Categoria: Politica

  • Nasce la lista civica PerilbenediVidigulfo

    Vidigulfo (PV) – 6 novembre 2013 – Il Comitato promotore, costituito da Fabio Chiocchetti, Dario De Poli, Mario Mortaruolo e Luana Valencich, comunica la nascita della Lista Civica Perilbenedividigulfo che si candida per le prossime elezioni amministrative di giugno 2014. Presentato anche il logo ufficiale.

    “Per il bene di Vidigulfo” è un’iniziativa nata dalla volontà dei numerosi cittadini di Vidigulfo che hanno a cuore il proprio paese e non accettano passivamente di vederlo degradare anno dopo anno. E’ una proposta trasversale, senza un colore politico, che raggruppa tante persone di idee politiche diverse, ma accomunate tutte dal voler bene a Vidigulfo.

    Noi crediamo nella chiarezza e nella buona amministrazione del nostro paese.

    In un momento di forte crisi economica non ha senso aumentare le tasse locali per reperire nuove risorse, ma bisogna assolutamente evitare gli sprechi delle poche risorse a disposizione dei cittadini di Vidigulfo!

  • Anna Cinzia Bonfrisco: Alfano no segretario di partito e ministro dell’Interno

    Alfano non può essere insieme segretario di partito e ministro dell’Interno.

    Anna Cinzia Bonfrisco

    Testo integrale da La Notizia Giornale del 25 ottobre 2013.

    Più che un falco, la senatrice berlusconiana Cinzia Bonfrisco preferisce definirsi un gatto: «Sa com’è, ogni tanto mi scappa la zampa…». Se n’è accorto il leader delle colombe Quagliariello, da lei definito «apprendista stregone», «traditore» e infine «dottor Stranamore del centrismo».

    Piacevolezze a cui ha fatto seguire il non voto sul suo ddl di riforma costituzionale («Sono d’accordo con Nitto Palma: non può prescindere da una seria e profonda riforma della giustizia»), passato poi per il rotto della cuffia tra gli strepiti allarmati dei pdiellini governativi. Due giorni dopo Bonfrisco sceglie di tornare sorniona ma non per questo le sue unghie retrattili sono meno affilate.

    Su Alfano osserva di trovare «difficilmente compatibili le cariche di segretario di partito e ministro dell’Interno. Lo dico nell’interesse del Paese e anche nostro: abbiamo bisogno di qualcuno che dialoghi con i cittadini senza essere ingessato al Viminale». Ecco, il partito. Sulla sua nuova sede sventola la bandiera di Forza Italia e invece continuate a chiamarvi Pdl. «È soltanto una questione di tempo. Forza Italia è il punto di approdo di un movimento che per scelta unanime prevede che Silvio Berlusconi ne sia l’unico leader. Questo percorso si completerà con una ratifica del Consiglio nazionale, indetto probabilmente per l’8 dicembre». Al centro di tutto resta la decadenza di Berlusconi dal Senato. «Se dovesse dipendere dal voto del nostro principale alleato allora cambierebbe ogni cosa perché farebbe emergere una contraddizione non sostenibile». Veramente il ministro Lupi va garantendo che il governo resterà comunque in sella fino al 2015. «Chi dice che l’esclusione di Berlusconi non cambierà nulla si nasconde dietro a un dito. E soprattutto inganna gli elettori». Intanto non passa giorno che Giovanardi, Cicchitto e Quagliariello non evochino la costituzione di nuovi gruppi parlamentari. «Mi auguro che non si arrivi davvero a una scissione».

    Vabbè, questo lo dite tutti. E nell’attesa? «Nell’attesa mi limito a toccare con mano lo stato di confusione di alcune persone convinte che si possa rappresentare il centrodestra prescindendo da Berlusconi e vagheggiando posizionamenti neocentristi magari targati Ppe. Tutti costoro sono troppo assorbiti dalle alchimie politiche di Palazzo. Non capiscono che gli italiani si aspettano risposte a problemi concreti e non formulette politiche». E quindi? «E quindi quanto volete scommettere che Silvio sarà ancora una volta in grado di tenerci insieme, nell’interesse generale?» conclude con un tono di voce placidamente minaccioso.

    FONTE: lanotiziagiornale.it

  • Presentata in Regione a Perugia la sezione umbra dell’Italia dei Diritti


    All’incontro, a cui ha partecipato anche il presidente del movimento Antonello De Pierro, erano presenti il responsabile del Coordinamento Organizzazione Territoriale e Circoli Ivano Saitta, il responsabile regionale per l’Umbria Massimiliano Sirchi e il suo vice Giampiero Prugni

    Perugia – L’Italia dei Diritti presenta la sua struttura organizzativa e la nuova sede in Umbria, aggiungendo così un altro tassello al proprio scacchiere politico del Belpaese. Ieri a Perugia, presso la Sala della Partecipazione del Palazzo della Regione, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione dello schieramento politico fondato nel 2006 dal giornalista Antonello De Pierro.

    Il Responsabile regionale del partito, l’Avv. Massimiliano Sirchi, ha aperto il dibattito presentando i diversi componenti e definendo i vari punti programmatici che rappresentano il vulnus del progetto politico di questa nuova proposta politica. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione importante per conoscere direttamente i principi ispiratori, le idee ed i protagonisti impegnati in questo movimento. Sono intervenuti ai lavori anche il Responsabile del Coordinamento Organizzazione Territoriale e Circoli Ivano Saitta ed il Vice Responsabile Giampiero Prugni, i quali hanno denunciato con i loro accorati interventi la situazione di stasi della situazione politica regionale. L’Italia dei Diritti vuol far riappropriare i cittadini dei propri diritti, ripartendo dai concetti fondamentali della convivenza tra i popoli, quali la responsabilità civile di ogni soggetto civile, politico o pubblico. La stessa responsabilità civile che dirigenti e amministratori pubblici dovrebbero assumere nell’esercizio delle proprie funzioni. Occorre controllare drasticamente la cattiva abitudine, che caratterizza l’amministrazione pubblica, di appoggiarsi a società esterne per ogni sorta di consulenza, cercando al contrario di valorizzare il più possibile le competenze interne. Con la stessa determinazione è necessario rivedere, inoltre, il mondo delle municipalizzate e delle aziende correlate a funzioni pubbliche, fucina e volano allo stesso tempo del sistema clientelare che caratterizza il nostro paese e la nostra regione. L’Italia dei Dirittinasce con l’obiettivo di dare una rappresentanza ed una voce autorevole a quella parte della società civile che è disposta a mettersi in gioco per rifondare, in modo radicale, le istituzioni politiche, sociali ed economiche del Paese, nel solco delle grandi culture politiche liberali e riformiste. Un soggetto politico, quello guidato da Antonello De Pierro, che crede fortemente nel diritto, che vede nella lealtà e nella legalità gli assi portanti della democrazia di un paese.

    Un movimento, l’Italia dei Diritti, che si fa portavoce delle istanze dei cittadini e che manifesta a chiare lettere e a voce alta il proprio dissenso e la propria indignazione di fronte all’immobilismo che caratterizza la scena politica ed economica degli ultimi venti anni.

  • Cirillo: “Santoro usa metodi da vigliacchi”

    Roma, 18 ottobre 2013 – “Quello di Santoro è il metodo tipico dei vigliacchi. Non potendosela prendere con Berlusconi, che ha dimostrato di avere una credibilità così forte da resistere a tutti gli attacchi e alle intrusioni nella sua vita privata a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, se la prende con la sua compagna, a cui va la nostra solidarietà”.

    Così Marco Flavio Cirillo (Pdl), sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, sulla puntata di Servizio pubblico andata in onda ieri sera. “Invitare persone la cui attendibilità è tutta da dimostrare con il solo scopo di fare gossip del livello più basso sulla vita di una persona non è un bel modo di fare informazione, e francamente non so quanti benefici possa portare a La 7 in termini di immagine ed ascolti”, prosegue Cirillo. “In questo momento abbiamo bisogno di serietà e serenità, non di guardare dal buco della serratura”.

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  • Cirillo: “Crimi si dimetta da Senato, la volgarità in Parlamento non è ammissibile”

    Roma, 4 ottobre 2013. Marco Flavio Cirillo (Pdl), sottosegretario al Ministero dell’Ambiente: “Crimi esca subito dalla Giunta, le cui attività devono essere immediatamente sospese, e poi si dimetta dal Senato. Il Parlamento è il luogo in cui si decide il destino di tutti gli italiani, non in cui dar sfogo alle peggiori offese. Il livello di volgarità di Crimi, che già aveva espresso giudizi sprezzanti nei confronti di Silvio Berlusconi, non è degno delle istituzioni. Dai vaffa di Grillo alle flatulenze, ci troviamo di fronte a un modo sempre più volgare di interpretare la politica. Questo, peraltro, nel momento in cui si decide il destino di un leader votato da 9 milioni di persone, non scelto attraverso internet con un meccanismo i cui risultati si commentano da sé”.

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  • Parola a Cirillo

    Roma, 5 settembre 2013 – “È molto positivo che Mario Mantovani sia d’accordo con la nostra proposta di reintrodurre l’immunità parlamentare, che rappresenta un passaggio fondamentale per poter affrontare con equilibrio e serenità la riforma della giustizia. Mi auguro che anche altri nel Pdl si uniscano alla proposta che abbiamo lanciato. D’altra parte, anche una figura autorevole come il costituzionalista Michele Ainis ne aveva riconosciuto la fondatezza, sostenendo la necessità di ricostituire quella diga tra politica e giustizia caduta nel 1993 con la rinuncia alla vecchia immunità”.

    Così Marco Flavio Cirillo, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, commenta le parole del coordinatore del Pdl in Lombardia, Mario Mantovani. “I referendum sulla giustizia sono sicuramente uno stimolo ad affrontare la questione più ampia della riforma del sistema”, ha proseguito Cirillo. “Per questo anch’io firmerò i quesiti referendari e sosterrò la raccolta di firme nell’area di Milano”.

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  • Nota del ministro della Salute Beatrice Lorenzin

    Ho vissuto questi mesi con spirito di servizio, consapevole dell’eccezionalità del momento storico che sta attraversando il mio Paese.
    Grata a Berlusconi di avermi scelto come ministro, sono orgogliosa di quello che il governo Letta ha fatto nonostante le grandi differenze che contraddistinguono i suoi componenti. Rivendico il ruolo centrale che i ministri del Pdl hanno giocato nelle scelte di politica economica e sociale nell’interesse degli italiani.
    Silvio Berlusconi è un perseguitato e il suo dramma personale è diventato il dramma di tutti noi, di un intero partito, dell’Italia.
    Comprendo fino in fondo il suo stato d’animo, ma non giustifico né condivido la linea di chi lo consiglia in queste ore. Tentano di distruggere tutto quello che Berlusconi ha costruito e rappresentato per milioni di italiani.
    Dalla nascita di Forza Italia a quella del Pdl, ho dedicato più di 20 anni all’impegno attivo in politica, per i miei ideali, per la collettività e l’Italia. Questa nuova Forza Italia sta dimostrando d’essere molto diversa da quella del ’94. Manca di quei valori e di quel sogno che ci ha portati sin qui. Ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori. Esprimo il mio dissenso. Io scelgo il bene degli italiani e del nostro Paese, convinta ancor più di ieri che i moderati di tutti gli schieramenti sapranno ritrovarsi nel campo del centrodestra. Accetto senza indugio la richiesta di dimissioni fatta durante un pranzo a cui non partecipavano né i presidenti dei gruppi parlamentari, né il segretario del partito, per coerenza politica nei confronti di chi mi ha indicato come Ministro di questo Governo. Continuerò ad esprimere le mie idee e i miei principi nel campo del centrodestra, ma non in questa Forza Italia.

  • SCANDEREBECH: Mozione “Call Center per informazioni su IMU e TARES”.

    Si sta discutendo in prima commissione del pacchetto sulle nuove imposte e la loro riscossione.

    Dichiara il Capogruppo Federica Scanderebech:

    “Suggerisco di divulgare ai cittadini dei numeri di telefono da contattare, quali sportello informativo

    che possano dare chiarimenti sulla nuova tassa, la TARES, su cui vi e’ troppa confusione e sulla nuova modalità di riscossione dell’IMU. Sebbene la Giunta non abbia ancora deliberato i dettagli di come riscuotere queste nuove tasse, sarebbe tuttavia necessario iniziare a dare comunicazione ai cittadini, presto vessati da queste nuove imposte, con conseguenti immani sacrifici”

    Aggiunge ancora Scanderebech: “In un momento di estrema crisi economica e’ opportuno che si diano le giuste e solerti informazioni ai Torinesi e che sia l’Amministrazione con un Call Center informativo a evadere tutti i dubbi e le domande, per questo motivo è stata presentata oggi una mozione che chiede l’istituzione di questo punto informativo”.

    Capogruppo Federica Scanderebech

  • Politiche anticipate: le intenzioni di voto

    In questi giorni le news di politica interna non parlano d’altro: a distanza di pochi mesi gli italiani potrebbero dover tornare alle urne. Proprio Ieri l’Onorevole Daniela Santanché ha ribadito ciò che era già stato più volte affermato dai suoi colleghi di partito: se il Pd voterà per la decadenza di Berlusconi il Governo delle larghe intese non avrà più senso di esistere. Quindi, visto che allo stato attuale non è possibile trovare una maggioranza senza stipulare alleanze, l’unica soluzione che si prospetta è quella di andare al voto.

    C’è chi si chiede se non sia il caso di cambiare la legge elettorale e si interroga sul modo in cui dovrebbe essere cambiata. Nel frattempo, il programma di Raitre Agorà Estate ha commissionato un sondaggio all’istituto Swg per cercare di capire quali sono le intenzioni di voto degli italiani. Ebbene, rispetto al precedente sondaggio risalente alla data del 29 Agosto, il Popolo Delle Libertà si conferma primo partito mentre il Partito Democratico accorcia le distanze guadagnando due punti; il Movimento Cinque Stelle invece scende leggermente, perdendo lo 0,3% e andando quindi sotto la soglia del 20%. Chi perde di più è però Vendola: Sinistra Ecologia e Libertà hanno registrato un calo di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione.

    Ecco nel dettaglio i dati emersi dal sondaggio:

    1. Pdl : primo parito con il 27,9% (stabile)
    2. Pd: 26% (due punti in più)
    3. M5S: 19,8% (0,3% in più)
    4. SEL: 5,6% (un punto in meno)
    5. LEGA NORD: 4,7% (0,4% in meno)
    6. Scelta civica : 3,9% (0,6% in meno)
    7. Rifondazione Comunista: 1,6% (0,3% in meno)
    8. Fratelli d’Italia: 1,9% (0,4% in più)
    9. Udc: 1,6% (0,4% in più)
    10. La Destra: 1,3% (0,1% in più)
    11. Idv: 1,2% (0,1% in più)
  • ELOGIO, CON APPUNTO, DELLA CANCELLIERI UN MINISTRO QUASI RADICALE

    Da oggi, e finalmente, è in vigore il decreto legge che reca con sé le “disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena”. Quello che volgarmente si vuole chiamare svuota carceri, ma che in realtà non svuoterà un bel niente visto che per questo scopo occorrono un’amnistia per i processi pendenti e un indulto per le pene non gravi. Adesso il Parlamento ha due mesi di tempo per ratificare questo provvedimento fortemente voluto da Anna Maria Cancellieri, il nuovo ministro di Grazia e Giustizia, che, per essere un prefetto prestato a via Arenula, ha avuto il grande pregio di avere almeno dimostrato come deve comportarsi un uomo, anzi una donna, di governo: dire la verità senza ipocrisie e giri di parole. E senza pensare a conservarsi la poltrona. Quasi una radicale impropria prestata a questo esecutivo. E infatti con i radicali, almeno in parte, la Cancellieri va d’accordo. Quantomeno da quando ha osato l’inosabile, ossia pronunziare la parola amnistia.

    Ieri però, e questo è un appunto che ci si può permettere di farle, si è fatta buggerare dal solito fuori onda. E ha offeso gli avvocati delle Camere penali di Napoli con quella frase, non ipocrita anche essa ma egualmente non opportuna, in cui diceva “adesso parlo loro per togliermeli dai piedi”. Ufficialmente aveva detto loro cose anche più ostili, rispetto a una lobby che ostacola le riforme. E si riferiva alla giustizia civile e alla reintroduzione dell’istituto della media conciliazione, tanto avversato dagli avvocati ma anche già una volta affossato dalla Corte Costituzionale.

    La Cancellieri però sa dell’esistenza di ben altre lobby, quella dei giustizialisti di destra e di sinistra e quella del partito dei pm, che tenteranno in ogni maniera non solo di ostacolare le sue aperture a provvedimenti di clemenza, che pure l’Europa ormai esige perché l’Italia si rimetta in regola anche con la giustizia e le carceri e non solo con il rapporto tra deficit e pil, ma anche lo stesso cammino del decreto legge che ridisegna la Cirielli e le norme per l’applicazione della pena. Che potrebbe faticare a essere approvato entro due mesi dal Parlamento se i vari leghisti, grillini e fratellini d’Italia si metteranno di traverso, magari insieme a qualche franco tiratore dentro la maggioranza.

    Eppure si tratta di misure di buon senso. Come ad esempio la messa alla prova , istituto già collaudato per i minori, o la possibilità di scontare la pena agli arresti domiciliari per reati fino a sei anni nel massimo edittale, pensata soprattutto per la legge sugli stupefacenti, per consumatori e piccoli spacciatori, ovviamente non per i trafficanti.

    La Cancellieri è la persona giusta per chiudere la stagione delle finte emergenze securitarie. Oggi comincia a finire l’epoca della Bossi Fini, della Fini Giovanardi e della ex Cirielli. Da oggi un prefetto di ferro ha il coraggio di dire alla politica, quasi fosse stata eletta nel Partito radicale e non si trattasse invece di un esponente dell’ex governo Monti, che la sicurezza dei cittadini si alimenta recuperando quando possibile chi devia o delinque. Non stipando il disagio sociale in carceri discarica, lasciando a quella gente derelitta la scelta tra la recidiva e il suicidio dietro le sbarre.

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