Tag: psicologi

  • LE RISORSE UMANE, MOTORE DELL’ORGANIZZAZIONE

    Nell’attuale società, le imprese che competono sul mercato, sono chiamate in misura sempre maggiore a differenziare le proprie prestazioni dai propri concorrenti. In particolare, esse sono chiamate ad un’attenta riflessione rispetto alle competenze che consentano loro di distinguersi in modo vincente dai propri competitori.

    Ai fini del successo aziendale, pertanto, i processi di valutazione, valorizzazione e sviluppo delle risorse umane hanno acquisito maggiore centralità e devono essere caratterizzati da un sempre minimo margine di errore.

    Questo impone la presenza di professionisti esperti, interni o esterni all’azienda, in grado di costituire per questa un forte alleato nei processi di selezione, sviluppo e formazione delle sue risorse.

    L’Advanced Assessment Lab, da anni impegnato in attività di ricerca e progettazione di strumenti specialistici per interventi valutativi e di assessment, promuove un Master, rivolto a neo-laureati in psicologia, volto a fornire un orientamento nei diversi ambiti di azione del professionista delle risorse umane all’interno dei contesti organizzativi.

    Obiettivo del Master è la diffusione di un approccio orientato alla persona, che consenta di entrare efficacemente in contatto con le sue competenze e potenzialità.

    Non è solo la giusta individuazione e valorizzazione di queste a costituire una risorsa per l’azienda, ma la realizzazione professionale e umana dell’individuo che da questi processi deriva.

    Attraverso un approccio caratterizzato da una forte componente esperienziale, il master fornisce strumenti concreti, che consentano ai propri partecipanti di poter agevolmente mettere in pratica, nella propria realtà operativa attuale o futura, i contenuti appresi.

    La sperimentazione concreta di strumenti e processi oggetto di formazione è volta infatti a stimolare la riflessione dei partecipanti sulle caratteristiche e dinamiche di questi: divenirne un attore sensibile costituisce infatti il presupposto essenziale per imparare a gestirli efficacemente e con successo.

    Il Master avrà luogo a Milano tra il 19 marzo e il 20 aprile 2012 e sarà articolato in dieci giornate formative.

    Per ulteriori informazioni consultare:

    www.adv-assessment.com

    www.ferrarisinibaldi.it

  • L’innovazione a Inno2Days, motore della competitività sul mercato. 21 settembre 2011, sala Mosaico, Camera di Commercio di Bergamo, via Petrarca 10

    L’innovazione progettata e applicata sarà al centro di Inno2Days, una giornata densa di stimoli che si svolgerà nella sala Mosaico della Camera di Commercio di Bergamo, in via Petrarca 10, il 21 settembre 2011.

    Alcuni dei relatori dell’Area CAMP (un incontro in modalità informale e interattiva, in cui alcuni esperti di innovazione e di digital world si incontreranno e incontreranno le PMI) sono intervenuti sul concetto di innovazione e sugli ostacoli ad essa, specialmente nel nostro Paese.

    Angelo Rondi, AD Umania, sostiene che “l’argomento chiave all’innovazione è quello della progettazione sistemica cioè ,‘Progettare la cultura di sistema, progettare per il sistema, progettare dentro il sistema’. La nuova frontiera nel campo dell’innovazione è quella di applicare il modello sistemico come alternativa al processo progettuale tradizionale (visto come processo composto da una sequenza di fasi). Una nuova forma di consapevolezza e responsabilità che vede nella modalità di lavoro il mezzo per innovare. All’interno di questa le persone, i compiti, le competenze, le azioni e le decisioni si auto-organizzano nel raggiungimento di un risultato misurabile e inaspettato. Secondo questa nuova visione, il work-team perde la pura valenza di mezzo grazie al quale raggiungere un obiettivo. La persona non è più vista solo come l’etichetta di consumatore, fornitore, progettista, cliente ma diventa il fine stesso del progetto. Tutto ciò implica un cambio di mind setting, spostando l’attenzione dal cosa al come”.

    Stefano Saladino, partner ns8.it ed esperto di social world, sarà invece presente il 21 settembre sia nell’area Camp e che in quella Dire/Fare di Inno2Days; “i vertici aziendali comprendono che l’innovazione è oggi una delle leve necessarie per competere adeguatamente sul mercato” dichiara; “si trovano di fronte però a problematiche interne in cui è difficile riuscire a trovare nell’operatività interna un supporto ed una comprensione adeguata e contemporaneamente a problematiche esterne nell’individuazione di partner adeguati ai bisogni ed in grado di portare una visione innovativa all’interno dell’organizzazione”.

    Una definizione creativa di innovazione la forniscono i due fondatori di Innovationmarketing, Sara Caminati e Stefano Cocconcelli. “l’innovazione è un inno alla creatività, è cambiamento, è genialità” dichiara la prima. “Dare un senso reale all’innovazione, motore del nostro lavoro, sarebbe come chiedere di dare consistenza alle idee, dare un volto a quella follia che ci accompagna tutti i giorni. Innovare è arte, ricerca e tecnologia. È quella lampadina che si accende grazie all’energia della mente, è una dote innata che ci permette di essere diversi nel percepire quello che ancora non c’è”. Afferma invece Stefano Cocconcelli: “innovazione significa comunicare qualcosa di nuovo. Non basta avere capacità di marketing e le giuste competenze tecnologiche, per innovare servono curiosità e intuito. L’innovazione è un abbandono delle regole per lasciare spazio alla pura fantasia. È questo l’asset vincente che deve entrare a far parte del capitale intellettuale di chi, come noi, è intenzionato a comunicare innovazione. Il piccolo particolare è che la fantasia non si trova fra le pagine di un libro di Kotler, non si può comprare dalla Disney e non è possibile cercarla con Google Maps”.

    “Ho analizzato a fondo l’etimologia del termine in-novare, che presenta tre linee di interpretazione” spiega invece Giuseppe Mascitelli, co-founder Mobango LTD e founder Filmare sas. “La prima è quella classica, cioè fare nuovo, progettare qualcosa che prima non c’era; la seconda lettura è ‘rinnovare una cosa vecchia’ e la terza è ‘alterare l’ordine delle cose’. Questi tre significati vanno capiti in profondità insieme alla componente fondamentale, che è il momento in cui l’innovazione deve essere fatta…”.

    Conclude questo excursus sull’innovazione Federico Rappelli, coordinatore del progetto Eupolis Lombardia: “è necessario, nel campo della ricerca e dell’innovazione, creare giacimenti di conoscenza, per informare sui contenuti e sul tipo di organizzazione esistente”.

    Inno2Days è organizzato da Innovhub, l’azienda speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Milano, dalla Camera di Commercio di Bergamo, da QUESTIO Regione Lombardia e da enviSMART.

    La partecipazione a Inno2Days è gratuita.

    SAVE THE DATE

    Inno2Days

    21 settembre 2011

    Sala Mosaico

    Camera di Commercio di Bergamo

    Via Petrarca 10

    http://inno2days.wordpress.com/

    Iscrizione: [email protected]

  • Inno2Days del 21 settembre 2011 a Bergamo: Giuseppe Mascitelli in nome della polisensorialità e della Tecnocreatività

    Il termine che può meglio spiegare la vision di Inno2Days è Tecnocreatività (unione tra componente tecnico-tecnologica e creativo-umanistica), neologismo coniato da Giuseppe Mascitelli, che sarà uno dei relatori a Inno2Days e che qui interviene sull’innovazione, la creatività e il mondo nuovo

    “Il Tecnocreativo” afferma Giuseppe Mascitelli, co-founder Mobango LTD e founder Filmare sas, “unisce inventiva, base teorica, conoscenza delle scienze umanistiche e preparazione tecnica e tecnologica. La Tecnocreatività è il ‘lavoro del futuro’ in un mondo dominato dalla rete, in cui non si può più essere specialisti”. Improntato sulla Tecnocreatività (termine coniato da Giuseppe Mascitelli negli anni ’90), sarà Inno2Days del 21 settembre 2011 alla Camera di Commercio di Bergamo, un evento denso di stimoli, idee ed esperienze dirette. All’interno di questo giornata sull’innovazione non ci sarà infatti una vera e propria distinzione tra parte teorica e pratica, tra dire e fare ma le due componenti si mescoleranno in modo da presentare suggerimenti, esempi e case histories su come l’innovazione può essere fatta.

    Giuseppe Mascitelli parteciperà a Inno2Days come relatore nella parte iniziale dell’evento, Condivisione, in cui blogger ed esperti di innovazione e di digital world si incontreranno e incontreranno le PMI in un appuntamento in modalità informale e interattiva sul tema “Nuove tecnologie e PMI”. Mascitelli è stato tra i relatori anche della prima tappa di Inno2Days, svoltasi a Varese a giugno; in quell’occasione ha parlato di mondo nuovo, di rete, di Internet, di device e di emozioni, concludendo che “nel mondo nuovo, quello che è già arrivato, bisogna saper gestire i flussi emotivi che arrivano dal digitale senza soluzione di continuità da quelli analogici a quelli della vita reale”.

    Sul rapporto tra mondo nuovo e innovazione Mascitelli dichiara: “l’innovazione, in questo momento di passaggio, significa comprendere come funzionava il vecchio mondo. Nella vita di un’azienda la relazione è ancora la regina di ogni business; si deve certamente fare un prodotto innovativo, mettendo però in pista una serie di relazioni su vari stati del tessuto sociale. Il mondo nuovo è già arrivato e la cosa più evidente di questo futuro è il web, un’estensione di noi stessi”. Secondo lui, inoltre, l’innovazione scaturisce dalla creatività, che “nasce dalla profonda conoscenza delle cose e da una mente libera e non condizionata, che può produrre nuovi pensieri. Innovazione significa in ogni caso guardare alle cose vecchie con occhi nuovi, come fa un antropologo, in modo da trovare nuove vie. Creatività è insomma contaminare, spostare, portare in un’altra situazione qualcosa che funzionava, trasformandolo però in qualcosa di completamente nuovo”.

    Inno2Days comprenderà diversi momenti, in cui l’innovazione, da concetto astratto, diverrà un momento pratico: dalla condivisione con esperti di innovazione alle esperienze e gli esercizi per essere più creativi, dalla ‘prova su strada’, in real time, di blogs, social networks e nuovi device (tablet e smartphone) ma anche di nuove metodologie come RFID e QRCODE all’incontro diretto con alcuni centri di ricerca che possono supportare le aziende. Performance multimediali in diretta romperanno gli schemi del ‘solito convegno’ e anche il ‘Lunch a KM Zero’ e l’incontro con l’ecoinnovazione aiuteranno a vivere il lato ecosostenibile di questa giornata immersa nell’innovazione.

    Inno2Days è organizzato da Innovhub, l’azienda speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Milano, dalla Camera di Commercio di Bergamo e da QUESTIO Regione Lombardia.

    La partecipazione all’evento è gratuita.

    http://inno2days.wordpress.com/

    Iscrizione: [email protected]

  • 4^ Settimana italiana di formazione “I gruppi di auto-mutuo aiuto”

    L’auto/mutuo aiuto costituisce un formidabile strumento di promozione e protezione della salute, nonché un innovativo veicolo di riflessione e azione all’interno della comunità e nei confronti dei Servizi. Giunto con successo alla quarta edizione, con un programma che prevede contenuti aggiornati di anno in anno, il corso mira a trasmettere le competenze necessarie per l’attivazione e il mantenimento dei gruppi di auto/mutuo aiuto, fornendo ai partecipanti chiari inquadramenti teorici ed indicazioni operative attraverso il confronto con i maggiori esperti italiani e con facilitatori di gruppo, partecipanti ed operatori che lavorano nell’ottica della mutualità.
    Il corso è rivolto a Assistenti sociali, medici, psicologi, infermieri, educatori professionali dei Servizi sociali e sanitari, Volontari in ambito sociale e sanitario e Insegnanti, psicologi, educatori che lavorano nella scuola con incarichi legati a progetti di educazione alla salute, al sostegno, ai Centri di Informazione e Consulenza (CIC).

    Il corso prevede lezioni frontali con definizione degli aspetti teorici e metodologici; interventi dei maggiori esperti italiani di auto/mutuo aiuto; lavori di gruppo sulle tematiche affrontate, con discussione plenaria; analisi di buone prassi metodologicamente orientate all’auto/mutuo aiuto; testimonianze di partecipanti ai gruppi che raccontano e analizzano la loro esperienza e testimonianze di operatori esperti nell’integrare la propria pratica professionale con le metodologie tipiche dell’auto/mutuo aiuto

    Dall’Ordine degli Assistenti Sociali al Ccorso sono stati assegnati 15 crediti formativi per gli Assistenti Sociali.

    Per maggiori informazioni consultare il programma disponibile sul sito del Centro Studi Erickson.

    Segreteria organizzativa
    Centro Studi Erickson
    Via del Pioppeto, 24 fraz. Gardolo – 38121 Trento
    tel. 0461 950747 – fax 0461 956733
    e­mail: [email protected]

  • Comprendere e affrontare lo stress occupazionale: l?appuntamento diventa europeo

    La precedente edizione ha smosso grande interesse da parte di aziende, professionisti e istituzioni, portando un tema di grande rilevanza in evidenza e aprendo per la prima volta un dialogo costruttivo e pragmatico rispetto al complicato fenomeno dello stress lavorativo e del disagio relazionale che ne costituisce sia causa che effetto. La Sipiss – Società Italiana di Psicologia Integrata per lo Sviluppo Sociale – ente promotore del convegno, ha presentato la prima ricerca su un ampio campione di dipendenti aziendali in grado di evidenziare i rischi per la salute che concretamente lo stress implica, le ricadute sulla produttività aziendale e sulle relazioni che permeano i contesti lavorativi. La rilevanza di questi dati ha smosso l’interesse pubblico e generato nelle aziende la consapevolezza di dover affrontare nel modo più professionale ed esaustivo possibile il fenomeno.

    Prendendo le mosse da tali dati di realtà la seconda edizione del convegno, che allargherà le prospettive a livello europeo, si focalizzerà sul ruolo centrale che la prevenzione può svolgere rispetto a un tema tanto articolato e complesso, in modo da agire a diversi livelli dell’organizzazione, della persona e dei tessuti sociali. In questa visione ampia e sistemica verrà dato ampio spazio al tema dei costi del disagio psicosociale, che vanno considerati a livello soggettivo, organizzativo e sociale. Lo stress può portare, infatti, un costo per l’individuo in termini economici per le cure e in termini di limitazioni della propria libertà d’azione; può altresì essere un costo diretto per l’azienda, nell’eventualità di una causa per risarcimento, e indiretto nel caso di mancate giornate lavorative; infine il costo sociale per le spese sociosanitarie e per l’impatto dei comportamenti di un soggetto stressato nei confronti di terzi come familiari o, nei casi più gravi, estranei.

    Il sito di riferimento del Convegno:

    http://www.sviluppopsicosociale.com

  • Psicologi Roma

    La vita nelle grandi città è molto affascinante soprattutto per chi non ama la routine, ma ogni luogo ha i suoi pro ed i suoi contro.

    I contro che dobbiamo affrontare in una città come Roma sono sicuramente quelli che ci portano un notevole carico di stress quotidiano: il traffico, la folla, le enormi distanze tra un posto e l’altro della città, la vita frenetica, e le continue corse per riuscire ad “incastrare” tutto quello che abbiamo da fare in una giornata sola.

    Qualcuno potrebbe dire che quest’ultimo problema è comune a chiunque indipendentemente dalla città in cui si vive, ma la risposta potrebbe essere che se noi impiegassimo meno tempo nel traffico, nell’attesa dei mezzi pubblici etc. avremmo più tempo per noi e quindi potremmo evitare di stressarci in corse inutili.

    Alcune persone ad un certo punto non ce la fanno più e crollano.
    E allora che fanno? Parlano con i familiari, con le amiche, si prendono una vacanza, dopodiché tornano punto e da capo.
    Ma non è solo lo stress quotidiano che porta al crollo, è quello più i problemi che ognuno di noi ha nella propria vita.
    A volte parlare con qualcuno che non ci conosce, che non può giudicarci ma che può davvero aiutarci è il primo passo per la risoluzione dei nostri problemi.

    E chi meglio di uno psicologo può aiutarci in questo?
    Lo psicologo non è altro che colui che può aiutarci a capire da dove provengono i nostri problemi e ci aiuta a risolverli ed a trovare un equilibrio interiore che non sempre da soli riusciamo a raggiungere.
    Se sei alla ricerca di un elenco di psicologi a Roma consulta il nostro sito www.psicologi-italiani.it

  • APD: i primi risultati


    I primi mesi di sperimentazione del servizio di Assistenza Psicologia telefonica ai dipendenti di 5 aziende lombarde hanno fatto emergere importanti feedback rispetto all’iniziativa e alla sua efficacia.
    In primis è emerso un forte interessamento all’iniziativa da parte dei dipendenti che si sono rivolti in maniera massiccia agli esperti del Centro. Sicuramente la curiosità per la proposta ha giocato un ruolo fondamentale nello spingere i dipendenti a trasformarsi in utenti del servizio – spiega la Dott.ssa Valentina Penati del Centro FerrariSinibaldi. Un altro elemento che sembra correlato positivamente con il successo dell’iniziativa corrisponde alla garanzia di privacy. Spesso, infatti, e non è solo un luogo comune, non ci si rivolge alla figura dello psicologo per vergogna o per il timore di essere considerati “pazzi” da che ci circonda. Questo è tanto più vero se prendiamo come contesto di riferimento l’ambito aziendale dove risulta molto facile essere esposti alle osservazioni, alle critiche o ai giudizi altrui.
    Dalle prime rilevazioni, emerge un’utenza che per lo più si rivolge al servizio per problematiche inerenti la sfera personale. Una spiegazione di tale fenomeno può essere rintracciata nel fatto che il tempo e le energie che vengono destinate al lavoro sono particolarmente consistenti nella vita di ciascuno di noi. Pertanto, molti problemi relazionali, familiari e, più in generale, personali vengono a trovarsi in secondo piano o vengono imputati proprio al lavoro che sottrae serenità alla vita privata.
    Inoltre, tutto ciò che riguarda la dimensione personale è molto coinvolgente sul piano emotivo e in funzione di questo causa disagi e sofferenze più profonde per le quali cercare un supporto. La disponibilità di una figura professionale a cui rivolgersi per cercare un confronto su questi aspetti viene colta come importante occasione per dedicare uno spazio al proprio benessere.
    Non va poi dimenticato che il servizio viene offerto dall’azienda, per questo in un certo senso l’utente si sente legittimato ad usufruirne perché consentito dall’azienda. E’ questo un importante cambio di prospettiva che porta il dipendente a non vedere più il proprio malessere come un ostacolo al lavoro o come qualcosa di non gradito all’azienda (in particolar modo in questa epoca storica orientata alle performance e alla produttività), quanto piuttosto come una parte normale della persona che l’azienda riconosce, legittima e per la quale cerca di fornire una prima soluzione.

  • Il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuali. Perché?


    La cronaca riporta un numero sempre crescente di incidenti sul lavoro spesso mortali altre volte con conseguenze meno gravi ma pur sempre traumatiche sia sul piano fisico che psichico.
    La ragione di questi incidenti viene spesso imputata (e frequentemente è così) ad inadeguatezza degli ambienti di lavoro che non garantiscono i parametri minimi di sicurezza per i propri dipendenti. In altre occasioni, invece, gli incidenti sono il frutto del mancato rispetto di norme di sicurezza e dell’utilizzo dei cosiddetti DPI – dispositivi di protezione individuali. Ma perché se esistono e sono disponibili degli strumenti per proteggersi e per evitare di incorrere in inutili rischi, i lavoratori non ne fanno uso?
    Posto che la percezione del rischio è un fenomeno del tutto individuale, per cui ciascuno di noi percepisce il medesimo evento con sfumature di pericolosità diverse, è frequente incontrare lavoratori che decidono di non utilizzare i DPI in quanto considerati fastidiosi, inutili o esagerati per la tipologia di lavoro svolta.
    E’ probabile che sia fastidioso indossare un caschetto di plastica o una tuta ignifuga, ma il disagio non sembra poter essere l’unico fattore che porta a scegliere di rischiare e di non proteggersi a fronte di un pericolo.
    Il tema del controllo, spiega la dott.ssa Penati psicologa del Centro FerrariSinibaldi, può aiutarci a dare una risposta a questo interrogativo. Essere coinvolti in prima persona in un’attività (a maggior ragione se questa è di tipo manuale e prevede un contatto fisico e diretto con gli strumenti di lavoro) porta l’individuo a credere di avere su di essa piena padronanza, un totale controllo degli effetti e delle conseguenze delle proprie azioni. 
    Questo meccanismo è dimostrato dal fatto che ci si preoccupa di più per l’integrità altrui che non per la propria. Un esempio tratto dalla quotidianità può essere quello dell’ansia che accompagna l’attesa di una persona che sta affrontando un lungo viaggio in automobile. Un minimo ritardo può portare a pensare che la persona abbia avuto qualche problema, generando in colui che attende tensione emotiva e agitazione.
    Di contro, quando la persona è nei panni di colui che è in ritardo tende a minimizzare l’evento e a non comprendere perché gli altri si preoccupino per lui proprio perché è consapevole di quanto sta avvenendo e ne ha il pieno controllo. Sugli altri, sul lavoro e sulle azioni altrui non è possibile esercitare un controllo diretto con la conseguente percezione di impotenza e minaccia di pericolo. La percezione del controllo elimina quindi quella del rischio e pertanto le campagne di sensibilizzazione e di formazione tradizionalmente basate sull’informazione al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione non sono sufficienti, nemmeno quando gli incidenti e le tragedie ne testimoniano l’utilità.
    Il Centro FerrariSinibaldi sta sperimentando un protocollo pratico di formazione che, come sostiene la dott.ssa Penati, permette di rendere tangibile e concreta la percezione del rischio e di aumentare l’adesione alle norme di sicurezza.

  • Stress e rischi psicosociali – Metodi e strumenti di indagine


    Il periodo storico che stiamo attraversando richiede grandi cambiamenti e impone un adeguamento, non scelto ma tuttavia necessario, a nuove condizioni lavorative ed economiche. Anche a livello legislativo emerge una sempre più significativa attenzione per le tematiche inerenti lo stress che trovano espressione nel recente D.lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza e Prevenzione). La normativa prescrive che ciascuna azienda effettui una valutazione dei rischi stress lavoro correlato implementando azioni di prevenzione, riduzione ed eliminazione delle fonti di rischio stress.
    Il libro Stress e rischi psicosociali di G. Ferrari, F. Sinibaldi e V. Penati costituisce oggi il punto di riferimento per gli operatori del settore, fornendo strumenti efficienti e una metodologia consolidata attraverso cui operare valutazioni corrette e funzionali. L’opera propone un’attenta disamina del fenomeno stress, delle sue implicazioni a livello individuale e collettivo e delle dinamiche psicologiche e relazionali che ne stanno alla base. Particolare attenzione viene dedicata alla distinzione tra lo stress e i rischi per lo stress, a cui si accompagna una disamina delle modalità e degli strumenti necessari per effettuare una valutazione di entrambe gli ambiti tematici. Il Modello SSR- SocialStressRisk del Centro FerrariSinibaldi illustrato nell’opera ed elaborato su base socio-statistica offre una modalità oggettiva per una corretta valutazione dei rischi stress lavoro-correlato. In allegato al volume vengono anche presentati i test per un corretto monitoraggio della valutazione dei rischi.