Tag: arte

  • “Affascinante e coinvolgente viaggio multimediale”: così definisce il manager Salvo Nugnes la mostra “Van Gogh Alive”

    A seguito della recente visita alla mostra milanese “Van Gogh Alive. The Experience ” dedicata all’illustre maestro olandese Vincent Van Gogh, il manager produttore ed esperto d’arte Salvo Nugnes, agente di nomi di spicco della cultura, è stato raggiunto telefonicamente per un commento a caldo.

    Nugnes ha dichiarato “Ho visto una mostra-spettacolo di coreografica bellezza, che racconta con oltre 3000 immagini il percorso biografico e creativo di un artista di eccelsa caratura, una vera pietra miliare nella storia dell’arte. L’esposizione in forma di installazione multimediale, offre una rivisitazione delle opere di Van Gogh in chiave estremamente innovativa e avveniristica con un risultato sorprendente nell’impatto, capace di catturare subito l’osservatore. Si percepisce la doviziosa cura preparatoria di questa esposizione e il lavoro a monte assai impegnativo svolto per fornire proiezioni ad altissima definizione sui megaschermi, che consentono una prospettiva di visione inedita e assai ravvicinata e dettagliata. Molto originale l’idea di integrarle con citazioni di lettere inviate da Van Gogh al fratello Theo e di accompagnarle da piacevoli e suadenti sinfonie musicali, che avvolgono lo spettatore in un intreccio di colori, luci e suoni di suggestivo effetto emozionale”.

    E sottolinea “Questa mostra contribuisce a diffondere un nuovo modo di conoscere e vivere l’arte, che trasmette anche un positivo intento educativo. E’ un’esperienza adatta a tutti, incluso i nuclei famigliari, che possono vivere un affascinante e coinvolgente viaggio multimediale alla scoperta dell’universo creativo ed esistenziale di un indiscusso mito dell’arte”.

  • Milano, Palazzo Reale ospita la mostra dedicata ad Andy Warhol: ce ne parla il noto manager Salvo Nugnes

    Abbiamo chiesto ad un esperto d’arte di alto livello come il manager Salvo Nugnes, agente di noti personaggi dell’arte e della cultura di scortarci come guida alla scoperta della prestigiosa esposizione in omaggio al mitico Andy Warhol allestita fino al 9 marzo tra le storiche mura di Palazzo Reale a Milano.

    Nugnes spiega come questo è senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi della stagione milanese e puntualizza come “L’originalità del maestro Warhol e della Pop Art emergono appieno in questa corposa e variegata mostra. La Pop Art rappresenta uno dei principali movimenti della seconda metà del novecento, in cui la riflessione meditativa sull’aspetto sociale ed antropologico unita all’utilizzo di nuovi mezzi artistici, rinnova e modifica l’arte a livello mondiale, portandola al passo con i tempi attraverso un processo ancora oggi attualissimo e pieno di interessanti spunti”.

    Sul contributo all’arte di Warhol afferma “Grazie a Warhol quella, che era soltanto una pura e semplice intuizione riferita al concetto di arte popolare, accessibile a tutti e di facile comprensione, si è trasformata in un concreto movimento, la Pop Art. Lui è stato un artista figlio della sua epoca, ma proiettato anche in una visione di lungimirante prospettiva. E’ stato capace di osservare il presente attraverso gli occhi del futuro, descrivendo l’arte riproducibile in serie, la società dei consumi, che diventa consumismo senza regole, la ricerca smisurata e sfrenata del benessere economico, la mercificazione dell’uomo verso il mondo circostante. Con sagace e acuta arguzia ha raccontato tutto senza filtri e senza intellettualismi e si calato perfettamente nella realtà contemporanea”.

  • Promoter Arte organizza la Biennale a Milano

    La nota società Promoter Arte, che si occupa di grandi iniziative artistiche come la Biennale di Venezia e le mostre del Festival di Spoleto, collaborando con grandi critici del calibro di Vittorio Sgarbi, Gillo Dorfles e Philippe Daverio, sta preparando un evento davvero imperdibile, la “Biennale Milano – International Art Meeting” che si svolgerà in una struttura appositamente predisposta per accogliere numerosi artisti di varia provenienza e formazione e darà un’ottima opportunità di visibilità e ritorno commerciale. Si prevedono presenze nazionali e internazionali, con esposizioni ricche e corpose di pittura, scultura, ma anche fotografia, video arte e innovativi stili d’espressione artistica. I partecipanti verranno coinvolti in performance estemporanee, corsi, conferenze a dibattito e situazioni di incontro, confronto e scambio. Ci saranno numerosi interventi di critici, curatori e studiosi di grande fama, per dare una voce autorevole in materia e relazionarsi con i visitatori.

    Tutta l’iniziativa è organizzata e improntata all’insegna della divulgazione di un messaggio di arte universale, intesa come linguaggio di comprensione universale e matrice cosmopolita a disposizione dell’intera comunità. Il patrimonio artistico costituisce una risorsa di valore inestimabile, da tutelare e salvaguardare sempre e comunque e da cui attingere importanti spunti, nonostante il periodo di forte crisi sociale ed economica, che mette a dura prova un bene collettivo e spesso tende a svilirlo e a trascurarlo. E proprio in tale direzione si proietta l’impavida scommessa di Promoter Arte, che con la prima edizione della “Biennale Milano” si propone di incastonare un prezioso tassello in nome di questo primario obiettivo da perseguire e incentivare a largo raggio.

  • Gli scatti fotografici di Mark Seliger in mostra a Londra apprezzati dal manager Salvo Nugnes

    La prestigiosa galleria londinese “Beetles + Huxley” dedica una corposa esposizione di immagini fotografiche di vip e star immortalati dall’obiettivo del famoso fotografo Mark Seliger.

    Il manager produttore Salvo Nugnes, agente di noti personaggi della cultura e grande esperto d’arte ne commenta il successo affermando: “E’ un’esposizione di forte impatto coreografico, dove il talento d’autore di Seliger emerge al meglio con i suoi scatti fotografici, che hanno permesso di cogliere e fissare nel tempo le immagini e i ritratti di tante star internazionali, considerate vere icone per intere generazioni di fans. E’ un meritato riconoscimento celebrativo in omaggio a una trionfale carriera”.

    Sulle fotografie che l’hanno maggiormente colpito dice: “Sono tutte splendide, la carrellata di volti celebri è di intensa suggestione, poichè in ognuno Seliger ha saputo carpire il tratto distintivo più particolare ed espressivo. Da Natalie Portman a Emma Watson, da Barack Obama a Johnny Deep, fino a ritratti, che hanno suscitato scalpore di David Bowie e dei Red Hot Chili Peppers. Poi il suo lungo contributo collaborativo con i mitici Rolling Stone, di cui ha realizzato ben 125 copertine di album”.

  • L’intervento del noto manager della cultura Salvo Nugnes sul tema del mercato dell’arte al giorno d’oggi

    1) Nella sua pluriennale esperienza nel mondo dell’arte da produttore di eventi importanti e agente di illustri personaggi in ambito artistico-culturale, come valuta i dati del 2013 sulle vendite record dell’arte contemporanea?

    Direi che i dati sono decisamente positivi e assai confortanti anche nella previsione per il 2014. Nel 2013 il mercato mondiale dell’arte contemporanea è cresciuto di oltre il 15% superando per la prima volta in assoluto il tetto del miliardo di euro. Secondo la stima del rapporto annuale artprice, da luglio 2012 a giugno 2013 le vendite delle opere di artisti contemporanei nati dopo il 1945, hanno raggiunto una quotazione di 140 milioni di euro in più rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Nella complessiva valutazione del mercato -old master moderno e contemporaneo- si attesta una cifra pari a 8,1 miliardi di euro.

    2) Dunque come vede il ruolo assunto negli anni dall’arte contemporanea?

    L’arte contemporanea rappresenta attualmente il 13% delle transazioni e la sua rilevanza commerciale è ormai un dato di fatto acquisito. Teniamo conto, che fino a 10 anni fa le vendite di questo comparto totalizzavano 75 milioni di euro, poi si è giunti al boom di 979 milioni di euro nel biennio 2007/2008 per poi avere un fermo a causa della crisi finanziaria, con una netta e marcata ripresa registrata nel 2013.

    3) Una breve riflessione sul concetto di arte in generale;

    Io concepisco l’arte come un simbolico spazio in cui poter sognare e riflettere, capace di rievocare le visioni oniriche più ancestrali e introspettive, che ciascuno si porta dentro a livello inconscio. Sul piano pratico, continua ad essere un’ottima formula garantita di investimento economico mirato e strategico. Infatti, le percentuali in rialzo globale lo dimostrano e risultano incoraggianti e convincenti anche per l’opinione pubblica, che è incentivata e stimolata ad interessarsi e avvicinarsi sempre più a questo multiforme settore.

  • ALLA “MILANO ART GALLERY” ROBERTO LANDO PROLUNGA LA SUA MOSTRA PITTORICA ORGANIZZATA DAL MANAGER SALVO NUGNES DI PROMOTER ARTE

    Il talentuoso artista veneto Roberto Lando prolunga fino a Domenica 2 Marzo la sua originale mostra dal titolo “Flusso Creativo” organizzata dal manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, nell’esclusiva galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, con ingresso libero al pubblico. Nella ricca e multiforme esposizione in chiave antologica, che ripercorre l’evoluzione di ricerca sperimentale compiuta da Lando, sono allestite opere ispirate dall’intenso astrattismo materico, originali pitto-sculture elaborate con il fuoco, in cui compaiono inseriti anche oggetti particolari, come strumenti musicali e un’antica macchina da scrivere.

    Lando spiega “Guardo gli altri artisti, ma non mi sono mai ispirato a nessuno. Molte persone osservando le mie opere, dicono che sembro ispirarmi a diversi artisti, ma in realtà io oggi faccio una cosa e domani mi proietto su un’altra totalmente diversa. Sperimento seguendo sempre e comunque la mia linea. Nella mia arte è come quando guidi: a volte fai chilometri pensando a tutt’altro, però riesci ugualmente a guidare. Leggendo Osho ho imparato a non pensare quando faccio arte, a non esserci con la mente nel momento in cui dipingo l’opera, in modo, che vengano fuori delle cose interiori”.

    La curatrice Elena Gollini dice “Lando ci trasporta in una dimensione sospesa di suggestione emozionale, un ponte di collegamento e connessione dove il rapporto spazio-tempo perde estensione e durata e tutto è compresente. L’artista si volge verso la sconfinata profondità dell’anima e gli enigmi dell’assoluto. Il suo lavoro è un tramite di congiunzione con la ricerca sull’origine e sulle radici dell’esistenza e il segno, con la sua potente vitalità acquista nuova valenza simbolica”.

  • Intervistato il manager produttore di Promoter Arte Salvo Nugnes sull’eccezionale quadro “La ragazza con l’orecchino di perla”

    In occasione dell’eccezionale esposizione del famoso quadro del maestro Johannes Vermeer dall’8 febbraio al 25 maggio nello storico contesto di Palazzo Fava a Bologna, abbiamo interpellato il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico-culturale, per rilasciare un suo esperto parere sull’incantevole dipinto.

    1) Come concepisce questa straordinaria opera?

    “La ragazza con l’orecchino di perla” nota anche come “La ragazza con il turbante” si colloca tra le più significative icone pittoriche della storia dell’arte.

    E’ unanimemente considerata tra le creazioni più conosciute e rinomate insieme alla Gioconda di Leonardo e all’Urlo di Munch. Questa è un’opportunità assai rara per ammirarla da vicino in tutto il suo intrigante splendore, poiché il suo arrivo in Italia è frutto di una lunga trattativa durata due anni, con il celebre museo Mauritshuis dell’Aia, che custodisce i tesori di sommi artisti come Vermeer e Rembrandt. Infatti, il pubblico ha dimostrato di aver compreso da subito l’occasione unica e speciale e le prenotazioni sono state numerosissime già da inizio prevendita biglietti a novembre scorso.

    2) Quali sono le caratteristiche distintive, che emergono in questo dipinto?

    E’ senza dubbio uno dei capolavori più rappresentativi della Golden Age della pittura olandese, di eccelsa elaborazione. Il volto spicca in tutta la sua candida bellezza di magnifico stupore da uno sfondo nero, che però non è quello originale, in quanto nel 1994 è stato compiuto un radicale restauro e si è scoperto, che nel dipinto lo scenario era di colore verde smeraldo. Poi, è emerso, che il turbante bianco e turchese, che cinge il capo della giovane donna raffigurata non è un copricapo di abituale utilizzo nell’olanda dell’epoca, ma Vermeer si è ispirato prendendo spunto da un’opera del suo contemporaneo Michael Sweerts. Colpisce l’incredibile capacità di Vermeer di conferire all’insieme un effetto di tipo tridimensionale, che raggiunge l’apice nei dettagli più minuziosi e particolareggiati, come ad esempio nei piccoli punti luce all’angolo della bocca e nelle luminescenze ammalianti dell’orecchino con la forma di perla a goccia.

    3) Ma che notizie si hanno sull’identità della ragazza immortalata nel quadro?

    Ci sono vari segreti ancora rimasti celati dietro questa esotica e misteriosa “tronie” che consiste nella tipizzazione di un volto, realizzata comunemente su commissione nell’olanda del ‘600. Il primo interrogativo riguarda proprio l’identità dell’affascinante ragazza ritratta. Del suo autore Vermeer, soprannominato la “Sfinge di Delft” si conosce ancora oggi molto poco e risulta quindi difficile identificare con esatta precisione i personaggi protagonisti delle sue opere. La tesi più accreditata ipotizza, che il pittore si sia ispirato alla giovane figlia Maria, lasciando spazio all’estro creativo per evocare il suo ideale di innocenza. Ma si pensa possa essere anche una fanciulla del popolo, la sua serva personale presa a modella per l’occasione.

    4) Quali altri dipinti è possibile ammirare a Palazzo Fava?

    Sono esposti altri 40 quadri di illustri artisti, che offrono una carrellata completa dell’epoca della Golden Age in Olanda, come i 4 maestosi Rembrandt visibili in tutta la loro meravigliosa suggestione.

  • “Arte e poesie”: in uscita l’appassionante libro di Davide De Santis edito da Promoter Arte del manager Salvo Nugnes

    È in uscita “Arte e Poesie” un interessante e coinvolgente volume che comprende un’eterogenea collezione di opere letterarie e pittoriche dell’eclettico artista Davide De Santis, con la prefazione del manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte, azienda editrice del libro, e agente di numerosi personaggi noti della cultura e dello spettacolo.

    De Santis finiti gli ordinari studi superiori, vista la sua grande passione per il cinema e del teatro, decide di iscriversi dapprima ad una scuola di recitazione e poi ad una di regia, dove apprende l’importanza della narrazione e la funzione imprescindibile dello spettatore, senza il quale l’arte non sarebbe condivisibile e perderebbe di significato. Studia in primis i movimenti del corpo, la gestualità, i silenzi e le parole, si interessa al “diverso”, alle persone disadattate e non considerate, alle atmosfere circensi e così comincia a scrivere riflessioni, pensieri, poesie e a dar vita a dipinti dove il colore prende il posto alla parola; colori vividi, carichi, caratterizzati dall’alta saturazione e contrasto, quasi come se volessero animare la tela e raccontare una vera e propria storia, uno spaccato di vita quotidiana. Tra le sue esperienze, gli studi a Londra, il lavoro in Spagna e a Roma, dove ha insegnato recitazione, sceneggiatura e regia presso gli Studios di Cinecittà, realizzando diversi spettacoli nei teatri romani.

    Tramite il libro “Arte e Poesie” De Santis offre al lettore la sua vasta ed originale produzione, sintesi di una vita dedicata al mondo artistico, capace di donare emozioni forti, poesie e dipinti, parole e colori, passione e tormento, dipendenza e piacere, luoghi noti e città sconosciute, buio e luce, con estrema naturalezza e semplicità.

  • “Atmosfere contemporanee”: dal 15 al 22 febbraio, a Palazzo Margutta, sei artisti si raccontano

    Roma, 4 febbraio 2014 – Da sabato 15 febbraio Il Mondo dell’Arte presenta nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) la mostra dal titolo “Atmosfere contemporanee”, in programma fino al 22 febbraio prossimo (ingresso gratuito).

    Esprimere sé stesso e il proprio talento, raccontare la propria visione del mondo e condividere con il pubblico le proprie emozioni attraverso l’utilizzo di tecniche e tematiche differenti, linguaggi unici e diversi tra loro ma capaci di riprodurre un’atmosfera che, agli occhi dello spettatore, assume comunque una valenza contemporanea. E’ questo il fil-rouge che anima il piacevole scambio artistico al quale prendono parte con i propri lavori sei artisti: Cristina Basso, Arianna Cox, Giancarlo de Gennaro, Angelo Fois, Laura Piccininni e Roberto Salvatori.

    La mostra – che è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario della nota galleria romana – punta, oltre che a sviluppare come sempre la capacità critica dello spettatore, indispensabile per consentirgli di riconoscere le peculiarità di ciascun artista e apprezzarne le differenze, anche ad azzerare qualsiasi “distanza” tra pubblico e i pittori in esposizione fino a creare un ponte tra questi due soggetti.

    Una a fianco all’altra, differenti eppure perfettamente amalgamate tra di loro, trovano così spazio tele, dai colori molti intensi o decisamente più tenui ma sempre caratterizzate da un linguaggio forte e da una vitalità espressiva unica, che generano in chi le osserva emozioni uniche, talvolta a metà strada tra suggestioni oniriche e colorati tuffi nella memoria ma comunque capaci di dar vita a composizioni armoniche che evocano un vigore espressivo di grande suggestione e spingono lo spettatore in un interminabile viaggio all’interno dell’animo umano.

    A selezionare i pittori e organizzare l’esposizione il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che, da anni, propone nella sede espositiva di Via Margutta Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

    “Assolutamente diversi i generi in mostra: dall’arte iperrealista e astratta a quella che ripropone un surrealismo fiabesco, in cui l’uso del colore, talvolta forte, riesce ad accendere l’immaginazione dell’osservatore, o ancora un mondo poetico nutrito di una magia sospesa in uno spazio quotidiano familiare e privato”, ha detto il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico de Il Mondo dell’Arte e Presidente dell’Associazione Margutta Arte.

    “In quest’esposizione – ha poi precisato il gallerista Remo Panacchia – abbiamo cercato di mettere in evidenza le differenze stilistiche e tematiche di artisti, di provenienza, non soltanto formativa e culturale, assolutamente diversa. Così facendo siamo riusciti, a mio avviso, a presentare visioni differenti della realtà da cui prendono forma lavori che, seppur eterogenei, sono ugualmente coinvolgenti”.

    L’allestimento della mostra è stata curata dal gallerista Adriano Chiusuri. L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 15 febbraio 2014 dalle 18.30 alle 22.00.

    Cristina Basso: nasce a Savona nel 1960. Appassionata di pittura e poesia fin da bambina, nel 1981 apre a Celle Ligure (Sv) un laboratorio di artigianato artistico, che si occupa della lavorazione della ceramica e del vetro a mosaico e fuso. Con il laboratorio prende parte a numerose mostre in località diverse tra cui Savona, Genova, Firenze, Milano e Lugano. Alcuni suoi pezzi sono presenti in collezioni in Italia, Francia, Svizzera, America e Africa. Da alcuni anni si dedica esclusivamente alla pittura, soprattutto a olio, e alla poesia. Attualmente vive a Roma.

    Arianna Cox: nasce a Parma nel 1975. Studia disegno e pittura affiancata anche dallo zio materno, pittore professionista, il cui studio diventa per lei il più bel parco giochi che possa esistere. Questo vivere l’arte nel quotidiano fin dai primi anni di vita, la rende ricettiva e affascinata da ogni sua forma, a cominciare dalla scrittura, suo primo amore. La passione per la pittura arde sotto le braci di innumerevoli sperimentazioni. E’ proprio la morte dello zio a restituirle vivi i ricordi d’infanzia e a portarla a reinterpretare se stessa nella sola dimensione che meglio la rivela. Di sé dice: “L’Arte è una grande maestra di vita e io, come l’Apprendista Stregone, continuerò a sperimentare, sbagliare, capire”.

    Giancarlo de Gennaro: atleta prima, tecnico e dirigente sportivo poi, ha scoperto, nel tempo libero, fra gli altri, anche il piacere della matita e della china. Di una buona manualità nell’uso della prima si era reso conto già ai tempi del liceo scientifico, mentre la passione per la seconda l’ha scoperta attraverso i lavori di Remo Sagnotti, conosciuto personalmente e frequentato nel retrobottega del negozio di cornici che gestiva con i figli. Proprio da lui ha appreso, ventenne, l’arte della china e di lui si sente, avendone carpito direttamente i segreti, il successore. Attratto dal gioco delle ombre e delle luci, oltre che dall’impatto di queste sulle superfici, è affascinato anche da ciò che la matita può realizzare senza l’ausilio del colore. I suoi lavori pur nella loro specificità possono essere inseriti nel filone dell’iperrealismo, un genere di pittura basato sulla riproduzione di un soggetto fotografico.

    Angelo Fois: sardo, fin da bambino avverte la passione per l’arte e inizia a lavorare la creta e a tracciare i primi schizzi. A 16 anni si trasferisce a Roma, città che accresce ulteriormente la sua attività espressiva e la passione per i pennelli, che non abbandonerà neanche quando sarà chiamato ad assolvere agli obblighi militari legati alle vicende belliche in Spagna e Albania. Nel 1945 rispolvera la passione per la scultura e più tardi ricomincia a dipingere con costanza ed espone per la prima volta. Negli anni ’50 aderisce all’Associazione Artistica Internazionale. Frequenta poi l’Accademia di Belle Arti, perfeziona il suo sviluppo culturale in stretto contatto con gli artisti della “Scuola Romana” e ne coglie le peculiarità, in particolare il Tonalismo. Solidamente inserito nella cultura contemporanea, dai suoi dipinti emerge un personale mondo poetico nutrito di una magia sospesa in un’area quotidiana familiare e privata. Espone in diverse gallerie e sedi espositive non solo romane. Autore di talento, imposta la sua esistenza sulla costante ricerca della qualità e mai dal protagonismo o dal clamore del momento. Dagli anni ’60 in poi la pennellata di Fois si fa più vigorosa e tende a una sintesi plastica non estranea alla suggestione dell’informale. Riceve nel tempo diversi riconoscimenti ufficiali. Il suo nome è citato nei cataloghi generali di importanti collezioni pubbliche e private. Alcune sue opere sono custodite in spazi museali in Italia e all’estero.

    Laura Piccininni: nata a Molfetta (BA) nel 1964, si diploma in Scenografia all‘Accademia delle Belle Arti di Bari. Inizia a esporre dal 2007 in personali e collettive (a Molfetta, Giovinazzo, Genzano di Roma, Nemi, Marino, Roma, Milano e in Brasile, a Olinda). Autonomamente porta avanti una personale ricerca artistico-pittorica, sperimentando diverse tecniche: dall’acrilico all’olio e al collage su vari substrati (tela o corteccia d’albero), realizzando attraverso l’uso del colore il contatto emotivo con la realtà. Attualmente vive a Genzano di Roma e insegna Arte e Immagine. E’ stata inserita nell’annuario artisti contemporanei Il punto Arte 2009-2010-2011, nel catalogo on-line dell’Enciclopedia d’Arte Italiana 2010-2011.

    Roberto Salvatori: romano, classe 1962, vive e lavora nella capitale. Ha diverse passioni: dalla lettura allo sport, ma da sempre è affascinato dalla pittura, tanto che nel 2005 inizia la sua carriera da autodidatta. La necessità di esprimersi lo porta, attraverso un percorso in continua evoluzione, a seguire sia il filone della ritrattistica (con tecnica a olio), sia quello della paesaggistica (sempre con tecnica a olio) per finire con una più recente incursione nell’astrattismo per il quale utilizza colori acrilici con tecnica mista. Il suo carattere introspettivo gli fa prediligere volti offuscati dalla malinconia, dal ricordo, forse dal rimpianto. Ciò che più lo appassiona è il riuscire a catturare l’espressione di chi è intento a guardare qualcosa di impreciso, quel punto lontano che è poi, nella realtà, un frammento importante della propria vita. La stessa inquietudine traspare nei suoi paesaggi, uggiosi e malinconici, che non rappresenta in maniera fotografica ma dando voce, attraverso le cose, al suo personale stato d’animo. Nell’astratto ama catturare, utilizzando una tecnica mista, i colori della natura come l’acqua, il cielo, lo spazio, reinterpretandoli completamente.

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra collettiva degli artisti: Cristina Basso, Arianna Cox, Giancarlo de Gennaro, Angelo Fois, Laura Piccininni e Roberto Salvatori.

    Vernissage cocktail sabato 15 febbraio 2014, ore 18.30 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 22 febbraio 2014: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (domenica pomeriggio aperto – lunedì mattina chiuso).

  • Trepidante attesa per la mostra di Renato Guttuso che si terrà alla Milano Art Gallery con l’organizzazione del manager dell’arte Salvo Nugnes

    1) Ci rivela qualche notizia su questo progetto espositivo dedicato al maestro Guttuso?

    Sto pianificando l’organizzazione per l’allestimento di una ricca mostra espositiva a Milano per rendere un meritato omaggio celebrativo a Guttuso un grande artista contemporaneo e mentore dell’arte. Sarà improntato come evento in chiave antologica, per accogliere una vasta serie di opere e ripercorrere simbolicamente il suo percorso pittorico, nelle sue fasi più salienti e significative.

    2) E’ già stata individuata la location ospitante?

    La struttura, che farà da cornice ospitante è la storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, nel cuore della città, a due passi dal Duomo e accanto alla zona dei Navigli. Abbiamo scelto un contesto in posizione centrale e funzionale all’affluenza del nutrito gruppo dei visitatori, che certamente non mancheranno di arrivare, visto la portata mediatica altisonante, che avrà l’evento.

    3) Come concepisce l’arte di Guttuso?

    Guttuso ha svolto la sua attività pittorica in un periodo intriso di mutamenti e trasformazioni a livello sociale e culturale. Ha vissuto questa fase particolare in prima persona e da protagonista diretto, ma ha sempre mantenuto e conservato il suo personale e inconfondibile stile figurativo. Rimane in lui profondamente radicata l’immagine della sua adorata Sicilia, come illuminante fonte ispiratrice.

    La sua spiccata umanità si evince dal plasticismo con cui rappresenta la forma umana, in tutta la sua tensione nervosa impressa sulle tele, che lascia emergere un senso di dolore universale, da cui si trasmette una visione del mondo dolorosamente poetica e caratterizzata da marcati toni di denuncia sociale.