Se vivete in una regione del nord Italia, tra la Lombardia e l’Emilia Romagna, probabilmente ieri sera o stanotte avrete sentito una forte scossa di terremoto; fortunatamente non ha provocato danni e non ci sono stati feriti ma, come spesso accade in questi casi, non si sa cosa fare e come comportarsi. Infatti, nonostante le esercitazioni che si organizzano in scuole ed uffici pubblici, in Italia non siamo mai sufficientemente educati a gestire le situazioni d’emergenza e spesso ci facciamo prendere dal panico. A differenza di altri Stati, dove si insegna ai cittadini come bisogna comportarsi durante un terremoto (ad esempio in Giappone o negli Stati Uniti), in Italia nonostante l’alto livello di sismicità sembra così complicato organizzarsi. Ad esempio, se siamo in casa, quali errori dobbiamo evitare? Ovviamente in queste situazioni il primo pensiero è come scappare, uscire all’esterno, ma se nel vostro palazzo non ci sono uscite d’emergenza (ad esempio le scale in ferro esterne) non salite sull’ascensore, non accendete le luci e, se avete modo di farlo, chiudete il gas. Una delle cose fondamentali è riuscire a mantenere la calma e un minimo di razionalità, per evitare di danneggiare voi stessi e gli altri. Se non riuscite ad uscire all’aperto è meglio ripararsi sotto lo stipite di una porta, o sotto un tavolo di legno che vi sembri abbastanza solido. Se invece vi trovate all’aperto, tenetevi alla lontana da palazzi o edifici alti perché, anche se vi sembrano lontani, crollando potrebbero arrivare fino a voi. Magari avevate già sentito questi consigli, ma una bella rinfrescata alla memoria vi farà senz’altro bene!

Nel medioevo i cavalieri si rinchiudevano per proteggersi dagli assalti dei nemici in pesanti armature di ferro che oltre ad essere pesanti e poco flessibili provocavano nei punti più sensibili arrossamenti e pruriti facilitati anche dalla scarsa igiene del tempo. Oggi, ovviamente, i tempi sono cambiati. Non ci sono più nemici da cui proteggersi rendendosi simili alle tartarughe, ma c’è pur sempre la necessità di vivere nel modo più confortevole possibile. E questo è particolarmente vero quando ci si trova a dover indossare un corsetto ortopedico. Oggetto un tempo, specie per i più giovani, visto come uno strumento di tortura che però le tecnologie odierne consentono di realizzare in modo da poter essere indossato quasi come una seconda pelle. Laser e modellazioni in gesso consentono infatti di preparare corsetti studiati sulle caratteristiche dei singoli utilizzatori. Se la tecnologia aiuta, occorre però non affidarsi ciecamente a chi dovrà preparare il corsetto perché ne è stata diagnosticata la necessità. E’ buona regola, soprattutto se si tratta di un corsetto per il vostro bambino, farsi coinvolgere nella sua messa a punto seguendo alcune avvertenze: • Avete consultato un ortopedico o un fisiatra? • vi ha consigliato un tecnico ortopedico di fiducia? • il tecnico ortopedico vi è sembrato esperto di patologie della colonna? • per costruire il corsetto è stato fatto un calco del tronco (in gesso, oppure con un laser sul computer)? • al momento della consegna, il tecnico ortopedico ha controllato BENE il corsetto, chiedendo dove dava fastidio e cercando di sistemarlo, verificando anche che le spinte fossero adeguate? • il medico ha fatto un collaudo? • infine, ultimo ma non meno importante: fidatevi delle vostre impressioni. Vi sono sembrate persone competenti, attente, precise ed umane? Sono poche regole che però possono evitare gravi danni e successive messe a punto oltre a possibili rifiuti da parte del vostro bambino a portare uno strumento utile per la sua crescita. Il