI SINDACI EUROPEI A FAVORE DEI PRINCIPI DEMOCRATICI

    Vienna, 23 settembre 2020 – Per combattere il clima di crescente incertezza politica in Europa, l’Innovation in Politics Institute, assieme al sindaco di Vienna Michael Ludwig, ha coinvolto i Sindaci europei nell’iniziativa European Capital of Democracy, patrocinata dalla Vicepresidente della Commissione europea Dubravka Šuica e dal Segretario Generale del Consiglio d’Europa Marija Pejčinović Burić.

    Scopo del progetto è quello di individuare, ogni anno a partire dall’autunno 2021, una città Capitale Europea della Democrazia, che si impegni a stilare un programma di validità internazionale per rafforzare lo spirito democratico, attraverso gesti concreti. Le organizzazioni internazionali saranno inoltre invitate a contribuire, realizzando attività nelle rispettive città: conferenze internazionali, festival culturali, programmi educativi, campi estivi per i giovani e molto altro ancora. I temi principali saranno le nuove tecnologie, il cambiamento climatico, la partecipazione dei cittadini e l’educazione.

    Un numero crescente di politici e cittadini si chiede cosa si può fare per migliorare la democrazia. Con la nostra iniziativa, creeremo uno spazio in cui gli innovatori di tutta Europa potranno incontrarsi ogni anno, condividere le migliori pratiche e avviare nuove forme di impegno democratico. Per sopravvivere, la democrazia deve progredire. Questo è l’obiettivo delle città che partecipano all’iniziativa, spiega Helfried Carl, co-fondatore dell’iniziativa e Managing Partner dell’Innovation in Politics Institute.

    Il lancio è avvenuto, in forma digitale, lo scorso 18 settembre, ed ha visto sindaci e rappresentanti politici di oltre 15 Paesi europei raccontare la propria visione dell’iniziativa. Oltre a Dubravka Šuica e Marija Pejčinović Burić, in rappresentanza della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, sono intervenuti politici di spicco di Atene, Bratislava, Budapest, Francoforte, Danzica, Istanbul, Parigi, Praga, Sofia, Strasburgo, Tirana, Vienna e Varsavia.

    Per candidarsi, ogni città dovrà presentare l’autovalutazione del suo percorso democratico e un programma annuale volto a rafforzarlo ed ampliarlo. Sulla base di criteri trasparenti, un gruppo di esperti redigerà un elenco ristretto di tutti i candidati. Infine, una giuria di 10.000 cittadini, rappresentativi della popolazione europea, selezionerà la città che avrà il titolo di Capitale Europea della Democrazia a partire dal 2023.

    Le città che otterranno il titolo lavoreranno per attuare i loro programmi, mettendo in campo una vasta gamma di attività insieme alla società civile, ai cittadini e ai partner locali. Diventeranno inoltre palcoscenico per il rafforzamento della democrazia a livello internazionale, ospitando e contribuendo in maniera attiva all’organizzazione di eventi e progetti con l’Innovation in Politics Institute ed altri partner internazionali. Cittadini e politici di tutta l’Europa saranno invitati a sperimentare questi sforzi, partecipando in prima persona.

    In attesa di mettere a punto l’ampio processo di selezione, per i primi due anni verranno individuate due città già all’avanguardia nelle iniziative a sostegno della democrazia, che svolgeranno il ruolo di capofila nel tracciare la strada per le future Capitali della Democrazia.

    Temi chiave saranno tecnologia, cambiamento climatico, educazione e partecipazione: il percorso tecnologico si concentrerà sulle sfide e le opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale, tra cui l’intelligenza artificiale e la disinformazione. Nel tema della partecipazione, si esploreranno nuove misure per migliorare la partecipazione dei cittadini, come le assemblee dei cittadini e il bilancio partecipativo. Poiché il cambiamento climatico sarà un fattore importante per lo sviluppo della democrazia, ogni città è incoraggiata a presentare progetti di punta per affrontare questo problema. E nel percorso educativo, le scuole di altre città e paesi potranno partecipare ad attività nella capitale europea della democrazia, sia in loco che online.

    Anche i Sindaci italiani sono invitati ad aderire al progetto, collaborando ancora una volta al fianco dell’Innovation in Politics Institute per la diffusione delle idee e dello spirito democratico. Già dal 2017, infatti, l’Istituto promuove anche in Italia, con il supporto dell’agenzia di comunicazione Noesis che lo rappresenta nel nostro Paese, gli Innovation in Politics Awards, premio europeo per i progetti politici innovativi e virtuosi che migliorano la vita dei cittadini, che ha visto tra i vincitori delle scorse edizioni proprio due italiani: il comune di Capannori e il comune di Milano.

    Martin Slater, Presidente di Noesis, co-fondatore e rappresentante per l’Italia dell’Innovation in Politics Institute, dichiara: “Sono orgoglioso di fare parte di questa iniziativa, e di poterla promuovere anche in Italia. I Sindaci delle nostre città sono in prima linea nella gestione dei grandi problemi che dividono la nostra società: immigrazione, disoccupazione, inquinamento… i rappresentanti politici, assieme ai cittadini, sono chiamati a trovare soluzioni che soddisfino la maggioranza della popolazione, e riteniamo che le particolari forme di democrazia impiegate possano permettere di risolvere al meglio i conflitti, portando ad una vita più serena per tutti”.

     La democrazia è sotto attacco, e ora sta contrattaccando. Ogni Capitale Europea della Democrazia diventerà il posto giusto per chi in Europa vuole che la democrazia diventi più forte – al di là delle linee di partito e dei confini nazionali“, aggiunge Helfried Carl.

    “Il risultato sarà il duplice vantaggio di evidenziare le iniziative democratiche e di fungere da catalizzatore per altre iniziative, in quanto le città competono per il titolo – e poi raccolgono i benefici che ne derivano”, continua Marija Pejčinović Burić, Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

     Conclude Dubravka Šuica, Vicepresidente per la democrazia e la demografia della Commissione europea: “In questi tempi straordinariamente difficili e incerti, vedere questa iniziativa prendere forma e riaffermare il ruolo cruciale delle nostre città come roccaforti e laboratori della democrazia è rassicurante e promettente”.

     Maggiori informazioni su European Capital of Democracy e sull’evento di apertura sono disponibili a questo link:  https://innovationinpolitics.eu/en/press/ecod/

    A proposito di European Capital of Democracy

    Con il lancio dell’iniziativa European Capital of Democracy, i Sindaci e le organizzazioni internazionali vogliono dare un contributo concreto al rafforzamento della democrazia in Europa. L’iniziativa è stata fondata dall’Innovation in Politics Institute insieme a partner internazionali. Dal 2021 in poi, ogni anno una città sarà insignita del titolo e quindi attuerà un programma globale per rafforzare la democrazia. Inoltre, le organizzazioni internazionali saranno invitate a contribuire realizzando attività di successo nella rispettiva città – conferenze internazionali, festival culturali, programmi educativi, campi estivi per giovani cittadini e molto altro ancora. https://capitalofdemocracy.eu/

    About the Innovation in Politics Institute

    L’Innovation in Politics Institute è un’organizzazione internazionale non governativa che identifica, sviluppa e implementa l’innovazione in politica al fine di rafforzare la democrazia in Europa e oltre. Con una rete europea di uffici e organizzazioni partner in 15 Paesi europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito), e insieme ai leader politici a tutti i livelli, l’istituto sta costruendo la politica di domani, oggi.  https://innovationinpolitics.eu/

    Per maggiori informazioni:

    Margherita Pacileo, Eleonora Carminati

    Noesis The Innovation in Politics Awards Italia

    [email protected]

    T +39 06 69921765

    T +39 02 8310511

    www.innovationinpolitics.eu

  • “Corea in camera”, il nuovo video concorso coreano che mette in palio 20mila euro

    L’Ambasciata della Repubblica di Corea e l’Istituto Culturale Coreano lanciano, per la prima volta, il concorso Corea in Camera, il video concorso, aperto a tutti, che premia i migliori e originali progetti per presentare i diversi aspetti della Corea, come cucina, turismo, cultura, cosmesi e sport, e la loro relazione con l’Italia. Termine per presentare la domanda è il 12 ottobre, mentre entro il 26 ottobre saranno selezionate le idee e i progetti che verranno finanziati per essere realizzati con 20mila euro totali: il primo premio è di 7.500 euro, il secondo di 6.000 euro, il terzo di 4.000 euro, il quarto di 2.500 euro.  I video dovranno poi essere realizzati e consegnati entro il 20 novembre. Il regolamento è disponibile al link http://italia.korean-culture.org/it/760/board/525/read/104242.

     

    “Istituto Culturale Coreano – commenta Choong Suk Oh Direttore dell’Istituto Culturale Coreano – è un osservatorio privilegiato per constatare l’interesse degli Italiani nei confronti della Corea. In quattro anni nelle nostre iniziative abbiamo coinvolto migliaia di persone e i nostri corsi di lingua risultano sold out in poche ore. Proprio per promuovere ancor di più la conoscenza del nostro paese, sia nei suoi aspetti più conosciuti come il cibo e la cosmesi, sia in quelli ancora da scoprire come il vestito tradizionale Hanji o la casa Hanok, abbiamo promosso con la nostra Ambasciata “Corea in Camera”, un video concorso aperto a tutti che premierà i progetti più originali e creativi”.

     

    L’iniziativa si avvarrà di un partner d’eccezione la Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, tra le più antiche e prestigiose scuole di cinema al mondo dove si sono formati tra gli altri Michelangelo Antonioni, Garcia Marquez, Claudia Cardinale, Carlo Verdone e in tempi più recenti Claudio Giovannesi, Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher e dove insegnano Giancarlo Giannini, Daniele Luchetti, Giuseppe Lanci e tanti altri artisti del cinema.

     

    La Scuola Nazionale di Cinema non solo farà parte della giuria, ma collaborerà anche per un progetto rivolto ai propri studenti: il Korea Lab, un laboratorio didattico esperienziale che porterà gli allievi registi a seguire uno specifico percorso didattico che si conclude con la produzione di un ciclo di cortometraggi. I corti verranno proposti a festival di cinema in Italia e in Corea.

  • Nuovo DossieRSE: Smart working, quali impatti sul traffico a Milano e sui consumi energetici?

    RSE ha realizzato un nuovo studio per analizzare la differenza di domanda di mobilità nell’area di Milano, concentrando l’attenzione sul ruolo e sull’impatto dello smart working

     

    ROMA, Agosto 2020 – I blocchi decretati dal Governo per arginare la diffusione del SARS-CoV-2 hanno dato una rapida spinta allo smart working, creando diverse soluzioni per continuare le attività lavorative o scolastiche da remoto. Al di là delle difficoltà incontrate nell’implementazione del cosiddetto “lavoro agile”, questa misura ha determinato precisi effetti sulla vita quotidiana, anche in termini di impatto sul traffico urbano, i consumi energetici e le emissioni gassose. Ad analizzarli è oggi un nuovo studio di RSE– Ricerca sul Sistema Energetico. La società di ricerca del gruppo GSE ha cercato di comprendere come sia effettivamente cambiata la domanda di mobilità durante il periodo del lockdown rispetto ad una situazione pre-pandemia. E lo ha fatto concentrando l’attenzione su ruolo e impatto dello smart working.

    “La dimensione dell’esperienza ed i vincoli prescrittivi imposti – spiega RSE – hanno, di fatto, creato le condizioni per un’analisi di ‘stress test’, utile a valutare e misurare l’impatto ‘potenziale’ che tale misura potrebbe determinare sulla riduzione della congestione del traffico urbano, con i correlati effetti di minor consumo di combustibili, e quindi di minor impatto ambientale”.

    Ai fini dello studio, gli esperti hanno analizzato i dati sugli spostamenti nella città di Milano, raccolti in tre differenti periodi: ante Covid, dal 25 febbraio al 6 marzo (1Covid) e dal 9 al 20 marzo (2Covid). La scelta dell’area milanese come campo di indagine non è casuale. La città non è fortemente rappresentativa sul fronte socio-economico, ma è già stata terreno di ricerche precedenti da parte di RSE.

    Si scopre così che rispetto al periodo pre-lockdown, si è registrato un calo (stimato) degli spostamenti pari al 25% nel periodo 1Covid e del 55% in quello successivo. Di questi quasi la metà (45%) è da considerarsi “sistematico”, ossia riconducibile al tragitto casa/lavoro o casa/scuola. RSE ha quindi confrontato questi dati con quelli degli addetti per settore che hanno potuto continuare a lavorare dalle proprie abitazioni grazie al ricorso allo smartworking (dati Istat).

    Il risultato? Il lavoro agile dovrebbe esser la causa di circa il 23% dei mancati spostamenti sistematici nel periodo clou dei blocchi, ossia il 2Covid. “Contestualizzando questo dato in un’analisi sul potenziale massimo dello smartworking, decurtando cioè la quota di chi è rimasto a casa senza poter lavorare, si ottiene un potenziale di riduzione degli spostamenti totali giornalieri, grazie al massivo ricorso al lavoro agile, pari al 14,5%”, chiarisce RSE.

    Queste informazioni sono state la base per elaborare una stima del potenziale impatto su traffico e qualità ambientale determinato dal lavoro da remoto. Il risultato per spostamenti sistematici evitati grazie allo smart working prevede una riduzione potenziale di circa 5.800.000 vetture-km al giorno. Il dato si riferisce ovviamente al solo trasporto privato in auto, ma rappresenta una fetta pari a circa il 60% del totale. Ciò significa poter risparmiare all’atmosfera 500 tonnellate di PM 2,5 e 1.300 tonnellate di CO2 al giorno, grazie ai minori consumi di carburante (-112 ktep/anno). Risultati importanti che offrono un nuovo punto di vista per le politiche ambientali urbane.

    Il ricorso allo smartworking, anche se applicato in forma più leggera rispetto a quanto ipotizzato in questo studio, che rappresenta una stima di ‘massima potenzialità’, potrebbe permettere riduzioni dei consumi e delle emissioni paragonabili a quelli di altre tipologie di interventi (potenziamento del TPL, mobilità elettrica..) – scrive RSE  – e si colloca, quindi, tra le soluzioni che possono essere messe in campo per una maggiore sostenibilità della mobilità all’interno delle città”.

    https://youtu.be/na2vCTgOoto