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  • Ecommerce: la normativa

    Il commercio elettronico (ecommerce) riveste oggi grandi potenzialità di business, anche associato al Social Commerce (sfruttando la sinergia dei social network ). Tanto più che la Direttiva 2000/31/CE stabilisce che si possa avviare un ecommerce senza autorizzazioni preventive (fermi restando i requisiti professionali per lo svolgimento di specifiche attività).

    Vendita online occasionale

    Il giovane che lavora come freelance e offre prestazioni occasionali via Internet può esercitare libera attività fino a 5.000 euro l’anno di ricavi, rilasciando ricevuta con l’indicazione di prestazione occasionale ai sensi dell’articolo 67 lettera i) del DPR 917 del 1986. La nota sarà soggetta a ritenuta d’acconto del 20% (redditi da inserire in dichiarazione dei redditi) e, nel caso di compensi superiori a 77,47 euro, a imposta di bollo.

    In sintesi: il giovane che offre i propri servizi professionali usando il web per trovare clienti o che effettua vendite occasionali su eBay può evitare di aprire Partita IVA fino ad un reddito non superiore a 5.000 euro annui; se intende avviare un ecommerce, acquistare merci e rivenderle al consumatore deve aprirla poiché in è assente l’occasionalità della prestazione.

    Adempimenti

    Per avviare un’attività vera e propria è dunque necessario costituire una società davanti al notaio. Seguono i classici adempimenti: iscrizione alla Camera di Commercio la presentazione della SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

    Occorre inoltre comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito Web, i dati identificativi dell’Internet Service Provider, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e di fax.

    Costi

    Per quanto riguarda i costi amministrativi si va da poche decine di euro per il pagamento dei diritti di segreteria al Comune ove si presenta la SCIA, ad un centinaio di euro per l’apertura della Partita Iva e per il diritto annuale della Camera di Commercio.

    Spazio web.

    Chi decide di avviare un ecommerce deve mettere a budget la piattaforma che permette di svolgere l’attività. Tale spesa può anche ammontare a migliaia di euro e comprendere l’acquisto del servizio di hosting (allocazione sui server degli ISP), la prestazione di programmatori e web designer, prima e dopo l’avvio, l’acquisto di hardware, software e backup. In alternativa, esistono sul mercato soluzioni low-cost in cui si acquistano pacchetti pronti e completi, a misura si start-up.

    Dati web obbligatori

    • Nome, denominazione o ragione sociale;
    • domicilio e sede legale;
    • contatto telefonico ed e-mail;
    • numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA o registro imprese;
    • eventuale ordine professionale e numero di iscrizione presso cui il prestatore è iscritto;
    • titolo professionale e Stato membro in cui è stato rilasciato;
    • numero di Partita Iva;
    • indicazione chiara e inequivocabile di prezzi e tariffe applicate.

    Fatture di vendita e IVA

    Il cliente che accede al sito, dopo aver preso visione dei prodotti, esegue la procedura di acquisto compilando l’ordine ed eseguendo il pagamento. L’impresa invia la merce ed emette fattura, ma le vendite ai consumatori finali sono esonerate dall’obbligo di emissione salvo richiesta dal cliente, così come da scontrino e ricevuta fiscale. Il venditore dovrà però annotare i corrispettivi giornalieri delle vendite, IVA compresa, nel registro dei corrispettivi.

    Del commercio elettronico si è occupata anche la Comunità Europea emanando specifiche direttive, tra cui la Direttiva 2003/31/CE recepita in Italia con Decreto Legislativo n. 70 del 9 aprile 2013 a cui si rimanda per ogni utile approfondimento

  • Ecommerce: la sfida di Facebook

    Un bacino di acquirenti di 700 milioni di persone: con l’introduzione della funzione “Vendi” nei Gruppi anche Facebook spinge sull‘ecommerce, settore presidiato da eBay, migliorando la vendita di oggetti nelle cerchie di amici, familiari e colleghi che hanno. I membri dei gruppi ora potranno selezionare la funzione “Vendi” nel momento di creazione di un post, oltre ad aggiungere una descrizione a ciò che vendono, includere un prezzo e impostare luogo di consegna o ritiro.

    Con questa mossa, appare dunque molto chiaro che Facebook voglia accelerare nel settore dell’ecommerce dando l’opportunità ai suoi iscritti di poter comprare e vendere oggetti all’interno del social network senza dover mai lasciare la piattaforma. Facebook vuole infatti rendere più facile la vendita di beni, come gli oggetti di seconda mano, offrendo agli utenti una piattaforma più economica ed intuitiva di quelle di altri portali analoghi come, per esempio, eBay.


    I venditori, spiega a compagnia, potranno anche contrassegnare un post come “Disponibile” o “Venduto” e visualizzare il catalogo degli oggetti già venduti. I gruppi di compravendita su Facebook sono una sorta di “social ecommerce” con varie declinazioni. Questa tipologia di vendita si affianca a quella più classica che coinvolge le aziende che si fanno pubblicità su Facebook e per le quali il social network ha già fatto esperimenti, come Twitter, introducendo come test il tasto “Compra” all’interno di post e inserzioni.

    Facebook, come si sa, è sempre attento a tutto ciò che riguarda i propri iscritti, cercando in tutti i modi di migliorare la comunicazione e l’interazione tra gli utenti. Una delle ultime geniali trovate, già annunciata all’inizio dell’anno, è stata quella di voler trasformare il social in qualcosa di più, aggiungendo un motore di ricerca in cui è possibile trovare tutti gli annunci di vendita presenti nei gruppi in cui si è iscritti, grazie alla nuova opzione Vendi che sarà presente fra qualche mese all’interno del sito e sulla versione mobile, compatibile sia con Android che iOS.

    Dopo l’idea di poter inviare e ricevere denaro tramite Facebook Messenger, creare un motore di ricerca che possa aiutare gli utenti a vendere e comprare con un semplice clic direttamente dal social network rappresenta un’ottima strategia di marketing per il team di Facebook, ma anche un duro colpo (qualcuno lo potrebbe anche definire “basso”) inflitto a Ebay, fino ad ora una delle più potenti aziende del settore ecommerce insieme ad Amazon.

  • Medaglia d’argento per Tempur.

    Milano, 14 maggio 2015 – Tempur sale sul podio dell’Ecommerce. L’azienda leader nella fabbricazione di materassi e complementi da letto ha risposto prontamente ai cambiamenti che l’industria del retail sta vivendo. La sfida più grande è dettata dal mondo digitale che ha permesso di abbattere i confini fisici, già da tempo sfumati, a vantaggio di consumer sempre più social e iperconnessi. Diventa così fondamentale guardare alla tecnologia quale strumento che abiliti nuove modalità di business. Come creare un modello distributivo esperienziale? È quello che POPAI, l’ associazione internazionale che si pone come unica missione di promuovere la cultura del punto di vendita nella sua globalità, ha indagato e che, attraverso le aziende che si sono adoperate e distinte per le nuove frontiere del dishopper marketing, del customer engagement, delconsumer behaviour e delle new technologies, ha deciso di premiare. Popai Italia torna oggi con la decima edizione del convegno Ordine & Extra-Vaganze 2015, sette le categorie di premio POP, vetrine, attività per il punto vendita, Digital & Technological Innovation, Retailer, Temporary Pop up, shopping bag. La voce di Tempur, finalista del premio nella categoria Categoria Store – Temporary/Pop up sarà quella di Antonio Carlà, e-commerce manager del brand “Dal reale al virtuale e ritorno. La sfida di un Ecommerce votato ad un’ottica Omnichannel. È possibile competere e avere successo in un canale tecnologicamente/commercialmente arretrato come quello dei materassi senza sfruttare la leva del prezzo come unico driver di vendita? Strategia, promozioni e servizi a supporto dell’ecommerce e del retail in chiave e-tail”

  • ECOMMERCE: sempre più mobile

    Prosegue la costante crescita a doppia cifra che caratterizza l’ecommerce in Italia a partire dal 2010: dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’e-commerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del 15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di €. Protagonista assoluto della crescita dell’ecommerce è il “mobile ecommerce”: un terzo delle transazioni concluse sui siti di ecommerce a livello globale avviene oggi tramite dispositivi mobili. Il che conferma il crescente utilizzo degli smartphone negli acquisti online da parte degli acquirenti di tutto il mondo. Si tratta senza dubbio di una tendenza di cui gli inserzionisti non possono non tener conto, mettendo in atto delle strategie di mobile marketing mirate a raggiungere gli utenti in qualsiasi momento e ovunque questi si trovino.

    Il mobile ecommerce si conferma tra i principali fenomeni dell’ecommerce in Italia: gli acquisti tramite smartphone crescono del 78% nel 2014 e stanno registrando un’ulteriore crescita del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni, da un totale di 610 milioni nel 2013 a 1,8 miliardi di € nel 2015. Secondo il rapporto, nel primo trimestre del 2015 il 26% delle transazioni eseguite in Italia sui siti di shopping online è avvenuto da smartphone (contro il 24% dell’ultimo trimestre 2014), una percentuale che entro la fine dell’anno potrebbe sfiorare quota 30%.


    Da sottolineare, continuando a parlare di comportamenti d’acquisto, che i consumatori oggi vedono la stessa quantità di prodotti su desktop e smartphone, ma dimostrano una minore propensione all’add-to-basket e all’acquisto su smartphone. In Italia il tasso di conversione del mobile si attesta su una media dell’1.6%. La maggioranza delle transazioni in mobilità avviene oggi tramite smartphone e l’aumento delle dimensioni dello schermo, così come la presenza di siti mobile ottimizzati, non possono che accelerare questa tendenza.

    Tra iOs e Android, è il primo a realizzare il maggior numero di conversioni da smartphone: il 9,5% degli acquisti di beni di largo consumo e il 9,2% di quelli di viaggi viene effettuato tramite iPhone, contro rispettivamente il 6% e l’8,2% realizzati tramite dispositivi Android. Nonostante le buone performance dell’ecommerce su smartphone, i tassi di conversione più alti spettano ancora al desktop, probabilmente perché gli step per finalizzare un acquisto non sono ancora così semplici e intuitivi. In generale, il tasso di conversione del mobile si attesta al 2,7% (1,6% in Italia) contro il 4,4% del desktop, sebbene la quantità di prodotti visitati da entrambi i dispositivi sia la stessa. Forse uno dei motivi potrebbe essere che il sito ecommerce non sia ottimizzato per i disposivi mobili e questo, dato i numeri che abbiamo appena visto insieme, potrebbe comportare delle perdite di opportunità grandissime.

    Per ulteriori informazioni, rivolgetevi a degli esperti di ecommerce.

  • ECOMMERCE: i settori in crescita

    Prosegue la costante crescita dell’ecommerce che registrerà per il 2015 un’ulteriore + 15%, che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di euro. Numeri che dimostrano come il comparto sia diventato nel tempo una scelta obbligata e un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale.

    Ma quali sono i settori che hanno trainato e che trainano la crescita dell’ecommerce del nostro Paese?

    I dati relativi al 2014 ci dicono che i comparti dove si vende di più venduti vedono l’abbigliamento in seconda posizione in termini di progresso percentuale con un +23%, anticipato solo dall’informatica con un +26 per cento. L’abbigliamento passa così dal 14 al 15% del mercato.

    In Italia la penetrazione dell’ecommerce sul totale del mercato retail sta crescendo e passa dal 3,6 al 4% nell’ultimo anno.

    Gli italiani che hanno acquistato online per uso privato sono il 34,1%. Il settore che registra la maggior crescita è quella dei marketplace (come Amazon o eBay), +50% in termini di fatturato, seguito dalla moda, +30%. In termini di fetta di mercato, continua a dominare il tempo libero (49%), grazie soprattutto a giochi online, seguito da turismo (30%) e assicurazioni, 7%.

    Un ruolo chiave, in questa crescita, ce l’hanno anche settori ’emergenti’ per il nostro ecommerce sulla come l’arredamento (a quota 350 milioni di euro), in crescita del 75% rispetto al 2014, e il Food&Wine enogastronomico (260 milioni di euro, + 30% rispetto al 2014). Anche l’editoria è in crescite con un +16%. Ne sta beneficiando sopratutto la vendita di prodotti, che nel 2015 pareggerà quella di servizi, passando dal 46 al 50% delle vendite online da siti italiani.

    Il settore rappresenta un’opportunità per le piccole e medie impresa anche in vista degli obiettivi europei al 2020 di portare almeno un terzo delle piccole e medie imprese UE sull’ecommerce.

    Quindi non aspettate oltre a rivolgetevi a degli esperti per avviare il vostro ecommerce.

  • Ecommerce: l’importanza del servizio clienti

    Molte aziende danno a parole l’idea che la soddisfazione del cliente è il loro obiettivo principale, ma per tanti, troppi, questo è solo uno slogan. Quando i clienti di un sito ecommerce stanno per rivolgersi all’assistenza clienti per avere supporto, sono di solito già stressati perché qualcosa nel processo di acquisto non ha funzionato come dovrebbe. Troppo spesso, il loro livello di stress aumenta mentre stanno tentando di ottenere aiuto, a causa di processi di business che sono stati mal progettati.

    Se sentiamo i dirigenti della società – soprattutto i leader del servizio al cliente – sentiremo che il cliente è la persona più importante del pianeta e che la società è impegnata a rendere il cliente felice con un “esperienza utente” indimenticabile.

    Se diamo un’occhiata alle descrizioni di “mission” tipiche delle aziende tutto è incentrato sul cliente. Eppure molti clienti preferirebbero solo avere un contatto di supporto con la società che sia rapido ed efficiente e questo è particolarmente vero soprattutto nel mondo dell’ecommerce. Troppo spesso, per il cliente, l’esperienza di supporto è un esercizio frustrante dove perde solo tempo senza risolvere il vero problema.

    Sappiamo che questo è vero perché anche noi stessi siamo clienti. Abbiamo tutti sentito che il senso di paura e di terrore quando dobbiamo chiamare un numero di assistenza gratuito, con una serie di passaggi infiniti seguito da un’attesa anche’essa infinita, e, eventualmente, un rappresentante incapace quando (e se!) siamo finalmente arrivati a parlare con un essere umano.

    Non deve essere così, abbiamo l’obbligo verso i nostri clienti di farlo funzionare. Quali possono essere le strategie migliori per migliorare il servizio clienti per un sito ecommerce? Vediamole:

    1.Conoscere bene i clienti.

    Ci sono poche persone che non hanno vissuto la frustrazione di un’assistenza clienti mal progettata e l’umiliazione di essere passsato da agente in agente e sentirsi chiedere il proprio nome, il numero di conto, il tipo di prodotto e numero del servizio corrente più e più volte Distribuite una piattaforma tecnologica che comprende un database dei clienti con informazioni sui prodotti e l’inventario. In questo modo, saprete già chi sono i clienti e quali prodotti hanno acquistao quando essi chiamano, e se c’è bisogno dispone di passarli ad un altro agente per chiedere aiuto, il prossimo agente avrà già tali informazioni senza dover stressare di nuovo il cliente.

    2.Dare ai clienti più canali di accesso per il supporto

    Tutti noi parliamo di come i clienti hanno esigenze specifiche e preferenze individuali, ma anche molte aziende hanno un unico canale di assistenza ai clienti. Date loro delle scelte, invece. Alcuni clienti preferiscono parlare al telefono, mentre altri preferiscono accedere ad un portale self-service, ed interagire con un agente tramite chat dal vivo, oppure altri preferiscono conversare via e-mail. Lo stesso cliente può preferire un canale o l’altro a seconda di come si sente! Date ai vostri clienti una varietà di modi per connettersi con voi

    3.Utilizzate il lavoro di squadra per risolvere i problemi dei vostri clienti.

    C’è la probabilità che qualcuno nella vostra azienda sia in grado di risolvere qualsiasi problema di un cliente posta al team di assistenza ma quella persona potrebbe non essere al telefono. Ecco perché la collaborazione è così importante: fate in modo di rendere collettiva l’esperienza acquisita sull’assistenza clienti Ci sono soluzioni software che facilitano la collaborazione attraverso delle business unit semplici che consentono agli agenti di visualizzare le note circa i problemi dei clienti precedenti per risolvere problemi attuali simili. Questo non solo aiuta la vostra azienda a risolvere il problema a portata di mano, ma consente anche di gestire tutta la relazione.

    4.Essere onesti con il cliente.

    Un buon agente dell’assistenza clienti vuole veramente fare le cose giuste per il cliente, e questo è ammirevole. Tuttavia, è importante evitare di prendere impegni che non potete mantenere, che serviranno solo ad aumentare l’insoddisfazione del cliente nel lungo periodo. Siate sempre onesti con i vostri clienti. Se non riuscite a risolvere immediatamente un problema, dare loro un periodo di tempo preciso di risoluzione, e fate loro sapere quali passi state seguendo per affrontare la questione.

    5. Applicate le lezioni apprese per migliorare costantemente il servizio.

    Alcuni problemi dei clienti sono molto specifici ma molte volte invece il problema è genercio, comune a molti clienti quindi potrebbero emergere dei modelli in grado di fornire indicazioni su come la società potrebbe migliorare il servizio per tutti. Potrebbe essere difficile per un singolo agente o manager identificare i modelli, motivo per cui una piattaforma di assistenza clienti con funzionalità di reporting affidabili è fondamentale.

    In un mercato affollato e sempre più in crescita, l’eccellenza nell’assistenza ai clienti può essere veramente un elemento chiave di differenziazione per il vostro ecommerce. Ecco perché così tante aziende danno a parole l’idea che la soddisfazione del cliente sia il loro obiettivo superiore. Quindi cambiate la situazione: assicuratevi di conoscere già il cliente quando vi chiama e permettetegli di contattarvi nel modo che lui preferisce. Accedete all’esperienza collettiva della vostra azienda per risolvere rapidamente i problemi del cliente. Siate onesti su ciò che si può e che non si può fare, e date un’occhiata al quadro generale, in modo da poter migliorare il servizio, non solo per il cliente che avete in linea ma per tutti gli altri.

    Per tutto il supporto tecnologico necessario per migliorare il vostro servizio clienti rivolgetevi a degli esperti in tema di ecommerce.

  • Ecommerce: l’importanza del monitoraggio con Analytics

    Possedete un sito ecommerce? Vorreste sapere da quale sorgente di traffico o quali parola chiave hanno generato la maggior parte delle tue entrate?

    Nessun problema, a queste come a moltissimi altri interrogativi potrà rispondervi Google Analytics. Se non ancora avete iniziato a misurare i dati del vostro ecommerce è il momento di iniziare a farlo! Si dà il caso che conoscere e analizzare i dati di transazione del vostro sito ecommerce è un aspetto fondamentale per capire meglio il vostro business online.

    Google Analytics è un’applicazione basata su una piattaforma web che genera statistiche dettagliate sui visitatori di un sito web. La capacità di GA di monitorare i visitatori provenienti da tutte le sorgenti di traffico come i motori di ricerca, pubblicità, e-mail marketing e di altre fonti digitali come documenti pdf, lo rende una sofisticata applicazione sul web.

    Capiamo meglio quali informazioni potreste ricavare grazie all’analisi dei dati del vostro ecommerce con Google Analytics.

    – Monitoraggio canale di traffico

    Questa funzione consente di monitorare il traffico sia da AdWords di Google e sia non Google. Collegando GA al vostro AdWord account è possibile misurare il ROI delle campagne e le prestazioni del sito. Poiché GA in grado di monitorare tutte le query di ricerca e le sorgenti di riferimento che inviano il traffico al vostro sito web, con l’aggiunta di informazioni dei tag in un’altra campagna pubblicitaria è possibile stimare il ROI delle stesse. Potrete verificare quali sono le pagine prodotto più visitate e da quali fonti arrivano i visitatori: a partire da questo dato avrai un’idea di quali sono i prodotti più visitati e potrai confrontare i dati relativi alle visite e alle vendite realizzate. Se in molti visitano la pagina di un prodotto ma in pochi comprano vorrà dire che bisogna rivedere il prezzo o altri fattori rilevanti per incrementare le vendite. Inoltre sarà utile rintracciare quelle pagine che hanno un tasso di conversione maggiore: se un prodotto ha un ottimo rapporto di visualizzazioni/vendite potete pensare ad esempio di promuoverlo tramite pubblicità per incrementare anche in questo caso. Inoltre potrete verificare quali browser vengono utilizzati ed assicurarvi la perfetta compatibilità della grafica, per fornire a tutti la migliore esperienza di navigazione possibile. In particolare se non avete un sito con una grafica responsive, ossia reattiva allo schermo dal quale viene visualizzato il sito, provvedete presto e rimediate: se molti visitatori visitano l’ecommerce da smartphone o tablet potrebbero avere difficoltà nella navigazione se non è ottimizzato per dispositivi mobili.

    – Misurare i Risultati

    Google Analytics vi aiuterà a misurare i risultati dei vostri sforzi di marketing e delle vostre campagne online. Se non sai quale campagna porta la maggior parte dei vostri clienti al vostro sito e quali campagne generano la maggior parte delle vendite, allora si ha realmente bisogno di iniziare a fare qualche ricerca. Il vostro sito ecommerce si basa esclusivamente online e il modo in cui ottenete i vostri clienti è importante quanto un server per l’esecuzione del tuo sito web. Ad esempio, è possibile utilizzare Google Analytics per monitorare la campagna A, B, e C. Sarete in grado di visualizzare i rapporti e numeri per determinare quale campagna sta lavorando al meglio e quindi concentrarsi lì o modificare le altre due per migliorarle.

    – Frequenza di rimbalzo

    Si tratta di uno strumento ideale perché vi mostrerà quanti utenti arrivano alla vostra pagina e poi la lasciano entro un brevissimo lasso di tempo senza interagire con essa. Questo accade spesso perché la persona fa clic sul collegamento sbagliato o perché ha fatto qualcosa di diverso. Sarete in grado di valutare quello che è successo se si nota la frequenza di rimbalzo dopo un cambiamento.

    – Analisi temporale dei dati

    Google Analytics vi permetterà di analizzare e addirittura confrontare i dati su diversi segmenti di tempo. Questo vi permetterà di provare e identificare dove un cambiamento si è verificato e se è stato buono o cattivo. Si può anche scegliere attraverso la funzione “Intelligence” di impostare allarmi che verranno inviati direttamente al tuo indirizzo email. Nel caso in cui siamo fuori ufficio o non siamo in grado di accedere a Google Analytics si possono ricevere avvisi quando cambia qualcosa oppure ogni tot giorni.

    – Flusso Obiettivo

    Questo forse è uno dei più importanti dati che GA ci permette di avere. Un percorso di canalizzazione è una serie di pagine attraverso le quali un visitatore si prevede passi prima di raggiungere l’obiettivo finale (che abbiamo impostato noi come tale). Dove come un obiettivo può trattarsi di una pagina che i visitatori raggiungono una volta che hanno completato un azione. (Esempio: Una pagina di conferma ordine dopo aver completato un ordine). La canalizzazione di Ricerca aiuta a capire le seguenti cose:

    – In quale punto gli utenti tendono ad abbandonare il flusso

    – Che cosa li allontana? C’è un elemento di design che non funziona?

    – Quale punto del percorso ha il maggior tasso di conversione.

    Inoltre con la creazione di un vero e proprio obiettivo o di più obiettivi per il tuo sito ecommerce è possibile prendere decisioni più intelligenti grazie alle informazioni fornite con l’obiettivo, come:

    – Quale campagna di marketing ha portato la maggior parte dei visitatori

    – Quale posizione geografica ha il maggior tasso di conversione

    – La parola chiave o le parole chiavi che portano alla conversione dell’obiettivo

    – Monitoraggio della ricerca interna

    Analizza le query di ricerca interna: in pratica devi sapere cosa viene cercato all’interno del tuo sito dai tuoi clienti o potenziali clienti. Potresti scoprire che certi prodotti meritano una visibilità maggiore o ancora che i tuoi visitatori cercano qualcosa che non offri ma che potresti offrire.

    – Analisi e test

    Fate dei test con delle promozioni: monitorate l’impatto di sconti ed altre agevolazioni sulle vendite dei prodotti. Un consiglio prezioso è quello di provare tipologie di promozione diverse e comparare i vari risultati: in questo modo potrete affinare la tecnica e capire come muoverti per ottimizzare le vostre promozioni. Controllate inoltre le statistiche relative ai carrelli abbandonati, per contattare con promozioni e con email ad hoc i clienti e cercare di invogliarli all’acquisto.

    Queste sono solo alcuni dei moltissimi dati che Google Analytics è in grado di darvi sul vostro sito ecommerce. Non vi resta che iniziare!

  • Ecommerce Email Marketing: 10 consigli per aumentare le vendite del prodotto

    L’email marketing rappresenta oltre il 7% di tutte le transazioni ecommerce, il che lo rende il secondo canale marketing per ecommerce più efficace dietro la ricerca diretta (15,8%). Nonostante l’email è sempre stata introno a noi da oltre 21 anni, non abbiamo mai avuto l’opportunità di segmentare e personalizzare l’email marketing su scala come l’abbiamo oggi. Il comportamento innescato dall’email marketing e la capacità di segmentare i clienti nei minimi particolari non è una sorpresa che l’email marketing continua a crescere in efficienza.

    Vediamo insieme dieci strategie che è possibile implementare nell’email marketing per rafforzare significativamente le entrate di un sito ecommerce.

    Prima di addentrarci con questi suggerimenti, è importante che si stia utilizzando un software di email marketing che non vi possa fermare. Molti dei suggerimenti infatti richiedono l’integrazione tra il vostro carrello e l’e-mail list, l’automazione e la lista di segmentazione.

    1. Incentivare i clienti a rivedere il prodotto che hanno comprato via e-mail

    Ci sono innumerevoli casi di studio che evidenziano l’impatto positivo di recensioni di prodotti. Dopo aver eseguito un esame di promozione e-mail basati su 90.000 prodotti, si è notato che i prodotti con recensioni avevano avuto un tasso di conversione superiore del 10% rispetto a quelli che non ce l’avevano. È interessante notare che hanno anche notato un aumento 83,85% nelle conversioni di prodotti che avevano più di 20 recensioni. Mentre questi numeri parlano da soli, la raccolta di opinioni è più facile a dirsi che a farsi. Una delle migliori strategie per incoraggiarli può essere quello di offrire un incentivo a lasciare una recensione basato sulla possibilità di vincere un buono da spendere sul sito. Questa strategia funziona meglio quando si è impostato una e-mail personalizzata automatizzata che viene inviata ai i clienti entro un paio di giorni dalla ricezione del loro prodotto. Avrai la possibilità di sperimentare con la tempistica di questa e-mail, insieme con il premio offerto, per ottenere il massimo numero di recensioni di prodotti. Questo ci porta esattamente al nostro prossimo suggerimento: Test A / B.

    2. Usare A / B Test per Ottimizzare il tasso di apertura/clic

    In generale, quando si parla di test email A / B, ci riferiamo alla creazione di più varianti della riga dell’oggetto o del contenuto del corpo della mail per identificare quale ha il più alto tasso di conversione.In un mondo ideale, dovreste testare ogni email che avete inviato. In pratica, questo può essere un notevole dispendio di tempo e di energie, quindi avrete bisogno di capire quali messaggi di posta elettronica avrebbero il maggiore impatto sul vostro utile se avessero un tasso di conversione più elevato.

    3. Carrello Abbandonato e tasso di abbandono

    Migliorare il carrello e verifica l’abbandono è in genere una delle zone dove bisogna concentarsi maggiormente quando si tratta di ottimizzare il tasso di conversione. Dopo tutto, se qualcuno ha aggiunto un elemento al proprio carrello è un potenziale cliente. Quindi, come si può utilizzare l’email marketing per ridurre l’abbandono del carrello? Se si sta utilizzando un software che consente l’automazione, si può facilmente impostare una regola che rileva se una persona visita la pagina del carrello ma non la pagina “conferma / grazie”. Quando questo criterio è soddisfatto, possono essere inviate e-mail a queste persone (a condizione di aver già raccolto il loro indirizzo e-mail), chiedendo loro il motivo per cui non hanno completato la transazione.

    4. Premiare i vostri clienti più fedeli

    Per la maggior parte dei siti di e-commerce, esiste un rapporto di 80/20 tra clienti e ricavi totali. Cioè, una grande porzione di entrate è tipicamente generata da un numero relativamente piccolo di clienti fedeli.

    5.Riattivare i “clienti dormienti”

    Due lezioni importanti. La prima è quella di segmentare i clienti e colpirli con le campagne che sono rilevanti per il loro livello di attivismo. La seconda lezione che è un po’ sorprendentemente, a volte è più redditizio concentrarsi sulla riattivazione clienti dormienti più che incentivare quelli attivi leali. Se si vuole prendere ulteriormente questo passo, si potrebbe automatizzare questo processo utilizzando trigger basati su eventi. Ad esempio, se un cliente spende il 25% sopra il vostro valore medio degli ordini, è possibile aggiungerli a una sequenza di messaggi di posta elettronica ‘ricompensa’. In alternativa, se un cliente non ha acquistato nulla entro 12 mesi, è possibile creare una ‘sequenza di riattivazione’ per incentivare loro a fare un altro acquisto.

    6.Prepararsi prodotto Stagionalità & Vacanze al dettaglio con una Newsletter Calendario

    Molto spesso i “markettari” finiscono la loro campagna di San Valentino il giorno 13 febbraio, e la loro campagna di Halloween il 30 ottobre. Considerando quanto potenziale creativo e commerciale vi è in questi eventi, è importante avere un sistema che assicuri di essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza. Uno dei modi più semplici per garantire questo è quello di costruire un calendario newsletter di 12 mesi, che include sia i periodi di vacanza di vendita al dettaglio e sia gli eventi specifici per il stagionalità del proprio business .

    7. Sorprendere i clienti con un credito gratuito

    Possiamo inviare una mail ai nostri clienti dicendo loro che hanno un tot di € di credito da spendere entro le 24 ore successive. Quindi invece di dare ai clienti un arbitrario 10-15% di sconto per il loro prossimo acquisto, l’approccio del credito gratuito dice ai vostri clienti quello che si stanno perdendo se non agiranno entro le prossime 24 ore. Considerando che la “l’avversione alla perdita” è un potente motivatore, sarei sorpreso se questa campagna non causasse un picco nelle vostre transazioni. La prossima volta che avete intenzione di inviare ai vostri clienti uno sconto (%) considerate di dare ai vostri clienti una specifica quantità di credito da utilizzare.

    8. Tenete conto delle email transazionali

    Le email transazionali dovrebbero in primo luogo dire al cliente lo stato del loro ordine. Ciò non significa, tuttavia, che non è possibile utilizzare le email transazionali come un’opportunità per coinvolgere il cliente o vendergli altri prodotti (fare up-selling)

    9. Campagne Email per Compleanni & Anniversari

    Utilizzando un apposita app che vi permetta di inviare email automatizzate ai vostri clienti nel giorno del loro compleanno e/o del loro anniversario. Diverse aziende che hanno testato l’invio di mail di compleanno personalizzate hanno avuto un incremento delle transazioni di quasi cinque volte maggiore rispetto agli invii in grandi quantità standard. Nello stessa mail potete anche offire al cliente un sconto o un credito da utilizzare sul vostro sito.

    10. Sinergia di strategie Email marketing e Social

    Nel corso dei prossimi anni le aziende di ecommerce che conciliano le loro campagne di email marketing con la pubblicità correlata sui social network saranno quelle che avranno più entrate. Il potenziale di quello che si potrebbe fare con questa strategia è da capogiro. Immaginate l’acquisto di un prodotto online e poi l’utente trova un annuncio su Facebook cinque minuti dopo con un prodotto upsell. Quando poi l’utente visita la propria casella di posta, se non ancora ha acquistato il prodotto gli si può inviare una e-mail con uno sconto su quel prodotto specifico.

    Abbiamo visto solo alcuni dei tanti utilizzi possibili dell’email marketing per l’ecommerce. Non ci sono praticamente limiti su quanto possiamo segmentare i clienti, indirizzarli su più canali, e personalizzare la nostra comunicazione via email. La possibilità di aumentare le vendite attraverso l’email marketing non è assolutamente da sottovalutare.

  • In arrivo il Web Show 2014 Ecommerce Evolution: strategie di marketing per vendere online

    Il 28 Novembre 2014 presso l’Hotel San Marco di Pontetaro, dalle 10.00 alle 17.30, prenderà il via il Web Show 2014, la 6ˆ edizione dell’ormai consueto convegno autunnale organizzato da Zenzero Comunicazione dedicato a tutte quelle aziende ed esperti del settore che desiderano ampliare le proprie conoscenze sull’argomento.

    “WEB SHOW: E-COMMERCE EVOLUTION. Il cliente al centro della tua strategia di vendita. Trend, idee e casi pratici”, questo è il titolo dell’appuntamento di quest’anno il cui ricco programma sarà interamente indirizzato verso il tema dell’e-commerce, ed in particolare verso le strategie di marketing utili per sviluppare la fiducia nel cliente e vendere online.

    Durante la giornata, gli esperti di Zenzero Comunicazione forniranno un quadro completo sull’andamento del mercato online anche attraverso case history di successo nel mondo dell’e-commerce. Nello specifico Valentina Pasquali, Digital Strategic Planner Zenzero Comunicazione, esporrà l’esperienza di Andrew’s Ties e della sua Chat Online, ovvero la voce del nuovo commesso digitale in grado di seguire il cliente esattamente come farebbe quello tradizionale.

    Tanti gli interventi tenuti da relatori nazionali ed internazionali previsti nel corso della giornata, nomi di spicco come quello di Mario G. Messina, Presidente e Chief Creative Officer MgM Gold Communications di New York, che in call conference dal Texas prenderà in esame le possibili strategie per essere innovativi ed ottenere il massimo dal proprio e-commerce, soffermandosi sulle differenze di approccio e strategia tra mercato Italia e mercato USA.

    Inoltre, si parlerà di multicanalità attraverso l’innovativo progetto promosso da OVS di integrare il mondo online e offline per reinventare il rapporto con i clienti, ed illustrando l’esperienza di Davines e della sua nuova filosofia omnichannel volta ad aumentare la conoscenza del brand e le occasioni di visita al punto vendita.

    Ma il successo di un e-commerce deriva anche dal suo sistema di pagamento e proprio per questo saranno presentate alcuni sistemi di pagamento alternativi, sicuri e certificati, capaci di ampliare le opportunità di business. Anche l’indicizzazione sui motori di ricerca si conferma fondamentale per la buona riuscita di un’attività online e Giorgio Taverniti, Esperto SEO e fondatore Forum GT, spiegherà come poter raggiungere la Prima Pagina di Google. Infine, si esaminerà l’importanza della suggestione e del passaparola nella fase decisionale di acquisto e quanto questo possa essere determinante per la notorietà del brand.

    La partecipazione al Web Show 2014 è gratuita per aziende, docenti, liberi professionisti ed enti. Per le Web Agency e gli operatori del settore è previsto un costo di partecipazione che comprende, oltre agli interventi in programma, un coffee break ed un light lunch a buffet.

    E’ possibile iscriversi, scoprire tutti i dettagli ed il programma completo dell’evento visitando il sito ufficiale http://webshow.zenzerocomunicazione.it/

  • Web Show 2014 Ecommerce Evolution: il cliente al centro della tua strategia di vendita. Trend, idee e casi pratici

    Il 28 Novembre 2014 presso l’Hotel San Marco di Pontetaro, dalle 10.00 alle 17.30, si svolgerà il Web Show 2014, la 6ˆ edizione del consueto appuntamento autunnale organizzato da Zenzero Comunicazione, dedicato ad aziende ed esperti che vogliono rimanere aggiornati ed ampliare le proprie conoscenze su questo settore in costante crescita. Una giornata interamente dedicata all’analisi e approfondimento di tutte le tematiche legate alle strategie di marketing per vendere online. L’appuntamento di quest’anno, dal titolo “WEB SHOW: E-COMMERCE EVOLUTION. Il cliente al centro della tua strategia di vendita. Trend, idee e casi pratici”, si snoderà intorno al tema dell’e-commerce ed in particolare alle strategie di marketing da adottare per accrescere la fiducia del cliente e vendere online.

    Un focus accurato sull’andamento dell’e-commerce B2C in Italia che nel 2014 ha registrato una crescita positiva con un 17% in più di vendite dai siti italiani anche verso consumatori stranieri, per un valore complessivo di 13,3 miliardi di euro, ed un +16% per gli acquisti complessivi dei clienti italiani con un valore totale di 14,6 miliardi di euro (Fonte Netcomm). Dati che evidenziano il considerevole salto in avanti effettuato dall’online anche grazie al sempre più diffuso utilizzo di dispositivi mobili.

    Il ricco programma dell’incontro sarà caratterizzato da un susseguirsi di interventi tenuti da relatori nazionali ed internazionali, case history di successo, dibattiti e momenti riservati al networking. Tra gli altri, saranno trattati anche le varie fasi del percorso di acquisto online, gli elementi determinanti in questo processo, con un occhio attento alle differenze di approccio e strategia tra mercato Italia e mercato USA mediante testimonianze concrete fornite da esperti.

    Il convegno Web Show 2014 è gratuito per aziende, docenti, liberi professionisti ed enti. Per le Web Agency e gli operatori del settore è previsto un costo di partecipazione che comprende, oltre agli interventi in programma, un coffee break ed un light lunch a buffet.

    E’ possibile iscriversi, scoprire tutti i dettagli ed il programma completo dell’evento visitando il sito ufficiale http://webshow.zenzerocomunicazione.it/