Tag: Lolita Timofeeva

  • “Opus alchymicum” di Lolita Timofeeva in Biennale di Mosca 2011. In progetto speciale “Behind the mirror” alla Rudomino All-Russia State Library for F

    Lolita Timofeeva, artista lettone, ma bolognese di adozione quest’anno partecipa alla IV Biennale di Arte Contemporanea a Mosca con progetto “Opus alchymicum” all’interno del progetto speciale, tutto italiano, “Behind the mirror”. Curatore – museologo, storico e critico dell’arte Maurizio Vanni coinvolge tre artisti: Francesco Attolini, Christian Balzano e Lolita Timofeeva chiamati a confrontarsi sul tema della biennale di quest’anno “Rewriting worlds”. Dal 23 settembre al 16 ottobre 2011 le installazioni dei tre artisti saranno ospitate all’interno della Rudomino All-Russia State Library for Foreign Literature di Mosca. Il progetto, organizzato in collaborazione con Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art.

    Lolita Timofeeva è una pittrice ostinata e fedele ai valori spirituali della vita, alla persistenza dei sentimenti e delle passioni che si scontrano gli uni contro gli altri nelle sue immagini con una sensibilità vulnerabile e vulnerante. Il volume, edito da Allemandi Editore, che esce in occasione della partecipazione di Lolita Timofeeva alla IV Biennale di Mosca, riproduce 29 dipinti, 47 opere su carta e un’installazione. La pubblicazione sarà presente ad Artelibro 2011 a Bologna (dal 23 al 25 settembre).

    L’artista indaga la dimensione metafisica del mondo, la sua poetica appartiene all’ambito dei simboli e di archetipi, la sua ricerca si intreccia con gli studi dei testi di psicologia analitica e di filosofia. Il progetto è accompagnato da un saggio del prof. Arturo Schwarz che così lo conclude: “Tra tutti gli artisti che ho conosciuto, nessuno, salvo Marcel Duchamp – ma nel suo caso, in modo diverso e più criptico – ci ha donato un’opera talmente organica e dalla valenza tanto complessa e iniziatica quanto quella di Lolita Timofeeva. A lei, che rappresenta un caso raro nella crescente volgarizzazione dell’esercizio artistico, un mio plauso riconoscente.”

    Lolita Timofeeva. Opus alchymicum

  • Ho visto Mineo!

    di Lolita Timofeeva

    In Sicilia vi sono più strade per arrivare allo stesso punto. E per via di scarsa segnaletica ci si perde spesso, ma sempre ben volentieri. Specialmente in aprile, quando la terra esplode di verde, ti inebria di suoi profumi e colori. Quando le piantagioni di arance fiorite e appesantite da frutti ti invitano a fermarsi e ad entrare nella loro ombra per soddisfare brama di rubare… un arancia.

    Così, percorrendo una delle strade che da Catania portano a Caltagirone, ammirando un paesaggio nuovo, all’improvviso mi sono trovata in una dimensione quasi svizzera: il prati verdi ben delineati, alberi curati, pulizia straordinaria: nulla fuori posto. Un gruppetto di case sulla mia sinistra. Tutte uguali. Filo spinato. Strano. Silenzio. Nessun’anima viva… No, ci sono tre militari e un cane. Ma certo! È Mineo! Ed è proprio così come lo vedi in TV. O quasi. Mancano gli emigrati, i clandestini che dovrebbero fuggire, attraversare i campi e camminare sfiniti sotto il sole.

    I clandestini mancano. Se lo chiedi ai siciliani, i clandestini non esistono. I problemi non ci sono. Paura? Preoccupazione? Il popolo che vive sopra un vulcano non ha paura di niente. L’Etna è la mamma. I problemi non esistano, esistono solo le soluzioni.

    In dieci giorni di mia permanenza in Sicilia solo un operatore turistico si è lamentato (moderatamente) di qualche disdetta da parte dei turisti russi a causa dell’impossibilità di visitare Lampedusa.

    È sorprendente come lo stesso fenomeno può essere inteso in modo diverso da chi lo vede attraverso la televisione e da chi lo vive direttamente.

    Ah, Sicilia! Qui il giorno sembra essere più giorno, la notte è più notte, i sapori sono più pieni, gli odori più fragranti. Che suono mite: la “Residence degli Aranci”.

    10 aprile 2011, Lentini

  • Bologna. Trenta Artiste per Santo Stefano

    Con Patrocinio di Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna.

    L’Arte di fare squadra. Ovvero, tutti uniti per salvare non solo un monumento illustre, ma il riconosciuto cuore religioso e storico di Bologna. A raccogliere e rielaborare, in chiave artistica, l’appello lanciato dai Monaci Benedettini di Santo Stefano, sono state ben 30 artiste bolognesi che hanno deciso di offrire una loro opera d’arte da mettere all’asta per contribuire al salvataggio delle Sette Chiese. Si tratta di un evento che non ha precedenti nella storia della città. Mai infatti, un così alto numero di artiste era stato riunito per un evento caratterizzato da finalità così alte. A coinvolgerle, selezionando tele e sculture è stato Comunicatori su Misura, nuova realtà della comunicazione bolognese, che ha ideato l’evento ed ha ricevuto il preziosissimo supporto di Silvia Evangelisti, che ha accettato di essere “madrina artistica” dell’iniziativa. Trenta opere d’arte donate con il cuore e senza riserve da tutte le artiste coinvolte: in ognuna di loro, tante motivazioni per dire sì, da quelle di tipo personale ed affettivo a quelle artistiche, legate all’ammirazione che le Sette Chiese suscitano in tutti gli animi più sensibili. Avviato il progetto, la parola passerà ai nostri concittadini, che già in numerose occasioni hanno saputo rispondere all’appello dei Monaci di Santo Stefano, con entusiasmo e grande generosità. Tra ottobre e novembre prossimi, infatti, all’interno del chiostro della Basilica si svolgerà una mostra nel corso della quale tutti i bolognesi potranno ammirare e iniziare ad affezionarsi a queste opere, per poi essere chiamati a partecipare ad un’asta, che ha l’ambizioso obiettivo di raccogliere un importante somma da devolvere a favore dei costosi lavori di ristrutturazione di Santo Stefano. Le date precise della mostra e dell’asta che concluderà la manifestazione, saranno comunicate nelle prossime settimane, al fine di inserire al meglio questo evento nel ricchissimo calendario che in quel periodo coinvolgerà la Basilica di Santo Stefano.

    Ecco l’elenco, in ordine alfabetico, delle artiste che hanno dato la disponibilità ad offrire una loro opera d’arte: Wanda Benatti, Paola Bergami, Luisa Bergamini, Anna Boschi, Milena Buti, Giovanna Caimmi, Annalisa Cattani, Isabella Ciaffi, Emma Civallero, Franca Forconi, Giovanna Galota, Clara Ghelli, Anna Girolomini, Carla Leonelli, Claudia Marchi, Paola Martelli, Emma Maschio, Patrizia Merendi, Lucilla Mongardi, Lina Osti, Rossella Piergallini, Rosella Re Pistani, Valeria Resca, Antonietta Sabatini, Donatella Schilirò, Giovanna Sciannamè, Sandra Senni, Roberta Serenari, Gianna Solmi, Lolita Timofeeva, Laura Toponi.

  • “IL CASO DELL’UOMO DEI LUPI” di Claudio Beghelli. Con Giulio Pizzirani e Nicola Bortolotti

    di Elisabeth Thatcher

    (foto di Davide Savaidis)

    Lo possiamo chiamare “Il Teatro del Pensiero”.

    A Bologna, presso il Teatro “Club di Fantomas” fondato da Giorgio Celli è stato rappresentato nei giorni 10, 14 e 15 maggio il dramma “Il caso dell’uomo dei lupi” di Claudio Beghelli. Il giovane drammaturgo ha realizzato un testo teatrale ispirato al caso clinico più celebre di Sigmund Freud, perfettamente adattandolo alle esigenze del palcoscenico. Il dramma, conturbante e pieno di tensioni, si è avvalso dell’interpretazione di due affermati attori: Giulio Pizzirani (anche regista), e Nicola Bortolotti. Ricordiamo la lunga e ricchissima carriera di Giulio Pizzirani, per brevità: le importanti collaborazioni con Glauco Mauri, Maurizio Scaparro, Giancarlo Sepe e moltissimi altri grandi nomi della scena italiana; oltreché diverse partecipazioni a pellicole di Pupi Avati. Nicola Bortolotti già allievo di Luca Ronconi alla Scuola del Teatro Stabile di Torino.

    L’essenzialità dei gesti, il minimalismo del allestimento e l’eccellente interpretazione hanno contraddistinto questo lavoro, esaltando il dramma delle elucubrazioni mentali a sfondo sessuale del paziente Sergej, stimolato da Freud nella ricostruzione dei fatti accaduti nel periodo della sua prima infanzia. In occasione dell’anteprima il Prof. Stefano Bolognini, Presidente della Società Italiana di Psicoanalisi ha espresso il suo apprezzamento per il valore scientifico di questo lavoro teatrale e per la capacità di incuriosire e avvicinare lo spettatore al labirinto tortuoso della psicoanalisi, sottolineando la perfetta resa scenica del complesso materiale psicoanalitico trasformato in materiale narrativo e arricchito con le straordinarie immagini oniriche proiettate. I disegni e la scenografia sono stati realizzati dall’artista lettone Lolita Timofeeva. Intelligegte e stravagante è stata l’idea di mettere il lettino da psicoanalisi in verticale. Sobrio ed elegante il resto dell’allestimento, giocato sulle sfumature e trasparenze.

  • Artista lettone Lolita Timofeeva ha vinto la causa contro Edizioni QuattroVenti di Urbino

    di Kengarags

    12 mila euro è costato alla casa editrice “lo scherzo” architettato da Enzo Rossi Roiss, il danno poteva essere minore se la casa editrice, palesemente rea, avesse proposto una transazione evitando così la causa.

    Il Tribunale di Bologna, sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale, nella causa civile iscritta al n. 13466/08 del Ruolo Generale , promossa dalla pittrice lettone Lolita Timofeeva nei confronti di Edizioni QuattroVenti, ha sentenziato in data 2 marzo 2010 che la casa editrice è colpevole per la violazione del diritto patrimoniale.

    Virgolettiamo la decisione del giudice per il lettore: “ il Collegio dichiara la violazione del diritto patrimoniale di autore dell’attrice per l’illecita riproduzione fotografica delle sue opere “Autoritratto con rifiuto” e “Interferenza 2” ad opera della convenuta”.

    Trattasi della pubblicazione delle due opere della Timofeeva nel libro “Mondo lettone made in Italy” di Enzo Rossi-Ròiss. Le immagini sono state fornite dall’autore senza una preventiva autorizzazione da parte dell’artista.

    La casa editrice urbinate è condannata a pagare le spese legali a Lolita Timofeeva che ammontano complessivamente a 5.941,69 euro più oneri di legge. Considerando la stessa spesa dovuta al legale della casa editrice, Edizioni QuattroVenti dovrà sborsare la cifra di 12 mila euro circa.

    All’artista lettone, dopo aver goduto la soddisfazione morale, rimane anche la possibilità di andare in appello con la richiesta di risarcimento danni economico e alla casa editrice rimane la speranza di recuperare il denaro dallo scorretto autore del libro.

  • Pittrice lettone Lolita Timofeeva ha vinto la causa contro Edizioni QuattroVenti di Urbino

    di Kengarags

    12 mila euro è costato alla casa editrice “lo scherzo” architettato da Enzo Rossi Roiss, il danno poteva essere minore se la casa editrice, palesemente rea, avesse proposto una transazione evitando così la causa.

    Il Tribunale di Bologna, sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale, nella causa civile iscritta al n. 13466/08 del Ruolo Generale , promossa dalla pittrice lettone Lolita Timofeeva nei confronti di Edizioni QuattroVenti, ha sentenziato in data 2 marzo 2010 che la casa editrice è colpevole per la violazione del diritto patrimoniale.

    Virgolettiamo la decisione del giudice per il lettore: “ il Collegio dichiara la violazione del diritto patrimoniale di autore dell’attrice per l’illecita riproduzione fotografica delle sue opere “Autoritratto con rifiuto” e “Interferenza 2” ad opera della convenuta”.

    Trattasi della pubblicazione delle due opere della Timofeeva nel libro “Mondo lettone made in Italy” di Enzo Rossi-Ròiss. Le immagini sono state fornite dall’autore senza una preventiva autorizzazione da parte dell’artista.

    La casa editrice urbinate è condannata a pagare le spese legali a Lolita Timofeeva che ammontano complessivamente a 5.941,69 euro più oneri di legge. Considerando la stessa spesa dovuta al legale della casa editrice, Edizioni QuattroVenti dovrà sborsare la cifra di 12 mila euro circa.

    All’artista lettone, dopo aver goduto la soddisfazione morale, rimane anche la possibilità di andare in appello con la richiesta di risarcimento danni economico e alla casa editrice rimane la speranza di recuperare il denaro dallo scorretto autore del libro.