Tag: storia

  • Parte il Blog di Marco Crescenzi, Presidente ASVI, su ‘Il Fatto Quotidiano’: ‘Nuove Frontiere Sociali, le sue storie e i suoi protagonisti.’

    Sarà dedicato alle nuove frontiere sociali ed alla innovazione sociale, alle sue storie e ai suoi protagonisti in Italia e nel mondo.
    Esperienze spesso rivoluzionarie e stupefacenti, dal basso, da non perdere e anzi da… trasferire. Che possono aiutarci a rinnovare le nostre pratiche ed aiutare ad uscire dal ‘guado’ della crisi. Dal Brasile all’Asia, dall’Italia all’Inghilterra.

    Prospettive nuove e a volte sorprendenti intorno a noi che ci invitano a scelte quotidiane diverse anche semplici e a portata di mano. A ‘fare società’ in modi diversi, a ‘stare in società’ in modi più creativi e protagonisti.

    Primo post ‘Viaggio in un altro mondo possibile’ lo trovate su http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/MCrescenzi/

    Se vi piace segnalatelo, condividetelo, ritwittatelo… E se volete, segnala le vostre storie di innovazione sociale a [email protected]

  • Novità editoriale in arrivo per Forlì.

    È in lavorazione presso una casa editrice milanese un vero e proprio romanzo storico ambientato per lo più a Forlì e in parte a Firenze durante il rinascimento, la cui uscita dovrebbe avvenire entro breve.
    Il romanzo il cui titolo finale dovrebbe essere “Il Fantasma di Girolamo Riario” narra e riprende alcuni fatti veramente accaduti tra il 2010 e il 2011, a Forlì, quando alcune persone raccontarono nelle cronache locali, di aver visto un fantasma che se ne andava in giro piuttosto malconcio, per il palazzo comunale di Forlì.
    Costoro riportarono pure la stranezza di averlo visto come se danzasse sospeso nel nulla, fuori sulla facciata principale di quel palazzo.

    Ma chi era quel fantasma?
    Cosa ci faceva in quel posto?
    Chi l’aveva ridotto così?

    Secondo l’autore, quella persona era Girolamo Riario, primo marito di Caterina Sforza e nipote di Papa Sisto IV, che fu assassinato in quel palazzo per un vecchio regolamento di conti con Lorenzo il Magnifico, dopo che Papa Sisto IV e Riario avevano ordinato di ucciderlo e steso con 19 coltellate suo fratello Giuliano De Medici dentro il Duomo di Firenze, nella famosa congiura dei Pazzi del 1478.
    Sempre secondo l’autore che fino all’uscita del libro intende rimanere anonimo, il racconto pur inquadrandosi in un livello di interesse storico più ampio, è un vero e proprio pezzo di storia forlivese mancante, riportato in luce dopo secoli di buio, ed è sotto questa ottica che andrebbe visto, poiché svela parecchi misteri e retroscena su quella vicenda mai osservati prima, che difficilmente qualcuno conosceva più.
    Secondo alcune anticipazioni, rivelerebbe pure dove si trovava esattamente la vera stanza dove fu assassinato Riario, che fu fatta distruggere poco dopo da Caterina Sforza per motivi ben spiegati nel libro e altri particolari mai osservati prima.
    Spiegherebbe pure per la prima volta assoluta perché Caterina Sforza fu falsamente accusata per secoli di aver mostrato le sue vergogne dagli spalti della rocca di Forlì ai suoi nemici che gli chiedevano di arrendersi e cosa mostrò invece.
    Auguri all’autore e speriamo di vederlo presto nelle librerie.

    Per altre info contattare [email protected]

  • Torino Tour: il Pescatore di San Salvario

    Torino, 10 luglio 2011 * * * Conoscete il pescatore di San Salvario? No? Desidero parlarvene, giacché da tempo egli salpa ogni mattina dal suo molo, pilotando il battello visionario, come un Rimbaud delle arti. E navigando, ebro di bellezza, intreccia strade e palazzi, creando reti che catturano i più bei decori architettonici di Torino. L’approdo del marinaio è in Via Ormea 40, a due passi dal parco del Valentino e dal fiume Po. Il barcaiolo è un attempato gentiluomo che sorride, ed ha trascorso oltre metà della sua vita a creare percorsi turistici del capoluogo subalpino e del Piemonte: Raffaele Palma.

    In trenta anni di rotte egli ha realizzato ben diciotto reti nel capoluogo subalpino, intrappolando in ognuna dettegli di architetture unici e incantevoli. Per bagaglio due scarpe, che usa da catamarano, la macchina fotografica e il suo taccuino per gli appunti, ha virato in lungo e in largo circumnavigando ogni segmento urbano della città.

    L’abile pescatore ha lanciato gli estremi delle sue tele sui vari decori. Dopo aver verificato che nessuno ornamento sia sfuggito alle maglie delle sue reti, li ha issati nel suo taccuino, per poi distribuirli agli appassionati di arte ed architettura.

    Raffaele Palma, direttore artistico del C.A.U.S – Centro Arti Umoristiche e Satiriche, con la certosina pazienza del mago esploratore, ha messo insieme un’accattivante serie di percorsi turistici originali e divertenti. Si tratta di itinerari urbani ed extra urbani inconsueti, capaci di stimolare il viaggiatore esigente, alla ricerca di panorami architettonici, forse minori, ma di grande interesse.

    Tali itinerari si dispiegano come grandi puzzle, in cui i dettagli artistici della città e delle località piemontesi, interagiscono per similitudini e complementarietà con altri elementi decorativi dell’arredo urbano, contribuendo di volta in volta a scomporre e ricomporre inediti scorci culturali e tematici.

    La Biblioteca Civica di Torino ha inaugurato in questi giorni l’ultima sua pesca fotografica “Torino tra terra e aria”.

    Palma, novello Capitano Achab (ma senza baleniera Pequod), in questi giorni ha gettato un paio di grosse reti per la pesca autunnale di… Moby Dick, direte voi! No miei cari amici, di due nuovi percorsi urbani. Non ci resta che aspettare e sperare che anche questa volta faccia un’ottima pesca. Quello di Palma è un lavoro prezioso, e rappresenta una rarità nel panorama artistico d’Italia e del Piemonte.

    Fonti

    Quali misteri? Torino è patria dei burloni

    Di Paola Italiano

    La Stampa.it

    6 luglio 2011

    http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/63144/

    San Salvario – Personaggio

    Di Paola Italiano

    La Stampa

    6 luglio 2011

    http://caus-ufficiostampa.it.gg/Rassegna-Stampa/pic-1000372.htm

    I “finti” misteri di Torino

    Sun Salvario Views

    6 luglio 2011

    http://sunsalvario.blogspot.com/2011/07/rassegna-stampa-i-finti-misteri-di.html

    Torino tra terra e aria

    Eco di Torino

    27 giugno 2011

    http://www.ecoditorino.org/torino-tra-terra-e-aria-mostra-fotografica-alla-biblioteca-civica-centrale-27-giugno-30-luglio.htm

    Torino contro Belzebù e i draghi

    ANSA.it

    21 agosto 2010

    http://www.ansa.it/web/notizie/canali/inviaggio/itinerari/2010/08/21/visualizza_new.html_1791669655.html

    La città dei draghi

    Di Letizia Tortello

    La Stampa.it

    19 agosto 2010

    http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cultura/articolo/lstp/302142/

    Torino contro Belzebù – Un itinerario tra draghi

    La Stampa.it

    18 agosto 2010

    http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/301702/

  • Libri, musica e storia per la 2ª edizione del Festival della Complessità.

    Un fine settimana tra arte e cultura negli splendidi scenari di Tarquinia. La 2ª edizione del Festival della Complessità (24-25-26 giugno) proporrà anche libri, musica e storia. Nel cuore della manifestazione, piazza Cavour, la libreria Vita Nova proporrà una selezione di testi riguardanti la complessità, l’approccio sistemico e le sue applicazioni in diversi ambiti e discipline. Accanto a opere classiche saranno disponibili le ultime novità e i libri degli esperti che terranno una loro conversazione. Musica grande protagonista al palazzo comunale (26 giugno alle ore 21.30), con il concerto della Tarquinia Open Orchestra diretta da Leandro Piccioni, e a piazza Duomo con Jazz Sotto le Stelle. Nella prima serata si esibiranno (24 giugno alle ore 19.30) Francesco Ciniglio, Federico Luongo, Francesco Pierotti, per un pieno di groove ed emozioni, e a seguire (ore 22.30), Silvana Scarabello e Attilio Costa, per un meraviglioso viaggio nel blues e nel soul; nella seconda serata (26 giugno alle ore 22.30) Mario Donatone, pianista e cantante romano per un “fuoripista” tra blues, soul e jazz con Ray Charles e Dr John a “tenere la bussola”. Le iniziative sono rispettivamente a cura dell’Associazione Culturale Musicale Città di Tarquinia e dell’associazione Zinghereria. Le guide di Artetruria accompagneranno le persone in un affascinante itinerario tra I Colori degli Etruschi, con la visita alle tombe dei Tori, degli Auguri, del Barone e delle Pantere o al Museo Nazionale Tarquiniense, e i monumenti del centro storico, rivivendo la storia e le vicende dell’antica Corneto.

  • Trulli: bellezza inalterata

    Inoltre praticamente tutte le regioni permettono sia di godere delle bellezze naturali sia di esplorare la memoria storica del luogo dove ci troviamo. Un esempio che può valere su tutti è sicuramente quello della Puglia e dei suoi trulli. I trulli si trovano principalmente tra le offerte Bari nel campo turistico, ad Alberobello precisamente e sono delle costruzioni che mantengono inalterato nel tempo il loro fascino e la loro utilità.

    I Trulli sono delle costruzioni in pietra, precisamente in pietra a secco, modalità di costruzione tipica delle zone del mezzogiorno, a forma conica di origine protostorica tipicamente ubicate nella puglia centro meridionale. I trulli più antichi attualmente presenti in Puglia risalgono al XVI secolo e si trovano nell’altopiano della Murgia, molte sono le foto Bari che li ritraggono durante l’epoca del maggiore splendore. I trulli sono essenzialmente edifici che venivano utilizzati per l’abitazione del nucleo familiare, di pianta circolare le mura venivano costruite al suo esterno con una muratura molto alta e molto spessa. Questa caratteristica, unita al fatto che poche erano le apertura sulla muratura se sii esclude il foro centrale per garantire il ricambio di aria interna, ne fa un esempio di bioedilizia, sfruttando tutti gli elementi che attualmente vengono ripresi per l’isolamento termico e il risparmio energetico.

    La muratura circolare viene completata con una copertura a pseudo cupola, una struttura autoportante costituita da una serie concentrica di lastre orizzontali disposte a gradini rientranti sempre più mentre si va in alto. Ogni fila è completamente autonoma e staticamente in equilibrio con quella inferiore, elemento di garanzia sia per la sicurezza sia per l’isolamento. Il tetto inoltre si compone in due strati, quello interno calcareo appena descritto e uno più esterno che è il vero e proprio tetto ed è composto in lastre più sottili chiamate “chiancarelle” terminante con una chiave di volta.

    l trullo nasce come una tipica costruzione contadina, proprio la coltivazione era infatti una delle offerte lavoro bari, che veniva utilizzata come casa del lavoratore della terra per conto del padrone, il cozzaro, che al suo interno poteva avere il giaciglio e allo stesso tempo custodire gli attrezzi del suo lavoro. Questo tipo di utilizzo è testimoniato anche dalla presenza di numerose nicchie sulla muratura che venivano utilizzate come giaciglio per i bambini, in quanto non vi era sufficiente spazio all’interno del perimetro dell’abitazione. Ovviamente il trullo non era sempre sufficiente al fabbisogno della famiglia, soprattutto se numerosa in quanto strutturato in un solo piano abitabile, per questo in molti casi si procedeva alla soppalca tura per recuperare spazio abitabile. Una delle caratteristiche dei trulli è quella di essere poco illuminato per ovvietà di struttura, per quello venivano utilizzati molti mobili dotati di specchiera che riflettevano la luce proveniente dalle feritoie e dalla porta di ingresso che solitamente veniva sempre mantenuta aperta.

    Vista la loro importanza storica, storiografica e architettonica i Trulli, in particolare quelli di Alberobello che è il paese pugliese con la maggiore concentrazione di queste costruzioni sono stati dichiarati nel 1996 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Search Engine Marketing

  • L’isola delle meraviglie: la Sicilia tra storia, natura e cibo

    Per la ricchezza storica, artistica e architettonica dell’isola bisogna ringraziare le numerose dominazioni che, nel corso dei secoli, hanno occupato la Sicilia: Greci, Latini, Bizantini, Arabi, Spagnoli e Francesi hanno governato l’isola, e ognuno di essi ha lasciato un segno nelle tradizioni, nelle arti e nella cultura. Si vede, per esempio, nella Cattedrale di Palermo, che conserva un aspetto arabeggiante; nel teatro greco di Siracusa invece, come ovviamente nella valle dei templi di Agrigento, si fa un tuffo nella Magna Grecia. La varietà storica e artistica di tutta l’isola è impressionante, e proprio questa varietà è la chiave della sua meritatissima fama; ma ancora più dell’arte in tutte le sue forme, dall’architettura alla ceramica, quello che della Sicilia affascina è il calore. In tutti i sensi: il clima caldo e secco, che si può trovare anche eccessivamente caldo, e soprattutto il calore della gente, che accoglie sull’isola i forestieri come se li accogliesse in casa, mostrando loro il meglio della loro terra. Il capoluogo della Sicilia, Palermo, è la quarta città d’Italia per grandezza; il suo porto è da sempre fondamentale negli scambi nel Mediterraneo grazie alla sua posizione, che avvicina gli scambi con l’Africa. Oggi Palermo quindi è una grande città, con una storia alle spalle che la rende ricca di monumenti da vedere, che a loro volta fanno sì che sia interessante dal punto di vista turistico e quindi pronta ad accogliere con strutture ricettive di ogni tipo i turisti che le si avvicinano: le vacanze in appartamento o in alloggi Palermo sono a portata di mano, come anche le ville in affitto Palermo o in hotel, o in altri tipi di strutture. Naturalmente anche i dintorni di Palermo sono altrettanto preparati, e i B&B Palermo e Sicilia accolgono i turisti che vogliono visitare le meraviglie dell’isola. Quanto le bellezze architettoniche meritano di essere viste, le bellezze naturali non sono da meno, anzi: tutta la grande isola siciliana è un continuo susseguirsi di meraviglie, sulla costa e nell’entroterra. Si pensi alle favolose spiagge, di sabbia o di ghiaino, ce ne sono per tutti i gusti: in ogni caso saranno circondate da splendidi panorami, e si getteranno in un mare calmo e trasparente. Tra le bellezze della Sicilia si può includere anche la gastronomia: delizie culinarie apprezzate in tutta Italia e fuori hanno origine in Sicilia, come gli arancini, le granite, la cassata, i cannoli, per poi andare a conoscere bontà che non oltrepassano i limiti dell’isola come il tipico “pane e panelle” di Palermo, ovvero dei panini ripieni di frittelle di farina di ceci, o l’altrettanto celebre e palermitanissimo “pane ca meusa”, ovvero il panino con la milza. Per le strade siciliane è sempre facile trovare chioschi che vendono spuntini di tutti i tipi: il cibo da strada è un’usanza molto diffusa. Un viaggio in Sicilia quindi comprende arte, storia, natura e cibo: tutto il necessario per decidere, andando via, di tornare al più presto. A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Investire in internet

  • Enzo Rossi Roiss. Chi è costui? Primi commenti.


    Pubblichiamo i primi commenti riferiti all’articolo http://kengaragsit.blogspot.com/2010/05/enzo-rossi-roiss-chi-e-costui.html
    6 commenti:

    anonimo ha detto…

    Finalmente qualcuno ha avuto coraggio di smascherare il personaggio! Bravi! (un ammiratore di Roiss)

    09 maggio 2010 08.47

    Francesca ha detto…

    Di certo, uno che crea un blog come www.vulvario.com deve proprio odiare le donne. Ci sono alcune immagini di tale volgarità ed aggressività che denigrano tutto il genere femminile! Il sesso femminile non è così. Così lo vede questo personaggio con animo cattivo. Forse crede di essere solo un goliardo? Per me dovrebbe farsi aiutare da un bravo psicologo.

    09 maggio 2010 22.47

    enzo ha detto…

    Cara Francesca, ho guardato il sito al quale ti riferisci e non ho resistito a commentarlo. In effetti il materiale pubblicato è alquanto volgare ed aggressivo, denigra la figura femminile. Rasserenati, noi uomini normalmente non vediamo le donne così.
    Visto l’età matura del personaggio in questione, penso che non si tratti di goliardia ma bensì di mendacismo. In sessuologia il termine mendacismo indica una parafilia caratterizzata dall’impulso ossessivo ad esprimere verbalmente, per iscritto o attraverso le immagini le proprie fantasticherie e desideri erotici facendole passare per vere. Esso rappresenta una forma di eccitamento e di soddisfacimento sessuale sostitutivo dell’atto stesso. In alcune persone il mendacismo è associato ad altre parafilie come l’esibizionismo e il voyerismo. Il mendacista dà ad intendere a se stesso e agli altri, di avere avuto tutte le possibili esperienze sessuali che in realtà soltanto ha sognato e mai praticato.
    Nel mendacismo rientrano le vanterie sessuali, la scrittura di diari erotici come espressione di avventure perlopiù inventate, la scrittura coatta di lettere oscene, il sadismo della parola. Sono forme di mendacismo anche le scritte scurrili nei bagni, i ritocchi volgari sui cartelli pubblicitari, le parole cambiate nei libri delle biblioteche pubbliche affinché assumano un significato scandaloso.
    Va però distinto il mendacismo dell’adolescente e la parafilia vera e propria in cui una persona, in modo compulsivo ed ossessivo, riesce a raggiungere il soddisfacimento sessuale solo ed unicamente in questo modo.
    Psicologo, Aied

    10 maggio 2010 14.30

    Anonimo ha detto…

    sono madre di un ragazzo adolescente. mi spaventa solo l’idea che mio figlio possa vedere le immagini così crude e volgari, un adolescente potrebbe anche subire un trauma psicologico! Mi chiedo, perché nessuno denuncia questo sito e questo personaggio?

    11 maggio 2010 14.49

    anonimo ha detto…

    Chi fa la denuncia si espone con il proprio nome, di conseguenza si rischia di essere perseguitati da rossi roiss per sempre. Ma se io fossi padre di un adolescente, farei sicuramente questa denuncia. Comunque complimenti per lo splendido saggio ricostruttivo sulla triste vita del signor vincenzo rossi. Ne so qualcosa anche io. Un bravo scrittore forse potrebbe prendere gli spunti per un romanzo. Sono una delle “vittime” e a distanza di anni me lo chiedo come potevo cadere nella sua rete, anche perché all’epoca lui si vantava in giro delle sue qualità di falsificatore

    12 maggio 2010 13.59

    bolognese ha detto…

    rossi roiss si è vantato con molti a Bologna di saper perfettamente falsificare le opere su carta di Manzoni quello della “merda d’artista”…nato nello stesso paese di Carmelo Bene aggiungeva subito “ovviamente il genio sono io “..di geniale ha avuto solo una indubbia parlantina con cui ha manipolato calunniato e truffato ovunque possibile…nell’ambito dell’arte si è sempre mosso come un camorrista nell’ambito del pizzo…minacciando ricattando millantando con chiunque avesse la sprovvedutezza-e non sono stati pochi- all’inizio di credergli….impareggiabile e rivelatorio è anche lo stile dei suoi scritti nè più nè meno che quello di un verbale di Polizia….”resocontare” “attenzionare” “rendicontare” “disconosce”.. nei suoi scritti autopubblicati e autoosannati sembra quasi muoversi più che in ambito estetico in ambito criminale, un sito questo probabilmente che gli è assai connaturato…probabilmente come intellettuale era assai dotato ma la sua psicologia era più adatta a far carriera a Corleone piuttosto che in mezzo alle persone perbene. Eppure porta i suoi settanta e passa anni in modo straordinario, forse è riuscito a truffare persino il Tempo…
    un bolognese DOC

    12 maggio 2010 20.18

  • Enzo Rossi Roiss. Chi è costui? Commenti I.

    Pubblichiamo i primi commenti riferiti all’articolo http://kengaragsit.blogspot.com/2010/05/enzo-rossi-roiss-chi-e-costui.html

    6 commenti:

    anonimo ha detto…

    Finalmente qualcuno ha avuto coraggio di smascherare il personaggio! Bravi! (un ammiratore di Roiss)

    09 maggio 2010 08.47

    Francesca ha detto…

    Di certo, uno che crea un blog come www.vulvario.com deve proprio odiare le donne. Ci sono alcune immagini di tale volgarità ed aggressività che denigrano tutto il genere femminile! Il sesso femminile non è così. Così lo vede questo personaggio con animo cattivo. Forse crede di essere solo un goliardo? Per me dovrebbe farsi aiutare da un bravo psicologo.

    09 maggio 2010 22.47

    enzo ha detto…

    Cara Francesca, ho guardato il sito al quale ti riferisci e non ho resistito a commentarlo. In effetti il materiale pubblicato è alquanto volgare ed aggressivo, denigra la figura femminile. Rasserenati, noi uomini normalmente non vediamo le donne così.
    Visto l’età matura del personaggio in questione, penso che non si tratti di goliardia ma bensì di mendacismo. In sessuologia il termine mendacismo indica una parafilia caratterizzata dall’impulso ossessivo ad esprimere verbalmente, per iscritto o attraverso le immagini le proprie fantasticherie e desideri erotici facendole passare per vere. Esso rappresenta una forma di eccitamento e di soddisfacimento sessuale sostitutivo dell’atto stesso. In alcune persone il mendacismo è associato ad altre parafilie come l’esibizionismo e il voyerismo. Il mendacista dà ad intendere a se stesso e agli altri, di avere avuto tutte le possibili esperienze sessuali che in realtà soltanto ha sognato e mai praticato.
    Nel mendacismo rientrano le vanterie sessuali, la scrittura di diari erotici come espressione di avventure perlopiù inventate, la scrittura coatta di lettere oscene, il sadismo della parola. Sono forme di mendacismo anche le scritte scurrili nei bagni, i ritocchi volgari sui cartelli pubblicitari, le parole cambiate nei libri delle biblioteche pubbliche affinché assumano un significato scandaloso.
    Va però distinto il mendacismo dell’adolescente e la parafilia vera e propria in cui una persona, in modo compulsivo ed ossessivo, riesce a raggiungere il soddisfacimento sessuale solo ed unicamente in questo modo.
    Psicologo, Aied

    10 maggio 2010 14.30

    Anonimo ha detto…

    sono madre di un ragazzo adolescente. mi spaventa solo l’idea che mio figlio possa vedere le immagini così crude e volgari, un adolescente potrebbe anche subire un trauma psicologico! Mi chiedo, perché nessuno denuncia questo sito e questo personaggio?

    11 maggio 2010 14.49

    anonimo ha detto…

    Chi fa la denuncia si espone con il proprio nome, di conseguenza si rischia di essere perseguitati da rossi roiss per sempre. Ma se io fossi padre di un adolescente, farei sicuramente questa denuncia. Comunque complimenti per lo splendido saggio ricostruttivo sulla triste vita del signor vincenzo rossi. Ne so qualcosa anche io. Un bravo scrittore forse potrebbe prendere gli spunti per un romanzo. Sono una delle “vittime” e a distanza di anni me lo chiedo come potevo cadere nella sua rete, anche perché all’epoca lui si vantava in giro delle sue qualità di falsificatore

    12 maggio 2010 13.59

    bolognese ha detto…

    rossi roiss si è vantato con molti a Bologna di saper perfettamente falsificare le opere su carta di Manzoni quello della “merda d’artista”…nato nello stesso paese di Carmelo Bene aggiungeva subito “ovviamente il genio sono io “..di geniale ha avuto solo una indubbia parlantina con cui ha manipolato calunniato e truffato ovunque possibile…nell’ambito dell’arte si è sempre mosso come un camorrista nell’ambito del pizzo…minacciando ricattando millantando con chiunque avesse la sprovvedutezza-e non sono stati pochi- all’inizio di credergli….impareggiabile e rivelatorio è anche lo stile dei suoi scritti nè più nè meno che quello di un verbale di Polizia….”resocontare” “attenzionare” “rendicontare” “disconosce”.. nei suoi scritti autopubblicati e autoosannati sembra quasi muoversi più che in ambito estetico in ambito criminale, un sito questo probabilmente che gli è assai connaturato…probabilmente come intellettuale era assai dotato ma la sua psicologia era più adatta a far carriera a Corleone piuttosto che in mezzo alle persone perbene. Eppure porta i suoi settanta e passa anni in modo straordinario, forse è riuscito a truffare persino il Tempo…
    un bolognese DOC

    12 maggio 2010 20.18

  • La Spada nella Roccia, su DVD

    Mediaframe annuncia la pubblicazione di “La Spada nella Roccia di San Galgano” un DVD Video a cui hanno partecipato esperti di rilievo internazionale quali Luigi Garlaschelli, Mario Pagni, Franco Cardini ed altri.

    Per chi non lo sapesse, l’unica Spada nella Roccia originale esistente al mondo si trova in provincia di Siena, presso l’Abbazia di San Galgano. Quando scriviamo “originale”, vogliamo dire che essa è l’unica Spada nella Roccia scientificamente datata al XIII secolo, l’epoca delle Leggende Arturiane.
    Fu proprio un Cavaliere del tempo, tale Galgano di Chiusdino, a configgerla miracolosamente nella roccia, all’apice della sua crisi religiosa e all’inizio della sua conversione (che lo porterà alla Santità).

    Intorno alla vicenda di Galgano si è sviluppata, nei secoli, una certa quantità di leggende e simbolisimi. In questa rete di analogie, il rimando alla cultura Cortese e Cavalleresca Europea è quasi costante.
    Per questi motivi possiamo affermare, senza dubbio, che occuparsi di San Galgano significa occuparsi di argomenti d’importanza “europeistica”.
    Non stiamo parlando, dunque, di un mistero locale, o di un “fenomeno di provincia”, per quanto la dimensione prettamente storico-archeologica della vicenda sia limitata alla Toscana.

    Il Dvd “La Spada nella Roccia di San Galgano” consiste in un interessante documentario di più di un ora, che conduce lo spettatore nei meandri della Leggenda, confrontandosi con la fantasia latente che, la Spada di Galgano, sia in qualche modo l’ispiratrice stessa delle fantasie relative alla Spada nella Roccia di Artù.
    Il Documentario, con l’ausilio di ricostruzioni 3d, fiction, interviste e materiali di origini varie (alcuni mai mostrati prima), cerca di sviscerare la questione Galgano, affinché lo spettatore possa crearsi una sua opinione su questa interessante vicenda storica, religiosa, letteraria e saggistica.

    Per saperne di più sul Dvd e sugli autori:

    http://www.mediaframe.it/san-galgano.htm Spada nella Roccia

  • La bellezza della Reggia di Venaria strabilia Giorgio Napolitano e migliaia di turisti


    Venaria Reale, 4 maggio – Con più di trentamila visitatori in due giorni (circa 14 mila il primo maggio, oltre 16 mila il due) la Reggia di Venaria è entrata a pieno diritto nei circuiti delle bellezze italiane da non perdere. Quando i tesori d’arte del nostro Paese vengono valorizzati nel modo giusto e con una strategia di comunicazione appropriata, i risultati non mancano: un concetto che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva sottolineato in occasione della sua visita alla Reggia il 22 aprile. “In Italia spesso ci lamentiamo per una scarsa valorizzazione del nostro patrimonio artistico e non a torto, ma luoghi come la Reggia di Venaria ci consentono di dire che si può fare bene. Anzi, possono essere un bell’esempio per la valorizzazione dei beni culturali in tutta Italia”, aveva dichiarato il nostro Presidente.

    Il successo di Venaria, come ha dimostrato il weekend del primo maggio, non si è fatto attendere. La Reggia è riuscita ad inserirsi nell’itinerario culturale delle bellezze d’Italia e ad essere riconosciuta a livello mondiale come una meta irrinunciabile del patrimonio artistico del nostro Paese.

    INFORMAZIONI
    Sito istituzionale: http://www.lavenaria.it/
    Gruppo in Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=71774008851&ref=nf
    Social Network su Ning: http://lavenariareale.ning.com/
    La Venaria Reale WebTV: www.youtube.com/user/LaVenariaRealeWebTv

    PRENOTAZIONI INGRESSI E VISITE GUIDATE
    Tel.: +39 011 4992333
    [email protected]

    COME ARRIVARE
    Venaria dista circa 10 chilometri dal centro di Torino e si raggiunge con:
    – Linea dedicata GTT ‘Venaria Express’
    – Autobus: linee 72, 11
    – Treno: linea Torino-Ceres – numero verde GTT: 800 019152 – www.comune.torino.it/gtt
    – Auto: tangenziale di Torino Nord, uscita Venaria o Savonera/Venaria