Tag: condominio

  • IL MONTASCALE STANNAH TORNA AL CINEMA

    Stannah Montascale, azienda che da oltre 20 anni si prende cura dell’autonomia e della libertà di movimento degli over 65, continua la collaborazione con il mondo del cinema con una partnership con la produzione del nuovo film Soap Opera interpretato da alcuni dei più brillanti e amati attori della commedia italiana dei nostri anni come Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Ale e Franz, Caterina Guzzanti, Diego Abatantuono, sotto la direzione di Alessandro Genovesi.

    È la seconda volta che un prodotto Stannah partecipa alle riprese di un film. Due anni fa, infatti, Dustin Hoffman scelse l’azienda per dotare di un montascale l’elegante scalinata della casa di riposo per musicisti dove era ambientata la trama di Quartet.

    In Soap Opera, il montascale modello Sofia è installato nella scala del condominio dove si intrecciano le romantiche e divertenti vicende dei personaggi del film. A utilizzarlo è Franz, che vive da più di un anno su una sedia a rotelle a causa di un incidente provocato dal fratello, interpretato da Ale. Il montascale appare in diverse scene del film nelle quali i protagonisti si incontrano sul pianerottolo del condominio e permette a Franz di raggiungere la festa di Capodanno organizzata dagli amici nell’appartamento al piano di sopra.

    La scelta di posizionare il montascale all’interno di produzioni cinematografiche rientra nella strategia di comunicazione dell’azienda, volta a informare e sensibilizzare il pubblico su un ausilio, il montascale, ormai divenuto di uso comune all’interno della casa. Nel caso di Soap Opera, poi, il montascale diventa una scelta vantaggiosa anche in condominio.

    La presenza di Stannah sul set di Soap Opera – commenta Giovanni Messina, amministratore Delegato di Stannah Montascale – è un’ulteriore conferma del fatto che il montascale sia ormai un prodotto “amico” che facilita la vita di chi ne ha bisogno, agevolando l’autonomia di movimento non solo in casa ma anche da un piano all’altro del proprio condominio. Il montascale è una risposta a un’esigenza concreta, un’alternativa valida a soluzioni più drastiche come il trasloco e un modo per migliorare la qualità della vita anche in assenza di problematiche gravi”.


  • Contabilizzatori di calore Milano scegliere il meglio per stare bene

    Il termine di scadenza ormai è alle porte. La regione Lombardia infatti ha dato come termine il 1 agosto 2014 per l’installazione obbligatoria delle valvole termostatiche e dei contabilizzatori di calore Milano, in tutti gli edifici dotati di impianti termici centralizzati. Se non siete ancora convinti, vediamo ora perché conviene installarle in modo da non farsi trovare impreparati. I contabilizzatori di calore Milano sono degli apparecchi che hanno il fine di calcolare i costi di riscaldamento, misurando il consumo energetico. Il contabilizzatore è un apparecchio ausiliare perché funziona in stretta collaborazione con la valvola termostatica. Infatti non misura valori fisici ma funge da calcolatore che computa degli algoritmi matematici, rappresentanti il valore della proporzione del consumo totale dell’edificio rispetto al consumo del singolo utente. Viene misurato il calore fornito da ogni termosifone riuscendo così a ripartire i costi del combustibile in modo proporzionale all’effettivo consumo di calore di ciascun appartamento. La caldaia rimane quella che si è già installata e non viene apportata alcuna modifica. Viene cambiata la pompa di circolazione , si installa infatti una pompa a giri variabili al posto di una pompa a giri fissi, questo perché la portata dell’acqua non è più costante ma cambia in base alle esigenze immediate dell’impianto rispetto alla richiesta del singolo inquilino. Dal punto di vista fisico i contabilizzatori di calore Milano hanno bisogno di recettori per misurare il dispendio energetico di ogni radiatore, infatti sul retro dell’apparecchio è situata una piastra di materiale conduttore che trasmette al contabilizzatore di calore i segnali relativi al dispendio energetico del singolo termosifone. Esistono essenzialmente due tipologie differenti di piastre di misurazione; a uno o a due sensori. La differenza sostanziale tra le due tipologie è che il primo misura solamente la temperatura del radiatore e fa una stima del consumo basata sul dispendio degli altri radiatori. Il secondo invece misura sia il calore del radiatore sia quello ambientale permettendo di avere una misurazione più precisa che porterà a un consumo minore e quindi a un costo minore della bolletta. La programmazione dei dispositivi è effettuata individualmente per ogni radiatore. Gli apparecchi radio registrano e trasmettono tutti i dati di consumo. Un’interfaccia wireless provvede poi a trasmettere i dati specifici. La lettura potrà avvenire a distanza grazie all’utilizzo della tecnologia a onde radio , che opera su frequenze certificate e sicure. I dati rimangono memorizzati nell’apparecchio fino all’anno successivo. Vengono garantite delle letture rapide e precise grazie a un sistema di lettura a onde radio senza arrecare disturbo agli utenti. Questo è possibile grazie ai contabilizzatori di calore Milano elettronici che permettono di misurare solo ciò che è realmente utilizzato da ogni singolo appartamento e da la possibilità di ripartire le spese di riscaldamento tra i condomini in base al consumo effettivo. Grazie a questa tecnologia si ottiene una soluzione evoluta che garantisce allo stesso tempo l’indipendenza totale e la sicurezza assoluta a tutti gli utenti che possiedono impianti di riscaldamento centralizzati. Un corretto utilizzo dell’impianto di riscaldamento può generare un risparmio del 30% circa sulle spese annuali.

  • Contabilizzatori di calore Milano, per capire come e quanto conviene

    Contabilizzatori di calore Milano è la frase che permette a tutti i condomini aventi una centrale termica e un sistema di riscaldamento centralizzato, di risparmiare notevolmente sulla bolletta del riscaldamento. Entro l’1 Agosto del 2014 nelle regioni Lombardia e Piemonte ci sarà l’obbligo di installare le valvole termostatiche e i contabilizzatori di calore. Quindi è giusto sapere alcune informazioni riguardo a questi ultimi, per capire come e quanto conviene Al fine di calcolare i costi di riscaldamento e di misurare il consumo energetico entrano in funzione i contabilizzatori di calore Milano. L’ausilio di questo apparecchio è essenziale ed estremamente utile, questo infatti non misura nessun valore fisico ma calcola degli algoritmi matematici, numeri che rappresentano il valore del consumo del singolo rispetto alla proporzione del consumo totale del riscaldamento dell’edificio. Viene misurato il calore fornito da ogni termosifone riuscendo così a ripartire i costi del combustibile in modo proporzionale all’effettivo consumo di calore di ciascun appartamento. La caldaia rimane quella che si è già installata e non viene apportata alcuna modifica. Viene cambiata la pompa di circolazione , si installa infatti una pompa a giri variabili al posto di una pompa a giri fissi, questo perché la portata dell’acqua non è più costante ma cambia in base alle esigenze immediate dell’impianto rispetto alla richiesta del singolo inquilino. I contabilizzatori di calore Milano misurano il dispendio energetico di ogni radiatore, infatti sul retro degli apparecchi si può notare una piastra di materiale conduttore che trasmette ai contabilizzatori di calore i segnali relativi al dispendio energetico del termosifone. Questo apparecchio può essere a un sensore e a due sensori. Il primo misura solamente la temperatura del radiatore e fa una stima del consumo basata sul dispendio degli altri radiatori. Il secondo invece misura sia il calore del radiatore sia quello ambientale permettendo di avere una misurazione più precisa che porterà a un consumo minore e quindi a un costo minore della bolletta. La programmazione dei dispositivi è effettuata individualmente per ogni radiatore. Un’altra alternativa vali da che nell’ultimo periodo va per la maggiore la si può trovare nei contabilizzatori di calore Milano radio che registrano e trasmettono tutti i dati di consumo. I dati specifici sono trasmessi successivamente da un’interfaccia wireless che provvede all’immagazzinamento e alla trasmissione dei dati. Grazie all’utilizzo della tecnologia ad onde radio, la lettura può avvenire a distanza, questo sistema lavora su frequenze certificate e sicure. Tutti i dati rimangono poi memorizzati nell’apparecchio fino all’anno successivo. Con questo sistema ad onde radio vengono garantite letture precise a distanza senza arrecare nessun disturbo agli utenti. Grazie ai contabilizzatori di calore elettronici, questo è possibile, essi infatti permettono di misurare ciò che è realmente utilizzato da ogni singolo appartamento e da ogni singolo radiatore, e da la possibilità di ripartire le spese di riscaldamento tra i condomini in base al vero ed effettivo consumo. Con questa tecnologia si ottiene una soluzione evoluta che garantisce allo stesso tempo l’indipendenza totale e la sicurezza assoluta a tutti gli utenti che possiedono impianti di riscaldamento centralizzati. Un corretto utilizzo dell’impianto di riscaldamento può generare un risparmio del 30% circa sulle spese annuali.

  • Riscaldamento autonomo per sapere ogni cosa prima di scegliere


    Sono molti i condomini che dispongono di riscaldamento centralizzato che in molti casi viene successivamente trasformato in autonomo per via delle differenti esigenze degli utenti all’interno dello stabile. Ovviamente l’impianto di riscaldamento autonomo è già presente per coloro che abitano in una villa o in un appartamento non nel condominio.
    L’impianto di riscaldamento autonomo per funzionare al meglio deve essere provvisto di determinate strutture utili al riciclo e all’emissione del calore come la caldaia e il termosifone. Bisogna inoltre adottare alcune accortezze in modo tale da fare in modo che questo tipo di impianto funzioni correttamente e che abbia dei cospicui benefici per l’utente, che sovrastano la soluzione centralizzata dell’impianto di riscaldamento. Prima di tutto bisogna capire se il proprio appartamento possiede una buona inerzia termica, in tal caso si può utilizzare il riscaldamento nelle ore diurne e spegnerlo in quelle notturne, questo è possibile se il luogo è isolato correttamente. Nel caso in cui tutti i condomini decidano di utilizzare un impianto di riscaldamento autonomo, il beneficio sta nel fatto che questo può essere acceso e spento a piacimento. L’impianto di riscaldamento autonomo ha una modalità di funzionamento molto semplice, ha un’unità di partenza che è quella da cui parte il flusso del riscaldamento. L’acqua riscaldata passa attraverso le tubature ai diversi elementi presenti nell’abitazione, questi portano il nome di caloriferi o termosifoni.
    All’interno del riscaldamento autonomo l’unità finale dell’intero sistema di riscaldamento è il termosifone. Il termosifone è il singolo radiatore, o calorifero, solitamente posto in ogni stanza della casa, atto a riscaldare l’ambiente interno. I principali materiali utilizzati per realizzare un termosifone sono: la ghisa, l’acciaio e più recentemente l’alluminio. Il termosifone è costituito da tubature collegate alla caldaia grazie alle quali è possibile lo spostamento del calore creato dalla caldaia dalla combustione del gas. Le forme dei termosifoni possono essere diverse; solitamente sono rettangolari e ultimamente, per meglio distribuire il calore nella stanza sono stati realizzati dei termosifoni tubolari che, oltre ad essere più efficienti, diventano sempre più spesso veri e propri complementi d’arredo. L’acqua e il calore che dovranno andare a riscaldare gli ambienti passando dunque attraverso tubi appositi dalla caldaia al termosifone. L’acqua riscaldata dalla caldaia sale così in direzione dei termosifoni che si trovano in quasi tutte le stanze di un’abitazione. È inoltre presente un meccanismo di circolazione dell’acqua inverso, utile a rimandare acqua da riscaldare nuovamente e da trasformare in calore alla caldaia. Il meccanismo di funzionamento del termosifone si basa infine su aumenti e diminuzioni di densità dei liquidi interessati al riscaldamento. I termosifoni di ultima generazione, sfruttano infine spesso, al posto della circolazione naturale dell’acqua, la circolazione forzata che offre tanti vantaggi, come quello dell’erogazione di acqua più velocemente.
    Avendo un sistema di riscaldamento autonomo e non centralizzato, bisogna badare attenzione ai diversi momenti in cui si può usufruire del riscaldamento. Questi momenti sono suddivisi nell’arco dell’anno secondo diverse fasce orarie, le quali cambiano da città a città. Secondo la legge, date e orari per accendere il riscaldamento in Italia vengono definiti in base a una precisa programmazione in base ad aree geografiche; non importa se i termosifoni siano centralizzati o autonomi. L’Italia è divisa in sei zone climatiche; ecco quando accendere e spegnere il riscaldamento:
    – Fascia A: 6 ore al giorno dal 1° dicembre al 15 marzo
    – Fascia B: 8 ore al giorno dal 1° dicembre al 31 marzo
    – Fascia C: 10 ore al giorno dal 15 novembre al 31 marzo
    – Fascia D: 12 ore al giorno dal 1° novembre al 15 aprile
    – Fascia E: 14 ore al giorno dal 15 ottobre al 15 aprile
    – Fascia F: Nessun limite

  • Riscaldamento centralizzato perché conviene sempre


    L’impianto di riscaldamento centralizzato è un sistema che serve per regolare il riscaldamento all’interno dell’intero palazzo. Ciò rende possibile la regolazione generale del riscaldamento , e quindi non è possibile gestire autonomamente il riscaldamento all’interno della singola abitazione come accade invece per l’impianto autonomo. La gestione e la sicurezza dell’impianto viene assegnata perciò all’amministratore del condominio a cui viene data la responsabilità del controllo dell’impianto. Gli impianti centralizzati sono soggetti a limitazioni come il calendario di accensione utilizzato con il fine di contenere i consumi energetici.
    I primi impianti realizzati erano principalmente a circolazione naturale. Veniva sfruttata la diversa densità tra l’acqua di andata e quella di ritorno nei corpi scaldanti data dalla differenza di temperatura che veniva prodotta dalla cessione di calore nei radiatori. Grazie alla silenziosità e affidabilità dei motori e delle pompe ,la circolazione dell’acqua prende il nome di circolazione forzata. L’acqua passa tra la caldaia e i radiatori mediante reti di tubazioni in acciaio, rame o materiale plastico. Il grande vantaggio dell’impianto di riscaldamento centralizzato è che con una sola grande macchina si riesce a riscaldare un intero edificio. Il problema però resta la gestione di questo impianto, in quanto richiede la conciliazione dei diversi usi di questo sistema nei singoli locali. Perciò ci sono differenti tipologie possibili per risolvere il problema dell’autonomia e della gestione singola dell’impianto: Gli impianti di riscaldamento centralizzato hanno il vantaggio della scala: con un’unica macchina grande si può riscaldare un intero edificio. Di contro, la gestione di un impianto grande richiede la conciliazione dei diversi usi del sistema nei singoli locali. Vi sono diverse topologie possibili dell’impianto centralizzato negli edifici: a condotti centrali, che hanno un solo punto di ingresso per ogni piano o zona e si diramano successivamente; a condotti paralleli.
    Il sistema che consente ai complessi condominiali, muniti di riscaldamento centralizzato, di ripartire le spese si chiama contabilizzazione. Grazie a questa è possibile la ripartizione delle spese di riscaldamento in funzione ai consumi individuali di ciascun utente. Con un meccanismo di termoregolazione, quest’ultimo può stabilire la temperatura che si desidera all’interno di ogni appartamento. Tale modalità permette ad ogni famiglia di mantenere i vantaggi dell’impianto centralizzato , per quanto riguarda la sicurezza e il rendimento energetico, e al tempo stesso di avere una propria autonomia nella gestione personale di un impianto individuale.
    Distacco dall’impianto centralizzato
    Essendo una delle parti comuni di un condominio, la soppressione dell’impianto centralizzato è lecita solamente se tutti i condomini sono d’accordo. Ad ogni modo il singolo condomino può rinunciare all’uso dell’impianto centralizzato e staccare le diramazioni della singola unità immobiliare dal resto del sistema comune , ma solo se il suo distacco non comporta un aggravio di spese per tutti coloro che continuano ad utilizzare il riscaldamento centralizzato , né danno uno squilibrio termico o funzionale nell’intero edificio. Per questo motivo il condomino che vuole staccarsi dal sistema comune deve far accertare da un tecnico l’esistenza e la sicurezza di tutti questi presupposti. Se l’assemblea constata che i presupposti sussistono, il condomino può procedere con il distacco e non partecipare più alle spese di consumo, ma non può sottrarsi alle spese di conservazione e manutenzione dell’impianto perché rimane comproprietario.

  • RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO NEI CONDOMINI: PRO E CONTRO

    L’impianto di riscaldamento centralizzato è un sistema che serve per regolare il riscaldamento all’interno dell’intero palazzo. Ciò rende possibile la regolazione generale del riscaldamento , e quindi non è possibile gestire autonomamente il riscaldamento all’interno della singola abitazione come accade invece per l’impianto autonomo. La gestione e la sicurezza dell’impianto viene assegnata perciò all’amministratore del condominio a cui viene data la responsabilità del controllo dell’impianto. Gli impianti centralizzati sono soggetti a limitazioni come il calendario di accensione utilizzato con il fine di contenere i consumi energetici.

    I primi impianti realizzati erano principalmente a circolazione naturale. Veniva sfruttata la diversa densità tra l’acqua di andata e quella di ritorno nei corpi scaldanti data dalla differenza di temperatura che veniva prodotta dalla cessione di calore nei radiatori. Grazie alla silenziosità e affidabilità dei motori e delle pompe ,la circolazione dell’acqua prende il nome di circolazione forzata. L’acqua passa tra la caldaia e i radiatori mediante reti di tubazioni in acciaio, rame o materiale plastico. Il grande vantaggio dell’impianto di riscaldamento centralizzato è che con una sola grande macchina si riesce a riscaldare un intero edificio. Il problema però resta la gestione di questo impianto, in quanto richiede la conciliazione dei diversi usi di questo sistema nei singoli locali. Perciò ci sono differenti tipologie possibili per risolvere il problema dell’autonomia e della gestione singola dell’impianto:

    Gli impianti di riscaldamento centralizzato hanno il vantaggio della scala: con un’unica macchina grande si può riscaldare un intero edificio. Di contro, la gestione di un impianto grande richiede la conciliazione dei diversi usi del sistema nei singoli locali. Vi sono diverse topologie possibili dell’impianto centralizzato negli edifici: a condotti centrali, che hanno un solo punto di ingresso per ogni piano o zona e si diramano successivamente; a condotti paralleli.

    Contabilizzazione

    Il sistema che consente ai complessi condominiali, muniti di riscaldamento centralizzato, di ripartire le spese si chiama contabilizzazione. Grazie a questa è possibile la ripartizione delle spese di riscaldamento in funzione ai consumi individuali di ciascun utente. Con un meccanismo di termoregolazione, quest’ultimo può stabilire la temperatura che si desidera all’interno di ogni appartamento. Tale modalità permette ad ogni famiglia di mantenere i vantaggi dell’impianto centralizzato , per quanto riguarda la sicurezza e il rendimento energetico, e al tempo stesso di avere una propria autonomia nella gestione personale di un impianto individuale.

    Distacco dall’impianto centralizzato

    Essendo una delle parti comuni di un condominio, la soppressione dell’impianto centralizzato è lecita solamente se tutti i condomini sono d’accordo. Ad ogni modo il singolo condomino può rinunciare all’uso dell’impianto centralizzato e staccare le diramazioni della singola unità immobiliare dal resto del sistema comune , ma solo se il suo distacco non comporta un aggravio di spese per tutti coloro che continuano ad utilizzare il riscaldamento centralizzato , né danno uno squilibrio termico o funzionale nell’intero edificio. Per questo motivo il condomino che vuole staccarsi dal sistema comune deve far accertare da un tecnico l’esistenza e la sicurezza di tutti questi presupposti. Se l’assemblea constata che i presupposti sussistono, il condomino può procedere con il distacco e non partecipare più alle spese di consumo, ma non può sottrarsi alle spese di conservazione e manutenzione dell’impianto perché rimane comproprietario.

  • La riforma in vigore dal 18 giugno: la rivoluzione del condominio

    La riforma del condominio finalmente è in vigore. Dal 18 giugno tutti gli amministratori di condominio dovranno adeguarsi agli obblighi imposti dalla legge. La legge guarda con particolare attenzione alla professionalità dell’amministratore di condominio, ai nuovi amministratori, al principio di trasparenza, all’innovazione, guarda ai reali bisogni dei condòmini.

    I nuovi obblighi imposti per tutti gli amministratori che già operano nel settore, ma soprattutto per tutti quelli che hanno intenzione di intraprendere questa professione sono diversi, tutti improntati a sottolineare l’importanza della trasparenza legata ad ogni azione compiuta dall’amministratore:

    · Diventa obbligatorio avere un amministratore di condominio professionista solo per i condomini che hanno oltre 8 proprietari all’interno;

    · L’amministratore potrà restare in carica due anni. Il mandato dell’amministratore verrà rinnovato alla scadenza dell’annualità per altri 12 mesi, la revoca può essere richiesta in qualsiasi momento dall’assemblea nel caso in cui ci siano gravi inadempienze;

    · Per tutti i nuovi amministratori, il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola media superiore, inoltre dovranno frequentare un corso di formazione specifico per amministratori di condominio che li qualifichi ulteriormente;

    · I condòmini potranno richiedere che l’amministratore stipuli un’assicurazione di responsabilità civile professionale per la gestione del loro condominio;

    · L’amministratore non potrà avere deleghe dei condòmini per le votazioni durante le assemblee;

    · Dovrà aprire un conto corrente condominiale per ogni condominio da lui gestito, in caso contrario pena sarà la revoca immediata dall’incarico;

    · L’amministratore in caso di condòmini morosi per oltre sei mesi dalla chiusura del bilancio dovrà richiedere decreto ingiuntivo;

    · Dovrà tenere aggiornati e sempre disponibili il registro contabile, il registro dell’anagrafe condominiale, il registro di nomina e di revoca dell’amministratore, infine il registro delle assemblee;

    · In caso di delibera da parte dell’assemblea condominiale, del raggiungimento della maggioranza del 50% + 1 dei condòmini e dei millesimi, l’amministratore dovrà aprire il sito internet condominiale in cui verrà pubblicata tutta la documentazione del condominio, la rendicontazione mensile, il bilancio consuntivo e preventivo.

    Diventa necessario per tutti i professionisti del settore adeguarsi alla normativa, organizzarsi, creare una struttura solida, un team di collaboratori in grado di aiutarlo nella gestione dei condomini, garantendo qualità e trasparenza, principi fondamentali per la normativa in vigore.

    “L’amministratore oggi, ora non potrà più improvvisarsi” dice Luca Bensaia, Direttore generale di Manager Immobiliari, “siamo gli unici sul mercato ad offrire tutto il necessario per adeguarsi alla legge, offriamo tutto il pacchetto completo: il nostro Manager Immobiliare, presenza costante nel condominio, gestione contabile, legale e assicurativa, sito internet condominiale e un centro servizi dedicato che risponde 24 ore su 24 a tutte le richieste dei condòmini”.

    Manager Immobiliari, società operante tra Milano e Bologna, è pronta a questa evoluzione. Ha il know-how, lo sviluppo tecnologico, risponde a tutte le esigenze emerse dalla gestione condominiale esposte dalla riforma. Il Manager Immobiliare è la vera risposta alla legge.

  • DA AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO A MANAGER: L’EVOLUZIONE DELLA FIGURA PROFESSIONALE

    Con l’entrata in vigore, il 18 giugno prossimo, della legge 220/2012 di Riforma del Condominio nasce l’urgenza, per tutti gli amministratori professionisti, di attrezzarsi per riorganizzare il proprio lavoro, garantendo i livelli qualitativi richiesti dal provvedimento stesso.

    La Riforma guarda con particolare attenzione ai bisogni percepiti dalla società attuale, dai condòmini, sotto tutti i punti di vista. Facendosi garante di tutte le esigenze manifestate, la legge abbraccia il tema della formazione professionale, della trasparenza e dell’accessibilità alla documentazione, grazie anche alla creazione di siti condominiali, del registro contabile e del conto corrente unico condominiale.

    La riforma non solo guarda a tutti quelli che proprio ora vogliono intraprendere questa professione, ma anche a tutti i professionisti che già operano nel settore da tempo.

    Dovendosi adeguare alle innumerevoli modifiche come può un’unica persona, un professionista, seppur affiancato da validi collaboratori, gestire tutto questo?

    Questo è il vero problema, oggi come ieri, dover seguire il condominio con una visione a 360 gradi, scegliere i fornitori competenti per tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie tra la miriade di proposte sul mercato, tenere le assemblee, preparare l’intera documentazione contabile, gestire le chiamate. Ancor di più oggi che la legge richiede maggiore attenzione e tutela per gli utenti, che assicura accessibilità e trasparenza ad ogni azione e decisione presa.

    Manager Immobiliari ha pensato a tutto.” ci dice Luca Bensaia, Direttore generale di Manager Immobiliari. “Il nostro Manager Immobiliare ha, grazie all’accentramento delle attività di ufficio nel Centro Servizi dell’azienda, il tempo per dedicarsi unicamente ad avere un rapporto diretto con i condòmini, vivendo a stretto contatto con l’edificio e con la realtà che ruota attorno a tutto il mondo condominiale” continua Bensaia.

    Manager Immobiliari è l’unica società, ad oggi, in grado di gestire direttamente, senza appoggiarsi a professionisti esterni, contabilità, amministrazione, fiscalità, pratiche assicurative consulenza legale e gestione fornitori. Il tutto gestito attraverso un servizio clienti attivo 24 ore su 24 e una piattaforma informatica proprietaria, capace di archiviare tutta la documentazione condominiale, di gestire la postalizzazione automatica e di offrire ai clienti il predetto sito internet condominiale che garantisce trasparenza totale nella gestione dei soldi dei condomini.

    Tutti questi servizi in un’unica grande azienda, che grazie ad anni di esperienza sul campo, studio e sviluppo tecnologico, ha acquisito il proprio know how, presentandosi al mercato come vero e proprio precursore.

    Il nuovo Manager Immobiliare può dedicarsi alle reali problematiche di vita quotidiana dei diversi condomini, partecipando attivamente alle differenti dinamiche all’interno degli edifici amministrati; tutto questo supportato da un team di esperti e tecnici di settore, che con lui collaborano costantemente, in sinergia, migliorando esponenzialmente non solo la qualità del servizio che sta erogando, ma anche garantendogli l’osservanza della totalità dei requisiti richiesti dalla nuova legge.

  • UNAI: da 45 anni al servizio degli Amministratori

    UNAI festeggia il proprio compleanno con il XIX Congresso Nazionale e la ricca due giorni dello Stage di Aggiornamento Biennale – Centro Italia.

    Il 19 febbraio del 1968 si costituiva ufficialmente l’Unione Romana Amministratori Immobiliari (URAI): l’associazione che il 23 dicembre 1993, assumendo dimensione nazionale, sarebbe diventata l’Unione Nazionale Amministratori di Immobili (UNAI)*.

    Proprio in questi giorni quindi, UNAI compie 45 anni.

    Un’età giudicata per un uomo di piena maturità, ma che per l’associazione è, da una parte dimostrazione di un’ineguagliabile continuità e di un’esperienza di settore senza pari, dall’altra segno di altrettanto eccezionali vigore e vitalità, che confermano UNAI sempre protesa nell’anticipare gli scenari futuri.

    Insomma, l’esperienza della maturità abbinata al vigore della gioventù. Un caso più unico che raro.

    “La nuova associazione nasceva come momento di rottura nei confronti della figura classica di amministratore di condominio, inteso come operatore improvvisato e spesso disonesto ed intrallazzino, oltre che ignorante.” In sostanza, si gettavano i fondamenti di una figura di amministratore che, diversamente da quanto accadeva ai tempi, avrebbe dovuto dimostrare prima di tutto professionalità e ferrate competenze specialistiche.

    Un evento importante che UNAI celebrerà in grande spolvero il 22 febbraio, in occasione del XIX Congresso UNAI, quindi il 23 e 24 febbraio con il SAB 213 – Centro, presso l’ERGIFE Palace Hotel in Roma.

    Momenti salienti del Congresso saranno le Modifiche Statutarie, l’Approvazione del Piano di Programmazione Quinquennale e il Rinnovo delle cariche sociali (la proclamazione degli eletti e l’esposizione del PPQ approvato avverrà nella mattinata di Domenica 24 febbraio 2013).

    I successivi due giorni del SAB (Stage di Aggiornamento Biennale) invece, saranno occasione per ascoltare numerose relazioni volte a chiarire la portata applicativa della nuova normativa codicistica sul condominio, nonché momento di confronto con alcune soluzioni pratiche, dedotte dall’esperienza applicativa della analoga normativa negli stati esteri di Brasile, Messico, Guatemala, Giappone e Spagna, alla luce anche delle direttive comunitarie 2005/36/CE e 2005/123/CE.

    Oltre all’intervento del Presidente Nazionale UNAI Rosario Calabrese, sono infatti attesi gli interventi di Susana Figueroa (Guatemala) e Adolfo Kunz Bolaños (Messico) – Somiglianze fra il mondo latino-americano e la realtà del condominio italiano; Claudine Speltz (Presidente CEPI – Europa) – L’amministratore d’Immobili alla luce delle nuove realtà europee; Deborah Mendonça (Brasile) – Oltre l’“amministrazione”: quando gestire immobili è più che management; George Noriaki Shiomi (Giappone) – Gestire immobili nel giardino dei ciliegi in fiore; Mario Cicala (Magistrato – Presidente sez. Tributaria della Corte di Cassazione) – Fiscalità e immobili in Italia: Cosa è cambiato con la finanziaria 2013; Roberto Triola (Magistrato – Presidente II sez. civ. Corte di Cassazione) – Gestire immobili in Italia: Novità giurisprudenziali del 2012; Pepe Gutierrez (Spagna) – La gestione immobiliare integrata ovvero “attitudine-idoneità” dell’amministratore; mentre a concludere sarà esposta dal Presidente Nazionale UNAI – La programmazione quinquennale e le sfide UNAI per il prossimo futuro (esposizione della mozione congressuale prescelta). Non mancheranno, come sempre, i Question Time, moderati per l’occasione da Pedro Wahmann (Brasile) e dal Segretario Nazionale UNAI Concetta Cinque (Italia).

  • Nuove leggi condominiali: le nuove regole introdotte con l’ultima riforma

    Le regole condominiali cambiano: la RIFORMA che deve ancora ricevere l’ok da parte della Camera, ha apportato diverse modifiche alle LEGGI del testo della riforma del CONDOMINIO. A partire dalla necessità di esaminare la tenuta della tradizionale rappresentazione giuridica del condominio stesso di fronte alla necessità di rinnovamento dell’istituto richiesta dalla società, molti sono state le modifiche effettuate. Innanzitutto la Camera ha seguito quella che già era l’impostazione data dal Senato, ovvero, che al condominio non sarà attribuita la capacità giuridica. Ciò significa che i proprietari esclusivi delle unità abitative diventano anche comproprietari delle parti in uso comune; ci sarà un’organizzazione unica, che avrà il compito di amministrare le parti comuni, rappresentata dall’assemblea dei possidenti e dall’amministratore da essi nominato. Per quanto riguarda il testo vero e proprio della riforma, rispetto all’ultima stesura della bozza approvata dal Senato, è stata effettuata una revisione mirata a semplificare e snellire, e sono state soppresse delle norme ritenute responsabili solo di causare litigiosità e contrasti tra condomini. Inoltre tra le novità della riforma, vi è anche una particolare attenzione e richiesta di introduzione rivolta a tutte le nuove tecnologie che mirano a migliorare, risparmiare e semplificare la vita dei condomini come ad esempio le reti in fibra ottica o le fonti di energia rinnovabili. L’amministratore di condominio dovrà esibire ai condomini una polizza individuale di responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato, le cui responsabilità sono a carico dei condomini. Verrà quindi ideato un Registro degli amministratori di condominio, con indicazioni riguardanti i requisiti di onorabilità e di formazione richiesti ai fini dell’iscrizione, sebbene sia stato dichiarato anche che “agli iscritti al registro è riconosciuta competenza specifica per l’esercizio dell’attività di amministratore di condominio. L’iscrizione al registro, tuttavia, non costituisce requisito per l’esercizio di tale attività”. E’ stata anche introdotta una novità riguardo le parti in comune dell’edificio: ora comprenderanno anche facciate, i sottotetti, gli impianti di condizionamento, quelli per la ricezione radio TV, anche satellitare o via cavo ed i parcheggi.