Tag: pittura

  • L’artista contemporanea Tiziana Befani parteciperà alla mostra “Spoleto Arte” a cura di Sgarbi

    Dal 27 giugno al 27 luglio 2015 il Palazzo Seicentesco Leti Sansi, situato nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, ospiterà la mostra “Spoleto Arte”, in concomitanza col Festival dei 2 Mondi, manifestazione d’interesse internazionale che ogni anno fa convergere migliaia di turisti nella città umbra. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e a cura dell’autorevole Vittorio Sgarbi, prevede il vernissage inaugurale alle ore 18.30 di sabato 27 giugno, con la presenza straordinaria del Prof. Sgarbi e della carismatica Amanda Lear, che espone in tale mostra alcune sue caratteristiche creazioni pittoriche.

    Oltre ai dipinti della Lear, troviamo un selezionato gruppo di opere di artisti contemporanei, tra cui quelle di Tiziana Befani, artista romana specializzata anche nel settore pubblicitario ed editoriale.

    La critica apprezza molto il suo “mix” tra arte e grafica; così, Giacomo D’Anna, noto giornalista, spiega: «Dal tiepido incrocio di tane mentali e scorci di manufatti alterati, l’artista lascia l’idea di cosa “sarà” in quel luogo abbandonato dalla stessa mano creatrice all’impronta di una verità di simboli impercettibili o di castelli costruiti sull’impervio passaggio di fiumi e scintille.[…]Tra le tappe della sua avventura artistica c’è una svolta segnata dalla scoperta delle nuove e infinite possibilità del digitale con cui ha coniugato tutto il suo repertorio artistico in un nuovo e originale modo di fermare i frammenti del suo mondo e della sua poetica».

    Domenico Guzzi scrive di lei: «I quadri di Tiziana Befani sono “luoghi ove tutto accade”. O, più da presso alla suggestione dei dipinti, “ove tutto è accaduto”. Poiché certa immobilità dell’atmosfera, certa immobilità degli stessi animali, concepiti come sorta di monumenti di sé stessi; certa emblematica presenza, altresì, di elementi architettonici a formulare singolari sinergie con altri, indubbiamente naturali in una condizione, tuttavia, talmente composita da renderci in una situazione d’attesa; non fa che offrire la sensazione di un effetto pietrificato ed allarmante. Come se ogni cosa fosse osservata in seguito alla catastrofe. Quel che si vede dunque, è ciò che rimane al di là della rovina».

  • Betty Bee a NAF 2015

    Per la sua prima edizione Napoli Arte Fiera dedica con il Patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli (in collaborazione con Eidos Immagini Contemporanee e con la curatela di Ciro Delfino e Raffaella A. Caruso) uno special content ad una delle artiste più poliedriche del panorama contemporaneo. A partire dagli inizi degli anni 90 Betty Bee persegue infatti con una freschezza sempre disarmante una ricerca personalissima, dalla cifra inconfondibile, in bilico costante tra arte, teatro e vita in un percorso borderline intimo eppure in cui lo spettatore si trova inevitabilmente coinvolto. L’elemento teatrale, inteso come rappresentazione di se stessa, è divenuto un riferimento costante di tutto il suo percorso artistico-esistenziale, con una predilezione innata per la provocazione, il gioco, l’esibizione del corpo e delle sue ossessioni, infatuazioni, fantasie. Il corpo esposto, raccontato e trasformato, viene dissacrato e quindi restituito ad una verità fisica ed emozionale, oggetto del desiderio e rappresentazione costante della sua incredibile molteplicità.

    Considerata per anni la bad girl dell’arte italiana, spesso conosciuta per lo spirito ribelle più che per i valori formali del suo lavoro, con uno spirito che definire materno è riduttivo, infonde invece vita al quotidiano, donando magia a carte veline, mozziconi di sigarette, macchie di caffè, a qualunque oggetto stuzzichi la sua fantasia, parli alla sua emotività, rendendo micro e macrocosmo mondi dall’impatto visivo di pari dignità, con una cifra stilistica dall’eleganza inconfondibile, che se nell’incanto affabulatorio è tutta partenopea ha invece il rigore formale delle tendenze mitteleuropee.

    Da sempre apprezzata per la forte azione performativa, per una militanza artistica che in lei è vita, oggi Betty Bee appare al pubblico con una disponibilità nuova: accogliere nel proprio vissuto il mondo altrui, pronta ad abbandonare sterili antagonismi per fare da madre padre fratello sorella alla gioia ed al dolore nostro e suo, opponendo alla vis destruens –ovunque essa si nasconda- la forza costruttiva della materia e del colore. Lo fa analizzando visivamente e in senso metaforico un concetto interessantissimo in semeiotica: il limite, confine invarcabile, soglia dell’ignoto ed al contempo campo all’interno del quale trovare protezione. È questo tutto l’amore del mondo: la disponibilità dell’artista, il lasciare parlare le cose, accogliere l’altro, anche quando è diverso, anche quando ha le fattezze di quei “mostri” che forse null’altro sono che la parte oscura che alberga nascosta in ognuno di noi. Vivere significa sapere affrontare la confusione e mischiare i propri pensieri con quelli del mondo è dono dell’artista.

    Betty Bee ha dimostrato nel corso degli anni di essere con-fusa e di confondere, suscitando negli interlocutori le emozioni più varie.

    Processo lungo ed elaborato che Betty porta a compimento anche su se stessa, rielaborando e restituendo, per la prima volta, anche al colore, immagini di una parte di quelle indomite anime con cui si è nel tempo sapientemente rappresentata e raccontata, in quel percorso che le ha permesso di trasformare poi se stessa e la propria fisicità in una delle sue opere principali.

    In esposizione dunque lavori inediti pensati site specific, presentati in un suggestivo allestimento, e il video Incantesimo lunare, da cui l’artista ha tratto frame fotografici arricchiti da un intervento pittorico.



    Dove: NAPOLI – 23/25 Maggio 2015
    Mostra d’Oltremare
    NAF 2015 Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea – Viale Kennedy 54- 23/05/201525/05/2015DD/MM/YYYY Pad. 6

    40
    Date:
    Sabato 23 maggio
    dalle 11 alle 21
    Domenica 24 maggio
    dalle 11 alle 21
    Lunedì 25 maggio dalle 11 alle 14

    Biglietti
    Intero: € 10,00
    Ridotto: € 8,00 (over 65)
    Gratuito: fino ai 14 anni compiuti

    NAF – Napoli Arte Fiera
    Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea
    Mostra d’Oltremare
    Ente Fiera Promoberg
    [email protected]
    true
    www.napoliartefiera.it

    www.galleriaeidos.com

    DD/MM/YYYY

  • Sindone, il lenzuolo funebre. Il telo sepolcrale attraverso le opere d’arte del Cimitero Monumentale di Torino

    Nuovo itinerario del Caus, commentate da Raffaele Palma, nei mesi di maggio e giugno. Il tour ripercorre la storia del telo funebre (quindi anche della Sindone) attraverso un’attenta analisi delle opere scultoree e degli affreschi realizzati da grandi artisti, i cui capolavori adornano alcune tombe del Cimitero Monumentale nel capoluogo subalpino.

    Torino, 9 maggio 2015 **** Il Caus Centro Arti Umoristiche e Satiriche, associazione culturale no profit, da oltre 30 anni propone tour artistici e culturali in Torino e in Piemonte. L’associazione vanta un ricchissimo calendario di percorsi tematici, legati alla scoperta della simbologia nei decori architettonici e nei monumenti.

    Nei mesi di maggio e giugno, la ricerca si arricchisce con un tour integrativo e complementare, che intende raffrontare le simbologie sino ad ora, trattate relative agli affreschi Sindonici, sulle facciate di chiese e palazzi, con quelle delle architetture funerarie del Cimitero Monumentale.

    Emblematico, dunque, il titolo “Sindone il lenzuolo funebre. Il telo sepolcrale attraverso le opere d’arte del Cimitero Monumentale di Torino”. Si tratta di un itinerario, commentate da Raffaele Palma, che ripercorre la storia del telo funebre (quindi anche della Sindone) attraverso un’attenta analisi delle opere scultoree e degli affreschi realizzati da grandi artisti, i cui capolavori adornano alcune tombe del Cimitero Monumentale di Torino.

    Il percorso

    Area primitiva sud – est, terza ampliazione ovest e nord, settima ampliazione viale centrale.

    Le Date

    Maggio : lunedì 11 – lunedì 18 – sabato 23 – domenica 24 – lunedì 25 – sabato 30 – domenica 31

    Giugno: lunedì 1 – sabato 6 – domenica 7 – lunedì 8- lunedì 15 – lunedì 22- lunedì 29

    Appuntamento

    Davanti all’ingresso principale di Corso Novara 135, alle ore 13,45. Termine visita ore 16,00.

    Prenotazioni

    Prenotazione via mail [email protected] o via sms da cellulare al 3396057369, entro tre giorni antecedenti la visita e indicante nomi e cognomi delle persone interessate al tour, nonché i numeri di cellulare e la data prescelta. Gli iscritti riceveranno conferma della data tramite mail o sms il giorno prima dell’inizio del tour.

    Durata e costo

    Il nuovo percorso durerà oltre due ore, al costo di 10 euro a persona Sconto del 50% per convenzioni: vedi home www.caus.it.

  • Dopo il successo del 2013, l’artista poliedrica Vesna Pavan torna al Carrousel du Louvre

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    Vesna Pavan esporrà alcune opere appartenenti al ciclo SKIN in occasione della 14° edizione della mostra Art-Shopping presso il Carrousel du Louvre, a Parigi dal 12 al 14 giugno 2015. La giovane artista friulana era già stata protagonista della 12° edizione dell’evento nell’anno 2013, riscuotendo grande successo.

    I lavori SKIN sono il risultato dell’energia creativa, vero motore dell’opera. E’ colore colato, smaterializzato da qualsiasi supporto, cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. Nessun quadro è uguale ad un altro; come ogni donna: ciascuna è unica con la propria storia, i propri pensieri e le proprie emozioni.

    Il Carrousel du Louvre è un elegante centro commerciale, situato tra l’Arco di Trionfo e il Museo del Louvre, e comprende un ampio spazio espositivo dove si svolgono importanti mostre di arte e fotografia.

    Art-Shopping è la fiera dell’arte “accessibile” con prezzi che non superano i 5000 euro. Scultura, fotografia, design, decorazione ed arte digitale sono alcune delle discipline rappresentate all’interno della grande esposizione, che presenta le nuove tendenze dell’arte contemporanea, selezionando i migliori talenti provenienti da tutto il mondo.

    La Pavan è un’artista impegnata anche nel sociale e sta portando avanti, dal 14 Febbraio 2015, Red&Fucsia, un progetto benefico di sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne. L’iniziativa è frutto di una collaborazione con il Rotary Club di Pavia. 125 opere create appositamente dall’artista verranno vendute all’asta nelle sedi Rotary di 24 paesi, dall’Italia all’India, e il ricavato verrà interamente devoluto ad ASFI (Acid Survivors Foundation India) e ASTI (Acid Survivors Trust International), associazioni che assistono quotidianamente le donne vittime di violenza da acido.

    Le informazioni sull’intera produzione artistica di Vesna sono disponibili sui siti www.vprojects.euwww.vesnapavan.comwww.skinart.info

    Adriana Fenzi

    Via Giacosa 9, 20127 Milano

    Tel +39 328 3190032

    [email protected]

    In collaborazione con

    Studio Ornella Ruffa

    Pubbliche relazioni e comunicazione

    [email protected] Milano, Maggio 2015

  • “Spoleto incontra Venezia”: Positivi riconoscimenti per l’arte materico informale di Daniela Grifoni

    Nella vetrina internazionale della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata dal critico Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes tanti gli artisti affermati in esposizione dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso due sedi veneziane altisonanti, il Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich. Nel novero selezionato degli illustri partecipanti la pittrice Daniela Grifoni ha ricevuto notevoli consensi, con le sue creazioni d’impronta materica e informale.

    Raccontando i suoi esordi in campo artistico dice: “Avendo una madre pittrice e una sorella drammaturga teatrale mi sono aperta completamente al mondo della pittura da circa 20 anni. Mi cimento anche nell’elaborazione di particolari scenografie da destinare all’ambito dello spettacolo e del teatro. Ho coniato un termine speciale il -magmatismo- per indicare quell’energia intrinseca, che qualifica la mia espressione stilistica, concepita come una struttura formale in dinamica inversione, dalla forma plastico cromatica al senso percettivo. Considero metaforicamente il processo creativo analogo a quello di uno scrittore, che compone un testo”.

    Sulla Grifoni è stato scritto “Rivendica una presa di distanza dai dettami dell’espressionismo astratto e dalla degenerazione del concetto di -creazione spontanea e subcosciente-. La vulcanica e camaleontica memoria visiva le permette di cogliere immagini classiche, rapportandosi a esse seppur inconsciamente e rielaborandole in chiave di armonie compositive, che catturano la libera fuoriuscita della pasta cromatica e donano all’opera una visione contestuale di frizzante esuberanza e ordinata e lineare compostezza, con inedite fusioni di plasmi tonali, magmi in discesa e plastiche combinazioni ad effetto tridimensionale di fuoco-terra-colore”.

  • “Spoleto incontra Venezia”: Riceve ottimi elogi la pittura d’ispirazione orientale di Stella Maris Garro Pecchioli

    In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” svoltasi nello splendido capoluogo lagunare dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, è stato particolarmente elogiato il talento pittorico di Stella Maris Garro Pecchioli. L’evento diretto dal manager produttore Salvo Nugnes è stato accolto tra le mura di due grandiosi edifici aristocratici, il Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich.

    Sull’espressione artistica della Garro Pecchioli è stato dichiarato “I movimenti ascendenti di piante fiorite e girasoli raggianti, dominati decisamente dagli inchiostri gialli, verdi e neri, ma al contempo tenui, sono veramente affascinanti. Figure, che si allontanano con tenacia verso l’alto, ma in un movimento delicatamente circolare di spirale appena accennata. Dipinti, che sanno coniugare i contrasti cromatici con la loro contemporanea delicatezza in un gioco sapiente di tinte decise, ma delicate. Così anche il movimento delle figure predilige in taluni casi una circolarità ascendente o profonda in altri. La sensazione che se ne riceve è quella di una felice e armoniosa -commistione- di contrari. Lavori dal sapore orientale estremo, con il tocco e il carattere di un’artista fine, che è riuscita abilmente a reinterpretare quel gusto secondo un determinato umore e un peculiare carattere tipicamente occidentale”.

    Le originali trasparenze irregolari e patinate dei fogli di carta di riso utilizzati come superficie di base, mostrano le pennellate variopinte inchiostrate e impresse dall’autrice. Si delineano tratteggi stesi in senso circolare o anche ascendente, rossi e neri, neri e gialli, scale graffiate di grigio e neri, colori accoppiati talvolta miscelati e punteggiati di cromia dorata, ma sempre molto discreti e sobri nelle sfumature tonali. Le forme circolari rievocano gioiose girandole fantastiche o simbolici occhi interiori, che scrutano virtualmente nascosti, in un io vorticosamente turbato, una qualche interessante realtà da apprendere, attirare oppure fuggire, allontanare.

  • Dal 18 al 28 ottobre Palazzo Margutta racconta sei “Maestri diversi”

    Roma, 8 ottobre 2014 – Le tecniche, i linguaggi e gli stili utilizzati sono spesso assolutamente differenti fra di loro, così come le tematiche trattate e i percorsi artistici e formativi affrontati, eppure ciascun artista riesce comunque a esprimere a pieno il proprio talento, raccontare la propria visione del mondo, comunicare allo spettatore sé stesso, il proprio carattere e le proprie emozioni. E’ questo, allo stesso tempo, il punto di partenza e il risultato della collettiva “Maestri diversi”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” e in programma nella storica sede di Palazzo Margutta, al civico 55 della celebre strada, da sabato 18 a martedì 28 ottobre prossimi, con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00 (ingresso gratuito, domenica 19 aperto).

    Sei i pittori che prenderanno parte a questo piacevole scambio: Antonio Anelli, Luigi Modesti, Afsanè Moghaddam Mitus, Anna Novak, Enrico Sereni e Pino Tersigli, tutti professionisti del pennello che, ormai da anni, fanno parte della scuderia de Il Mondo dell’Arte, così come artisti del calibro di Sandro Trotti, Novella Parigini o Gianni Testa, recentemente omaggiato da un’esposizione al Complesso del Vittoriano.

    A selezionarli il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico di Palazzo Margutta e Presidente dell’Associazione Margutta Arte, e il gallerista Remo Panacchia, entrambi soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che, da sempre, propone in questo prestigioso luogo espositivo artisti professionisti e pittori che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

    La mostra, che è uno degli incontri fissi nel calendario della nota galleria romana, punta – oltre che a sviluppare come sempre la capacità critica dello spettatore, indispensabile per consentirgli di riconoscere le peculiarità di ciascun pittore e apprezzarne le differenze – anche ad azzerare qualsiasi “distanza” tra il pubblico e i Maestri in esposizione fino a creare un legame tra loro.

    Assolutamente diversi i generi in esposizione: dal figurativo all’iperrealismo passando per il surrealismo.

    Raccolte in questa preziosa collettiva e perfettamente amalgamate tra di loro, trovano così spazio pezzi che raccontano un mondo femminile in cui la donna è, di volta in volta, a seconda di chi la ritrae, una presenza enigmatica, un corpo privato di qualsiasi caratteristica che possa farne ravvisare un’identità precisa, o ancora una figura che si libera dalla propria dimensione terrena e riesce a raccontare storie che vanno oltre qualsiasi corposità, obbligando l’osservatore a riflettere sulla tristezza e sulla gioia di vivere. Accanto a questi, tele dai toni molti intensi o decisamente più tenui ma sempre, comunque, di enorme impatto visivo che rendono omaggio alla terra, d’origine o d’adozione, dell’artista regalandoci un quadro unico del nostro stivale: dai casolari e i cipressi dell’alto Lazio ritratti da Luigi Modesti al paesaggio pugliese, immortalato dai lavori di Antonio Anelli, in cui ulivi secolari guardano il mare, fino alla Città Eterna di Enrico Sereni, i cui colori e la cui atmosfera senza tempo investono – anche dalla tela – lo spettatore.

    “In un contesto come quello attuale, in cui tutto o si distrugge o si sintetizza fino all’estremo, abbiamo voluto assemblare artisti che, seppur contemporanei, rappresentano nei loro lavori il vero, operando in alcuni casi con stili che, a cavallo tra il realismo e l’iperrealismo o risultato di una pittura quasi certosina, finiscono comunque per personalizzare il soggetto o per materializzarlo”, hanno commentato il Maestro Echeoni e il gallerista Remo Panacchia.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 18 ottobre 2014 dalle 18.30 alle 22.00.

    Antonio Anelli: nasce a Bari (1941) dove si diploma all’Istituto d’Arte. Paesaggista dai tratti inconfondibili, racconta con tinte tenue ma piene di luce il paesaggio tipico della sua terra, la Puglia, dipingendo bianchi casolari e terreni rocciosi. La tavolozza di Anelli cattura i colori riflessi dalle albe al mare e dai tramonti con i loro susseguirsi di ombre e chiarori notturni. La sua pittura vive dell’emozione del presente e del passato, di quella emozione che in lui è senza tempo. E’ questo il creato che Anelli coglie e ci trasferisce con mano sicura nei suoi aspetti più suggestivi, nella sua genuinità espressiva, in contrasto anche con l’odierna civiltà, inaridita e imbarbarita. Egli è il testimone della solarità ancora viva e della natura che va amata, curata, difesa affinché possa continuare a emozionarci. Artista apprezzato dalla critica e dal pubblico, espone in Italia e all’estero. I suoi lavori figurano in collezioni e pinacoteche pubbliche e private.

    Luigi Modesti: dopo la maturità artistica, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Roma sotto la guida di Renato Guttuso e Piero Guccione. Artista talentuoso e sensibile, propone soggetti, siano esse figure umane o esseri inanimati, avvolti in atmosfere fatte di silenzi. A campeggiare sulla sua tela sono, però, soprattutto i paesaggi – sentiti e vissuti come luogo della memoria, come dimensione, allo stesso tempo, del fuori e del dentro di noi – che si tingono di colori caldi e intensi, di trasparenze, di luminosi contrasti cromatici, finendo col dar vita a uno stile del tutto personale e di per sé geniale. Attraverso il filtro della memoria, il pittore si è dimostrato capace di maturare e descrivere il proprio mondo di casolari e cipressi, di alberi e cespugli, di fossi e declivi tipici dell’alto Lazio che, in ogni momento, comunque rimandano e suggeriscono la presenza, spesso silenziosa, dell’uomo. Nei suoi quadri traspare, in filigrana, il rimando alla tradizione degli impressionisti che viene interpretata con tecnica ricca di effetti di leggerezza. Attualmente vive e lavora a Rignano Flaminio. Fino ad oggi ha esposto le sue creazioni in numerose rassegne d’arte nazionali (Roma, Rimini, Ancora, Bergamo) e internazionali (Budapest, Stoccolma, New York). Il suo nome e le sue opere sono presenti nei più prestigiosi annali e cataloghi d’arte moderna e contemporanea. I suoi lavori figurano in collezioni e pinacoteche pubbliche e private di diverse città italiane, oltre ad abbellire numerose chiese della nostra regione.

    Afsanè Moghaddam Mitus: pittrice persiana, si laurea in pittura alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Teheran nel 1991. Dal 1988 al 1994 espone in molte mostre, sia collettive che personali, nel suo paese d’origine. Nel 1994 giunge a Roma, dove vive e lavora respirando l’aria di pittura, architettura e musica antica italiana e frequenta l’Accademia di Belle Arti prendendo anche parte a ulteriori esposizioni. Successivamente studia ceramica a Milano nello studio del Maestro G. Rossicone. Prosegue poi la sua attività in Italia. Diverse le mostre significative, sia a Roma che a Milano, in cui riceve premi e riconoscimenti. Centrale nella pittura di Afsanè Moghaddam Mitus è la donna, simbolo polivalente che “assume fascinazione di desiderio e slancio, di turbamento e riappacificazione nelle profondità del nostro io. (…).Le raffigurazioni di Afsanè sono presenze enigmatiche attestate in una solitudine sfingica eppure stranamente belle, conturbanti e forti come rocce di Marfisa nel loro distanziato equilibrio di grazia e vertigine. Ci stanno di fronte come archetipi d’amore e di armonia cosmica. Colpisce l’accentuato tratteggio delle forme smaccatamente scultoree di emblematiche Pomone variamente posturate, intrise sulla tela o su carta di tonalità umbratili e grigiastre che accentuano l’enigma allo sguardo indagante”.


    Anna Novak: polacca, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Cracovia – dove consegue la laurea in Grafica e Manifesto – prosegue il proprio tirocinio in quella stessa città, la più occidentalizzata della Polonia, ricca di un passato culturale influenzato di benefici contatti con l’Europa, soprattutto con l’Italia e con la Francia. Nei suoi quadri disegno e pittura si incontrano perfettamente. E’ appunto nella schematizzazione di idee e atteggiamenti interpretati attraverso il corpo umano, strutturato con movenze e curve agili ma decise, che la pittrice trova la risoluzione simbiotica tra forma e psicologia della forma, tra stile e contenuto in cui è sempre la linea frontale a cogliere e affascinare l’occhio. I soggetti da lei ritratti, quasi sempre donne e ballerine, si liberano dalla dimensione terrena e riescono a raccontare storie che vanno oltre la loro corposità e obbligano l’osservatore a riflettere sulla tristezza e sulla gioia di vivere. Così l’artista, in un ideale itinerario, racconta le lunghe dissonanze della vita indicendoci a pensare che tutto è nel presente.

    Affascinata da suggestivi scorci di Roma che, fin dal suo primo viaggio come turista, l’hanno conquistata, la Novak rievoca e rivisita, in chiave moderna, l’atmosfera e il sapore dell’ottocento. Ad oggi l’artista ha preso parte a più di 50 mostre collettive e individuali, sia in Italia che all’estero.

    “La realtà, il sentimento non sono fatti esteriori e temporanei, ma vengono a far parte di un tessuto emotivo che opera e detta con saggezza le vesti cromatiche con le quali la nostra artista copre le sue figure di donne evanescenti e sognanti”. (Giovanni Gentile)

    Enrico Sereni: umbro di nascita e romano d’adozione, inizia a dedicarsi all’arte pittorica giovanissimo, anche grazie all’insegnamento del Professor Alberto Viveri. Egli ritrae la Città Eterna con il colore, il fascino, l’atmosfera e l’imperiosità che Roma trasmette a tutti coloro che l’attraversano. La sua pittura, che per la rappresentazione naturalistica si può definire classica, anche se in molti dipinti sono presenti tematiche proprie del panorama contemporaneo internazionale, mostra a chi la osserva i profondi sentimenti che lo hanno mosso a realizzarla. Evidenti e ben noti sono anche i suoi dipinti di scorci e vicoli di antichi paesini umbri e toscani, illuminati da tocchi di luce abbaglianti, che creano visioni di particolare purezza e ci fanno percepire l’essenza dello spazio e della profondità che li caratterizza. Artista di grande talento, a cui la critica ha dato l’appellativo de “il pittore sensibile”, ha saputo coniugare perfettamente la padronanza tecnica con l’ispirazione. Le sue opere, esposte in numerose mostre personali e collettive, hanno sempre ottenuto pieno consenso e sono sempre state premiate per l’originalità oltre che per la maestria dell’esecuzione. I suoi lavori sono ospitati in collezioni private nel nostro paese in Itala e all’estero, in particolare negli Stati Uniti.

    Pino Tersigli: romano, classe 1961, è un pittore autodidatta, simbolista, surrealista e iperrealista che utilizza prevalentemente la tecnica a olio. Ha preso parte a numerose esposizioni e rassegne, sia in Italia che all’estero, fra cui quelle di Spoleto, Giffoni, Mosca, Londra, Salerno, Chicago e L’Aquila. Fra le collettive vale la pena ricordare la “Cento pittori Via Margutta”, la “Rassegna re di Roma”, l’Expo’ Arte “Roma Capitale” e l’Expo’ “Arte Cinecittà Due”. Sue opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private.

    “Nell’arte del pittore romano non c’è spazio per l’uomo né tantomeno per la natura, che sia essa intesa come paesaggio, sfondo o semplice quinta teatrale su cui proiettare lo spettacolo delle protagoniste dei suoi quadri. L’universo artistico di Tersigni è interamente abitato da figure femminili, o per meglio dire da corpi femminili, privati di ogni attributo o caratteristica che possano far ravvisare un’identità e una personalità ben precise”. (Cristina Nicosia)

    “Dietro la bellezza e non dentro, oltre, o prima: è l’altro lato dell’iperrealismo, che provoca la domanda di capire «perché»; domanda d’esistenza prima ancora che di stile, di esperienza prima che di arte. Laddove l’immagine è andata imponendosi fino ad una capillare e apparentemente imprescindibile presenza nella realtà, si pone prima di ogni altro il rischio di non distinguere ciò che deve esserci da ciò che è fatto, ciò che c’è da sempre da ciò che è provvisorio; così non si ha quasi da obiettare per l’ossessione pubblicitaria cui è impossibile sottrarsi, ma desta noia un’opera d’arte che sembra essere quasi una inutile copia della realtà”. (Emanuela Tangari)

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra collettiva degli artisti: Antonio Anelli, Luigi Modesti, Afsanè Moghaddam Mitus, Anna Novak, Enrico Sereni e Pino Tersigni.

    Vernissage cocktail sabato 18 ottobre 2014, ore 18.30 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 28 ottobre 2014: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

    Domenica 19 aperto, lunedì mattina chiuso.

  • Al Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale, dal 4 al 12 ottobre, un’esposizione celebra gli ultimi venti anni di carriera artistica di Cinzia

    Roma, 25 settembre 2014 – Dal 4 ottobre prossimo il Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale ospita l’antologica dedicata a Cinzia Cotellessa dal titolo “MUTAZIONI. Percorsi di vita con l’Arte”, in programma nella splendida cornice di Via Piacenza 1 fino al 12 ottobre prossimo (dal lunedì al sabato con orario 10.00-13.00 e 14.30-19.00 e ingresso libero). L’esposizione – che è stata promossa dall’Associazione Brutium ed è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Consiglio Regionale del Lazio – rende omaggio a un’artista che ha raggiunto un ruolo di primo piano nell’arte contemporanea italiana e internazionale, ottenendo premi e riconoscimenti significativi da critica e pubblico, e offre, per l’ultima volta, la possibilità di ammirarne da vicino i lavori.

    Pittrice dalla spiccata sensibilità, ma anche scenografa, costumista e disegnatrice di gioielli, Cinzia Cotellessa è dotata di una prorompente forza creativa e di un talento multiforme non comune, allo stesso tempo prodigioso e assolutamente originale. Artista poliedrica e caparbia, è capace di raccontare un universo costellato di sentimenti, emozioni, ricordi e passioni, e – con la stessa abilità e sapienza – di utilizzare tecniche differenti: dalla matita alla tempera, dall’acquerello alla china, passando per la sanguigna, la pittura con il caffè e quella a olio.

    La prima vera personale è del 1994: oltre 70 pezzi eseguiti a tempera, acquerello, china e matita che rappresentano un primo meraviglioso tuffo all’interno del suo mondo. A venti anni di distanza da quell’esposizione, l’artista affida a “MUTAZIONI” il compito di segnare una profonda linea di demarcazione tra passato e futuro e raccontare – attraverso un’ampia raccolta di oltre 150 lavori realizzate in sanguigna, caffè, olio, tempera, acquerello e tecniche miste – il cammino da lei compiuto dal 1994 ad oggi. Dai Ribbons a Pet passion, passando per Che palle, ovverosia le palle rotte!, Donne che hanno tempo e voglia di amare, Angeli e non…AAA Cercasi angelo custode, la Sedia Antropomorfa e I Guerrieri della Luce, tutte le principali tematiche affrontate dalla pittrice sono illustrate in un prezioso percorso a ritroso, suddiviso in sei diverse aree, “che – come spiega lei stessa – si chiude in un cerchio perfetto come il nastro di Mohebius e inizia proprio a partire dai pezzi realizzati più di recente”.

    Si stagliano così per primi davanti agli occhi dello spettatore i Ribbons, nastri fluttuanti o aggrovigliati che – nonostante percorsi diversi e spesso complicati – escono liberi dall’immagine rarefatta di un cielo o di uno sfondo nero e si annodano o si sciolgono ricercando, anch’essi, l’immortalità di un cerchio perfetto. E’ poi la volta delle Palle rotte, prodotti minimalisti in tecnica mista e a olio poggiate su di una tela a base quadrata, che, inneggiando alla cracking art, dimostrano come pure nelle opere figurative di denuncia ambientalista possa esserci un tocco di umorismo. Seguono, quindi, Donne che hanno tempo e voglia di amare, ritratti – in sanguigna o dai colori pastosi e caldi – che raffigurano donne sensuali e carnali, di epoche ed etnie diverse, vestite o svestite, e nudi in cui corpi abbondanti si propongono sfacciatamente o si celano al nostro sguardo per attirare la curiosità dello spettatore. Accanto all’evanescenza e alla sacralità di Angeli e Cherubini, di dimensioni e fattezze diverse, emerge ulteriormente l’intensità degli sguardi dei Guerrieri della Luce, trentatré protagonisti dell’arte (da Michelangelo ad Haring passando per Guttuso, De Chirico, Botero, Ricasso, Klimt, Kalho, Lempicka, Cezanne e tanti altri) omaggiati con un ritratto, in sanguigna o olio su legno, un tributo speciale perché – come scrive la Cotellessa – “hanno accarezzato il cuore di molti con le loro opere e meritano di essere ricordati con la stessa intensità con cui hanno donato all’umanità intera un patrimonio di sentimenti e emozioni”. Chiudono l’esposizione i pezzi realizzati per i nostri amici a quattro zampe, che, celebrati dalla canzone dedicatagli dall’ex batterista di Patty Pravo, Gordon Faggetter, sono ulteriore testimonianza dell’abilità creativa della pittrice. A emblema dell’esposizione, infine, la Sedia Antropomorfa, una sanguigna di dimensioni eccezionali realizzata nel 2013 e destinata, secondo un progetto della pittrice, a diventare l’opera di questo genere più grande al mondo (cm 210×400). Costituita da sei elementi consequenziali, teoricamente unibili ma installati dentro cubi di plexiglass di differenti volumi e, quindi, capaci di regalare all’osservatore la sensazione di un’immaginaria tastiera, quest’opera dal significato criptico vuol essere la rappresentazione di un desiderio o di semplice proiezione ricostruita attraverso una serie di “scatti” raffiguranti, forse, un uomo e una donna abbracciati e celati da un drappo.

    Impegnata a mettere a nudo e trasmettere l’anima della realtà e la magia delle cose, Cinzia Cotellessa è dotata di una forte personalità stilistica e di una tecnica capace. La sua è una pittura estremamente raffinata, impreziosita da innumerevoli elementi culturali, da insiti messaggi poetici e da molteplici simbologie che prendono spunto da discipline diverse: le scienze filosofiche, quando la perfezione della forma sferica delle palline da golf fa riferimento a quella degli ermafroditi di platoniana memoria, la storia delle religioni, quando a essere ritratti sono gli Angeli, la numerologia, quando la teoria del quadrato magico fa capolino nei ritratti dedicati ai Guerrieri della Luce.

    Di tutto questo “MUTAZIONI” riesce ad essere sapiente testimonianza.

    L’artista

    Nata a Pescara nel 1962, Cinzia Cotellessa studia e vive a Roma dove consegue il diploma al Liceo artistico S. Orsola. Ancora giovanissima, a soli 13 anni, inizia il percorso artistico esponendo a scuola opere di ispirazione naif che ricordano Rousseau “il Doganiere”. Nel 1981, dopo il diploma all’Accademia di Moda e Costume come stilista e costumista, inizia a lavorare con le più note firme della moda: per Balestra, Mila Schon, Alberta Ferretti, Rocco Barocco, Lancetti, Valentino e ancora Guido Pasquali, Fendi e Karl Lagerfeld non disegna solo abiti, ma anche scarpe, accessori, costumi da bagno. Intanto le viene offerta la possibilità di esporre al Festival dei Due Mondi di Spoleto: da questo momento la passione per la pittura prende il sopravvento. A testimoniarlo numerose esposizioni in spazi pubblici e privati, sia nazionali che internazionali, prestigiose manifestazioni artistiche e svariati riconoscimenti, tra cui il 1^ Premio Saga per la Pellicceria, il 1^ Premio al Festival dei Due Mondi per il disegno nazionale (1996), il 1^ Premio per la pittura dal Corriere di Roma, il Premio Speciale Pittura “Schegge d’Autore” (2005 e 2011) e il Premio Club Canova per la pittura (2006). Tra una collezione di moda e l’altra, la Cotellessa continua a studiare e approfondire tematiche differenti, e sperimenta tecniche diverse, dedicandosi al disegno, alla china, alla tempera, all’olio, alla sanguigna. Il 1995 è per lei un anno estremamente significativo: inizia a prendere parte a rassegne di arte contemporanea e a eventi espositivi di portata internazionale e approda alla Galleria Il tetto di Via Margutta dove, stimolata da Daniela Romano, sua mentore, e da Franz Borghese, inaugura Rossi in chiaroscuro, una personale al di fuori degli schemi che la presenta al pubblico come artista controcorrente. In esposizione quegli stessi, sensuali nudi eseguiti in sanguigna che verranno nel tempo arricchiti dal colore o ridotti nel formato e realizzati in sanguigna e caffé e diventeranno le Cocotte, in una mostra alla Galleria Spazio Visivo (1996), le Donne che raccontano le donne, in un’esposizione nello stesso anno alla Galleria Athena, e ancora le Donne che hanno tempo e voglia di amare a Palazzo Barberini (1999) e Le Clin d’oeil della Galleria romana il Colibrì (2000). E’ del 2001, alla Galleria dei Soldati, Il sesso degli Angeli, risultato di un lungo studio sulle religioni del mondo da cui scaturisce la consapevolezza che la presenza universale di queste creature celesti va ben oltre i confini della cultura occidentale. I nudi in mostra sono, questa volta, putti dolci e ammiccanti, ritratti in sanguigna e tempera, accompagnati dai versi di poeti indimenticabili, da Shakespeare a Hugo. Nel 2004 la pittrice affianca, senza però mai abbandonare i precedenti, temi e soggetti completamente differenti: è la volta delle palle da golf, opere minimaliste in tecnica mista e a olio, che, inneggiando alla Cracking Art, rappresentano metaforicamente la sua denuncia ambientalista, seppur in chiave umoristica. Intanto, tra il 2003 e il 2005, dopo aver riletto Il Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho, realizza “I Guerrieri della Luce”, un tributo ad alcuni protagonisti del mondo dell’arte. Nel 2006, nell’esposizione Un angelo per un angelo, celebra nuovamente gli spiriti celesti in tutte le loro forme e colori. Sempre a loro, messaggeri del Divino e Suo tramite con l’uomo, è intitolata, nel novembre di due anni dopo, la mostra a Castel Sant’Angelo Angeli e non…. Nel 2010 creature celesti e nudi lasciano nuovamente spazio alla cracking art, ma già l’anno dopo la Cotellessa torna alla pittura figurativa e presenta prima una serie di esposizioni dedicate ai nostri amici a quattro zampe, realizzate con l’obiettivo di raccogliere fondi da donare ai meno fortunati tra loro, e poi ancora cocotte e donnine della Belle Epoque. Nel 2013 a Parma, accanto ai cani e alle palle da golf, fa il suo debutto la Sedia Antropomorfa, destinata a diventare, secondo un progetto dell’artista, la più grande sanguigna mai realizzata. Con il 2014 si chiude il cerchio: sono passati venti anni dalla prima personale a Roma e la Cotellessa sente forte il bisogno di chiudere un ciclo della propria esistenza artistica per essere libera di poter riprendere un cammino che la condurrà verso nuove sperimentazioni.

    Sue opere sono presenti in prestigiose collezioni private in ben quindici nazioni di cinque continenti (dal Canada agli USA, dal Cile al Brasile, dal Perù alla Russia e ancora in Sud Africa, Iraq, Israele, Turchia, Inghilterra, Francia, Svezia, Spagna, Austria, Grazia, Svizzera, Germania e a Città del Vaticano).

    La critica:

    “(…) la tematica della pittrice non è tanto quella della figura angelica in sé quanto quella di una sorta di quintessenza promanante della figura dell’Angelo per diventare simbolo di qualcosa che va oltre l’apparenza immediata per assumere le sembianze di una metafora di pace, bellezza e benessere sospesa in una dimensione onirica e rarefatta in cui l’artista trova una sua profonda specificità espressiva. Il volto dell’Angelo prende così un significato universale che è quello di un collegamento che lega gli uni gli altri e svela una matrice etica dell’atto estetico che nel caso della nostra artista appare rilevante”. (Claudio Strinati)

    “Cinzia Cotellessa che, con la sua forte personalità stilistica, fonde sempre ragione e sentimento, ha al suo ativo mostre di grande spessore, mai fini a se stesse, su temi più diversi come quella sugli Angeli o sui nudi sensuali e raffinati o ancora sulle “donne che hanno tempo e voglia di amare”, tanto per citarne alcune. Così l’incontro artistico tra il famoso autore brasiliano Paulo Coehlo e la valida ed originale pittrice è molto efficace e può essere un piccolo granello per un balzo in nome dell’arte verso l’unità dei popoli perché la luce che ha avvolto i “Guerrieri Artisti” è la stessa che non solo ha illuminato i Maestri del passato, ma è un contributo ad alimentare la storia di domani. Pittrice, stilista e costumista di grande raffinatezza, la Cotellessa ha una tecnica personale che una matita sempre rossa, dal caldo tonalismo ottico in cui la luce svolge un ruolo essenziale, più suggestivo, nella realizzazione di tematiche che insieme agli insiti messaggi poetici, aggiungono e rivelano interessanti innovazioni”. (Mara Ferloni)

    “…Storie, storie, storie…Non facciamo altro che raccontare delle storie! Cinzia Cotellessa ci racconta la sua: il suo ipsismo, la sua necessità di sopravvivere, più che giusto. S’impegna in realtà come una pantera per raggiungere questa soggettività, con un discorso formale mediato, nei confronti dell’interlocutore, dal garbo e dalla pazienza, pieno di sfumature (cromatiche) e di aspettative.

    Storie di donna che calibra la sua interattività con un messaggio trasmesso e contenuto da una punta di sanguigna su di un foglio bianco…sulla carta, l’informazione è sottile e persuasiva nell’attrarre il malcapitato in questo mondo femminilistico mascherato da una natura da cronista del proprio tempo, sebbene pieno di coscienza storica e pilotato da ricondurci dentro di noi…” (Daniela Romano)

    “(…) Ciò spiega perché molti divengono padroni di tecniche avanzate pochi guadagnano il titolo di Maestri, essi sono pionieri di strade mai battute, “portatori di luce” nella storia e nella cultura. L’arte dunque è tale ed è bella quando appare del tutto naturale perché si attua non secondo regole predeterminate ma in modo spontaneo.

    “Davanti ad un prodotto delle belle arti bisogna avere la coscienza che esso è arte e non natura – è cioè prodotto

    dell’uomo – ma la finalità della forma deve apparire libera da ogni costrizione di schemi volontari come se fosse semplicemente un prodotto della natura” (Critica del giudizio). Nell’opera d’arte dunque – dice Kant – la perizia degli strumenti tecnici utilizzati, che pure sono necessari e indispensabili a darle identità e definizione, non può rappresentare uno sforzo, un giogo vincolante, ma viceversa deve poter palesare le facoltà libere e non inceppate dell’anima dell’autore. Si potrebbe continuare, ma l’intento delle mie righe è quella di ringraziare Cinzia Cotellessa di aver richiamato alla mente attraverso la sua mostra di ritratti di molti maestri del linguaggio pittorico, non solo i loro volti ma il messaggio che ci hanno lasciato”. (Nicoletta Pellegrino)

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 4 ottobre 2014 alle ore 19.00.

    A presentare l’esposizione saranno Gemma Gesualdi, Presidente del Brutium, e Rosario Sprovieri, Direttore Responsabile del Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale. Interverranno Marina Piranomonte, Direttore Archeologo Coordinatore della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologi di Roma, il critico e direttore di Ages, Mara Ferloni, e il giornalista Antonello Dose.

    Evento nell’evento: una degustazione di vini pregiati, presentati dal Conte Gelasio Gaetani D’Aragona e superbamente abbinati ai lavori in esposizione, e l’esibizione di Giorgia Minnella, già etoile presso il Royal Danish Ballet, che a passo di danza svelerà al pubblico i molteplici significati della Sedia Antropomorfa.

    Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale

    Via Piacenza, 1– Roma

    Mostra antologica di Cinzia Cotellessa: MUTAZIONI. Percorsi di vita con l’Arte.

    Patrocini: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Consiglio Regionale del Lazio

    La mostra, a ingresso libero, si protrarrà fino al 12 ottobre 2014: orario: 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00.

  • Mostra personale del pittore Manuel Ondei in Galleria Berga, Vicenza

    Comunicato stampa

    Manuel Ondei

    “Essenza Donna”

    Dal 13 settembre al 12 ottobre 2014

    Inaugurazione: sabato 13 settembre 2014 ore 18:30

    Contrà Porton del Luzzo, 16 Vicenza www.galleriaberga.it info@galleriaberga.it

    Orari: dal martedì al sabato ore 10:00 12:30, 16:00 19:30

    La Galleria Berga presenta la personale di Manuel Ondei, pittore autodidatta che inizia la sua carriera artistica creando opere coloratissime in tecnica mista per poi approdare negli ultimi anni nellaffascinante mondo della tonalità bianco e nero.

    L‘artista si propone al pubblico vicentino con la mostra dal titolo “essenza donna”, presentata dal critico e curatore Giancarlo Bonomo.

    Manuel Ondei – Bergamo, 1977

    “In questa mostra voglio mettere in risalto il tema principale della mia produzione artistica: l’universo femminile”. L’eterno femminino è indagato da Manuel in tutti i suoi aspetti caratteristici, dalla sessualità più accesa e coinvolgente all’estrema idealizzazione che sconfina nel piano onirico.

    Manuel vuole rappresentare la donna sotto diverse sfumature, una donna che combatte, soffre e vince, che attraverso il suo coraggio è riuscita a prendere una posizione di rilievo nella società. La tecnica innovativa creata dall’artista rende le sue opere ancora più affascinanti: i dipinti vengono realizzati con colori acrilici e resine che conferiscono al dipinto vita e lucentezza.

    Manuel Ondei ha partecipato a diverse mostre e concorsi in territorio bergamasco, bresciano e milanese e nel 2013 ha esposto a Chicago, Madrid, Figueras e Barcellona.

  • “Spoleto incontra Venezia”: In mostra la pittura manieristica di Alessio Papa

    Nel variegato entourage di rinomati artisti, presenti alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager produttore Salvo Nugnes, si inserisce il talentuoso pittore Alessio Papa. L’appuntamento attesissimo si terrà nello scenario magico della città lagunare dal 27 settembre al 24 ottobre 2014, accolto tra le possenti mura del secolare Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande.

    Nei dipinti Papa stravolge l’anatomia della figura umana, allungandola a volte anche in modo innaturale, caratteristica tipica peculiare degli illustri maestri di epoca Tardo-rinascimentale, periodo conosciuto per l’attribuzione data dal vasari di “Arte della maniera” o “Manierismo”.

    Nel descrivere il suo interessante percorso stilistico racconta “Considero l’arte come ciò, che c’è di bello nello spirito umano, una miscela di storia, fantasia e senso della bellezza. Il manierismo per me è l’arte per eccellenza. L’arte della rinascita, che nel rinascimento affonda le radici. E’ da qui, che tutto inizia. L’evoluzione della pittura italiana tra il Cinquecento e l’Ottocento è stata straordinaria”. E aggiunge “Il manierismo è stato rivalutato nel senso di una grande rivoluzione pittorica. La mia pittura però è contro le avanguardie, pur non avendo niente da ribadire verso l’astrattismo o altri generi di pittura ultramoderna, ma io cerco altre cose. Non solo il colore. La mia è soprattutto arte figurativa”.

    E prosegue rimarcando i fondamenti base della sua ricerca strumentale “Il disegno è il messaggio. Il colore è uno dei tanti elementi dell’opera. Ma l’opera è un sentimento. Mostrando i miei sentimenti non punto solo sul cromatismo, ma anche sui soggetti disegnati. La figura umana nelle mie tele, è la protagonista principale. L’opera è un puzzle fatto a pezzi, esattamente come un film: C’è la scenografia da comporre, gli attori da scegliere. L’idea è il punto di partenza, ma viene da sé con l’ispirazione. Trovo, che un’importante fonte d’ispirazione sia l’attualità”.