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  • Cinque giorni di dialogo sulla finanza etica tra banche italiane, asiatiche, arabe ed africane per lo sviluppo economico nei paesi emergenti.

    Una nutrita delegazione di banchieri africani, asiatici ed arabi si sono recati in Italia lo scorso mese nel quadro del programma “Study Tour Program to DFIs in Italy with focus on Ethical Banking & Digital Evolution” per approfondire le conoscenze del sistema bancario italiano ed uno scambio di esperienze nell’ambito della gestione del risparmio, finanza etica, sicurezza bancaria. In tutto hanno partecipato gli amministratori di sette importanti banche nazionali: Citizen Entrepreneurial Development Agency (CEDA), Banque Nationale pour le Développement Economique (BNDE), Agricultural Development Bank of Ghana (ADB), Nigerian Export-Import Bank (NEXIMBANK), Development Bank of Zambia (DBZ), Bank Simpanan Nasional, Oman Development Bank. Le banche erano accompagnate dai dirigenti delle loro associazioni impegnate nell’internazionalizzazione dei sistemi bancari: Association of Development Financing Institutions in Asia and the Pacific e l’Association des Institutions Africaines de Financement du Développement.

    La missione bancaria coordinata dalla CCIP Camera per la Cooperazione e Incentivo al Partenariato ha fatto tappa nelle città di Milano e Padova toccando, pertanto, due tra le regioni maggiormente industrializzate che rappresentano il cuore dell’economia italiana: Lombardia e Veneto.

    La prima città che ha ospitato la delegazione intercontinentale è stata Milano, dove, in collaborazione con Banca Prossima e Intesa Sanpaolo si è tenuto un inedito seminario sulla finanza rivolta alle imprese sociali e cyber crime “intrusioni ed attacchi informatici” al quale è intervenuto in qualità di specialista informatica il dott. Marco Rodolfo Alessandro Bozzetti Ceo della Malabo ICT Advisory. La delegazione ha partecipato alla conferenza d’inaugurazione del Salone del Risparmio approfondendo le tematiche normative, fiscali ed operative che riguardano l’industria italiana del risparmio gestito.

    La delegazione si è poi spostata a Padova dove è stata accolta dal dr. Mario Crosta direttore generale della Banca Popolare Etica fulcro della finanza etica italiana concludendo il tour presso il Consorzio Etimos che ha tenuto un seminario di natura finanziaria sulla microfinanza sociale in Africa ed in Asia. Etimos è un consorzio cooperativo operativo in Asia, Africa, America Latina con una presenza diffusa in oltre 40 paesi attraverso una rete di oltre 280 organizzazioni socie.

    Anche se l’Asia continua ad essere un mercato importante non solo per le potenzialità di sviluppo industriale ma anche per la significativa propensione al risparmio, l’Africa è un continente in piena crescita, ricco di risorse naturali, mercati da conquistare, allettanti prospettive di investimenti. L’Italia ha l’opportunità di mettersi in gioco e realizzare progetti in ambito industriale, energetico, costruzioni, infrastrutture, trasporti e terziario avanzato. La World Bank e l’African Development Bank hanno identificato una classe media stimata in circa 350 milioni di africani che già guadagnano almeno venti mila euro all’anno in un continente emergente che sta avendo un ruolo sempre più importante nell’economia internazionale, in grado di creare nuove opportunità economiche e finanziarie. Nel 2050 un uomo su quattro sarà africano ed oltre alla crescita demografica aumenterà in maniera esponenziale anche il Pil. Dieci anni fa i paesi africani erano riusciti a vendere obbligazioni internazionali per 1,2 miliardi di dollari e nel 2013 hanno raccolto 8,1 miliardi di dollari (Fonte Moody’s). Nel 2012, otto dei dieci paesi al mondo economicamente più dinamici erano africani.

    Tra gli intervistati di maggiore rilievo citiamo Robert Chomba, Board Chairperson della Development Bank of Zambia che ha riferito agli organizzatori: “Posso sicuramente affermare che l’obiettivo che ci eravamo prefissati è stato pienamente raggiunto. Abbiamo potuto approfondire il sistema bancario italiano durante la nostra visita in Italia e siamo disponibili a porre le basi per un colloquio costruttivo tra l’Italia e l’Africa sull’implementazione di progetti dedicati allo sviluppo economico e ci attendiamo dei concreti progetti da vagliare e co-finanziare”.

    Durante il viaggio di studio le banche straniere hanno affrontato temi di comune interesse proponendo un approccio di alleanze strategiche attraverso la strada della cooperazione bancaria e industriale su importanti progetti per la salute pubblica, infrastrutture civili, manifatturiero, occupazione, turismo, sviluppo economico per un valore complessivo stimato di 3,2 bilioni di euro assicurando uno spazio anche alla partecipazione italiana.

    Con questa inedita missione bancaria, l’Italia dimostra ancora una volta che è in grado di aprire nuovi orizzonti nel sistema finanziario anche in questa fase di turbolenza economica.

    Alle banche, istituzioni finanziarie ed associazioni industriali italiane viene data la possibilità di entrare nuovamente in contatto con le banche asiatiche, africane ed arabe ed approfondire i progetti di cooperazione bancaria e industriale. Inoltre, sono previste tre missioni italiane in Asia, Africa e Golfo Persico aperte a coloro che intendono conoscere i sistemi bancari nazionali e presentare progetti per lo sviluppo economico e industriale. Per informazioni contattare la CCIP Camera per la Cooperazione e Incentivo al Partenariato attraverso email [email protected] tel. 389 0217786, 041 8627690- 8627600 Fax 041 8620268, 8622760

  • Kempen Capital Management registra sei fondi per il collocamento in Italia

    Kempen Capital Management (‘KCM’) ha annunciato oggi la registrazione di sei fondi/strategie per il collocamento in Italia: Kempen (Lux) European Small Cap Fund, Kempen (Lux) Euro Credit Fund, Kempen (Lux) Euro Credit Plus Fund, Kempen (Lux) European High Dividend Fund, Kempen (Lux) Global Property Fundamental Index® Fund e Kempen (Lux) Global Sovereign Fundamental Index® Fund.

    Questi Fondi sono comparti della SICAV di diritto lussemburghese Kempen International Funds e saranno disponibili sia per gli investitori istituzionali (classe I, ID) sia per gli investitori retail (classe A, B, AD).

    I Fondi, gestiti da Amsterdam e Edimburgo, mirano a fornire agli investitori italiani l’accesso a un’offerta di investimenti di nicchia. Kempen Capital Management ha sede ad Amsterdam ed è riconosciuta come gestore di fondi pensione e di patrimoni privati​​, nonché come specialista in aree selezionate di competenza.

    Cor Dücker, International Business Development Manager in Italia dichiara: “Siamo molto soddisfatti di questo traguardo. Riteniamo che l’Italia sarà un mercato sempre più importante per noi. Stiamo già riscontrando un miglioramento della nostra posizione in diversi mercati europei e crediamo che l’Italia, con un settore finanziario ben sviluppato e aperto paragonabile al nostro mercato interno, diventerà sempre più importante per Kempen Capital Management. Ci proponiamo di creare partnership a lungo termine con i clienti italiani e la registrazione dei nostri fondi in Italia è un passo importante in questo processo”.

    Kempen Capital Management

    KCM fornisce servizi per la gestione del patrimonio. La società gestisce portafogli in titoli azionari globali ed europei, obbligazioni e titoli immobiliari per una serie di investitori istituzionali, fondazioni e clienti privati. KCM è registrata come gestore patrimoniale presso l’Autorità Olandese per i Mercati Finanziari (Stichting Autoriteit Financiële Markten o AFM). L’azienda ha mostrato una crescita forte e costante nel corso degli ultimi 8 anni, passando da 5 miliardi di Euro in gestione nel 2008, a circa 30miliardi di Euro ad oggi. Nel corso degli anni, KCM si è affermata come un attore internazionale di primo piano nelle proprie aree di competenza. La società è orgogliosa della forte cultura aziendale. Eccellenza che è stata riconosciuta anche da Focus Consulting Group, che ha assegnato a KCM il premio Focus Elite Award, l’unico attribuito a una società di gestione patrimoniale al di fuori degli Stati Uniti e del Canada. La documentazione è consultabile all’indirizzo:

    http://www.focuscgroup.com/files/9213/7028/4838/Linking_Strong_Culture_to_Success.pdf

    Per maggiori informazioni sui fondi: www.kempen.com/investmentfunds

  • Mi compro una banca!

    Parola d’ordine: fare cassa. È questo il vero motivo che sta spingendo i grandi potentati economici a dismettere parte del loro patrimonio immobiliare: interi stabili, locali commerciali, depositi, garage, appartamenti e molto altro ancora che, e questa è la novità, vengono messi in vendita anche attraverso il web. Rispetto allo scorso anno gli annunci relativi a beni in dismissione di banche e altri istituti privati sono cresciuti, su www.immobiliare.it, del 19%. Attualmente sono in vendita, sulla principale piattaforma immobiliare d’Italia, asset per un valore complessivo di 675 milioni di euro.

    «La crescita dell’offerta da parte degli enti proprietari ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it è una prova del loro interesse a dismettere proprietà non considerate più utili, magari diventate “impegnative” per gli oneri di gestione. Per chi acquista, invece, questa offerta atipica consente acquisti a prezzi davvero vantaggiosi: il risparmio sul prezzo medio di mercato oscilla tra il 12% ed il 25%, fattore da considerare attentamente in questi periodi di difficoltà ad investire.».

    Se il Governo Monti è ancora in una fase progettuale e da alcuni mesi considera la vendita di parte del patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato (350 gli immobili individuati dal demanio per la messa in vendita, con l’obiettivo di recuperare tra i 3,5 ed i 5 miliardi di euro), gli istituti privati stanno già operando in questa direzione, e le opportunità non mancano. Tra gli immobili più comuni messi sul mercato troviamo beni strumentali che, in seguito a riorganizzazioni operative, non vengono ritenuti più necessari: filiali di banca, uffici, centraline telefoniche, archivi.

    Non rari sono gli immobili residenziali dati in uso, in passato, ai dipendenti ed oggi non più assegnati o economicamente convenienti: per questa tipologia di immobile lo sconto rispetto alla media di mercato può arrivare anche al 12%. In generale si tratta di proprietà dalle grandi superfici (interi palazzi, uffici e altre strutture che possono superare gli 8.000 metri quadri), anche se non mancano immobili di piccole dimensioni (singoli depositi o piccoli annessi da meno di 20 mq). Cambia, ovviamente, la qualità di ciò che è in vendita: si va da abitazioni in location di prestigio nei centri storici a strutture in prima periferia, così come ci sono stabili in ottime condizioni di conservazione ed altri immobili bisognosi di profonde ristrutturazioni. Generalmente, gli Enti o gli Istituti bancari cercano compratori interessati a “interi pacchetti immobiliari”, vale a dire all’acquisto di diversi immobili o di singoli stabili, così da delegare al compratore la successiva commercializzazione frazionata.

    Questo approccio rende possibile l’offerta soprattutto a gruppi di grandi investitori, anche se, di fronte ad un mercato molto più ingessato del passato, non sono rare le proposte di taglio più ridotto, dove quindi il compratore può essere l’utente finale e non solo un investitore.

    I vantaggi per l’acquirente

    Al di là del valore storico ed artistico di molti immobili “eccezionali” in vendita, i vantaggi non mancano anche per chi acquista spazi commerciali o residenze “comuni”. Innanzitutto, vi è la certezza del valore reale dell’immobile, che viene messo sul mercato dotato di perizie corrette e certificate; una totale sicurezza sulla documentazione e sullo stato dell’immobile; grazie al web che ospita gli annunci, poi, non vi sono spese per provvigioni o lavori di intermediazione; infine, se a vendere è un istituto bancario ottenere un mutuo sarà più semplice che in altri casi.

    «La scelta di internet come veicolo principale per condurre questo tipo di operazioni – ha continuato Carlo Giordanoè interpretabile come espressione di un nuovo approccio per la promozione di questa tipologia di vendita già sposata su Immobiliare.it da Unicredit e Intesa San Paolo. Internet consente oggi di dare una diversa visibilità a questi immobili, uscendo dai classici (ed ormai insufficienti) spazi di offerta nelle pagine dei quotidiani». Di seguito le indicazioni relative a dimensioni, valore e risparmio medi delle diverse tipologie di immobili in dismissione:

    Superficie media (mq)

    Valore medio

    Risparmio vs media mercato

    Palazzine o Stabili

    1200

    € 3.000.000

    -25%

    Piastre commerciali

    350

    € 1.225.000

    -17%

    Piano Uffici

    300

    € 960.000

    -13%

    Residenziale

    150

    € 435.000

    -12%

    Altro (garage, depositi)

    100

    € 125.000

    -18%

  • Mascitelli&Partners: con il progetto RESTART! a sostegno della rinascita del ‘pensiero forte’

    “Il mondo ha bisogno di leadership” sostiene Giuseppe Mascitelli, founder Mascitelli&Partners. “Attraverso le ricerche sul target emozionale abbiamo registrato uno spostamento di circa il 30% degli Italiani in un’area catatonica e di astensione dai consumi ed interessi, aspetto che non si era mai visto negli anni” aggiunge Gianandrea Abbate, founder Emotional Marketing.

    Giuseppe Mascitelli, fondatore di Mascitelli&Partners (volta a condividere con le maggiori istituzioni del mondo bancario e assicurativo un grande bagaglio di esperienze e conoscenze riguardanti la comunicazione, la formazione e la ricerca specifica in questi settori) pensa che viviamo una grande crisi di leadership e che questo succeda ai quattro angoli del mondo; “sembrano improvvisamente spariti i leader, coloro che sanno indicare la via d’uscita o la giusta strada per un futuro migliore ed è ciò di cui necessita la gente” afferma. “Per qualche motivo difficile da comprendere, in questo momento la leadership mondiale è debole e anche i leader dei grandi Paesi a noi vicini si sono dimostrati nel tempo tutt’altro che forti. Si è venuta a creare una specie di cappa che fa apparire questo momento di difficoltà ineluttabile e non superabile. Non penso che nel nostro Paese questa mancanza di leadership derivi dalla carenza di persone straordinarie che possano prendere in mano la situazione; i veri giganti (persone fisiche, aziende e Istituzioni) esistono ma in questo momento sono addormentate al freddo di questa crisi. Per questo dico con forza a questi giganti ‘Risvegliatevi! Scuotetevi, alzatevi in piedi! C’è bisogno di voi’: oggi non è più una possibilità ma un obbligo. Il mondo ha bisogno di giganti, dal punto di vista delle persone, delle aziende e delle Istituzioni”.

    “Siamo in un momento in cui l’Italia si trova in una situazione raffrontabile soltanto con quella del dopoguerra, di fronte a macerie sia di tipo morale (a livello di valori della società) che materiale (dal punto di vista economico)” afferma Gianandrea Abbate, founder Emotional Marketing. “Attraverso le ricerche sul target emozionale di Emotional Marketing abbiamo registrato uno spostamento di circa il 30% degli Italiani in un’area catatonica e di astensione dai consumi ed interessi, aspetto che non si era mai visto negli anni”.

    Per questo è nato il progetto ‘Restart 2012’ a cura di Mascitelli&Partners e Emotional Marketing, con l’obiettivo di fornire scenari e spunti per fare ripartire le imprese e ‘Restart Bank’, un progetto per approfondire scenari e soluzioni utili per affrontare l’attuale congiuntura.

  • La visione strategica di Mascitelli & Partners dedicata al mondo delle banche e delle assicurazioni

    “Ho trascorso lunghi anni in un grande gruppo bancario con il ruolo di amministratore delegato” afferma Giuseppe Mascitelli, spiegando le caratteristiche delle eccellenze che compongono la società da lui fondata all’interno della holding Filmare GroUP, Mascitelli & Partners. “Quando pensavo a nuove persone da inserire nell’organizzazione, mi trovavo davanti a due tipi di profili professionalmente interessanti: i giovani, i cosiddetti ‘start upper’, con poca esperienza ma la testa libera da pregiudizi e le persone con più esperienza che vantavano grandi successi nell’attività professionale ed erano caratterizzati da un’attitudine verso nuove idee e ambienti innovativi. La prima caratteristica di Mascitelli & Partners è quella di agire attraverso eccellenze che possiedono le due caratteristiche sopra elencate.

    Mascitelli & Partners vuole essere un’azienda snella, un hub interamente dedicato alle banche, alle istituzioni finanziarie e alle assicurazioni. Grazie al successo di ciò che ho realizzato negli scorsi anni, ritengo che le banche in questo momento non ricoprano la posizione che meritano. Penso che si debba rialzare la testa; siamo giganti addormentati e dobbiamo risvegliarci. Le banche devono riprendere in mano il proprio business e la loro leadership nel mercato italiano, uno dei più ricchi al mondo nel settore del risparmio. Con Mascitelli & Partners voglio dare il mio contributo strategico perché penso che si possa avanzare velocemente se solo si prende coscienza di ciò che è utile fare e subito!” conclude Giuseppe Mascitelli, evidenziando i tre plus di Mascitelli & Partners: la comunicazione, la formazione e la ricerca specifica in questi settori.

  • Efficienza ed efficacia dei servizi bancari: ICT

    L’ICT è la chiave di volta per aumentare l’efficienza dei processi e dei servizi bancari”. Ecco la sfida che lancia alle banche Ignazio Visco, governatore della Banca D’Italia.

    L’IT è considerato oggi la leva strategica per il business da parte di tutte le banche: porta infatti cambiamento e innovazione dei processi produttivi, ma è anche uno strumento per la valorizzazione delle numerose risorse che costituiscono il capitale intangibile aziendale.

    Un’importante società bancaria ha scelto Business Competence per un’applicazione web che permette di visualizzare e modificare informazioni sia da un archivio proprio che dai sistemi informativi della compagnia!

    A differenza dei prodotti già esistenti sul mercato, il software offre:

    · benefici immediati dal punto di vista della produttività

    · semplice raggiungibilità dell’informazione da parte di tutti gli user

    · creazione di profili user specifici

    · semplicità d’uso (elevato livello di automazione, procedura automatizzata)

    L’esperienza pluriennale nel settore bancario sono una garanzia! Ecco perché numerosi istituti bancari hanno scelto Business Competence sia nella verifica dei livelli di sicurezza che nell’ideazione di soluzioni avanzate.

    A proposito di Business Competence

    Business Competence

    Business Competence è the First Business Analytics Company costituita nel 2007 e specializzata nell’attività di consulenza IT. Grazie a esperienza, passione e a un costante aggiornamento nelle tecnologie e nei metodi, sviluppa soluzioni innovative adatte alle nuove esigenze di mercato. Per scoprire i diversi servizi Business Competence consulta il sito www.businesscompetence.it o chiedi maggiori informazioni al [email protected].

  • UniCredit: il CdA dà il via libera al progetto “Insieme per i Clienti”

    Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha dato oggi il via libera al progetto “Insieme per i clienti” e alla fusione di sette banche controllate (UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma, Banco di Sicilia, UniCredit Corporate Banking, UniCredit Private Banking, UniCredit Family Financing Bank, UniCredit Bancassurance Management & Administration) nella capogruppo UniCredit Spa.
    Il progetto “Insieme per i Clienti” mira ad aumentare ulteriormente la soddisfazione dei clienti, attraverso la specializzazione delle competenze e tempi di risposta più rapidi. Con la decisione odierna si semplificherà la struttura societaria del Gruppo, accrescendo la vicinanza ai territori e alle comunità in cui opera, salvaguardando i marchi delle principali banche (UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma, Banco di Sicilia). Inoltre questo progetto assicurerà un’organizzazione più efficace, anche mediante l’attribuzione di ulteriori deleghe decisionali alla rete.
    Dieter Rampl, Presidente di UniCredit, sottolinea: “Il Consiglio di Amministrazione ha approvato oggi il progetto “Insieme per i clienti” poiché crediamo che l’unione tra la specializzazione del nostro business e un forte radicamento geografico sia il punto di forza fondamentale di un Gruppo internazionale come UniCredit.”
    Analogamente a quanto già avviene in Austria, Germania e Polonia, il Consiglio ha inoltre approvato l’introduzione di un Country Chairman anche per l’Italia. Questa figura avrà un ruolo di sintesi per le attività sul mercato domestico e di pivot nello sviluppo della strategia territoriale del Gruppo, con corresponsabilità per il conto economico del Paese con i business manager locali.
    Nel ruolo di Country Chairman per l’Italia è stato nominato Gabriele Piccini, manager di lungo corso di UniCredit e attualmente Amministratore Delegato di UniCredit Banca e Responsabile Retail Italia. Piccini assumerà la carica di Country Chairman dal 1° novembre, data di avvio della nuova organizzazione e sarà a diretto riporto del Deputy CEO Roberto Nicastro.
    I Country Chairmen di Germania e Austria saranno a diretto riporto del Deputy CEO Sergio Ermotti, mentre quelli dei Paesi dell’Est Europa risponderanno a Federico Ghizzoni, Responsabile CEE Banking Operations.
    “Grazie al nuovo assetto organizzativo” – ha dichiarato Alessandro Profumo, CEO di UniCredit – “la nostra azienda sarà più focalizzata verso i clienti e più vicina ai territori e alle comunità locali. Siamo così pronti a tutte le sfide che oggi una banca moderna si trova a dover affrontare.”
    Il progetto “Insieme per i clienti”, del cui disegno è responsabile il Deputy Ceo Paolo Fiorentino, rafforza l’attuale modello divisionale del Gruppo, e vedrà la definizione, in Italia, Germania e Austria, di quattro segmenti specializzati di business:

    • Famiglie, dedicato ai clienti privati con patrimoni fino a 500.000 euro;
    • PMI, per le aziende con fatturato annuo fino ai 50 milioni di euro;
    • Corporate Banking, per le imprese con fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro;
    • Private Banking, per i clienti con patrimoni superiori ai 500mila euro.

    In Italia verranno istituite sette Aree Territoriali, i cui Responsabili avranno il compito di agire quale punto di riferimento per i rapporti con i principali interlocutori delle istituzionali locali, nell’ambito di un Comitato della Rete Italiana presieduto dal Country Chairman cui parteciperanno anche i tre responsabili delle divisioni in Italia e il responsabile del dipartimento relazioni territoriali.
    Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit del prossimo 3 agosto sarà chiamato a deliberare la fusione che è previsto divenga esecutiva a partire dal 1° novembre 2010, subordinatamente all’avvenuto rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità competenti.

    Fonte: UniCredit Group News

  • MONCELLI (UDC): FINANZIARE GLI AGRICOLTORI

    Gli agricoltori stanno vivendo in questo momento uno dei periodi di maggior crisi, sia per quanto riguarda l’aspetto dei prezzi sia per l’accesso al credito.

    Le Banche, infatti, non sempre riescono a valutare a pieno la capacità reddituale delle imprese agricole, e questo per l’assenza di competenze specifiche che portano a non comprendere la specificità del credito agrario, che ha bisogno di rientri legati ai cicli produttivi

    Le difficoltà in proposito sembrano derivare dall’evoluzione rapida di due mondi che solo per brevi momenti sono riesciti a trovare equilibri soddisfacenti per entrambi.

    L’intesa di Basilea. con il nuovo metodo di valutazione dei fabbisogni patrimoniali in relazione ai rischi, sta comportando una sorta di “selezione naturale” del credito, della quale le prime vittime sono proprio le aziende agricole, ed in particolare i coltivatori diretti.

    Occorre una politica di programmazione in grado di aiutare le banche ad approfondire la conoscenza del settore primario, che per le sue caratteristiche è fondamentalmente diverso dagli altri, e, contestualmente, gli agricoltori, sviluppando forme di garanzia sussidiaria e finanziando strutture di ingegneria finanziaria.

    Nessuna Basilea 2 e nessuna norma potrà eliminare alcuni fatti, che persisteranno a prescindere dall’evoluzione dell’agricoltura, come quelli concernenti la specificità dei cicli produttivi che esigono competenze speciali sia nella valutazione dei fabbisogni finanziari delle aziende del settore, sia nella valutazione del relativo merito creditizio, sia infine nella valutazione e nella gestione delle garanzie collaterali.

    Occorre istituire una Consulta per il credito agrario che includa le banche, la regione, le associazioni degli agricoltori e i consorzi di garanzia, per trovare insieme soluzioni che evitino la chiusura di moltissime aziende.

  • Assegni rifiutati in banca, De Pierro chiede incontro con ABI


    Roma – In seguito a segnalazioni ricorrenti l’Italia dei Diritti intraprenderà una battaglia per salvaguardare tutti quei cittadini che si rivolgono alle banche per cambiare assegni e si vedono privati di un loro diritto, perché queste si rifiutano di accetarli. Abbiamo già trattato la cosa in un precedentemente. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei diritti, ha chiesto un incontro al presidente dell’ABI.
    “È un comportamento assolutamente vergognoso – commenta De Pierro – al quale abbiamo assistito e assistiamo. Siamo a conoscenza di tantissimi casi di questo tipo e la nostra vocazione da paladini della giustizia e difensori dei diritti dei cittadini non ci permette assolutamente di mettere il freno alla nostra voglia di risolvere o almeno di portare davanti all’opinione pubblica un problema cosi grave.
    Spesso gli assegni vengono consegnati alle persone da società assicurative per risarcimento di un danno subito. Oltre a quelle che sono le conseguenze del danno stesso, che grazie alla copertura assicurativa viene risarcito, il povero cittadino spesso deve anche affrontare l’umiliazione di vedersi negare i soldi che gli spettano di diritto. La scusa più utilizzata da chi si trova allo sportello o chi gestisce una filiale è quella dei motivi di sicurezza. Ci sembra una scusa abbastanza inutile perché basterebbe fare due verifiche per sapere se a beneficio di quella persona l’assicurazione, che è cliente della banca, ha elargito l’assegno.
    È giusto effettuare dei controlli di sicurezza, ma senza abusare. Chi si rifiuta di cambiare l’assegno, trattenendo i soldi che sono disponibili per la persona, commette, a nostro avviso, il reato di appropriazione indebita codificato dal art. 646 del codice penale e probabilmente con le aggravanti del comma 11 dell’articolo 61 che farebbero passare la procedibilità, quindi la perseguibilità del reato stesso, dal procedimento a querela di parte a quello d’ufficio. Certo è più comodo e vantaggioso per una banca chiedere al cliente di accendere un conto per poter venire in possesso del suo denaro. L’invito che noi facciamo, a tutti coloro i quali vengono a trovarsi in una situazione del genere, è quello di chiamare una pattuglia di polizia o carabinieri, chiedere l’identificazione di chi ha opposto materialmente rifiuto e presentare all’autorità giudiziaria entro 3 mesi, come previsto dal codice, una denuncia querela per appropriazione indebita.
    La nostra intenzione è quella di iniziare oggi una battaglia civile – conclude De Pierro – e proseguire fino a quando si potrà parlare di una completa risoluzione di una grave violazione dei diritti. È per questo che chiediamo innanzitutto un incontro con il presidente dell’ABI, qualora non dovesse venir accolto metteremo in atto proteste, anche eclatanti, e di forte impatto mediatico con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

  • Alla Carige le negano il cambio di un assegno, Marinelli indignato


    Roma – Abbiamo ricevuto una lamentela da parte di L.L. che si è recata presso una filiale della banca Carige, situata in via Bissolati 59 a Roma, con un assegno per un risarcimento da parte dell’assicurazione, emesso da circa una settimana, che non le sarebbe stato cambiato per motivi di sicurezza, pur avendone pieno diritto.
    Questa è stata l’ultima di tante segnalazioni ricevute e sembra che si tratti di un comportamento piuttosto diffuso. “Il caso presenta ancora una volta – ha commentato Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori dell’Italia dei Diritti- la necessità di una riflessione sullo strapotere del sistema bancario. Volendo applicare la norma in modo tecnico è indubitabile come la banca si sia appropriata indebitamente del denaro del quale aveva possesso al fine di avere un duplice, ingiusto, profitto. Il primo è la percezione della somma con tutto ciò che questo comporta, con la possibilità di disporne a proprio piacimento. Altro aspetto ancora più grave sfiora addirittura l’estorsione in quanto si mira ad obbligare la malcapitata posseditrice del titolo ad aprire un conto corrente quando magari non ha nessuna voglia di procedere in tal senso”.

    A tal proposito abbiamo sentito, telefonicamente, la direttrice della banca in questione che ha affermato che l’assegno non è stato cambiato per motivi di sicurezza. La ragazza non era una loro cliente e non avendo la possibilità di verificare l’identità hanno evitato di cambiarle l’assegno. Stando alle parole della direttrice si tratta solo di una questione di sicurezza. Ma il codice penale dice ben altro: secondo il comma 11 dell’articolo 61 ci sarebbe l’aggravante dell’abuso di autorità perpetrato dal vice direttore dell’istituto bancario.

    Tutto ciò però ci sembra assurdo perché la donna era in possesso della quietanza della compagnia assicurativa e quindi l’impiegato poteva chiedere subito informazioni, trattandosi tra l’altro di un assegno non trasferibile. Il danno arrecato alla giovane donna non è indifferente, considerato anche il fatto che per avere i suoi soldi, ha dovuto attraversare tutta la città e chiamare prima i carabinieri, che si sarebbero rifiutati di intervenire, e poi la polizia. L’arrivo della volante però non è servito a nulla perché la banca, nel frattempo, è stata chiusa e gli agenti non sono potuti entrare.

    “Non si sa a chi rivolgersi in questi casi – continua il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – visto che la Banca d’Italia è controllata dalle banche, il Presidente del Consiglio è comproprietario di una banca e le banche scelgono addirittura i presidenti della repubblica, come nel caso di Ciampi. Forse questo ennesimo episodio di strapotere e arroganza rilancia sempre più la necessità delle monete complementari. Siamo schiavi di questo sistema e gli spazi di manovra – conclude Marinelli – diventano ogni giorno più limitati”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, annuncia su questo tema dura battaglia per far luce su altri eventuali soprusi perpetrati dalle banche nei confronti dei cittadini e invita tutti a segnalare casi similari nonché a sporgere sempre denuncia querela alle autorità giudiziarie.