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  • BRUNO BASSETTO PARLA DEL BOOM DELLA CHIRURGIA ESTETICA MASCHILE – AGENZIA PROMOTER

    Mentre qualche anno fa, la chirurgia estetica era quasi esclusivamente donna, ora anche l’universo maschile si è aperto a questo mondo. Ma perché le richieste aumentano sempre di più? Ci risponde il rinomato Dott. Bruno Bassetto, chirurgo estetico e plastico, responsabile della Clinica Marostica Salus, situata a Marostica (VI). Bassetto afferma “Ora anche l’uomo ha riscoperto che un corpo curato offre maggiori opportunità, sia dal punto di vista lavorativo che in amore. La correzione di alcuni difetti, come possono essere le orecchie a sventola, un naso storto con la gobba o le borse palpebrali, rende un viso più dolce, più giovane e più attraente. Attualmente c’è molta richiesta, nell’uomo, anche per la scultura dei pettorali e la vibroliposcultura dell’addome e dei fianchi, poi ancora il botox e il filler per attenuare le rughe del viso”. L’età media dei pazienti si aggira intorno ai 35/40 anni, 50 anni per gli interventi di ringiovanimento del viso e le categorie interessate vanno dai liberi professionisti ai manager di aziende, dai commercianti ai semplici impiegati. L’uomo punta la sua attenzione sull’idea che vuole dare di sé: virilità, sicurezza, forza e fascino, sono solo alcune qualità che vuole trasmettere, per migliorare la sua vita sociale e professionale.

    Quando il bello diventa possibile, perché dire no ad un ritocchino?

    Riscopri la tua bellezza dal Dott. Bruno Bassetto, presso la Clinica Marostica Salus, in via 25 Aprile n. 4, a Marostica (VI). Per info: www.brunobassetto.com[email protected]

  • AGENZIA PROMOTER INTERVISTA IL NOTO PERFORMER GABRIELE CONTINI

    Intervistato il noto artista e performer milanese Gabriele Contini, racconta del suo rapporto con la religione e la Chiesa.

    1) Nel 2003 mette in scena Salomè, al Teatro delle Erbe di Milano. Perché ha deciso di fare una performance con una tematica del Vangelo?

    Per realizzare la performance ho preso spunto dal dramma teatrale Salomè di Oscar Wilde. Il dramma è ispirato alla figura della principessa giudaica Salomè, figlia di Erodiade, ed alla sua storia, riportata, pur tacendone il nome, nei Vangeli di Marco e Matteo. Per compiacere la sua volontà, infatti, Erode ordinò la decapitazione di Iokanaan. L’opera venne scritta in lingua francese durante un soggiorno di Wilde a Parigi, appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt la quale, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene. Il dramma appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica (Matteo, 14,3-11; Marco, 6, 17-28), e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita, metafisica essenza. Il tema principale è la remissione della propria sorte, il destino che si compie inesorabile e che riguarda l’umanità intera.

    2) Quanto è importante l’arte cristiana nelle sue opere?

    Non ci ho mai pensato! Non la definirei arte cristiana, ma “arte cristica” diretta all’essenza del messaggio recondito di Cristo.

    3) E’ credente? Praticante?

    Credo in Dio perché, come diceva il drammaturgo Carmelo Bene: “Non esiste un Dio, ma una presenza sovrasensibile”.

    4) Cosa ne pensa dell’elezione del nuovo Papa Francesco I?

    E’ una brava persona, ma la cosa non mi interessa.

    5) Secondo Lei, l’attuale Papa contribuirà ad un riavvicinamento dei cristiani alla Chiesa Cattolica?

    Non penso. I cristiani sono tanti e di diverse confessioni.

    6) Regalerebbe una Sua opera al Papa?

    Si, certo ne sarei onorato.

    7) Quale il significato del Crocifisso nelle sue opere?

    Il crocefisso ha un significato simbolico esistenziale formidabile è il segno della resa a qualcosa di più grande.

    Ne faccio uso per decretare la mia volontà di assumere un destino (quello del dolore, della remissione) sopra le mie spalle.

  • Intervista all’artista Alessandra Turolli in vista della sua personale alla Milano Art Gallery dal 27 Giugno 2013

    In occasione della personale di Alessandra Turolli, il cui vernissage si è tenuto Giovedì 27 Giugno 2013 alle ore 18.00, presso la prestigiosa Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, l’artista rilascia un’intervista dove racconta del suo percorso artistico e della sua passione per l’arte.

    COME E QUANDO NASCE LA SUA PASSIONE PER L’ARTE?

    Sono sempre stata appassionata all’arte. A 12 anni ho vinto un premio di pittura che mi ha permesso di poter essere nominata sia all’Accademia Carrara a Bergamo, che a quella di Brera a Milano. Essendo di Bergamo, ho deciso di andare all’Accademia Carrara, quando insegnava ancora il Prof. Longaretti. Per un paio di anni son rimasta lì, poi sarei dovuta andare al liceo, che ho fatto fuori Italia. In quei due anni di Accademia, mi sono resa conto che non era la mia strada, forse perché ero troppo giovane, forse perché mi facevano fare nudi, nature morte e tutte queste cose, con questa splendida luce solare. Io non dipingo mai con il Sole, dipingo di notte, per cui sono andata da Longaretti, dicendogli che non me la sentivo più di frequentare. Il Professore, di conseguenza, ha chiamato i miei genitori dicendo che avevo delle buone possibilità, ma senza riuscire a farmi cambiare idea. Nel frattempo sono stata via, ho avuto dei figli, ho interrotto per un certo periodo la mia attività vera e propria e poi ho ricominciato.

    UNA BREVE RIFLESSIONE SUL CONCETTO DI ARTE

    L’arte dev’essere qualcosa che dà gioia a chi la vede, dà un’emozione. Mi è capitato molte volte di passare davanti a quadri che non mi hanno trasmesso nessuna emozione, contrariamente ad altri, che mi destano un’emozione profonda nell’anima. Io cerco di mirare a questo: poter dare emozione a chi guarda le mie opere.

    COME SI È EVOLUTO IL SUO PERCORSO NEGLI ANNI?

    Ho cominciato con una personale a Bergamo, in un luogo dove gli artisti venivano selezionati da una giuria di espertissimi. Non ero ancora consapevole che avrei continuato a fare mostre ed esposizioni. Mi hanno accettata e ho avuto un ottimo successo. Addirittura un grande collezionista d’arte, ha comprato un mio quadro che si è permesso di regalare al Guggenheim di Venezia, quindi non si può immaginare la mia emozione! Da quel momento sono nate altre idee, anche se non ho fatto moltissimo, in quanto ho cominciato tardi con quella che ora è la mia professione. Ho esposto poi a Palazzo Ducale a Massa e in diversi altri prestigiosi. Essendo sempre stata un po’ pigra, non ho realizzato tante mostre, ma ora ho questa mostra a Milano che mi gratifica moltissimo. Sono molto contenta e spero che da cosa nasca cosa.

    UN PARALLELO TRA ARTE, POESIA E LETTERATURA

    Io le metterei tutte insieme, sono doti meravigliose, che esprimono il tuo pensiero. C’è stato un momento della mia vita in cui ero indecisa tra la pittura e la scrittura, perché amo anche scrivere poesie, odi e componimenti. Come leggere un bel libro ti regala una gioia infinita, osservare un bel quadro ti dona la stessa gioia, se il quadro ti piace. Tutto è arte, un’arte avvolgente. Arte, poesia e letteratura non possono essere diverse l’una dall’altra, sono tutte troppo importanti per me.

    A COSA SI ISPIRA IL TITOLO PANTA REI DELLA SUA MOSTRA?

    Panta Rei.. Io sono convita che tutto sia in movimento, tutto è mutabile e niente ha fine. Ho infatti realizzato quest’ultima serie di deserti e pianeti, perché credo profondamente che facciamo parte di un tutto che chiamiamo Universo. Anche il deserto, che sembrerebbe un nulla perché monocolore, dopo una pioggia, una goccia d’acqua, può far nascere un fiore: da tutto nasce qualcosa. Io sono convintissima di questa teoria. In più, i deserti mi suscitano delle emozioni particolarmente forti, li ho amati ed ogni deserto che vedo, me ne innamoro.

    QUAL È L’OPERA CHE HA SCELTO COME SIMBOLO DELLA MOSTRA?

    Ho scelto “Vita“: un Sole su fondo scuro, al tramonto, con un serpente in ferro, simbolo di vita e tentazione e una piccola Luna dello stesso materiale del serpente, rappresentati su questa mia pittura molto materica.

    DAL 27 GIUGNO AL 15 LUGLIO ESPONE PRESSO LA STORICA E RINOMATA GALLERIA MILANO ART GALLERY DI MILANO. COME È NATO IL CONNUBIO ARTISTICO CREATIVO CON IL MANAGER SALVO NUGNES?

    Per una combinazione di eventi e di elementi. Ci siamo visti ad una mostra a Milano, mi è stato presentato e successivamente è venuto da me una sera, in quanto voleva vedere i miei quadri. Le mie opere gli sono piaciute e da lì è cominciata la nostra collaborazione, con grande mia soddisfazione.

    COME PENSA SI POSSA EDUCARE ALL’ARTE LE NUOVE GENERAZIONI?

    Non si può educare all’arte, l’arte bisogna sentirla dentro. Ad esempio, mio padre mi mandava a lezione di piano, ma io ne saltavo tantissime perché non mi interessava e oggi lo rimpiango molto. Questo per dire che non si può far fare ad un ragazzo ciò che non sente dentro davvero. Deve avere delle sensazioni ben precise, se no non ricaverà mai niente da se stesso.

    QUALI SONO I SUOI FUTURI PROGETTI PER LA SUA RICERCA ARTISTICA E SPERIMENTALE?

    In questi giorni ho fatto tre quadri, l’uno molto diverso dall’altro. Per me dipingere vuol dire divertimento, non sono un’artista seriale. Ho avuto il periodo dei deserti, ad esempio, ma è già finito, ho prodotto ancora qualche pianeta, ma non posso certamente fare tutto l’Universo con tutto quello che contiene! Ora sto realizzando delle opere molto particolari con dei movimenti molto armonici utilizzando questa tipo di pittura che è un insieme di colla, cemento e altri materiali, che poi riesco a modellare con le mani, come io desidero. Non so mai, quando mi metto davanti una tela, dove vado a parare, è come se qualcuno mi guidasse la mano. Probabilmente è già dentro di me questa sensazione, l’ispirazione vera, però io sono inconscia e quando ho finito di modellare il quadro praticamente mi rendo conto che è finito ed è venuto come io volevo. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, soprattutto per me stessa, perché sperimentare per un’artista è anche divertimento. Vedere cosa succede con i miscugli di vari colori, con alcune sostanze mescolate ad altre, mi aiuta a trovare soluzioni nuove per la mia arte. Per cui sono sempre alla ricerca di novità, se no mi annoierei. Non sono la classica persona che vuole andare a vendere a tutti i costi i suoi quadri, ma voglio soprattutto avere una mia serenità d’animo che mi consenta di fare quello che il mio cuore richiede ed io continuerò nel mio cammino spirituale.

    C’È QUALCHE ARTISTA IN PARTICOLARE AL QUALE SI ISPIRA O LA SUA ARTE VIENE DA SÉ?

    All’inizio quando andavo all’Accademia Carrara ero affascinata, e lo sono ancora, da Botticelli, Bruegel, i fiamminghi in generale, Leonardo, e questo tipo di pittura. Mi ricordo che quando mia figlia faceva il liceo artistico ho litigato varie volte con chi mi faceva vedere i quadri informali moderni, perché io non li riuscivo a sentire. Successivamente qualcosa in me è cambiato, mi sono stufata di usare l’olio, perché era troppo lento ad asciugare e ho cominciato ad usare acrilico, smalto, sughero, legno, ferro e iniziando a cambiare completamente il modo di vedere e fare l’arte.

    “Tutti quelli che hanno visto i miei quadri hanno parlato di anima, ed è questo che volevo trasmettere io, che i miei quadri dessero un’emozione all’anima di chi li vede. Non è importante che a uno piaccia di più o di meno, ma quasi tutti hanno colto quello che volevo esprimere.”

  • Agenzia Promoter: strepitosa accoglienza per Francesco Alberoni ospite al Long Lake Festival di Lugano

    Una strepitosa accoglienza è stata riservata al professor Francesco Alberoni durante la conferenza di domenica 30 giugno 2013, nell’esclusivo contesto del Long Lake Festival a Lugano. L’evento si è svolto nella suggestiva piazza riforma dinanzi ad un pubblico entusiasta. Il rinomato sociologo di recente ha tenuto una lectio magistralis sull’arte di amare e l’innamoramento affiancato dall’agente Salvo Nugnes Direttore di Agenzia Promoter, dialogando con i detenuti della Casa di Reclusione Circondariale di Milano Bollate e coinvolgendoli in un appassionato dibattito aperto su tematiche di interessante attualità.

    Nel suo ultimo saggio “L’arte di amare” (Sonzogno) dedicato al grande amore erotico che dura nel tempo fornisce preziosi insegnamenti e principi guida. Alberoni afferma “Volendo usare un’immagine marinaresca noi sappiamo, che per partire con una barca a vela dobbiamo aspettare, che ci sia un po’ di vento e quando siamo in bonaccia basta una folata per poterci muovere, ma in tutti i casi dobbiamo essere pronti a coglierlo e abili nella manovra. Anche l’amore è un succedersi di onde e folate, che ora ci spingono, ora ci rallentano, ma il bravo navigante le sa utilizzare come vuole. Questa è l’arte di amare“.

    Per Alberoni non è affatto detto, che l’innamoramento non possa durare, non dura perché è come un fuoco, che non viene alimentato. L’amore erotico tra due persone è come la passione per la scienza, l’arte, come la fede religiosa, che si sviluppano dedicandovisi. L’amore di coppia si intensifica se noi siamo orgogliosi di amarci, se poniamo l’amore al primo posto, vi cerchiamo il piacere più grande e ci facciamo assorbire da esso. Non immaginiamo, che questo richieda uno sforzo anzi è la strada più semplice, più ingenua, quella più sincera, quella più naturale.

  • Agenzia Promoter presenta con grande successo il libro di Luciano Maria Teodori alla “Milano Art Gallery”

    Grande successo per la presentazione dell’ultimo libro del professor Luciano Maria Teodori, intitolato “L’impossibilità di essere paranormale” (Datanews) tenutasi in data giovedì 27 giugno 2013, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter. L’evento, che fa parte del ricco calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” si è svolto presso la storica “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano e ha visto la partecipazione straordinaria di: Roberto Vecchioni (cantautore), Franco Iseppi (Dirigente Rai e presidente del Touring Club italiano), Fulvio Palmieri (scrittore), Gigliola Cinquetti, Andrea Pinketts (Mistero) e molti altri vip. L’incontro si è tenuto nella cornice artistica della mostra della rinomata artista Alessandra Turolli, che sarà in esposizione dal 27 Giugno al 15 Luglio.

    Teodori, docente di storia e geopolitica alla sapienza di Roma, nel suo nuovo scritto, racconta la vita di Max-Max un novello Ulisse della società contemporanea. Troppo moderno per un’Italia arretrata, ma troppo antico per l’Italia di oggi, Max-Max è sempre fuori tempo. È un seduttore che gioca con le donne e con le parole, ma a suo modo è anche un uomo elegante e un romantico sognatore. Il racconto delle sue avventure nasconde la storia del nostro paese, gli antichi valori e le degenerazioni recenti. Un’opera che senza esplicita menzione parla dell’Italia di oggi.

    Come spiega Paolo De Nardis nella prefazione introduttiva “Leggendo questo libro troveremo in chiave metaforica tutto quanto occupa le pagine dei giornali politici e le preoccupazioni economiche degli italiani negli ultimi tempi: crisi della rappresentanza, calo di fiducia nelle istituzioni“.

  • AGENZIA PROMOTER – IL PERFORMER GABRIELE CONTINI PRESENTA LA SUA “TWO RELIGIONS”

    Diventato performer negli anni ’90, a seguito di uno studio sui metodi espressivi del gesto e del corpo, il poliedrico artista contemporaneo Gabriele Contini, non smette di stupire con le sue esibizioni creative e particolarmente impegnate.

    Con “Two Religions” Contini coinvolge tutti gli elementi base del suo concept, inscenando una situazione mistica che comprende i vari rapporti tra tempo, spazio, corpo e relazione con il pubblico. In un contesto underground, come possono essere le vie della sua città, Milano, il performer inizialmente si muove in marcia e saluta militarmente, con indosso un soprabito grigio con il cappello dell’Armata Rossa e due crocefissi attaccati sulle spalle. Successivamente intercede l’uso delle “immagini sacre” dell’Urss e del cattolicesimo e ancora il sapiente utilizzo dei colori rosso, bianco e giallo che userà sopra la sua stessa pelle. Dei simboli forti, due entità contrastanti che donano all’ignaro spettatore intensi spunti di riflessione. In chiave metaforica, infatti, Contini, riesce a penetrare in profondità nei meccanismi rituali religiosi, portando un’innovativa interpretazione, dove i messaggi subliminali svelano la sua eclettica personalità.

  • Agenzia Promoter: il chirurgo estetico Bruno Bassetto ospite del manager Salvo Nugnes alla “Milano Art Gallery” con Roberto Vecchioni, Gigliola Cinque

    Il noto medico e chirurgo estetico Bruno Bassetto, responsabile della Clinica Marostica Salus con sede a Marostica (VI) sarà tra gli ospiti del manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter e Promoter Arte, nell’esclusivo contesto della “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano, in occasione della presentazione del nuovo libro del professor Luciano Teodori “L’impossibilità di essere paranormale” (Datanews) che si svolgerà Giovedì 27 Giugno 2013, alle ore 18.00. All’evento è prevista la partecipazione straordinaria del cantautore Roberto Vecchioni, di Franco Iseppi Dirigente Rai e presidente del Touring Club italiano e del giornalista scrittore Fulvio Palmieri.

    A fare da suggestiva cornice artistica la mostra “Panta Rei” della poliedrica Alessandra Turolli, talentuosa artista di spicco del panorama contemporaneo, che sarà allestita dal 27 Giugno al 15 Luglio 2013. L’esposizione offre una vasta produzione di opere, che delineano l’interessante percorso di ricerca stilistica sperimentale della Turolli, in continua evoluzione.

    Alla serata culturale mondana ad ingresso libero al pubblico saranno presenti importanti personalità, vip ed esponenti istituzionali. L’iniziativa rientra nel ricco ed eterogeneo calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” ideato e organizzato da Salvo Nugnes per rendere la cultura accessibile a tutti, con incontri che coinvolgono personaggi del calibro di Margherita Hack, Bruno Vespa, Paolo Limiti, Claudio Brachino, Silvana Giacobini, Vittorio Sgarbi, Francesco Alberoni.

  • INTERVISTA ALL’ARTISTA MILANESE GABRIELE CONTINI – AGENZIA PROMOTER

    Intervistato il noto artista milanese Gabriele Contini, racconta la sua formazione e il suo rapporto con l’arte. Dalla sua passione per la poesia alla scoperta del mondo dell’arte.

    1) Qual è la sua formazione?

    Dopo il diploma di ragioneria, ho frequentato la Facoltà di Lettere presso l’Università degli Studi di Milano.

    Amavo leggere, soprattutto i poeti dell’800 come Baudelaire, D’Annunzio e Mallarmé. La poesia che più mi rappresenta è “L’albatros” di Baudelaire.

    2) La sua famiglia appoggiava il suo desiderio di intraprendere un percorso artistico?

    No, non particolarmente, ma ho sempre seguito la mia “vocina” interiore che mi diceva di vivere e praticare arte.

    3) Inizialmente ha esordito con la poesia. Ha pubblicato qualche testo?

    Ho pubblicato nella metà degli anni ‘80 delle liriche su Malvagia, il Bagordo e nella critica letteraria e artistica, miei articoli sono apparsi su Malvagia e Alla Bottega. Ho fondato un giornale, Oceano Notturno, che trattava di poetica ed espressione simbolista.

    4) Come e quando è avvenuto il suo approccio con l’arte?

    Sono approdato alla pittura e all’arte visiva negli anni Ottanta. Ho cominciato a leggere la rivista Flash Art, una delle riviste più prestigiose di arte contemporanea e me ne sono molto appassionato.

    5) Quali sono le correnti artistiche a cui si ispira e che predilige?

    Non ci sono correnti artistiche a cui mi ispiro, prediligo però tra tutte il simbolismo.

    6) Quali le caratteristiche che più la influenzano del simbolismo?

    La sensualità, il mistero e l’ambiguità. Il simbolismo è dedicato ad un pubblico colto e sensibile per via dei suoi contenuti molto complessi da decifrare. Si possono stabilire dei canoni fondamentali per il simbolismo: l’ideismo, cioè l’espressione delle idee per mezzo delle forme; la sintesi, cioè la riduzione in essenza dei simboli per meglio suggerire l’evocazione; il soggettivismo, cioè il considerare l’oggetto come segno dell’idea concepita dal soggetto. Tutto questo è generalmente accompagnato da un’intensa emotività, più o meno velata. Il mio pittore preferito è Franz Von Stuck.

    7) Qual è il suo motto?

    Carpe diem, letteralmente “cogli il giorno”, normalmente tradotto in “cogli l’attimo”, questo è il motto che uso, sia nella vita di tutti i giorni che quando creo.

  • Alla Milano Art Gallery “Visioni”: la mostra personale di Amanda Lear organizzata dal manager Salvo Nugnes

    C’è già trepidante attesa alla “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano per la mostra d’arte “Visioni” di Amanda Lear, che si terrà dal 31 luglio al 24 agosto 2013, organizzata dal manager Salvo Nugnes Direttore di Promoter Arte, con vernissage inaugurale in data mercoledì 31 luglio, che vedrà la partecipazione di esponenti di spicco del panorama contemporaneo e note personalità istituzionali, tutti radunati per celebrare il talento artistico di questa poliedrica donna, conosciuta e apprezzata nel mondo per l’innato fascino, la grande intraprendenza e la prorompente vitalità.

    La Lear, che ha sempre incuriosito l’opinione pubblica per le molteplici esperienze private e professionali, in cui si è messa in gioco caparbia e coraggiosa, rivela “vivo attualmente in Francia insieme a dieci gatti che adoro e non soffro la solitudine, anzi sono autonoma, indipendente e appagata da questo stile di vita. Sono favorevole al concetto di società poli sessuale, di amore universale, ma sono contraria a tutti i matrimoni in assoluto e non mi risposerò mai più per nessun motivo, tantomeno con un italiano“.

    E dichiara “gli italiani sono bei ragazzi, grandi casanova, esperti corteggiatori e seduttori, ma vanno bene per una serata di gradevole e piacevole compagnia“.

    La Lear è impegnata in Francia a teatro con lo spettacolo “Lady Oscar” che la vede protagonista indiscussa del palcoscenico e che sta portando in giro con una turné di trionfale successo. Sull’esperienza teatrale dice “per me il teatro è stata una vera scoperta, come un colpo di fulmine, un amore immenso. Ho creato un rapporto meraviglioso con il pubblico, un legame diretto e ravvicinato che mi trasmette intenso calore umano. È un’esperienza unica, davvero stimolante che mi regala tranquillità e serenità psicologica. Il teatro mi ha cambiato la prospettiva di vita e mi ha aiutato a superare un periodo negativo di forte depressione, che ho attraversato“.

    Sugli importanti legami sentimentali con il maestro Salvador Dalì e il cantante David Bowie spiega “Dalì è stato il mio mentore dell’arte e ha avuto anche un ruolo quasi paterno, avendo trent’anni più di me, però la sua energia vitale e il suo dinamismo erano contagiosi e insieme a lui non c’è mai stata noia e monotonia. Con Bowie ho vissuto una bella storia, mi ha mandato a prendere lezioni di canto e ha prodotto il mio primo disco singolo“.

  • Agenzia Promoter: evento speciale alla Milano Art Gallery, Amanda Lear in mostra

    La grande Amanda Lear ha scelto il prestigioso contesto della storica “Milano Art Gallery Spazio Culturale in via Alessi 11 a Milano per allestire la sua mostra personale dal titolo “Visioni” che si terrà dal 31 luglio al 24 agosto 2013, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes Direttore di Promoter Arte e agente di personalità di spicco.

    L’inaugurazione, in presenza di rinomati esponenti istituzionali, vip e noti personaggi è prevista per mercoledì 31 luglio con ingresso libero al pubblico.

    La Lear è considerata una donna carismatica, indomita e un artista a tutto tondo, con un vissuto intriso di esperienze intense e una carriera coronata da meritati successi e riconoscimenti a livello internazionale. Attrice, modella, popstar nonché pittrice e musa per antonomasia del mitico Salvador Dalì, con il quale ha avuto un radicato rapporto sentimentale e del quale conserva un indelebile ricordo. Su Dalì racconta “di recente ho visitato la mostra dedicata a Dalì presso il museo Pompadour di Parigi, la stessa allestita qualche anno fa a Palazzo Reale a Milano. Al mio arrivo mi sono sentita osservata dai presenti come se mi considerassero simbolicamente la vedova di Dalì. Nonostante avesse trent’anni più di me era un uomo talmente creativo, divertente ed estroso che non mi sono mai annoiata insieme a lui. Per certi versi ha rappresentato anche una figura paterna, ma il nostro rapporto è sempre stato stimolante e frizzante“.

    L’annuncio dell’imminente mostra è stato dato in anteprima dalla stessa Amanda Lear in occasione di un’intervista rilasciata a Silvia Toffanin durante una puntata di “Verissimo” incitando a intervenire numerosi all’importante evento in suo onore.