Tag: cibo

  • I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto

    Arriva a Napoli, dopo l’esordio a Milano e le tappe di Cesena e Pescara, la performance-mostra itinerante di Giovanna Lacedra “IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO”.

    I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto che vuole trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico: dal 14 al 21 aprile alla Galleria LineaDarte Officina Creativa, con il Patrocinio del Comune di Napoli.


    Foto di Massimo Prizzon

    Foto di Massimo Prizzon


    Napoli, 14 aprile 2012: alle ore 18:00, la galleria LineaDarte Officina Creativa ospiterà “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, una performance-confessional autobiografica, ideata, scritta e agita da Giovanna Lacedra, artista di origine lucana e fiorentina di formazione, che vive e lavora a Milano.

    L’evento, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori, mette in scena, nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di venti minuti, i rituali ossessivi-compulsivi che normalmente vengono consumati in segreto da chi sviluppa una patologia del comportamento alimentare, svelandone ogni crudezza.


    “E’ un atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore – afferma l’artista – in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato. La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato. La vera patologia è la piaga del disamore. La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. L’incolmabile precipizio dentro il cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione”.

    Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe della propria sofferenza per trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico e per sensibilizzare le coscienze verso un disagio troppe volte sottovalutato o, peggio ancora, tenuto nascosto.

    E così, può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato ma utile per gridare il proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame. Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare sono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, sono lette come capricci.

    Una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza si svela: a integrare le tematiche affrontate dalla performance, una sequenza di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento e le intime pagine dei diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

    Trasformare in arte la patologia.

    Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

    Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.

    Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.

    Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.

    Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.

    Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.

    Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili. Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.

    Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

    IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.

    IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore. Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato.

    La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato.

    La vera patologia: la piaga del disamore.

    La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

    Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità. Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.

    Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme, e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato… quel nutrimento, non sarà mai cibo. Mai.

    Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l’anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un flusso di vacuità non arginabile. Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E’ l’amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

    Il cibo non è che una dipendenza e un’astinenza. È il sintomo di una patologia.

    Ma la verità è altrove: è nel bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo, si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

    Dai diari in mostra:

    14 Maggio 2005

    “Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.

    Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.

    4 Luglio 2005

    “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

    Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.

    Oggi: 475 Kilocalorie.”

    22 Luglio 2005

    “ Ore 9.00: Kg 40.8. Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”

    28 Luglio 2005

    “Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me…”

    SCHEDA TECNICA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Galleria LineaDarte Officina Creativa

    Via Domenico Soriano 34 –Napoli

    con il Patrocinio del Comune di Napoli

    Live performance: sabato 14 aprile 2012, ore 18.00

    Mostra diari, foto e video: dal 14 al 21 aprile – dalle 16.00 alle 19.00

    Ingresso libero

    Infoline: 081 5494271

    www.lineadarte-officinacreativa.org

    [email protected]

    [email protected]

  • Originali e saporite ricette alla griglia e barbecue

    I protagonisti delle grigliate sono di solito la carne come il manzo ed il maiale, il pesce e le verdure, che si cucinano con pazienza in carbonella, brace dio legna o le più moderne attrezzature come girarrosti elettrici o a gas. La griglia deve essere in tutti i casi molto calda prima di collocarci la carne per evitare che ci si attacchi e i pezzi controllati in tutto momento poiché un minuto in più di cottura può far perdere il sapore alle braciole più saporite.

    Una tecnica molto abituale per rendere più saporite e più tenere le nostre carni cucinate in griglie per barbecue è la marinatura. 24 ore prima di cucinare la carne, mettetela in un recipiente con mezzo bicchiere di olio di oliva, un getto di vino bianco, sale, pepe bianco e prezzemolo macinati a piacere, un pizzico di curry, cayenna, noce moscata e cumino. Questa marinatura serve sia per entrecote e pezzi relativamente grandi di carne che per cucinare uno spiedo girarrosto di pollo, manzo o maiale.

    La carne macinata è un altro degli ingredienti che diventa protagonista di barbecue all’aria aperta, specialmente nei mesi più caldi dell’anno. Inoltre alle ormai classiche hamburger, esistono delle ricette come le koftas, di origine arabo, che sorprendono per la loro ricchezza di sapori e che possono cucinarsi anche in girarrosti a gas o anche in forno se non disponete degli attrezzi. Per elaborare le koftas, serve mescolare un kilo di carne macinata (tradizionalmente di manzo ma potete usare anche macinato di maiale o misto) con un uovo, sale e pepe. Bisogna poi aggiungerci una cipolla tritata, il succo di mezzo limone, un cucchiaio di curry, due cucchiaini di cumino e un pizzico di cannella in polvere. Una volta il tutto è ben mescolato, deve mettersi in frigo per almeno un’ora finché acquisisca consistenza, dopodiché basta creare dei pezzi a forma di salsiccia, infilarci uno spiedino e collocarli sulla griglia o barbecue.

    Per quanto riguarda il pesce, i tempi di cottura su griglia sono più veloci rispetto a quelli della carne. Le proteine e benefici naturale di questo cibo si mantengono se cucinato in questo modo, che rappresenta inoltre un’alternativa sana ad altri metodi di cottura già che riduce il contenuto di grassi di alcuni pesci come il salmone e la sardina. Un’alternativa sorprendente alle preparazioni di pesce tradizionali è la grigliata di ostriche, una ricetta molto facile ma di successo assicurato. Basta mettere le ostriche chiuse nella griglia ed aspettare che comincino ad aprirsi. A questo punto è già possibile servirle, in tutto il loro splendore, senza aggiunte di nessun tipo.

    Alcune delle ricette meno conosciute per realizzare sui girarrosti sono quelle che hanno la frutta come protagonista. Queste possono cucinarsi all’interno di un panino oppure in forma di spiedino tutti frutti, un modo diverso di mangiare le nostre dosi diarie magari combinate con altri piatti di carne. L’ananas è la frutta da cucinare alla griglia per eccellenza, ma anche le mele danno degli ottimi risultati.

    Ci sono insomma tante preparazioni da aggiungere al ricettario dei tradizionali cibi di barbecue, magari integrandoli per creare delle nuove pietanze da mettere in pratica nella prossima riunione tra amici intorno ad una buona grigliata.

    Articolo a cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – certificazione siti web

  • Cibo Cani

    Uno dei più completi portali dedicati esclusivamente ai nostri amici cani e gatti dove trovare utili informazioni per la cura e l’alimentazione dei nostri piccoli amici: cibo cani e gatti, razze, addestramento, cura e preziosi consigli veterinari, accessori e tutto ciò che serve ai nostri piccoli grandi amici. Inoltre, nella sezione “domande e risposte”, un veterinario provvederà a rispondere in pochi giorni alle vostre domande relative a comportamento, abitudini, malattie e curiosità generali di cani e gatti.

  • Speciale weekend “Palati curiosi” a Prizzi e dintorni

    Si inizia venerdì 24 giugno alle 9.30 al Laboratorio Sensoriale di Prizzi per la prova di Assaggio Guidato dei formaggi tipici e dell’olio della Valle del Sosio e dei Monti Sicani.

    L’esperienza, particolarmente stimolante per chi opera nel settore del Food&Beverage ma aperta a tutti, anche ai più piccoli, consentirà di approfondire le conoscenze organolettiche dei prodotti assaggiati ed apprezzarne le peculiarità. I prodotti protagonisti della mattina, tutti rigorosamente DOP, verranno prima presentati dal personale esperto del Laboratorio e poi proposti per l’assaggio ai partecipanti. Gli “assaggiatori” saranno dotati di apposite schede-guida con l’indicazione dei descrittori e delle procedure da seguire per esprimere un corretto giudizio organolettico.

    Per l’”Assaggio Guidato”, il numero minimo di partecipanti varia da un minimo di 8 ad un massimo di 25.

    Il pomeriggio si prosegue con la visita guidata di Prizzi, per scoprire il museo greco – elimo della città di Hippana, i murales, la torre saracena ed il Museo dei costumi del Ballo dei Diavoli di Pasqua.

    Sabato e domenica in libertà, per fare delle facili escursioni nei sentieri delle Riserve oppure visitare a scelta gli altri comuni della Valle del Sosio: Palazzo Adriano, set del famoso film Nuovo Cinema Paradiso, Giuliana con il famoso castello di Federico II, Chiusa Sclafani con le sue chiese barocche e la grande Badia, Bisacquino con i suoi originali musei.

    A cena o a pranzo, ci si potrà deliziare con il ricco e variegato Menù della Montagna, da ricercare in 5 selezionati ristoranti dell’area che con antipasti, due primi, un ricco secondo ed il dolce, faranno a gara per stupire i commensali.

    Infine, gli amanti del gusto non potranno dimenticare le degustazioni gratuite e l’opportunità di fare spesa a Km 0 presso alcuni noti produttori locali: della famosa pizza bianca ranza e sciura, di olio, olive giarraffa, caciocavallo, frutta e conserve.

    Per maggiori informazioni:

    www.montagneinsicilia.it (sezione: feste e gusto)

    http://www.montagneinsicilia.it/component/content/article/166/496-weekend-per-palati-curiosi.html

  • Nasce Gusto fuori dal coro!

    Voci fuori dal coro propone una nuova rubrica per i palati e le menti fuori dal coro! Nasce Gusto fuori dal coro! Una rubrica interamente dedicata all’enogastronomia ed alla cultura del vino curata dal web-professore Elai. Ironia e considerazioni controcorrente sono gli ingredienti principali di questa ricetta unica al mondo. L’autore, vero amante del vino e del buon cibo, saprà stimolare le vostre menti ed i vostri palati già dai primi articoli.

  • I forni a legna professionali Valoriani sono i fiori all’occhiello delle pizzerie italiane ed estere

    Quando si parla di cibo in Italia così come all’estero la tendenza sempre più diffusa è quella di porre l’accento sulla qualità, sia delle materie prime che degli strumenti utilizzati nelle cucine domestiche e professionali. I forni a legna Valoriani si stanno diffondendo in modo sempre più marcato nelle pizzerie italiane e non, sintomo che sempre più ristoratori prestano una reale attenzione a ciò che presentano sulle loro tavole.

    Gli italiani sono sempre stati esigenti in tema di “ben mangiare” e di rispetto delle tradizioni culinarie del proprio paese, e quest’attenzione si sta espandendo poco per volta nel resto del mondo. Una volta ancora, come già accaduto per la cultura, lo stile e la moda, il Bel Paese è preso ad esempio per l’educazione alimentare e in molti operano al fine di esportarla all’estero. In questo contesto il forno a legna non fa altro che legarsi ad un immaginario che restituisce genuinità ai cibi, regalando al pane e alla pizza il ‘sapore di una volta’, della cucina ‘della nonna’.

    Questa severità si esplica nella preservazione di alimenti unici al mondo, di procedure artigianali tramandate di generazione in generazione quale patrimonio dell’intero paese. In quest’ottica entrare in una pizzeria o in un ristorante e scorgere un bel forno Valoriani nella cucina a vista del locale è sempre di più una garanzia di qualità e rispetto dell’antica tradizione culinaria tutta italiana. Esso è un valore aggiunto, il fiore all’occhiello che rappresenta una promessa di un prodotto speciale, dal sapore unico, lontano dai prodotti industrializzati di massa.

    Pur inizialmente pensato e realizzato per le pizzerie, il forno a legna risulta estremamente versatile in cucina e non si limita alla sola pizza. Scegliere di utilizzare forni a legna professionali Valoriani, come Vesuvio ad esempio, rappresenta un vero investimento per il futuro del proprio locale, essi consentono, infatti, di realizzare una cucina genuina e naturale che mantiene inalterate le proprietà nutritive dei cibi e che ne esalta le fragranze e i sapori.

  • Grigliata tradizione dell’estate..ma non solo!

    Sicuramente queste cene sono prerogativa dell’estate ma fortunatamente la tecnologia ci viene incontro anche in questo versante! Sempre più infatti sono i ristoranti dotati di griglia o grill elettrico, o spiedi che possono offrire questi deliziosi e succulenti piatti anche d’inverno e in locali chiusi ma sempre più diffusi sono anche gastronomie d’asporto che offrono questo tipo di piatti da portar via per essere gustati a casa in compagnia di amici e parenti.

    Ma quali sono i segreti per una grigliata perfetta? Quali sono le caratteristiche che deve avere un barbecue da “professionisti”? Innanzitutto bisogna considerare che non tutte le grigliate sono uguali, alcune addirittura possono essere nocive e vi è un punto esatto su cui calibrare la cottura della carne affinché non vi si annidino amine eterocicliche, creosoto, idrocarburi policiclici e diossina o altre sostanze simili. Queste sostanze solitamente si formano quando si cucina a fiamma viva senza particolari attenzioni o competenze che invece dovrebbero essere indispensabili come in qualsiasi altra ricetta o tipologia di cottura del cibo.

    Una delle cose fondamentali da conoscere è sicuramente la differenza tra grill e barbecue che molte volte vengono identificati tra loro ma che in realtà sono due cose ben distinte in base a diverse caratteristiche quali le materie prime come carne verdure e altri tipi di cibo, e caratteristiche del mezzo come tipo della fiamma, utilizzo di carbonella o legna, cottura a gas o mezzi di cottura come girarrosti professionali, etc. Inoltre molta importanza hanno fattori come la marinatura della carne, legno utilizzato, posizione della griglia rispetto al vento la tipologia del legno dal quale si ricava la brace stessa e la sua disposizione rispetto al cibo e alla superficie totale del piano di cottura.

    Uno degli strumenti più apprezzati dai griller appassionati o per professione è sicuramente il girarrosto. Il suo valore aggiunto riconosciuto da tutti dei girarrosti è sicuramente quello di permettere il posizionamento del cibo durante la cottura sia dal punto di vista di punto di cottura sia dal punto di vista di distanza dalla sorgente di calore. Il tutto tramite un sistema di ingranaggi che consente l’uniformità di cottura dell’intero pezzo di carne senza incorrere in spiacevoli inconvenienti come scottature o nei casi più gravi ustioni.

    Uno dei segreti per un buon barbecue o una buona grigliata è sicuramente quello di non avere fretta. Quella alla griglia è infatti una cottura lenta che necessità tempo e pazienza per poter portare a risultati soddisfacenti per il palato. Solitamente alla griglia si cucinano soprattutto carni rosse o bianche, pesce, verdure funghi e formaggi ed ognuno di questi cibi può assumere di volta in volta sapori diversi in base alle caratteristiche di legna e brace. Un segreto del mestiere è sicuramente quello di porre in anticipo la griglia sulla brace in modo che all’arrivo dl cibo quest’ultima sia ben calda e non faccia attaccare il cibo quando lo si deve girare. Buon appetito!

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Lead generation

  • Panino sì…ma italiano!

    Solo valori emotivi come l’amore, l’amicizia e la famiglia riescono a spodestare questi principi, che però assumono una valenza completamente diversa in quanto non solo rientrano in categorie sociologiche differenti ma sono anche rivolti a qualcosa al di fuori della sfera personale ed emotiva con la quale il singolo individuo interagisce.

    Tornando alle indagini è emerso che almeno 4 italiani su dieci almeno una volta alla settimana consuma panini e altri alimenti da forniture bar fuori di casa caratteristiche che sottolinea ancora di più come l’attenzione all’alimentazione sana e corretta esuli dal contesto familiare e dalla valenza emotiva che il cibo stesso può avere. Non solo, essendo l’Italia la patria di cibi gourmet e di origine controllata questa attenzione viene sempre più a riproporsi nella scelta stessa del cibo che si consuma al bar e in pausa pranzo.

    Molto richiesti sono i prodotti tipici che si contraddistinguono non solo per bontà ma anche per digeribilità e per denominazione di origine. Per esempio preferita è una semplice bruschetta pomodoro con verdure o qualche affettato al panino da fast food che risulta essere pesante se mangiato in pausa pranzo e troppo ricco di calorie a causa delle salse e dei troppi condimenti.

    Inoltre, da una recente inchiesta di Coldiretti è emerso che il 65% degli italiani vorrebbe assaggiare panini gourmet, prodotto tipico dell’Italia che potrebbe offrire una grande varietà di proposte in questo senso grazie ai numerosi prodotti DOP i IGP di cui detiene l’esclusiva. Prodotti sempre più valorizzati che hanno riacquistato tutto il loro valore non solo per i fanatici del salutismo ma per l’intera composizione della popolazione. Un aspetto da prendere in seria considerazione se si confrontano i risultati delle indagini di qualche anno fa che evidenziavano una certa indifferenza verso questi prodotti.

    Un valore, quello della sana alimentazione, che diventa proprio durante la fase della consapevolezza dell’essere umano ossia tra i 30 e i 64 anni che parte dalla valutazione sulla diretta conoscenza degli ingredienti che compongono il cibo, dal luogo di vendita prodotti alimentari e dalla loro origine e provenienza.

    Ciò non deve far pensare che questa ricerca della qualità del cibo faccia passare in secondo piano la ricerca del gusto dell’edonismo e della soddisfazione del palato, anzi. Nonostante questo sia un aspetto privilegiato dal sesso maschile la qualità viene identificata con la bontà, facendo passare in secondo piano altre componenti come il prezzo, la velocità di preparazione o la cura nella presentazione. Un’alimentazione salutare e genuina che tende la mano a quelle che sono da sempre le caratteristiche della tradizione culinaria italiana, sia nei pasti veloci che nei pasti tradizionali, senza disdegnare i prodotti pronti, purchè la loro qualità sia indiscussa e testata senza basarsi sul principio delle marche ma su dati scientifici accurati.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • A Parigi grande successo per lo chef internazionale Luigi Sforzellini alla kermesse “East Fusion”, i Gourmet Food – Luxury parigini conquistati.

    Ancora una volta l’alta cucina italiana è stata rappresentata magnificamente all’esclusiva kermesse “East Fusion 2010” di Parigi dall’executive chef italiano Luigi Sforzellini, famoso e riconosciuto testimonial di firma prodotto internazionale, che ha conquistato la metropoli francese presentando nelle varie giornate della manifestazione la sua personale interpretazione dedicata alla nuova frontiera della “East Fusion”, con una magistrale rappresentazione culinaria plasmata nella ricercata fusione orientale posta in un intrigante ibrido di cucina italiana. Nella magica e teatral-storica location privata dell’Avenue Club Romary” a ridosso dell’esclusivo quartiere parigino dell’Abondy Byron Leevue lo chef italiano ha ricevuto grande acclamazione e successo dalla selezionata platea di professionisti e invitati presenti, che hanno visitato questa esclusiva manifestazione parigina. Si è sommariamente trattato di una rappresentazione di alta cucina con l’utilizzo in alchimia modulare di diversificati ingredienti e cibi orientali perfetti per dare forma a mix sorprendenti in antagonismo gastronomico modulare con pietanze tipicamente italiane. Entusiasmanti le diversificate assiette proposte contenenti le creazioni di firma gastronomica by Luigi Sforzellini, grande appassionato cultore, intenditore e degustatore delle varie cucine orientali. Tra le più interessanti pietanze proposte in un ibrido gustativo di sfida, menzioni speciali meritano i Wonton, la versione asiatica dei ravioli, posti a confronto in schema libero negli assaggi ai ravioli di zucca mantovani; il sushi, riso cotto al vapore, condito con aceto di riso, zucchero e sale, usato come base per varie farciture, posto a confronto in schema libero negli assaggi al barley roll by Sforzellini, ottimi involtini di foglie di vite e orzo, con varie farciture e cotti al vapore; il Kimchi, un misto di cavolo, radici e altre verdure marinate nel sale, condite e fermentate con peperoncini rossi, aglio, cipolle zenzero e pesce posti a confronto in schema libero negli assaggi alla nostra caponata siciliana, servita tiepida con piccoli bocconcini di pesce bianco cotto al vapore in emulsione di erbe aromatiche; il Gochujang, salsa di fagioli di soia fermentati con peperoncini rossi e orzo o riso posti da Sforzellini a confronto in schema libero negli assaggi a una fumante zuppa di fagioli borlotti profumata con della striscioline di carne salada trentina; i Baozi, panini cotti al vapore, farciti o di cavolo o di tofu, o carne di maiale fritta posti a confronto in schema libero negli assaggi a della torta fritta parmense servita con il salame felino a fettine; i Takemoko, germogli di soia lessati o saltati in padella, dal gusto dolciastro e dalla consistenza croccante posti a confronto in schema libero negli assaggi a dei germogli di radicchio spadone trevisano, cotti alla griglia e serviti con una fonduta di formaggio di capra all’olio di acciuga; i Doufu, formaggio ottenuto dalla cagliata del latte di soia, dal colore bianco e compatto posto a confronto in schema libero negli assaggi al nostro taleggio lodigiano, sia servito in lamina freddo con insalatina di pere e nocciole, che servito fondente con fettine di lardo e briciole di castagne tostate. Si è trattato, come si può intendere di una magistrale rappresentazione culinaria, messa in atto e firmata da Sforzellini con professionalità e maniacale precisione tecnica. Ripercorrendo in una chiave personale di interpretazione inusuale il vivace contrasto tra le due tipologie di cucina, quella orientale e quella italiana; e riuscendo a donare nei vari assaggi similitudini di gusto e di sapore posti seppur con provocazione in un perfetto equilibrio gustativo. Creando un perfetto percorso modulare, firmato dalla forte impronta culinaria del carismatico chef italiano, Luigi Sforzellini, che con questa sua proposta internazionale ha voluto mettere l’accento sulla potenzialità della gastronomia orientale, che negli ultimi tempi sta volendo ottenere un più forte riconoscimento internazionale; e per fare ciò deve farsi leggermente educare e plasmare dalle altre cucine, sia asiatiche che europee. Questo secondo Sforzellini, sarà il prezzo che la cucina orientale deve essere pronta a pagare per arrivare ad essere considerata in breve tempo; e a ragione, una planetaria espressione di cucina contemporanea. www.sforzelliniconsulting.it

  • Alimentazione al primo posto: catering

    In molti casi le aziende di catering possono offrire servizi che spaziano dal banchetto sobrio a quello sontuoso soddisfacendo tutte le tipologie di allergie alimentari, peculiarità come celiachia o intolleranze e gusti particolari che vanno dal pesce alla carne fino ad arrivare alle verdure. Il catering, termine inglese che definisce l’approvvigionamento e la preparazione di cibarie, in Italia viene considerato un tutt’uno con il catering banqueting che consiste nella somministrazione di cibi e bevande in luoghi diversi da quello della cottura e di rifornimento. Solitamente le aziende che offrono questi servizi sono in grado di accontentare anche i clienti più esigenti attraverso allestimenti particolari e su misura anche attraverso la collaborazione con fioristi e allestitori professionisti che sono in grado di valutare tutte le necessità e prevedere anche il più piccolo inconveniente. Solitamente con un sopraluogo all’interno dell’ambiente in cui si deve svolgere il banchetto il responsabile di tali servizi è in grado di elaborare numerose alternative da far poi scegliere al committente. In molti casi l’allestimento e la preparazione delle vivande è talmente particolare e rispettoso delle esigenze da divenire addirittura preferibile ad un ristorante o agriturismo specializzato. Uno dei servizi che è sempre più richiesto grazie alle nuove tendenze alimentari e le nuove salutari abitudini che vengono ricordate e incentivate sia dai nutrizionisti che dai dietologi ed altri esperti del settore sono i menù cosiddetti “biologici”. In realtà questi menù propongono piatti della tradizione solo che vengono utilizzati prodotti di certificata provenienza biologica il che riporta alla stagionalità dei prodotti e mira alla loro freschezza sia nella cottura che nel trasporto dal luogo di produzione al luogo di preparazione. Proprio nella preparazione entra in gioco la competenza e il servizio del catering eventi la cui peculiarità è quella di mantenere la freschezza e la bontà del cibo per tutta la durata del banchetto. Esistono anche catering che propongono menù originali ed etnici e che sono adattissimi per un particolare ricevimento matrimonio o per un particolare avvenimento come può essere un anniversario, un’inaugurazione, o diversi avvenimenti che meritano di essere festeggiati a dovere. Proprio nel versante delle ricorrenze i catering riescono ad accontentare tutte le necessità grazie alla loro innata capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di location e alla competenza in organizzazione eventi, sia essa classica come una villa o un castello, fino alle più moderne o di fortuna come show room o magazzini che vengono allestiti solo per l’occasione. Una delle peculiarità che contraddistingue e rende preferibile la scelta di un’azienda che si occupa di catering è la possibilità di adattarsi a qualsiasi tipo di esigenza economica del cliente plasmando la proposta gastronomia e di allestimento in base alla precise richieste del richiedente e occupandosi di tutto dall’inizio alla fine compresi addobbi, musica e intrattenimento liberando così da ogni preoccupazione l’interessato o gli interessati che sempre più spesso non riescono a mantenere il controllo su tutto per mancanza di tempo o di specializzazione nel settore in questione.

    A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Ufficio stampa