Giorno: 11 Settembre 2020

  • Rodolfo Belcastro: gli studi e la carriera

    Rodolfo Belcastro è attualmente Chief Communications Officer di SACE, incarico che lo porta a coordinare il team di comunicazione che si occupa di Brand, Digital and People Communications, Ufficio Stampa ed Editorial Desk, Eventi, Sponsorship e Sostenibilità.

    Rodolfo Belcastro

    Rodolfo Belcastro: l’inizio della carriera e l’attività giornalistica

    Originario di Palermo, classe 1975, Rodolfo Belcastro è laureato con lode in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città. Prosegue il suo percorso di studi con un Master con praticantato giornalistico presso la Scuola di Giornalismo biennale. Dal 2005 è giornalista professionista. Rodolfo Belcastro inizia la sua carriera nel 1991 come giornalista freelance attivo negli ambiti dedicati alla tecnologia, TLC, innovazione e cronaca. Ha collaborato con l’Agenzia Stampa Italpress, il Giornale di Sicilia e, in qualità di inviato da New York, ha partecipato al principale evento del mondo di Apple, il "MacWorld". Prosegue nel settore della comunicazione, attivandosi anche in ambito finanziario, corporate e istituzionale. Dal 2000 al 2004 è alla direzione delle relazioni esterne e rapporti istituzionali per il gruppo CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A. in Sicilia. Passa in seguito alla Redazione Interni, Cronache Italiane di ANSA, ricoprendo il ruolo di giornalista dal 2004 al 2007, anno in cui approda in ANAS in qualità di Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali, oltre a ricoprire altri incarichi di responsabilità.

    Rodolfo Belcastro: l’ascesa professionale e gli incarichi attuali

    Rodolfo Belcastro entra in Cassa Depositi e Prestiti nel 2015 in qualità di Responsabile del "Reputation Management". Ricoprendo tale ruolo si occupa di tutelare l’immagine aziendale della Società e del Gruppo, lavorando in ottica Ufficio Stampa, Crisis Communication, social media management, rapporti con media e relazioni con influencer e opinion leader. Al contempo è socio professionista di Ferpi e svolge consulenza manageriale tra il 2012 e il 2016 nei settori delle infrastrutture, oil & gas, Epc ed energia. Nel gennaio 2018 diventa Direttore della Comunicazione del Gruppo CIR, per cui gestisce tutte le attività legate alla comunicazione in coordinamento con quelle svolte per le controllate Sogefi, KOS e GEDI. Attualmente Rodolfo Belcastro è Direttore della Comunicazione in SACE, incarico ricevuto a marzo 2019. Al contempo è Adjunct professor e speaker di diversi programmi di alta formazione manageriale presso la LUISS Business School.

  • Scuola: in Piemonte 157.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie piemontesi dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Piemonte più di 1 alunno su 4, pari a circa 157.000 bambini e ragazzi (27%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni piemontesi

    Guardando ai dati relativi al Piemonte emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 61% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 1 alunno su 2 (53,3%), pari a circa 310.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 45,9% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, dall’altro, a farne le spese, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Diminuisce il numero di alunni piemontesi che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà solo il 16,4%, erano il 19,7% lo scorso anno.

    Rimaste stabile la quota di alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus (4,9%).

    Buona notizia, invece, l’aumento di coloro che hanno scelto di spostarsi a piedi; lo farà il 40,2% degli studenti, pari ad oltre 230.000 ragazzi; era il 36,9% lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie piemontesi che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 61% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio stacca nettamente altre due ragioni che, seppur marginalmente, condizioneranno alcune famiglie piemontesi: il 18% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola e altrettanti hanno dichiarato di cambiare per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i piemontesi che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 famiglie su 10 (62%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Scuola: nel Lazio 240.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie laziali dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno nel Lazio quasi 1 alunno su 3, pari a circa 240.000 bambini e ragazzi (28,9%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni laziali

    Guardando ai dati relativi al Lazio emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 57% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 1 alunni su 2 (55,4%), pari a poco meno di 460.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 49,6% degli scolari.

    Molti meno gli alunni che si affideranno al trasporto pubblico; il 13,2% utilizzerà autobus o tram, mentre il 3,3% si sposterà in metropolitana o in treno. Poco meno del 6%, invece, si affiderà a servizi quali lo scuolabus.

    Importante, seppur in lieve calo, la percentuale di chi ha scelto di spostarsi a piedi; lo farà il 35,5% degli studenti del Lazio, pari a circa 295.000 ragazzi, erano il 36,4% lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie laziali che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; ben il 57% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    Ma non mancano i problemi di natura logistica: il 31% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 29%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche le famiglie laziali che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 genitori su 10 (64%) hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Le soluzioni di Bioagrotech ad “AGRI KIWI EXPO 2020”

    A Latina, il 12 e 13 settembre, l’azienda sanmarinese parteciperà alla fiera nazionale dedicata al kiwi per presentare le strategie ideate per la cura e la nutrizione del frutto

    Bioagrotech srl si prepara a incontrare il grande pubblico specializzato e a presentare al mercato le strategie individuate per la difesa e la nutrizione del kiwi. Dal 12 al 13 Settembre, infatti, l’azienda sanmarinese, specializzata nella produzione di fertilizzanti e substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica, parteciperà a “AGRI KIWI EXPO 2020” presso l’ “Ex Nalco” (Via delle province snc) di Cisterna di Latina (LT). L’appuntamento giunto alla sua settima edizione rappresenta ormai un evento consolidato e riconosciuto dal settore, in grado di riunire all’insegna del kiwi, eccellenza del territorio di Latina, i più importanti operatori del mercato ortofrutticolo. Gli aspetti nutrizionali e qualitativi, nonché le nuove problematiche e fitopatie della coltura, tra cui la diffusissima “moria”, saranno al centro del dibattito e dei convegni che si susseguiranno durante i due giorni della fiera.

    All’interno di questa cornice, che quest’anno raccoglierà oltre 100 aziende espositrici, Biaogrotech avrà modo di confrontarsi con i protagonisti del settore e soprattutto di presentare al pubblico i risultati delle strategie sperimentate con successo presso il centro di Agri2000 Net. Gli ultimi test effettuati nel Centro di Saggio, infatti, hanno riconosciuto la validità di un piano pensato per la difesa e la nutrizione del kiwi. La strategia, basata sull’impiego dei prodotti delle linee Agrofito ed Ergostart insieme alla nuova linea Zeolite Cubana Difesa, ha prodotto risultati importanti sotto diversi punti di vista: incremento dei frutti nei calibri medio alti, con maggior peso e pezzatura commerciale, una riduzione dei frutti nei calibri inferiori e dei frutti deformati, un incremento della produzione commerciale, un incremento del grado Brix, nessun sintomo di fitosiccità nelle piante.

    Sono risultati positivi che premiano gli investimenti fatti fino a oggi sul versante della ricerca e sperimentazione. – spiega Alessio Privitera, amministratore di Bioagrotech Srl. “Come azienda siamo orgogliosi di poterli presentare a un evento così importante, chiamato ad affrontare in maniera completa l’universo del kiwi. La partecipazione ad AGRI KIWI EXPO 2020, infatti, rappresenta un ulteriore occasione per mostrare le competenze e il know-how maturato in questi anni e, allo stesso tempo, un contesto privilegiato per ascoltare le problematiche e le esigenze di un settore complesso e dinamico, chiamato ogni giorno a vivere e a confrontarsi con nuove sfide“.

    http://bioagrotech.com/

  • Domitys Quarto Verde saluta l’estate: a Bergamo un settembre ricco di eventi

    La prima struttura in Italia interamente dedicata alla terza età attiva si prepara a chiudere l’estate in grande, aprendo le porte per un settembre di attività ed eventi tra gusto e arte, scoperta e informazione, sport e divertimento.

    11 settembre 2020 – Festa di fine estate

    Dal 15 settembre 2020 – Mostra “Animali Guida” del Collettivo La Touche

    18 e 19 settembre 2020 – “Porte aperte”

    Ingresso gratuito

    Domitys Quarto Verde
    Via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo

    Un’estate da vivere fino all’ultimo quella di Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente dedicata alla valorizzazione della silver age, nel cuore di Bergamo, che si prepara a salutare la bella stagione aprendo le sue porte per un calendario denso di appuntamenti gratuiti, capaci di soddisfare tutti i gusti.

    Si inizia venerdì 11 settembre, sulle note di «L’estate sta finendo…» dei Righeira, con la Festa di fine estate: dalle 10, residenti e ospiti potranno partecipare al laboratorio creativo “Creiamo le coccinelle con i sassi”, prima di concedersi un pranzo a tutto gusto nel Ristorante di Domitys Quarto Verde. Il menù prevede: antipasto di crudo e fichi, primo a base di panzerotto di crespella ripieno di verdure al curry; a seguire, filetto di orata in croccante di patate e coulis di pomodoro e, per concludere, crema cotta all’amaretto (evento su invito).

    Spazio all’arte, invece, da martedì 15 settembre, quando si aprirà ufficialmente “Animali guida”, la mostra del Collettivo La Touche, aperta gratuitamente al pubblico fino al 15 novembre: una raccolta di immagini che parlano del rapporto tra uomo e natura, realizzate per l’occasione dalle raffinate illustratrici Sonia Diab e Lavinia Fagiuoli.

    E, per immergersi nel mondo Domitys, l’appuntamento è venerdì 18 e sabato 19 settembre con le giornate “Porte Aperte” di Domitys Quarto Verde: due giorni, dalle 10 alle 18, per scoprire di persona tutti gli spazi e gli innovativi servizi pensati per un modo più libero, sereno e sicuro di vivere la terza età attiva. Ma non solo!

    In programma dalle 10 di venerdì e di sabato le partite in bocciofila: un’occasione per divertirsi e socializzare in totale sicurezza e provare a vincere gadget firmati Domitys. Venerdì 18, alle ore 15, Domitys Quarto Verde ospiterà la conferenza “L’importanza di un’alimentazione bilanciata nella terza età” a cura del dottor Alessandro Gazzola della Farmacia S. Anna di Bergamo, che fornirà preziosi consigli per vivere a tutta salute, a cominciare dalla tavola. Sabato 18, sempre alle 15, invece, si gioca a Tombola. Entrambe le giornate di “Porte Aperte” si chiuderanno con una merenda, dalle ore 16, con bevande, piccola pasticceria e golose torte.

    Tutti gli appuntamenti delle due giornate sono a partecipazione libera e gratuita. Non è richiesta la prenotazione, ma lo staff si riserva di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie.

    Per informazioni: www.domitys.it

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    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. DOMITYS risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

  • Roberto Re, artista di ragione e di passione

    La ricerca artistica di sperimentazione procede incessante per il talentuoso ed eclettico Roberto Re, che sceglie l’arte non come auto celebrazione esibizionista, ma bensì come vocazione pura e incondizionata, con lo spirito di chi si cimenta con sentimento e pathos in un percorso che richiede grande impegno e grande dedizione e con l’intento di innescare e sviluppare una comunione e una comunanza intensa, profonda, autentica e duratura con lo spettatore. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le qualità salienti della coinvolgente impronta espressiva ha affermato: “Quando la vocazione chiama a gran voce dev’essere accolta e abbracciata e così ha fatto Roberto con slancio vibrante nell’intraprendere la sua strada creativa, dimostrando un virtuosismo davvero autorevole e delle credenziali ad alto livello. In particolare nella sua ricerca dedicata al colore blu, la scrupolosità meticolosa determina un equilibrio compositivo impeccabile. Il blu spiccatamente posto in primo piano e messo potentemente a risalto all’interno della parabola narrativa viene intrecciato in modo armonioso e non risulta mai fuori luogo come collocazione. Roberto è un attento conoscitore delle tecniche strumentali e accogliendo la storia pittorica europea si immette sulle orme di quei maestri di tendenza impressionista dell’arte occidentale, che considerano e concepiscono il colore come medium e strumento indispensabile e fondamentale dell’espressione stilistica e lo utilizzano proprio per dare un plus valore importante ai loro scenari visionari. Da Matisse passando per Munch e per Kandinskij si genera una simbolica sintonia elettiva alla quale anche Roberto prende parte nella sua concezione di fondo. L’esuberanza vitale e al contempo la suadente delicata profusione del blu attira da subito lo sguardo e lo convoglia dentro un turbinio magico di pensieri e di sensazioni. Le soluzioni pittoriche proposte appaiono assolutamente convincenti e conquistano da subito il placet di apprezzamento del fruitore. Eleggere il colore blu a vero e proprio codex comunicativo preferenziale significa innescare e alimentare un sistema e un registro linguistico autonomo e compiuto, dotato di una sua peculiare ed esclusiva fonetica, grammatica, sintassi, nonché di un lessico che si rende pienamente esaustivo e compenetrante. Per altro, il blu non cancella e non svilisce la composizione d’insieme e non risulta mai esageratamente predominante, ma si struttura e si distribuisce in modo ordinato, composto, garbato, relazionandosi alla perfezione con gli elementi e i componenti e innervando e sviluppando relazioni reciproche con esiti espressivi eccellenti e all’insegna di una magistrale piacevolezza d’insieme”.

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  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

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  • La stimolante sensibilità immaginifica di Alessandro Giordani

    La spiccata e stimolante sensibilità immaginifica, perfettamente coniugata con la radicata e consolidata competenza tecnica e perizia strumentale, consente all’artista pittore Alessandro Giordani di cimentarsi in opere ad ampio e sfaccettato respiro fantastico, dove lui per primo e di rimando anche il fruitore può spaziare a largo raggio nelle chiavi di accesso interpretative. La Dott.ssa Elena Gollini nel porre in evidenza questa importante componente del suo pregevole fare pittorico ha dichiarato: “Il luogo dove nascono gli arcobaleni, il colore dei silenzi, il progetto della memoria, sono tutti assiomi sottesi e insiti a livello subliminale, che concorrono e partecipano alla connotazione sostanziale distintiva peculiare della poetica espressiva di Alessandro e vengono sollecitati e alimentati da quella sferzante carica di sensibilità fantasiosa e immaginifica, che gli appartiene e viene generata direttamente dal suo DNA creativo innato. Nella pittura di Alessandro ogni elemento costitutivo risulta sempre pertinente e bene congeniato all’interno della sintesi compositiva globale. Ogni opera racchiude un’elegante delicatezza, un afflato sobrio e garbato che ne avvalorano l’essenza e diventano lo specchio fedele e attendibile di un intimo e lirico legame di fusione e di coesione tra dipingere e sentire e viceversa. Alessandro si dimostra un attento, acuto e perspicace osservatore di tutto ciò che esiste e si cela oltre la soglia e il limite della percettività più immediata. Il suo lungimirante pensiero pittorico è sì partecipe della realtà visiva circostante, ma altrettanto risoluto a non farsi sopraffare dalle apparenze, focalizzandosi e incentrandosi sulle speciali sensazioni empatiche di immagini, che sulle tele diventano pura essenza di astrazione incontaminata, incondizionata, inviolabile, imperturbabile nella sua dimensione unica e sui generis. Il colore protetto e custodito nella cornice visionaria dell’illusione geometrica, viene convogliato ad assurgere a potente ed incisivo motore trainante dello scenario narrativo, infondendo un’efficace pulsione energica e vitale e imprimendo un senso di movimento dinamico e una plasticità vibrante, che accentuano la portata strutturale e creano degli ulteriori giochi di proiezione prospettica, che si dilatano e si estendono al di fuori della superficie marcando i limiti del supporto e coinvolgendo quanto di circostante hanno attorno. Il colore diventa una finestra spalancata sul mondo e le forme colorate acquistano vita propria. Alessandro è un astrattista motivato, convinto per scelta coerente e nella metafora del razionale consente alla sua pittura la massima, più rarefatta ed evanescente, gratificante e appagante libertà espressiva. I quadri diventano dunque speciali e magiche apparizioni dove tutto è possibile”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/alessandro-giordani/

  • La mia parte preferita era i discorsi di nozze



    “Conosciamo così tante persone affette da cancro e crediamo che sia un modo utile per rendere omaggio a coloro che oggi non potrebbero essere con noi.

    “L’intera giornata è stata perfetta. La mia parte preferita era i discorsi di nozze. Abbiamo avuto una splendida giornata di sole, e siamo stati in grado di tenere i nostri discorsi di nozze fuori nel cortile. Era super rilassato e un po ‘diverso dalla norma.

    È facile dirlo a posteriori, ma se avessi cambiato qualcosa, probabilmente sarei stato meno stressato in anticipo. Il tempo scorre così veloce che mi sarebbe piaciuto essere meno stressante e godermi un po ‘di più! ”

    “Direi che non c’è una vera regola quando si tratta del tuo grande giorno, fai quello che ti si addice meglio in coppia Gillne.it, e avrai il miglior giorno della tua vita!”

    Mille grazie a Cheryl e Gary per aver condiviso la loro bellissima giornata con noi. È stato un piacere presentare un altro bellissimo matrimonio irlandese. Grazie anche a Francis per averci permesso di presentare le sue bellissime foto. Abbiamo ancora legami di spose irlandesi nei prossimi mesi? Contattaci per raccontarci i tuoi progetti!