Categoria: Salute e Medicina

  • Ortopedia Podologia Malpighi, leader delle calzature ortopediche.

    Presso l’Ortopedia Podologia Malpighi è possibile acquistare le migliori calzature ortopediche presenti sul mercato. La Podartis Srl, infatti, investe nella ricerca sin dal 1989 per realizzare, per le proprie calzature, soluzioni testate clinicamente. Progettate e realizzate per prevenire, alleviare ed eliminare il dolore derivato da lacune patologie legate al piede, le calzature Podartis sono realizzate in accordo con le Linee Guida Internazionali.

    Presso l’Ortopedia Podologia Malpighi è possibile trovare la calzatura adatta ad ogni tipo di piede: calzature per piede diabetico, calzature protettive, calzature per piede reumatico, calzature per la prevenzione primaria, calzature curative temporanee per la fase acuta e calzature terapeutiche per la prevenzione secondaria.

    In particolare, la calzatura ortopedica superleggera Podartis Deambulo L è stata concepita per migliorare la deambulazione di anziani e di persone affette da piede reumatico. Sono inoltre indicate come calzature post operatorie per la riabilitazione e in alcune fasi della cura del piede diabetico. Estremamente stabili, comode e pratiche, le calzature ortopediche Podartis Deambulo L garantiscono una camminata sicura grazie alla suola a pianta larga anti inciampo realizzata in gomma antiscivolo. La tomaia traspirante è realizzata con speciali materiali che si modellano all’avampiede, consentendo di alloggiare il piede senza alcun dolore.

    Questa calzatura ortopedica è indicata per: distorsioni, instabilità, dolore alla marcia, riabilitazione, cute fragile e problemi vascolari. E ancora: artrite reumatoide, deformità, dolori articolari, gotta, borsiti, callosità e dita a griffe. La chiusura con velcro e l’apertura avanzata consentono di indossarla utilizzando una sola mano.

    Tutte le calzature Podartis sono disegnate e progettate in Italia: dalla scelta dei materiali migliori ai rigorosi test biomeccanici; tutto per garantire comfort e protezione ottimale durante tutte le fasi della camminata. Qualità, durata ed efficacia delle calzature sono garantite e certificate attraverso specifici test effettuati presso i migliori laboratori universitari europei.

  • Reductil per bloccare la fame e perdere il peso

    Differenza tra Reductil Generico e Reductil Originale

    la differenza tra un farmaco originale e un farmaco generico sta nella casa farmaceutica che lo produce, il colore delle pillole, forma e aspetto del blister come anche il nome indicato sul retro del blister.

    Non vi dovete spaventare se ricevete le capsule di Reductil di un colore diverso da quello originale. Sul retro del blister viene indicato il principio attivo (Sibutramin) e il nome commerciale di Reductil che puo’ essere JPVEN,Beuter,Sibutril,Slimex,Meridia,Trimex e altri.

    Il modo di assunzione è sempre lo stesso : una capsula al giorno, di mattina, con minimo 30 min prima della colazione.

    Quanti kg posso perdere con Reductil ?

    La perdita di peso è sempre individuale.Naturalmente la cura di un mese non vi può portare cambiamenti.Come qualsiasi trattamento, bisogna seguirlo per più mesi perchè Reductil è un prodotto che agisce sopratutto sulla sensazione di fame con una uleriore perdita del peso.

    All’inizio comincerai a sentire meno fame, non avrai la voglia di mangiare. Ciò portera ad una perdita di peso in un modo naturale.

    Si possono perdere al mese circa 2-5 kg, dipendentemente del suo metabolismo e reazioni dell’organismo.

    Dove posso comprare Reductil in Italia?

    Reductil generico può essere acquistato soltanto online.Non serve una ricetta medica.L’acquisto deve essere effettuato in una farmacia europea e non in queslle straniere tipo americane,canadese o indiane.Questo è importante per evitare la dogana italiane e ricevere il plico nei tempi previsti.


    Non è pericoloso acquistare Reductil online?

    No, se viene scelta una farmacia online affidabile che ha dietro anni di esperienza con le spedizioni in Italia così come reductil-acomplia-xenical.biz .I farmaci venduti online vengono fabbricati dalle case farmaceutiche e questo è indicato sul retro del blister.Il nome della casa farmaceutica,il lotto,la data di scadenza di tutto normale come i farmaci acquisati in farmacia.

  • Osmosi Inversa, scopriamo questo sistema di depurazione dell’acqua

    Quando si parla della qualità e della salute di ciò che introduciamo nel nostro corpo è importante per fare una valutazione con la propria testa senza farsi fuorviare da messaggi commerciali secondo i quali la salute si misura a colpi di spot, prendere completamente coscienza dell’argomento che si sta trattando.

    Ogni giorno il nostro corpo necessita di liquidi in forma d’acqua e sostanze varie per la propria sopravivenza, a cosa servono quindi gli impianti ad osmosi inversa, in quali casi sono utili?

    Partiamo dalle basi: il termine osmosi indica un processo chimico e fisico in cui tramite il movimento di diffusione di due liquidi mescolabili di diversa concentrazione attraverso una superficie parzialmente impermeabile.

    Dopo aver compreso cos’è l’osmosi, possiamo capire il significato di osmosi inversa, il processo che sta alla base della nostra salute; l’osmosi inversa è invece il fenomeno per cui, quando si applica alla superficie di una membrana semipermeabile separante due soluzioni di concentrazione diversa una differenza di pressione contraria alla pressione osmotica e ad essa superiore, il flusso della soluzione più concentrata va verso quella più diluita, questo processo è esattamente quello utilizzato per rendere potabile l’acqua marina.

    Si dice invece osmosi elettrica l’osmosi ottenuta tramite l’uso di corrente elettrica per aumentare il flusso di ioni e quindi simulare la pressione osmotica.

    Dunque l’osmosi inversa è il processo che forza il passaggio di una soluzione più concentrata in una meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione più concentrata una pressione osmotica maggiore, l’osmosi è realizzata come un filtro che cattura il soluto da una parte e rilascia il solvente puro dall’altra, questo processo è usato come anticipato prima nella desanilizzazione dell’acqua marina, ma anche per la rimozione di tracce di fosfato, calcio metalli pesanti ed è in costante aumento nelle città a causa dell’inquinamento il trattamento dell’acqua che arriva ai rubinetti domestici tramite filtri basati su questo principio.

    In ogni modo l’acqua che passa attraverso il processo di osmosi può essere utilizzata nelle nostre case per essere bevuta oppure per usi alimentari, naturalmente per effettuare bagni e docce, nella gastronomia e nei ristoranti sia ad uso alimentare sia per la preparazione dei cibi.

    I depuratori d’acqua Teco Group srl che utilizzano questo processo sono in sempre maggiore crescita in particolare in ambito domestico ma anche industriale.

    Il punto di forza di questa tecnologia è che non richiede l’uso di sostanze chimiche e questo insieme al fatto che è in grado di eliminare la quasi totalità delle sostanze organiche ma anche buona parte delle sostanze minerali la ha resa il sistema di purificazione dell’acqua più diffuso in assoluto, questo, di fatto, rende l’acqua in uscita dai depuratori di osmosi inversa parificabile all’acqua oligominerale, in pratica con un basso residuo fisso (povera di sali). I detrattori di questo metodo puntano il dito proprio contro questa caratteristica che a loro dire impoverirebbe l’acqua e la renderebbe come acqua distillata quindi senza valori nutritivi.

    In realtà, molto spesso, dietro a queste critiche si nasconde più un’esigenza commerciale di vendere depuratori che utilizzano tecniche di filtrazione differenti.

    Non dimentichiamo che l’assimilazione quotidiana di minerali tramite l’acqua è particolarmente modesta, specie per le acque oligominerali. Per gli stessi motivi è comunque sbagliato far leva su una presenza elevata di minerali per vendere depuratori ad osmosi inversa.

    I minerali più comunemente “sfruttati” in questa “battaglia commerciale” sono il sodio e il calcio.

    Va prima di tutto sottolineato che tutte le acque potabili potenzialmente rappresentano una fonte di calco importantissima anche se non è stimabile il loro contributo essendone il loro contenuto estremamente variabile.

    Riguardo al sodio e alla sua relazione con alcuni malesseri come pesantezza, gonfiori e cellulite, ci sono articoli specifici che approfondiscono la questione tuttavia sappiate che questo tipo di problematiche non sono certamente risolvibili con depuratori ad osmosi inversa.

  • Un italiano su 4 assume farmaci senza consultare il medico

    Il fai da te si applica anche alla salute e l’automedicazione è una pratica che gli italiani conoscono bene, forse anche troppo: secondo i risultati dell’ultima indagine di Dottori.it il 23,4% degli italiani assume farmaci con obbligo di prescrizione senza consultare il medico.

    Il portale, che riunisce i medici specialisti italiani (www.dottori.it), ha chiesto all’Istituto di ricerca Demoskopea di intervistare un campione rappresentativo dell’universo di riferimento in Italia, pari a circa 37milioni di individui tra 18 e 65 anni. Le loro risposte parlano chiaro: quasi un intervistato su quattro, negli ultimi dodici mesi, ha assunto autonomamente farmaci che invece richiedevano la prescrizione medica.

    Ma quali sono i farmaci più usati in autonomia dagli italiani? La risposta più ricorrente degli italiani è relativa agli antidolorifici, indicati dal 55,1% degli intervistati. Non mancano, però, gli antibiotici, farmaci utilissimi ma che, come ribadisce l’Aifa – l’Agenzia italiana del farmaco – vanno tassativamente utilizzati dietro il consulto medico, perché un uso improprio (non solo in termini di dosaggio, ma anche di orari di utilizzo e durata della terapia) può rivelarsi inutile, se non persino dannoso. Eppure, il 37% del campione ammette di averli usati di spontanea volontà: addirittura, questo dato sale al 42,9% nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni.

    Molto utilizzati in autonomia dal proprio dottore sono gli antistaminici (indicati dal 28,8% del campione) e gli antipiretici (20,3%), nonostante per entrambe le tipologie esista la possibilità di incappare in fenomeni allergici o di sensibilizzazione al principio attivo. Addirittura, il 5,9% del campione dichiara di aver assunto, negli ultimi dodici mesi, degli psicofarmaci senza chiedere un confronto con il medico – percentuale che sale oltre il 10% se si isolano le risposte degli intervistati di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

    Siamo un popolo di sconsiderati? I numeri dicono questo, ma un terzo di chi ha assunto farmaci con obbligo di ricetta senza il confronto con il proprio medico si ritiene poco imprudente (34,7% del campione), contro il 29,7% che invece ammette di essere abbastanza imprudente – percentuale, questa, che sale fino al 34% tra i laureati e al 37,5% tra i giovani fino a 24 anni. Del tutto sicuro delle proprie azioni il 14,4% degli intervistati.

    «Se i piccoli fastidi che interferiscono con lo svolgimento delle nostre attività quotidiane possono essere affrontati e curati efficacemente anche senza il consulto con un medico – dichiara Vito Ciardo, General Manager di Dottori.it quando si deve ricorrere a farmaci che vengono venduti tramite prescrizione è fondamentale ricorrere all’intervento di uno specialista, in grado di offrire un supporto tecnico, oltre che un sollievo psicologico di grande importanza. Contattare uno specialista è oggi più semplice, perché sono sempre di più i medici che ricorrono al web per velocizzare i processi di comunicazione con il paziente.»

    «Nell’ambito dell’indagine realizzata per Dottori.it ha dichiarato Stefano Carlin, Amministratore Delegato di Demoskopea abbiamo potuto sottolineare come tra i più giovani emerga un uso più disinvolto dei farmaci e dell’automedicazione: tra gli under 24 la percentuale di chi usa medicinali senza confrontarsi con uno specialista supera il 27%. Più attenti gli adulti e gli anziani, forse per una più radicata abitudine al consulto medico: l’automedicazione con farmaci con obbligo di ricetta tra gli over 55 si abbassa al 18%.»

  • “Lista del Cuore”, un valido aiuto per cardioproteggere scuole ed università.

    Lista del Cuore

    La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce individui in condizioni di apparente buona salute di entrambi i sessi e di qualsiasi età. Di essi, infatti, il 7% ha meno di 30 anni. Sebbene i bambini non vengano generalmente considerati come potenziali vittime di arresto cardiaco, il 3,5% dei deceduti per morte cardiaca improvvisa ha meno di 8 anni.

    In seguito ad arresto cardiaco, se non viene erogato uno shock al cuore entro i primi 3-5 minuti, le probabilità che un individuo ha di sopravvivere si aggirano attorno al 5%. Poiché la finestra temporale disponibile è ben più ristretta dei tempi medi di arrivo dei soccorsi, e considerando che molti istituti scolastici e la maggior parte delle università contano più di 2500 studenti, dotare ogni struttura di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) è l’unico modo efficace per assicurarsi che le persone colpite da arresto cardiaco ricevano un trattamento adeguato in un tempo congruo a determinarne l’esito fausto.

    Soltanto la presenza di dispositivi di defibrillazione precoce all’interno dei poli scolastici e all’interno degli atenei universitari, assieme alla presenza di personale adeguatamente formato, può assicurare un intervento tempestivo ed efficace nel caso in cui uno studente venga colpito da arresto cardio-circolatorio.

    La EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori semiautomatici HeartSine, nel rispetto della propria mission, ha deciso di promuovere ed incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e per la formazione di personale addestrato all’utilizzo degli stessi.

    Su listadelcuore.com è possibile creare e pubblicare la propria “lista”, cioè il proprio progetto di cardioprotezione, e promuovere la richiesta di contributi da parte di soggetti pubblici o privati attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili all’interno della piattaforma, quali volantini, locandine e banner pubblicitari.

    Seguendo la guida presente all’interno del portale, la propria “lista” verrà pubblicata online dall’ufficio fundraising entro le 24 ore in modo tale che gli utenti in rete possano iniziare a versare contributi per finanziare il tuo progetto.

  • La confusione delle “scatolette” nei pazienti con problemi cardiovascolari

    L’utilizzo di farmaci a brevetto scaduto (brand o generico) rappresenta ad oggi una importante opportunità di contenimento della spesa sanitaria. Tali farmaci son prodotti da diverse aziende e pertanto possono variare di colore o di forma, pertanto, lo switch tra farmaco brand e generico o tra farmaco generico e generico può portare nell’utilizzo cronico ad una riduzione dell’aderenza terapeutica.

    Infatti Kesselheim et al., (JAMA Intern Med. 2013;173:202-8) hanno dimostrato che la variazione nel colore delle compresse di farmaci antiepilettici si associa ad un riduzione significativa della persistenza al trattamento.
    Su queste premesse, gli stessi ricercatori di Boston (Kesselheim et al. Ann Int Med 2014), hanno determinato se la ridotta persistenza all’utilizzo di farmaci a brevetto scaduto in pazienti con malattia cardiovascolare dopo infarto miocardico acuto (IMA) fosse correlata alla variazione dell’aspetto dei farmaci.

    Sono stati studiati i pazienti che tra il 2006 ed il 2001 sono stati ospedalizzati per IMA e sono stati dimessi con la prescrizione di uno delle seguenti classi di farmaci a brevetto scaduto: β-bloccanti, ACE inibitori, sartani, o statine.

    E’ stato effettuato uno studio di coorte per valutare l’incidenza delle variazioni nella forma e nel colore tra i farmaci a brevetto scaduto dispensati dopo IMA. Dopo è stato effettuato uso studio caso controllo per valutare se la frequenza di mancata persistenza fosse correlato con la variazione della forma delle compresse.
    I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

    • Gruppo caso: pazienti che hanno interrotto il trattamento per almeno 1 mese
    • Gruppo controllo: pazienti che hanno continuato il trattamento con i farmaci prescritti

    I pazienti del gruppo caso sono stati confrontati con i pazienti del gruppo controllo considerando la classe terapeutica, il numero di dispensazioni prima della mancata persistenza, sesso ed età.
    Sono stati calcolati le variazioni nel colore e nella forma delle compresse nell’anno successivo l’infarto miocardico. Inoltre, sono state valutate le formulazioni assunte dal paziente prima della mancata persistenza per determinare se il colore o la forma dei farmaci erano cambiate. Le probabilità di discordanza tra i due gruppi (caso e controllo) sono state studiate utilizzando la regressione logistica condizionale.

    Durante lo studio, il 29% dei pazienti (3286 su 11513) ha avuto un cambiamento nella forma o nel colore dei farmaci. Le statine hanno avuto il maggior numero di variazioni nella forma, mentre i β-bloccanti ne hanno avuto il minor numero. Nel gruppo caso, la probabilità di mancata persistenza è aumentato del 34% dopo un cambiamento di colore della pillola (odds ratio, 1.34 [95% CI, 1,12-1,59]) e del 66% dopo un cambiamento di forma di pillola (odds ratio, 1,66 [CI , 1,43-1,94]).

    Malgrado gli autori non abbiano effettuato una valutazione degli outcomes clinici, questo studio dimostra che nei pazienti con malattie cardiovascolari la variazione nell’aspetto dei farmaci si associa ad una riduzione della persistenza al trattamento.

    Inoltre, è stato documentato che l’aderenza e la persistenza al trattamento farmacologico rappresentano i requisiti fondamentali per ottenere un ottimale controllo clinico (Ho PM, Bryson CL, Rumsfeld JS. Medication adherence its importance in cardiovascular outcomes. Circulation. 2009;119:3028-3035).

    Per tale motivo è auspicabile che i pazienti siano edotti dal personale medico e dai farmacisti circa la possibilità che farmaci a brevetto scaduto possano essere diversi nella forma e nel colore al fine di evitare confusione nei pazienti che potrebbe produrre una mancata assunzione della terapia.

    Inoltre, come ricordato dagli stessi autori dell’articolo, sarebbe utile una normativa da parte dell’FDA o dell’EMA che possa spingere le aziende farmaceutiche produttrici di farmaci a brevetto scaduto non solo a sintetizzare farmaci simili per bioequivalenza ma anche per caratteristiche fisiche di forma e colore.

  • Prezzi dentisti più bassi in italia!

    L’obiettivo primario di DentistaPreventivo.it è far risparmiare migliaia di persone sulle spese medico dentistiche senza obbligarli ad uscire dal confine italiano ma trovando un dentista nella propria città con gli stessi prezzi vantaggiosi esteri.

    Tutto ciò è possibile? Si, grazie all’unione di dentisti certificati e materiale di qualità.

    Grazie alla convenzione di ViviSalute, si offrono servizi odontoiatria a prezzi competitivi grazie ad una serie di abbonamenti annuali che vi consentono di accedere a speciali listini, incredibilmente convenienti sulle prestazioni mediche ed odontoiatriche.

    Grazie al listino pubblicato online è facilmente dimostrabile il risparmio.

    Qui di seguito uno stralcio del listino:

    .: Corono lega ceramica (capsula): € 195

    .: Impianto vite più moncone: € 299

    .: Protesi mobile: € 590

    Controlla tu stesso i nostri prezzi dei nostri dentisti al nostro indirizzo http://www.dentistapreventivo.it/prezzi-dentista/ e prenota subito la prima visita.

    Non occorre imbattersi in viaggi organizzati oltre confine per ritrovare il “sorriso”, da oggi con DentistaPreventivo.it , puoi ritornare a sorridere con la qualità e la competenza che solo il Made in Italy può offrire.

  • “Lista del Cuore”, un valido aiuto per cardioproteggere strutture pubbliche e private.

    Lista del Cuore

    Nei paesi industrializzati, una persona su mille ogni anno perde la vita a causa di un arresto cardio-circolatorio (ACC). In Italia sono più di 200 al giorno (oltre 73.000 all’anno) gli individui che muoiono per morte cardiaca improvvisa (MCI) e si stima siano circa 15 milioni i soggetti a rischio.

    Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco colpisce in ambienti extra-ospedalieri: a casa, negli uffici pubblici, nelle strade, sul lavoro, senza dare segni premonitori. Il cuore smette di compiere la sua normale funzione di pompa e la persona colpita da ACC cade a terra senza dare alcun segno di vita. Per ogni minuto che passa, le probabilità di sopravvivere si abbassano del 10%. Pertanto, se non si interviene entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco somministrando una scarica elettrica al cuore per ripristinare la normale attività cardiaca del paziente, le possibilità di salvezza per la persona colpita diventano praticamente nulle.

    Nelle città in cui sono stati avviati importanti progetti di cardioprotezione, come Piacenza, Pisa, Orvieto, Monza e Brianza e Sanremo, il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco è passato da poco meno del 5% a oltre il 50%: questo significa aver ridotto di molte migliaia all’anno il numero dei decessi causati da arresto cardiaco sull’intero territorio italiano.

    La EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori semiautomatici HeartSine, ha deciso di promuovere ed incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori DAE per cardioproteggere la propria struttura, sia essa pubblica o privata.

    Sul sito web della “Lista del Cuore, infatti, è possibile creare e pubblicare la propria “lista” e promuovere la richiesta di contributi per il proprio progetto di cardioprotezione attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili all’interno del portale stesso, come volantini, locandine e banner pubblicitari. In pochi, semplici passi, e nel giro di qualche ora, la propria “Lista del Cuore” verrà pubblicata all’interno del portale e gli utenti che navigano in rete potranno iniziare a donare il loro contributo per il compimento del tuo progetto di cardioprotezione.

  • Farmaco brand e farmaco generico: l’utilizzo nei pazienti con problemi cardiovascolari

    Lo scorso 21 Giugno 2014, a Ivrea, si è svolto il convengo AUDITA La gestione del malato con Ipertensione e Scompenso cardiaco, progetto presentato da Angelo Testa, Presidente Nazionale SNAMI e medico di medicina generale, durante un’intervista del TG5.


    Obiettivo primario del convegno, che verrà replicato a partire da settembre nelle città di Pescara, Trapani e Bolzano, è il perfezionamento dell’abilità diagnostica e il miglioramento della capacità di gestione delle principali problematiche correlate alla patologia croniche dell’apparato cardio-vascolare.


    Durante il convegno a Ivrea sono stati affrontati numerosi temi inerenti all’utilizzo dei farmaci nei pazienti tra i più comuni, ovvero con patologie cardiovascolari: le prescrizioni dei farmaci brand e bioequivalenti, la sostituibilità dei farmaci, la differenza tra i farmaci generici e brand, la confusione delle “scatolette” nei pazienti anziani, le cure e le responsabilità legali, penali e civili dei medici e dei farmacisti nella prescrizione del farmaco.


    Su questi temi sono intervenuti numerosi relatori che hanno fatto chiarezza e sfatato alcuni tra i luoghi più comuni: il cardiologo Francesco Vittorio Costa, docente universitario; Gaetano Senatore, primario della cardiologia di Ivrea-Ciriè; Gianfranco Breccia, medico di famiglia e l’avvocato Andrea Castelnuovo, esperto in questioni sanitarie.

  • Aderenza e persistenza. Il problema della sostituibilità del farmaco

    Nella realtà clinica di tutti i giorni i pazienti tendono spesso a interrompere la terapia prescritta o a eseguirla in maniera scorretta. Nel caso dell’esecuzione scorretta (dosi, orari o modi di assunzione sbagliati) si parla di scarsa Aderenza, mentre quando il paziente tende a sospendere prematuramente il trattamento si parla di scarsa Persistenza. I fattori che più interferiscono con aderenza e persistenza sono legati di solito a un rapporto medico-paziente poco buono ma anche a problematiche legate al farmaco, in particolare la comparsa di effetti indesiderati o la sua scarsa efficacia. Al ridursi di aderenza e persistenza aumentano le complicanze delle malattie e quindi aumentano i costi.

    A complicare ulteriormente la situazione, si è aggiunta la problematica relativa all’impiego dei farmaci generici. I farmaci non brand ai fini di aderenza e persistenza sono favoriti dal fatto che i pazienti non devono pagare la differenza col brand di tasca propria. Il dover pagare, infatti, riduce l’aderenza in misura proporzionale all’esborso economico.

    Tuttavia l’uso dei generici può associarsi a ridotta aderenza: ciò è stato dimostrato per numerose famiglie di farmaci (antidepressivi, bifosfonati, antipertensivi, etc). Le ragioni di questo fenomeno sono complesse e molteplici. In particolare, quando il farmaco originale viene sostituito possono intervenire vari fattori che riducono l’aderenza (quindi l’efficacia).

    C’è innanzitutto il problema della non equivalenza terapeutica tra farmaci generici e farmaci brand: per i farmaci generici infatti non è necessario dimostrare l’efficacia clinica, ma semplicemente la bioequivalenza, cioè la similitudine (non l’identità) tra le concentrazioni plasmatiche nel tempo con un ampio margine di tolleranza rispetto al farmaco originale che va dal -20 al + 25%.

    A ciò si aggiunte il fatto che i generici sono tutti singolarmente bioequivalenti rispetto al farmaco brand ma non lo sono tra loro (fenomeno detto biocreep) e quindi passare da uno all’altro (come spesso succede) può portare a continue oscillazioni dei livelli ematici). Un altro fattore è legato alla confusione che i pazienti fanno quando forma e colore delle compresse sono diversi da quelli cui erano abituati.

    Infine, esistono in letteratura numerose segnalazioni di ridotta efficacia di farmaci generici rispetto ai farmaci originali. Il medico in questa situazione è disarmato in quanto a meno di non utilizzare nella prescrizione la clausola di non sostituibilità, il farmacista è tenuto a dare al paziente il generico. E in Italia, a differenza di quanto avviene negli USA, non esiste un elenco dei generici interscambiabili tra loro (Orange book). La letteratura presenta poi diversi casi in cui la sostituzione del brand col generico ha provocato seri problemi nel controllo delle malattie. Il medico dovrebbe sempre ricordare che La scelta del farmaco meno costoso è logica/doverosa solo a parità di beneficio.