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  • Tortosa esige risposte sul degrado nella pineta di Ostia

    Roma – “Ormai non ci meravigliamo più di niente per quanto riguarda ciò che avviene nella pineta di Ostia: serpenti pericolosi, incendi continui, baracche di nomadi, rifiuti e materiali tossici, prostituzione. Spiace enormemente vedere un patrimonio naturale così importante abbandonato a se stesso e sottratto agli onesti cittadini che non possono più usufruirne. La domanda che poniamo al presidente della circoscrizione Giacomo Vizzani e al sindaco Gianni Alemanno è la seguente: che fine hanno fatto i buoni propositi tanto sbandierati in campagna elettorale? Si avverte la sensazione che ci sia un’esigenza di funzionalità dell’area solo nei tre giorni successivi alle polemiche sorte per questo o per quell’altro problema. E poi non se ne parla più e soprattutto non si agisce concretamente”. Lo sostiene il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commentando la situazione di degrado cronico e di incuria amministrativa che affligge la pineta di Castelfusano, nel XIII municipio. La storica oasi verde di Ostia è ormai da tempo tristemente ridotta a discarica abusiva e rifugi di fortuna illegali, ma soprattutto è diventata un’area di smaltimento clandestino e pericolosamente inquinante di rifiuti tossici, oltre che immorale ritrovo di transessuali e ragazzi di vita chi vi si prostituiscono. Il tutto nella più totale indifferenza del Municipio e delle istituzioni competenti che, pur conoscendo le gravi condizioni della zona, restano immobili.

    “Vorremmo, inoltre, sapere se i vigili urbani preposti al controllo della pineta svolgano davvero il loro compito e in piena efficienza, ma esigiamo risposte puntuali e risultati realistici in merito”, tuona l’esponente del partito fondato da Antonio Di Pietro, che poi chiama ancora in causa Vizzani e Alemanno: “Nel caso non ci saranno sviluppi positivi su questa vicenda sollecitiamo il presidente del XIII Municipio e il primo cittadino di Roma a mantenere gli impegni presi con gli elettori e con l’intera città”.

  • Bagno per disabili fuori norma, Tortosa chiede spiegazioni

    Roma – “Credo che sia necessario chiamare in causa l’ingegnere e la ditta che hanno realizzato i lavori al fine di comprendere i motivi di non funzionalità di un servizio igienico indispensabile, la cui impraticabilità andava riscontrata già in corso d’opera. Bisogna far luce su chi ha autorizzato i lavori e soprattutto su chi poi ne ha concessa l’agibilità, considerata la palese condizione di disagio”. Questa la ferma posizione di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in relazione a una vicenda piuttosto preoccupante: un grave disservizio presso la scuola media “Gian Battista Vico” di piazza Filattiera nel IV municipio, dove esiste un bagno per ragazzi diversamente abili ma non può essere utilizzato a causa delle dimensioni talmente ridotte da rendere difficile il passaggio e la manovrabilità al suo interno di una sedia a rotella. Una situazione assurda che richiede obbligatoriamente nuovi lavori e l’investimento di altro denaro pubblico per rimediare all’inconcepibile errore.

    “Occorre sollevare il caso al provveditorato e agli uffici tecnici del Comune – ha aggiunto il rappresentante regionale del partito guidato da Antonio Di Pietro – Inoltre, ribadisco l’opportunità di verificare le responsabilità di chi ha costruito questo bagno e, nel caso se ne accertino le colpe, lo invito a ripagare materialmente al danno compiuto ”.

  • Sosta selvaggia bus turistici a San Pietro, la proposta di Tortosa

    Roma – “I pullman dovrebbero andare nei parcheggi a pagamento esistenti ma è più comodo per gli autisti lasciare i turisti più vicino e poco importa se intasano il traffico”. Questo il commento del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori Oscar Tortosa alla segnalazione dell’associazione dei residenti del quartiere San Pietro che lamentano la sosta selvaggia dei pullman turistici e il rifiuto degli autisti di pagare la quota dei parcheggi loro destinati. I conducenti non sarebbero intimoriti neanche dalle possibili multe da loro definite meno onerose del pagamento del posteggio nelle aree loro dedicate. Prosegue e conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro: “Occorrono maggiori controlli e interventi più severi da parte del Comune. Visto che la situazione si è fatta insostenibile e la multa non è un deterrente, sarebbe auspicabile punire chi non rispetta le regole con il sequestro e il fermo del mezzo”.