Giorno: 19 Aprile 2021

  • CISCO Feat. SIMONE CRISTICCHI “Baci e Abbracci” il nuovo singolo del cantautore canta il desiderio di rinascita

    Il folk e il rock fanno da colonna sonora a una festa, quella in cui torneremo a ballare insieme quando la tristezza e la fatica finiranno

     

     

    Baci e abbracci è un brano di buon auspicio che nasce come reazione all’atmosfera di tristezza e di distanziamento causata dalla pandemia di Covid che ha influenzato la nostra vita nell’ultimo anno.

    «Da ottimisti quale siamo la canzone è mossa da un sentimento fondamentale, quello della speranza e della voglia di rinascita. Vorremmo che portasse fortuna per il prossimo futuro e così ci siamo immaginati una festa collettiva e condivisa con più gente possibile» raccontano i due autori del brano, Cisco e Giovanni Rubbiani

    Grazie a un parallelismo con il periodo appena successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il brano cerca di descrivere il clima di festa e liberazione che vivremo quando la pandemia sarà finita, con la possibilità di divertirci insieme, pronti ad abbracciarci e baciarci di nuovo un po’ come fu per i nostri genitori e nonni al termine di quella terribile tragedia. 

    «E dato che, dopo tanto distanziamento, appunto di condivisione si parla, ho voluto coinvolgere un amico e soprattutto un artista di altissimo livello, cioè  Simone Cristicchi, con cui abbiamo cantato insieme il brano. Simone è un artista che apprezzo tantissimo e che ha accettato in maniera immediata e positiva l’idea» Cisco.

     

     

    C e P Cisco produzioni

    Edizioni Impronta 

    Radio date: 2 aprile 2021

     

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    BIO

    Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.

    Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.

    Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997),  “Raccolti” (1998),  “Fuori campo” (1999),  “Radio Rebelde” (2002),  “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005). Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo  in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. 
Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”.  È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.

    Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009  è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.

    Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.

    È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR. 

    Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila  persone.

    Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).

    Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.

  • Algieri,Come un guerriero

    il cantautore presenta il suo ultimo singolo

    Ci sono guerrieri nascosti, che non urlano ma hanno una forza “silenziosa” ed un carattere che poi si sprigiona nella voglia di riscatto da situazioni difficili. Ed è la storia del nuovo brano di Antonio Algieri, in arte “Algieri”, cantante, musicista, compositore e songwriter di origini calabresi.

    Come un guerriero”, dal 16 Aprile sulle principali piattaforme digitali è un progetto tenuto nel cassetto per tanti anni, un racconto intimo delle difficoltà vissute da un adolescente di periferia in un contesto sociale difficile. Con voce decisa e cristallina allo stesso tempo, in questo brano Antonio ci trascina all’interno di questa storia, che evoca la consapevolezza di uno stato d’animo che non ammette più paure. Fin dagli inizi della sua carriera, circa dieci anni fa,  Antonio è l’artefice delle sue canzoni, che compone e scrive di suo pugno.

    Con crescente impegno raggiunge passo dopo passo i primi traguardi ed entra ben presto a far parte della squadra di artisti di Roka Music, etichetta discografica calabrese indipendente nata dalla Roka Produzioni, noto studio di produzioni musicali, audiovisivi ed eventi nella provincia di Cosenza. A fine luglio 2017 esce il suo primo lavoro discografico dal titolo “Hope!”, un EP composto da 11 brani inediti di matrice rock con testi in italiano e in inglese. L’album riscuote numerosi consensi da parte di pubblico e critica, tanto che Algieri viene premiato a Milano nel mese di Ottobre in occasione del “Premio Donida” dalla Federazione Autori, guadagnando una borsa di studio all’Università CET di Mogol.  Successivamente partecipa a vari concorsi e noti talent show tra i quali Amici, X Factor, The Voice, Musicultura, Arezzo Wave, Area Sanremo. Nell’estate 2018 è l’artista chiamato ad aprire i concerti di artisti nazionali del calibro di  Eugenio Bennato, Matia Bazar, Danilo Sacco dei Nomadi e tanti altri.

    Nel 2020, a tre anni dal suo esordio discografico, decide di virare ed immergersi in una nuova dimensione sonora, sperimentando nuove forme di sound alternativo che si dirigono verso lo stile Urban-Pop. Il primo progetto scaturito da questo nuovo percorso è il singolo “La mia terapia”, pubblicato ad  Aprile 2020, che certifica di fatto questo passaggio. Nello stesso anno, a Settembre, esce un altro brano intitolato “Ricordati di te”, secondo progetto della sua svolta artistica.

    Questo tragitto di sperimentazione giunge fino ad oggi con “Come un guerriero”, un ulteriore step che conferma sia la direzione intrapresa come ricerca di novità sonore, che la crescente maturità autorale, capace di  affrontare argomenti scomodi senza per questo tralasciare la bellezza di un sound innovativo.

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    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Vacanze Covid? “Pellegrinaggio” sui sentieri delle Cinque Terre e delle Alpi Apuane

    Percorsi naturalistici alle Cinque Terre e sulle Alpi Apuane in epoca Covid.

    Tra antichi santuari e suggestivi eremi.

    Nel periodo della pandemia da Covid-19, le vacanze di tendenza saranno quelle del turismo solitario con escursioni nei sentieri immersi nella natura.

    Due parchi naturali adiacenti, quello marino delle Cinque Terre e quello delle Alpi Apuane, offrono molti spunti per programmare vacanze culturali a contatto con l’ambiente naturale.

    Le Cinque Terre con i borghi marini di Riomaggiore, Corniglia, Manarona, Vernazza e Monterosso, in epoca pre-Covid, erano frequentatissimi da frotte di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Allora, la visita si limitava a qualche camminata sulla famosa “Via dell’Amore” che collega i paesi lungo la costa.

    Oggi, la necessità di limitare i contatti tra le persone, condizione necessaria per le vacanze Covid, fa’ riscoprire i sentieri delle Cinque Terre inerpicati sulle colline retrostanti i borghi marini. Sulle colline che sovrastano i paesi, sono collocati i tre suggestivi santuari di Montenero, Nostra Signora di Reggio e Soviore, che possono rappresentare rispettive mete di interessanti escursioni turistiche.

    Vacanze Covid sui senteri delle Cinque Terre. Myvideoimage.com

    Il Santuario di Montenero si raggiunge da un comodo sentiero dalla località Colle del Telegrafo, che permette di godere del panorama marino, oppure da un ripido percorso che sale dal borgo di Riomaggiore.

    Il turismo dei luoghi di culto può proseguire sulle montagne delle Apuane, verso gli eremi di San Viviano e di Calomini, arroccati sul versante della Garfagnana.

    Vacanze covid sui sentieri delle Alpi Apuane. By Myvideoimage.com

    L’eremo di San Viviano è raggiungibile da un sentiero che parte dal fiabesco borgo di Campocatino nel comune di Vagli di Sotto. La chiesa, costruita da Viviano è incastonata nella montagna e per questo molto suggestiva. Viviano era un asceta che viveva in questa valle cibandosi dei prodotti spontanei della terra. E’ stato venerato dalla gente del posto come protettore dei pastori e dei cavatori.

    Nelle Cinque Terre, le escursioni delle vacanze Covid, possono fare tappa nei tranquilli Bed and Breakfast presenti nei piccoli borghi sulle colline, come Volastra o San Bernardino, mentre sulle Alpi Apuane ci si può appoggiare ai numerosi rifugi alpini, sempre aperti durante la stagione estiva.

    Una ricca documentazione di immagini, foto e video dei sentieri e dei parchi naturali delle Cinque Terre e delle Alpi Apuane, in periodo di vacanze Covid è presente nel portale web https://myvideoimage.com.

    Paolo Grassi

    La Spezia 19 aprile 2021

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  • Davide Quaglietta: pensiero e azione artisticamente attivi

    Davide Quaglietta possiede senza dubbio una spinta dinamica creativa, frutto della sua fervida e appassionata intraprendenza. È un artista dentro e dal di dentro lascia riaffiorare in superficie un tumulto spumeggiante di idee e di pensieri, che si traducono in azione creativa fremente e vibrante. La Dott.ssa Elena Gollini nel rendersi convinta portavoce di sostegno al percorso pittorico di Quaglietta, ha manifestato la sua approvazione piena e sta convogliando un circuito di valutazioni e di considerazioni che avvalorano la portata lodevole del lavoro creativo svolto da Quaglietta attraverso una ricerca complessa, distribuita su più livelli di studio e di formazione a monte e indirizzata a fornire un piano di supporto sistematico e ben congeniato, per garantire delle soluzioni compositive predisposte e definite ad hoc. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza la rilevanza del perfetto connubio e della perfetta combinazione vincente tra pensiero e azione, che attivamente forniscono energia e carica di ispirazione a Quaglietta e si trasformano simbolicamente nella benzina che alimenta e potenzia il motore del suo talento innato. A tal proposito ha precisato nel merito: “Davide distingue molto bene pensiero e azione, conosce il potenziale di risorse che possiedono e forniscono all’unisono e comprende quanto la loro sintonia armoniosa possa essere molto vantaggiosa per agevolare e per favorire al meglio lo scatto creativo e il suo divenire nel movimento e nel flusso dell’ispirazione prorompente e dirompente. Per Davide il pensiero va sempre canalizzato e convogliato dentro l’azione in modo programmatico, va orientato seguendo una prospettiva valida, adatta e adeguata alla finalità ultima che si è prefissato. Ogni quadro nasce proprio come la metafora di una casa da costruire e da edificare parte per parte, pezzo dopo pezzo, partendo dal pensiero di base e di fondamento e gradualmente aggiungendo i mattoni per dare più forza e consistenza, con un’azione sempre dosata e misurata, senza mai fare mosse false e azzardate e passi non calcolati. Pensiero e azione diventano i fattori della sua equazione creativa, diventano la radice al quadrato di tutto quel prolificante pullulare di ispirazione, la fanno elevare ed innalzare al massimo livello. Per Davide sentirsi davvero ispirato coincide con il sentirsi davvero realizzato nella sua spinta tumultuosa di trasporto e di vulcanica trasposizione creativa, avendo ottenuto una motivazione alta, una motivazione che lo fa incedere con passo deciso e sicuro all’insegna di quel pensiero e di quell’azione, che gli infondono grande orgoglio e fierezza per i risultati ottenuti e per i riscontri conquistati. La sua arte è davvero un impegno di vita da portare avanti sempre a testa alta, senza mai mollare, senza mai retrocedere, senza mai fermarsi”.

    http://elenagolliniartblogger.com/davide-quaglietta

     

  • 1000STREETS & Angelica feat. Nai Boa “Good Vibes” è il secondo singolo di una delle orchestre più apprezzate d’Italia

    Tommy il bradipo regala a questo brano tutta l’energia positiva di una rinnovata stagione musicale 

     

    Good vibes” è la ricetta della felicità firmata 1000Streets, orchestra fra le più apprezzate d’Italia che, in questo suo percorso di rinnovamento, riesce a fondere lo swing dell’imponente sezione fiati al beat elettronico e dà vita a una carica di energia dalle marcate influenze “dixieland”. La musica in voga a New Orleans nei primi decenni del secolo scorso si fonde, curiosamente ma perfettamente, con i colori dell’estate, la voglia di sole e le serate indimenticabili. 

    Dopo il riscontro più che positivo di “Freedom”, primo brano estratto dalla nuova produzione dell’orchestra, questo secondo singolo continua a ruotare attorno alla ricerca del benessere fisico e mentale. L’invito è quello di riacquisire energia e un’attitudine positiva, dopo lunghi mesi invernali, per ricaricare di nuova linfa il corpo, ma soprattutto la mente. Svuotare la testa da ansie, stress e preoccupazioni per dedicarsi solamente a scelte spensierate e felici. 

    Continuano con successo anche le collaborazioni canore. “Good Vibes”, infatti, si arricchisce della splendente voce di Angelica, capace di rendere contagioso il ritornello, che vola sulla cresta dell’onda grazie al flow caraibico di Nai Boa

    Questa nuova onda positiva dimostra ancora una volta l’efficacia della collaborazione con il cantautore Edgar Meis, l’editore Moreno Buttinar, l’etichetta EPOPS Music e i fonici Davide Linzi e Daniele “Speed” Dibiaggio che hanno curato le riprese dell’intero album presso gli “Area 51 Studios”.

    Il sound, invece, è influenzato dalla sensibilità artistica del produttore Christian “Noochie” Rigano che fa risplendere il lavoro della produzione 1000Streets: Denis Zupin, Martin Dequal, Walter Grison, Riccardo Pitacco.

    «Nel nostro nome c’è tutto. Scegliendo 1000Streets abbiamo scelto di inseguire le infinite strade che la musica ci offre, mettendo sempre in campo nuovi stimoli, nuove contaminazioni e nuovi progetti». The 1000 Streets’ Orchestra

     

    Etichetta: EPOPS Music

    Radio date: 9 aprile 2021

     

    The 1000 Streets’ Orchestra

    Drums & Xilophone: Denis Zupin

    Bass: Daniele Tripaldi

    Guitar: Riccardo Pitacco

    Piano: Alessandro Scolz

    Keyboards: Walter Grison

    Programming & Electronics: Roberto Norbedo

    Percussion: Mario Castenetto

    Trumpets: Martin Dequal, Gabriele Cancelli, Vicente Faccio

    Trombones: Riccardo Pitacco, Maximiliano Ravanello, Riccardo Benetti, Sergio Bernetti

    Saxophones: Walter Grison, Jurica Prodan, Matteo Sincovich, Emma Marcolin, Antonio Micheli, Giuliano Tull

     

    Contatti e social

     

    Facebook https://www.facebook.com/1000Streets/

    Instagram https://www.instagram.com/the1000streetsorchestra/

    YouTube https://www.youtube.com/channel/UCtuP_C8X5arIrQaxR0fbcpg

     

    BIO

    Un’orchestra che nasce dallo swing e ha come obiettivo il continuo rinnovamento artistico, declinato in interpretazione, produzione e promozione.

    Durante la loro attività hanno calcato i palchi dei più importanti teatri di Trieste e di numerosi festival in Italia e all’estero come “Far East Film Festival”, “Trentino in Jazz Festival”, “Barcolana50”, “Lakeness Festival”, “Borghi Swing Festival”, “Art Tal Ort Festival”.

    Nell’ultima tournée in Francia e Spagna, l’orchestra ha registrato numerosi sold out nelle principali città della penisola iberica (Madrid, Valencia, Santander, ecc.) 

    Uno dei punti chiave del loro progetto è la collaborazione con artisti, solisti e interpreti che rendano ancora più ricca la loro attività artistica. Negli ultimi anni hanno avuto al loro fianco sul palcoscenico sia il leader di uno dei gruppi più importanti di musica beat in Italia – Maurizio Vandelli (Equipe 84) – che personaggi e cantanti della televisione italiana e statunitense – come Joe Bastianich – fino a protagonisti della scena del musical internazionale come Daniela Pobega

    Nel panorama jazz internazionale hanno collaborato attivamente con Andrea Tofanelli (trombettista) e Federico Malaman (uno dei più grandi talenti italiani del basso elettrico). 

    L’approccio sempre positivo nei confronti di nuovi progetti e nuove contaminazioni li ha portati a instaurare alcune collaborazioni durature e attualmente attive. Tra queste il vulcanico spettacolo insieme al trio vocale turbo-swing “Les Babettes”, ensemble che vanta numerose tournée internazionali (Svizzera, Francia, Spagna e Cina) e che ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive come SKY, RAI 3 e Cielo e la collaborazione con il bluesman Mike Sponza nel 2019. In questo progetto, grazie agli arrangiamenti di Primoz Grašič (storico membro della “Big Band RTV Slovenia”), l’orchestra viene arricchita da un’ampia sezione di strumenti ad arco.

    Dal 2019 lavorano con il Bareté Quartet, ensemble jazzistico che ha visto ampliare gli orizzonti dell’orchestra nel mondo più sperimentale del jazz moderno e della world music. Al mondo teatrale, invece, appartiene l’esperienza di “Goodbye Trieste” andato in scena per la prima volta nel 2017 e ambientato nella Trieste “americana” dei primi anni ’50. 

    Hanno collaborato con il noto fotografo triestino Ugo Borsatti, che ha donato loro le partiture del padre, direttore di un’orchestrina da café, che l’orchestra ha riarrangiato e riadattato. Nell’estate 2020 l’Orchestra ha scelto di esporsi artisticamente attraverso la realizzazione della prima produzione discografica composta completamente da musica originale scritta dai musicisti e dai principali collaboratori della stessa. Allo stesso tempo si è definita la produzione musicale ed esecutiva della 1000Streets che è composta da Denis Zupin, Martin Dequal, Walter Grison e Riccardo Pitacco.

  • È online la mostra “Energia universale” dedicata alla produzione pittorica di Peppe Postorino

    La mostra online dal titolo per così dire dirompente e prorompente “Energia universale” racchiude una significativa produzione pittorica dell’artista contemporaneo Peppe Postorino ed è stata inserita all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, che al riguardo ha voluto commentare: “La pittura di Peppe si distingue per la potenza energetica e si sprigiona nel tripudio della materia cromatica densa e corposa, vivida e accesa con una vitalità pulsante e un movimento dinamico costante e continuo, che amplifica e accentua l’effetto e la portata di plasticismo tridimensionale. Si tratta proprio di una sferzante carica di energia, che dall’opera si estende e si espande a tutto campo, un’energia universale che viene esplosa e viene riversata all’interno del palinsesto compositivo e prende vita e corpo, diventa un’entità vivente attraverso cui Peppe convoglia una portata sensoriale su più piani e su più livelli percettivi. La sua guizzante visionarietà fantastica e immaginifica gli consente di spaziare all’interno del paradigmatico mondo dell’astrazione e dell’informalismo materico, di trovare degli espedienti mirati per generare soluzioni dal sorprendente impatto visivo e recettivo, che lasciano al fruitore la possibilità di attingere ad una vasta gamma di chiavi di lettura interpretativa e di immettere a sua volta un proprio personale imprinting. Peppe cerca un modus pingendi alternativo rispetto ai cliché standardizzati proposti in modo banale, scontato e ripetitivo. Per lui l’arte pittorica è un gioco di abilità e di astuzia molto avvincente e intrigante, che lo induce e lo stuzzica e lo trasporta verso una sperimentazione di ricerca innovativa e non convenzionale. Peppe dimostra una consolidata padronanza strumentale nell’uso della tavolozza cromatica, con accostamenti tonali e fusioni colorate molto impattanti, di forte suggestione, che riescono a fuoriuscire dal supporto e dalla superficie pittorica e a plasmarsi con lo spazio circostante, a fondersi in perfetto e armonioso intreccio di coesione con l’ambientazione di contorno entrando a farne parte, ma senza fare un’invasione a contrasto, bensì amalgamandosi in piena alchimia. I quadri di Peppe possiedono nella loro natura genetica e nel loro DNA costitutivo una potenza universale, all’insegna di un’arte che vuole arrivare a comunicare ovunque e a chiunque in modo trasversale e vuole fare sentire la propria presenza in modo travolgente e carismatico, vuole coinvolgere nel profondo e vuole alimentare pensieri e riflessioni articolati ed eterogenei. Peppe è fautore e artefice di una pittura fortemente energetica ed energizzante, che deve scuotere la mente e catturare l’attenzione senza riserve e deve diventare un punto di partenza per attivare uno stretto legame virtuale e simbolico con l’infinita energia del nostro universo”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/energia-universale-peppe-postorino/

  • Ale Anguissola, il nuovo singolo “In punta di piedi” tra blues, world music e l’amore per Napoli

    disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 16 aprile pubblicato da Italydigitalmusic.

    Può sembrare stonata una dedica intitolata “In Punta di Piedi” se il soggetto è Napoli. Città eclatante dai toni forti, senza mezze misure, il cui vociare dei vicoli e la tempra sanguigna degli abitanti fa pensare tutto meno che a un andamento in punta di piedi. Eppure la scelta del titolo del nuovo singolo di Ale Anguissola – cremonese D.O.C. dall’animo partenopeo – tradisce un rispetto ossequioso e quasi devozionale per questa città. Un omaggio con riverenza sin dal titolo, laddove vivere in punta di piedi è anche una filosofia di vita sinonimo di libertà, leggerezza.

    L’omaggio alla città della musica per eccellenza, frutto anche della collaborazione con lo storico bassista/produttore Gigi De Rienzo – che qui gioca in casa – estende il suo abbraccio ad altri punti di riferimento imprescindibili per Ale Anguissola.

    Non solo, oltre a De Rienzo, molti dei musicisti coinvolti nel brano hanno collaborato con Pino Daniele e le eccellenze della scena musicale partenopea. Parliamo di Agostino Marangolo (batteria); Piero De Asmundis (piano); Franco Giacoia (chitarra elettrica); Jerry Popolo (sax tenore); Gianfranco Campagnoli (flicorno) e Alessandro Tedesco (trombone).

    I due Lucio (Battisti e Dalla), lo stesso Pino Daniele, ma anche Earth Wind & Fire, Stevie Wonder, Jobim, Caetano Veloso e tutto il tropicalismo sono tra i riferimenti fondamentali dell’artista. Del resto se è vero che Napoli è sinonimo di world music, la sensibilità musicale di Anguissola va nella stessa direzione.

    L’atmosfera blues, il sound jazzato che guarda alla fusion Steely Dan, quel mondo affine a Pino Daniele, ma senza lo slang napoletano: ecco i sapori di “In Punta di Piedi”. Una canzone omaggio alla world music e alla buona musica, oltre che una dedica alla magica città partenopea.

    Le parole di Ale Anguissola, versi di riflessione sulla vita sottesa tra ambizioni e sopravvivenza quotidiana, viaggiano in equilibrio su arrangiamenti di fiati d’alta scuola, e sulla sezione ritmica che fu tra l’altro colonna portante di un disco storico come “Nero a Metà” di Pino Daniele (il vero convitato di pietra del brano) grazie alla presenza di Gigi De Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria.

    La moderna scuola napoletana che si evolve dall’incontro con il blues di Gigi De Rienzo (Napoli Centrale, Pino Daniele, i fratelli Bennato, Enzo Avitabile, Teresa De Sio), e la naturale vocazione musicale di un cremonese come Ale Anguissola: l’effetto calamita ha fatto il resto.

    Il singolo è accompagnato dal videoclip in animazione grafica per la regia di Alessandro Freschi.

    Il nostro protagonista guida un taxi, e questa è l’immagine di sé stesso che vede riflessa nello specchietto retrovisore da dove guarda anche i tantissimi clienti che si susseguono, diversi ma simili nell’assenza di contatto umano che incarnano. Il nostro è un uomo assonnato che rammenta un personaggio tratto dai fumetti di Andrea Pazienza per il disegno, e il Robert De Niro di Taxi Driver per l’anima persa. Il mezzo di trasporto si muove con il suo color giallo vivo tra le vie grigie della città, come a cercar la rotta in una vita senza più destinazione. E solo nei momenti più lirici del brano il nostro protagonista si stacca dalla realtà fluttuando in un vortice alla Vertigo di Alfred Hitchcock. E poi, sono linee del fumo di sigaretta che si stagliano nel cielo notturno, come le occasioni perse della vita, che aleggiano sulle nostre teste, fatte della ‘stessa sostanza di cui sono fatti i sogni’… mai realizzati.

  • Così la Russia si riaffaccia in Africa. Analisi di Giancarlo Elia Valori

    Nella seconda metà del XX secolo, ingegneri e specialisti sovietici hanno preso parte attiva alla realizzazione di una serie di grandi progetti industriali in molti Paesi africani. Furono costruite centrali elettriche (diga di Assuan), impianti metallurgici e minerari e di lavorazione, raffinerie di petrolio, imprese di costruzione di macchine e altri importanti oggetti dell’economia nazionale.

    Come intende la Russia sviluppare la cooperazione economica con i Paesi africani e quale traiettoria può seguire tale partenariato nel prossimo futuro?
    Oggi l’Africa è il leader mondiale in termini di crescita dei consumi. L’agricoltura, l’industria chimica e le agro-tecnologie, la raffinazione del petrolio e le industrie estrattive, l’energia e le tecnologie nucleari pacifiche si stanno rapidamente sviluppando nel Continente.

    La maggior parte dei Paesi è interessata allo sviluppo delle infrastrutture, la domanda di automobili e attrezzature speciali è in crescita. In ciascuna di queste aree, il business russo ha qualcosa da offrire.
    Un Continente con una popolazione di 1,4 miliardi di persone è paragonabile alla Cina. Tra 15-20 anni, questo stesso Continente determinerà il quadro demografico del mondo e influenzerà in modo significativo la scala della domanda dei consumatori globali.

    La Russia, che è notevolmente ridotta nella direzione occidentale dell’attività economica estera a causa delle sanzioni, cerca nuovi mercati per i suoi prodotti, principalmente per le esportazioni. È ovvio che sarà praticamente impossibile per la Russia risolvere questi problemi senza il Continente africano.

    Il ministero degli Esteri russo ha osservato che l’Africa rimane una delle priorità della politica estera russa. Nel prossimo futuro è sicuramente possibile garantire la progressiva crescita dei legami commerciali ed economici tra la Russia e i Paesi di quel Continente. Ciò significa l’aumento del numero di progetti congiunti reciprocamente vantaggiosi nel campo di energia, agricoltura, uso del sottosuolo, sviluppo delle infrastrutture, alta tecnologia e formazione del personale.

    Allo stesso tempo, non bisogna dimenticare che i 54 Paesi africani rappresentano il 27,98% dei seggi all’ONU, e per la Russia è estremamente importante anche il sostegno politico di un numero così elevato di Paesi.
    La Russia tradizionalmente ha sviluppato e sviluppa relazioni con i Paesi del Màghreb e dell’Africa meridionale. Quattro Paesi nordafricani – Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia – e Repubblica Sudafricana rappresentano oltre il 70% di tutti gli scambi con il Continente. Se aggiungiamo Sudan e Nigeria, la cifra raggiunge l’85% del commercio russo con l’Africa.

    Inoltre molti Paesi della fascia subsahariana si stanno sviluppando rapidamente e mostrano tassi di crescita economica molto elevati, e possiedono quelle risorse naturali ed economiche che potrebbero interessare la Russia.
    Uno dei compiti principali delle istituzioni russe, a questo proposito, è catalizzare il commercio con i Paesi dell’Africa nera: in questi ci sono piani per aprire agenzie o ufficio di rappresentanza, dove l’imprenditore locale e il cittadino possa rivolgersi s’è interessato ad un contatto o dialogo economico con la controparte russa.

    Nel 2019, il fatturato del commercio estero della Russia con i Paesi africani è stato pari a 16,8 miliardi di dollari statunitensi e le esportazioni verso i Paesi africani hanno trattato macchinari, attrezzature e veicoli, prodotti alimentari, materie prime agricole, prodotti minerali. Il resto del volume è costituito da metalli, prodotti chimici, gomma, legname, prodotti per la carta, nonché minerali preziosi.

    Il Continente africano è ancora caratterizzato da un’estesa base di risorse diamantifere e dalle prospettive di nuove scoperte di metalli rari, il che spiega l’interesse russo per il potenziale sviluppo in questa regione.
    Invece nella struttura delle importazioni russe nel 2019, la maggior parte – il 56,8% – è caduta sui prodotti alimentari e sulle materie prime agricole.

    Allo stesso tempo, la maggior parte del commercio della Russia con i Paesi africani nel 2019 si è formata a causa delle operazioni commerciali reciproche con Egitto (37,2%), Algeria (20,2%), Marocco (7,6%), Repubblica Sudafricana (6,6%), Senegal (4,3%), Tunisia (3,9%), Nigeria (2,5%), Togo (2,4%), Sudan (1,6%) e Costa d’Avorio (1,6%).

    Nel periodo gennaio-settembre 2020, a causa della diffusione dell’infezione da coronavirus, il fatturato commerciale russo-africano è diminuito del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2019 e ammontava a 8,9 miliardi di dollari.

    Oggi la Russia è pronta ad agire come partner per tutti i Paesi africani in una serie di settori. Questi includono progetti per la fornitura delle più recenti attrezzature russe per le imprese metallurgiche e minerarie, lo sviluppo di un sistema di trasporto e logistica – inclusa non solo la fornitura di materiale rotabile per ferrovie, aerei ed elicotteri di varie classi e scopi, ma anche controllo e sistemi di sicurezza per le rispettive linee di trasporto.

    Inoltre, la Russia è interessata a partecipare alla creazione di infrastrutture energetiche nei Paesi della regione africana: petrolio e gas e capacità di generazione, tra cui energia idroelettrica e nucleare; garantire la sicurezza alimentare, nonché sviluppare un sistema sanitario e fornitura di farmaci.

    La Russia non offre singoli contratti di esportazione, ma progetti che includono sia la fornitura di prodotti che la loro manutenzione, la formazione di specialisti, nonché il possibile trasferimento di tecnologia e la localizzazione parziale. Ciò consente ai Paesi africani di sviluppare le proprie competenze in una varietà delle industrie.

    Il Continente africano è attualmente uno dei mercati di vendita che attrae investimenti a lungo termine per le aziende nazionali. Negli ultimi anni, i Paesi africani hanno fatto un enorme balzo in avanti nel creare le condizioni per lo sviluppo del commercio e di un clima favorevole agli investimenti.

    Le aree e le nicchie promettenti per gli esportatori russi in Africa sono la fornitura di attrezzature automobilistiche finite e accessori e pezzi di ricambio per macchine; la costruzione e l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie, nonché la fornitura di attrezzature per la raffinazione del petrolio. Allo stesso tempo, i fornitori russi di macchine agricole e le grandi case automobilistiche stanno già lavorando sui mercati africani.

    I progetti per la manutenzione e l’ammodernamento di centrali elettriche, per la produzione e il trasporto di petrolio, per la sistemazione di strutture per le industrie chimiche e minerarie in Africa sono stati sviluppati con successo. Un ruolo importante nelle esportazioni è svolto dall’offerta di prodotti agricoli e alimentari. I progetti in nuove direzioni, come le moderne tecnologie, le città “intelligenti”, l’istruzione, la sanità, stanno iniziando a svilupparsi attivamente.

    Al momento, i Paesi chiave nella promozione delle esportazioni non di risorse sono l’Egitto, che rappresenta più di un terzo del fatturato commerciale russo-africano, Repubblica Sudafricana, Zambia, Angola, Algeria, Nigeria e Kenya.

    In una prospettiva strategica, lo sviluppo sostenibile dei Paesi africani sarà associato, tra l’altro, al pieno utilizzo del potenziale di investimento, attirando le aziende interessate a realizzare progetti sul loro territorio.
    La qualità dei prodotti delle aziende russe soddisfa gli standard internazionali. Pertanto, molti vertici africani sono interessati a progetti che riguardano la costruzione di aeroporti, centrali idroelettriche, edificazioni di edifici scolastici e università; come pure in campo culturale.

    Allo stesso tempo non solo i Paesi dell’Europa occidentale, Usa e Cina, ma anche India, Turchia, nonché gli Stati del Golfo Persico, Giappone, Repubblica di Corea, Israele e Brasile dimostrano un crescente interesse per lo sviluppo rapporti con i Paesi africani. Per cui tali attività delle più grandi potenze mondiali porta inevitabilmente a un aumento significativo della concorrenza praticamente in ciascuna di queste aree.

    Uno dei più grandi progetti della società statale russa Rosatom nel Continente africano è la costruzione della centrale nucleare di al-Dabaa in Egitto. Rosatom State Atomiс Energy Corporation è un’azienda pubblica russa attiva nel settore dell’energia nucleare e che raggruppa oltre 360 imprese.

    Tuttavia, questa non è l’unica area di interesse per l’azienda nella regione. In particolare, Rosatom sviluppa la cooperazione non energetica non solo nel settore nucleare ma offre varie opzioni per strutture di ricerca, mediche e radiologiche di base chiavi in mano.

    Uno di questi è il Center for Nuclear Science and Technology (CNST). Rosatom è già attivamente coinvolta nella realizzazione del progetto per la costruzione del CNST in Zambia. Il centro comprende un reattore di ricerca, un centro di irradiazione polivalente, uno di medicina nucleare e diversi laboratori: una piattaforma moderna per una vasta gamma di ricerca scientifica e applicazione pratica delle tecnologie nucleari.

    Inoltre, l’azienda vede il potenziale nella formazione del personale e implementa una serie di borse di studio e programmi educativi. Da cinque anni esiste un programma

    di borse statali per studenti che desiderano padroneggiare specialità nucleari e di ingegneria presso le principali università russe. Ogni anno, su richiesta di Rosatom, vengono assegnate quote ai rappresentanti dei Paesi africani.

    Inoltre, le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale e la sicurezza informatica – di cui i russi sono maestri – si stanno rapidamente sviluppando nel Continente. Gli africani sono interessati alle tecnologie russe dell’informazione. Prima di tutto, all’analogo dei servizi governativi russi, quali programmi di riscossione delle tasse, tecnologie cloud; e tutto ciò che riguarda i sistemi di pagamento online.

    L’Africa mostra un interesse particolare per i progetti agricoli. In particolare, i Paesi stanno aumentando la propria produzione di cereali e la domanda di fertilizzanti è in crescita. Pertanto, negli ultimi cinque anni il volume del consumo di fertilizzanti nei Paesi africani è cresciuto del 4-5% all’anno, mentre la media mondiale è dell’1,5-2%. Le prospettive per il mercato africano sono enormi – il consumo di fertilizzanti azotati e fosforo nella regione oggi è da cinque a sette volte inferiore alla media mondiale mentre di cloruro di potassio nove-undici volte.

    Nei primi nove mesi del 2020, nonostante la pandemia, le forniture di fertilizzanti dell’azienda hanno superato gli indicatori dello scorso anno e hanno raggiunto le 445.000 tonnellate. Nei prossimi cinque anni, si sta valutando la possibilità di aumentare la fornitura dei prodotti ecologicamente standard al Continente africano: un importante contributo per garantire la sicurezza alimentare in Africa che il Continente aveva sino agli anni Sessanta del sec. XX e poi l’ha persa a causa del neocolonialismo.

    Con uno sviluppo graduale e sistematico del potenziale di mercato, è del tutto possibile che le aziende russe assumano posizioni di leadership, riorientando volumi e priorità da mercati più distanti. E non solo.

    Ed è del 2019 (23-24 ottobre) la prima conferenza Russia-Africa a Soči: 54 rappresentanze del Continente con 43 capi di Stato. Putin ha sottolineato nel vertice

    che la cooperazione fra le parti è di lungo termine e aggiungiamo anche militare. Il nuovo il punto d’appoggio della Marina militare russa è in Sudan: trattato dell’8 dicembre 2020, e attracco della fregata Admiral Grigorovič il 28 febbraio 2021 a Porto Sudan.

    Il riaffacciarsi della Russia in Africa si sta manifestando a pieno regime.

    Articolo originale su Formiche.net : https://formiche.net/2021/04/russia-africa-rapporti/

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    Giancarlo Elia Valori è un dirigente d’azienda italiano, è stato Presidente di numerose società tra cui: la Autostrade per l’Italia S.p.A., la società concessionaria che gestisce la rete autostradale italiana, la SME – Società Meridionale di Elettricità, l’UIR – Unione Industriali di Roma. Attualmente è Presidente di International World Group.