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  • “Conversazioni Interattive sulla creatività e sull’innovazione” come facilitatori dello sviluppo

    Mercoledì 28 ottobre 2009 ci saranno le “Conversazione Interattive” presso Palazzo Affari ai Giureconsulti a Milano. Si parlerà di creatività ed innovazione e di come essi possano essere possibili driver del cambiamento in settori chiave della società. Tre tavoli paralleli per favorire la ‘contaminazione’ tra i settori scuola/università, comunicazione e mondo aziendale.

    ‘Conversazioni Interattive’ è un evento organizzato in collaborazione con Innovhub, Azienda Speciale per l’Innovazione della Camera di Commercio di Milano, con lo scopo di approfondire i temi ‘caldi’ dei nostri tempi: la creatività e l’innovazione come strumenti per il successo ed il miglioramento delle performance nei diversi ambiti. L’incontro vuole essere un momento di confronto proprio in occasione de “The European Years of Creativity and Innovation 2009”. Le “Conversazione Interattive” si svolgeranno su tre ambiti diversi: l’innovazione e la creatività in azienda, nella scuola e nell’università e nel marketing e nella comunicazione.

    L’evento si terrà mercoledì 28 ottobre 2009 alle ore 14 presso Palazzo Affari ai Giureconsulti, Piazza Mercanti 2 a Milano e vedrà la partecipazione di esperti del settore. Le “conversazioni” saranno “a portata di mano e di domanda”, cioè chiunque potrà intervenire chiedendo e portando eventualmente casi personali da risolvere.

    L’interattività della conversazione sarà resa operativa fin dalle prime battute poiché saranno postati in diretta sia sul blog dedicato che sull’apposito canale Twitter, foto e citazioni dell’incontro.

    Conversazioni Interattive sulla creatività e sull’innovazione”.
    Mercoledì 28 ottobre 2009 alle ore 14 presso Palazzo Affari ai Giureconsulti, Piazza Mercanti 2 a Milano. La partecipazione all’evento è aperta a tutti, iscrizione obbligatoria. Info: 02/8515.5232.

  • Lo Conte, il bene della Natura, il bello del web


    L’azienda agricola Lo Conte, attiva da oltre quarant’anni sul territorio è oggi anche un’importante marchio produttore di pasta, salse, olio, legumi, condimenti, confetture e verdure sott’olio.
    La qualità di questi prodotti è garantita personalmente dal proprietario dell’azienda, Nicola Lo Conte e dai suoi figli.
    Una realtà di questa importanza non poteva esimersi dall’avere un sito internet, per questo motivo Guest srl, l’Internet Service Provider di Riccione, ha provveduto a realizzarlo.
    Per Lo Conte, che opera nell’ambito della natura, Guest ha pensato ad una grafica realizzata nei colori del giallo e del verde, che richiamano le tonalità del grano e delle colline, come quelle di Misano Adriatico, sulle quali sorge l’azienda agricola.
    Il sito gode di un’impatto visivo forte, ma semplice, che comunicano una personalità ben definita e decisa.
    Anche i contenuti sono essenziali. Non ci si perde in chiacchere, fornendo subito tutte le informazioni utili al visitatore.
    Il menù è orizzontale e comprende sei voci: home, chi siamo, prodotti, produzioni, dove siamo e contatti.
    Ogni sezione è rappresentata anche da una piccola icona, che ha l’utilità di rendere ancora più immediato e veloce l’utilizzo del sito, e facilitare la navigazione da parte dell’utente.
    All’interno dell’area “chi siamo” è contenuta una breve storia dell’azienda, “prodotti” è un catalogo on line, con tutte le tipologie di pasta, di salse, di vegetali, condimenti, confetture e olio realizzate da Lo Conte.
    Nella sezione “produzioni” si potrà guardare un video dove verranno ripercorse tutte le tappe dalla raccolta delle olive fino all’imbottigliamento dell’olio, passando per le fasi di spremitura nei frantoi.
    Infine troviamo le aree “dove siamo”, dove è contenuta la cartina, e “contatti” dove si trovano tutti le informazioni necessarie per contattare l’azienda.
    Sulla parte sinistra del monitor si trova invece un riquadro giallo, dove vengono comunicate le news e gli aggiornamenti del sito.
    Lo Conte oggi è sinonimo di prodotti naturali di qualità, sani, che crescono solo qui in Romagna, grazie alla terra, all’aria e al sole, e vengono scelti da Lo Conte, come si facevano i contadini una volta.
    Tutto questo, unito al sapore della semplicità e della tradizione, viene trasmesso anche attraverso il sito internet, diventato sempre di più una finestra sull’azienda.

  • Walter Benati nuovo Amministratore Delegato di CARcomauto SpA



    Walter Benati è stato recentemente nominato Amministratore Delegato del gruppo CARcomauto S.p.A., Importatore e concessionario auto con oltre € 170 milioni di ricavi. CARcomauto S.p.A. è una storica azienda con sede a Milano fondata nel 1959, attiva sul mercato da 50 anni, concessionario Audi e Volkswagen.
    Dal 2003 anche importatore ufficiale per il Nord Italia di Bentley, le prestigiose vetture inglesi, con sedi a Milano e Bologna.

    Il Gruppo è inoltre presente in diverse altre partecipazioni industriali. Benati, con questo nuovo incarico, unisce così la carriera professionale alla sua grande passione per le auto e i motori.

    Benati è stato dal 2007 al 2008 AD, Direttore Generale ed azionista di Giuseppe Bellora, azienda specializzata nella produzione di tessuti di lino e nella confezione di prodotti tessili per la casa. Benati ha avuto inoltre precedenti esperienze come Amministratore Delegato di Longoni Sport dal 2000 al 2002, AD di United Optical ed AD di Enervit dal 1993 al 1998.

    Concessionaria CAR Comauto
    Viale Certosa n. 9 – Milano
    Tel. 02.39239.221
    www.carcoamuto.it

    Per Informazioni
    Emanuela Lodolo
    [email protected]

  • Teleunit e la scuola


    Anche Teleunit partecipa all’iniziativa I CARE (Imparare, Comunicare, Agire in una Rete Educativa) promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione. Nell’ambito di questo progetto ministeriale, infatti, l’azienda ha ospitato, per una giornata conoscitiva e formativa, gli allievi dell’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore Blaise Pascal – Arnolfo Di Cambio di Perugia. Dante Taddei, Direttore Customer Relation Management, e Alfredo Mommi, Responsabile Relazioni Esterne, hanno illustrato le peculiarità aziendali in un percorso strutturato con Marco Durante, Direttore Commerciale. Con la partecipazione a questo progetto, Teleunit intende supportare i giovani in procinto di affacciarsi al mondo del lavoro, per aiutarli nella propria scelta formativa e/o lavorativa e nel loro ingresso in un mercato in continua evoluzione, con riferimento all’inserimento anche dei ragazzi diversamente abili. Teleunit ha potuto mostrare agli studenti le dinamiche e le caratteristiche di una delle aziende umbre all’avanguardia, unica nel territorio per tipologia di prodotto e mercato di riferimento, basata sul principio di soddisfazione del Cliente, non tralasciando la motivazione del Personale interno e le componenti organizzative dei processi.

  • Sonia Russo (TWT) propone una riflessione sulla comunicazione all’interno delle organizzazioni


    Si parla sempre più spesso della comunicazione d’impresa, ad esempio dell’importanza della comunicazione interpersonale in azienda, della comunicazione “spontanea” tra le persone che vi lavorano. Ma cos’è la comunicazione interpersonale in un’azienda? O meglio di che si sta parlando se non si tiene conto del contesto in cui avviene? E inoltre si può aggiungere che in un’organizzazione aziendale la comunicazione non è interpersonale ma è quella che ha a che fare con ruoli, funzioni, appartenenze, modelli culturali e sistemi di valori, regole del gioco esplicite e implicite; e il tutto va calato entro la dimensione storica specifica dell’organizzazione (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
    Il termine comunicare deriva dal latino communicare che ha il significato di “condividere, mettere in comune”. Ancora, la parola latina communicare è un derivato di communem (cum + munis ? incarico con) che ha il senso di “espletare un incarico con altri”.
    Si può notare come nel significato etimologico della parola comunicare sia insita l’idea di mettere in comune qualcosa, di condividere qualcosa in un processo (lavorativo!) che porterà a un prodotto. Si comunica per produrre, per “espletare un incarico”. Questo significato è, quindi, molto utile quando si parla di comunicazione d’impresa.
    In un contesto in continuo cambiamento, dove la tempestività di risposta a un contesto che cambia è un fattore di competitività aziendale, la comunicazione all’interno dell’organizzazione è uno strumento che può produrre sviluppo in funzione della comprensione del cambiamento stesso.
    In una processo di cambiamento organizzativo è molto importante una conoscenza dell’altro (di chi è coinvolto nel cambiamento), una condivisione di regole e problematiche relative al cambiamento stesso. Quando l’organizzazione fonda il proprio funzionamento sulla comunicazione interattiva, allora il cambiamento diviene integrato con l’organizzazione stessa, della quale promuove lo sviluppo; in questo caso chi è coinvolto nel cambiamento è maggiormente competente nell’utilizzarlo. Quando l’organizzazione è fondata sulla gerarchia e sul controllo degli adempimenti; quando l’organizzazione funziona con la comunicazione a una via, dall’alto in basso, di informazioni aventi il valore di normative da seguire; quando l’obiettivo organizzativo è il presidio degli adempimenti dei dipendenti, allora l’innovazione viene vista come inutile o, peggio, come una minaccia alla stabilità dello status quo organizzativo. In questo caso si ha minore competenza nell’uso del cambiamento (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
    Per un’ accettazione competente del cambiamento l’organizzazione necessita di una cultura basata sulla conoscenza e sulla sua condivisione. Essere parte attiva del cambiamento permette di gestire le resistenze al cambiamento stesso: esso è vissuto non come un “mettersi in discussione” ma come un “mettersi in gioco”.

    TWT in alcuni dei suoi interventi formativi con le organizzazioni aziendali, propone riflessioni di questo tipo.
    In un lavoro con una società di assicurazioni che chiede cambiamento organizzativo in funzione di una maggiore qualità produttiva nei confronti della domanda dei propri clienti, TWT ha avviato una riflessione su una comunicazione interna frammentata, dove spesso non si sa a cosa serve cosa, dove con affanno si va alla ricerca di informazioni, dove la gestione comunicativa di ogni area è diversa e rende difficile la comunicazione fra le varie aree, dove regna “l’implicito”.
    La comprensione di tali dinamiche ha portato a interventi organizzativi orientati alla condivisione di regole esplicite sul funzionamento dei processi aziendali volti alla qualità produttiva.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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  • Creatività e formazione: costruzione della funzione creativa secondo TWT


    Il verbo italiano creare, deriva dal creare latino, che condivide con “crescere” la radice KAR. In sanscrito, KAR-TR è colui che fa (dal niente), il creatore.
    Creare indica il dare forma, costruire qualcosa dal nulla, ideare, avendo, potenzialmente, infinite possibilità. Implica originalità, ingegno, creatività, appunto. Nelle relazioni, rimanda al suscitare qualcosa nell’altro oppure al collaborare per costruire o ancora al prendersi cura, nutrire e far crescere la relazione stessa. Crearsi, anche, nel senso di essere artefici della propria vita, realizzando i propri scopi.
    Nel significato di creare, quindi, è presente la possibilità di dare forma all’esterno a qualcosa che si immagina, che ha una rappresentazione mentale: la creatività è immaginazione. Il dare forma reale all’immaginazione mette in evidenza come l’essere creativo è connesso alla concretezza delle azioni per “realizzare” ciò che si ha in mente. L’immagine stessa necessita di concretezza; per poter essere realizzata deve essere costruita come “obiettivo ben formato”, unendo nel termine obiettivo l’idea di un punto di arrivo e di un processo per raggiungerlo. L’ “obiettivo ben formato” deve essere tempificato, misurabile (definendone i parametri), raggiungibile, ecologico (orientato al benessere), condiviso.
    E’ presente, infatti, nel significato di “creare” l’importanza dell’utilizzo della relazione con l’altro come modalità per prendere decisioni: questo rimanda alla “cura” che si deve avere nei confronti dell’altro quando si utilizzano strumenti per prendere decisioni di gruppo. Avere cura è, ad esempio, non limitare la creatività dell’altro con le critiche.
    Come si può vedere la creatività è un qualcosa di complesso: non può per questo essere innata ma va considerata come un’attitudine da sviluppare. La creatività è una funzione utile al raggiungimento di soluzioni innovative. Il gruppo può essere uno strumento per raggiungere tali soluzioni in cui è possibile attivare tale funzione.

    TWT, nei suoi interventi formativi, avvia spesso una riflessione sul potere creativo del gruppo che viene presentato ai partecipanti con le azioni concrete che essi possono svolgere per costruire ogni volta prodotti utili al gruppo stesso e alla risoluzione dei problemi posti: può essere un’improvvisazione teatrale, “liberare il presidente”, “cosa scegliere per esplorare la luna”, come promuovere la propria azienda e i nuovi prodotti, come rilanciare una società, come costruire una figura geometrica bendati, con una corda, tenendosi per mano…. Nascono riflessioni sulle diverse funzioni attivate dai partecipanti all’interno del gruppo, sulle dinamiche di gruppo, sull’importanza dell’apporto di ognuno visto come risorsa per il raggiungimento del prodotto stesso.
    Inoltre, in alcuni corsi, vengono utilizzati strumenti specifici che possono portare il gruppo a prendere decisioni creative, strumenti che permettono la “condivisione creativa” nel prendere decisioni.
    Uno di questi strumenti è il brainstorming (letteralmente “tempesta di cervelli”) che fu proposto da Alex Osborn nel 1935 e da allora è molto usato per la generazione di idee. Il procedimento si basa sul principio che le idee si innescano l’una con l’altra, dando vita a risultati nuovi e inaspettati. Le idee vengono prodotte e proposte dai partecipanti al gruppo di lavoro a ruota libera e appuntate dal conduttore, verranno poi riunite per categorie e votate dal gruppo. Fra le varie regole che permettono l’utilizzo di questo strumento vi è il divieto di dare giudizi di valore alle idee dell’altro: tali giudizi non sono utili al gruppo, limitano la creatività.
    Il gruppo è utile strumento per dare forma reale all’immaginazione di ognuno a partire da un obiettivo condiviso.
    E’ piuttosto inutile fermarsi a riflettere sulla questione della creatività come caratteristica innata o meno ma è molto più utile considerarla una funzione che può essere attivata per risolvere determinati problemi, prendere decisioni, fare scelte, utilizzando strumenti che attivano, appunto, il “potere creativo del gruppo”.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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  • I viaggi incentive e il marketing interno: una proposta di TWT


    Definiamo il viaggio incentive come un viaggio speciale che unisca ai significati romantici e quasi innati del viaggio, contenuti opportunistici aziendali di premiazione e gratificazione.
    L’incentive si offre ai dipendenti, in una operazione di marketing interno oppure ai clienti più importanti e non è prerogativa solo della grandi imprese.
    In Italia, purtroppo, il potere decisionale circa le opportunità dei viaggi incentive si è spostato dai massimi vertici strategici agli uffici acquisti, dove, senza togliere nulla alla professionalità dei purchasers, si tengono giustamente in considerazione soprattutto costi e sicurezza.
    L’incentive, si fonda su un messaggio di tipo strategico e pertanto è legato a scelte tecniche non solo di alto valore qualitativo, ma anche di grande contenuto emozionale fatte per vendere di più e meglio.
    A volte nell’incentive sono previste brevi riunioni in cui si presentano obiettivi aziendali oppure si tirano le somme su quanto è stato fatto. Ma le sale riunioni sono oggi troppo piccole per ospitare “l’ego” di coloro che hanno meritato tale gratificazione da parte dell’azienda.
    Dall’esperienza dei Paesi anglosassoni, si tende a portare il percorso d’incentivazione fuori dalle convenzioni della comunicazione aziendale, in una dimensione ludica o di simulazione attraverso la quale si creino nuovi stimoli legati all’emozione e all’esperienza. Per esempio, ci è capitato di organizzare in Sud Africa un safari a piedi in una riserva privata con una prova di orienteering. In una attività dai toni avventurosi, come questa, si esalta il valore della metafora e si creano occasioni insolite per stimolare la creatività e lo spirito di adattamento dei partecipanti.
    È pacifico che Incentivano la produttività quelle aziende che hanno una forte propensione commerciale ed un ampio portafoglio clienti.
    A queste aziende che scelgono l’incentive come raffinato strumento di marketing, si chiede di esercitare l’arte della comunicazione con il “cuore” attraverso l’ascolto attivo dei desideri dei premiati.
    Così non è importante dove si scelga di volare, ma cosa andremo a fare laggiù, cosa impareremo, cosa potremo essere per qualche giorno.
    In Italia, secondo i dati disponibili dalle maggiori incentive house, si crede che l’incentive sia un gadget costoso, che l’azienda regala con gratitudine.
    In realtà incentivare è un’occasione unica per comunicare e trasformare i propri clienti in partner affezionati ed i propri collaboratori in appartenenti orgogliosi al “sistema sociale ridotto” azienda.
    Anche la necessità d’impiegare grosse risorse economiche non è aderente alla realtà dell’incentive, che, secondo i canoni della comunicazione emozionale, può essere realizzato anche dalle PMI con investimenti limitati.
    Ci auguriamo che la voglia di sperimentare e le capacità d’innovazione delle imprese Italiane, non si spengano del tutto offuscate all’ombra del GOLEM della crisi economica che è sicuramente crisi di mercato, ma non è crisi delle idee che creano valore.

    LEONARDO FRONTANI
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  • Eventi e comunicazione commerciale secondo TWT: l’innovatore rischia, ma scrive la storia


    Un evento di comunicazione segue le sue regole.
    Un prodotto, un messaggio, un cliente da raggiungere. Ma se c’è una cosa che ci piace della comunicazione è la possibilità di cambiare sempre le regole. Occorrono capacità, ma soprattutto coraggio.
    Sì, coraggio, perché la scelta è tra arrivare al 100% della propria audience con un comunicazione interessante, ma non irresistibile, rassicurante, ma ordinaria, oppure cogliere la voglia di emozione del 80% della platea e lanciare un messaggio nuovo negli strumenti e nella modalità d’invio.
    Una comunicazione sofisticata non può competere con una emozionale, soprattutto in questo mondo di overdose d’informazione.

    Vedo il product manager dell’azienda “XYZ” agitarsi fuori misura. Mettere le mani ovunque, svolazzare tra il banco regia e il mixer luci, ripetere il programma per la quindicesima volta, controllare e ricontrollare i dettagli.
    Presenta l’azienda ed introduce un ospite illustre e credibile. I convenuti, a tavola, incuriositi, spostano la loro attenzione sul nuovo arrivato.
    Egli è un attore professionista e provoca la platea spacciandosi per un funzionario governativo.
    E’ suo il podio e non contento di tediare gli ospiti sfoggia un’ironia molto offensiva.

    Un uomo, una voce trai convenuti, affronta l’oratore e viene da questi sbeffeggiato. Nasce un alterco, qualche parola grossa, cade un bicchiere. La platea vibra di tensione, qualcuno si alza e vuole andarsene via, altri cercano una spiegazione a quel senso di disagio, ma restano a guardare increduli. I camerieri si fermano preoccupati ed il responsabile del servizio impallidisce.
    Poi cala un telone che annuncia al popolo in subbuglio che sono stati vittima di “Scherzi a parte “. Anche quell’uomo che ha risposto con durezza all’oratore fa parte della gang.

    Uno scherzo, un piccolo scherzo che richiama l’attenzione di un pubblico annoiato e abituato ad eventi promozionali. Durante la cena si chiacchera e si sorride, mentre ci si stupisce del fatto che nessuno si fosse accorto in precedenza dell’inattendibilità degli attori infiltrati.
    E’ tempo di raccogliere ciò che si è seminato. Il product manager invia i suoi a fare domande per avere un riscontro. Vittoria! Nove tavoli su dieci si sono divertiti e ricorderanno questa serata. Il decimo è perduto. Probabilmente ospitava personaggi leggermente antisociali che in effetti, potevano essere opinion leaders inefficaci per l’azienda XYZ.

    Il product manager va a casa, carico di adrenalina, ma convinto di aver fatto più di quanto gli era stato richiesto. E’ andata bene, è stato bravo e coraggioso; è un innovatore e già sta pensando alla prossima occasione che gli si presenterà per cambiare le regole della comunicazione commerciale.

    Leonardo Frontani
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  • Formazione esperienziale: TWT in un’azienda in un momento di crisi e cambiamento


    Con un programma di formazione esperienziale integrato di sessioni d’aula, di coaching e team building, TWT ha guidato una azienda di assicurazioni verso cambiamenti di organizzazione gestionale.
    Un’azienda giovane, cresciuta in fretta, che in fretta ha dovuto scegliere i suoi giovani dirigenti si è trovata di fronte a problemi di gestione del lavoro e delle funzioni organizzative. Problemi che spesso l’hanno portata a trattare in affanno e in maniera confusionaria i servizi per il cliente che, invece, chiede sicurezza e spesso azioni tempestive nella fornitura di importanti informazioni.
    TWT, ha utilizzato le sessioni d’aula e di coaching per avviare una riflessione sulle modalità gestionali problematiche guidando le persone coinvolte nella esplicitazione di difficoltà comunicative fra i diversi settori, fra persone che lavorano in una stessa area, di difficoltà a delegare in maniera funzionale il lavoro ai collaboratori, della difficoltà a usare le riunioni come momento di costruzione produttiva rispetto a una specifica problematica. Nelle sessioni d’aula e nell’attività di team building che ha simulato una situazione di “crisi” (compiere la propria missione avendo perso il materiale per poterlo fare) sono venute fuori le risorse del gruppo a lavoro in un momento di difficoltà: condivisione di riflessioni su un certo problema, costruzione di funzioni per raggiungere un certo obiettivo, capacità di riflettere sulla proprie difficoltà a lavorare con gli altri e possibilità di superarle in vista dell’utilità che questo può avere per il “prodotto” del gruppo, possibilità di istituire momenti di riflessione e condivisione su problemi gestionali organizzando il tempo del proprio lavoro.
    L’azienda ha attivato azioni di cambiamento gestionale orientate a favorire una comunicazione interattiva, fra le diverse aree e i collaboratori all’interno della stessa area, funzionale alla qualità produttiva nel rapporto con il cliente.

    In questo clima di cambiamento arriva, anche per questa azienda, la crisi economica che imperversa nei mercati in questo periodo.
    L’azienda, già orientata al cambiamento e consapevole delle proprie risorse ma anche delle proprie problematiche, chiede a TWT, nonostante la crisi e proprio per avviare azioni che permettano di comprenderla e gestirla, di essere guidata nel processo di cambiamento già avviato. L’azienda dice a TWT come la formazione sia strumento utile proprio nei momenti “critici”, momenti in cui è fondamentale attivare una riflessione sui vissuti, i problemi, i modi di affrontare e rispondere alla crisi. Questo, a partire da un orientamento al cambiamento: la crisi non può essere eliminata, è sintomo o evento critico di un cambiamento del mercato, della domanda del cliente, e richiede, quindi, un’azione di comprensione della crisi stessa per poterle dare risposta con il proprio sviluppo e la propria produttività.

    Sonia russo, psicologa e formatrice

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  • TWT-TEAM propone corsi di formazione per riflettere sull’uso di strategie di marketing a basso costo


    “Guerilla marketing (da Wikipedia, l’enciclopedia libera): promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali”.

    In un momento di crisi economica può essere importante aumentare il profitto con una strategia di marketing a basso costo, che parte dall’utilizzo di risorse limitate.
    Le risorse fondamentali diventano la creatività, l’immaginazione e la capacità di costruire eventi pubblicitari emozionanti che facciano parlare dell’azienda. Caratteristica fondamentale di tale strategia, infatti, è la diffusione dell’evento, della notizia da parte del cliente, del consumatore stesso.
    Inoltre attivare tecniche di guerrilla marketing presuppone una riflessione sulle caratteristiche di
    eccellenza del proprio prodotto tenendo in mente il tipo di cliente a cui è rivolto e sull’importanza di cooperare con le altre “tipologie di affari” piuttosto che attivare competizione: può essere utile costruire relazioni di partnership.
    TWT-TEAM organizza corsi per aziende che vogliano utilizzare questo tipo di strategia per promuovere i propri servizi. Nei corsi viene stimolata proprio una riflessione creativa sulla ricerca di risorse a basso costo che permettano di costruire azioni promozionali.
    Inoltre, attraverso l’utilizzo di varie esercitazioni, si avvia un’ulteriore riflessione sulle diverse funzioni che i partecipanti al corso possono attivare per l’utilizzo delle strategie di guerrilla.
    Si sviluppa così un modo di fare marketing con poche risorse che è costruito da quella specifica azienda: non vengono “insegnate” tecniche standard.
    L’utilizzo di tale strategia può interessare l’area del no-profit che come è noto ha risorse economiche molto limitate. TWT sta iniziando ad avviare percorsi formativi con aziende appartenenti a quest’area a partire proprio da una richiesta specifica:promuovere il proprio servizio con poche risorse.

    Sonia russo, psicologa e formatrice

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