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  • 20 GIORNI IN PIU’ PER TUTTI I FAN DEL MITICO PASOLINI: CONTINUA L’ESPOSIZIONE DI SUCCESSO ALLA MILANO ART GALLERY ORGANIZZATA DA SALVO NUGNES

    A grande richiesta la prestigiosa mostra fotografica dedicata a Pier Paolo Pasolini è stata prorogata fino al 28 Gennaio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes agente di nomi illustri del panorama cultural artistico. L’esposizione si svolge all’interno dell’elegante “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano e raccoglie una ricca carrellata di immagini concesse dall’autore delle foto, il maestro Roberto Villa, ispirate dalle riprese del film “Il fiore delle mille e una notte” un capolavoro cinematografico realizzato da Pasolini nel 1974.

    Attraverso queste fotografie di forte intensità è possibile ripercorrere e addentrarsi nel viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio sogno. Il fascino coinvolgente delle immagini risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico antropologico e ambientale, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti divenuti comparse recitanti. Si evince la componente di spontanea ed immediata espressività e la storia raccontata nei gesti abituali, nelle posture, negli sguardi accesi o spenti, nelle pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

    Una delle caratteristiche peculiari degli scatti inediti di Villa, di significativo splendore, emerge nel fatto, che chi guardato, guarda a sua volta e si pone a una distanza, che appartiene ad altri secoli, ad altra cultura, ad altra religione, a un universo di codici, elementi e segni, che non ci sono mai stati famigliari, generando un intreccio spazio-temporale e una commistione simbologica di sorprendente armonia emozionale.

  • QUAL E’ L’EREDITA’ DEL NOSTRO TEMPO? STRAORDINARIO INCONTRO ALLA MILANO ART GALLERY PER IL FINISSAGE DELLA MOSTRA DEDICATA A PASOLINI

    Dal 23 Dicembre, presso la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, è in esposizione una straordinaria e a dir poco unica, mostra fotografica dedicata al grande Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes, e composta da numerosi scatti del fotografo Roberto Villa, realizzati durante le riprese del film pasoliniano che ha fatto scalpore “Il fiore delle mille e una notte”.

    A chiudere in bellezza la straordinaria esposizione, Sabato 11 Gennaio 2014, il rinomato spazio culturale si tramuterà in sala cinematografica. Alle ore 18.00, infatti, verrà proiettato il documentario “Voci di Sassi. Appunti per un film su Matera” realizzato e diretto da Stefano Consonni e Luca Servidati, spinti dalla volontà di confrontarsi con un maestro come Pasolini, che scelse proprio questa città come location del film “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964, e di dar seguito al suo pensiero critico-filosofico. Dedicato alla città lucana in occasione della sua candidatura come Capitale Europea della Cultura 2019, il documentario racconta di una Matera che si porta addosso la nostalgia di un tempo dimenticato. “Qual è l’eredità del nostro tempo?” si chiedono gli autori, che tramite pellicola trasmettono spunti ed elementi su cui riflettere, per cercare di impedire che ancora una volta l’ideologia consumistica dominante vinca, cancellando l’identità propria di luoghi storici e culturali, nonché l’identità delle persone, le cui storie vengono raccontate ormai solo dai sassi materani, calpestati, attraversati e vissuti nel corso della storia.

    “C’è un’ideologia reale e incosciente che unifica tutti: è l’ideologia del consumo” afferma Pasolini e prosegue “Ora che posso fare un paragone, mi sono reso conto di una cosa che scandalizzerà i più, e che avrebbe scandalizzato anche me, appena 10 anni fa. Che la povertà non è il peggiore dei mali, e nemmeno lo sfruttamento. Cioè, il gran male dell’uomo non consiste né nella povertà, né nello sfruttamento, ma nella perdita della singolarità umana sotto l’impero del consumismo”.

    Dopo la proiezione del film, interverranno i due registi e il maestro Villa, che dialogheranno sull’idea di Pasolini di rispetto ambientale ed etico nei confronti dei luoghi storici italiani che rischiano di perdere la loro identità.

  • Milano Art Gallery: Salvo Nugnes entusiasta della mostra dedicata al maestro Pasolini

    Salvo Nugnes, manager di noti personaggi della cultura, è organizzatore e promotore di una mostra inedita dedicata a Pier Paolo Pasolini. L’esposizione raccoglie scatti fotografici di suggestiva intensità realizzati durante le riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”.

    Nugnes spiega “Ho accolto da subito con forte propensione l’opportunità di organizzare una mostra così esclusiva, allestendola nello storico contesto della -Milano Art Gallery- in via Alessi 11 a Milano, dal 23 dicembre 2013 all’11 gennaio 2014 con ingresso libero al pubblico. Invito tutti quanti a visitarla! È un’occasione imperdibile per scoprire un Pasolini in veste diversa, privo di qualsivoglia cliché e maschera, raffigurato attraverso un intreccio fotografico con impatto visivo sorprendente, che cattura lo sguardo con spontanea intensità rappresentativa. Emerge la sapiente tecnica di lavorazione utilizzata, che rende queste immagini assai speciali, dei veri capolavori di notevole pregio artistico”.

    Su Pasolini dice “È un maestro della storia culturale e letteraria senza tempo. Ha lasciato un segno indelebile in tutti gli ambiti in cui si è cimentato, con il suo poliedrico e versatile talento e l’innato genio creativo”.

  • La Milano Art Gallery accoglie un’esposizione internazionale unica dedicata a Pier Paolo Pasolini. Vittorio Sgarbi paragona il regista a Pontormo

    Dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014 alla Milano Art Gallery è allestita una stupefacente mostra fotografica su Pier Paolo PasolinI dal titolo “Il fiore delle mille e una notte”.

    Il Prof. Vittorio Sgarbi esprime il suo parere sul grande regista in occasione dell’esposizione.

    D- Un suo commento su Pasolini e su ciò che ha rappresentato nella sua epoca e rappresenta oggi?

    R- Pasolini è stato l’intellettuale più attuale perché ha intuito il percorso rovesciato del progresso. Ha fatto considerare che fossero positive cose che non lo sono, in un processo di distruzione delle memorie e delle tradizioni; e quindi oggi capiamo, attraverso Carlo Petrini, con quello che ha fatto lo Slow Food tra riforme e proteste a Serrone, in Ciociaria, quello che non si è percepito negli anni di Pasolini, ovvero la globalizzazione oppure omologazione, come la chiamava lui.

    D- Lei si è cimentato in una brillante performance teatrale sul tema “L’omosessualità e l’arte” e ha espresso un parallelismo tra Pasolini, Caravaggio e Von Gloeden in merito all’arte visiva; che affinità sono individuabili tra questi 3 grandi maestri?

    R- Sono stato il primo ad accostare Pasolini a Caravaggio, parlando della sessualità di Caravaggio e della doppia vita: della vita d’arte e della vita libera, che è quello che fa capire perché Caravaggio è diventato così attuale, perché era predisposto ad essere compreso nel nostro tempo.

    Von Gloeden è stato a sua volta un pioniere ma in chiave schiettamente omosessuale: i soggetti sono figure maschili nude, amorini che sia in Caravaggio che in Von Gloeden determinano altre affinità di contenuto.

    D- Se Pasolini fosse nato pittore o scultore chi poteva incarnare tra i sommi artisti?

    Pontormo.

    D- Perché?

    R- Pasolini nel suo film “La ricotta” ha fatto una rappresentazione tableau vivant della Deposizione del Pontormo intendendone lo spirito; ha fatto un po’ come Bill Viola che ha realizzato la composizione di Pontormo con le figure umane.

    D- Un parallelo di confronto tra Pasolini e D’Annunzio;

    R- Pasolini è un personaggio dannunziano, in quanto è molto forte la presenza della sua vita.

    Sono due epoche diverse, Pasolini era un omossessuale invece l’altro era un donnaiolo ma, in un certo senso, l’esperienza delle donne e l’esperienza degli uomini sono state parte della loro creatività. La vita è entrata fortemente nell’opera.

    D- Un parallelo di confronto tra Pasolini e Pirandello?

    R- Nessun confronto.

  • Milano Art Gallery: il manager Salvo Nugnes si complimenta con Giorgio Forattini per la sua carriera

    Il manager Salvo Nugnes agente di illustri esponenti del panorama artistico culturale, è un grande estimatore delle mitiche vignette del re della satira Giorgio Forattini e di recente lo ha affiancato come relatore, durante la presentazione del nuovo libro di successo “Guai Ai Vincitori” (Mondadori) tenutasi presso la storica “Milano Art Gallery – Spazio Culturale”.

    Nell’occasione Nugnes ha dichiarato “Le vignette del maestro Forattini sono davvero uniche ed inconfondibili. Il suo stile si è mantenuto sempre attuale nei tanti anni di onorata carriera. Con i suoi disegni satirici riesce a cogliere ed evidenziare al meglio, con arguta sagacia, gli aspetti più distintivi dei personaggi rappresentati e li rende speciali, con le loro peculiari caratteristiche identificative. Le sue satire conquistano un target di fruitori molto vario ed eterogeneo e oltre a scatenare sonore risate e coinvolgente ironia, stimolano anche interessanti riflessioni divulgando importanti messaggi sociali”.

  • Milano Art Gallery: l’Avv. Marco Carra partecipa alla conferenza di Forattini organizzata da Salvo Nugnes

    L’Avv. Marco Carra, consigliere regionale in Lombardia, Lunedì 23 Dicembre 2013, è stato ospite del prestigioso Spazio Culturale “Milano Art Gallery” in occasione dello straordinario incontro con il genio della vignetta Giorgio Forattini. L’evento ha fatto parte del ricco calendario di iniziative del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” organizzato dal manager Salvo Nugnes, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, con la partecipazione di grandi personaggi intellettuali del panorama attuale italiano. Carra, avvocato specializzato in Diritto del Lavoro e molto attivo nel sociale afferma “La cultura è una risorsa strategica che in quest’ultimo periodo è stata governata con -poche idee- e abbastanza confuse” e continua “Il disinteresse verso la cultura e il turismo si è tradotto in una costante riduzione delle risorse. Cultura e formazione rendono la persona libera e autonoma. Sono fondamento di civiltà, di progresso e di futuro”.

  • Milano Art Gallery: Marco Carra all’inaugurazione della mostra dedicata a Pasolini organizzata da Salvo Nugnes

    Il Consigliere regionale della Lombardia, Avv. Marco Carra, è stato ospite di uno straordinario evento culturale: l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata al grande regista Pier Paolo Pasolini, tenutasi Lunedì 23 Dicembre 2013, presso la “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. Avvocato mantovano specializzato in diritto del lavoro, Carra, a proposito del binomio cultura/lavoro afferma ” Cultura e formazione rendono la persona libera e autonoma. Sono fondamento di civiltà, di progresso e di futuro” e continua “Con risorse investite in maniera mirata su progetti di valore e condivisi, la cultura diventerà una risorsa strategica, in grado di generare occupazione e futuro.”

  • Milano Art Gallery affollatissima per il vernissage della mostra dedicata a Pasolini

    È stato un evento indimenticabile quello tenutosi Lunedì 23 Dicembre 2013 presso la Milano Art Gallery – Spazio Culturale, che ha dedicato una stupenda mostra fotografica al grande mito Pier Paolo Pasolini. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes nella storica galleria milanese di via G. Alessi 11, presenta fino all’11 Gennaio 2014, numerosi scatti inediti del maestro fotografo Roberto Villa, realizzati in Yemen durante le riprese del film di successo “Il fiore delle mille e una notte” del 1974.

    Salvo Nugnes, agente di rinomate personalità della cultura, ha portato con entusiasmo a Milano questa mostra itinerante di grande spessore, che ha toccato le maggiori città del Mondo, come Buenos Aires, Los Angeles e Tallin, che rivela la pura essenza di uno straordinario e talentuoso poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore, considerato uno tra i più noti intellettuali del XX secolo.

    “Pasolini è stato il primo al mondo a fare saggi di linguistica e anche cinema” afferma Villa e continua “Mentre tutti gli altri facevano solo letteratura e saggistica o decidevano di dedicarsi solo al cinema lui ha fatto l’uno e l’altro, portandoci a suo modo, all’interno del suo lavoro, le conoscenze linguistiche che aveva maturato studiando e elaborando nuove possibili visioni”.

  • L’arte di Roberto Villa in mostra alla Milano Art Gallery

    La storica e prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” annuncia una nuova imperdibile mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini: il 23 Dicembre 2013 inaugurerà una straordinaria esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, degli scatti fotografici che il Maestro fotografo Roberto Villa ha realizzato sul set de “Il fiore delle mille e una notte”, del rinomato regista Pasolini.

    Una documentazione cinematografica unica, come racconta l’autore Roberto Villa nell’intervista che segue.

    D- COME NASCE LA MOSTRA DEDICATA A PIER PAOLO PASOLINI DAL TITOLO “IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE”?

    R- Conosco da circa tre anni il manager Salvo Nugnes, mi ha detto che un giorno avremmo fatto questa mostra e infatti ci è riuscito. La mostra riguarda un lavoro sul film “Il fiore delle mille e una notte” perché sono stato invitato da Pasolini ad essere presente sul set del film nel 1972. Ho incontrato Pasolini a un dibattito sui temi nascenti della trasmissione di film in televisione e dell’interruzione dei film per inserire la pubblicità; tra i presenti c’era anche Pasolini. Ho chiesto se fosse interessato ad una conversazione sul tema del linguaggio cinematografico e lui ha risposto di si, aggiungendo che di lì a poco sarebbe partito per l’Oriente per la realizzazione del film; se avessi voluto avrebbe informato la produzione che ci sarebbe stato un fotografo sul set. Sono rimasto lì per oltre tre mesi, cento giorni circa. È stato un lavoro di documentazione sull’attività di Pier Paolo Pasolini, durante la quale ho discusso con lui dei problemi linguistici che mi interessavano e tutt’ora mi interessano; sono infatti più un critico linguistico prestato alla fotografia che un fotografo vero e proprio. Allora ho abbandonato il lavoro che facevo qui, avevo uno studio fotografico anche di successo, ho lasciato tutto e sono partito. Il linguaggio cinematografico riguarda in sostanza i meccanismi interni ai film, cosa poco nota al pubblico, che solitamente li subisce piuttosto che leggerli, non li conosce e non ne fruisce i contenuti.

    D- DURANTE IL VERNISSAGE DELLA MOSTRA ALLA MILANO ART GALLERY RACCONTERA’ DEL SUO VIAGGIO CON IL POETA-REGISTA AI PRESENTI?

    R- Certamente, suppongo che ci sarà qualcuno che avrà delle curiosità su quanto sta vedendo. Le immagini sono una quarantina su 8 mila scatti; quello che di solito viene esposto è un nucleo di 100 immagini. Per quello che concerne il lavoro è stato realizzato seguendo la modalità rappresentativa dei maestri della pittura e dell’arte dei secoli passati, cioè le composizioni non sono casuali e le immagini sono stampate pari pari alle diapositive che le hanno prodotte; in quel periodo l’immagine era analogica quindi andava su pellicola, e la pellicola che si usava per il colore era la diapositiva. Solamente per uso familiare si usava il negativo da cui si ricavavano le “stampine”, mentre per uso professionale si usava la diapositiva, la quale se non è fatta bene subito è sbagliata, non c’è via di mezzo. Le inquadrature che si vedono seguono i canoni delle sezioni auree, delle prospettive centrali, dei rapporti armonici, quindi tutto quello che chi fa pittura dovrebbe sapere…anche se spesso non è così.

    D- HA INVITATO QUALCHE PERSONAGGIO ILLUSTRE ALL’INAUGURAZIONE?

    R- Preferisco invitare dei competenti, che sono Docenti di tematiche letterarie o cinematografiche. Forse ci saranno, come mi preannunciava Salvo Nugnes, dei personaggi illustri con cui ho parlato nei mesi scorsi che avranno piacere di vedere la mostra, ma il mio punto di riferimento sono gli studiosi, che possono apprezzare il mio lavoro a due livelli: uno sulla specificità del lavoro SU Pasolini, e del lavoro DI Pasolini, e l’altro per la realizzazione fotografica, e qui intervengono più quelli che amano la fotografia, che riescono ad apprezzare le difficoltà con cui si lavorava in quelle condizioni per tirare fuori delle immagini compite e compiute. Il pubblico generale può essere molto incuriosito, chiedermi come era Pasolini, come si comportava, come spesso mi accade, ma alla fine devo dire che nella mia vita ho conosciuto dei geni, ma se lei parla con un genio non ha mai un comportamento diverso da una persona normale, non sta sospeso a mezz’aria, non dice cose incredibili; i geni sono delle persone normali che nella loro attività fanno delle operazioni che hanno una qualità insuperabile.

    D- LA MOSTRA E’ ITINERANTE. IN QUALI PAESI E’ STATA ALLESTITA FINORA?

    R- La mostra su Pasolini si è tenuta in Spagna a La Coruña, città all’estremo Nord Ovest del confine spagnolo, a San Paolo in Brasile, a Buenos Aires, a Los Angeles, a Tallin in Estonia; in Italia è stata presentata per sei mesi alla Cineteca di Bologna, presso la quale è stato aperto un fondo a mio nome, e ancora tre mesi nel 2012 a Casarsa della Delizia, praticamente casa di Pasolini. L’anno prossimo ci sono prenotazioni a Santiago del Cile, Toronto, Genova e altre tappe da confermare. Le mostre vengono solitamente organizzate da Ambasciate e Consolati o dagli Istituti di cultura, quasi mai da Gallerie private; a volte si appoggiano a quest’ultime, come è successo per esempio a Tallin, in cui la mostra è stata inizialmente esposta in una famosa Galleria della città ma poi è stata spostata addirittura al Palazzo del Parlamento.

    D- COME RICORDA LA SUA COLLABORAZIONE CON PASOLINI?

    R- Sul set ho avuto da Pasolini la disponibilità totale, mi muovevo liberamente come fossi stato trasparente; il mio primo intento infatti era quello di non disturbare i lavori in corso. Il nostro rapporto era come quello tra un grande Maestro e uno come me che aveva chiare visioni delle problematiche della comunicazione audiovisiva, ricordando tra l’altro che “audiovisivo” è un termine coniato proprio da Pasolini, con il quale ho parlato molto delle tematiche concernenti il linguaggio cinematografico. Pasolini infatti è stato il primo al mondo a fare saggi di linguistica e anche cinema; mentre tutti gli altri facevano solo letteratura e saggistica o decidevano di dedicarsi solo al cinema lui ha fatto l’uno e l’altro, portandoci a suo modo, all’interno del suo lavoro, le conoscenze linguistiche che aveva maturato studiando e elaborando nuove possibili visioni.

    D- QUALI SONO I SUOI PROGETTI FUTURI?

    R- Penso che questo documento sia importante perché è unico nella storia del cinema; infatti quando si fa qualcosa si riesce a capirla quando la si fa vedere quarant’anni dopo e non è più una foto ma un documento, sono due cose diverse. Se io fotografo oggi una cosa che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno fotografa e che se sono l’unico a fotografarla fra qualche tempo quella foto ne sarà l’unico documento disponibile. Non sarà una foto del genio ma un documento disponibile, che potrebbe essere fatto girare presso altre sedi, come io faccio sempre. Inoltre tengo dei seminari sia sul cinema di Pasolini sia nell’ambito della fotografia e dei processi linguistici che sottostanno alla realizzazione di un lavoro fotografico.

  • Milano Art Gallery: Il rinomato manager Salvo Nugnes dedica un grande evento a Pier Paolo Pasolini

    L’esclusivo contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” accoglierà una corposa esposizione di fotografie dedicate a Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di illustri personalità del mondo della cultura. La mostra resterà a disposizione dei visitatori durante le imminenti festività natalizie dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014, con inaugurazione in data Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00. I preziosi scatti sono forniti dall’affermato maestro Roberto Villa.

    Le opere di Pasolini si collocano tra i classici del secondo Novecento. Come D’Annunzio e Pirandello sperimenta tutti i generi della creazione del ventesimo secolo: romanzo, novella, teatro e cinema, critica letteraria e saggistica politica, poesia. Si evince un particolare accostamento dei tre nell’uso della retorica, intesa come strumento dell’argomentare, del persuadere, dell’insegnare, stimolo di passione e ideologia, che viene esibita senza freni e inibizioni in modo palese ed esplicito.

    Si può affermare, che Pasolini ha rappresentato per l’ultimo Novecento il rovesciamento speculare di quanto perpetrato da D’Annunzio a inizio secolo, che dava voce alle parole intese chiamate a colmare le lacune del tempo, le parole intese come gloria e innalzamento del proprio ego. Invece, Pasolini ha dato voce alle parole del rifiuto, della negazione, dell’abiezione. Tra le tante citazioni celebri Pasolini ha dichiarato “Io sono un uomo, che preferisce perdere piuttosto, che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è, che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù“.