Tag: biologico

  • Il biologico arriva in bici anche a Torino con portaNatura

    L’idea è semplice e tuttavia innovativa: creare un network virtuoso che metta in contatto piccoli contadini e allevatori, destinati altrimenti a scomparire, con famiglie desiderose di ricevere direttamente a casa il meglio della produzione biologica italiana.

    È una realtà unica perché sceglie di lavorare solo con i fornitori che rispettano i principi del biologico e del biodinamico, accuratamente selezionati e conosciuti personalmente.

    Da qualche settimana portaNatura sta sperimentando a Torino la consegna a domicilio in bicicletta: ogni mercoledì pedala per il centro storico della città e le zone limitrofe, consegnando i veg/fruit box senza emissioni di CO2 e con zero impatto per l’ambiente, grazie alla collaborazione con Pony Zero Emissioni.

    Attualmente portaNatura effettua circa 50 consegne settimanali a Torino, per un totale di più di 200 clienti nel capoluogo piemontese. Oltre ad essere sostenibile nei trasporti, ad ogni consegna portaNatura recupera i vecchi box che vengono riutilizzati diverse volte, evitando così inutili sprechi negli imballaggi. La spedizione per i clienti è sempre gratuita.

    portaNatura collabora anche con dei produttori di biologico di Torino, come Liriodendro che fornisce le carni biologiche e Il frutto permesso che fornisce le mele e altri frutti.

  • La storia del pomodoro, simbolo della cucina italiana

    Quando l’esploratore Cristoforo Colombo attraversò l’Atlantico nel 1492, non si aspettava di cambiare le abitudini alimentari quotidiane della maggior parte delle persone su questo pianeta. Senza rendersene conto mise in moto un grande interscambio biologico: se l’Europa ha dato cavalli, suini, bovini, mentre l’America ha dato al mondo arachidi, tacchino, zucca, cacao e soprattutto il pomodoro. Questo traffico ha alterato la vita delle persone ai livelli più fondamentali, e forse il suo effetto più positivo è stato quello di offrire nuovi sapori e sensazioni.

    Che cosa sarebbe il mondo mediterraneo senza pomodoro? Oggi è difficile immaginare la cucina italiana senza il “pomo d’oro”, eppure Giulio Cesare, Dante, Michelangelo, Leonardo da Vinci, tutti i papi prima di Alessandro VI, e di fatto stesso Colombo, non avevano mai sentito parlare di lui.

    Il pomodoro, infatti, è un nativo del Messico, dove le popolazioni locali lo coltivavano e lo consumavano sia crudo che cotto. Gli europei hanno impiegato molto tempo prima di introdurlo nella propria dieta quotidiana. Fino ai secoli XVI e XVII, infatti, cresceva prevalentemente come una curiosità, da ammirare piuttosto che da consumare. I primi riferimenti al sugo di pomodoro si rintracciano in alcuni testi di cucina napoletani della fine del XVII, quando Napoli si trovava sotto il dominio spagnolo. Da lì in poi fu un crescendo di ricette e variazioni che vedevano il pomodoro combinato con altri ingredienti, tra i quali anche la pasta. La prima vera consacrazione del pomodoro come ingrediente tipico dell’alimentazione degli italiani è legata a un episodio avvenuto poco dopo l’Unità d’Italia: nel giugno 1889, in onore della visita a Napoli della Regina d’Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito realizzò una pizza guarnita con pomodoro, mozzarella e basilico, ingredienti che riprendevano i colori della nuova bandiera Italiana, e chiamò la sua specialità “Pizza Margherita”.

    I sughi e le passate di pomodoro cominciarono a conquistare il mondo quando tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento vi fu un’emigrazione di massa dalle regioni del sud Italia verso l’altra sponda dell’Atlantico. Gli italiani, attraverso pizzerie e trattorie, esportarono le proprie salse a base di pomodoro prima in America e poi in Australia, tanto che oggi questo prodotto viene riconosciuto in tutto il mondo come tipico della “cucina italiana”.

  • Ortaggi, prodotti organici a km 0

    L’inverno non stimola particolarmente ad assumere come consigliato dall’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA 400 grammi di verdura al giorno o forse siamo noi che spesso non sappiamo valorizzare adeguatamente questa miniera di buone caratteristiche nutrizionali, eppure cucinare in inverno le verdure non è poi difficile come sembra, anzi, un buon minestrone che riscalda, del cavolfiore gratinato per i più restii nel consumo di questo tipo di cucina, oltretutto anche avendo poco tempo praticamente tutte le verdure possono essere cotte al vapore quindi con poco dispendio di tempo e preservando al tempo stesso tutti i minerali e le vitamine così importanti per il nostro fisico.

    Cominciamo dal principio comunque, le prime indicazioni riguardo l’esistenza degli ortaggi risalgono addirittura a 5000 anni fa in pieno Neolitico, periodo in cui sono iniziati a esistere i primi orti. Oggi è uso comune trovare verdure tutto l’anno senze distinzione di stagione e quindi nessuno di noi ci fà più caso, fortunatamente però questa tendenza sta andando piano piano limitandosi e sempre più persone scelgono prodotti di stagione rigorosamente freschi e magari a km 0 acquistati direttamente dal produttore per avere ancora maggiore sicurezza riguardo la freschezza e la sicurezza del consumato oltre che un toccasana per i portafogli di tutti, del cliente che risparmia acquistando direttamente alla fonte e il produttore che guadagna di più non avendo costi di filiera.

    Noi spesso usiamo indifferentemente il termine ortaggio e verdura come se si trattasse della stessa cosa, in realtà on è così, gli ortaggi sono prodotti da orto mentre la verdura è definita come parte commestibile di una pianta, a loro volta poi gli ortaggi si dividono in ortaggi a frutto, ortaggi a fiore, ortaggi da seme, ortaggi da fusto, ortaggi da radice, ortaggi da tubero, ortaggi da bulbo, ecco che come si noterà la scelta di un’ortaggio non è banale come si può pensare in un primo momento sopratutto se deve essere una scelta consapevole, ma qui forse possiamo venirvi in aiuto con alcune semplici regole di base.

    Nella scelta dell’ortaggio bisogna fondamentalmente basarsi sulle sensazioni che ci da dal punto di vista sensoriale, la prima verifica è visiva, se l’aspetto è buono, i colori sono vivi e brillanti senza parti mollicce e muffe completamente integro e senza segni di parassiti possiamo passare oltre. Controlliamo la stagione e la provenienza scegliendo quella il più possibile prodotta vicino a noi e di stagione, che è di per se garanzia di freschezza, evitiamo i produttori che fanno uso di pesticidi e ricordiamo sempre che anche se lavata le tracce di queste sostanze possono essere state assorbite dall’ortaggio e quindi poi da noi consumate.

    Una volta fatto il nostro acquisto responsabile ci si trova a tavola e qui è opportuno ricordare un paio di regole base, gli ortaggi crudi sono i migliori perchè conservano al massimo i principi nutritivi di cui sono portatori, certo a volte non si può evitare di cuocerli e in questo caso la cottura a vapore è la migliore così da non disperdere sali e vitamine nell’acqua di cottura e ad ogni modo è importantissimo non cuocerla per tempi lunghissimi ma solo il minimo indispensabile, lo stesso discorso vale per la bollitura (qui usando poca acqua possiamo limitare la dispersione delle sostanze nutritive), e la cottura alla griglia. Non accenniamo neppure alle fritture che sono devastanti dal punto di vista dietetico e della tenuta delle sostanze nutritive.

    Negli ultimi tempi alcuni produttori locali poi si sono organizzati per venire incontro alle necessità di chi per tempo, voglia o competenza non se la sente di autonomamente gestire i controlli che abbiamo indicato in questo articolo e quindi hanno costituito delle “bancarelle virtuali”, come Ortoclick by L’Orto in Casa, dove trovare ortaggi di stagione e verdure organiche, prodotti legati al territorio con consegna a domicilio e un servizio di consulenza tramite indicazioni su ricette, oppure consigli e curiosità sull’utilizzo in cucina e non solo di quanto acquistato.

  • SANA 2014: FRACCARO SPUMADORO CONTINUA AD INVESTIRE SUL BIOLOGICO

    Fraccaro Dolciaria, azienda veneta che dal 1932 produce in modo artigianale e secondo tradizione prodotti dolciari da forno di qualità, sarà presente dal 6 al 9 settembre alla 26^ edizione del Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale di BolognaFiere per presentare le novità della gamma “Pasticceria Fraccaro Bio”.

    Dall’indagine curata da Nomisma su incarico di BolognaFiere in collaborazione con Federbio, risulta un comparto di nicchia ancora in piena salute quello del biologico, con una percentuale di consumatori in crescita in Italia del 4,5% rispetto al 2013. Sull’onda di questo incremento l’azienda veneta Fraccaro Spumadoro, continua ad investire su questa nicchia di mercato.

    La linea Bio ci sta dando molta soddisfazione sia in Italia che all’estero – afferma Luca Fraccarotanto che nei prossimi anni abbiamo previsto di investire ulteriormente su questo comparto. Essere presenti al Sana quest’anno ci permette di valorizzare la nostra filosofia che poggia nel rispetto dell’uomo e della natura”.

    L’azienda dolciaria di Castelfranco Veneto, al Padiglione 31 Stand A15-B16, presenterà i nuovi Croissant Bio e Vegani Fraccaro: preparazioni dolciarie da forno realizzate con lievito naturale di pasta madre e ingredienti selezionati, certificati bio provenienti da agricoltura biologica.

    La linea “Pasticceria Fraccaro Bio”, che ricopre il 12% dell’intera produzione aziendale è la risultanza di un lungo percorso di ricerca e sviluppo intrapreso oltre una decina di anni fa, che garantisce ricette gustose e sane rispettose dell’ambiente. Oltre ai croissant la gamma annovera anche prodotti dolciari tradizionali e legati alle ricorrenze, come la Campana, la Colomba, la Focaccia Veneziana, l’Uovo farcito al cacao e le BioBrioche, per i vegani anche la Focaccia Veneziana e il Cuor vegano, entrambi al farro.

    Quella di Fraccaro è una storia di famiglia iniziata nel 1932 dai coniugi Elena e Giovanni, i capostipiti e oggi portata avanti dai cugini Luca e Michele Fraccaro e Paolo Pietrobon, rispettivamente in terza e quarta generazione. L’azienda nata come un piccolo panificio di paese, si è poi ampliata negli anni fino a diventare oggi una realtà leader nel comparto dolciario, che ancora oggi utilizza come un tempo il lievito madre a lievitazione lenta e naturale di oltre 80 anni ottenuto da fermentazione spontanea: il segreto che dona ai prodotti Fraccaro fragranza, sapore, profumi e una naturale sofficità e alta digeribilità, assieme ad ingredienti selezionati come la vaniglia in bacche, olii essenziali di agrumi, uvetta australiana, cedro ed arancio canditi da scorza fresca.

    Fraccaro Spumadoro è una piccola storia imprenditoriale di una famiglia di artigiani pasticceri che propone 100 specialità dolciarie, impiegando 40 persone, con un fatturato di circa 5 milioni di euro, distribuiti per il 58% nel mercato italiano e per il 22% in quello estero, in paesi quali Australia, Francia, Canada, Germania e Svizzera.

    www.fraccarodolciaria.it

    Ufficio Stampa:

    Serena Comunicazione S.r.l – www.serenacomunicazione.com

    Tel. 0422.231169 [email protected]

  • I vantaggi della Coltivazione Organica – Ortoclick

    I primi studi sull’agricoltura organica sono iniziati all’alba del 1900 dal botanico sir Albert Howard, dopo aver passato una ventina di anni in India per studiare i vari metodi di coltura dei contadini autoctoni, con il desiderio di trovare metodologie alternative ma altrettanto efficaci di quelle in uso in Europa per la sconfitta delle malattie delle piante.

    Quasi subito si rese conto che i metodi tradizionali che in Europa erano stati accantonati come obsoleti avevano invece un importante valore aggiunto oltre a garantire piante più sane permettevano un risparmio in termini economici dato dalla diminuzione appunto delle malattie e quindi da un’ottimizzazione della produttività di verdure organiche. Questo lo porto ben presto all’elaborazione di un approccio differente nell’impostazione del processo di coltivazione.

    I principali fattori del nuovo approccio erano:

    – qualità e salubrità del terreno. Con la vicinanza agli agricoltori locali imparò presto che il mezzo più efficace per ottenere un raccolto di buona qualità consiste nell’occuparsi prima di tutto della salute del terreno.

    – sistema “indoor”: per il mantenimento delle condizioni di partenza ottimali è indispensabile dopo aver tolto al terreno restituire secondo una legge chiamata “legge del ritorno” gli scarti organici, ecco quindi che Sir Howard creò un fertilizzante basato su sostanze animali e vegetali che consentì ai terreni di ripristinare il doveroso equilibrio, fornendo così alle piante in fase di coltivazione il più giusto apporto di sostanze nutritive.

    -rispetto dei cicli naturali. Nelle sue opere sir Howard parla di “agricoltura naturale”, non dimenticando mai di porre l’accento che la cosa più importante su cui si basa il procedimento da lui indicato è il rispetto dell’armonia e delle leggi di natura durante l’attività agricola.

    In seguito a questa esperienza le idee di Sr Howard si diffusero con le opere di Lady Balfour in particolare tramite il testo “the living soil” in cui s’illustravano le ricerche effettuate e le attività svolte riguardo all’approccio alternativo alla coltivazione convenzionale costituendo una vera e propria disciplina che prese il nome di “agricoltura organica”, vista la considerazione data all’apporto dei singoli organismi che vanno a interagire con tutto il contesto agricolo ma anche perché concentrata sulle importanze delle sostanze organiche per mantenere piante e animali in condizioni ottimali.

    Questi scritti furono poi il punto di riferimento per gruppi di scienziati agricoltori e nutrizionisti che unendosi fondarono la Soil Association, un organismo tuttora esistente che si occupa della certificazione e sviluppo di tutti i prodotti provenienti da agricoltura organica, anche se sempre più spesso e sopratutto nei paesi anglosassoni il termine organico è divenuto sinonimo di biologico.

    Questo tipo di approccio alle coltivazioni non è più legato solo ai paesi sviluppati ma è presente commercialmente in 120 paesi, con trentuno milioni di ettari coltivati e un bacino di consumi di oltre 40 miliardi di dollari nel 2006 dati da un rapporto FAO presentato all’apertura della conferenza internazionale sull’agricoltura organica e sicurezza alimentare del maggio 2007.

    Questo rapporto oltre a fornire una stima economica del successo di questo tipo di coltivazione identifica tutti i punti di forza e di debolezza del sistema oltre a valutare il fondamentale contributo fornito per il raggiungimento di una sicurezza alimentare, contiene un’analisi dettagliata delle caratteristiche della catena alimentare biologia rapportandola al diritto al cibo e propone iniziative di ricerca e di attività politica per rinforzarne ulteriormente i risultati a livello nazionale e internazionale.

    I punti di maggior forza di questo metodo sono la totale indipendenza da combustibili fossili e l’affidamento pressoché totale su produzioni locali. La forte interazione con i processi naturali ottimizza i costi e la resistenza complessiva dell’ecosistema agricolo anche rispetto a condizioni climatiche difficili come si può leggere dal rapporto.

    Con una corretta gestione della biodiversità nel tempo e nello spazio gli agricoltori che applicano questo metodo, come Ortoclick by L’Orto in Casa, usano il lavoro e i servizi ambientali per aumentare la produzione rigorosamente in modo sostenibile, rompendo così anche un circolo improduttivo legato all’indebitamento cui i piccoli agricoltori sono costretti per l’acquisto dei mezzi di produzione che tra l’altro ha causato sopratutto in tempi di crisi un terribile aumento dei suicidi in questa categoria.

  • Verdure: una dieta bilanciata a casa tua

    Da sempre i nutrizionisti privilegiano e decantano la “dieta mediterranea” perché basata su alimenti naturali, con il tempo e le sempre maggiori acquisizioni sulla nutrizione è stato confermato una volta di più che frutta e verdura contengono non solo elementi nutritivi ma anche fattori protettivi legati al colore.

    Proprio a seguito di una campagna comunicativa costante che continua tuttora da anni, tutti sanno che frutta e verdura sono alla base della salute ma pochi sanno il perché.

    Le proprietà salutistiche sono dovute alla forte presenta di acqua, vitamine, sali minerali, zuccheri, fibre e composti chiamati phytochemicals; queste sono le sostanze che conferiscono a verdura e frutta il proprio colore e sono decisivi per l’azione di protezione nei confronti del nostro corpo, ognuno di essi possiede una specifica composizione per questo i nutrizionisti consigliano sempre nel cibarsene la maggiore varietà possibile, in modo di ingerire un mix di tutte le sostanze necessarie per sopperire alle necessità del nostro fisico.

    Riuscendo ad avere un consumo variegato di tutti i tipi di frutta e verdura associati a uno stile di vita non sedentario è dimostrato da vari studi che è possibile ridurre di un terzo il rischio di tumori oltre mantenere nel tempo un soddisfacente benessere fisico e mentale.

    Vediamo ora i principali componenti della “salute” che frutta e verdura portano in dote:

    ACQUA

    Il 70% del nostro corpo è costituito da acqua, essa è alla base dei principali processi che ci consento di vivere a partire dalla riproduzione cellulare, ecco perché i medici consigliano di bere almeno un litro di acqua al giorno senza scordarsi mai dell’importante apporto dato da frutta e verdura.

    POTASSIO e SODIO

    In particolare per chi soffre di patologie cardiovascolari o ipertensione è particolarmente indicato un apporto di potassio di cui sono appunto ricchi frutta e verdura.

    FIBRE

    Le fibre favoriscono l’eliminazione delle sostanze nocive e favoriscono l’abbassamento del colesterolo, inoltre procurano una sensazione di sazietà e regolano le funzioni intestinali.

    VITAMINE

    Le vitamine sono fondamentali per la vista e le ossa molte hanno un potere antiossidante e quindi combattono l’invecchiamento. In aggiunta svolgono svariati ruoli nel metabolismo contribuendo a utilizzare l’energia fornita dai nutrienti come carboidrati, proteine e grassi.

    PHYTOCHEMICALS

    I polifenoli, le antocianine, i carotenoidi e le clorofille, sono i principali phytochemicals di frutta e verdura e proteggono l’organismo, riducendo il rischio di tumori, di patologie cardiovascolari, diabete e ipercolesterolemia.

    MINERALI

    I minerali sono parte degli enzimi che costituiscono la struttura delle cellule, regolandone le funzioni.

    Un altro elemento fondamentale nella nutrizione è anche la sicurezza della non-contaminazione con sostanze chimiche, questo garantisce la freschezza e l’integrità di tutti i componenti che prima abbiamo indicato come decisivi per la nostra salute.

    Gli alimenti di completa origine naturale senza aggiunta di elementi chimici è provato che siano oltre che più nutrienti anche più piacevoli al palato, proprio per questo è sempre maggiormente diffusa la consegna di prodotti biologici a domicilio, da qualche tempo sono attivi servizi che sulla base della filosofia del km0 si occupano di recapitare fino a casa cassette di verdure rigorosamente di stagione ogni settimana.

    L’adesione a questi servizi è semplice e i parametri per valutare il miglior servizio sono alla portata di chiunque:

    L’azienda deve essere vicina per evitare trasporti troppo lunghi,

    scegliere produttori che offrono certificazioni o la possibilità di tour guidati dei siti di coltivazione,

    possibilità di indicare i prodotti che non vanno consegnati per allergie o intolleranze.

    Una volta scelto il nostro produttore ideale non ci mancherà altro che attendere la nostra cassetta di verdura di stagione a casa!

  • Concorso Nazionale Oli Extravergini di oliva: L’Orciolo d’Oro

    L’olio Extra vergine del Frantoio Oleario F.lli Pace Srl premiato al Concorso ORCIOLO D’ORO 2014: “Gran Menzione” al Biologico e “Distinzione” al Fruttato e Dolce

    La Camera di Commercio di Pesaro e Urbino promuove il Concorso Nazionale ed Internazionale dell’Enohobby Club dei Colli Malatestiani di Gradara per l’assegnazione del premio “L’ORCIOLO D’ORO”. Si sono conclusi i lavori di selezione degli oli partecipanti al 23° Concorso Nazionale Oli extravergini di oliva “L’Orciolo d’Oro”, e al 15° Concorso Nazionale Oli extravergini di oliva Biologici (edizione 2014), ed anche quest’anno gli oli Extravergini del Frantoio Oleario F.lli Pace srl hanno ben rappresentato la Basilicata tra le eccellenze nazionali.

    Il concorso è organizzato con il sostegno della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro – Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo, Sport e Gioco – dell’Azienda Speciale Terre di Rossini e Raffaello, dell’UNAPROL, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

    Anche l’edizione 2014 è stata caratterizzata dalla partecipazione delle più prestigiose e qualificate aziende italiane in numero sempre crescente. Gli oli sono stati valutati dalla commissione esaminatrice, composta da degustatori provenienti da tutte le regioni italiane, regolarmente iscritti negli elenchi regionali e appartenenti alle diverse associazioni di degustatori.

    Al 15° Concorso Nazionale oli extravergini di oliva Biologici l’olio “Biologico” del Frantoio Oleario F.lli Pace ha ottenuto la Gran Menzione nella categoria Fruttato leggero, e al 23° Concorso Nazionale oli extravergini di oliva l’olio Fruttato e Dolce” ha ottenuto la Distinzione nella categoria Fruttato leggero. Il segreto di questo successo è dovuto al controllo meticoloso su tutta la filiera olivicola (dalla raccolta e selezione delle olive alla produzione dell’olio, dallo stoccaggio al confezionamento, fino alla vendita diretta alle famiglie) e al miglioramento continuo messo in atto dal Frantoio Pace, che si pone come primo obiettivo “la soddisfazione del cliente”.

    “Vogliamo condividere con i nostri consumatori questo importante riconoscimento che ci rende sempre più orgogliosi del nostro lavoro”. Canio e Rocco Pace

  • Concorso degli oli Extravergini di Oliva italiani “Le gocce d’Oro®”

    Sabato 8 marzo a Lecce, presso la struttura Officine Cantelmo in Viale De Pietro, si è svolta con grande successo la cerimonia ufficiale di premiazione del 5° Concorso Nazionale “L’Oro d’Italia®” 2014, il concorso dedicato agli oli extravergini di oliva italiani.

    Il prestigioso Premio Nazionale, promosso da O.L.E.A. (Organizzazione Laboratorio Esperti Assaggiatori – Scuola Internazionale di Analisi Sensoriale e Cultura degli Alimenti), dalla Regione Puglia, dalla Coldiretti di Lecce e dal C.E.A. Posidonia di Ugento (LE), ha lo scopo di promuovere la cultura e rafforzare l’immagine dell’olio extravergine di oliva nazionale, far conoscere e apprezzare le sue caratteristiche ancora per molti sconosciute e stimolare i produttori a migliorare la qualità. Il premio è riservato agli oli prodotti in Italia da olive coltivate in Italia.

    La Basilicata è stata ben rappresentata dal Frantoio Oleario F.lli Pace s.r.l., via Corso Italia n° 8/A, Pietragalla (PZ). Tale autorevole riconoscimento conferma ancora una volta il Frantoio Oleario F.lli Pace tra le migliori eccellenze nel panorama nazionale. In particolare l’Olio Extravergine di Oliva “Biologico” Pace ha ottenuto “Le gocce d’Oro®” nella categoria “Fruttato Leggero”.Il segreto di questo successo è dovuto al controllo meticoloso su tutta la filiera olivicola (dalla raccolta e selezione delle olive alla produzione dell’olio, dallo stoccaggio al confezionamento, fino alla vendita diretta alle famiglie) e al miglioramento continuo messo in atto dal Frantoio Pace, che si pone come primo obiettivo “la soddisfazione del cliente”.

    Canio e Rocco Pace: “Vogliamo condividere con i nostri consumatori questo importante riconoscimento che ci rende sempre più orgogliosi del nostro lavoro”.

  • Almaverde Bio sostiene il benessere con il progetto ” imparare a volersi bene”

    Il benessere fisico e’ uno stato di grazia, strettamente legato, come dimostrano numerosi studi scientifici, ad una costante ed accurata attenzione verso se’ stessi, con piccoli e grandi gesti quotidiani che aiutano a stare meglio.

    Ed e’ con il progetto ” imparare a volersi bene” messo a punto dall’ Asl di Cesena e Almaverde Bio con la collaborazione di Tenchnogym che dai prossimi giorni sara’ possibile aderire a molteplici corsi per apprendere i principi base del buon vivere.

    Naturalmente ampio spazio e’ dedicato all’educazione alimentare, con un corso riservato alle persone sovrappeso nel quale, oltre ad apprendere le regole per una corretta ed equilibrata alimentazione si aggiungono momenti didattici in cucina, per imparare a realizzare ricette light, a basso impatto calorico ed alto valore nutritivo.

    In parallelo si attiveranno anche, sempre a Cesena, corsi per Bio mamme, dedicati alle mamme interessate ad approfondire le conoscenze sulla possibilita’ di crescere i bambini scegliendo un approccio biologico.

    Il progetto comprende anche una terza tipologia di corsi per imparare a vivere meglio grazie a tante informazioni, anche pratiche sia sull’alimentazione, con il supporto di nutrizionisti, cuochi , esperti di agricoltura biologica sia sulle tecniche di rilassamento e di mobilizzazione muscolare seguite da da psicologi e docenti di scienze motorie.

    Almaverde Bio, il marchio leader del biologico italiano, conferma con questa iniziativa, la grande attenzione per la salute ed il benessere del consumatore, attraverso la scelta costante di prodotti tutti naturali e certificati biologici ed attraverso l’attenzione verso i grandi temi del ” buon vivere” da raggiungere anche e soprattutto con l’aiuto di una corretta alimentazione.

    Ed e’ in linea con questi obiettivi che Almaverde Bio invita tutti i suoi estimatori al Rimini Wellness 2013 dal 9 al 12 maggio dove sara’ presente con gli Angoli Frutteria , per un fresco e salutare ristoro a base di frutta, rigorosamente biologica

    Per saperne di piu’ www.almaverdebio.it

  • Pasta Toscana partecipa a BioFach 2013

    Dal 13 al 16 febbraio 2013 si svolgerà, a Norimberga, BioFach 2013, esposizione di livello mondiale per produttori, distributori e consumatori di prodotti biologici. Pastificio Fabianelli parteciperà all’evento con il marchio Pasta Toscana, accogliendo partner e visitatori presso il proprio stand Hall 4 – Stand 111.

    L’edizione Biofach 2012 ha contato 2420 espositori che hanno presentato i loro prodotti a più di 40.000 buyers provenienti da 130 paesi di tutto il mondo: Germania, Austria, Italia, Olanda e Francia, i 5 paesi che hanno registrato una maggior presenza.

    Promuovere il marchio Pasta Toscana Biologica, questo l’intento di Pastificio Fabianelli con la sua partecipazione al Biofach 2013 che si terrà a Norimberga dal 13 al 16 febbraio. Visitatori, professionisti, distributori e partner potranno scoprire e apprezzare le caratteristiche di Pasta Toscana presso lo stand Hall 4 – Stand 111. Una pasta a filiera corta, 100% toscana, realizzata con materie prime di assoluta qualità, provenienti da agricoltura controllata e biologica a garanzia e tutela della salute dell’uomo e del pianeta.

    BioFach è una fiera di alto profilo, giunta alla sua 24ema edizione, che ha assunto un ruolo di assoluto rilievo per il settore biologico. Sempre più persone scelgono alimenti biologici e non soltanto per la cucina casalinga. Il biologico è simbolo di ecologia e sostenibilità, ma altrettanto di gusto e varietà, proprio per questo si registra una crescente attenzione anche da parte della ristorazione professionista. Tutti i prodotti biologici esposti sono certificati EU Organic Regulation o dalle direttive di accreditamento IFOAM.