Categoria: Salute e Medicina

  • Needling e Acido Ialuronico nella Terapia delle Cicatrici

    Gli esiti cicatriziali, in particolare secondari ad acne, ma anche da varicella o da trauma, soprattutto quando sono localizzati al volto, rappresentano un problema non solo estetico, ma anche psicologico per il paziente che ne è affetto. Il tessuto cicatriziale è particolarmente carente di fasci di collagene ed elastina, problema che si presenta anche quando la pelle invecchia e si impoverisce di queste sostanze che sono essenziali per mantenere elasticità e tono.

    Il needling o microperforazione multipla della cute, è una tecnica innovativa che consente di stimolare a livello dermico la produzione di collagene ed elastina. Il trattamento consiste nel trattare la pelle con un rullo sterile e monouso sul quale sono posizionati, in file parallele, microaghi di acciaio chirurgico.

    La cute reagisce al trauma ripetuto delle microperforazioni attivando i naturali meccanismi di riparazione, con un incremento di fibre collageniche a distanza di sei-otto settimane dall’intervento. Inoltre iniettando nella cicatrice dell’acido ialuronico si riesce ad ottenere una stimolazione molto efficace delle cellule (i fibroblasti) che produrranno una maggiore quantità di collagene ed elastina.

    Per questo motivo, in considerazione della particolare carenza di collagene ed elastina a livello delle cicatrici, il miglioramento estetico risulta molto evidente.

    Questo trattamento risulta efficace non solo sulle cicatrici da acne, ma anche nel trattamento degli inestetismi dovuti al normale invecchiamento o da eccessiva esposizione al sole. E’ possibile trattare con succcesso anche le rughe peribuccali e perioculari, delle smagliature ed è ideale per chi desidera avere un risultato duraturo nel tempo, infatti dopo il ciclo iniziale di trattamento è sufficiente una seduta ogni anno per il mantenimento. E’ indicato per entrambi i sessi.

    D.ssa Patrizia Piersini
    medico estetico
    Via Pastrengo 20
    Tel 011.566.0399
    www.patriziapiersini.com

  • Etichette alimentari: Il Ministero stabilisce norme più “rigide”

    Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto recentemente sulla spinosa questione delle etichette alimentari, al fine di fare un po’ di chiarezza, evitando così applicazioni non conformi alla legislazione comunitaria in vigore.
    Lo scopo principale della circolare ministeriale diffusa in questi giorni è quello di salvaguardare principalmente le persone che soffrono di intolleranze alimentari, un disturbo del quale soffrono sempre più individui, circa uno ogni 250, almeno stando alle stime più accreditate, ponendo particolare attenzione ai celiaci che nel nostro paese sono circa 400mila, con un aumento di casi che ogni anno fa registrare un +9%.
    Si punta, quindi, ad una maggiore trasparenza che “obblighi” i produttori ad indicare con esattezza il nome degli ingredienti, al fine di assicurare non solo la qualità del prodotto acquistato ma anche la sua sicurezza.

    Nella circolare diffusa dal Ministero si legge:
    “La regola generale valevole per gli allergeni alimentari è che questi, se utilizzati nella produzione di un prodotto alimentare e presenti nel prodotto finito anche in altra forma, devono essere riportati sull’etichetta indicando chiaramente il nome dell’ingrediente in questione”
    L’unica eccezione si ha nel caso in cui la denominazione di vendita del prodotto indichi già l’allergene, cosa che avviene ad esempio per il latte. In questo caso il Ministero ha ritenuto che l’informazione data al consumatore fosse di per sé già sufficiente ed ha considerato, pertanto, superfluo ripetere l’indicazione nell’etichetta.

    Ma quali sono gli allergeni riconosciuti?
    Secondo una classificazione operata dall’UE gli allergeni alimentari possono essere classificati in 14 categorie, tra le quali rientrano i cereali contenenti glutine( come grano, segala, orzo, avena, farro etc.), i crostacei, le uova, il pesce, gli arachidi, la soia, la frutta a guscio (come mandorle, nocciole, noci, pistacchi etc.), il sedano, la senape, i semi di sesamo, i lupini, i molluschi ed i derivati di tutti questi prodotti, senza dimenticare l’anidride solforosa e i solfiti in concentrazione superiore a 10 mg/kg o 10mg/l espressi come SO2.

    La circolare ministeriale, firmata da Giuseppe Tripoli, Capo Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economica, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, non ha però come unico obiettivo quello di tutelare la salute dei consumatori grazie alla pratica dell’informazione esaustiva e trasparente, ma anche quello di venire incontro alle esigenze delle imprese che necessitano di indicazioni precise e certe, al fine di elevare la qualità e la sicurezza dei propri prodotti.

    L’importanza di una corretta informazione “alimentare” è stata testata recentemente anche dalla School of Economic Sciences della Washington State University e pubblicata sul Journal of Consumer Affair. Lo studio condotto ha analizzato la centralità di una corretta informazione relativa ai cibi acquistati, concentrandosi principalmente sulle persone di mezza età. Il risultato è importante, in quanto ha rivelato come la corretta lettura degli ingredienti sia un fattore determinante nella perdita di peso e nella scelta di una sana alimentazione. Dati alla mano si è infatti dimostrato che chi dedica un po’ di tempo alla lettura delle etichette dei cibi acquistati riesca a perdere peso molto più velocemente rispetto a chi non pone attenzione alle etichette buttandosi direttamente sul contenuto della confezione.

    Ben venga, quindi, la decisione del Ministero che con la sua posizione ha voluto sottolineare come una corretta informazione sia la base per aiutare a vivere meglio e in salute.

    Ufficio Stampa
    Maia Design
    per chimicionline.it

  • Vitamine per la salute della pelle: un approccio innovativo

    Ferrara, 16/09/10 Delle vitamine si pensa di sapere tutto ma in realtà esistono ancora degli aspetti scarsamente conosciuti: note da oltre 100 anni in ambito nutrizionale, sono meno conosciute per quanto riguarda le loro applicazioni topiche.

    L’introduzione di vitamine per via alimentare presuppone un lungo percorso per raggiungere la pelle; un percorso fatto di distribuzione nei vari tessuti e di passaggio metabolico per il fegato.

    Questo ed altri aspetti legati al continuo stress cui è sottoposto una parte del corpo così estesa come la cute, fanno si che facilmente possano insorgere stati carenziali cutanei e delle mucose, il cui unico rimedio è l’applicazione topica di vitamine.

    In occasione della “Notte Europea dei Ricercatori”, manifestazione che nella sua 5a edizione avrà come tema la “vita” declinata nelle sue varie accezioni, il prof. Stefano Manfredini e la prof.ssa Silvia Vertuani del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche di Ferrara tratteranno il tema “Vitamine per la salute della pelle: un approccio innovativo” (il 24 settembre alle ore 16.00 nella Piazza Municipale), in cui verrà illustrata l’importanza delle vitamine nel mantenimento della salute e benessere della pelle con particolare riguardo al ruolo innovativo dei “cosmetici funzionali”.

    Le trattazioni teoriche, relative alle scoperte della medicina, della chimica, della tecnologia e dell’evoluzione, verranno accompagnate da dimostrazioni pratiche condotte da ricercatori delle relative facoltà: presso l’Experiential Corner, i ricercatori della facoltà di farmacia dell’Unife terranno un ciclo di esperimenti e dimostrazioni pratiche relativo alle applicazioni cutanee di vitamine.

    Il pubblico potrà testare di persona l’efficacia di questo approccio, con prodotti sviluppati in collaborazione tra l’Ateneo e realtà imprenditoriali leader nel settore.

    Tra queste ultime ricordiamo la Vermont Italia, azienda innovatrice nel campo delle vitamine, che è stata la prima al mondo a produrre e commercializzare monodosi di vitamina E libera nel 2005; Vermont Italia, con la linea Monodermà, sarà presente all’evento rendendo disponibile la propria tecnologia per un test pratico.

  • Ringiovanire, Tonificare, Rassodare, Rimodellare la Pelle con la Luce Pulsata associata alla Radiofrequenza Frazionata

    Apparecchi tecnologicamente evoluti come elight con tecnologia elos (brevetto dell’azienda israeliana Syneron) che combinano la radio frequenza bipolare (RF) con la luce pulsata o con la luce a infrarossi permettono al medico estetico di ottenere risultati più evidenti grazie a una maggiore selettività e penetrazione nel derma e di garantire in grande sicurezza i migliori risultati su tutti i tipi di pelle.

    Questa tecnologia permette una gamma ampia di applicazioni: grazie ad un apposito applicatore (ST) si può agire rassodando, tonificando e distendendo la pelle rilassata. In questo caso il trattamento utilizza una combinazione di energia ottica a raggi infrarossi e la radiofrequenza bipolare.

    Per dei trattamenti mirati al ringiovanimento della pelle e al miglioramento di lesioni vascolari e pigmentate superficiali benigne, comprese le teleangectasie, la rosacea e gli angiomi, si può far ricorso a due applicatori diversi, l’SR e SRA. Quest’ultimo è specifico per trattare più aggressivamente le lesioni pigmentate benigne, i melasmi e tutte quelle lesioni che si dimostrano essere più ostinate specie sulle carnagioni chiare.

    Grazie all’applicatore AC possiamo invece intervenire efficacemente sull’acne attiva, riducendo l’attività delle ghiandole sebacee. Combinando la terapia naturale fotodinamica con la radiofrequenza riusciamo a colpire in modo altamente selettivo proprio le ghiandole sebacee e i batteri dell’acne.

    Non va dimenticata poi l’epilazione: grazie all’applicatore DS combinando la luce pulsata con la radiofrequenza bipolare possiamo trattare con buoni risultati la peluria e i peli colorati, senza problemi e in sicurezza anche in pazienti con fototipo scuro.

    Per il resurfacing e i trattamenti cutanei frazionali ablativi non va dimenticata la sadiofrequenza frazionata (sublative rejuvenation): essendo un dispositivo non basato su luce o laser, ma solo su radiofrequenza frazionata, possiamo trattare efficacemente tutti i tipi di pelle, anche la più scura.

    Grazie alla possibilità di regolare la profondità di azione in cui agire, possiamo ottenere, a seconda delle necessità del paziente, diversi gradi di distruzione cellulare e riscaldamento. La radiofrequenza frazionata è quindi ottima per correggere rughe, cicatrici da acne, lassità della pelle, irregolarità della texture.

    D.ssa Renata Migliardi
    Oculoplastica e Medicina Estetica
    Torino – Corso Galileo Ferraris 120g
    Milano – Viale Papiniano 23
    Tel. TO: 011.501.234
    Tel. MI: 02.469.4552
    www.esteticaoculare.it

  • Problemi ai denti? La causa potrebbe essere la bulimia

    I disordini dell’alimentazione comportano numerosissimi problemi a livello emotivo, psicologico e fisico; vediamo insieme al dentista di Bologna quali sono quelle che riguardano la sfera odontoiatrica.

    Erosioni dentali, frattura dei margini degli incisivi, perdita di smalto dei denti e aumento della sensibilità dentale sono solo alcune delle complicanze a cui vanno incontro i pazienti che soffrono di disturbi alimentari. Vediamo più in dettaglio quali possono essere le ripercussioni sulla salute orale e in che modo il dentista può fornire un valido aiuto e sostegno al paziente affetto da disordine alimentare. Nel caso di soggetti bulimici si stima che addirittura l’89% presenta segni di erosione dello smalto dentale provocata dalla ripetuta esposizione agli acidi gastrici. A causa del vomito autoindotto, infatti, il costante passaggio di succhi gastrici innesca un processo di demineralizzazione dello smalto dei denti; questo perché i succhi gastrici contengono sostanze acide che vanno a penetrare nelle microporosità della struttura dentale danneggiandola in modo irreparabile. La gravità dell’erosione dentale è direttamente proporzionale alla quantità e frequenza degli episodi di vomito.

    Nel caso in cui, dopo mesi, il soggetto affetto da disturbo alimentare tende anche a spazzolare in modo vigoroso i denti, per eliminare ogni traccia di vomito e la sgradevole sensazione organolettica ad esso legata, l’integrità dello smalto viene ulteriormente compromessa, sottoponendo i denti ad un’aggressione che ne mina considerevolmente la salute. Altra conseguenza del vomito autoindotto è la frattura dei margini dei denti incisivi, la quale dipende principalmente dal loro esiguo spessore (e dalla maggiore suscettibilità alle erosioni in genere) e dalla posizione assunta per vomitare. Infine, nei pazienti affetti da bulimia si riscontra un generalizzato aumento della sensibilità dei denti, come conseguenza della perdita dello smalto dentale (e dunque della sua funzione protettiva).

    Le conseguenze di quanto sopra elencato sono di ordine sia estetico, sia funzionale, con una diminuzione delle capacità masticatorie. Il ruolo del dentista è pertanto di fondamentale importanza. Il professionista della dentizione avrà il compito di informare il paziente di tutti i problemi a cui rischia di andare incontro; monitorare costantemente il livello di salute dentale al fine di individuare eventuali lesioni sul nascere evitandone il peggioramento; intervenire tempestivamente laddove il problema sia già in atto (dove necessario con l’utilizzo di materiali ricostruttivi); ripristinare le funzioni masticatorie ed estetiche. L’esame dei denti è in grado di rivelare molte cose riguardo alla salute del paziente e, in particolare, un dentista è perfettamente in grado di accorgersi dei problemi legati alla bulimia, individuando un’anomala presenza di carie e/o l’erosione dello smalto dentale a causa dell’eccessiva esposizione all’acidità del vomito. Stilando una diagnosi precoce il dentista può anche tentare di instaurare con il proprio paziente un rapporto di fiducia e confidenza, consigliandogli, con il maggior tatto possibile, di rivolgersi ad un centro specializzato per la cura di disordini alimentari.
    Nel sito www.dentista-a-bologna.it troverai altri articoli di interesse generale come: “Perchè i denti si rovinano?“, “ L’Apparecchio Invisibile: la novità dell’ortodonzia” … e tanti altri!

  • Le tipologie di cellule staminali

    Una cellula staminale per poter essere definita come tale deve soddisfare due principali proprietà, che sono la proprietà di autorinnovamento, vale a dire la capacità di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo il medesimo stadio differenziativo, e la proprietà di potenza, che è la capacità di dare origine a una o più specie cellulari. Le cellule staminali sono cellule primitive e non specializzate, quindi dotate della particolare capacità di trasformarsi in altre cellule presenti nel corpo. Questa caratteristica fa si che queste cellule possano essere utilizzate in medicina per la cura di malattie come le leucemie e per la ricostruzione di organi e tessuti. Le cellule staminali possono essere classificate secondo la sorgente di derivazione, vale a dire secondo il luogo del corpo da cui vengono prelevate, e possono quindi essere embrionali, fetali, amniotiche e adulte. Le cellule staminali adulte sono anch’esse cellule non specializzate che si riproducono giornalmente per fornire alcune specifiche cellule, come ad esempio 200 miliardi di rossi che sono generati continuamente nel corpo da cellule staminali emopoietiche. Fino a non molti anni fa si credeva che ognuna di queste cellule potesse produrre unicamente un solo tipo di cellula, tuttavia negli ultimi tempi grazie alla ricerca si sono avute prove che le cellule staminali possono acquisire molte forme differenti. É noto che cellule staminali nel midollo osseo possono trasformarsi in cellule epatiche, neurali, muscolari, renali e follicolari.

  • Gli Allevatori Italiani di Cani Vendono su Internet

    Non solo beni e servizi oggi trovano spazio nei negozi virtuali che popolano la rete, ma anche animali domestici. Il fenomeno non è nuovo ma sicuramente lo è il fatto che siti che fino a ieri si erano occupati esclusivamente della vendita di prodotti nuovi e usati, dalle automobili agli accessori da campeggio, oggi propongono, in sezioni dedicate, la vendita di cani, gatti, pesci e animali esotici.

    Con particolare riferimento alla vendita dei cani, annunci di cuccioli sono presenti in una moltitudine di siti e portali dedicati e, in considerazione dell’eterogeneità di tali media, non è semplice orientarsi e verificare l’attendibilità e la credibilità degli inserzionisti.

    Un’ulteriore elemento che potrebbe generare confusione nella ricerca e nell’orientamento degli annunci di cuccioli di cani è rappresentato dalla mescolanza di inserzioni provenienti da privati, allevatori occasionali e professionali.

    Vi è un ultimo elemento da considerare con attenzione: dalle ultime statistiche in Italia sono presenti oltre 7.000.000 di cani e il mercato della vendita dei cuccioli è in forte espansione, con la conseguenza di essere sempre più soggetto al fenomeno delle importazioni illegali.

    È indubbiamente encomiabile l’adozione di un cucciolo da un rifugio o da un canile ma non è questo il caso che prenderemo in considerazione, piuttosto vogliamo mettere l’accento sul fenomeno degli annunci dei cani di razza da parte degli allevatori.

    Gli allevatori professionali di cani spesso non desiderano pubblicare gli annunci dei loro cuccioli negli stessi siti, e all’interno delle stesse categorie, nei quali vengono pubblicati quelli dei privati; motivo per il quale qualora fossimo intenzionati ad acquistare un cane di razza orientandoci attraverso Internet, un primo criterio di scelta, quantomeno nella scelta del sito, potrebbe essere quello di selezionarlo in funzione dell’esclusiva presenza degli allevatori quali unici inserzionisti.

    Come possiamo fare adesso per trovare il nostro cucciolo? come possiamo riconoscere un allevamento di cani serio?

    A nostro giudizio il buon allevatore:

    -alleva un numero di razze di cani limitato;

    -copre le proprie fattrici una o al massimo due volte l’anno;

    – permette di vedere i genitori dei soggetti oltre che le cucciolate;

    – mostra la denuncia del modulo A e B e i pedigree dei genitori;

    – fa un solo prezzo, non uno con pedigree (il pedigree non è un optional) e uno senza; i cuccioli dovranno essere tutti dichiarati e la dichiarazione all’ENCI per il pedigree non costa centinaia di euro come molti fanno credere ma solamente 15€.

    – Non cede mai il cucciolo prima dei 60gg (alcuni anche 90gg);

    – Di solito i cuccioli sono già sverminati e con vaccinati;

    – I cani sono ben equilibrati e socializzati;

    – I box devono essere ben ampli e puliti;

    – Forniscono gli esami per esenzioni da displasia e da oculopatie dei genitori;

    -Diffidate degli allevamenti multi razza (8/10/40 razze) e diffidate degli allevamenti che propongono di procurare qualsiasi cane, potrebbero essere “trafficanti di cani” che importano illegalmente cuccioli dall’Est.

    -Contattate direttamente l’allevatore e visitare l’allevamento

    Adesso non rimane altro da fare che sedersi al computer e cominciare la ricerca per poter trovare un allevamento di cani di razza che offra le migliori garanzie e soddisfi le nostre aspettative.

  • Cura disturbi alimentari

    L’origine dei disturbi alimentari oggi è abbastanza chiara agli specialisti del settore e le cure sono molto efficaci, tanto è che specie nell’anoressia possiamo osservare una buonissima percentuale di guarigioni.

    Molto spesso però risulta difficile scegliere lo psicologo adatto.
    Un modo utile e semplice per trovare un valido psicologo nella tua zona è quello di affidarsi ad un sito che li cataloghi per città.

    I siti adatti sono Psicologi Italiani.it e psicoitalia.it che permettono per esempio di cercare un elenco di Psicoterapeuti per la cura dei disturbi alimentari ,trovando immediatamente l’elenco con i contatti degli psicologi di adatti.

  • Laser Frazionato ad Anidride Carbonica CO2 per il Ringiovanimento Cutaneo

    E’ l’ultima novità nel campo del resurfacing. Lo scopo fondamentale di questo sistema è quello di coniugare i risultati positivi del resurfacing ablativo senza la convalescenza e i rischi connessi. La metodologia si avvale del sistema dei pixel (lo stesso delle macchine fotografiche) vale a dire la capacità del laser di creare delle zone di micronecrosi senza danneggiare l’epidermide e senza raffreddamento cutaneo.

    Successivamente, in breve tempo e comunque meno che con i laser tradizionali, avviene la riparazione tissutale con la produzione di nuovo collagene. Col termine di laser frazionato si intende quindi un laser non ablativo in grado di determinare degli effetti nel derma senza danneggiare l’epidermide.

    Il laser frazionato ad anidride carbonica, può essere utilizzato in modo più o meno aggressivo raggiungendo pertanto una differente profondità di penetrazione. Inoltre il sistema dei pixel, e quindi della distribuzione dell’energia, può essere modulato variando quindi anche la quantità di energia somministrata per singola unità.

    Le indicazioni al trattamento con pixel sono le rughe sottili, le irregolarità cutanee, le cicatrici superficiali di acne. Il numero delle sedute varia dalle 3 alle 5 in rapporto al problema da trattare, da eseguirsi ogni 15-30 gg. Dopo ogni seduta la zona trattata appare eritematosa e leggermente edematosa, ma senza distruzione dell’epidermide.

    Pertanto il paziente può svolgere una normale vita di relazione anche il giorno dopo il trattamento. Secondo i dati più recenti la combinazione di due sistemi frazionati, non ablativo e ablativo, può incrementare i risultati nel trattamento sia delle rughe sottili che delle cicatrici superficiali.

    Inoltre il pixel può essere utilizzato per eseguire dei “laserpeeling”: semplici lievi peeling superficiali simili a quelli eseguiti con i peeling chimici ma molto più uniformi e sicuri dei peeling chimici. Può essere utilizzato in modo più o meno aggressivo raggiungendo pertanto una differente profondità di penetrazione. Inoltre il sistema dei pixel può essere modulato variando quindi anche la quantità di energia somministrata per unità. Altre indicazioni sono rappresentate dall’asportazione di nevi dermici e verruche con esito cicatriziale quasi inesistente.

    Prof. Giuseppe Sito
    chirurgo estetico
    Milano 02.860.321
    Napoli 081.402.042
    Torino 011.566.0399

    [email protected]
    www.giuseppesito.it

  • La Maschera di Cera – Capp. II e III –

    Capitolo II

    Mentre il taxi lo stava riaccompagnando a casa, il Professor Pillner stava rimurginando ancora sulla scoperta avvenuta per un errore di sintesi alcuni mesi prima.
    La sua collaboratrice più promettente (probabile futura candidata ad un Nobel) Elisabeth Stanford aveva sbagliato un passo nella procedura di fotocoagulazione sintetica del PMG, col risultato che quando il nuovo “elisir di lunga vita” (meglio dire l’ennesimo tentativo di ottenerlo) venne iniettato nelle cavia LLW55 affettuosamente battezzata Molly, il suo organismo s’era comportato diversamente da quello delle precedenti, incoraggiando un cauto ottimismo nello staff.
    Purtroppo Molly era comunque deceduta dopo un paio di mesi, sempre di più delle massimo tre settimane dei risultati precedenti, ma ovviamente troppo poco per un elisir di lunga vita, ma l’ ”autopsia” aveva rivelato che lo stato di salute di Molly sembrava come congelato al momento in cui il siero le era stato iniettato…

    “Eccoci arrivati professore” disse il tassista riportandolo al presente.
    “Grazie” e allungò una banconota da 20 dollari, e come al solito aggiunse: “Tenga pure il resto”.
    Poi, sceso e chiusa la portiera, si avviò sul vialetto della propria abitazione.

    Capitolo III

    Entrò nel ‘suo regno’, così il professore amava definire le sue varie dimore.
    Ne aveva infatti avute almeno 8, da quando era nato in California, poi trasferitosi in Virginia con tutta la famiglia al seguito del padre, Colonnello dei Marines.
    Poi il College, poi il MIT, poi i master in giro per gli Usa e l’Europa ed infine in North Carolina alla “Cosmetics Hill & Huffmann Ltd” dei soci Frank Hill e Friedrich Huffmann.
    Qui aveva assunto il comando di un validissimo gruppo di menti provenienti da tutto il mondo.
    Elisabeth Stanford:
    una morettina un po’ gracilina che sarebbe andata assai bene per gli spot sulle barrette per dimagrire, nata a New York, 26 anni prima, e laureata in nano-tecnologie ad indirizzo biochimico alla Yale University che lui scherzosamente faceva arrabbiare dicendole che quello che non aveva di fuori lo aveva di dentro, riferendosi ad una gentilezza d’animo e ad un cervello con un Q.I. oltre il 125 !
    Mark Hu Ling:
    laureato in biologia marina, 28 anni, di origini vietnamite, appassionatissimo e fissatissimo con la vita al di fuori del pianeta Terra, aveva un solo difetto: era introverso ed un po’ anche permaloso.
    Andrej Serdckencko:
    fisico quantistico russo, 39 anni, chiamato solo per nome (per ovvi motivi), laureato a San Pietroburgo, aveva ritrovato la gioia di vivere, dopo che un grave incidente stradale su un’autostrada per Mosca gli aveva portato via la moglie e la figlioletta di soli 4 anni.
    Anna Maria Dos Santos Emeralda Coimbra:
    29 anni di origini brasiliane, laureata in chimica e con specializzazioni e masters in diversi rami della chimica e delle sue applicazioni. Non era certo il prototipo di ragazza brasiliana, anzi, ad essere sinceri era un po’ bruttina, considerando che non sapeva che le parrucchiere le avevano già inventate, così come non considerava che i designers si erano applicati anche sulle montature degli occhiali…
    Antony Russo:
    italo-americano, 30 anni, moro, laureato alla Normale di Pisa in ingegneria informatica. Visti fallire i sogni di gloria in Italia, era divenuto Capo Tecnico in un’azienda al di là dell’oceano Atlantico. Il suo compito era di occuparsi delle attrezzature per svariate decine di milioni di dollari che il laboratorio utilizzava, nonché della sicurezza informatica dei dati.
    William Curie:
    laureato al MIT, 28anni, con lontane origini francesi, esperto in biologia di sintesi, o vita artificiale, era alquanto solare e pacioso purchè non gli si chiedesse se era in qualche modo parente con i più illustri coniugi Curie.
    Andrea Van Der Wooke:
    olandese, 24 anni, laureata in matematica e lingue; purtroppo non veniva notata per il suo QI, né per il fatto che parlasse e scrivesse correttamente in 12 lingue (tra cui 2 dialetti Cinesi!) ma per la bellezza da copertina stile playmate; non a caso era soprannominata “Miss July” perché nata in luglio; non aveva mai posato nuda in nessun numero di Playboy e in nessun mese…
    Inoltre vi erano altri 9 stagisti provenienti tutti dal Nord America.
    Questo era il suo “Dream Team” che però al momento era più corretto chiamare “Nightmare Team” visti i numerevoli fiaschi ed i pochi passi in avanti verso la vita oltre i 200 anni.

    To be continued…

    Emiliano Dix

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.