Categoria: Salute e Medicina

  • LIFTING PER PROLASSO E INCONTINENZA PER 4 MILIONI DI ITALIANE

    PER PROLASSO E INCONTINENZA PER 4 MILIONI DI ITALIANE

    Una donna su quattro dopo la menopausa soffre di problemi uro ginecologici che vanno dall’incontinenza urinaria al prolasso genitale ma solo il 20% di loro si rivolge allo specialista. A fare il punto sull’argomento sono il dottor Stefano Salvatore, responsabile Unità funzionale Uroginecologia IRCCS San Raffaele, Milano e presidente del 38°congresso SIUD e il dottor Roberto Baccichet, responsabile servizio di uroginecologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e consulente per la chirurgia protesica presso il Pelvic Center di Montecchio Emilia (Reggio Emilia )che spiegano come il problema può essere risolto definitivamente con tecniche di lifting uro- genitale mininvasive molto efficaci e a carico del Servizio Sanitario Nazionale. “Sono oltre 4 milioni in Italia le donne interessate, ma l’80% di loro nonostante le pesanti ripercussioni sulla qualità di vita per imbarazzo e pudore non si rivolge al medico ma si rassegna ai pannolini peggiorando i disturbi” spiegano gli esperti . “Attualmente nel nostro Paese gli interventi chirurgici per la cura di queste patologie sono assolutamente sicuri, mini invasivi e con un alto tasso di efficacia (del 90%). L’incontinenza urinaria e il prolasso genitale sono patologie destinate a peggiorare : negli Usa oggi si effettuano circa 250 mila interventi l’anno, ma secondo le stime nel 2030 saranno 7 milioni per effetto dell’invecchiamento della popolazione”.

    Gravidanze, parti e menopausa”, dice , dottor Stefano Salvatore, responsabile Unità di Uroginecologia IRCCS San Raffaele, Milano e presidente del 38°congresso SIUD”sono momenti chiave nella vita della donna che possono causare il prolasso urogenitale e l’incontinenza urinaria . Disturbi che colpiscono oltre 4 milioni di italiane over 40, ma che restano ancora un ‘tabù. Moltissime donne subiscono questi disturbi per anni perché non sanno che esistono ora avanzati e risolutivi interventi di chirurgia mininvasiva che si effettuano a carico del Sistema Sanitario Italiano e cioè gratis per la paziente Nonostante la diffusione di queste patologie che, con ansia, depressione, tendenza a isolarsi per il timore di improvvise fughe di urina ,e per il prolasso perdite vaginali e sanguinamenti, incidono pesantemente sulla qualità di vita sui rapporti sociali, l’intesa di coppia e la sessualità, solo una minoranza vincendo vergogna e imbarazzo si rivolge al medico mentre le altre si rassegnano ai pannoloni” . L’incontinenza e il prolasso possono invece oggi essere risolti definitivamente con innovative tecniche chirurgiche mininvasive made in USA di lifting urogenitale approdate recentemente nel nostro Paese.

    Le soluzioni per l’incontinenza urinaria

    Le metodiche per l’incontinenza urinaria da sforzo”, spiega il dottor Stefano Salvatore, “prevedono l’applicazione per via vaginale di sling – retine in polipropilene che poste sotto all’uretra risolvono il disturbo effettuando un vero e proprio restyling del pavimento pelvico . Le retine non agiscono solo da supporto ma intervengono anche nei processi di riparazione biologica ripristinando una sintesi di collageno, la proteina che favorisce la cicatrizzazione ottimale dei tessuti. I vantaggi rispetto ai “vecchi” interventi invasivi, che richiedevano un incisione addominale, anestesia generale, ricovero e convalescenza prolungati, sono l’’efficacia dell’90%, la brevità degli interventi -circa 30- 40 minuti – che si effettuano in day hospital con anestesia locale o locoregionale e del recupero con un ritorno alle normali attività entro una settimana. L’incontinenza urinaria da sforzo nella donna, che si manifesta a seguito di un piccolo sforzo come un colpo di tosse, uno starnuto, il sollevamento di una borsa o un esercizio fisico, è causata principalmente dalle gravidanze e dal parto; le altre cause sono: menopausa , prolasso genitale, età, tosse cronica , fumo stipsi , attività pesanti e sportive ed esiti di chirurgia pelvica”.

    Le soluzioni per il prolasso

    “Il prolasso genitale”, spiega il dottor Roberto Baccichet,responsabile del servizio di uroginecologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e consulente per la chirurgia protesica presso il Pelvic Center di Montecchio Emilia (Reggio Emilia ) “consiste nell’abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche – utero , vescica e retto – e spesso si associa all’incontinenza urinaria. Le cause del disturbo sono le stesse dell’incontinenza. Il trattamento del prolasso può oggi contare sulle più recenti tecniche di chirurgia protesica basate sull’uso di una speciale rete in polipropilene che, inserita attraverso la vagina, sostituisce il supporto originario danneggiato del pavimento pelvico (l’insieme di muscoli e legamenti che sostiene gli organi genitali. Le innovative metodiche protesiche (e tra queste quelle di ultima generazione AMS) rappresentano un’arma vincente nel trattamento risolutivo della patologia con un’ efficacia fino al 90 %, si affiancano alla chirurgia tradizionale e sono indicate per i casi più complicati di prolasso genitale e nelle recidive, Rispetto agli interventi invasivi tradizionali gravati da recidive nel 20 – 30% dei casi (1 donna su 5 ripresenta il problema e deve subire un altro intervento ) le nuove tecniche chirurgiche protesiche consentono di non asportare sempre l’utero quando questo è sano evitando così l’insorgere di problemi psicologici legati alla privazione di un organo collegato alla maternità e all’ identità femminile , hanno un basso rischio di recidive – 4%- e si possono effettuare in anestesia spinale consentendo così una rapida ripresa”. “L’incontinenza urinaria e il prolasso genitale ”, concludono gli esperti , “continuano a rimanere patologie nascoste a causa di una scarsa informazione alle pazienti che possono invece risolvere definitivamente questi disturbi come dimostrano i risultati della nuova chirurgia mininvasiva e la donna può ritrovare la sua integrità fisica e soprattutto la sua femminilità”. Le metodiche descritte sono già ampiamente in uso presso molti centri ospedalieri di eccellenza della nostra penisola.

    Per informazioni:

    Md Health Consulting

    Antonella Marchitto tel . 02 48015241335 / 6230803

    Franco Di Liello tel . 02 48015241340 / 4154660

    Per info: dottor Stefano Salvatore tel. 02 26432579 tel. 02 26431

    Dottor Roberto Baccichet – ospedale Ca’ Foncello, Treviso tel.0422 322620 ,

    Centro Pelvico, Montecchio Emilia tel. 0522 860298

  • La donazione del sangue è importante per se e per gli altri

    Grazie alla donazione di sangue si salvano ogni giorno molte vite. ADSINT è l’Associazione dei Donatori di Sangue presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano; dal 1966 opera a sostegno di questo centro terapeutico di primaria importanza e sempre più frequentato. Tutti gli ospedali devono poter contare sulla presenza continua di risorse ematiche: all’Istituto Tumori, centro di eccellenza con un’altissima specializzazione nel trattamento e nella cura dei malati di cancro, la disponibilità di sangue è imprescindibile e la sua richiesta è elevata.

    ADSINT è un’associazione che conta oltre 5000 iscritti: essa vive grazie all’entusiasmo di volontari, impegnati nell’organizzazione di una branca vitale della vita ospedaliera. Iscriversi come Volontari ad ADSINT significa impegnarsi a far conoscere come si può donare sangue a Milano, quali procedure siano necessarie e, soprattutto, quanto sia sempre indispensabile avere risorse di sangue a disposizione di malati e per interventi urgenti.

    ADSINT ha bisogno di crescere, per essere sempre più pronta ed attrezzata per sostenere i malati ricoverati e curati presso l’Istituto Nazionale Tumori. Il compito di un volontario ADSINT sta soprattutto nella collaborazione all’organizzazione di eventi e di momenti di aggregazione, che sono finalizzati a presentare l’associazione e le sue attività ai potenziali donatori. Dedicare qualche ora di volontariato ad ADSINT significa entrare in contatto con un gruppo di persone desiderose di fare nuove conoscenze e di dedicarsi al prossimo; per molti di noi, spesso avvolti in routine quotidiane poco soddisfacenti, può essere anche un’ottima occasione per uscire da una situazione di “torpore” fisico e mentale e riscoprire quanto sia appagante dedicarsi ad un’esperienza di aiuto.

    Avvicinare realtà e situazioni completamente diverse dalle proprie è sempre un’esperienza di crescita e arricchimento personale che, se inizialmente può anche apparire faticosa o emotivamente stressante, non può che avere ricadute positive, non fosse altro che per la possibilità di “ridimensionare” piccoli inconvenienti quotidiani che possono essere percepiti come insuperabili. Recentemente, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è espresso sul valore del volontariato con queste parole: «Il volontariato è questo: è la vicinanza costante, professionale ed umana a comunità e persone in gravi difficoltà, per rispondere alle necessità degli altri e migliorare una società che oggi ha più che mai bisogno di solidarietà e coesione sociale».

    Nel sito di ADSINT (http://www.adsint.mi.it/) è possibile reperire tutte le informazioni sull’Associazione. Per offrirsi come volontari, è sufficiente chiamare il numero 02/23902856-3172 o presentarsi presso la sede, in via Venezian 1.

  • Ultimi giorni per le visite gratuite dai dentisti ANDI.

    Si chiude giovedì prossimo 19 giugno il mese dedicato alla prevenzione dei tumori del cavo orale aperti dalla giornata dell’Oral Cancer Day, il 17 maggio scorso.
    “Anche quest’anno ANDI Pavia, tramite ANDI Foundation, mette a disposizione dei cittadini gli ambulatori dei Soci aderenti all’iniziativa per effettuare una visita gratuita – spiega il Presidente di ANDI Pavia il Dottor Marco Colombo -. Lo scopo di questa nostra iniziativa, che ormai è alla sua ottava edizione, è dare modo di intercettare queste gravi patologie e salvare vite umane”.
    Il Presidente Colombo, infatti, ricorda: “Un dato deve farci riflettere: ogni anno 4mila nuovi casi di tumore del cavo orale vengono individuati. Un’altissima percentuale di questi risulta perfettamente guaribile in seguito ad una diagnosi precoce. Uno stile di vita sano, senza tabacco e senza alcol abbassa drasticamente la percentuale di nuovi casi di tumori del cavo orale”.
    Ecco dunque la necessità di non perdere l’occasione offerta dai dentisti ANDI Pavia che sono a disposizione del cittadino per questo importante progetto. “ANDI c’è per il cittadino – conclude il Presidente Colombo – e i dentisti ANDI Pavia ci sono per aiutare l’opera di salvaguardia e di tutela della vita umana”.
    L’elenco dei dentisti di ANDI Pavia aderenti all’iniziativa dell’Oral Cancer Day sono reperibili non solo chiamando il numero verde 800911202 ma in una pagina del sito ufficiale di ANDI Pavia, www.andipavia.it cliccando il banner del’OCD.

  • Differenza tra psicologo e psicoterapeuta

    La differenza tra psicologo e psicoterapeuta spesso non è chiara e pertanto non si sa quando rivolgersi a uno piuttosto che all’altro. Tuttavia tra le due figure professionali esistono sostanziali differenze sia per competenza che per tematiche che possono essere affrontate e risolte.

    Lo psicologo

    Lo psicologo è laureato in psicologia, è tenuto a eseguire un tirocinio obbligatorio della durata di un anno e infine deve essere iscritto all’Ordine degli Psicologi. A seguito di questo iter, un psicologo può esercitare la sua professione che ha lo scopo di intervenire nell’area del disagio e della cura delle patologie dovute ai disturbi mentali. Pertanto lo psicologo ha come obbiettivo il benessere mentale e per raggiungere tal fine utilizza tutti gli strumenti previsti per legge dalle scienze psicologiche. Tuttavia non essendo un medico e nemmeno uno psicoterapista non può somministrare farmaci o effettuare cure basate su psicoterapia, bensì fornisce un aiuto basato su colloqui e valutazione diagnostica, tali interventi non sono da considerare come terapia, ambito di competenza dello psicoterapeuta.

    Lo psicoterapeuta

    A differenza del psicologo, lo psicoterapeuta è laureato in psicologia o anche in medicina per poi specializzarsi in psicoterapia, dopo aver effettuato un corso della durata minima di 4 anni. Pertanto è l’unica figura professionale riconosciuta che può fornire un servizio di psicoterapia. Tramite la relazione e l’ascolto dei pazienti il psicoterapeuta interviene curando disturbi psichici, cronici e della personalità attraverso l’utilizzo di apposite terapie, mirate per ogni disturbo. Da ciò deriva che la psicoterapia va oltre la semplice consulenza psicologica utilizzando le diverse metodologie terapeutiche apprese negli anni di formazione specialistica in ambito di psicoterapia.

    Le tecniche previste sono diverse e in grado di curare diversi malesseri anche quelli alimentari, sessuali o i disturbi d’ansia. Pertanto è evidente la differenza tra psicologo e psicoterapeuta infatti quest’ultimo possiede maggiori competenze nell’ambito della sfera dei disturbi mentali, che gli permettono non solo di applicare gli strumenti classici della psicologia ma, nei casi più complessi, di ricorrere alla psicoterapia che prevede anche cure a base farmacologica.

  • Capelli trapianto

    L’Alopecia androgenetica (anche conosciuta come calvizie) è una tipologia di perdita di capelli dovuta ad una suscettibilità capelli trapianto ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. L’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo.[1][2][3] Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e capelli impianto rimangono sconosciute.

    La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come ‘corona ippocratica’, e di rado progredisce verso una calvizie completa.[4] La scala scala Hamilton-Norwood è stata sviluppata per misurare il grado di alopecia nell’uomo.

    L’alopecia androgenica nella donna viene colloquialmente riferita come ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa (alopecia totalis).[5] La scala Ludwig misura il grado di alopecia nella donna.

    Modelli di alopecia androgenetica in animali avvengono naturalmente, e sono stati sviluppati in topi capelli protesi (Cacajao rubicundus) e macachi (Macaca speciosa e Macaca arctoides), in cui il macaco dimostra la maggior incidenza e la maggior prominenza di perdita del pelo.

  • Nuove cure per chi soffre di Disturbo di Panico

    Soffrire di Disturbo di Panico non è una situazione gradevole, soprattutto quando non si è molto inclini a saper gestire le proprie emozioni.

    Gli attacchi di Panico, si presentano come la più comune sintomatologia di chi soffre di disturbi d’ansia che si traducono in momenti di terrore inaspettati e apparentemente ingiustificati, che però possono celare disturbi più profondi che con il panico vengono sporadicamente a galla.

    Ci sono molte teorie che possono affrontare tale disturbo, visto che la sua manifestazione è legato sicuramente sia a fattori interni psicologici, sentimentali, che a fattori esterni come lo stress, problemi a lavoro, problemi con il cibo, così come problemi con la droga.

    Nuove cure per aggredire la sensazione di disturbo di Panico

    In vista di una cura da intraprendere quando si parla di attacchi di panico, il miglior consiglio è quello di seguire sempre uno psicoterapeuta che grazie al suo contributo in materia di cognitivismo comportamentale, può indirizzare il paziente verso la guarigione. Il cognitivismo comportamentale è l’approccio più indicato per risolvere queste tipologie di problemi.

    Gli specialisti sanno affrontare bene la questione degli attacchi di panico, perché purtroppo è una sintomatologia molto diffusa nei giovani o meno giovani dei paesi occidentalizzati.

    Insieme allo psicoterapeuta e alla voglia di rinascere, con una dieta equilibrata e una piccola attività sportiva che mette in circolo la positività e l’energia è possibile guarire dal terribile disturbo d’ansia e di panico che ci impedisce di vivere una vita serena.

    Approfondimenti sul disturbo di panico

  • Fegato ingrossato, conseguenze, rimedi

    Fegato ingrossato, sintomi, conseguenze, rimedi e dieta

    si parla di fegato ingrossato (il termine medico è epatomegalia) ci si riferisce ad un aumento delle dimensioni del fegato oltre il normale, cosa non di poco conto se si considera che di per se stesso è già l’organo più grande del corpo umano con il suo chilo e mezzo di peso medio negli adulti sani. Il fegato, posto sotto le ultime costole in basso a destra, ha molte funzioni vitali, ed essenzialmente serve a depurare l’organismo da tutte le sostanze tossiche che si assimilano: attraverso i cibi, spesso troppo grassi, alcool, ma anche farmaci o integratori ed erbe apparanetmente innocui. Un fegato ingrossato comunque non rappresenta una malattia, ma solo una condizione prodotta da altre problematiche come le malattie del fegato.

    Cause del fegato ingrossato (epatomegalia)
    Un ingrossamento del fegato può essere causato da una o più condizioni contemporaneamente, riconducibili a malattie del fegato, crescita anomala, problemi cardiaci e di afflusso di sangue. Ma vediamo nel dettaglio.
    Malattie del fegato, rappresentano le cause più comuni di fegato ingrossato e sono:
    • Cirrosi
    • Epatite causata da un virus – compresa epatite A, B e C – e mononucleosi infettiva
    • Steatosi epatica non alcolica (grasso nel fegato da problemi metabolici come il diabete, l’obesità e trigliceridi alti)
    • Malattia alcolica del fegato grasso

    fegato ingrossato

    fegato ingrossato

    Tumori

    Metastasi (tumore che inizia in un’altra parte del corpo e si diffonde al fegato)
    Leucemia
    Cancro al fegato
    LinfomaI sintomi del fegato ingrossato

    In generale il fegato ingrossato non comporta sintomi specifici, a meno che non arrivi ad aumentare di volume in modo veramente eccessivo o rapidamente, ma in tal caso, nelle fasi iniziali si può aprovocare essenzialmente un fastidio e non necessariamente un dolore. Laddove dei sintomi si manifestino inoltre, spesso sono riconducibili anche a fattori gastrici, e non propriamente epatici. Se il fegato è infatti troppo ingrossato può premere sullo stomaco e provocare senso di pesantezza e o reflusso. In una fase più avanzata (e soprattutto protratta nel tempo, ovvero di epatomegalia cronica) possono manifestarsi anche sintomi clinici più evidenti:

    Dolore addominale
    Fatica
    Nausea e vomito
    Ittero, ovvero ingiallimento della pelle e il bianco degli occhi
    Urine dall’odore intenso e feci dal colore anomalo

    Conseguenze del fegato ingrossato o epatomegalia

    Il fegato ingrossato, se cronicizza può portare a serie conseguenze come l’insufficienza epatica, ma essenzialmente, trattandosi di un segno/sintomo di altre condizioni cliniche, le sue complicanze sono quelle delle patologie che lo hanno provocato. Ad esempio tra l’epatomegalia può condurre a steatoepatite, evoluzione di una steatosi non curata, che a sua volta evolve in cirrosi epatica in grado di distruggere le cellule del fegato e non permettere più loro di rigenerarsi.
    Rimedi e cure per il fegato ingrossato

    E’ chiaro che per trattare il fegato ingrossato il rimedio unico è quello di risalire alla causa e proseguire con le cure del caso, spesso farmacologiche. Ma un ruolo determinante lo gioca anche la prevenzione con l’eliminazione dei fattori di rischio, come il fumo di sigaretta, l’alcolismo, l’abuso di alcuni integratori, farmaci e vitamine e le cattive abitudini alimentari. Essere in sovrappeso è uno dei fattori di rischio comune alla maggior parte delle malattie epatiche che conducono al fegato ingrossato.
    Fegato ingrossato, la dieta

    Una dieta adeguata può curare a steatosi epatica e dunque il fegato ingrossato, causato da questa condizione. Questa prevede il consumo quotidiano di almeno due porzioni abbondanti di verdure e frutta fresche, l’eliminazione di alcolici (al massimo un bicchiere di vino durante un pasto, ma se il disturbo è già in corso è meglio evitare anche quello), fritture e cibi grassi. La pasta si può mangiare, ma condita con sughi semplici ed olio extravergine d’oliva a crudo, la carne va preferita bianca, gli insaccati evitati, mentre i legumi ed il pesce (non grasso) rimangono fortemente consigliati. Una dieta equilibrata insomma in grado di prevenire e tenere sotto controllo la propria salute (evita infatti ed ad esempio l’accumulo di triglieceridi e colesterolo) in generale e non solo quella del fegato.

  • I prodotti per l’igiene orale non sono da sottovalutare in gravidanza

    Le donne che aspettano un bambino devono occuparsi di così tanti aspetti riguardanti la loro salute – alimentazione, esami periodici, visite, attività fisica… – che spesso le questioni che riguardano l’igiene orale non vengono considerate particolarmente. O meglio: si tende a continuare con la propria routine quotidiana, senza particolari cambiamenti.

    Eppure, come sottolineato recentemente da un team di ricercatori dello Human Microbiome Project, prendersi cura dei propri denti e gengive è più importante che mai in questo periodo così delicato della vita.

    Gli studiosi di questo grande progetto di ricerca americano, che è incentrato sullo studio delle comunità di microorganismi che vivono in simbiosi con il nostro corpo, hanno analizzato le tipologie di batteri che solitamente vivono nella placenta.

    Esaminando queste comunità di microbi, i ricercatori hanno scoperto che molti di essi assomigliano a quelli che si trovano nel cavo orale, e non (come sarebbe stato più logico aspettarsi) a quelli presenti nella vagina o nell’intestino: ciò significa che i legami tra cavo orale e placenta sono più forti di quello che si pensava. Pertanto prendersi cura dell’igiene della propria bocca può comportare benefici enormi a livello di salute del feto, come suggerito da questo studio pubblicato su Science.

    Un aiuto per farlo può arrivare dai prodotti per l’igiene orale delle Terme di Salsomaggiore, che essendo disponibili in una gamma completa di soluzioni per la salute della bocca sono ideali per l’impiego quotidiano.

  • Beatrice Lorenzin, in un video messaggio, dice grazie agli italiani per le 33.300 preferenze ricevute

    A due giorni dagli esiti delle elezioni europee 2014, Beatrice Lorenzin ringrazia in un video messaggio tutti gli italiani che le hanno accordato fiducia e che hanno espresso la loro preferenza per il Nuovo Centro Destra.

    Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute

    Beatrice Lorenzin ringrazia tutti gli italiani che hanno creduto nel Nuovo Centro Destra

    Si apre con ironia il video messaggio di Beatrice Lorenzin, un commento sarcastico sugli esiti elettorali del Movimento 5 Stelle e un invito a Beppe Grillo a curare il “mal di pancia”, alla luce dei risultati inferiori alle attese. Dopo questa prefazione, il Ministro della Salute dirige la sua attenzione verso gli italiani, ringraziando in particolare tutte quelle persone, 33.300, che nell’Italia Centrale le hanno accordato la preferenza e più in generale gli elettori che hanno permesso al Nuovo Centro Destra di raccogliere 1 milione e 200 mila voti. Il video messaggio della candidata capolista procede con una riflessione politica sulla situazione che si troverà ad affrontare il partito, uscito estremamente rafforzato da queste elezioni.

    Beatrice Lorenzin: il futuro del Nuovo Centro Destra

    Secondo Beatrice Lorenzin, il mandato di fiducia espresso dagli italiani al Nuovo Centro Destra deve essere convertito in una presa di responsabilità. L’obiettivo deve essere quindi l’adozione di riforme e la promulgazione di norme che contrastino e risolvano le problematiche che affliggono il nostro Paese. Il Ministro della Salute, durante il suo tour, si è resa conto che tutte le famiglie italiane stanno vivendo un momento di difficoltà. Il Nuovo Centro Destra deve lavorare per porre un rimedio a questa situazione di crisi economica. In chiusura, Beatrice Lorenzin si sofferma sugli attacchi ricevuti da parte di alcuni esponenti di Forza Italia, invitando a sotterrare l’ascia di guerra e a ricostruire con impegno e buona volontà un dialogo che possa giovare alla solidità della destra italiana.

    Visita il portale ufficiale del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per visualizzare il video messaggio di ringraziamento.

  • ALLA MALZONI DI AVELLINO INNOVATIVE TECNICHE DI CHIRURGIA PELVICA RISOLVONO L’INCONTINENZA URINARIA DOPO TUMORE ALLA PROSTATA

    Alla Malzoni le ultime soluzioni per milioni di maschi italiani che dopo l’asportazione radicale della prostata soffrono di incontinenza urinaria non trattabile con terapie farmacologiche e riabilitative. Le nuove frontiere, discusse al recente congresso Nazionale UrOp – Urologi dell’Ospedalità Privata che si è svolto ad Abano Terme (PD),puntano sullo sfintere artificiale AMS e sull’inserimento di sling (retine) che, poste sotto l’uretra, ripristinano la normale continenza.

    “L’incontinenza urinaria da sforzo (IUS)” , spiega il dottor Stefano Pecoraro, Presidente UrOP e Direttore Andrologia Chirurgica della Clinica Malzoni di Avellino, consiste nella perdita involontaria di urina che si manifesta in seguito a un piccolo sforzo, come un colpo di tosse, sollevare una borsa, da sempre appannaggio del mondo femminile, colpisce ora sempre di più l’uomo. E’ causata dall’indebolimento – che spesso si verifica dopo l’asportazione della prostata – dello sfintere dell’uretra, quel muscolo a forma di anello che funziona da “rubinetto ” rilasciandosi per la minzione e contraendosi per trattenere le urine. L’incontinenza urinaria è un disturbo che condiziona pesantemente chi ne è colpito, innescando ansia, depressione e isolamento legati al continuo timore di perdite improvvise di urina. Incide pesantemente sulla qualità della vita, sui rapporti sociali, sull’intesa di coppia e sulla sessualità; solo una minoranza di pazienti che ne sono vittime, vincendo vergogna e imbarazzo, si rivolge all’urologo mentre gli altri si rassegnano ai pannoloni: 300 milioni di euro l’anno che gravano sul nostro Sistema Sanitario Nazionale. L’incontinenza urinaria che può manifestarsi subito dopo la prostatectomia è molto frequente – fino al 60% dei casi – e nella maggior parte si risolve o si riduce. La prima misura terapeutica è la riabilitazione del pavimento pelvico che accelera e favorisce la ripresa del regolare flusso di urina. Tuttavia percentuali variabili dal 10 al 20% di pazienti operati rimangono incontinenti. In questi casi il trattamento più efficace è l’applicazione dello sfintere artificiale (il più collaudato è l’AMS 800), che va riservato alle forme più gravi. Lo sfintere artificiale AMS 800 è indicato quando per danni o lesioni allo sfintere urinario, l’uretra non si chiude più e causa continue perdite di urina. Il dispositivo ripristina la normale funzionalità dello sfintere e la continenza – con l’impianto, in anestesia spinale, di una cuffia intorno all’uretra collegata a un palloncino e una pompetta posta all’interno dello scroto che il paziente preme quando avverte lo stimolo a urinare. In pazienti con incontinenza lieve-moderata e non trattati con radioterapia si possono ottenere ottimi risultati grazie alle più recenti tecniche di chirurgia mininvasiva basate sull’applicazione di una sling (retina) sottouretrale che riposiziona l’uretra, dislocata dall’intervento sulla prostata, nella sua sede anatomica naturale. L’intervento si effettua in anestesia loco-regionale e con pochi giorni di ricovero. Queste tecniche sono disponibili oltre che alla clinica Malzoni di Avellino anche in altri centri ospedalieri italiani, a totale carico del SSN . “In particolare l’impianto dello sfintere artificiale” precisa infine lo specialista, “che richiede un accurato studio diagnostico ed elevata esperienza, è riservato solo a centri altamente specializzati”.

    Per informazioni:

    Ufficio Stampa

    Md Health Consulting

    Antonella Marchitto tel . 335 / 6230803

    Franco Di Liello tel . 340 / 4154660

    Per info : dottor Stefano Pecoraro tel .333 7451321