Roma – A Roma, nel quartiere Infernetto, presso un supermercato Conad una confezione natalizia Melegatti contenente un pandoro e una bottiglia costa 4,50 euro, mentre una stessa confezione presso un esercizio GS costa ai clienti 9,25 euro, vale a dire più del doppio.
Gli unici elementi che differenziano i due prodotti sono il nome (quello per i meno abbienti è denominato “Festa di Luci”, mentre quello destinato a clienti che non “badano” ai prezzi “Dolce Natale”) e la bottiglia contenuto nel “pacco”. Da una verifica però è risultato che la differenza di prezzo tra le due bottiglie è di circa un euro, quindi il divario sembrerebbe assolutamente ingiustificato.
La denuncia giunge da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che si dichiara fortemente turbato dall’accaduto: “Nonostante le numerose segnalazioni pervenuteci e le verifiche effettuate dai nostri responsabili di zona, non volevo credere ad un fatto del genere. Ho deciso di recarmi personalmente sul posto e purtroppo ho dovuto constatare con i miei occhi increduli che era tutto vero. Non capisco come si possa giustificare un siffatto episodio, in un periodo tra l’altro di grave crisi internazionale. Per fugare un improbabile dubbio che si potesse trattare di un errore, ho acquistato una confezione presso la GS, ma anche l’ultimo barlume di speranza si è infranto contro la triste sonorità del prezzo, tra l’altro sbandierato come in offerta, scandito inesorabilmente dalla precisione del codice a barre”.
Dopo numerose proteste giunte presso la sede dell’Italia dei Diritti da parte di cittadini fortemente irritati, che avevano acquistato ad un prezzo maggiore il prodotto e che si erano poi accorti che in un esercizio distante poche centinaia di metri invece il prezzo era dimezzato, sono scattati i controlli del caso da parte dei responsabili di zona del movimento, finché il presidente De Pierro non ha deciso di verificare personalmente, recandosi prima presso la Conad di via Castrucci e successivamente presso il supermercato GS di viale di Castel Porziano, registrando in quest’ultimo l’amara sorpresa della veridicità delle segnalazioni.
“Abitando in zona ho avuto spesso occasione di fare acquisti presso quest’esercizio, ma penso che da oggi in poi sarà molto difficile che io possa continuare a farlo – ha poi aggiunto il leader del movimento – e spero che i cittadini di buon senso facciano altrettanto. Questo episodio ci impone nel futuro di monitorare con ancora più attenzione la giungla dei prezzi, in particolar modo nelle prossime settimane in cui avranno inizio i saldi di fine stagione. A tal proposito attiverò i vari responsabili territoriali, che faranno riferimento al prezioso contributo del nostro responsabile nazionale per la Tutela dei Consumatori Vittorio Marinelli”.
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Infernetto, alla GS il pandoro Melegatti costa il doppio rispetto alla Conad
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Stazione Porta Furba sulla tratta FR4, Italia dei Diritti incontra RFI
Roma – Buone notizie per gli oltre 300.000 pendolari della FR4. Si è concluso positivamente l’incontro in merito al miglioramento del servizio che collega i Castelli con la capitale tra Antonello De Pierro, Presidente dell’Italia dei Diritti, e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), rappresentata per l’occasione dall’Ing. Ruggero Litardi, responsabile Patrimonio Immobiliare e dall’Ing. Roberto Mancini, responsabile Analisi e Specifiche Funzionali.La proposta del Movimento nazionale di creare una stazione ferroviaria a Porta Furba sulla linea FR4, che aveva precedentemente trovato il favore del Presidente del X Municipio Sandro Medici, è però stata momentaneamente scartata dai due ingegneri, che spiegano: “La fattibilità di una stazione ferroviaria a Porta Furba è stata studiata nel febbraio del 2006 con i tecnici del dipartimento VII in un protocollo d’intesa con gli enti locali, ma creare nuove fermate in zone con linee veloci causerebbe problemi al traffico locale e un dilatamento notevole dei tempi di percorrenza”.
Anche se prevista dal Piano Regolatore e tecnicamente inseribile nella tratta indicata, quindi, la creazione della fermata Porta Furba non è per ora fattibile, dal momento che vi transiterebbero linee ad alto scorrimento su cui è sconsigliabile una densa concentrazione di fermate.
Rete Ferroviaria Italiana si è comunque dimostrata molto sensibile al problema dei pendolari. Alla creazione di una fermata a Porta Furba, infatti, ha presentato una valida alternativa: “Verrà creata una zona di grande interscambio a Pigneto, dove si realizzerà un collegamento tra la linea CassinoCastelli (è allo studio la possibilità di estendere l’interscambio alla linea per Formia), il sistema ferroviario FR1/FR3 (linea Viterbo e OrteFara – Fiumicino A.) che taglia la città orizzontalmente (tratto metropolitano Ostiense – Tiburtina), la futura metro C e la rete tranviaria esistente su via Prenestina”.
Italia dei Diritti si ritiene soddisfatta dell’incontro. “Anche se abbiamo inoltrato una richiesta specifica – ha dichiarato il presidente Antonello De Pierro -, nelle linee generali quanto dichiarato dai rappresentanti di RFI ci sembra altamente condivisibile, in quanto rappresenta un giusto compromesso tra le esigenze di mobilità dei cittadini e la necessità aziendale di studiare i progetti tecnicamente più validi. Anche se la stazione di Porta Furba non rientra nelle priorità di RFI – non è infatti stata accantonata definitivamente -, accogliamo indubbiamente con grande favore la realizzazione di una stazione in zona Pigneto, che rappresenterà un importante punto di snodo per moltissimi pendolari. Salutiamo con grande ottimismo – conclude De Pierro – l’apertura di un dialogo altamente costruttivo con RFI, con cui speriamo, in futuro, di poter discutere eventuali altre problematiche, sempre nell’interesse primario e imprescindibile della comunità, alla cui tutela da sempre si ispirano le linee guida di ogni iniziativa dell’Italia dei Diritti.
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Incidente per alcol a Cesano Maderno, la rabbia di De Pierro
Roma – Ennesimo incidente mortale causato dall’alcol.
A Cesano Maderno, in provincia di Milano, un ragazzo, con un tasso alcolico di poco superiore al limite consentito, ha travolto una comitiva che stava salendo su un pullman, uccidendo un uomo e ferendo 26 persone: tra queste tre gravi tra cui una bambina di sette anni. Il responsabile è stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo aggravato dal fatto di guidare in stato di ebbrezza. Sull’ episodio è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che ha ribadito la proposta, sostenuta da tempo, che prevede l’arresto obbligatorio e la revoca definitiva della patente per chi guida in stato di ebbrezza nonché l’affidamento dei responsabili ai servizi sociali con attività da svolgere presso un obitorio o una struttura di pronto soccorso. De Pierro rincara la dose: “Provo sempre più rabbia nel commentare incidenti di questo tipo, anche se questa volta c’è scappato il morto, non bisogna però dimenticare – prosegue – i feriti: dopo l’incidente spesso la vita di molte persone cambia radicalmente sia sotto il profilo psicologico, sia fisicamente in seguito alle lesioni riportate che in molti casi causano invalidità permanente. Il mio risentimento deriva dalla mancanza di misure concrete, presto inseriremo nelle nostre battaglie iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni su questo grave problema.” A tal proposito De Pierro menziona un episodio personale: “Ogni volta che succede una cosa del genere la memoria mi riporta dolorosamente, con grande coinvolgimento nelle mie corde emotive, all’estate del 2007 quando fui vittima d’un tentato investimento. Ancora oggi mi chiedo come fu possibile che il conducente in questione, in evidente stato di ebbrezza, non fu sottoposto al test dell’etilometro né ad esami ematici in ospedale, nonostante le mie pressanti richieste, da due ispettrici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostia Lido. Tra l’altro – conclude il presidente – scrissi una lettera riservata personale di diciotto pagine all’allora dirigente del commissariato stesso, il dottor Rosario Vitarelli, e a distanza di più un anno sto ancora attendendo una risposta”. -
Stop a buste spesa a pagamento, Italia dei Diritti al fianco dei consumatori
Roma – “E’ giunto il momento di occuparsi attivamente di questa problema”.
Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha lanciato un’iniziativa a tutela dei consumatori che prevede la pubblicazione sul sito del movimento e sul portale d’informazione Italymedia.it, da lui diretto, di una lista dei supermercati romani disponibili a non far pagare le buste della spesa ai propri clienti. “E’ veramente assurdo – ha aggiunto De Pierro – che la grande distribuzione costringa i cittadini a questo ulteriore esborso di denaro. Tradotto in cifre significa far confluire nelle casse di questi punti vendita una cifra annuale che si attesta intorno ai sessantamila euro. Di cinque centesimi in cinque centesimi, in dodici mesi un nucleo familiare di tre persone spende venti euro. In tempi di crisi economica e finanziaria anche una somma così apparentemente irrisoria può fare la differenza. Tanto più che si tratta, in effetti, di contenitori in plastica altamente inquinanti che hanno stampato il logo della catena a cui il supermercato appartiene. Un sistema oltraggioso per i cittadini che sono così costretti a pagare la loro pubblicità. Anche per questa battaglia, come per altre, Italia dei Diritti è pronta a scendere in piazza, chiedendo interventi legislativi che, oltre a non consentire questo utilizzo improprio, mirino a favorire l’adozione di buste ecocompatibili. Abbiamo già messo a punto un piano strategico che da una parte darà visibilità alle realtà commerciali che aderiranno alla nostra iniziativa, dall’altra incentiverà i cittadini a boicottare quanti invece continueranno ad imporre questa assurda gabella”. -
Ancora degrado in pineta, De Pierro chiederà un nuovo incontro a Vizzani
Roma – “Ancora non ci siamo”. In queste poche ma esaurienti parole si riassume la posizione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in merito alla situazione di raccapricciante degrado in cui versa tuttora, e da molto tempo, la pineta di Ostia.
Come più volte denunciato dal movimento, in modo duro e incessante, la splendida immagine dell’area verde di Castelfusano è ormai uno sbiadito ricordo. Quel che resta è una discarica abusiva a cielo aperto, spesso sede di campi nomadi illegali, focolaio di roghi come quelli divampati nei mesi estivi, zona di smaltimento clandestino e pericolosamente inquinante di rifiuti tossici, teatro indegno di prostituzione per transessuali e ragazzi di vita. Nei mesi scorsi l’Italia dei Diritti si è aspramente battuta con appelli e denuncie per ottenere dalle istituzioni maggiori controlli e sicurezza. In luglio, dopo diverse richieste, c’è stato anche un incontro ufficiale tra De Pierro e Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio, in cui quest’ultimo si impegnava personalmente a garantire la tutela e il risanamento del parco entro la fine di ottobre. Assicurazioni soddisfacenti. Eppure, arrivato dicembre, il problema non è stato ancora definitivamente risolto e tali assicurazioni sono state ineluttabilmente disattese.
“Ad oggi la situazione è migliorata leggermente – dichiara piuttosto deluso Antonello De Pierro – poiché in base alle nostre verifiche sul territorio c’è stata una sensibile riduzione degli accampamenti irregolari, così come apparentemente migliorato e limitato sembra essere il problema delle discariche, sulle quali comunque continueremo imperterriti a vigilare. Tuttavia – prosegue stizzito – permane purtroppo la piaga della prostituzione, contro la quale nulla ha potuto nemmeno la recente ordinanza di Alemanno. A tal proposito è già partita una nostra iniziativa, estesa a tutto il territorio di Roma, che prevede la pubblicazione delle targhe dei clienti sull’apposito blog http://targheclienti.wordpress.com”.
Da tempo l’Italia dei Diritti propone un ampio dispiegamento di forze dell’ordine esigendo l’uso a tempo pieno dei vigili urbani anche per debellare questo fenomeno della prostituzione maschile. “Invece – incalza De Pierro – ancora oggi si vedono trans in abiti succinti oppure seminudi, che sfidano il freddo presumibilmente imbottiti di alcool e stupefacenti, e che esercitano liberamente la loro promiscua professione senza alcuna forma di controllo delle autorità competenti. A questo punto – conclude – la nostra battaglia va avanti senza soste. Pertanto chiederemo al presidente Vizzani un altro incontro per avere valide spiegazioni su queste promesse disattese. L’oasi naturale della pineta va salvaguardata a tutti i costi al fine di evitare una catastrofe ambientale ampiamente annunciata”. -
Isola pedonale a Ostia Antica, De Pierro con i cittadini
Roma – Il piano del XIII Municipio che prevede la chiusura al traffico di via dei Romagnoli e la realizzazione di un’isola pedonale nell’area di piazza Gregoriopoli, non incontra il favore del Comitato di quartiere Ostia Antica-Saline che ritiene più urgente l’asfaltatura delle strade interne agli abitati, in stato di grave dissesto.
A tal proposito Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, dichiara: “sono solidale con il Comitato di Ostia Antica-Saline, questa è una delle tante idee nel campo infrastrutturale che lasciano seriamente perplessi. Una cosa del genere farebbe perdere molto tempo agli automobilisti che transitano per via dei Romagnoli facendoli riversare automaticamente sulla via del Mare, già abbondantemente trafficata, che non ha bisogno d’ulteriori ‘interventi d’infoltimento automobilistico’ ”. In riferimento allo stato delle strade interne, conclude De Pierro: “Giustissimo quanto affermato dal Comitato stesso che i soldi andrebbero spesi meglio affrontando situazioni urbanistiche prioritarie come il rifacimento delle strade interne e le costruzioni di marciapiedi. Ostia antica, come gran parte dell’area del XIII Municipio, presenta un dissesto stradale che non ha eguali in tutta la città di Roma”. -
Sospeso a Ostia il processo contro Marco De Prosperis e Mario Vincis
Roma – Era ancora al banco dei testi e stava terminando di esporre la sua versione dei fatti, il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, quando è emerso che alcune delle lesioni oggetto del procedimento sarebbero da attribuire ad un imputato invece che all’altro, a cui erroneamente erano state ascritte. Il giudice ha così sospeso alla terza udienza il processo che si stava celebrando ad Ostia e che vede imputati Marco De Prosperis e Mario Vincis, che secondo l’accusa avrebbero aggredito con ingiurie e minacce, procurandogli anche delle lesioni fisiche, il noto giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti.
Il reporter stava fotografando, il 12 ottobre 2005, un cartello che, secondo la denuncia presentata dallo stesso De Pierro, indicava l’inizio dei lavori in un cantiere allestito nella proprietà della madre di De Prosperis, istallazione alla quale aveva appena provveduto Vincis, di professione muratore, che sembrava essere a capo dei vari operai che operavano nel cantiere. In base a quanto esposto dal denunciante erano in corso da circa sei mesi lavori edili di una certa entità e solo da tre mesi ed esattamente il 7 luglio era stata presentata una D.I.A. relativa a tali opere, e quindi secondo il Testo Unico sull’Edilizia legge 380/01, i lavori non avrebbero potuto aver luogo prima di un mese dalla presentazione, pur illegittima della denuncia di inizio attività. Purtroppo però, né i vigili urbani, interessati da più segnalazioni orali e scritte, né i dipendenti dell’Ufficio Tecnico del XIII Municipio avrebbero verificato tali condizioni, né tantomeno l’esposizione del cartello, dando il via ad una lunga e complessa storia fatta di omissioni e illeciti, su cui De Pierro, noto soprattutto per le sue numerose battaglie civili, contro le distorsioni sociali in tema di violazione dei diritti dei cittadini, tra l’altro avrebbe deciso di scrivere addirittura un libro.Dalla denuncia presentata si evince che il giornalista, tra l’altro direttore del noto portale di informazione Italymedia.it e voce storica di Radio Roma, sarebbe stato immediatamente aggredito verbalmente da Vincis con varie frasi ingiuriose e minacciose. La situazione sarebbe poi degenerata quando De Pierro, vista la presenza di un operaio straniero poco distante, manifestava le sue intenzioni di far intervenire una pattuglia delle forze dell’ordine, per verificare la regolarità della sua posizione. A quel punto l’operaio si sarebbe dileguato all’interno del cantiere, da cui sarebbe uscito De Prosperis, che, dopo aver apostrofato il presidente dell’Italia dei Diritti con numerose frasi ingiuriose, l’avrebbe colpito violentemente al viso. Subito dopo sarebbe uscito l’operaio di prima, e Vincis, per favorire la fuga di quest’ultimo, dopo essersi messo alla guida di un furgone bianco, avrebbe rischiato più volte di investire il giornalista, che per evitare l’impatto si sarebbe procurato delle lesioni, per le quali era costretto a ricorrere alle cure dei sanitari.
La prima udienza del processo si era conclusa con un rinvio di più mesi per esperire un improbabile tentativo di riconciliazione, voluto fortemente dagli avvocati della difesa, nonostante il legale di parte civile, avvocato Fabio Mastrorosa, avesse sostenuto con decisione la mancanza di qualsiasi presupposto per tale esperimento. Infatti nessun segnale in tal senso sarebbe provenuto da parte degli imputati nel lasso di tempo trascorso fino alla seconda udienza.
Nell’ultimo appuntamento, con gli imputati non presenti, che prevedeva l’escussione di De Pierro come teste, si era proceduto ad un ulteriore rinvio. Ora si ricomincia tutto di nuovo, dopo che la procura avrà formulato i nuovi capi d’imputazione e le relative notifiche saranno giunte ai destinatari.
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Rotazione vigili, De Pierro si prepara all’incontro con Cavallari
Roma – “Apprendiamo con grande piacere che, dopo un lungo silenzio, la questione da noi sollevata tempo fa e inerente alla necessità di applicare il metodo della rotazione periodica intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici, è stata demandata dal sindaco Alemanno all’assessore al personale Enrico Cavallari”.
Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, esprime la propria soddisfazione per la risposta inattesa pervenuta stamane dalla segreteria del primo cittadino.
“Ora – dice – non ci resta che attendere l’incontro con l’assessore Cavallari. Le manifestazioni di protesta a catena, gli slow working e gli scioperi della fame che stavano per iniziare in seguito all’indifferenza manifestata dal sindaco di fronte alla nostra richiesta di incontro, saranno momentaneamente sospesi”.
D’altra parte l’iniziativa, promossa dal movimento Italia dei Diritti, era stata già plaudita, nei mesi scorsi, da esponenti politici e non. A condividere, tra gli altri, un progetto che garantisca maggiore trasparenza e imparzialità nell’espletamento delle funzioni istituzionali e tuteli l’integrità morale e professionale delle categorie dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici, il presidente del X municipio Sandro Medici, il presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani e il comandante dei vigili del XIII municipio Marco Giovagnorio. Lo stesso Diego Porta, vice comandante generale del corpo dei vigili urbani di Roma, aveva manifestato la disponibilità del comando a valutare un’ipotesi di mobilità dei vigili “a livello di quadranti territoriali”. Non sono mancate poi, in seguito all’incatenamento di De Pierro davanti al comando generale della polizia municipale il 3 luglio scorso, altre iniziative volte a sensibilizzare un’opinione pubblica che sembra essere già molto attenta e interessata alla questione. “La petizione – dice il presidente De Pierro – indetta a luglio dal movimento Italia dei Diritti, dopo pochi mesi, ha raggiunto quota circa 30mila firme. Mentre il sondaggio sul sito Italymedia.it supera ormai l’85% dei favorevoli alla rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici. Non credo molto nelle petizioni perché non possiedono di fatto alcun valore legale, tuttavia ritengo che esse siano degli ottimi indicatori dell’orientamento dell’opinione pubblica”.
Poi conclude: “Apprezziamo la decisione del sindaco Alemanno e attendiamo fiduciosi di incontrare l’assessore Cavallari. Riteniamo, inoltre, che questa sia una soluzione dalla quale non si può prescindere qualora il comune voglia continuare a salvaguardare la serietà morale e professionale dei suoi dipendenti, a garanzia di massima chiarezza e neutralità nello svolgimento dell’attività amministrativa”. -
Meno cortei in centro, De Pierro risponde ad Alemanno
Roma – Regole per i cortei nel centro di Roma. Le chiede il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rilanciando l’idea di una sorta di codice di regolamentazione.
Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta così la notizia: “Sono assolutamente contrario a un’iniziativa di questo tipo. Si tratta di un attacco diretto alla libertà di espressione, di pensiero e di opinione, sancita in maniera lapalissiana dalla Costituzione. Il sindaco Alemanno farebbe bene a fare un passo indietro, anche se in questi mesi gli riconosco di aver avuto un margine di tolleranza maggiore rispetto alla linea canonica della destra a cui ci ha abituati il governo centrale”.
Il sindaco di Roma ha riferito di aver scritto al prefetto per rilanciare il protocollo d’intesa firmato nel 2004 dai partiti e dai sindacati per una autodisciplina in tema di manifestazioni. Obiettivo dichiarato, limitarne il numero. “E’ impensabile imporre una limitazione agli atti di protesta – replica De Pierro – perché automaticamente si imbavaglierebbe l’espressione democratica. Ciò avviene in genere all’inizio delle dittature, e sarebbe un percorso che viaggerebbe verso un pericoloso orizzonte sempre più ristretto in tema di libertà”. “Se uno manifesta – spiega il presidente dell’Italia dei Diritti – vuol dire che ha qualcosa per cui protestare. In questo senso l’imposizione di una limitazione sarebbe negativa, qualunque sia l’orientamento politico dell’esecutivo al potere. E’ chiaro che in questo momento particolare di leggi impopolari, a chi governa farebbe comodo, dopo aver cercato di addormentare le coscienze, cucire la bocca e soffocare la voce dei pochi che hanno la capacità e la lucidità necessarie per reagire”.
Secondo De Pierro, per evitare le manifestazioni che stanno creando disagio ai cittadini romani, ci sarebbe una sola soluzione: “Imparare a legiferare andando incontro alle esigenze del popolo e non bloccando chi esprime in maniera dissenziente il proprio pensiero”. -
Università, per De Pierro necessario tutelare la formazione professionale
12/11/2008 – Roma – “L’intervento di Lenzi mi appare solo come un’esternazione e una forzatura propagandistiche per distogliere l’attenzione dagli effetti inesorabilmente deleteri della legge Gelmini”.
Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta così le dichiarazioni rilasciate a un importante quotidiano da Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale.
Secondo Lenzi, l’università italiana è gravata dall’esistenza di numerosi corsi di laurea che contano un numero esiguo di immatricolati all’anno. Secondo quanto riportato, nel sostenere ciò il presidente del Cun farebbe riferimento ai dati statistici forniti dal ministero dell’Università, secondo cui 40 corsi contano un solo immatricolato, 767 dieci o meno e 1.260 meno di quindici. Inoltre, sarebbero 235 i corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti.
In relazione a tali dati, De Pierro interviene dicendo: “Di fronte a tutti gli sprechi a cui la macchina istituzionale ci ha abituati, a partire dalle stanze del potere politico, ritengo assurdo sottolineare con tale enfasi situazioni di questo tipo, anche se non nego che il tutto sarebbe da prendere in esame per degli interventi revisionistici”.
Secondo le rilevazioni del ministero competente, la gran parte dei corsi che presenta un numero esiguo di iscritti riguarderebbe l’area sanitaria. Le professioni relative vanno dall’ostetricia alla dietistica, dall’ortottica alla radiologia medica, dall’igiene dentale alle tecniche di neuro fisiopatologia. A questo proposito, De Pierro afferma: “Di fronte alla necessità di alcune figure professionali di grande importanza, soprattutto nel settore sanitario, tra l’altro fortemente penalizzato e sulle cui inefficienze si è soliti puntare il dito, è inconcepibile pensare a tagli indiscriminati”. E aggiunge: “Non si può azzerare un corso di laurea per ruoli lavorativi di rilievo, solo per il fatto che ci sono poche adesioni”.
In conclusione il presidente dell’Italia dei Diritti invita Lenzi a riflettere su quanto sostenuto. “Mi auguro che il presidente del Cun valuti quanto detto – specifica – senza sparare a zero su situazioni che, se affrontate in maniera sbagliata, non farebbero altro che acuire la penalizzazione e il disagio dei cittadini, già piuttosto rilevanti”