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  • A Tavola di settembre racconta la storia del “Senatore Cappelli”

    A Tavola di settembre sceglie di andare a vedere tra le pieghe della storia, in quei luoghi che nessuno ricorda più. Vi sono ricette e varietà di semi rimaste sepolte, andate perdute ma che, grazie alla tenacia e all’amore di alcuni, tornano ora a vivere. Un esempio? Il grano “Senatore Cappelli”, chiamato così in onore del senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore nei primi del‘900 della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri. Abbiamo scelto di parlare di questa varietà perché la sua riscoperta è legata ad un’intera filiera virtuosa che, dai campi porta alle tavole. I protagonisti sono l’imprenditore agricolo Renzo Marinai che di questa varietà ha colto il valore, e il pastaio Giovanni Fabbri, che ha ereditato dal bisnonno l’antica tradizione della pasta artigianale e realizza una tiratura limitata, con questo grano, di pappardelle e stracci.

    Questo e molto altro ancora nel numero di Settembre di A Tavola in edicola questo mese.

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  • A Tavola di settembre alla scoperta della cucina dei conventi

    A Tavola questo mese svela la cucina dei monasteri che attraversa la storia dell’umanità. Qui sono stati trascritti, codificati e salvati dall’oblio manuali di cucina, inventate ricette, tramandate e regalate all’immortalità. Qualche esempio? Il nocino di Modena dell’Antica Spezieria del Monastero Benedettino di S.Pietro a Modena; oppure la sfogliatella napoletana nata nel Convento di Santa Rosa di Conca dei Marini nel lontano 1700; ancora il pesto monacale delle suore benedettine del Monastero di Sant’Antonio Abate di Norcia. A Tavola ha selezionato per voi abbazie e monasteri che da nord a sud ancora oggi producono e vendono prodotti tipici.

    Questo e molto altro ancora nel numero di Settembre di A Tavola in edicola adesso.


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  • Claudio Catani nuovo direttore dell’Hotel Brunelleschi di Firenze

    Vita nuova per l’Hotel Brunelleschi di Firenze, impegnato in quest’ultimo periodo in una profonda opera di ristrutturazione formale e strutturale; si va concretizzando infatti la strategia del nuovo Direttore Generale Claudio Catani, che ha preso in mano la situazione per calibrare il prodotto offerto sulle esigenze di una clientela internazionale di alto profilo. L’hotel ha inaugurato il 1° aprile settanta camere di grande eleganza contemporanea che hanno subito incontrato il favore di una clientela prestigiosa, come Ségolène Royal, l’ex-candidata del Partito socialista (Ps) alle presidenziali francesi.

    “In concomitanza con la ristrutturazione dell’Hotel, abbiamo sentito il bisogno di costruire anche una nuova identità e una nuova strategia di comunicazione per il Brunelleschi, maggiormente aderente al valore della struttura e coerente su tutti i canali – spiega Catani – L’obiettivo è principalmente quello di presentarci al mercato con un’immagine che rispecchi veramente quello che l’hotel rappresenta oggi: una struttura unica dove all’ospitalità si uniscono la magia e la storia di una delle città più belle del mondo”.

    Come Direttore Generale Hotel Brunelleschi, situato in pieno centro a Firenze, Claudio Catani ha inaugurato la sua leadership con la ridefinizione della politica commerciale e la messa a punto delle campagne di promozione su web e su gds, per poi passare a rivedere gli standard di servizio.

    Toscano, con un’ottima formazione nel settore ricettivo particolarmente approfondita dal punto di vista economico e nel management gestionale, Catani è stato Direttore Generale del Bentley Hotel situato nel centro di Genova, aperto nel 2007 e appartenente alla catena Turin Hotels International; per la stessa Compagnia ha ricoperto anche la carica di Direttore Food & Beverage del Excelsior Grand Hotel di Catania. Prima ancora ha maturato una grande esperienza nei migliori alberghi dell’Italia centrale. Sempre attento a elaborare e seguire un’efficace strategia di marketing partecipa, sia come visitatore che come espositore, a fiere di settore sul territorio nazionale ed europeo.

    Tra i successi di Catani anche l’apertura di un albergo a quattro stelle: “Nel 1999 la compagnia alberghiera titolare dell’Hotel Plaza e de Russie – racconta – mi ha incaricato, pur mantenendo la direzione dell’Hotel Plaza e de Russie, del lancio e della direzione di una nuova struttura, il Green Park Resort a Tirrenia, in provincia di Pisa”.

    Ora questa nuova inedita sfida. “Ho subito amato il Brunelleschi – commenta Catani – L’Hotel riesce sicuramente a trasmettere un’emozione speciale, che difficilmente il viaggiatore può trovare in altre parti del mondo, seppur meravigliose. La ristrutturazione è stata pensata per evidenziare la sua storia straordinaria, che inizia nel I secolo dopo Cristo per arrivare fino ai nostri giorni. Alle camere è stata dedicata un’estrema cura per la ricerca di un confort particolarmente elegante e di una raffinata ospitalità. L’intervento stilistico si ispira alle abitazioni rinascimentali dell’epoca del Magnifico Lorenzo e quelle ottocentesche di Firenze Capitale appena dopo l’unità d’Italia. E non mi fermerò qui. Voglio fare del Brunelleschi un landmark, un po’ una destinazione nella destinazione, che riesca a dare a Firenze ancora più splendore”.

    Hotel Brunelleschi,
    Via de’ Calzaiuoli – Piazza Santa Elisabetta 3,
    50122 Firenze,
    Tel. 055/2737487,
    Fax 055/2737481,
    [email protected]
    www.hotelbrunelleschi.it

  • Caso Eliantonio, Ferraioli pronto a scendere in piazza per la verità


    Genova – “L’Italia dei Diritti, fedele alla sua funzione, vigilerà, anche e soprattutto attraverso la madre della giovane vittima, sull’andamento dell’indagine ed è pronta, sin da ora, a manifestare anche pubblicamente la solidarietà alla stessa”.

    E’ quanto detto da Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia di Diritti, sul triste caso Manuel Eliantonio, tornato alla ribalta delle cronache nazionali grazie all’interessamento da parte del movimento presieduto da Antonello De Pierro, il quale , in un recente intervento, ha chiesto giustizia e verità, interessando i responsabili territoriali e tenendo fede alle finalità dell’Italia dei Diritti, movimento che da sempre si occupa di tutelare i diritti dei cittadini e di sollevare di fronte all’opinione pubblica eventuali soprusi ai danni di essi.

    Una vicenda, quella di Manuel Eliantonio, assai delicata che presenta dei punti oscuri rispetto ai quali la famiglia chiede trasparenza. Chiarezza che non è stata ancora concessa nonostante la madre del ragazzo, secondo gli organi giudiziari morto suicida in carcere, abbia cercato in tutti i modi di provare la tesi secondo la quale il figlio non si sia suicidato date le vistose percosse riportate sul corpo. A debellare la motivazione ufficiale del decesso ci sarebbe, sempre a detta della madre, una lettera firmata dalla vittima e giunta ai familiari in ritardo, ovvero dopo la sua morte, che parlerebbe di abusi nei suoi confronti. Sembra infatti che Manuel subisse violenze fisiche e fosse costretto a ingerire psicofarmaci contro la sua volontà.

    “Continuiamo a chiedere chiarezza sul caso Eliantonio – dice Ferraioli – non per schierarci incondizionatamente e in maniera semplicistica dalla parte di chiunque, ma perché mi sembra legittima la richiesta della madre sulle cause della morte”.

    “Chiediamo, inoltre – aggiunge il responsabile ligure dell’Italia dei Diritti – all’amministrazione giudiziaria di rendersi quantomeno disponibile nei confronti di una famiglia che auspica una serena risoluzione di quanto accaduto. La quale può giungere esclusivamente facendo chiarezza totale senza lasciare ombre o dubbi su questa vicenda”.

    Poi aggiunge: “ Ci sembra il minimo, anche in virtù del fatto che il decesso di questo giovane è avvenuto all’interno delle mura carcerarie. E’ per tale motivo che la ricerca della verità e la trasparenza devono essere i fattori trainanti . D’altra parte siamo certi che i giudici di competenza, nella loro imparzialità, riusciranno a portare avanti un’indagine corretta che, oltre a incarnare l’espletamento della propria funzione di lavoro, ridarà almeno quel minimo di serenità alla famiglia del defunto Manuel Eliantonio”.

  • Alla Carige le negano il cambio di un assegno, Marinelli indignato


    Roma – Abbiamo ricevuto una lamentela da parte di L.L. che si è recata presso una filiale della banca Carige, situata in via Bissolati 59 a Roma, con un assegno per un risarcimento da parte dell’assicurazione, emesso da circa una settimana, che non le sarebbe stato cambiato per motivi di sicurezza, pur avendone pieno diritto.
    Questa è stata l’ultima di tante segnalazioni ricevute e sembra che si tratti di un comportamento piuttosto diffuso. “Il caso presenta ancora una volta – ha commentato Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori dell’Italia dei Diritti- la necessità di una riflessione sullo strapotere del sistema bancario. Volendo applicare la norma in modo tecnico è indubitabile come la banca si sia appropriata indebitamente del denaro del quale aveva possesso al fine di avere un duplice, ingiusto, profitto. Il primo è la percezione della somma con tutto ciò che questo comporta, con la possibilità di disporne a proprio piacimento. Altro aspetto ancora più grave sfiora addirittura l’estorsione in quanto si mira ad obbligare la malcapitata posseditrice del titolo ad aprire un conto corrente quando magari non ha nessuna voglia di procedere in tal senso”.

    A tal proposito abbiamo sentito, telefonicamente, la direttrice della banca in questione che ha affermato che l’assegno non è stato cambiato per motivi di sicurezza. La ragazza non era una loro cliente e non avendo la possibilità di verificare l’identità hanno evitato di cambiarle l’assegno. Stando alle parole della direttrice si tratta solo di una questione di sicurezza. Ma il codice penale dice ben altro: secondo il comma 11 dell’articolo 61 ci sarebbe l’aggravante dell’abuso di autorità perpetrato dal vice direttore dell’istituto bancario.

    Tutto ciò però ci sembra assurdo perché la donna era in possesso della quietanza della compagnia assicurativa e quindi l’impiegato poteva chiedere subito informazioni, trattandosi tra l’altro di un assegno non trasferibile. Il danno arrecato alla giovane donna non è indifferente, considerato anche il fatto che per avere i suoi soldi, ha dovuto attraversare tutta la città e chiamare prima i carabinieri, che si sarebbero rifiutati di intervenire, e poi la polizia. L’arrivo della volante però non è servito a nulla perché la banca, nel frattempo, è stata chiusa e gli agenti non sono potuti entrare.

    “Non si sa a chi rivolgersi in questi casi – continua il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – visto che la Banca d’Italia è controllata dalle banche, il Presidente del Consiglio è comproprietario di una banca e le banche scelgono addirittura i presidenti della repubblica, come nel caso di Ciampi. Forse questo ennesimo episodio di strapotere e arroganza rilancia sempre più la necessità delle monete complementari. Siamo schiavi di questo sistema e gli spazi di manovra – conclude Marinelli – diventano ogni giorno più limitati”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, annuncia su questo tema dura battaglia per far luce su altri eventuali soprusi perpetrati dalle banche nei confronti dei cittadini e invita tutti a segnalare casi similari nonché a sporgere sempre denuncia querela alle autorità giudiziarie.