Tag: alimentazione

  • Check-up contro le fake news sull’alimentazione – Forum Biagio Agnes a Roma

    Check-up contro le fake news sull’alimentazione – Forum Biagio Agnes a Roma

    Check up alimentazione ma soprattutto contro le fake news

    Combattere la minaccia della disinformazione sulla corretta alimentazione e supportare percorsi di divulgazione corretta, accurata e convincente delle verità scientifiche. Questo l’obiettivo della seconda edizione del Forum medico-scientifico ‘Un Check-Up per l’Italia’ organizzato a Roma dalla Fondazione Biagio Agnes, presieduta da Simona Agnes, in concomitanza con il World Pasta Day, la giornata mondiale dedicata al piatto simbolo della dieta mediterranea.
    All’appuntamento, che si è tenuto a Villa Blanc, sede della Luiss Business School, hanno preso parte autorevoli studiosi ed esperti che si sono confrontati sottolineando quanto sia necessario parlare di alimentazione nella relazione tra salute e rischio, per “educare alla consapevolezza che una corretta nutrizione sia uno strumento fondamentale di cura e prevenzione di importanti patologie”. Un tema che è stato approfondito attraverso tre sessioni tematiche: inquadramento della problematica, presentazione di modelli virtuosi e tavola rotonda finale, con l’obiettivo di definire strategie d’intervento mirate e realizzabili.
    “La Fondazione Biagio Agnes segue da diverso tempo le iniziative di informazione scientifica sui temi legati al mondo della salute. Si tratta di un tema a cui noi teniamo moltissimo, e oggi dedichiamo questo secondo convegno all’alimentazione – spiega all’AdnKronos Salute Simona Agnes – L’obiettivo che ci poniamo è quello di cercare di limitare e annullare l’effetto negativo delle fake news che sempre più stanno dilagando sulle nostre piattaforme digitali. Vogliamo far parlare i massimi esperti affinché possano dare certezza assoluta alla verità in tema di salute e di informazione scientifica”.
    Sensibilizzare i cittadini alla corretta alimentazione è oggi di fondamentale importanza – hanno evidenziato gli esperti – anche luce dei dati che riguardano i bambini italiani: il 42% dei maschi è obeso o in sovrappeso, il 38% le bambine, percentuali tra le più alte d’Europa. Non va sottovalutato poi un altro fattore: per l’Italia i costi che derivano dalle patologie connesse con l’obesità incidono per non meno di 6 miliardi di euro l’anno sulla spesa sanitaria.
    “L’alimentazione è il primo determinate di salute o, se la si fa male, di malattia – ricorda il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi – Se utilizziamo cibi sani possiamo contribuire a una vita lunga e felice, se invece sbagliamo alimentazione ingrassiamo. Un italiano su dieci è obeso, uno su tre è sovrappeso. Questi due indicatori – sottolinea – sono purtroppo concausa di sviluppo precoce di patologie”.
    Per invertire questa tendenza, Ricciardi ribadisce quanto siano indispensabili “formazione informazione, fina da piccolissimi, all’asilo e a scuola. Poi anche le Asl e le strutture pubbliche possono fare qualcosa nel momento in cui sovrappeso e obesità si manifestano – osserva – È possibile farlo, alcune regioni lo stanno già facendo, ma dovrebbero farlo tutte. Soprattutto le regioni meridionali che sono quelle che hanno i cittadini più a rischio obesità”.
    Gli esperti hanno evidenziato come dall’ultima Giornata mondiale dell’alimentazione sia emersa anche un’altra valutazione rilevante su scala mondiale: oltre un quarto della popolazione (1,9 miliardi di persone) è in sovrappeso e ogni anno in 3,4 milioni perdono la vita per problemi legati all’obesità. “Un’alimentazione non corretta può determinare l’assorbimento di sostanze tossiche che aumentano la probabilità di avere tumori – avverte Paolo Marchetti, professore ordinario Oncologia medica alla Sapienza Università di Roma – Inoltre, un’alimentazione non corretta determina obesità, che è uno dei principali fattori di rischio per sviluppare ulteriori neoplasie. Nel paziente oncologico, poi, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale perché da un lato determina una maggiore capacità di tollerare trattamenti anche impegnativi, dall’altro predispone l’organismo a una migliore risposta a questi trattamenti”.
    Per il direttore generale della Luiss Guido Carli, Giovanni Lo Storto, “consapevolezza dell’alimentazione è anche avere a disposizione la possibilità di vedere, di capire come tutto nasce. Abbiamo introdotto in università da qualche anno un community garden composto da un orto biologico, un frutteto e un vigneto. In questo luoghi i nostri studenti imparano a coltivare i prodotti e ad acquisire la consapevolezza che un pomodoro matura attraverso la cura e il tempo. Grazie a questo orto sono nati poi progetti straordinari con bambini di scuole elementari e medie, con gli anziani del territorio, e con l’associazione ‘Insettopia’ di Gianluca Nicoletti, dove ragazzi autistici lavorano nell’orto insieme ai nostri studenti”, conclude.

     

    FONTE: ADNKRONOS SALUTE

    FONTE: paginemediche.it

  • La storia del pomodoro, simbolo della cucina italiana

    Quando l’esploratore Cristoforo Colombo attraversò l’Atlantico nel 1492, non si aspettava di cambiare le abitudini alimentari quotidiane della maggior parte delle persone su questo pianeta. Senza rendersene conto mise in moto un grande interscambio biologico: se l’Europa ha dato cavalli, suini, bovini, mentre l’America ha dato al mondo arachidi, tacchino, zucca, cacao e soprattutto il pomodoro. Questo traffico ha alterato la vita delle persone ai livelli più fondamentali, e forse il suo effetto più positivo è stato quello di offrire nuovi sapori e sensazioni.

    Che cosa sarebbe il mondo mediterraneo senza pomodoro? Oggi è difficile immaginare la cucina italiana senza il “pomo d’oro”, eppure Giulio Cesare, Dante, Michelangelo, Leonardo da Vinci, tutti i papi prima di Alessandro VI, e di fatto stesso Colombo, non avevano mai sentito parlare di lui.

    Il pomodoro, infatti, è un nativo del Messico, dove le popolazioni locali lo coltivavano e lo consumavano sia crudo che cotto. Gli europei hanno impiegato molto tempo prima di introdurlo nella propria dieta quotidiana. Fino ai secoli XVI e XVII, infatti, cresceva prevalentemente come una curiosità, da ammirare piuttosto che da consumare. I primi riferimenti al sugo di pomodoro si rintracciano in alcuni testi di cucina napoletani della fine del XVII, quando Napoli si trovava sotto il dominio spagnolo. Da lì in poi fu un crescendo di ricette e variazioni che vedevano il pomodoro combinato con altri ingredienti, tra i quali anche la pasta. La prima vera consacrazione del pomodoro come ingrediente tipico dell’alimentazione degli italiani è legata a un episodio avvenuto poco dopo l’Unità d’Italia: nel giugno 1889, in onore della visita a Napoli della Regina d’Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito realizzò una pizza guarnita con pomodoro, mozzarella e basilico, ingredienti che riprendevano i colori della nuova bandiera Italiana, e chiamò la sua specialità “Pizza Margherita”.

    I sughi e le passate di pomodoro cominciarono a conquistare il mondo quando tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento vi fu un’emigrazione di massa dalle regioni del sud Italia verso l’altra sponda dell’Atlantico. Gli italiani, attraverso pizzerie e trattorie, esportarono le proprie salse a base di pomodoro prima in America e poi in Australia, tanto che oggi questo prodotto viene riconosciuto in tutto il mondo come tipico della “cucina italiana”.

  • Ortaggi, prodotti organici a km 0

    L’inverno non stimola particolarmente ad assumere come consigliato dall’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA 400 grammi di verdura al giorno o forse siamo noi che spesso non sappiamo valorizzare adeguatamente questa miniera di buone caratteristiche nutrizionali, eppure cucinare in inverno le verdure non è poi difficile come sembra, anzi, un buon minestrone che riscalda, del cavolfiore gratinato per i più restii nel consumo di questo tipo di cucina, oltretutto anche avendo poco tempo praticamente tutte le verdure possono essere cotte al vapore quindi con poco dispendio di tempo e preservando al tempo stesso tutti i minerali e le vitamine così importanti per il nostro fisico.

    Cominciamo dal principio comunque, le prime indicazioni riguardo l’esistenza degli ortaggi risalgono addirittura a 5000 anni fa in pieno Neolitico, periodo in cui sono iniziati a esistere i primi orti. Oggi è uso comune trovare verdure tutto l’anno senze distinzione di stagione e quindi nessuno di noi ci fà più caso, fortunatamente però questa tendenza sta andando piano piano limitandosi e sempre più persone scelgono prodotti di stagione rigorosamente freschi e magari a km 0 acquistati direttamente dal produttore per avere ancora maggiore sicurezza riguardo la freschezza e la sicurezza del consumato oltre che un toccasana per i portafogli di tutti, del cliente che risparmia acquistando direttamente alla fonte e il produttore che guadagna di più non avendo costi di filiera.

    Noi spesso usiamo indifferentemente il termine ortaggio e verdura come se si trattasse della stessa cosa, in realtà on è così, gli ortaggi sono prodotti da orto mentre la verdura è definita come parte commestibile di una pianta, a loro volta poi gli ortaggi si dividono in ortaggi a frutto, ortaggi a fiore, ortaggi da seme, ortaggi da fusto, ortaggi da radice, ortaggi da tubero, ortaggi da bulbo, ecco che come si noterà la scelta di un’ortaggio non è banale come si può pensare in un primo momento sopratutto se deve essere una scelta consapevole, ma qui forse possiamo venirvi in aiuto con alcune semplici regole di base.

    Nella scelta dell’ortaggio bisogna fondamentalmente basarsi sulle sensazioni che ci da dal punto di vista sensoriale, la prima verifica è visiva, se l’aspetto è buono, i colori sono vivi e brillanti senza parti mollicce e muffe completamente integro e senza segni di parassiti possiamo passare oltre. Controlliamo la stagione e la provenienza scegliendo quella il più possibile prodotta vicino a noi e di stagione, che è di per se garanzia di freschezza, evitiamo i produttori che fanno uso di pesticidi e ricordiamo sempre che anche se lavata le tracce di queste sostanze possono essere state assorbite dall’ortaggio e quindi poi da noi consumate.

    Una volta fatto il nostro acquisto responsabile ci si trova a tavola e qui è opportuno ricordare un paio di regole base, gli ortaggi crudi sono i migliori perchè conservano al massimo i principi nutritivi di cui sono portatori, certo a volte non si può evitare di cuocerli e in questo caso la cottura a vapore è la migliore così da non disperdere sali e vitamine nell’acqua di cottura e ad ogni modo è importantissimo non cuocerla per tempi lunghissimi ma solo il minimo indispensabile, lo stesso discorso vale per la bollitura (qui usando poca acqua possiamo limitare la dispersione delle sostanze nutritive), e la cottura alla griglia. Non accenniamo neppure alle fritture che sono devastanti dal punto di vista dietetico e della tenuta delle sostanze nutritive.

    Negli ultimi tempi alcuni produttori locali poi si sono organizzati per venire incontro alle necessità di chi per tempo, voglia o competenza non se la sente di autonomamente gestire i controlli che abbiamo indicato in questo articolo e quindi hanno costituito delle “bancarelle virtuali”, come Ortoclick by L’Orto in Casa, dove trovare ortaggi di stagione e verdure organiche, prodotti legati al territorio con consegna a domicilio e un servizio di consulenza tramite indicazioni su ricette, oppure consigli e curiosità sull’utilizzo in cucina e non solo di quanto acquistato.

  • ALIMENTAZIONE, SALUTE E BENESSERE: MEETAB PRESENTA LA METABOLOMICA

    Il prestigioso Harbour Club di Milano ha ospitato, giovedì 26 giugno, la conferenza stampa indetta dal team Meetab, che ha presentato a un pubblico formato da giornalisti, blogger e personal trainer, la Metabolomica, scienza all’avanguardia nell’ambito della nutrizione, considerata anche dalla scuola di Medicina dell’Università di Harvard, il miglior metodo di analisi per accertare lo stato di salute di una persona.

    All’incontro erano presenti il dott. Loris Zoppelletto, CEO di Meetab, il dott. Ivan Mocchio, vicepresidente di E.I.Nu.M., Istituto Europeo di Medicina Nutrizionale, la dott.ssa Francesca Marcon, biologa nutrizionista e Nicola Peotta, Personal Trainer.

    Il pubblico ha potuto porre domande e approfondire temi, decisamente attuali, legati alla salute, alle abitudini alimentari, a volte sbagliate e al cibo che normalmente consumiamo, troppo spesso povero di sostanze nutritive.

    Basti pensare che, per avere lo stesso apporto nutritivo di 40 anni fa, dagli spinaci, dovremmo mangiarne quaranta volte di più (dato del congresso di Rio del 2012 sul cibo e l’alimentazione). Ecco perché il nostro metabolismo ha bisogno di integrazione.

    Tutto ciò, unito alla frenesia del nostro quotidiano, può provocare squilibri chimici nel nostro corpo, che si manifestano attraverso vari disturbi, ad esempio quelli al tratto gastrointestinale, al sonno, emicranie, aumenti di peso o casi di stress cronico.

    Considerando che, spesso, alimentarsi in modo corretto può non essere sufficiente, ecco che si rende necessario un aiuto: è qui che entra in gioco la Metabolomica, scienza che supporta la medicina tradizionale. I suoi integratori sono in grado di ristabilire l’equilibrio biochimico nell’organismo.

    Secondo il Dottor Dimitris Tsoukalas, presidente di E.I.Nu.M. specializzato in Malattie croniche e del metabolismo, uno tra i pochi medici a livello mondiale ad avere acquisito l’esperienza nell’applicare la metabolomica in ambito clinico, il corpo è in grado di sistemare da sé le proprie carenze e i danni causati da lunghi periodi di nutrimento errato e abitudini malsane.

    Gli integratori metabolomici possono dunque fornire al corpo tutti gli strumenti necessari perché sia in grado di “guarirsi” autonomamente.

    Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati i risultati, documentati e sorprendenti, relativi a un gruppo di volontari, di età, lavoro e abitudini diversi, che per due mesi, sotto controllo medico, ha assunto integratori metabolomici.

    Prima di sottoporsi a questo rilevamento nutrizionale, i volontari hanno eseguito il test Numex (costituito da una serie di domande che permette di stabilire lo stato di salute di ogni soggetto per poi somministrargli i corretti integratori).

    Anche i partecipanti alla conferenza stampa hanno avuto la possibilità di sottoporsi al test e hanno quindi ricevuto un kit personalizzato di integratori Meetab, tra cui Antiossidanti per la stanchezza fisica e mentale e protettori del sistema immunitario, in base alle caratteristiche personali.

    Durante l’evento è stato anche presentato Yango, programma di rinnovamento metabolico, basato proprio sui dati scientifici emersi nell’ambito della Metabolomica. E’ costruito su misura per ogni persona ed è dedicato a chi vuole raggiungere uno stato di salute ottimale.

    Per approfondimenti su Meetab:

    www.meetab.it

    www.meetabacademy.com

    Drtsoukalas.net/che-cose-la-metabolomica

    Per informazioni:

    [email protected]

    Donatella Rampado 335/6453016

    Stefania Salardi 328/4843403

  • Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike Belluno 04-07 Settembre 2014 Ed. N.82

    Accademia Nazionale di Mountain Bike
    Dal 1996 la prima scuola di formazione outdoor in Italia ed in Europa
    http://www.scuoladimtb.eu/
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    Comunicato Stampa – Press Room

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    Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike

    Belluno 04-07 Settembre 2014

    EDIZIONE N.82
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    Sentieri segnalati per tutti i livelli, dai principianti che desiderano fare escursioni senza faticare troppo, ai più esperti che vogliono divertirsi su saliscendi impegnativi. I paesaggi mozzafiato e la natura di ineguagliabile bellezza assicurano a tutti gli appassionati momenti indimenticabili da vivere in libertà.

    Il Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike a Belluno dal 4 al 6 Settembre 2014 presenta un programma come sempre intenso, personalizzato e ricco di contenuti, completo di tutte quelle tematiche tecniche e metodologiche per affrontare, con abilità e sicurezza, non solo l’attività di Guida di Mountain Bike ma anche l’utilizzo quotidiano del proprio mezzo. Essere Guida di Mountain Bike significa poter operare concretamente con professionalità e competenza negli universi del tempo libero, dello sport e dell’educazione. Tutte le nostre Guide sono supportate ed affiancate direttamente dall’Accademia che svolge anche un ruolo di catalizzatore con il mondo del lavoro. Il Corso è aperto a tutti, senza limiti di età e non è richiesta alcuna condizione specifica. Ovviamente, per l’impegno richiesto, il Corso è consigliato a chi ha già una discreta esperienza nell’utilizzo della mountain bike. Al termine del Corso viene rilasciato un attestato di partecipazione ACSI Settore Ciclismo/CONI.

    Il programma del Corso per Guide.

    -esercizi di base e avanzati sulla tecnica di guida per ogni condizione, da come affrontare una discesa particolarmente impegnativa a come dosare le frenate, dal superamento degli ostacoli naturali come radici e rocce a come interpretare curve e tornanti, dalla corretta impostazione sulle salite ripide alla scelta delle traiettorie

    -presentazione sia in aula che sul campo dei principali interventi meccanici da effettuare per una corretta messa a punto della bici, set-up delle sospensioni e delle ruote, come intervenire sulle rotture in situazioni di emergenza come la rottura del cambio, della catena e dei raggi

    -i migliori consigli e i migliori programmi per una corretta nutrizione che possa prolungare la prestazione sportiva restando in perfetta salute, sia per chi deve affrontare una semplice escursione sia per chi deve preparare una stagione impegnativa, l’uso ragionato degli integratori, l’analisi delle principali marche, la lettura critica degli ingredienti, della loro efficacia e come usarli

    -topografia e orientamento vengono ampiamente affrontati sia in aula che sul campo, sono suggerite le principali metodologie per il corretto utilizzo della bussola e l’efficace interpretazione delle carte topografiche, grande tema di attualità è anche la parte dedicata all’utilizzo dei GPS e, grazie alla collaborazione di Garmin, viene data la possibilità di testare i prodotti dedicati al ciclismo e l’outdoor

    -particolarmente esclusiva è la sezione dedicata alla programmazione dell’attività di Guida di Mountain Bike, la conduzione dei gruppi, l’organizzazione, la pianificazione e la gestione del lavoro, le tariffe da applicare e gli aspetti fiscali e assicurativi, la promozione e i contatti con le strutture turistiche e il ruolo dei tour operators, le opportunità con il mondo delle scuole.

    Sede logistica

    L’apertura del corso è prevista per le ore 9,30 del giorno 4 Settembre 2014 presso l’Hotel il Cavallino Rosso di Mel (BL), sede logistica e operativa del Corso. L’Hotel è dotato di ampio parcheggio e naturalmente di un deposito bici attrezzato. Luogo ideale anche per chi vuole farsi accompagnare da familiari o amici per una breve vacanza.

    Il corso è a numero chiuso, invitiamo gli interessati a trasmetterci tempestivamente la propria adesione, usufruendo anche delle numerose convenzioni proposte dalla Segreteria Nazionale.

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    Iscrizione al Corso per Guide

    (http://www.scuoladimtb.eu/guida-modulo-di-iscrizione.html)

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    Informazioni e contatti

    Accademia Nazionale di Mountain Bike
    Segreteria Nazionale
    Via G. Avezzana, 1 20139 Milano
    Informazioni ed iscrizioni
    [email protected]
    T 02 55211039 | F 02 55213793 | M 335 8217944
    Web: http://www.scuoladimtb.eu

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  • I vantaggi della Coltivazione Organica – Ortoclick

    I primi studi sull’agricoltura organica sono iniziati all’alba del 1900 dal botanico sir Albert Howard, dopo aver passato una ventina di anni in India per studiare i vari metodi di coltura dei contadini autoctoni, con il desiderio di trovare metodologie alternative ma altrettanto efficaci di quelle in uso in Europa per la sconfitta delle malattie delle piante.

    Quasi subito si rese conto che i metodi tradizionali che in Europa erano stati accantonati come obsoleti avevano invece un importante valore aggiunto oltre a garantire piante più sane permettevano un risparmio in termini economici dato dalla diminuzione appunto delle malattie e quindi da un’ottimizzazione della produttività di verdure organiche. Questo lo porto ben presto all’elaborazione di un approccio differente nell’impostazione del processo di coltivazione.

    I principali fattori del nuovo approccio erano:

    – qualità e salubrità del terreno. Con la vicinanza agli agricoltori locali imparò presto che il mezzo più efficace per ottenere un raccolto di buona qualità consiste nell’occuparsi prima di tutto della salute del terreno.

    – sistema “indoor”: per il mantenimento delle condizioni di partenza ottimali è indispensabile dopo aver tolto al terreno restituire secondo una legge chiamata “legge del ritorno” gli scarti organici, ecco quindi che Sir Howard creò un fertilizzante basato su sostanze animali e vegetali che consentì ai terreni di ripristinare il doveroso equilibrio, fornendo così alle piante in fase di coltivazione il più giusto apporto di sostanze nutritive.

    -rispetto dei cicli naturali. Nelle sue opere sir Howard parla di “agricoltura naturale”, non dimenticando mai di porre l’accento che la cosa più importante su cui si basa il procedimento da lui indicato è il rispetto dell’armonia e delle leggi di natura durante l’attività agricola.

    In seguito a questa esperienza le idee di Sr Howard si diffusero con le opere di Lady Balfour in particolare tramite il testo “the living soil” in cui s’illustravano le ricerche effettuate e le attività svolte riguardo all’approccio alternativo alla coltivazione convenzionale costituendo una vera e propria disciplina che prese il nome di “agricoltura organica”, vista la considerazione data all’apporto dei singoli organismi che vanno a interagire con tutto il contesto agricolo ma anche perché concentrata sulle importanze delle sostanze organiche per mantenere piante e animali in condizioni ottimali.

    Questi scritti furono poi il punto di riferimento per gruppi di scienziati agricoltori e nutrizionisti che unendosi fondarono la Soil Association, un organismo tuttora esistente che si occupa della certificazione e sviluppo di tutti i prodotti provenienti da agricoltura organica, anche se sempre più spesso e sopratutto nei paesi anglosassoni il termine organico è divenuto sinonimo di biologico.

    Questo tipo di approccio alle coltivazioni non è più legato solo ai paesi sviluppati ma è presente commercialmente in 120 paesi, con trentuno milioni di ettari coltivati e un bacino di consumi di oltre 40 miliardi di dollari nel 2006 dati da un rapporto FAO presentato all’apertura della conferenza internazionale sull’agricoltura organica e sicurezza alimentare del maggio 2007.

    Questo rapporto oltre a fornire una stima economica del successo di questo tipo di coltivazione identifica tutti i punti di forza e di debolezza del sistema oltre a valutare il fondamentale contributo fornito per il raggiungimento di una sicurezza alimentare, contiene un’analisi dettagliata delle caratteristiche della catena alimentare biologia rapportandola al diritto al cibo e propone iniziative di ricerca e di attività politica per rinforzarne ulteriormente i risultati a livello nazionale e internazionale.

    I punti di maggior forza di questo metodo sono la totale indipendenza da combustibili fossili e l’affidamento pressoché totale su produzioni locali. La forte interazione con i processi naturali ottimizza i costi e la resistenza complessiva dell’ecosistema agricolo anche rispetto a condizioni climatiche difficili come si può leggere dal rapporto.

    Con una corretta gestione della biodiversità nel tempo e nello spazio gli agricoltori che applicano questo metodo, come Ortoclick by L’Orto in Casa, usano il lavoro e i servizi ambientali per aumentare la produzione rigorosamente in modo sostenibile, rompendo così anche un circolo improduttivo legato all’indebitamento cui i piccoli agricoltori sono costretti per l’acquisto dei mezzi di produzione che tra l’altro ha causato sopratutto in tempi di crisi un terribile aumento dei suicidi in questa categoria.

  • Verdure: una dieta bilanciata a casa tua

    Da sempre i nutrizionisti privilegiano e decantano la “dieta mediterranea” perché basata su alimenti naturali, con il tempo e le sempre maggiori acquisizioni sulla nutrizione è stato confermato una volta di più che frutta e verdura contengono non solo elementi nutritivi ma anche fattori protettivi legati al colore.

    Proprio a seguito di una campagna comunicativa costante che continua tuttora da anni, tutti sanno che frutta e verdura sono alla base della salute ma pochi sanno il perché.

    Le proprietà salutistiche sono dovute alla forte presenta di acqua, vitamine, sali minerali, zuccheri, fibre e composti chiamati phytochemicals; queste sono le sostanze che conferiscono a verdura e frutta il proprio colore e sono decisivi per l’azione di protezione nei confronti del nostro corpo, ognuno di essi possiede una specifica composizione per questo i nutrizionisti consigliano sempre nel cibarsene la maggiore varietà possibile, in modo di ingerire un mix di tutte le sostanze necessarie per sopperire alle necessità del nostro fisico.

    Riuscendo ad avere un consumo variegato di tutti i tipi di frutta e verdura associati a uno stile di vita non sedentario è dimostrato da vari studi che è possibile ridurre di un terzo il rischio di tumori oltre mantenere nel tempo un soddisfacente benessere fisico e mentale.

    Vediamo ora i principali componenti della “salute” che frutta e verdura portano in dote:

    ACQUA

    Il 70% del nostro corpo è costituito da acqua, essa è alla base dei principali processi che ci consento di vivere a partire dalla riproduzione cellulare, ecco perché i medici consigliano di bere almeno un litro di acqua al giorno senza scordarsi mai dell’importante apporto dato da frutta e verdura.

    POTASSIO e SODIO

    In particolare per chi soffre di patologie cardiovascolari o ipertensione è particolarmente indicato un apporto di potassio di cui sono appunto ricchi frutta e verdura.

    FIBRE

    Le fibre favoriscono l’eliminazione delle sostanze nocive e favoriscono l’abbassamento del colesterolo, inoltre procurano una sensazione di sazietà e regolano le funzioni intestinali.

    VITAMINE

    Le vitamine sono fondamentali per la vista e le ossa molte hanno un potere antiossidante e quindi combattono l’invecchiamento. In aggiunta svolgono svariati ruoli nel metabolismo contribuendo a utilizzare l’energia fornita dai nutrienti come carboidrati, proteine e grassi.

    PHYTOCHEMICALS

    I polifenoli, le antocianine, i carotenoidi e le clorofille, sono i principali phytochemicals di frutta e verdura e proteggono l’organismo, riducendo il rischio di tumori, di patologie cardiovascolari, diabete e ipercolesterolemia.

    MINERALI

    I minerali sono parte degli enzimi che costituiscono la struttura delle cellule, regolandone le funzioni.

    Un altro elemento fondamentale nella nutrizione è anche la sicurezza della non-contaminazione con sostanze chimiche, questo garantisce la freschezza e l’integrità di tutti i componenti che prima abbiamo indicato come decisivi per la nostra salute.

    Gli alimenti di completa origine naturale senza aggiunta di elementi chimici è provato che siano oltre che più nutrienti anche più piacevoli al palato, proprio per questo è sempre maggiormente diffusa la consegna di prodotti biologici a domicilio, da qualche tempo sono attivi servizi che sulla base della filosofia del km0 si occupano di recapitare fino a casa cassette di verdure rigorosamente di stagione ogni settimana.

    L’adesione a questi servizi è semplice e i parametri per valutare il miglior servizio sono alla portata di chiunque:

    L’azienda deve essere vicina per evitare trasporti troppo lunghi,

    scegliere produttori che offrono certificazioni o la possibilità di tour guidati dei siti di coltivazione,

    possibilità di indicare i prodotti che non vanno consegnati per allergie o intolleranze.

    Una volta scelto il nostro produttore ideale non ci mancherà altro che attendere la nostra cassetta di verdura di stagione a casa!

  • INTEGRATORI ALIMENTARI E SALUTE UN BINOMIO PERFETTO

    L’uso degli integratori alimentari migliora le condizioni di salute:

    un rilevamento di medicina nutrizionale ha confermato questo dato.

    IL RILEVAMENTO

    L’Istituto Europeo per la Medicina Nutrizionale (E.I.Nu.M.) ha organizzato insieme alla

    società di produzione di integratori metabolomici Meetab s.r.l. un rilevamento di Medicina

    Nutrizionale presso una palestra di Vicenza.

    L’istituto, che da anni monitora gli effetti della nutrizione e dell’integrazione alimentare nello

    stato di benessere delle persone, ha riunito un gruppo di 25 volontari che si sono sottoposti

    periodicamente a dei controlli per un periodo di 2 mesi senza variare né la dieta né

    significativamente la qualità e l’intensità dell’attività fisica. In base alle caratteristiche personali

    di ognuno, l’equipe di EINuM ha consigliato ai partecipanti quali integratori assumere

    quotidianamente.

    FONTI DEI DATI

    Il dato che questo rilevamento voleva esaminare è quello contenuto nel libro del Dott. Dimitris

    Tsoukalas dal titolo “Come vivere 150 anni”. Secondo quanto da lui riportato, il livello di

    salute di una persona dipenderebbe per il 40% dall’alimentazione, per il 40% dall’integrazione

    alimentare e per il 20% dall’attività fisica.

    Il Dott. Tsoukalas è un medico greco che opera tra Italia e Grecia e che per primo ha portato

    la scienza della metabolomica a livello clinico in Europa: questa scienza consiste nel

    misurare i livelli ematici ed urinari dei metaboliti, ossia dei prodotti delle reazioni chimiche che

    avvengono nel nostro corpo, per individuare eventuali blocchi del metabolismo e porvi rimedio.

    Nei suoi studi, egli ha raccolto evidenze di come le carenze di micronutrienti nel cibo moderno

    comportino un allontanamento dall’omeostasi del corpo, con conseguenze negative nei

    confronti di salute, efficienza e longevità.

    MODALITA’

    L’Istituto Europeo ha pertanto sottoposto a una batteria di test mensili e controlli settimanali un

    gruppo eterogeneo di persone. I test sono consistiti in rilevamenti della massa corporea, prove

    di equilibrio e sui riflessi, tempi di recupero cardiovascolare dopo sforzi leggeri e test per

    scoprire l’integrazione più adatta alle specifiche condizioni fisiche di ogni partecipante.

    In particolare è stato fatto uso del Test Numex™ , che in base a diversi indicatori individua 7

    categorie di possibili carenze nutrizionali per ogni persona. Grazie ad esso è stato possibile

    sia individuare le specifiche esigenze di ognuno, sia rilevare a distanza di 2 mesi i

    miglioramenti conseguiti con la sola assunzione di integratori.

    TEST NUMEX

    Il test Numex™ impiegato nel rilevamento è comunemente usato per dedurre le carenze

    nutrizionali più marcate in una persona, in modo da consigliare la migliore integrazione.

    Esso divide le carenze nutrizionali in 7 categorie e assegna un punteggio a ciascuna in base

    agli indicatori riscontrati.

    I consigli nutrizionale e di integrazione dipendono dunque dal risultato. Il test però ha anche

    funto da riscontro oggettivo sui miglioramenti degli indicatori di carenza. Alla fine del periodo di

    prova sono stati misurati sia gli incrementi medi del punteggio, sia l’incremento medio della

    categoria più bassa e quindi più problematica per il soggetto.

    Esempio di grafico risultante dal test Numex™. In una situazione ottimale ogni colonna riguardante le

    diverse categorie indicate in basso arriva al 100%. In questo caso si può notare come la persona in

    questione riscontri delle difficoltà nell’assimilazione degli aminoacidi, per cui rientri in tale categoria

    d’integrazione.

    CURVE DI MIGLIORAMENTO

    In base a quanto previsto dal Dott. Tsoukalas nei suoi studi, un corpo che da tempo non riceve

    la giusta alimentazione in termini di micronutrienti sperimenta uno stress metabolico che lo

    costringe ad avvalersi maggiormente degli ormoni dello stress quali adrenalina, cortisolo e

    dopamina per affrontare le attività quotidiane.

    Quando viene invece fornita la necessaria integrazione, esso attraversa delle fasi, che nel

    libro vengono chiamate “fasi di guarigione”, facendo sperimentare momentanei cali di energia

    nei periodi in cui il metabolismo dà la precedenza alla riparazione di danni pregressi, rispetto

    alla produzione di energia per compiere attività fisica o intellettuale.

    La misura settimanale di parametri metabolici ha permesso di verificare la validità di tale

    assunto, mostrando come tutti i partecipanti abbiano percorso, con differenti velocità a

    seconda dell’età e della quantità di attività fisica svolta, tali fasi di alternanza.

    Curve di guarigione previste nel libro “Come Vivere 150 anni”

    Diagramma delle fasi di guarigione. Si può notare la maggiore ampiezza delle curve nella fase di stress

    biochimico, in cui si sperimentano tensione ed esaurimento delle energie fisiche. Quando si iniziano a

    colmare le carenze nutrizionali segue un iniziale miglioramento, seguito da altre precise fasi che presentano

    livelli di energia altalenanti. E’ importante saper riconoscere queste fasi come un segnale di buona riuscita

    dell’integrazione.

    RISULTATI

    I risultati sono stati misurati alla fine dei 2 mesi di rilevamento ma sono stati riscontrati anche

    nei controlli intermedi, rivelando cambiamenti nei seguenti parametri:

    – Tempi di reazione diminuiti del 41%

    – Parametri di misura dell’equilibrio migliorati del 60%

    – Indicatori Metabolici di carenze nutrizionali medie diminuiti del 9%

    – Indicatori Metabolici delle carenze nutrizionali più gravi diminuiti del 10%

    Nei soggetti normopeso non si sono riscontrati cambiamenti nella massa grassa o nelle

    misure corporee di girovita e fianchi, mentre nei soggetti obesi la diminuzione delle misure dei

    fianchi è stata in media superiore a 7cm.

    Curva Media degli indicatori metabolici

    riscontrata oggettivamente durante il rilevamento

    La curva rappresenta i parametri metabolici misurati settimanalmente durante il rilevamento.

    Si può osservare l’iniziale miglioramento dato dall’assunzione di specifici integratori nelle prime 3 settimane,

    seguito da una fase di peggioramento in cui avvengono i processi riparativi a partire dalla terza settimana.

    Dopo un’intensa riparazione concentrata nella quarta settimana si nota il costante miglioramento

    dell’andamento della curva.

    SOMMARIO

    In base ai dati raccolti è stato dunque possibile verificare l’importanza di una corretta integrazione

    alimentare, che assieme all’alimentazione e all’esercizio fisico contribuisce alla salute. Il fatto che i

    partecipanti abbiano sperimentato le varie fasi di guarigione previste dal dott. Tsoukalas indica

    l’effettiva validità degli integratori assunti durante tutto il periodo del rilevamento.

    Meetab S.r.l., la Storia

    Lo scopo di Meetab è quello di diffondere la medicina nutrizionale nel mondo. A stupire, però, non sono solo i risultati

    ottenuti dal suo team, ma anche il motivo per cui è stata creata. I figli di alcuni soci, infatti, avevano problemi di salute.

    Per curarli i genitori si sono rivolti alla medicina nutrizionale e a medici che applicano la Metabolomica. I risultati non si

    sono fatti attendere. I soci hanno capito, nel frattempo, quanto fosse importante fornire strumenti efficaci per affiancare

    medici e le persone comuni a raggiungere i migliori risultati in termini di salute e benessere. Ecco come è nata Meetab,

    un’azienda giovane, snella e moderna, basata sul lavoro di squadra e su valori antichi e naturali.

    Per ulteriori informazioni:

    [email protected]

    Stefania Salardi 328 4843403

    Donatella Rampado 335 6453016

    Link utili:

    Meetab srl: www.meetab.it

    Academy Meetab: meetabacademy.com

    E.I.Nu.M: www.einum.org

    Facebook: Meetab

    Rilevamento Medicina Nutrizionale

  • ILIKEP. UNA DIETA ESSENZIALE E MINIMALISTA. ALLA LETTERA.

    In vista dell’Expo2015 il tema dell’alimentazione è sempre più sulla bocca di tutti. Ma in cucina quale criterio è più giusto adottare? Si può fare una dieta alla lettera? Ecco l’idea di ILIKEP, una proposta essenziale e minimalista per la dieta del “piatto perfetto”. Letteralmente è fatta scegliendo solo pietanze, proposte, portate e prodotti che iniziano esclusivamente con la P. “Perché ci piacciono di più” Sicuramente un metodo di scelta insolito e sorprendente. Lucia Domenici, fondatrice e creative director di SENZAGIRIDIPAROLE presenta l’iniziativa ILIKEP come un contributo alternativo al dibattito “creativo” che ruota attorno alla buona cucina. “Abbiamo voluto offrire un punto di vista particolare: siamo il paese della pasta, della pizza, del pane… ma anche del prosciutto e del parmigiano.” Ovviamente c’è anche il pesce, il pollo, la pasticceria… la dieta della P è divertente, ed è difficile pensare di poter vivere un giorno intero senza alimenti con la P. Provate. http://www.senzagiridiparole.com/ilikep/


  • Zucchero bianco o di canna?

    Scommetto che qualche volta ti sarai chiesto se sia meglio lo zucchero di canna o quello bianco. Io si, me lo sono chiesto diverse volte…ma sono sempre rimasto nel dubbio…fin quando un bel giorno ho deciso di fare ricerche in rete per sapere la verità.

    Scoprila leggendo l’articolo intero su Miglioriamo il nostro benessere fisico e mentale!