Tag: posizionamento siti internet

  • SEO per Ecommerce

    I siti di commercio elettronico sono alcuni tra i più grandi al mondo. Con migliaia o addirittura milioni di prodotti generano migliaia o milioni di link, il che significa che implementare e gestire una strategia SEO per un sito e-commerce è estremamente difficile e richiede molto tempo.

    Avere contenuto ottimizzato nelle pagine che descrivono i prodotti è uno dei fattori SEO per Ecommerce più importanti in quanto tali pagine raccolgono il contenuto più prezioso dell’intero sito. La scheda prodotto è il posto dove il cliente trova immagini, specifiche tecniche, recensioni, prezzi e opzioni per prendere finalmente una decisione d’acquisto.

    Attenzione ai problemi di contenuto duplicato che possono derivare da altre aziende che vendono gli stessi prodotti utilizzando lo stesso contenuto per descriverli sui loro siti. Se si consente ad altri siti di commercio elettronico di vendere gli stessi prodotti, assicurarsi che vengano usate descrizioni uniche per i prodotti e parole chiave diverse. Infine, evitare di utilizzare le descrizioni dei prodotti fornite dai produttori perché quasi tutti le usano.

    Implementare navigazione e reti di link interni SEO friendly è di vitale importanza per gli spider dei motori di ricerca che devono eseguire la scansione del sito, in particolare con i siti e-commerce che hanno migliaia o milioni di prodotti e link. Fare in modo cha sulla homepage ci siano i collegamenti diretti alle landing page delle categorie e assicurarsi che la mappa del sito abbia una struttura organizzata che elenchi tutte le principali categorie di prodotto. Collegare tra di loro le pagine di descrizione dei prodotti attraverso sezioni tipo“Prodotti consigliati” o “Chi ha comprato questo articolo ha scelto anche…” è un modo efficace per strutturare un’efficace rete di link interni.

    Un’altra pratica molto utile per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca di un sito e-commerce è l’uso di URL SEO friendly. In rete esistono innumerevoli siti di commercio elettronico che utilizzano URL prive di parole chiave al loro interno e non ottimizzate in ottica SEO. Un esempio di URL non ottimizzata è http://www.nomesito.com//product.php?id_cat=35&id_product=93 in cui, al posto delle keyword rilevanti, compaiono id numerici privi di significato per i motori di ricerca. Meglio sarebbe riscrivere l’URL come http://www.nomesito.com/nome-categoria/nome-prodotto, inserendo opportunamente le parole chiave per aggiungere benefici in termini di posizionamento.

    Utilizzare il motore di ricerca interno al sito per sostenere gli sforzi SEO. Molti siti e-commerce hanno motori di ricerca mediocri, usando i quali, spesso, i clienti cercano un prodotto e non appare nulla nonostante la pagina corrispondente a quel prodotto esista e sia raggiungibile navigando normalmente. I siti di commercio elettronico devono essere in grado di produrre query di ricerca per i nomi dei prodotti e delle categorie, per le caratteristiche e le specifiche tecniche degli articoli. Investire in potenti motori di ricerca interni è una necessità per un sito e-commerce di successo. Essi possono aiutare a capire quali parole chiave vengono in realtà utilizzate dai clienti, consentendo di ottimizzare le campagne SEO e PPC. Inoltre, i dati di ricerca interna raccolti mostreranno anche le parole chiave che convertono maggiormente in vendita e quelle che causano l’abbandono dal sito da parte dei visitatori.

    L’esperienza dell’utente è un aspetto da tenere in forte considerazione per la riuscita ottimale di un sito di commercio elettronico. Osservando i siti e-commerce di maggior successo a livello mondiale, è possibile notare alcuni fattori di user experience che questi siti hanno in comune. In primis, mostrare fin da subito i prezzi e la descrizione dei prodotti per aumentare il tasso di conversione. Mettere a disposizione opzioni di ordinamento degli articoli che permettano di mostrarli in ordine alfabetico, in base alla disponibilità di magazzino, dal più costoso al più economico e viceversa. Prevedere il raggruppamento dei prodotti in più venduti, ultimi arrivi e articoli in evidenza.

    Un altro fattore importante per i siti e-commerce e per l’esperienza utente è rappresentato dalla velocità e dalle prestazioni del sito. Più rapidi sono i tempi di caricamento della pagina e maggiori saranno il traffico di ricerca e il tasso di conversione. Google, infatti, ha cominciato a considerare la velocità del sito e il tempo di caricamento della pagina come un nuovo fattore di ranking per la ricerca organica. Quindi, è possibile stabilire che ai siti più veloci corrispondono, generalmente, un miglior posizionamento nelle SERP ed una user experience positiva.

    Ancora, riuscire a progettare ed implementare Rich Snippet per il proprio sito di commercio elettronico, anche se non necessariamente fa salire di posizione nelle SERP, migliora la presentazione delle pagine nei risultati di ricerca, aumenta il CTR (click-through rate, la percentuale di click che gli utenti fanno sullo snippet) e favorisce l’esperienza dell’utente.

    Infine, non bisogna trascurare i social media. Google prende in considerazione Like, Retweet e Share per determinare le classifiche di ricerca. Aggiungere i pulsanti per la condivisione nei social network alle pagine di descrizione del prodotto consentirà agli utenti di collegarsi al sito attraverso i social media. Interagire con i propri clienti tramite i social media è un ottimo modo per aumentare la consapevolezza del brand e le conversioni.

    La SEO per Ecommerce è altamente competitiva e in continua evoluzione. Innovare e imparare dagli altri per comprendere meglio i motori di ricerca e il comportamento dei consumatori è fondamentale per il successo di qualsiasi sito di commercio elettronico.

  • Search Marketing: studiare il comportamento degli utenti per migliorare la ricerca delle keyword

    Anche se è importante prendere in considerazione il ROI nello sviluppo di una strategia di search marketing, ci sono molti altri fattori da considerare per ottenere il successo a lungo termine di un business online. Tipicamente in una campagna di posizionamento nei motori di ricerca, il primo e più critico passo è la ricerca delle parole chiave. Questa fase pone le basi per i successivi sforzi SEO. Prima di iniziare la ricerca delle keyword, è essenziale comprendere i propri utenti e il loro processo decisionale. Essere visibili nelle fasi cruciali del processo decisionale del consumatore contribuirà a costruire e rafforzare la consapevolezza del brand posizionandolo in cima alle preferenze degli utenti.

    La ricerca delle parole chiave va oltre l’analisi dei volumi di ricerca e della concorrenza. È fondamentale capire la propria base di clienti e il loro comportamento durante la ricerca. Ad esempio, esistono molti strumenti, come Google Insights e Google Trends, che possono aiutare a conoscere meglio quali sono le tendenze di ricerca e come gli utenti trovano i prodotti e i servizi tramite i motori di ricerca. Può essere utile anche condurre un’indagine per ottenere informazioni sul modo in cui i clienti prendono le decisioni di acquisto.

    Quando si effettua la ricerca delle keyword, cercando di trovare le migliori opportunità, ci sono diversi elementi da considerare se si vuole conseguire il successo a lungo termine. Una strategia di search marketing, come ogni strategia di business, dovrebbe avere obiettivi sia a lungo che a breve termine. Come si diceva in apertura, ogni strategia di search marketing dovrebbe concentrarsi sulla redditività, ma senza trascurare altri fattori che aiutano a costruire la credibilità del brand. Questi fattori sono difficili da misurare; tuttavia, se si prendono in considerazione i principi espressi in questo articolo e si dedica del tempo per capire meglio i propri utenti, si potranno di certo raggiungere migliori risultati nelle attività di SEO e Web Marketing

    Di seguito si riportano le tappe del processo di ricerca che il consumatore affronta quando prende una decisione di acquisto. Il tempo dall’inizio alla fine del ciclo può variare notevolmente a seconda del prezzo e delle caratteristiche del prodotto o servizio.

    La consapevolezza di un bisogno
    È l’inizio di ogni decisione di acquisto e può essere stimolata da una necessità o da un desiderio. Potrebbe trattarsi di un bisogno di base, come la fame che spinge alla ricerca di cibo, o potrebbe essere generata da un messaggio pubblicitario che reclamizza il prodotto del momento.

    Ricerca di informazioni
    In questa fase del processo decisionale dell’acquirente è fondamentale che il proprio brand sia in prima linea nella mente del consumatore, o in prima linea dove cercherà di ottenere informazioni (motori di ricerca). A seconda del business e delle risorse a disposizione, è necessario sviluppare una strategia per essere visibili con i termini di ricerca pertinenti, i quali possono includere anche parole chiave che non generano vendite alla prima visita. Non solo è importante essere visibili con keyword rilevanti, ma è importante anche capire dove i clienti vanno per ottenere informazioni attraverso la ricerca di Google o visitando siti di recensioni.

    Valutare le alternative
    In questa fase i consumatori hanno finito di tastare il mercato e hanno sviluppato una serie di valutazioni. A seconda del prodotto e del settore, la maggior parte dei consumatori si trova di fronte ad una scelta di circa 3-5 marche o prodotti.

    Decisione di acquisto
    La maggior parte delle strategie di pposizionamento cerca di catturare i consumatori in questa fase del processo di acquisto. Giunti a questo punto, se l’azienda non ha lavorato con diligenza, il suo brand/prodotto/servizio non sarà presente tra le scelte dell’utente, mettendo a serio rischio le probabilità di effettuare una vendita. Se, invece il brand ha raggiunto il consumatore in ciascuna fase del processo decisionale, le possibilità di effettuare una vendita sono molto più alte.

    Post vendita
    In questa fase del processo decisionale si ha la possibilità di continuare il rapporto con il cliente. È la fase in cui i consumatori esprimono il loro livello di soddisfazione verso il prodotto/servizio acquistato ed è qui che si ha l’opportunità di incoraggiare i clienti a scrivere recensioni sull’attività, trasformandoli in clienti abituali. Bisogna sempre ricordare che è molto più facile mantenere un cliente che acquisirne uno nuovo.

    Studiare il processo di ricerca dei consumatori è di sicuro aiuto per condurre un’efficace ricerca delle keyword e per determinare le mosse strategiche da fare per essere visibili ai propri clienti. Tutte le fasi del processo decisionale di acquisto sono importanti ed è fondamentale avere una strategia di search marketing a supporto di ciascuna di esse, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore diffusione del brand ed il successo a lungo termine del proprio business.

  • 10 cose da evitare per rendere efficaci i contenuti di un sito web

    “Solo pochi anni fa, i motori di ricerca potevano essere ingannati facendo credere loro che un sito internet era utile pubblicando regolarmente contenuti ricchi di parole chiave. Oggi, algoritmi più sofisticati e l’ascesa dei social media hanno reso il Web un luogo molto più esigente. Di seguito si elencano 10 aspetti negativi da cui stare in guardia per preservare i contenuti e migliorare le performance di un sito web. 1. Frequenza di rimbalzo elevata Anche se il sito ha un buon posizionamento nei motori di ricerca, ad un certo punto ha bisogno di vendere prodotti e/o servizi a persone reali. Considerato che la frequenza di rimbalzo sta diventando un fattore sempre più importante nell’algoritmo di Google, ci sono ancora meno scuse per avere nel sito contenuti scadenti, magari pieni zeppi di keyword ma poco utili per gli utenti. Un contenuto di qualità non deve solo puntare sulle parole chiave, ma ha bisogno anche di essere convincente e persuasivo, in modo da spingere i visitatori a fidarsi e a spendere i loro soldi. Investire nella creazione di contenuti originali e coinvolgenti, scritti con un occhio al marketing, può aumentare il tasso di conversione e quindi il rendimento del sito internet. 2. Nessun segnale sociale Studi recenti stanno mostrando una chiara correlazione tra le classifiche dei motori di ricerca e i segnali sociali. Se il contenuto del sito non viene condiviso all’interno dei social media, allora è meno probabile che sia un contenuto di qualità e di conseguenza è meno probabile che scali le SERP. 3. Contraddire Google Il fatto è che, se si vuole ottenere un buon posizionamento, è un’ottima idea seguire le regole di Google. Controllare le linee guida sui contenuti negli Strumenti per i Webmaster di Google relative all’Assenza o scarsa presenza di contenuti originali. Se la maggioranza delle pagine corrisponde alla descrizione di Siti affiliati poveri di contenuti, Pagine doorway, Contenuti generati automaticamente, Contenuti di altri siti, si può già essere penalizzati nei risultati di ricerca, senza nemmeno rendersene conto. 4. Assenza di link in entrata Se non si ha nulla di originale da dire, non c’è ragione che spinga le persone a leggere le pagine del sito e a decidere di linkarle. Gli algoritmi dei motori di ricerca prendono in considerazione i link in entrata per stabilire quanto sia importante una pagina, nel più ampio contesto del Web. Se si fornisce contenuto informativo, interessante ed educativo la gente sarà maggiormente disposta a condividerlo nei social network e a linkarlo nei propri siti web, contribuendo ad elevare il livello di prestigio del sito e a migliorare i risultati nei motori di ricerca. 5. Nessun commento I commenti sono un modo di impegnarsi con i propri lettori. Possono trasformare il processo a senso unico di chi legge la pagina in un dialogo bidirezionale e possono aiutare a creare un pubblico fedele di persone che trovano i contenuti del sito tra i loro risultati di ricerca. Incoraggiare le persone a commentare porta alla creazione di contenuti interessanti, capaci di stimolare il dibattito; bisogna stare attenti, però, a non assumere un tono troppo polemico che potrebbe allontanare potenziali clienti in modo permanente. 6. Potrebbe non adattarsi bene Il contenuto testuale delle pagine deve essere tale da adattarsi sia al layout del sito web che alla categoria di utenti a cui si rivolge. Questo per non rovinare la compostezza dell’interfaccia grafica e, soprattutto, per non produrre contenuto inadeguato o in eccesso al punto che nessuno riuscirà mai a leggerlo fino alla fine. 7. Mancanza di ottimizzazione Non bisogna tralasciare le attività di ottimizzazione siti web per ottenere buone performance. È importante utilizzare le keyword rilevanti come anchor text dei link per soddisfare le esigenze SEO, ma senza rovinare la grammatica delle frasi. Inserire le parole chiave scelte nelle intestazioni del testo, utilizzando gli opportuni tag HTML (h1, …, h6). Adattare l’ottimizzazione on page al resto dei contenuti, come le didascalie delle immagini, le URL, il titolo della pagina e i meta tag, per un risultato davvero ottimale. 8. Contenuti duplicati A volte, quando si esegue una ricerca su Google, è presente un link in fondo ai risultati che dice: “”Al fine di visualizzare i risultati più rilevanti, sono state omesse alcune voci molto simili a quelle già visualizzate. In alternativa, è possibile ripetere la ricerca includendo i risultati omessi””. Se il contenuto del sito è copiato da altre fonti, con troppe citazioni esterne, o è solo leggermente diverso da una pagina pubblicata su un altro sito, si rischia che le pagine vengano filtrate come contenuti duplicati. 9. Divorati dal Panda L’aggiornamento Google Panda è nato per punire i siti internet con contenuto copiato da altre parti del Web e le cosiddette “”content farm””. Se si copiano i contenuti di altri siti, parola per parola, si rischia di infrangere le leggi sul copyright o di subire il filtraggio dei duplicati per le singole pagine. Inoltre, l’intero sito potrebbe scomparire dai risultati di Google poiché l’algoritmo, adesso, guarda alla qualità complessiva del sito molto più da vicino. 10. Non è etico Il proprio codice etico personale potrebbe anche consentire di copiare i contenuti da altri siti, ma prima di tutto è necessario dare priorità agli interessi dei clienti. Le persone sono sempre più sensibili nei confronti degli impegni assunti dalle imprese in tema di responsabilità sociale e farle sospettare che il contenuto di un sito sia stato messo su sfruttando il lavoro svolto da altri potrebbe danneggiare la reputazione dell’azienda. Avere contenuti davvero originali dimostra un livello di impegno etico in grado di supportare anche tutti gli altri sforzi profusi nella gestione di problematiche d’impatto sociale e morale.”

  • Ottimizzazione motori di ricerca: per lingua o per paese?

    “Quando si tratta di sfruttare i motori di ricerca per raggiungere i mercati internazionali, il lavoro di ottimizzazione siti web e posizionamento va svolto in maniera un po’ diversa. Ampliando gli orizzonti iniziano a formarsi legami con utenti che non solo parlano lingue diverse, ma possiedono anche differenti aspettative culturali circa i loro rapporti di business online. Esistono due approcci generali per soddisfare le esigenze dei clienti internazionali:

    • porre il focus sulle lingue;
    • considerare i mercati esteri paese per paese.

    OTTIMIZZAZIONE MOTORI DI RICERCA PER LINGUA Mentre la scelta delle giuste parole è la chiave della comunicazione a livello internazionale, le strategie SEO che si hanno a disposizione non variano molto da una lingua all’altra. Tenere a mente, però, che quando si cambia lingua è importante catturare l’attenzione di quei motori di ricerca progettati per quella specifica lingua, per cui vale la pena spendere del tempo per capire per quali motori è necessaria l’ottimizzazione. Il vantaggio di ottimizzare per lingua è che permette di raggiungere, con un sol colpo, un vasto pubblico di nuovi clienti. L’inglese dà già la possibilità di raggiungere i mercati di tutto il mondo. Aggiungendo lo spagnolo è possibile includere, oltre la Spagna, gran parte del Sud America. Il francese può dare accesso a molti paesi africani, oltre che a parte dell’Europa occidentale. Infine, considerare quante persone dentro e fuori la Cina leggono il cinese, può aiutare a comprendere come l’aggiunta di alcune lingue chiave per le attività di SEO e Web Marketing può fare entrare in aree significative del mercato globale. Utilizzare un approccio SEO basato sulla lingua può essere un’opzione rapida e conveniente. È possibileconcentrarsi sulla ricerca delle migliori keyword possibili, che non necessariamente saranno le stesse per tutte le lingue. D’altra parte, si potrebbe scegliere di non ricorrere all’ottimizzazione per lingua se si ha interesse a promuovere il proprio sito web solo in alcuni paesi. Per esempio, il Brasile potrebbe essere un mercato chiave per la propria azienda, mentre il Portogallo potrebbe non andare bene per lo stesso business. Inoltre, nel caso di una lingua utilizzata in più nazioni, bisogna prendere in considerazione anche l’eventualeottimizzazione su scala regionale piuttosto che globale. Esistono, infatti, termini appartenenti ad una stessa lingua che assumono significati diversi a seconda del paese di riferimento (come capita, per esempio, con alcune parole in inglese che sono interpretate in modo differente negli Stati Uniti rispetto alla Gran Bretagna). OTTIMIZZAZIONE MOTORI DI RICERCA PER PAESE La scelta di rendere visibile il contenuto di un sito internet a un paese specifico è conosciuto come geo-targeting. Sebbene un’attività SEO di questo tipo inizialmente possa sembrare scoraggiante, il fatto che sia più specifica può rendere la strategia di marketing più efficace. Il geo-targeting infatti, permette di distribuire i contenuti online solo nei mercati a cui si è interessati, senza doversi preoccupare degli altri. Inoltre, dà la flessibilità necessaria per fornire contenuti rilevanti a livello locale in paesi diversi che condividono una lingua comune, senza dover duplicare i contenuti su più domini di primo livello, e, grazie alla geolocalizzazione delle pagine per i vari paesi, le differenze linguistiche e culturali non rappresentano un problema. Produrre accurati contenuti geolocalizzati può aiutare a ridurre significativamente il numero di visitatori che non trovano sul sito ciò di cui hanno bisogno ed escono, facendo diminuire la frequenza di rimbalzo. Può darsi che non faccia crescere il numero complessivo di visitatori, ma di sicuro si hanno maggiori probabilità di vedereaumentare le conversioni. Nel ricorrere al geo-targeting è importante tener presenti alcune situazioni e condizioni in cui questo approccio SEO potrebbe non essere adatto a soddisfare le esigenze di business. Per esempio, gli utenti trovano i contenuti geolocalizzati solo se effettuano la ricerca tra i risultati locali. Inoltre, strutturare un contenuto rilevante per un paese specifico significa che i potenziali clienti che parlano quella lingua ma si trovano in altri paesi probabilmente non lo vedranno. Un’altra considerazione da fare è che molti paesi hanno più di una lingua ufficiale; per esempio, se si desidera raggiungere la Svizzera, si rischia di ignorare circa un terzo della popolazione se si è scelto di fornire il contenuto solo in tedesco.”

  • SEO e Content Marketing: come far crescere i contenuti web

    I moderni White Hat SEO sono tutti concordi nell’affermare che il contenuto è re. Produrre contenuti coinvolgenti, rilevanti e capaci di attirare link spontanei richiede abilità, tempo e, quindi, denaro. Che si svolga questo lavoro in prima persona o che lo si affidi a personale esterno, poco importa: con la produzione di contenuti di qualità tutti sperano di ottenere dei risultati in termini di posizionamento nei motori di ricerca. Purtroppo, ciò non avviene automaticamente e troppo spesso accade che ottimi contenuti falliscano o vengano superati da contenuti di qualità inferiore perché non sono stati commercializzati in modo corretto.

    Quando si tratta di creazione di contenuti il concetto più importante da afferrare è il fatto che è un bene. Dal punto di vista SEO questo si può tradurre in aumento dei link, miglioramento del ranking, più vendite o traffico organico; il punto è che i contenuti non vanno buttati lì e lasciati a marcire, sperando che qualcosa accada: bisogna lavorarci sopra, coltivarli, aiutarli a crescere.

    Spingere i contenuti
    Supponiamo di aver dedicato molto tempo ed impegno nella produzione di uno straordinario contenuto di qualità che riteniamo possa migliorare la percezione che il pubblico ha della nostra attività e dei nostri servizi/prodotti. Che si tratti di un articolo, un’infografica, un video, un manuale, o qualsiasi altra cosa utile, la semplice pubblicazione in Internet non assicura che questo contenuto raggiunga il pubblico desiderato, che venga linkato e reso virale, assumendo agli occhi dei motori di ricerca rilevanza e autorevolezza. La qualità da sola non basta. È necessario fare in modo che gli utenti del Web sappiano che quel contenuto esiste e che può essere utile e vantaggioso per loro e per fare questo è possibile sfruttare diversi canali:
    • Social Media
    • Blog
    • Agenzie di stampa online
    • Directory di contenuti e portali verticali (YouTube, Flickr, ecc.)
    • Clienti

    Social Media
    Partendo dall’alto, i social media rappresentano un luogo ideale per distribuire i contenuti. Che si tratti di Facebook, Twitter, Google+, o altri social network, hanno tutti il potenziale per generare traffico. In particolare, nel caso di Facebook e Twitter, chiedere a persone che si conoscono o agli influencer all’interno della nostra nicchia di condividere il contenuto è un ottimo modo di raggiungere un pubblico più ampio. Se poi il contenuto è davvero di qualità, si potrebbe essere fortunati e riuscire a farlo diventare virale.

    Blog
    Poi abbiamo i blogger. Sia che facciano direttamente parte della nostra nicchia o possano essere potenzialmente interessati ai nostri contenuti per altri motivi, è comunque necessario rendere noto e diffondere quello che pubblichiamo presso di loro. Per fare questo è sufficiente passare un po’ di tempo alla ricerca di blog di settore e cercare di raggiungere i loro proprietari (attraverso i social media, via e-mail, ecc.). Finché non si fa spam, la maggior parte dei blogger sarà ben lieta di ricevere contenuti (di qualità) in quanto fornisce loro un modo semplice e gratuito per pubblicare post che di certo saranno graditi dai loro lettori. Trascorrere del tempo parlando con le persone, conoscere e condividere il loro contenuto, inoltre, aiuta a costruire relazioni che potranno sempre tornare utili in futuro.

    Agenzie di stampa online
    Se si dispone di ottimi contenuti, non bisogna trascurare i servizi di Article marketing e comunicati stampa online, gratuiti o a pagamento, che generalmente garantiscono almeno un paio di buoni backlink. Come nel caso dei blogger, non è male cercare di entrare in contatto diretto con le agenzie di stampa online ed il modo migliore per farlo è presentarsi con dei pezzi davvero ben scritti, pertinenti e che suscitino grande interesse. In questo modo, si potrebbe riuscire a dimostrare di essere esperti in un determinato campo e dare enorme visibilità ai propri contenuti.

    Directory di contenuti e portali verticali
    Le directory di contenuti e i portali verticali, come YouTube per i video e Flikr per le immagini, sono un ottimo modo per diffondere i contenuti sul Web a seconda della tipologia e del formato. Questi strumenti sono per la maggior parte gratuiti e la pubblicazione del materiale è semplice e richiede poco tempo. Inoltre, essendo ben tematizzati e molto visitati, è piuttosto facile raggiungere un pubblico più vasto e raccogliere ottimi link.

    Clienti
    Infine, non bisogna dimenticate i propri clienti. Si tratta di utenti con i quali si è già instaurato un rapporto e bisogna fare in modo di non limitarlo alla sola vendita ma di farlo crescere. Dare la possibilità alle persone di condividere qualcosa con i propri amici e conoscenti che non riguardi solo i prodotti/servizi che si vendono è un modo per approfondire questo rapporto. È molto importante convincere la gente a parlare dei contenuti, oltre che dei prodotti e servizi offerti, ed un ottima maniera per farlo consiste nel rilasciare in modo sottile i contenuti nelle pagine di vendita, spingerli sui social media e interagire con le persone che accettano di condividerli. Questo genere di cose permette di emergere come esperti nel proprio settore e come punto di riferimento per gli utenti target.

  • I servizi base SEO che un’agenzia SEO deve offrire

    Con così tante agenzie SEO sul mercato, non è sempre facile sapere quali servizi di Search Engine Optimization (SEO) richiedere. Alcune agenzie, infatti, sono specializzate esclusivamente in posizionamento nei motori di ricerca, mentre altre grandi società di consulenza SEO/SEM sono in grado di offrire servizi completi che vanno dallo sviluppo/restyling dei siti web in ottica SEO alla gestione/ mantenimento del posizionamento.

    In questo articolo vengono descritti i principali servizi SEO che si dovrebbero ricercare mentre si sta valutando a quale agenzia di marketing online affidarsi.

    Ricerca delle parole chiave
    La ricerca delle keyword rappresenta uno dei servizi più importanti offerti dalle agenzie SEO e il fondamento di qualsiasi campagna di marketing online. Una SEO Agency specializzata utilizzerà diverse tecniche per trovare le migliori parole chiave con cui ottimizzare il sito web. Questo può includere strumenti di ricerca delle parole chiave, analisi della concorrenza, social media e così via.

    Strategie SEO
    Un consulente SEO esperto dovrebbe essere di supporto nel delineare una strategia SEO (online e offline) che indirizzi il traffico verso il sito, aumenti il tasso di conversione ed ottenga il massimo ritorno sull’investimento (ROI). La ricerca delle parole chiave (vedi sopra) e l’analisi tecnica del sito web costituiscono la base per tracciare un piano di marketing online ed iniziare ad attuare l’attività di posizionamento nei motori di ricerca.

    Link Building
    Quando si è alla ricerca di servizi SEO non ci si può esimere dal richiedere al consulente o all’agenzia SEO la gestione di una campagna di link building mirata. I motori di ricerca vedono un back link verso un sito web, se proveniente da altri siti credibili, attendibili, autorevoli e correlati, come un valido indice di popolarità ed importanza per il sito. Una società di professionisti SEO dovrebbe aver sviluppato un’ampia rete di contatti, rapporti consolidati con i webmaster e sapere come trovare le migliori opportunità di link building.

    SEO Copywriting
    Il copywriting è un altro dei servizi SEO che un’agenzia più grande può offrire. Le attività di ottimizzazione siti web, off page e on page, sono cruciali per una campagna SEO, non solo per attirare il maggior numero di visitatori possibile ma, soprattutto, per coinvolgerli ed interessarli facendo in modo che non abbandonino il sito. Fare SEO copywriting di qualità permette di ridurre la frequenza di rimbalzo delle pagine web e consente di aumentare la conversione visitatore/cliente.

    SEO Web Design
    Questo è ancora uno dei servizi SEO più trascurati ed invece può essere uno degli aspetti più importanti di una campagna di posizionamento nei motori di ricerca. Sarebbe opportuno consultare un esperto SEO prima ancora di decidere il tipo di piattaforma o di tecnologia web da utilizzare per il proprio sito internet. La scelta della piattaforma tecnica, del Content Management System (CMS), del software e-commerce o di altri elementi di design, infatti, può rivelarsi cruciale per raggiungere il pieno successo in una campagna SEO e Web Marketing.

    Quando si è alla ricerca di un consulente o di un’agenzia SEO, può essere più conveniente e più efficiente adottare un approccio semplificato per le proprie attività di posizionamento scegliendo di affidarsi ad una società in grado di fornire una gamma completa di servizi SEO. L’ideale sarebbe individuare un’agenzia con all’interno web designer che possono contribuire a creare un bellissimo sito con tutte le funzionalità SEO necessarie, analisti con esperienza nello sviluppo di campagne di link building e personale qualificato in grado di offrire servizi di SEO copywriting professionale.

  • Scorciatoie SEO? No, grazie!

    Nel mondo di oggi ogni secondo conta. Tutti sono alla ricerca di modi per essere più efficienti, perché significa che si può fare di più in meno tempo. Lavorare meglio, non di più, giusto? Ma cosa succede quando si è talmente concentrati sulla velocità da abbandonare un approccio metodico e razionale a favore di facili scorciatoie per fare le cose? Quando si pone il focus troppo intensamente sul tempo e sul ROI, è facile perdere di vista il giusto modo di svolgere il proprio lavoro. Nell’ambito del Web Marketing, non è sempre facile resistere alla tentazione di prendere scorciatoie quando si è sotto scadenza e bisogna gestire la pressione dei clienti che vogliono vedere i risultati dei loro investimenti. Purtroppo la SEO non è un settore in cui si può correre. È un lavoro di medio-lungo termine e dipende da così tanti fattori (molti dei quali sono al di fuori del controllo di chi lo svolge) che non c’è modo di prevedere con precisione quando si inizieranno a vedere i risultati che i clienti chiedono a gran voce. Ma non è il loro problema, giusto? È compito dell’Agenzia SEO adoperarsi affinché si raggiungano gli obiettivi attesi il prima possibile. È proprio in questo momento che il fascino della Black Hat SEO è al suo massimo. In sintesi, la Black Hat SEO (letteralmente SEO dal cappello nero) è un insieme di tecniche illecite e non consentite dalle linee guida dei motori di ricerca per scalare le SERP. La bellezza della Black Hat SEO è che permette di produrre risultati rapidi e misurabili, molto utili per mettersi in bella mostra davanti ai propri clienti. Si possono ottenere migliaia di back link verso il sito internet nell’arco di un solo mese e tutti sono felici. Ma da dove provengono tutti quei link in realtà? Probabilmente da centinaia di blog spam diversi, una dozzina di articoli duplicati in rete, una manciata di scambi di link e così via. Nessuno di quei link fornisce alcun reale beneficio al sito web e, quando quei blog spam e contenuti duplicati verranno rimossi dagli indici dei motori di ricerca, tutti i back link ottenuti con essi svaniranno alla stessa velocità con cui sono stati procurati. La (ri)pubblicazione in massa di articoli con contenuto duplicato è un’altra scorciatoia SEO molto utilizzata. Prendere un articolo e di inviarlo a decine di siti di Article Marketing diversi può essere veloce, ma è davvero utile come attività di posizionamento nei motori di ricerca? Prima di tutto, l’aggiornamento di Google Panda ha effettivamente dichiarato guerra ai siti di Article Marketing che pubblicano indiscriminatamente contenuti di bassa qualità e spam. In secondo luogo, investire in una campagna di Web Marketing basata sui contenuti significa produrre contenuti originali e di valore capaci di educare, coinvolgere ed interessare il pubblico di destinazione. Inoltre, spesso ci si dimentica che per scrivere un post spam su un blog si impiega lo stesso tempo necessario a scriverne uno davvero utile. Questo è un esempio di come si può essere efficienti ed efficaci. Come già detto all’inizio, la SEO non è qualcosa che si può far andare più veloce o che si può far accadere. Concentrare tutte le attenzioni e le aspettative solo sui tempi e sul voler ottenere risultati immediati significa che manca il quadro generale di ciò che la SEO può e vuole fare per il sito in termini di posizionamento nei motori di ricerca, promozione e visibilità online. Prendere scorciatoie può essere utile ad arrivare più velocemente, ma ciò non vuol dire che il lavoro sia stato fatto meglio.

  • Il modo migliore per scusarsi online

    Prima o poi, tutti commettiamo degli errori. Chi non lo fa? È una cosa che capita a chiunque. Può essere mortificante, ma non deve esserlo, soprattutto se si è preparati. I social media hanno cambiato le regole del gioco in termini di diffusione di cattiva stampa o pubbliche relazioni negative. Prima del loro avvento, infatti, i commenti negativi avevano una portata e un pubblico limitati. Ma ora, grazie ai social network, come Facebook e Twitter, gli utenti possono rapidamente unirsi e le loro opinioni percorrere in breve tempo la rete raggiungendo il vasto popolo di Internet. Tuttavia, i social media possono anche essere un valido strumento peri minimizzare i danni. A causa di quanto velocemente i media sociali possono agevolare il passaparola negativo, è importante essere sempre vigili e pronti a rispondere. Avere una strategia di pubbliche relazioni e rispondere rapidamente e in modo intelligente può rappresentare la differenza tra un’azione fallimentare nella gestione dei rapporti online e una vincente. L’OBIETTIVO Fornire risposte efficaci è un modo di scusarsi che non crea un ingombro permanente online e limita la diffusione organica. L’obiettivo è non lasciare un ricordo permanente della stampa negativa ed evitare di informare la gente del problema se non lo sa già. I luoghi della rete ideali per pubblicare la risposta a commenti negativi o le proprie scuse sono i social media o ilblog aziendale. SCUSARSI SUI SOCIAL MEDIA Anche se può sembrare controproducente inviare la risposta sui social media, in realtà è una grande opzione. Se le interazioni sulla piattaforma sono numerose, la risposta scomparirà rapidamente; le persone che la stanno cercando la vedranno, ma non molti altri. È una possibilità da tenere in forte considerazione all’interno della propria strategia di Social Media Marketing. Twitter Twitter è un luogo ideale per inserire una risposta perché permette di scusarsi immediatamente. Il limite di 140 caratteri costringe a essere concisi con il tweet e trattiene dal dire troppo. Inoltre, visto che Twitter non permette di commentare i thread, le reazioni alle scuse si disperdono nella timeline. Facebook Più lento di Twitter, anche Facebook è molto utile per la gestione delle pubbliche relazioni online. La cosa migliore da fare è creare una scheda personalizzata con la risposta visualizzata come un’immagine, piuttosto che pubblicarla sottoforma di testo sulla bacheca. Pubblicando le scuse come un aggiornamento di stato, infatti, si permette ai fan di Facebook di condividerlo con gli altri e tutti possono lasciare commenti, con il conseguente rischio di ritrovarsi decine di commenti negativi in più. Con la creazione di una scheda personalizzata, invece, è possibile scrivere un testo esauriente da mostrare ai fan; inoltre, l’utilizzo di un’immagine al posto del testo rende più difficile la condivisione e, una volta che la scheda viene rimossa, la risposta scompare con essa. SCUSARSI SUL BLOG AZIENDALE Se l’azienda dispone di un blog attivo, questo può essere il luogo adatto per pubblicare le risposte ai commenti. Tuttavia, dato che i blog sono predisposti per il posizionamento nei motori di ricerca e di solito sono ottimizzati per la condivisione, è necessario prendere alcune precauzioni e apportare alcune modifiche prima di pubblicare la risposta. Usare un’immagine Simile alla strategia utilizzata con la scheda Facebook personalizzata, visualizzare la risposta come immagine. Questo assicura che gli utenti non possono copiare e incollare il testo dove desiderano. Inoltre, una volta trascorso il tempo stabilito per la visualizzazione della risposta, è possibile rimuovere l’immagine, rendendo vana l’azione di utenti che possono avere copiato l’URL dell’immagine sul loro sito. Contrassegnare l’articolo come Noindex Dal momento che i motori di ricerca amano i blog, è importante assicurarsi che la risposta pubblicata non venga inclusa nell’indice di ricerca. Il modo migliore per raggiungere questo obiettivo è fare in modo che l’articolo sia contrassegnato come “noindex”. Questo dice ai motori di ricerca di non indicizzare l’articolo escludendolo, di fatto, dai risultati di ricerca. Chiudere i commenti Prima di pubblicare la risposta, assicurarsi che i commenti siano disabilitati. Ciò evita che l’articolo ottenga eventuali commenti negativi e che si inneschino ulteriori discussioni tra i lettori. La chiusura commenti permette di avere il pieno controllo sul messaggio e di mantenere l’attenzione sulla risposta stessa, invece che sui commenti degli utenti.

  • SEO e brand: è utile scegliere un dominio a corrispondenza esatta?

    Se siete in procinto di avviare un business su Internet, allora probabilmente starete pianificando una campagna di Web Marketing che coinvolge le attività di ottimizzazione posizionamento siti internet nei motori di ricerca (SEO). Dopo tutto, la maggior parte delle visite che riceve un sito web proviene dai motori di ricerca e i domini a corrispondenza esatta spesso dominano le SERP di Google per un determinato risultato.

    L’importanza dei domini a corrispondenza esatta è un argomento discusso di frequente, con la maggior parte dei SEO professionisti che ritiene che questo costituirà sempre meno un fattore di ranking di ricerca nel futuro. La verità è che al momento è un sistema che ancora funziona, con molti settori e nicchie per i quali le ricerche sul Web sono ancora controllate da questi domini.

    È probabile che nel lungo periodo le SERP vengano ripulite dai domini a corrispondenza esatta, ma attualmente Google e gli atri motori hanno ancora difficoltà nel trattare i casi in cui essi sono anche brand, come ad esempioHotels.com, i quali ricoprono sempre una posizione elevata, soprattutto per le query di ricerca con corrispondenza esatta.

    La cosa migliore, ovviamente, sarebbe ottenere entrambe le cose: avere un dominio a corrispondenza esatta e costruire un brand; in tal modo, con molta probabilità si occuperebbe una posizione di vantaggio:

    • nel breve periodo, in termini di ranking per le query a corrispondenza esatta;
    • nel lungo periodo, in termini di rafforzamento della posizione come marchio nei motori di ricerca.

    Google è un mercato molto affollato, il che significa che è opportuno prendere in considerazione quanto sia appetibile il vostro marchio per i motori di ricerca al momento di sceglierne il nome. Non solo, ma bisogna riflettere sul fatto che molte persone digitano il nome del marchio nei motori di ricerca invece di digitare l’indirizzo, il che rende indispensabile posizionare il brand con il nome o alcuni clienti andranno inevitabilmente persi.

    Di seguito alcuni consigli utili nella scelta del nome per il brand e per il dominio.

    Evitate le parole comuni.
    Cercate di evitare i termini di tutti i giorni nella vostra ragione sociale, salvo che siano veramente specifici per il vostro business, altrimenti concorrerete solo ad aumentare il numero di aziende con cui siete in competizione nei risultati dei motori di ricerca.
    Inoltre, siate intelligenti nell’uso del vostro nome. Se questo risulta uguale a quello di brand molto noti e che hanno un forte posizionamento nei motori di ricerca, orientatevi verso qualcos’altro.

    Tenete a mente il vostro nome di dominio.
    Il nome della società dovrebbe essere il vostro indirizzo web, in quanto questo vi aiuterà a posizionarvi per quel nome. Ciò significa che la scelta del nome deve essere massicciamente influenzata dalla disponibilità del nome di dominio in questione; in altre parole: non entusiasmatevi per un marchio prima di aver verificato che il relativo dominio sia disponibile.
    A causa di questo, si potrebbe finire per chiamare l’azienda con un nome senza senso semplicemente per questioni di dominio. Fermo restando l’uso del buon senso, non preoccupatevi troppo se dovete scegliere un nome per il marchio che non è palesemente correlato alla vostra attività.
    Essere al primo posto per il vostro nome è essenziale e la vostra Agenzia SEO può lavorare sull’ottimizzazione ed il posizionamento del sito web per le altre parole chiave.

    Registrate il nome di dominio con le estensioni comuni.
    Se decidete di utilizzare per il vostro brand un dominio con un’estensione poco comune (ad esempio .biz, .cc o .name), assicuratevi comunque di registrare lo stesso dominio anche con le estensioni più comuni (come .com e .net), per non essere costretti a rivendicare o a riacquistare questi domini in futuro, magari facendo fronte a noie legali o a spese molto più elevate.

  • Ottimizzazione dei video YouTube

    YouTube è un strumento di Web Marketing molto potente che, utilizzato nella maniera opportuna, non solo favorisce la diffusione del brand, la promozione di prodotti e servizi e l’aumento della presenza in rete, ma permette di incanalare il traffico verso il proprio sito internet.

    Tutto questo si ottiene realizzando e pubblicando contenuti video virali capaci di diffondersi rapidamente ed in maniera estesa in Internet, attirando utenti interessati e spingendoli a visitare il sito web.

    Per rendere un video virale è necessario:

    • disporre di un video interessante, utile, con contenuto pertinente;
    • ottimizzare bene il video.

    Curare entrambi gli aspetti, contenuto e ottimizzazione, porta un video a ricevere un gran numero di visite da parte di utenti interessati, che è proprio lo scopo che si desidera raggiungere.

    Per quanto riguarda l’ottimizzazione dei video YouTube, vanno presi in considerazione alcuni fattori essenziali che è possibile suddividere in:

    • fattori interni: titolo, descrizione e tag, che vanno ottimizzati con le giuste parole chiave per garantirne la corretta indicizzazione e favorirne il posizionamento nei motori di ricerca;
    • fattori esterni: numero di visualizzazioni, quantità di “Mi piace” e commenti, che influiscono sulla visibilità e la prevalenza nei risultati di ricerca.

     

    SELEZIONE DELLE KEYWORD

    È la prima operazione da svolgere per ottimizzare i video YouTube e consiste, dopo aver inquadrato il pubblico di riferimento, nello scoprire quello che gli utenti in target stanno cercando.

    Per fare questo, si può utilizzare lo Strumento per le parole chiave di YouTube (https://ads.youtube.com/keyword_tool) che suggerisce termini simili alle parole chiave inserite, mostrando per ciascuno il volume mensile delle ricerche. Attraverso questo strumento è possibile stilare un elenco di keyword pertinenti e cercate da una quantità sufficiente di utenti.

     

     

    TITOLO

    Per chi si occupa normalmente di posizionamento siti internet nei motori di ricerca, il titolo di un video YouTube va trattato come il title di una comune pagina web.

    Il titolo è la prima cosa che viene visualizzata nella pagina YouTube del video ma è anche la prima cosa mostrata nei risultati di ricerca. Deve essere descrittivo, sintetico e deve contenere la keyword principale. Al fine di promuovere il marchio aziendale, può essere utile inserire il nome della società alla fine del titolo.

     

    DESCRIZIONE

    Sempre in riferimento a chi ha dimestichezza con la SEO, la descrizione di un video YouTube va gestita come lameta description di una pagina web.

    Il video deve essere descritto in un formato leggibile, cercando di includere nel testo le parole chiave più rilevanti. Se si possiede un sito internet, l’indirizzo deve essere presente nella prima riga della descrizione, in modo da renderlo sempre disponibile e sempre visibile. Lo stesso vale per gli altri contatti principali.

     

     

    TAG

    È utile inserire in questa sezione tutte le keyword che si ritiene possano essere cercate dagli utenti interessati al video, dando priorità alle parole chiave principali. Ovviamente deve esserci piena corrispondenza tra i termini inseriti ed il contenuto del video.

     

     

    VISUALIZZAZIONI

    Un numero elevato di visualizzazioni incide sul ranking dei video YouTube, ovvero sulla posizione occupata nella classifica dei risultati. Non conta solo il numero di volte in cui viene visualizzato il video, ma anche se è stato visto interamente o meno; nel primo caso, infatti, si ottiene un punteggio maggiore. L’unico modo per far si che un video sia visto per intero è fornire un contenuto di qualità, capace di coinvolgere ed interessare realmente il visitatore.

     

     

    COMMENTI

    Maggiore è il numero di commenti ottenuti da un video e più questo risulta importante nei risultati di ricerca. Un numero elevato di commenti indica che i visitatori sono rimasti colpiti dal video, indipendentemente dal fatto che i pareri siano positivi o negativi.

    È importante spingere gli utenti a commentare il video, coinvolgerli, chiedere la loro opinione, invitarli a partecipare in maniera attiva.

     

    “MI PIACE”

    Anche i “Mi piace”/”Non mi piace”, che si possono esprimere cliccando rispettivamente sui pulsanti con il pollice verso l’alto e verso il basso, influenzano la posizione nei risultati delle ricerche. Ovviamente, migliori sono i risultati in YouTube se si hanno più “Mi piace” che “Non mi piace” per un determinato video.