Tag: banca

  • “Basilea 3 – Banche e imprese verso il 2012”, un appuntamento da non perdere

    Il 4 e 5 maggio 2010 torna il grande evento ABI su Basilea 3, punto di riferimento per tutto il sistema bancario italiano. Al Palazzo dei Congressi di Roma si dibatterà sul tema chiave Basilea 3 e in particolare, come recita il sottotitolo, sugli “scenari dopo la crisi, le novità regolamentari, i passi concreti di oggi per le banche e per le imprese”.
    L’evento “Basilea 3 – Banche e imprese verso il 2012”, rivolto ad un target bancario, imprenditoriale, manageriale, finanziario, commerciale e legale, è imperdibile sotto molti punti di vista. Focalizzato sul tema del credito alle imprese, uno dei più critici e attuali nell’odierno scenario economico, rappresenterà un momento unico in Italia per ampiezza di partecipazione e per gli interlocutori istituzionali italiani ed europei coinvolti. I regulators (Banca d’Italia, il CEBS, la Commissione Europea), l’ABI, gli accademici più importanti e le banche, attraverso le circa 80 presentazioni, la ricchissima documentazione e i dibattiti, approfondiranno il tema Basilea 3, sul quale sussistono ancora molti dubbi, offrendo un’occasione di confronto dal vivo e di chiarimento imperdibile.
    Partecipare per allinearsi con le nuove regole in vista del 2012
    L’evento ABI rappresenta in Italia un momento unico per ampiezza di partecipazione. Non esserci vorrebbe dire perdersi il confronto dal vivo, nonché una documentazione ricchissima, considerato che ci saranno circa 80 presentazioni sui temi chiave. E anche l’aspetto relazionale è da ritenersi unico: la grande community che si creerà durante l’evento potrà trovare uno spazio dove continuare a condividere materiali ed esperienze, in attesa dell’evento successivo. Infatti, il sito www.abieventi.it ospita un nuovo forum dedicato al convegno “Basilea 3”. Al momento sono state attivate tre differenti “stanze” di discussione: una, più di scenario, “Basilea 3: banche e imprese verso il 2012”; l’altra, più tecnica, “Basilea 3: le novità regolamentari”; e l’ultima, più generale, nella quale è possibile inserire domande e suggerimenti che verranno discussi al convegno.

    Save the date:

    “Basilea 3 – Banche e imprese verso il 2012” – 4 e 5 maggio, Palazzo dei Congressi, Roma.
    Per maggiori informazioni e iscrizioni:
    Segreteria organizzativa: tel. 06 86389705 – 06 86391684
    Email: [email protected]
    Sito: http://www.abieventi.it/eventi/1051

  • A scuola con UniCredit e le Associazioni dei Consumatori per “guadagnarsi il futuro”

    Per la prima volta, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero della Gioventù, colleghi di UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma e Banco di Sicilia – insieme ai rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino – forniranno sul territorio nazionale lezioni di educazione bancaria a giovani studenti di 17 anni con un approccio innovativo e divertente.

    Prende il via, infatti, il progetto “Guadagniamo il futuro”, che la Unit Corporate Sustainability realizza nell’ambito dell’Accordo Quadro firmato, nel 2008, dai vertici di UniCredit Group e dalle Associazioni dei Consumatori (AACC) in Italia.

    “La recente crisi – dichiara Roberto Nicastro, Deputy CEO di UniCredit Group – ha esposto le famiglie a sempre maggiori rischi e i giovani sono tra i soggetti più esposti a fenomeni di esclusione finanziaria. L’idea del progetto “Guadagniamo il futuro” nasce insieme alle Associazioni dei Consumatori dalla consapevolezza che esiste in Italia una forte necessità di stimolare scelte e acquisti consapevoli fin dall’età dell’adolescenza”.

    Infatti, l’obiettivo del progetto è rendere maggiormente consapevoli e informati giovani studenti su tematiche bancarie come:
    – funzionamento della banca,
    – definizione e motivazione del concetto di “sovraindebitamento”,
    – principali prodotti bancari di interesse per i giovani (carte prepagate, carte di credito, carte di debito, etc.).

    Una volta completata la lezione in aula, alla classe sarà affidato il compito di creare, mediante l’elaborazione di un poster artistico, un decalogo di suggerimenti pratici per prevenire il fenomeno del sovraindebitamento e da proporre ai propri coetanei, anche in altre scuole. I poster parteciperanno a un concorso nazionale e la classe vincitrice riceverà premi legati alla cultura (computer e buoni libro).

    Infine, i ragazzi potranno continuare a giocare da casa per approfondire le tematiche bancarie attraverso il gioco on-line “Indipendence Game”, di cui potranno trovare il link sui siti di UniCredit Group e delle Associazioni dei Consumatori.

    Fonte: UniCredit Group News

  • UniCredit partner della Commissione Europea nella gestione dei pagamenti SEPA

    La Commissione Europea ha affidato a UniCredit la gestione di una parte consistente dei suoi pagamenti SEPA. UniCredit diventa così uno dei quattro gruppi bancari responsabili dei pagamenti SEPA effettuati dalla Commissione Europea a partire da oggi.
    Per Sergio Ermotti, Vice Amministratore Delegato di UniCredit, “Questo mandato dimostra la qualità del Global Transaction Banking di UniCredit che consente al Gruppo di servire i clienti in 22 paesi europei.” Marco Bolgiani responsabile del Global Transaction Banking di UniCredit aggiunge: “L’impegno di UniCredit nei confronti del sistema unico dei pagamenti SEPA è stato il fattore premiante alla base della scelta della Commissione Europea, insieme alle dimensioni del nostro network in Europa”.
    UniCredit ha ottenuto il mandato al termine di un procedimento di gara rivolto a tutte le banche europee. “Con una quota tra il 25 e il 35% del volume totale dei pagamenti in gara, abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra competitivita’”, ha affermato Marco Bolgiani.
    Il numero totale di transazioni internazionali ammonta ad oltre un milione e seicentomila, con un volume totale di 33 miliardi di euro.
    La decisione della Commissione Europea di applicare il sistema SEPA di pagamento ed affidarsi esclusivamente a quattro banche si inquadra nel progetto di adozione di un sistema uniforme di pagamenti in Europa e comporta il graduale abbandono del modello precedente nel quale le transazioni della Commissione Europea erano affidate alle banche locali di ogni paese.

    Fonte: UniCredit Group News

  • BANCA E IMPRESA, UN RAPPORTO VINCENTE

    Il 2009 porta una novità per Factory School: nasce il settore della formazione aziendale per l’aggiornamento professionale.
    Il primo progetto prende spunto dalle normative di controllo introdotte dagli accordi di Basilea2: “Il rapporto Banca e Impresa – Le aree critiche, i presidi e l’utilizzo della finanza aziendale per gestire e migliorare la relazione con il sistema del credito” (Padova 25/11-27/11) è un corso di formazione innovativo che Factory School ha sviluppato con la società di consulenza “Ingegna Finanza”. Rivolto a imprenditori, responsabili amministrativi e finanziari, consulenti aziendali, ragionieri e dottori commercialisti, insegna tutti gli strumenti per gestire il rapporto con le banche in modo attivo ed efficace.

    Trasmettere correttamente informazioni sul proprio business permette alle banche di monitorare i rischi, ma porta anche l’azienda a impostare un controllo di gestione efficiente. Il risultano finale è che si migliora il proprio rating e di conseguenza si arriva a diminuire i costi del credito.
    Gestire bene la finanza è infatti per le aziende una leva strategica esattamente tanto quanto lo sono le altre risorse. Non è poco, visto che molte imprese faticano a tenere sotto controllo le spese e ad avere coscienza delle loro esigenze finanziarie e dei relativi costi.
    I tre giorni intensivi di formazione forniranno quindi conoscenze molto preziose per mantenersi competitivi.

    Ingegna Finanza vanta tra le proprie risorse Docenti Universitari e Formatori Professionisti che operano con Banche, Associazioni di categoria ed Aziende. I corsi sono in tal modo il risultato delle esperienze maturate nella consulenza diretta, a cui si aggiunge il rigore scientifico della ricerca universitaria.
    Le materie toccate si raggruppano in tre moduli: la valutazione e la comunicazione delle performance aziendali; la gestione del Capitale Circolante Netto Funzionale e del Capitale Strutturale, il monitoraggio del costo dell’indebitamento.

    Factory School offre alle aziende il 10% di sconto sulla quota di adesione per i partecipanti che si iscrivono entro il 10 novembre.

  • Assegni rifiutati in banca, De Pierro chiede incontro con ABI


    Roma – In seguito a segnalazioni ricorrenti l’Italia dei Diritti intraprenderà una battaglia per salvaguardare tutti quei cittadini che si rivolgono alle banche per cambiare assegni e si vedono privati di un loro diritto, perché queste si rifiutano di accetarli. Abbiamo già trattato la cosa in un precedentemente. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei diritti, ha chiesto un incontro al presidente dell’ABI.
    “È un comportamento assolutamente vergognoso – commenta De Pierro – al quale abbiamo assistito e assistiamo. Siamo a conoscenza di tantissimi casi di questo tipo e la nostra vocazione da paladini della giustizia e difensori dei diritti dei cittadini non ci permette assolutamente di mettere il freno alla nostra voglia di risolvere o almeno di portare davanti all’opinione pubblica un problema cosi grave.
    Spesso gli assegni vengono consegnati alle persone da società assicurative per risarcimento di un danno subito. Oltre a quelle che sono le conseguenze del danno stesso, che grazie alla copertura assicurativa viene risarcito, il povero cittadino spesso deve anche affrontare l’umiliazione di vedersi negare i soldi che gli spettano di diritto. La scusa più utilizzata da chi si trova allo sportello o chi gestisce una filiale è quella dei motivi di sicurezza. Ci sembra una scusa abbastanza inutile perché basterebbe fare due verifiche per sapere se a beneficio di quella persona l’assicurazione, che è cliente della banca, ha elargito l’assegno.
    È giusto effettuare dei controlli di sicurezza, ma senza abusare. Chi si rifiuta di cambiare l’assegno, trattenendo i soldi che sono disponibili per la persona, commette, a nostro avviso, il reato di appropriazione indebita codificato dal art. 646 del codice penale e probabilmente con le aggravanti del comma 11 dell’articolo 61 che farebbero passare la procedibilità, quindi la perseguibilità del reato stesso, dal procedimento a querela di parte a quello d’ufficio. Certo è più comodo e vantaggioso per una banca chiedere al cliente di accendere un conto per poter venire in possesso del suo denaro. L’invito che noi facciamo, a tutti coloro i quali vengono a trovarsi in una situazione del genere, è quello di chiamare una pattuglia di polizia o carabinieri, chiedere l’identificazione di chi ha opposto materialmente rifiuto e presentare all’autorità giudiziaria entro 3 mesi, come previsto dal codice, una denuncia querela per appropriazione indebita.
    La nostra intenzione è quella di iniziare oggi una battaglia civile – conclude De Pierro – e proseguire fino a quando si potrà parlare di una completa risoluzione di una grave violazione dei diritti. È per questo che chiediamo innanzitutto un incontro con il presidente dell’ABI, qualora non dovesse venir accolto metteremo in atto proteste, anche eclatanti, e di forte impatto mediatico con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

  • Alla Carige le negano il cambio di un assegno, Marinelli indignato


    Roma – Abbiamo ricevuto una lamentela da parte di L.L. che si è recata presso una filiale della banca Carige, situata in via Bissolati 59 a Roma, con un assegno per un risarcimento da parte dell’assicurazione, emesso da circa una settimana, che non le sarebbe stato cambiato per motivi di sicurezza, pur avendone pieno diritto.
    Questa è stata l’ultima di tante segnalazioni ricevute e sembra che si tratti di un comportamento piuttosto diffuso. “Il caso presenta ancora una volta – ha commentato Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori dell’Italia dei Diritti- la necessità di una riflessione sullo strapotere del sistema bancario. Volendo applicare la norma in modo tecnico è indubitabile come la banca si sia appropriata indebitamente del denaro del quale aveva possesso al fine di avere un duplice, ingiusto, profitto. Il primo è la percezione della somma con tutto ciò che questo comporta, con la possibilità di disporne a proprio piacimento. Altro aspetto ancora più grave sfiora addirittura l’estorsione in quanto si mira ad obbligare la malcapitata posseditrice del titolo ad aprire un conto corrente quando magari non ha nessuna voglia di procedere in tal senso”.

    A tal proposito abbiamo sentito, telefonicamente, la direttrice della banca in questione che ha affermato che l’assegno non è stato cambiato per motivi di sicurezza. La ragazza non era una loro cliente e non avendo la possibilità di verificare l’identità hanno evitato di cambiarle l’assegno. Stando alle parole della direttrice si tratta solo di una questione di sicurezza. Ma il codice penale dice ben altro: secondo il comma 11 dell’articolo 61 ci sarebbe l’aggravante dell’abuso di autorità perpetrato dal vice direttore dell’istituto bancario.

    Tutto ciò però ci sembra assurdo perché la donna era in possesso della quietanza della compagnia assicurativa e quindi l’impiegato poteva chiedere subito informazioni, trattandosi tra l’altro di un assegno non trasferibile. Il danno arrecato alla giovane donna non è indifferente, considerato anche il fatto che per avere i suoi soldi, ha dovuto attraversare tutta la città e chiamare prima i carabinieri, che si sarebbero rifiutati di intervenire, e poi la polizia. L’arrivo della volante però non è servito a nulla perché la banca, nel frattempo, è stata chiusa e gli agenti non sono potuti entrare.

    “Non si sa a chi rivolgersi in questi casi – continua il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – visto che la Banca d’Italia è controllata dalle banche, il Presidente del Consiglio è comproprietario di una banca e le banche scelgono addirittura i presidenti della repubblica, come nel caso di Ciampi. Forse questo ennesimo episodio di strapotere e arroganza rilancia sempre più la necessità delle monete complementari. Siamo schiavi di questo sistema e gli spazi di manovra – conclude Marinelli – diventano ogni giorno più limitati”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, annuncia su questo tema dura battaglia per far luce su altri eventuali soprusi perpetrati dalle banche nei confronti dei cittadini e invita tutti a segnalare casi similari nonché a sporgere sempre denuncia querela alle autorità giudiziarie.

  • LE DIECI BANCHE CHE SODDISFANO DI PIU’ I CLIENTI SU ALVostroPosto.com


    ABN AMRO si classifica ALPrimoPosto nella soddisfazione dei clienti nel settore bancario, seguita a distanza da Rasbank, Fineco e Banca Sella, rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto. Poco distanti da Banca Sella si posizionano anche Banca delle Marche, la Cassa di Lucca e CREVAL (ex-aequo al quinto posto), UBI al sesto posto e Fideuram al settimo posto. La classifica delle banche che meglio soddisfano i loro clienti si chiude con Cassa di S.Miniato e Unicredit all’ottavo posto, MPS al nono e, a parità di merito, Popolare dell’Emilia Romagna, Credito Cooperativo e Cariplo al decimo posto.

    Rileviamo la sostanziale differenza nel punteggio ottenuto da ABN AMRO (78 punti) e le altre banche classificate, inclusa la seconda classificata Rasbank con i suoi 59 punti. Le banche non presenti in questa classifica hanno totalizzato un punteggio inferiore ai 43 punti, che non si può considerare certo un punteggio elevato.

    ABN AMRO 78 Punti
    Rasbank 59 Punti
    FINECO 57 Punti
    Banca Sella 52 Punti
    Banca delle Marche,
    Cassa di Risparmio di Lucca,
    CREVAL 51 Punti
    UBI 50 Punti
    Fideuram 49 Punti
    Cassa di Risparmio di San Miniato,
    Unicredit 47 Punti
    Monte dei Paschi di Siena 44 Punti
    Banca Popolare dell’Emilia Romagna,
    Credito Cooperativo,
    CARIPLO 43 Punti

    Si parla tanto di concorrenza nel sistema bancario, di nuove efficienze distributive dei prodotti finanziari, di sportelli virtuali e di processi automatici. Le banche restano comunque al centro del sistema di potere economico italiano e le imprese faticano ad esserne realmente indipendenti. Da dove nasce questo potere? Sono adeguate le regole del sistema bancario? E’ corretto applicare la commissione di massimo scoperto, le spese di conto corrente, le commissioni per bonifici, prelievi, assegni, ecc.? Una banca è un’impresa in cui tutto è sempre organizzato per garantire al 100% la profittabilità dell’azienda.

    Abbiamo chiesto agli italiani di esprimere un giudizio sui principali temi d’interesse pubblico circa le regole bancarie e più in generale quelle degli intermediari finanziari, per capire il loro livello di soddisfazione circa i livelli di servizio, quelli delle commissioni e dei costi in generale. Ma abbiamo anche chiesto agli italiani quanto siano soddisfatti del trattamento offerto presso le filiali o dagli operatori delle banche telefoniche. Infine, gli italiani hanno espresso un giudizio anche sulla disponibilità e completezza dei servizi offerti sui siti internet delle banche.

    Attraverso questi giudizi, opportunamente elaborati dal punto di vista statistico per irrobustire la loro rappresentatività, e applicando precise formule matematiche legate sia al livello di soddisfazione percepito che alla rilevanza della materia per i rispondenti, abbiamo stilato una classifica (rating) delle banche operanti in Italia.

    Nella classifica di ALVostroposto sono riportate le prime dieci banche che hanno totalizzato il punteggio più alto. Con il vostro costante contributo, vogliamo fornire alle banche informazioni utili per il miglioramento dei processi e dei servizi e ai nostri concittadini dei punti di riferimento per la scelta dell’istituto a cui affidare i propri soldi e a cui chiedere un prestito.

    Per partecipare alla valutazione di ALVostroPosto, vi invitiamo a visitare il sito internet ALVostroPosto.com