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  • Fotogiornalisti e Nuove tecnologie

    Cerchiamo di saperne di più da Alessandro Fiocchi, amministratore con Andrea Vignoli del portale FotoModena, che ha deciso di dedicarsi a 360 gradi a raccontare, luoghi, eventi e protagonisti della sua Modena.

    In questa breve chiacchierata ci parla della sua esperienza, più che ventennale, nel mondo del fotogiornalismo.

    Salve Alessandro, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. E’ importante portare alla luce esperienze positive come la tua!

    Quando e come ha avuto inizio la tua passione per la fotografia?

    “Fin da bambino (avevo 7 anni) sono stato attratto dalla fotografia, ma la certezza la ebbi dopo qualche anno, quando sono entrato per la prima volta nella redazione di un quotidiano a 16 anni”.

    E quando hai capito che questa passione poteva diventare anche una professione?

    “Il passaggio è avvenuto dopo aver collaborato per qualche anno con un quotidiano locale”.

    Ti occupi di fotogiornalismo a Modena, da cosa è stata dettata questa scelta?

    “Credo che il fotogiornalismo permetta di raccontare alla gente quello che accade nel mondo esterno a 360 gradi”. Inoltre, scegliendo di lavorare in una specifica realtà geografica si ha la possibilità di conoscere il territorio e di farsi conoscere. E’ da 25 anni che lavoro a Modena e provincia e ormai vengo riconosciuto e aiutato nel mio lavoro di giornalista da tutti, dal vigile urbano al sindaco al vescovo”.

    Chi sono i tuoi principali clienti?

    “In modo particolare nel mio lavoro mi rivolgo soprattutto agli editori, a qualche privato e stiamo cercando anche di acquisire tra i nostri clienti alcune associazioni culturali, di beneficenza e anche sportive”.

    Oggi, secondo te, quali sono i fattori che determinano il successo di un fotografo professionista?

    “La determinazione nella risoluzione dei mille problemi che comporta svolgere un servizio fotogiornalistico e l’abilità nell’offrire ai propri clienti sempre qualcosa in più. Per questo è necessario essere sempre aggiornati sulle novità e sugli strumenti che possono supportare un fotogiornalista a svolgere al meglio il proprio lavoro”.

    Pensi che le tecnologie possano fornire un notevole aiuto?

    “Negli ultimi 10 anni sono state fondamentali per migliorare il modo di lavorare. Per me l’esigenza è nata nel momento in cui ho avuto bisogno di realizzare un sito che facilitasse il download delle foto. E’ stato per soddisfare questa esigenza che ho deciso, sotto il consiglio di un utilizzatore, di affidarmi a MomaPIX. Grazie al quale ho potuto offrire agli utenti del mio sito la possibilità di scaricare un numero considerevole di immagini in modo fluido e veloce”.

    Questo ci fa molto piacere…e quindi, consiglieresti MomaPIX e perché?

    “Si, lo consiglierei perché è il modo più intelligente per avere un sito internet sempre aggiornato e con una capacità di inserire un numero elevato di immagini, inoltre è possibile adattare il software a specifiche esigenze, sfruttando al meglio le sue potenzialità per migliorare il processo di lavoro”.

    Qual è secondo te il futuro della professione di fotogiornalista?

    “Ritengo che per garantire un futuro al fotogiornalismo sia necessario garantire la serietà e la veridicità delle foto e delle notizie che vengono pubblicate. La comunicazione, attraverso le nuove tecnologie è sicuramente importante e avrà sempre più spazio nelle nostre vite ma deve essere sottoposta a controllo. L’obiettivo ultimo è informare la gente e fare sempre delle fotografie il più emozionanti possibili”.

    Grazie mille Alessandro per la tua disponibilità e per aver condiviso con noi la tua esperienza e il tuo modo di vivere questa professione.

    In bocca al lupo a tutti i fotogiornalisti!

  • Fotografi 2.0 si nasce…o ci si diventa!

    E’ la solita storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. C’è chi, quando incontra qualche difficoltà, vede tutto nero e si fa fagocitare dalla negatività. E chi, al contrario, sfrutta i periodi di crisi come opportunità.

    Lo stesso principio vale per la professione di fotografo: molti hanno cessato la propria attività, rimanendo attaccati ad uno stereotipo che non esisteva più. Altri, invece, non si sono arresi al cambiamento ma l’hanno cavalcato, reinventandosi il mestiere per stare al passo coi tempi.

    Abbiamo avuto il piacere di ascoltare la testimonianza di un fotografo professionista che ce l’ha fatta: Giuliano Bernardi, 37 anni di esperienza nel campo, tra i primi utilizzatori di MomaPIX.

    Nell’intervista, ci racconta come è riuscito a rimanere sulla strada del successo in questi anni di profondi mutamenti.

    Giuliano, innanzitutto grazie per la tua disponibilità all’intervista. E’ importante portare alla luce esperienze positive come la tua! Puoi raccontarci quando e come hai iniziato la tua carriera di fotografo?

    E’ un piacere! La mia esperienza inizia all’età di 18 anni, come apprendista fotografo presso uno studio fotografico di Madonna di Campiglio, il mitico Photo Jolly 3. Ora ho 55 anni, quindi sono 37 anni di attività. Dopo il servizio militare mi sono messo in proprio, aprendo un pò alla volta ben 7 negozi di foto in località turistiche in Trentino.”

    Nello specifico, a quali settori si rivolge la tua attività di fotografo?

    “La mia attività si rivolge principalmente alla fotografia nel settore turistico, ovvero servizi alle scuole di sci, gare di sci, eventi sportivi invernali ed estivi in montagna, matrimoni, cerimonie, eventi culturali, stampa digitale, archivio fotografico, servizi fotografici per alberghi, depliants, virtual tours e riprese e montaggio video.”

    Insomma, una passione sviluppata davvero a 360 gradi, complimenti! Secondo te, quali sono i fattori che determinano il successo di un fotografo professionista?

    “Per avere successo bisogna cercare di dare il massimo della qualità ed essere sempre aggiornati all’evoluzione della tecnologia hardware e software. Questo è il motivo per cui, diversi anni fa, ho deciso di rivolgermi a MomaSoft. Senza un team qualificato che pensa a mantenere il mio sito sempre aggiornato, avrei fatto fatica a restare al passo coi tempi”.

    E questo fa molto piacere a noi! Cosa trovi utile nell’utilizzo di MomaPIX?

    “MomaPIX mi permette di mostrare e vendere online sia servizi sportivi che eventi culturali. Il suo utilizzo è semplice ed intuitivo, tutti i miei collaboratori riescono a caricare i servizi con facilità.”

    …Allora dicci anche se consiglieresti MomaPIX e perché!

    “Consiglierei MomaPIX a chi vuole dare un servizio completo, al giorno d’oggi molti clienti chiedono se possono vedere online le foto che sono state scattate loro, quindi un fotografo che vuole essere aggiornato dovrebbe usare questo servizio senza indugio, sia che lavori per privati, sia per agenzie.”

    Quali sono per te i vantaggi di un e-commerce?

    “Nel mio caso, i vantaggi sono diversi. Ad esempio, la possibilità di un concorrente di una gara di vedere le proprie foto dopo poche ore, anche se è tornato a casa in un’altra città o in un altro stato. Oppure i turisti che si sono dimenticati di comprare le foto direttamente in negozio mentre erano in vacanza. Io ho la possibilità di avere un negozio aperto 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, aumentando le mie occasioni di vendita. I miei clienti hanno a disposizione un servizio efficiente che permette loro di acquistare foto digitali e stampe comodamente seduti in poltrona da casa, che si tratti della garetta di sci del bambino o della foto della lezione con il maestro di sci. Il mio cliente più lontano è stato un atleta di fama internazionale di corsa in montagna, che ha acquistato le foto dalla Nuova Zelanda!”

    Certo, fino a qualche anno fa questa era fantascienza…cosa è cambiato in questi anni nella professione del fotografo?

    “Beh, con il digitale lavorare è molto più facile ma, proprio per questo, la professione ha perso l’aurea che aveva. Bisogna adattarsi al cambiamento: io nel corso degli anni ho chiuso 4 punti vendita, investendo sull’e-commerce a costi molto più bassi”.

    Quale pensi sia il futuro della professione di fotografo?

    “Credo che la professione di fotografo sarà sempre più difficile, per diversi fattori quali la sempre maggior facilità di ottenere foto di buon livello con gli apparecchi fotografici, gli smartphones sempre più performanti, il cambiamento indotto dai social networks per il quale tutti si sentono fotografi, grafici e videomaker, e per il cambiamento di mentalità delle nuove generazioni, che non cercano più la qualità ma piuttosto la fruibilità e condivisibilità delle immagini.”

    C’è qualche consiglio che daresti ai giovani che vogliono avviarsi alla professione di fotografo?

    “Se a un giovane piace la fotografia, consiglierei di portare avanti la passione come hobby, prima di pensare a farne la sua professione. Bisogna essere consapevoli che il vecchio stereotipo del fotografo non esiste più, i professionisti non possono prescindere dal confrontarsi con le nuove sfide dell’evoluzione tecnologica, dovranno essere fotografi 2.0 e fare la differenza. In tutta sincerità, credo che di fotografi professionisti ne rimarranno pochi, attorniati da una marea di fotoamatori più o meno evoluti.”

    Grazie ancora a Giuliano per averci raccontato la sua esperienza…e forza e coraggio a tutti i fotografi che devono dare una nuova marcia alla loro attività!

  • Milano Art Gallery: intervista a Roberto Lando in mostra dal 31 gennaio con l’organizzazione di Salvo Nugnes

    Apre il 31 Gennaio 2014, alle ore 18.00, la mostra personale di Roberto Lando, presso la storica Milano Art Gallery. L’esposizione, organizzata dal noto manager Salvo Nugnes, durerà fino al 16 Febbraio 2014, con ingresso libero al pubblico.

    Di seguito l’intervista all’artista, che racconta la sua arte e commenta l’incredibile opportunità di esporre nella rinomata Galleria.

    D. Come nasce la grande opportunità della sua imminente mostra alla storica galleria milanese “Milano Art Gallery”? E’ compiaciuto dell’importante esposizione nel rinomato contesto?

    R. L’opportunità nasce per caso. Tramite un amico, che ha comprato delle mie opere, ho conosciuto il Dott. Salvo Nugnes, che dopo essere venuto a trovarmi ed aver apprezzato le mie opere, ha deciso di organizzare una mia esposizione presso questa rinomata galleria milanese. Abito in campagna, dove ho una galleria nel mio capannone, con circa due-trecento opere. È da tanto che aspetto un’opportunità come questa, per far vedere cosa faccio anche in altri posti. Sono stato in Francia, a Vienna, a Venezia e Bologna, però penso che una personale a Milano potrà avere un buon riscontro.

    Mi fa piacere mostrare i miei lavori, per vedere qual è l’impatto e per capire a che punto sono arrivato nella mia arte, perché io continuo sempre a provare cose nuove, non mi fermo qui, con quello che si vedrà.

    D. Quando nasce la passione per l’arte?

    R. C’è sempre stata dentro di me. Fin da quando ero piccolo avevo la passione per l’arte poi, nel 1972, ho iniziato a fare le prime mostre.

    D. Come avviene la sua formazione artistica e il suo esordio nel mondo dell’arte?

    R. Ho iniziato quarant’anni fa, esponendo le mie tele, così come fan tutti. Dipingevo a olio e all’inizio prediligevo il figurativo poi andando avanti, verso il 2000, ho continuato con l’astratto casualmente, un astratto informale. Ultimamente creo le mie opere non pensando a ciò che esiste, addirittura non pensando proprio a nulla. Non rappresento ciò che si può toccare con mano, ma ciò che scaturisce dalla mia mente, come se io non ci fossi, mentre dipingo.

    D. Quali sono le sue principali tecniche di lavorazione e come si sono evolute negli anni?

    R. Ho cominciato con l’olio, poi ho sperimentato tutte le tecniche, dall’affresco all’affresco a strappo, la tempera, l’acquerello, gli acrilici,… Amo la pittura forte e materica, quindi spesso la mia pittura risultava molto pesante, tramite l’utilizzo di sassi e mattoni. Poi ho cominciato con il fuoco, altra tecnica arrivata casualmente: riesco a far cambiare la cromatura dei colori scaldandoli con il fuoco. Ultimamente ho lavorato anche con fogli di policarbonato, che con il fuoco prendono forme molto strane, i colori vengono dati a caso sul foglio caldo, in modo che penetrino e rimangano sul foglio creando effetti particolari.

    D. Una riflessione sul concetto di arte.

    R. L’arte è una creatività che bisogna avere dentro, qualcosa di “strano” che arriva quando meno te lo aspetti. Quando cerchi qualcosa non la trovi, ma la trovi proprio quando non la cerchi.

    D. C’è un artista particolare o un movimento al quale si ispira?

    R. No. Guardo agli altri artisti, ma non mi sono mai ispirato a nessuno. Molte persone guardando le mie opere dicendo che sembro ispirarmi a diversi artisti, ma io oggi faccio una cosa e domani ne faccio un’altra. Sperimento seguendo sempre e comunque la mia linea.

    Nella mia arte è come quando guidi: fai chilometri e chilometri pensando a tutt’altro però riesci a guidare. Leggendo Osho ho imparato totalmente a non pensare quando faccio arte, a non esserci nel momento in cui dipingo l’opera, in modo che vengano fuori delle cose interiori e non quello che penso al momento.

    D. Quali opere saranno esposte alla Milano Art Gallery e quale orientamento tematico avrà questa mostra?

    R. Sono tutte opere molto materiche. Porterò una quindicina delle ultime che ho realizzato e poi sicuramente quelle fatte con il fuoco. Probabilmente esporrò anche alcune opere fatte con strumenti musicali e oggetti inseriti dentro.

  • La Milano Art Gallery accoglie un’esposizione internazionale unica dedicata a Pier Paolo Pasolini. Vittorio Sgarbi paragona il regista a Pontormo

    Dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014 alla Milano Art Gallery è allestita una stupefacente mostra fotografica su Pier Paolo PasolinI dal titolo “Il fiore delle mille e una notte”.

    Il Prof. Vittorio Sgarbi esprime il suo parere sul grande regista in occasione dell’esposizione.

    D- Un suo commento su Pasolini e su ciò che ha rappresentato nella sua epoca e rappresenta oggi?

    R- Pasolini è stato l’intellettuale più attuale perché ha intuito il percorso rovesciato del progresso. Ha fatto considerare che fossero positive cose che non lo sono, in un processo di distruzione delle memorie e delle tradizioni; e quindi oggi capiamo, attraverso Carlo Petrini, con quello che ha fatto lo Slow Food tra riforme e proteste a Serrone, in Ciociaria, quello che non si è percepito negli anni di Pasolini, ovvero la globalizzazione oppure omologazione, come la chiamava lui.

    D- Lei si è cimentato in una brillante performance teatrale sul tema “L’omosessualità e l’arte” e ha espresso un parallelismo tra Pasolini, Caravaggio e Von Gloeden in merito all’arte visiva; che affinità sono individuabili tra questi 3 grandi maestri?

    R- Sono stato il primo ad accostare Pasolini a Caravaggio, parlando della sessualità di Caravaggio e della doppia vita: della vita d’arte e della vita libera, che è quello che fa capire perché Caravaggio è diventato così attuale, perché era predisposto ad essere compreso nel nostro tempo.

    Von Gloeden è stato a sua volta un pioniere ma in chiave schiettamente omosessuale: i soggetti sono figure maschili nude, amorini che sia in Caravaggio che in Von Gloeden determinano altre affinità di contenuto.

    D- Se Pasolini fosse nato pittore o scultore chi poteva incarnare tra i sommi artisti?

    Pontormo.

    D- Perché?

    R- Pasolini nel suo film “La ricotta” ha fatto una rappresentazione tableau vivant della Deposizione del Pontormo intendendone lo spirito; ha fatto un po’ come Bill Viola che ha realizzato la composizione di Pontormo con le figure umane.

    D- Un parallelo di confronto tra Pasolini e D’Annunzio;

    R- Pasolini è un personaggio dannunziano, in quanto è molto forte la presenza della sua vita.

    Sono due epoche diverse, Pasolini era un omossessuale invece l’altro era un donnaiolo ma, in un certo senso, l’esperienza delle donne e l’esperienza degli uomini sono state parte della loro creatività. La vita è entrata fortemente nell’opera.

    D- Un parallelo di confronto tra Pasolini e Pirandello?

    R- Nessun confronto.

  • Le persone dietro ai nostri vini: STEFANO PERTILE è il “Socio del Mese”


    Sul sito cantineriondo.com è possibile trovare le interviste ai soci del Gruppo Collis.

    Oltre il paesino collinare di San Briccio e oltre la famosa “Tenuta Sant’Antonio”, la strada finisce alla casa di famiglia del nostro socio Stefano Pertile. Il giovane Stefano gestisce 17,8 ha. di vigneto di cui 6 ha sono in collina a 260 mt. di altitudine. Qui il terreno calcareo è il suolo ideale per l’uva del vino Valpolicella DOC: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e anche Cabernet Sauvignon sono le varietà coltivate a pergoletta o a spalliera. L’appezzamento in zona San Briccio è stato acquistato dal Sig. Paolino, padre di Stefano, negli anni ’90: la famiglia Pertile si è associata nel 1992 alla Cantina di Colognola ai Colli, oggi parte del Gruppo Collis, e il Sig. Paolino con i suoi 68 anni ancora oggi lavora la campagna con il figlio.

    Gli altri vigneti di proprietà sono situati nella zona pedemontana di San Martino Buon Albergo, dove il terreno di origine vulcanico produce un ottimo Soave DOC con una spiccata nota minerale tipica delle uve Garganega e Trebbiano di Soave. A testimonianza dell’origine vulcanica del suolo si possono notare in quella zona dei grandi sassi neri utilizzati anche nella costruzione delle abitazioni.

    Durante la nostra visita troviamo Stefano impegnato nel lavoro di defogliazione sui vigneti in collina per esporre i grappoli al sole autunnale prima della vendemmia. Le cassette per la selezione dell’uva destinata all’appassimento (250 – 300 quintali anche per quest’anno), sono già pronte per la raccolta che inizierà tra pochi giorni. Stefano è un pò preoccupato quest’anno per l’elevato tasso di umidità che lo ha costretto a trattare i vigneti più frequentemente. La tecnica tradizionale e biologica dello zolfo ventilato è quella che il nostro socio predilige: essa crea una nuvola di polvere che si pone sulla vite proteggendola dallo iodio e da altre avversità, arricchendo al contempo il terreno di sostanze nutritive.

    Stefano è un appassionato del vino Valpolicella e questo si riflette nella cura che ogni giorno riserva alla coltivazione di queste varietà. Al tempo stesso il nostro socio è molto incuriosito dall’uva Chardonnay: ci rivela che gli piacerebbe provare a coltivarlo sul terreno calcareo in collina che dovrebbe garantire ottimi risultati. Chissà che l’anno prossimo non sia il momento buono per sperimentare qualcosa di nuovo? Per quest’anno, infatti, Stefano ci confessa di non avere altri programmi particolari per la sua azienda e nemmeno per la sua vita privata: dopo essersi sposato con Laura lo scorso aprile (Congratulazioni agli sposi!) e aver terminato la costruzione della loro nuova casa, quello che ci vuole è proprio un pò di meritato riposo!!

    «Bisogna sapere anche godersi la vita e non pensare al lavoro ogni minuto della giornata…» ci dice Stefano facendoci ricordare per un istante la mission del Gruppo Collis: raccogliere, lavorare, trasformare le ottime uve conferite dai soci del Consorzio in vino eccellente da vendere in tutto il mondo, lasciando in tranquillità chi dedica la vita alle vigne giorno dopo giorno.

    Volete proprio sapere cosa fa il nostro amico Stefano per staccare la spina e rilassarsi? Appena possibile infila il suo paio di rollerblade, un po’ di buona musica nelle orecchie e pattina senza pensieri lungo le rive del fiume Adige in centro città a Verona. Per fortuna ci sembra un tipo molto equilibrato!!!

    Alla prossima intervista!
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  • Intervista all’artista Luigi Galligani in occasione del pienone alla Milano Art Gallery per la sua mostra personale al cui vernissage ha presenziato V

    1) È soddisfatto degli ottimi consensi, che sta ricevendo la sua mostra personale “mitologia contemporanea” presso la rinomata “milano art gallery”?

    Certo, sono molto contento degli ottimi consensi che ha ottenuto la mia mostra alla Milano Art Gallery. Un pubblico importante ed attento ha visitato la mostra in occasione dell’inaugurazione. Devo ringraziare il Dott. Nugnes che ha lavorato molto bene e le proposte che mi ha fatto di prossime mostre fungono da ulteriore stimolo.

    2) Il titolo “mitologia contemporanea” a cosa si ispira?

    Il titolo mitologia contemporanea si ispira alle mie opere. Il tema centrale è il mito rivissuto in chiave contemporanea, attuale. È dal 2000 che mi dedico al Mito (prima la tematica era il paesaggio marino, poi è stato quasi logico e naturale l’accostamento a tale) con la mia opera “Le tre Grazie” che tra l’altro è esposta alla Milano Art Gallery. Il mito, sia pur rivissuto e rivisto in un contesto attuale, mi aiuta a nobilitare la figura umana.

    3) Quali opere sono esposte in mostra?

    In mostra sono esposte Le tre grazie, Minerva con scudo e lancia e La testa di Medusa, Partenope, Afrodite, Diana, Cerere, e Busto di Circe in due varianti in terracotta e marmo nero del Belgio.

    4) È stato compiaciuto della presenza del professor vittorio sgarbi, durante il vernissage inaugurale della mostra, che ha espresso significativi commenti?

    È stata molto importante per me la presenza del Prof. Sgarbi al vernissage della mia mostra. Ho molta stima di lui, è molto colto e condivido la sua passione per la cultura classica. È stato molto importante per me poterlo avvicinare e poter avere uno scambio con lui.. Ha fatto puntualizzazioni importanti riguardo al mio lavoro dicendo anche che il Mito classico è perennemente attuale e che va rivissuto, rivisitato in chiave contemporanea. E questa è l’essenza , l’ispirazione del mio lavoro.

    5) Quali riflessioni di sgarbi sulla sua arte l’hanno maggiormente colpita?

    Il fatto che una parte del pubblico abbia riconosciuto che le mie opere sono ricche di spessore e che quindi ci sono dietro notevoli riflessioni. Lavoro sulla dimensione della figura umana, per farle ritrovare spessore, lavoro sui valori, diversamente ed in controtendenza con quello che spesso viene proposto anche dai mass media. Siamo circondati da immagini senza spessore, in una società troppo materialista che ha smarrito tutto. Le mie sono opere che fanno pensare, servono per rimetterci in discussione e questo una parte del pubblico l’ha capito.

    6) A quali nuove opere sta attualmente lavorando e quali sono i progetti futuri?

    Sto lavorando a Dafne in cera, statua grande di oltre due metri che diventerà in bronzo. I progetti nel prossimo futuro prevedono la partecipazione ad Arte Padova dove esporrò con altri artisti che hanno esposto alla Milano Art Gallery, tra cui anche Amanda Lear.

  • INTERVISTATO IL NOTO ARTISTA LUIGI GALLIGANI IN OCCASIONE DELLA SUA STRAORDINARIA MOSTRA PERSONALE ALLA MILANO ART GALLERY

    In occasione della personale del rinomato artista toscano contemporaneo Luigi Galligani il cui vernissage è previsto per Giovedì 19 Settembre 2013 alle ore 18.30, presso la prestigiosa Milano Art Gallery in via G. Alessi 11 a Milano, l’artista rilascia un’intervista dove racconta la sua passione e il suo approccio verso l’arte.

    1. Come concepisce l’arte?

    Ho un visione figurativa, sono affascinato dal mito mediterraneo, la storia, il mito, sono il mio filo conduttore dal quale traggo spunto per raccontare i miei pensieri e i drammi di oggi. Nel 2000 ho iniziato a lavorare ad un nuovo progetto e cioè creare un nuovo umanesimo, dove l’uomo torni ad esser al centro, la prima opera di questo progetto è Le Tre Grazie.

    2. Quando e come nasce la vocazione per l’arte scultorea? E per l’arte pittorica?

    Negli anni 70.. dapprima come disegnatore e scultore solo in seguito mi sono dedicato anche alla pittura.

    3. Quali sono le sue principali fonti di ispirazione?

    Il paesaggio marino è la fonte di ispirazione delle mie figure. Il mare è visto anche come paesaggio astratto e metafisico, come mondo che riemerge. Figure femminili, mitologiche, sirene, Afrodite, Minerva, divinità che racchiudono in se tematiche psicologiche a me care e comunque sempre attuali. Altre figure: Bacco e Arianna, Tritone… alcune sono figure insidiose in sé, altre avvertono insidie.

    4. Ci sono delle tecniche strumentali e delle linee guida che utilizza sia nella pittura che nella scultura?

    Parto dal disegno, che devo realizzare e concludere in completa solitudine. Sono poi un modellatore di materiali di tutti i materiali che si prestano ad esser modellati: argilla, gesso, cera , bronzo. Per quanto riguarda la tecnica pittorica, quella che prediligo è l’olio.

    5. Un commento sulla sua prestigiosa mostra personale alla storica galleria milanese “Milano Art Gallery” che inaugura il 19 settembre?

    Sono molto lieto di poter esporre le mie opere in questa sede così prestigiosa.

    6. Ha già fatto altre esposizioni a Milano? Le piace come contenitore artistico culturale?

    Sì non sarebbe la prima volta che espongo a Milano. Nel 1991 ho esposto alla Galleria Cortina, tre anni fa al Circolo della Stampa dove mi è stato conferito il Premio per La Scultura, e due anni fa alla Galleri Shubert.

    Ritengo comunque che gli spazi della Milano Art Gallery siano molto belli e si confacciano alle mie opere soprattutto con i soffitti a volta che danno movimento all’insieme, ora sono impegnato con una mostra a Marina di Pietrasanta alla Franco Mare Beach Club, fino al 10 settembre. Alcune opere esposte in questa mostra poi saranno presenti a Milano con l’aggiunta di qualche altra.

    7. Come è avvenuto il contatto con l’organizzatore della mostra il noto manager Salvo Nugnes agente di tanti personaggi ed artisti di spicco?

    Tramite una comune conoscenza con il prof. Sgarbi che è stata lo spunto per conoscerci poi mi è stata fatta la proposta.

  • Le persone dietro ai nostri vini: LUIGI DANZI è il “Socio del Mese”

    Nella zona est della Valpolicella, in particolare nella vallata verde e incontaminata di Mezzane, incontriamo Luigi Danzi con la moglie Roberta: i coniugi gestiscono 4,5 ettari di vigneti divisi fra colline con terreno calcareo fino a 200m di altitudine e una zona pedemontana con terreno più argilloso.

    Luigi continua il lavoro di suo padre che ha acquistato il terreno negli anni ‘70 dopo aver lavorato per molti anni come “mezzadro” (mezzadro era chi tradizionalmente lavorava la terra di altri e veniva pagato con la metà del raccolto). I suoi vigneti sono principalmente coltivati con Corvina, Corvinone e Rondinella – tutte uve destinate al vino Valpolicella – attraverso sistemi tradizionali di allevamento a spalliera, pergola veronese e, nei vigneti più nuovi, la pergola trentina. I sistemi di allevamento alti vengono scelti per la facilità di lavorazione a mano e anche in parte per ridurre la possibilità che l’uva venga mangiata dai cinghiali, un problema molto sentito in questa zona vicinissima alle montagne e al Parco Naturale della Lessinia. Questa zona ricca di fauna è popolata anche da caprioli che recentemente hanno recato danni alla corteccia dei tanti ciliegi di proprietà del nostro amico Luigi che ci rivela la sua tecnica innovativa per “tenere alla larga” la fauna locale: di notte lascia una radio accesa nei vigneti a tutto volume! Non vi sembra già di vedere i cinghiali che ballano a ritmo di musica?!?! Pensate che un paio di anni fa Luigi è stato fra i primi a notare la comparsa di impronte enormi sui vigneti in collina. Le orme sono state poi riconosciute dal Corpo Forestale dello Stato come quelle di un orso solitario. Chissà se la tecnica della radio funziona anche contro gli orsi!!!

    La famiglia di Luigi fa parte del Gruppo Collis dal 1985: con orgoglio il nostro “Socio del mese” ci racconta di essere stato uno dei primi conferenti a mettere l’uva ad appassire per la produzione dell’Amarone. All’epoca faceva l’appassimento a casa su tradizionali “graticci” fatti di bambù, mentre ora tutto l’appassimento viene eseguito nei “fruttai” del Gruppo Collis in condizioni di temperatura e umidità controllate. L’anno scorso ha conferito 200 quintali di uva da appassimento, invece la vendemmia quest’anno si presenta scarsa come quantità anche se di ottima qualità, se il mese di settembre rimarrà bello fino alla fine. Come il suo collega Zeno, anche Luigi apprezza molto l’appoggio dei tecnici di Collis che inviano regolarmente istruzioni ai soci sui trattamenti da eseguire in vigna tramite sms.

    Quando non sta lavorando nel vigneto o curando i suoi mille ulivi, il nostro amico Luigi dedica molto tempo alla ristrutturazione della sua casa che risale al 1730 con parti addirittura più antiche. Il poco tempo libero che ha a disposizione lo trascorre con la moglie e le tre figlie di 18, 17 e 8 anni. Ogni tanto lo vediamo anche in bicicletta che si allena per il Giro d’Italia…beh, quasi!!

    Ringraziamo il nostro socio Luigi…l’uomo che fa ballare i cinghiali!!

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  • SOCIO DEL MESE: le persone dietro ai nostri vini


    Da questo mese sul sito cantineriondo.com è possibile trovare le interviste ai soci del Gruppo Collis.

    Poco dopo aver imboccato con l’auto una stradina in terra battuta di campagna nel Comune di Colognola ai Colli di Verona, ti si presenta uno strano paesaggio: serre e serre di piante. Ad accoglierti una persona che dallo sguardo vedi subito sprizzare simpatia, cordialità e amore per la terra: si tratta di Zeno Dalla Chiara.

    Oltre ad occuparsi di coltivazione di piantine di ortofrutta da vendere all’ingrosso ai vivai è orgoglioso dei due campi di ciliegie, coperti dall’innovativo telo antipioggia. Zeno è socio del Gruppo Collis dal 1990, anche se la famiglia Dalla Chiara coltiva uva nella zona da almeno 500 anni – una tradizione che spera di continuare anche se i suoi eredi sono ancora piccoli (11 e 7 anni).

    I 13 ettari di vigneto di sua proprietà si trovano nelle colline dell’est veronese caratterizzate da un impasto medio, tendente all’argilloso/limoso con vigne allevate a pergola veronese. Si tratta per la maggior parte di Garganega, mentre 3.000 m di coltivazione sono dedicati allo Chardonnay. Infatti il vino preferito dal nostro socio è proprio il Garganega frizzante, anche se confessa di non disdegnare un buon bicchiere di Prosecco o di Moscato assieme agli amici, visto che l’ospitalità fa parte del suo carattere.

    Zeno ci racconta del sostegno molto sentito degli agronomi del Gruppo Collis che seguono tutte le fasi dello sviluppo dell’uva, con i loro consigli tecnici e pratici per arrivare a un’ottima vendemmia. L’annata 2013 secondo lui mostra buone prospettive anche se un inizio estate freddo e piovoso l’ha resa un pò tardiva.

    Finita l’intervista lasciamo Zeno al suo lavoro, ringraziandolo per la cordialità e augurandogli di trovare un pò di tempo per dedicarsi ai suoi hobby, quello della pesca e del teatro per bambini. Pochi giorni fa infatti, presso il Comune di Mezzane, abbiamo avuto il piacere di vederlo nello spettacolo “Il Mago di Oz” in cui il nostro primo “SOCIO DEL MESE” ha interpretato il ruolo dell’uomo di paglia. Grande Zeno!

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    Novella Donelli – Ufficio Stampa Jit
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  • Un luglio a tutto rock per i Maieutica

    Un luglio ricco di appuntamenti per il gruppo veneto dei Maieutica iniziato con un’intervista pubblicata sul numero 58 di Fireworks, la più importante rivista di rock inglese, inoltre nel cd compilation allegato debutta su supporto fisico il brano “Synaesthetic Is Your Appearance”.

    Vincitori lo scorso sabato del concorso “Bosco Rock” evento collaterale del Rubano Art Festival, evento culturale padovano con la direzione artistica di Giuliano Perin; questa sera, martedì 16 luglio, i Maieutica saranno ospiti ai microfoni di BluRadioVeneto dalle ore 21.00 alle 22.30 per un’intervista e showcase acustico nel corso del programma “BluTime Live” condotto da Flavio Bilato e Maurizio Calzavara.

    Seguiranno importanti live show nel nord Italia dove lasciarsi shakerare dal Rock Pensante dei Maieutica: mercoledì 17 luglio saranno al Castlebeer Live Music Festival di Castelguglielmo (RO), a seguire domenica 21 luglio debutteranno sul palco del The Prog Experience Festival a San Vendemiano (TV) e sabato 27 luglio arriveranno a Milano per il Theatre Live Fest III Edizione al The Theatre Club.

    Continua il successo che dallo scorso anno, all’uscita del loro album “Logos” il gruppo sta ottenendo sia in Italia che all’estero con ottime recensioni, interviste e radio air play, portando il gruppo ad affermarsi all’interno del panorama musicale italiano. Ricordiamo le grandi penne del rock che hanno scritto le loro impressioni sui Maieutica e sul loro sound per “teste pensanti”, come Gianni Della Cioppa, John Vignola, Nicky Baldrian e Lucas H Gordon. Inoltre Logos ha ottenuto il primo posto tra i “Dieci piccoli italiani” della celebre webzine Ondarock ed è stato definito dalla webzine Metal.it «uno dei migliori album di progressive rock/metal usciti in Italia nel 2012».

    Per informazioni
    www.maieutica.info
    [email protected]