Categoria: Salute e Medicina

  • Ortopedia Podologia Malpighi, leader delle calzature ortopediche.

    Presso l’Ortopedia Podologia Malpighi è possibile acquistare le migliori calzature ortopediche presenti sul mercato. La Podartis Srl, infatti, investe nella ricerca sin dal 1989 per realizzare, per le proprie calzature, soluzioni testate clinicamente. Progettate e realizzate per prevenire, alleviare ed eliminare il dolore derivato da lacune patologie legate al piede, le calzature Podartis sono realizzate in accordo con le Linee Guida Internazionali.

    Presso l’Ortopedia Podologia Malpighi è possibile trovare la calzatura adatta ad ogni tipo di piede: calzature per piede diabetico, calzature protettive, calzature per piede reumatico, calzature per la prevenzione primaria, calzature curative temporanee per la fase acuta e calzature terapeutiche per la prevenzione secondaria.

    In particolare, la calzatura ortopedica superleggera Podartis Deambulo L è stata concepita per migliorare la deambulazione di anziani e di persone affette da piede reumatico. Sono inoltre indicate come calzature post operatorie per la riabilitazione e in alcune fasi della cura del piede diabetico. Estremamente stabili, comode e pratiche, le calzature ortopediche Podartis Deambulo L garantiscono una camminata sicura grazie alla suola a pianta larga anti inciampo realizzata in gomma antiscivolo. La tomaia traspirante è realizzata con speciali materiali che si modellano all’avampiede, consentendo di alloggiare il piede senza alcun dolore.

    Questa calzatura ortopedica è indicata per: distorsioni, instabilità, dolore alla marcia, riabilitazione, cute fragile e problemi vascolari. E ancora: artrite reumatoide, deformità, dolori articolari, gotta, borsiti, callosità e dita a griffe. La chiusura con velcro e l’apertura avanzata consentono di indossarla utilizzando una sola mano.

    Tutte le calzature Podartis sono disegnate e progettate in Italia: dalla scelta dei materiali migliori ai rigorosi test biomeccanici; tutto per garantire comfort e protezione ottimale durante tutte le fasi della camminata. Qualità, durata ed efficacia delle calzature sono garantite e certificate attraverso specifici test effettuati presso i migliori laboratori universitari europei.

  • Reductil per bloccare la fame e perdere il peso

    Differenza tra Reductil Generico e Reductil Originale

    la differenza tra un farmaco originale e un farmaco generico sta nella casa farmaceutica che lo produce, il colore delle pillole, forma e aspetto del blister come anche il nome indicato sul retro del blister.

    Non vi dovete spaventare se ricevete le capsule di Reductil di un colore diverso da quello originale. Sul retro del blister viene indicato il principio attivo (Sibutramin) e il nome commerciale di Reductil che puo’ essere JPVEN,Beuter,Sibutril,Slimex,Meridia,Trimex e altri.

    Il modo di assunzione è sempre lo stesso : una capsula al giorno, di mattina, con minimo 30 min prima della colazione.

    Quanti kg posso perdere con Reductil ?

    La perdita di peso è sempre individuale.Naturalmente la cura di un mese non vi può portare cambiamenti.Come qualsiasi trattamento, bisogna seguirlo per più mesi perchè Reductil è un prodotto che agisce sopratutto sulla sensazione di fame con una uleriore perdita del peso.

    All’inizio comincerai a sentire meno fame, non avrai la voglia di mangiare. Ciò portera ad una perdita di peso in un modo naturale.

    Si possono perdere al mese circa 2-5 kg, dipendentemente del suo metabolismo e reazioni dell’organismo.

    Dove posso comprare Reductil in Italia?

    Reductil generico può essere acquistato soltanto online.Non serve una ricetta medica.L’acquisto deve essere effettuato in una farmacia europea e non in queslle straniere tipo americane,canadese o indiane.Questo è importante per evitare la dogana italiane e ricevere il plico nei tempi previsti.


    Non è pericoloso acquistare Reductil online?

    No, se viene scelta una farmacia online affidabile che ha dietro anni di esperienza con le spedizioni in Italia così come reductil-acomplia-xenical.biz .I farmaci venduti online vengono fabbricati dalle case farmaceutiche e questo è indicato sul retro del blister.Il nome della casa farmaceutica,il lotto,la data di scadenza di tutto normale come i farmaci acquisati in farmacia.

  • Osmosi Inversa, scopriamo questo sistema di depurazione dell’acqua

    Quando si parla della qualità e della salute di ciò che introduciamo nel nostro corpo è importante per fare una valutazione con la propria testa senza farsi fuorviare da messaggi commerciali secondo i quali la salute si misura a colpi di spot, prendere completamente coscienza dell’argomento che si sta trattando.

    Ogni giorno il nostro corpo necessita di liquidi in forma d’acqua e sostanze varie per la propria sopravivenza, a cosa servono quindi gli impianti ad osmosi inversa, in quali casi sono utili?

    Partiamo dalle basi: il termine osmosi indica un processo chimico e fisico in cui tramite il movimento di diffusione di due liquidi mescolabili di diversa concentrazione attraverso una superficie parzialmente impermeabile.

    Dopo aver compreso cos’è l’osmosi, possiamo capire il significato di osmosi inversa, il processo che sta alla base della nostra salute; l’osmosi inversa è invece il fenomeno per cui, quando si applica alla superficie di una membrana semipermeabile separante due soluzioni di concentrazione diversa una differenza di pressione contraria alla pressione osmotica e ad essa superiore, il flusso della soluzione più concentrata va verso quella più diluita, questo processo è esattamente quello utilizzato per rendere potabile l’acqua marina.

    Si dice invece osmosi elettrica l’osmosi ottenuta tramite l’uso di corrente elettrica per aumentare il flusso di ioni e quindi simulare la pressione osmotica.

    Dunque l’osmosi inversa è il processo che forza il passaggio di una soluzione più concentrata in una meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione più concentrata una pressione osmotica maggiore, l’osmosi è realizzata come un filtro che cattura il soluto da una parte e rilascia il solvente puro dall’altra, questo processo è usato come anticipato prima nella desanilizzazione dell’acqua marina, ma anche per la rimozione di tracce di fosfato, calcio metalli pesanti ed è in costante aumento nelle città a causa dell’inquinamento il trattamento dell’acqua che arriva ai rubinetti domestici tramite filtri basati su questo principio.

    In ogni modo l’acqua che passa attraverso il processo di osmosi può essere utilizzata nelle nostre case per essere bevuta oppure per usi alimentari, naturalmente per effettuare bagni e docce, nella gastronomia e nei ristoranti sia ad uso alimentare sia per la preparazione dei cibi.

    I depuratori d’acqua Teco Group srl che utilizzano questo processo sono in sempre maggiore crescita in particolare in ambito domestico ma anche industriale.

    Il punto di forza di questa tecnologia è che non richiede l’uso di sostanze chimiche e questo insieme al fatto che è in grado di eliminare la quasi totalità delle sostanze organiche ma anche buona parte delle sostanze minerali la ha resa il sistema di purificazione dell’acqua più diffuso in assoluto, questo, di fatto, rende l’acqua in uscita dai depuratori di osmosi inversa parificabile all’acqua oligominerale, in pratica con un basso residuo fisso (povera di sali). I detrattori di questo metodo puntano il dito proprio contro questa caratteristica che a loro dire impoverirebbe l’acqua e la renderebbe come acqua distillata quindi senza valori nutritivi.

    In realtà, molto spesso, dietro a queste critiche si nasconde più un’esigenza commerciale di vendere depuratori che utilizzano tecniche di filtrazione differenti.

    Non dimentichiamo che l’assimilazione quotidiana di minerali tramite l’acqua è particolarmente modesta, specie per le acque oligominerali. Per gli stessi motivi è comunque sbagliato far leva su una presenza elevata di minerali per vendere depuratori ad osmosi inversa.

    I minerali più comunemente “sfruttati” in questa “battaglia commerciale” sono il sodio e il calcio.

    Va prima di tutto sottolineato che tutte le acque potabili potenzialmente rappresentano una fonte di calco importantissima anche se non è stimabile il loro contributo essendone il loro contenuto estremamente variabile.

    Riguardo al sodio e alla sua relazione con alcuni malesseri come pesantezza, gonfiori e cellulite, ci sono articoli specifici che approfondiscono la questione tuttavia sappiate che questo tipo di problematiche non sono certamente risolvibili con depuratori ad osmosi inversa.

  • Un italiano su 4 assume farmaci senza consultare il medico

    Il fai da te si applica anche alla salute e l’automedicazione è una pratica che gli italiani conoscono bene, forse anche troppo: secondo i risultati dell’ultima indagine di Dottori.it il 23,4% degli italiani assume farmaci con obbligo di prescrizione senza consultare il medico.

    Il portale, che riunisce i medici specialisti italiani (www.dottori.it), ha chiesto all’Istituto di ricerca Demoskopea di intervistare un campione rappresentativo dell’universo di riferimento in Italia, pari a circa 37milioni di individui tra 18 e 65 anni. Le loro risposte parlano chiaro: quasi un intervistato su quattro, negli ultimi dodici mesi, ha assunto autonomamente farmaci che invece richiedevano la prescrizione medica.

    Ma quali sono i farmaci più usati in autonomia dagli italiani? La risposta più ricorrente degli italiani è relativa agli antidolorifici, indicati dal 55,1% degli intervistati. Non mancano, però, gli antibiotici, farmaci utilissimi ma che, come ribadisce l’Aifa – l’Agenzia italiana del farmaco – vanno tassativamente utilizzati dietro il consulto medico, perché un uso improprio (non solo in termini di dosaggio, ma anche di orari di utilizzo e durata della terapia) può rivelarsi inutile, se non persino dannoso. Eppure, il 37% del campione ammette di averli usati di spontanea volontà: addirittura, questo dato sale al 42,9% nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni.

    Molto utilizzati in autonomia dal proprio dottore sono gli antistaminici (indicati dal 28,8% del campione) e gli antipiretici (20,3%), nonostante per entrambe le tipologie esista la possibilità di incappare in fenomeni allergici o di sensibilizzazione al principio attivo. Addirittura, il 5,9% del campione dichiara di aver assunto, negli ultimi dodici mesi, degli psicofarmaci senza chiedere un confronto con il medico – percentuale che sale oltre il 10% se si isolano le risposte degli intervistati di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

    Siamo un popolo di sconsiderati? I numeri dicono questo, ma un terzo di chi ha assunto farmaci con obbligo di ricetta senza il confronto con il proprio medico si ritiene poco imprudente (34,7% del campione), contro il 29,7% che invece ammette di essere abbastanza imprudente – percentuale, questa, che sale fino al 34% tra i laureati e al 37,5% tra i giovani fino a 24 anni. Del tutto sicuro delle proprie azioni il 14,4% degli intervistati.

    «Se i piccoli fastidi che interferiscono con lo svolgimento delle nostre attività quotidiane possono essere affrontati e curati efficacemente anche senza il consulto con un medico – dichiara Vito Ciardo, General Manager di Dottori.it – quando si deve ricorrere a farmaci che vengono venduti tramite prescrizione è fondamentale ricorrere all’intervento di uno specialista, in grado di offrire un supporto tecnico, oltre che un sollievo psicologico di grande importanza. Contattare uno specialista è oggi più semplice, perché sono sempre di più i medici che ricorrono al web per velocizzare i processi di comunicazione con il paziente.»

    «Nell’ambito dell’indagine realizzata per Dottori.it – ha dichiarato Stefano Carlin, Amministratore Delegato di Demoskopea – abbiamo potuto sottolineare come tra i più giovani emerga un uso più disinvolto dei farmaci e dell’automedicazione: tra gli under 24 la percentuale di chi usa medicinali senza confrontarsi con uno specialista supera il 27%. Più attenti gli adulti e gli anziani, forse per una più radicata abitudine al consulto medico: l’automedicazione con farmaci con obbligo di ricetta tra gli over 55 si abbassa al 18%.»

  • “Lista del Cuore”, un valido aiuto per cardioproteggere scuole ed università.

    Lista del Cuore

    La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce individui in condizioni di apparente buona salute di entrambi i sessi e di qualsiasi età. Di essi, infatti, il 7% ha meno di 30 anni. Sebbene i bambini non vengano generalmente considerati come potenziali vittime di arresto cardiaco, il 3,5% dei deceduti per morte cardiaca improvvisa ha meno di 8 anni.

    In seguito ad arresto cardiaco, se non viene erogato uno shock al cuore entro i primi 3-5 minuti, le probabilità che un individuo ha di sopravvivere si aggirano attorno al 5%. Poiché la finestra temporale disponibile è ben più ristretta dei tempi medi di arrivo dei soccorsi, e considerando che molti istituti scolastici e la maggior parte delle università contano più di 2500 studenti, dotare ogni struttura di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) è l’unico modo efficace per assicurarsi che le persone colpite da arresto cardiaco ricevano un trattamento adeguato in un tempo congruo a determinarne l’esito fausto.

    Soltanto la presenza di dispositivi di defibrillazione precoce all’interno dei poli scolastici e all’interno degli atenei universitari, assieme alla presenza di personale adeguatamente formato, può assicurare un intervento tempestivo ed efficace nel caso in cui uno studente venga colpito da arresto cardio-circolatorio.

    La EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori semiautomatici HeartSine, nel rispetto della propria mission, ha deciso di promuovere ed incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e per la formazione di personale addestrato all’utilizzo degli stessi.

    Su listadelcuore.com è possibile creare e pubblicare la propria “lista”, cioè il proprio progetto di cardioprotezione, e promuovere la richiesta di contributi da parte di soggetti pubblici o privati attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili all’interno della piattaforma, quali volantini, locandine e banner pubblicitari.

    Seguendo la guida presente all’interno del portale, la propria “lista” verrà pubblicata online dall’ufficio fundraising entro le 24 ore in modo tale che gli utenti in rete possano iniziare a versare contributi per finanziare il tuo progetto.

  • La confusione delle “scatolette” nei pazienti con problemi cardiovascolari

    L’utilizzo di farmaci a brevetto scaduto (brand o generico) rappresenta ad oggi una importante opportunità di contenimento della spesa sanitaria. Tali farmaci son prodotti da diverse aziende e pertanto possono variare di colore o di forma, pertanto, lo switch tra farmaco brand e generico o tra farmaco generico e generico può portare nell’utilizzo cronico ad una riduzione dell’aderenza terapeutica.

    Infatti Kesselheim et al., (JAMA Intern Med. 2013;173:202-8) hanno dimostrato che la variazione nel colore delle compresse di farmaci antiepilettici si associa ad un riduzione significativa della persistenza al trattamento.
    Su queste premesse, gli stessi ricercatori di Boston (Kesselheim et al. Ann Int Med 2014), hanno determinato se la ridotta persistenza all’utilizzo di farmaci a brevetto scaduto in pazienti con malattia cardiovascolare dopo infarto miocardico acuto (IMA) fosse correlata alla variazione dell’aspetto dei farmaci.

    Sono stati studiati i pazienti che tra il 2006 ed il 2001 sono stati ospedalizzati per IMA e sono stati dimessi con la prescrizione di uno delle seguenti classi di farmaci a brevetto scaduto: β-bloccanti, ACE inibitori, sartani, o statine.

    E’ stato effettuato uno studio di coorte per valutare l’incidenza delle variazioni nella forma e nel colore tra i farmaci a brevetto scaduto dispensati dopo IMA. Dopo è stato effettuato uso studio caso controllo per valutare se la frequenza di mancata persistenza fosse correlato con la variazione della forma delle compresse.
    I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

    • Gruppo caso: pazienti che hanno interrotto il trattamento per almeno 1 mese
    • Gruppo controllo: pazienti che hanno continuato il trattamento con i farmaci prescritti

    I pazienti del gruppo caso sono stati confrontati con i pazienti del gruppo controllo considerando la classe terapeutica, il numero di dispensazioni prima della mancata persistenza, sesso ed età.
    Sono stati calcolati le variazioni nel colore e nella forma delle compresse nell’anno successivo l’infarto miocardico. Inoltre, sono state valutate le formulazioni assunte dal paziente prima della mancata persistenza per determinare se il colore o la forma dei farmaci erano cambiate. Le probabilità di discordanza tra i due gruppi (caso e controllo) sono state studiate utilizzando la regressione logistica condizionale.

    Durante lo studio, il 29% dei pazienti (3286 su 11513) ha avuto un cambiamento nella forma o nel colore dei farmaci. Le statine hanno avuto il maggior numero di variazioni nella forma, mentre i β-bloccanti ne hanno avuto il minor numero. Nel gruppo caso, la probabilità di mancata persistenza è aumentato del 34% dopo un cambiamento di colore della pillola (odds ratio, 1.34 [95% CI, 1,12-1,59]) e del 66% dopo un cambiamento di forma di pillola (odds ratio, 1,66 [CI , 1,43-1,94]).

    Malgrado gli autori non abbiano effettuato una valutazione degli outcomes clinici, questo studio dimostra che nei pazienti con malattie cardiovascolari la variazione nell’aspetto dei farmaci si associa ad una riduzione della persistenza al trattamento.

    Inoltre, è stato documentato che l’aderenza e la persistenza al trattamento farmacologico rappresentano i requisiti fondamentali per ottenere un ottimale controllo clinico (Ho PM, Bryson CL, Rumsfeld JS. Medication adherence its importance in cardiovascular outcomes. Circulation. 2009;119:3028-3035).

    Per tale motivo è auspicabile che i pazienti siano edotti dal personale medico e dai farmacisti circa la possibilità che farmaci a brevetto scaduto possano essere diversi nella forma e nel colore al fine di evitare confusione nei pazienti che potrebbe produrre una mancata assunzione della terapia.

    Inoltre, come ricordato dagli stessi autori dell’articolo, sarebbe utile una normativa da parte dell’FDA o dell’EMA che possa spingere le aziende farmaceutiche produttrici di farmaci a brevetto scaduto non solo a sintetizzare farmaci simili per bioequivalenza ma anche per caratteristiche fisiche di forma e colore.

  • Prezzi dentisti più bassi in italia!

    L’obiettivo primario di DentistaPreventivo.it è far risparmiare migliaia di persone sulle spese medico dentistiche senza obbligarli ad uscire dal confine italiano ma trovando un dentista nella propria città con gli stessi prezzi vantaggiosi esteri.

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    Non occorre imbattersi in viaggi organizzati oltre confine per ritrovare il “sorriso”, da oggi con DentistaPreventivo.it , puoi ritornare a sorridere con la qualità e la competenza che solo il Made in Italy può offrire.

  • “Lista del Cuore”, un valido aiuto per cardioproteggere strutture pubbliche e private.

    Lista del Cuore

    Nei paesi industrializzati, una persona su mille ogni anno perde la vita a causa di un arresto cardio-circolatorio (ACC). In Italia sono più di 200 al giorno (oltre 73.000 all’anno) gli individui che muoiono per morte cardiaca improvvisa (MCI) e si stima siano circa 15 milioni i soggetti a rischio.

    Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco colpisce in ambienti extra-ospedalieri: a casa, negli uffici pubblici, nelle strade, sul lavoro, senza dare segni premonitori. Il cuore smette di compiere la sua normale funzione di pompa e la persona colpita da ACC cade a terra senza dare alcun segno di vita. Per ogni minuto che passa, le probabilità di sopravvivere si abbassano del 10%. Pertanto, se non si interviene entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco somministrando una scarica elettrica al cuore per ripristinare la normale attività cardiaca del paziente, le possibilità di salvezza per la persona colpita diventano praticamente nulle.

    Nelle città in cui sono stati avviati importanti progetti di cardioprotezione, come Piacenza, Pisa, Orvieto, Monza e Brianza e Sanremo, il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco è passato da poco meno del 5% a oltre il 50%: questo significa aver ridotto di molte migliaia all’anno il numero dei decessi causati da arresto cardiaco sull’intero territorio italiano.

    La EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori semiautomatici HeartSine, ha deciso di promuovere ed incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori DAE per cardioproteggere la propria struttura, sia essa pubblica o privata.

    Sul sito web della “Lista del Cuore“, infatti, è possibile creare e pubblicare la propria “lista” e promuovere la richiesta di contributi per il proprio progetto di cardioprotezione attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili all’interno del portale stesso, come volantini, locandine e banner pubblicitari. In pochi, semplici passi, e nel giro di qualche ora, la propria “Lista del Cuore” verrà pubblicata all’interno del portale e gli utenti che navigano in rete potranno iniziare a donare il loro contributo per il compimento del tuo progetto di cardioprotezione.

  • Prescrizioni mediche e sostituibilità dei farmaci nei pazienti con patologie cardiovascolari

    In campo di terapia cardiovascolare, gran parte dei farmaci sono stati genericati e per molte molecole esistono in commercio decine di farmaci generici. I farmaci cardiovascolari generici sono anch’essi esentati dalla dimostrazione di efficacia ma una metanalisi pubblicata su Jama nel 2008 ha sancito che dal punto di vista dell’efficacia clinica non sono diversi dai farmaci brand.

    Tale metanalisi, tuttavia, presenta una serie di punti deboli, il principale dei quali è che molti degli studi fatti sono stati eseguiti in soggetti sani. Come si può valutare l’effetto antipertensivo di un farmaco in un normoteso o l’effetto sullo scompenso in chi scompensato non è? I dati clinici in letteratura sono scarsissimi (proprio perché non richiesti dalle leggi vigenti) ma esistono alcuni studi sulle statine che confermerebbero la loro equivalenza terapeutica anche se, a un’analisi attenta, per alcuni si osserva che la numerosità dei campioni studiati è troppo scarsa e la deviazione standard troppo alta per consentire conclusioni attendibili.

    Per i sartani poi non esiste un singolo studio di efficacia. La sostituzione in pazienti delicati come quelli con malattie cardiovascolare è quindi un’operazione la cui utilità è stata messa in dubbio da parecchi esperti e che oltretutto comporta dei costi. Va infatti ricordato che ogni cambio di terapia comporta la necessità di un aumento dei controlli clinici e laboratoristici. Nei soggetti ipertesi è stato calcolato che chi cambia terapia costa il 20% in più rispetto a chi non la cambia.

    Dato che l’utilizzo dei farmaci generici viene fatto esclusivamente per ragioni economiche, questo dato deve essere sempre tenuto presente.

  • Differenza tra farmaci generici e brand, sostenibilità e obiettivi terapeutici

    La spesa sanitaria pubblica corretta per il potere d’acquisto in Italia, è tra le più basse d’Europa. Nel 2012 era pari al 7% del PIL (9% in Francia e 8.7% in Germania) ed era pari a 2345 Euro pro-capite, contro i 3204 della Francia e i 3436 della Germania (media Europea 2950). In particolare, la spesa farmaceutica è in continuo calo e nel 2013 è stata pari a circa il 7% della spesa sanitaria pubblica globale.

    Tuttavia, a fronte di un calo di spesa pubblica farmaceutica è aumentata la spesa di compartecipazione dei cittadini (da 0.98 miliardi nel 2010, a 1.44 miliardi nel 2013). Risulta abbastanza sorprendete che in Germania, paese che viene preso ad esempio per l’elevata percentuale di prescrizioni di farmaci generici, la spesa farmaceutica sia molto più alta che in Italia.

    Ciò è dovuto al fatto che in Italia i farmaci costano meno (fatto 100 il prezzo medio in Italia, in Germania il prezzo è 141.1, in Inghilterra 129.6, in Francia 111.9).

    Va poi ricordato che nell’ambito delle patologie cardiovascolari, il costo dei farmaci è una voce marginale perché ciò che costa sono gli eventi he portano ai ricoveri in ospedale. I costi ospedalieri giustificano infatti il 73% dei costi totali della malattia coronarica , il 94% dei costi dell’ictus e l’80% circa dei costi dello scompenso cardiaco.
    Occorre quindi invertire la prospettiva e pensare ai farmaci come a un investimento utile a ridurre le spese future e, soprattutto, a migliorare lo stato di salute dei pazienti.