GIULIANO CLERICO
Presenta
“LA DIVA DEL CINEMINO”
Autoproduzione
Distribuzione; Zimbalam
Data di uscita 5 marzo
Ascolta qui alcuni brani tratti dall’album
https://soundcloud.com/user930243192/sets/trebrani
LA DIVA DEL CINEMINO RACCONTATO DA GIULIANO CLERICO
E’ il terzo disco autoprodotto di Giuliano Clerico,dieci canzoni scritte per strada mentre portavo in giro il mio secondo disco autoprodotto”IL COSTRUTTORE DI MECCANICHE SOGNANTI” tra il 2010 ed il 2011, tra pensioni,alberghi,bettole,autostrade,autogrill ed i palchi dei club che hanno accolto la nostra musica. E’ anche il concentrato delle cose che si ascolta in macchina durante ore di viaggio da una città all’altra,o delle cose che si ascoltano nei locali dove si suona prima che arriva il momento di salire sul palco per suonare.
La prima parte ,gli strumenti, sono stati registrati al BLUEFACTORY di Bucchianico(Ch), dall’ottobre 2011 al giugno 2012. In questo arco di tempo ho avuto occasione di conoscere Sergio Pomante del NOISELAB di Giulianova(Te) che mi ha fatto ascoltare alcuni lavori che ha realizzato nel suo studio tra i quali l’album “TUCO” dei SANTONADA di Umberto Palazzo ed il progetto sperimentale STRING THEORY dello stesso Sergio Pomante che tra l’altro suona il sax alto in due brani del mio nuovo disco. Estasiato dalla qualità delle sue produzioni ed impressionato dal sound del suo progetto sperimentale ho deciso di fare le voci, i fiati,il missaggio ed il mastering al NOISELAB. Niente da dire sull’operato del BLUEFACTORY, ma per le voci ed i fiati preferisco i microfoni che scelgono al NOISELAB per le riprese audio.
Ogni volta che si fa un disco,per quel che ne so, si tende a fare diversamente e meglio delle volte precedenti. In questo disco ho aggiunto una sezione di fiati in un brano,un riff di sax in un altro,un riff di tromba in un altro ancora e in diversi brani,oltre alle chitarre e all’armonica,ho suonato dei riff di piano elettrico,mellotron,sinth,caxixi e kazoo, sempre seguendo il mio gusto.
I musicisti che mi hanno accompagnato in studio sono Claudio Bollini (batteria),Luca Marinacci(basso) Alex Secone (pianoforte e synth. nel brano “IL PRODOTTO”), Sergio Pomante(saxalto), Alessandro Di Bonaventura (tromba), Francesco Di Giulio(Trombone),Loris Ricci(piano nel brano “CONCUBINA” e organo nei brani”ALLA BONNIE E CLYDE” e “STABILE44”).
BIOGRAFIA
http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/bio_clerico.pdf
DICONO DI LUI _ leggi qui
http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/d_d_l.pdf
Categoria: Musica
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In uscita il terzo disco di Giuliano Clerico
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KAPYTALYSTY VYRTUALY: il nuovo lavoro di ROSYBYNDY
Se nel suo primo Album “Eskoryazyony Karmyke” Rosybyndy , al secolo Luigi Piergiovanni, music-maker di vecchia data, parlava di un futuro Bladerunneriano, ormai vicino in alcuni angoli del mondo, e il suo secondo lavoro “Il portiere di riserva”, era ambientato in un passato nostalgico, autobiografico ed intimista, questo terzo lavoro è sicuramente legato al presente ed ai suoi problemi. Dalla condanna all’uso delle religioni (Chiudete bene la porta), alla lotta contro i poteri del nuovo ordine mondiale (Non votate per me), all’umanità distorta e degradata (Dogma).In “Due Sentieri”, due entita’ artistiche cosi’ diverse come Rosybyndy e Tiziana Rivale, si incrociano proprio come due sentieri che scorrono prima paralleli, poi si allontanano o si avvicinano, per dare vita ad un brano di respiro internazionale. Il filo conduttore del lavoro è comunque il futuro dei nostri figli. I bambini vittime delle guerre petrolifere (Giù dal cielo), della pedofilia domestica (Parole che sfuggono alla voce), degli esperimenti genetici (Mengele’s nightmare), fino ad arrivare ad una lettera al proprio figlio (Vorrei parlarti di me). Musicalmente si viaggia elettronicamente in tutte le latitudini. Dal nord Europa (Non svegliatemi più) all’Oriente (Chinacrack), dal nord Africa (Waiting Cleopatra), all’Asia (Nabouf). Completano il cd, due brani dedicati all’emarginazione “Io sono la vittima” ed agli abusi “Il ventre dell’anima”. Impreziosiscono il lavoro, oltre a Tiziana Rivale, Fausto Rossi, Flavio Giurato, Roxy N, ed Antonella Ponziani.
RoSyByNdY
Produttore, musicista, sound designer, autore di testi e musiche, instancabile collaboratore e ispiratore di una piccola parte della scena musicale pop e underground degli anni 80’ e ’90 (Gronge, Mirella Felli, Dorian Gray, etc), con I’album kapytalysty vyrtualy, Rosybyndy (al secolo Luigi Piergiovanni), dall’antro vagamente hollywoodiano dell’infernetto (loc. vicino a Roma sulla strada che porta al mare che vedeva, ieri, orde di legionari, oggi, di turisti e businessman da e verso Fiumicino), nella sua villa, cintata da bassi muri, palme comprese, in barba ad ogni new age o spiritualismo da scaffali di supermercato, esoterismi di casta, lontano anche da semplificazioni e materialismi banalizzanti il tutto… insomma “ancora vivo”, senza automatismi (tranne quello della sua carrozzella, dove, in piena dinamys,, è obbligatoriamente e “staticamente” seduto) rendera’ ancora piu’ unico il suo percorso artistico. Memoria storica di un’avventura musicale unica ed eccezionale, di un’esperienza artistica ed umana emozionanti; attraverso di lui la musica vive e si rigenera, senza barriere tra passato e presente. Piccole grandi canzoni, semplici e suggestive viste con un occhio lucido da una finestra, attraverso le pieghe di una veneziana, nella penombra di una stanza, l’occhio di Rosybyndy, seduto sulla sua carrozzella e paradossalmente “coi piedi per terra” più di ogni altro. Rosybyndy mette in mostra il meglio di tutto lo sterminato bagaglio creativo e musicale che possiede: dal trip hop anni ’90 al cantautorato, dall’elettronica ai grandi gruppi degli anni ’60, fino alla scelta convinta di testi frontali, capaci di dire molto e in faccia.
Con Rosybyndy l’unica cosa costante è il cambiamento. L’ampiezza degli stili musicali che affronta, perfino all’interno di un solo disco, è uno degli elementi essenziali della sua essenza artistica. Il solo fatto di varcare i confini dei generi è per lui motivo di gioia. “Questa visione globale nei confronti delle differenti culture è parte della mia natura. Voglio rompere le barriere tra generi, categorie o culture. Invece di innalzare muri cerco di combinare elementi diversi. E’ la cosa che più mi piace fare. Mettendoci dentro disillusione, angoscia, rabbia, e, sempre e comunque, tanta speranza.
ROSYBYNDY
INTERBEAT
PROTOSOUND POLYPROJECT
Mail. [email protected]
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Dalla parte del cervo: il disco d’esordio degli Edaq
Grand-Mere Associazione Culturale
è lieta di presentare:
DALLA PARTE DEL CERVO
Il debutto degli Edaq12 brani – 67 minuti
“Essere dalla parte del cervo significa per noi muoverci in un vasto e inesplorato territorio in cui gli unici punti cardine sono il rispetto per le tradizioni musicali a cui ci rifacciamo e l’amore per la libertà espressiva. Assume anche una valenza più profonda, se vogliamo spirituale, in cui ciascuno di noi ritrova nella “sua parte del cervo” quella spinta che lo porta a battersi per ciò che ritiene giusto”. Dalla parte del cervo: mai titolo fu più indicativo di un approccio, un’inclinazione, una scelta di campo. E’ il titolo del disco d’esordio degli Edaq (acronimo del nome originale Ensemble D’Autunno Quartet), un eccellente debutto per una formazione i cui membri provengono da diverse esperienze di lavoro sulmateriale tradizionale (in particolare quello piemontese e transalpino) ma anche da collaborazionijazz, rock e pop.
La chiave di lettura di un’opera intrigante e audace come Dalla parte del cervo sta proprio nella confluenze di diverse vicende artistiche e nella rilettura dei classici “bal-folk” europeo, il tutto con la massima libertà espressiva senza tradire lo spirito dei brani originali. Non è un caso che gli Edaq parlino di“folk-art”: “Cerchiamo di fare in modo che questa musica diventi una sorta di arte popolare, forse per essere più precisi di artigianato popolare, in cui si vanno a mescolare diversi linguaggi multimediali. A volte ricorriamo anche all’uso di video proiettati durante il concerto, che in qualche modo rappresentino in immagini i nostri suoni”. Ascoltare il disco degli Edaq oppure un loro concerto è l’occasione per essere trasportati nelle valli occitane, in Francia e nelle valli francoprovenzali del Piemonte, ma con un occhio di riguardo alle possibilità offerte dalla musica contemporanea, in particolare dal jazz e dall’elettronica.Francesco Busso (ghironda), Gabriele Ferrero (violino), Flavio Giacchero (cornamusa, clarinetto basso), Enrico Negro (chitarre), Stefano Risso (contrabbasso) e Adriano De Micco (percussioni) hanno svariate collaborazioni all’attivo, differenti estrazioni ed esperienze: questa eterogeneità di partenza si traduce in una rilettura pulsante e sfaccettata, che punta a rendere leggibile agli occhi dell’ascoltatore moderno una musica antica. Ascolti di ogni tipo (gruppi francesi, bretoni e inglesi come Perlimpinpin Folc, Gwerz e Blowzabella,il folk revival storico, la musica africana e balcanica, il rock) hanno condotto gli Edaq ad elaborare valzer, polche, scottish e mazurche (ma anche Bill Evans…) puntando a un’originale “folktronica dall’arco alpino”.
Informazioni:
Edaq:
http://www.edaq.itUfficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com -
Concesso il patrocinio al concorso musicale “Sono un’isola”
L’Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa, presieduto dal dr. Giuseppe Catapano, ha deciso di affiancare l’Associazione Bianca d’Aponte patrocinando e promuovendo la sesta edizione del concorso musicale “Sono un’isola” tenutosi il 22 e 23 ottobre 2010.
“Passione per la musica, opportunità per giovani talenti, capacità di promuovere scambi culturali ed artistici – ha sostenuto il Presidente dell’O.P.E. Giuseppe Catapano – sono questi i riferimenti principali che il Concorso Canoro “Sono un’isola” con intelligenza e crescente successo ha deciso di privilegiare. L’attenzione riservata dai curatori alla riscoperta di variegate espressioni musicali, anche in dialetto, si coniuga con l’impegno nel divulgare opere e composizioni di indubbio pregio artistico. La promozione del concorso musicale “Sono un’isola” diviene dunque occasione di stimolo di crescita culturale e costituisce un’originale sollecitazione alla sensibilità dei nostri giovani”.
* Il concorso “Sono un’isola” con il Premio “Bianca d’Aponte” è stato istituito per dare alle giovani cantautrici che compongono in italiano o in un dialetto italiano “un’opportunità per emergere nel mondo della musica”, per creare un momento di incontro e di confronto, per fornire una vetrina indipendente alle cantautrici italiane emergenti. L’idea sulla quale è stato costruito il concorso è quella di avere uno spazio espressivo aperto e indipendente, privo di barriere. Un effetto, dare a tutte le artiste pari opportunità. Innanzitutto garantendo la partecipazione gratuita e la piena ospitalità nei giorni della manifestazione. Per la sua natura è l’unico evento del genere a carattere nazionale.
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“Nota d’oro – Festival canoro nazionale per nuovi talenti”
L’Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa, presieduto dal Dr. Giuseppe Catapano (in foto), ha patrocinato la XXII Edizione di “Nota d’oro – Festival canoro nazionale per nuovi talenti” tenutosi a Bisceglie e Corato per le giornate del 9, 17 e 18 luglio 2010. L’organizzazione è stata a cura dell’Associazione Culturale Nota d’Oro.
“Nota d’Oro” è nata a Corato, popolosa città in provincia di Bari, alla fine degli anni Ottanta. Organizzato inizialmente come momento di aggregazione musicale locale, col trascorrere del tempo ha perfezionato il proprio staff, dando vita ad una fase di decollo, che ha condotto questo festival ad ampliare sempre più il suo raggio di azione ed a coinvolgere un numero sempre crescente di partecipanti e di spettatori.
“L’Associazione Culturale “Nota d’Oro” di Corato- ha affermato il presidente Giuseppe Catapano- continua a manifestare una straordinaria capacità di immaginare e di realizzare un evento che intreccia la dimensione artistica e culturale con l’esigenza di promuovere ulteriormente le vocazioni locali. Nel caso specifico di “Nota d’oro – Festival canoro nazionale per nuovi talenti” ci si è trovati di fronte ad una proposta che si caratterizza per l’attenzione riservata alla creatività di giovani talenti artistici ponendo loro nella condizione di manifestare le proprie potenzialità. Il concorso ha arricchito il ventaglio dell’offerta di spettacolo in provincia di Bari ed oltretutto ha stimolato un’occasione di sana aggregazione della componente giovanile, peraltro molto gradita a fasce di pubblico di ogni età, favorendo ulteriormente la crescita culturale del territorio. Particolare apprezzamento desidero esprimere al Direttore Artistico Aldo Scaringella e a quanti con entusiasmo e passione collaborano alla piena riuscita di un’iniziativa dalle molteplici valenze sintomo della grande vitalità culturale del territorio pugliese”.
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In uscita il 5 marzo il nuovo lavoro dei Suez, Illusion of Growth
Suez
Illusion Of Growth
Etichetta Seahorse Recordings
Distribuzione Audioglobe
Data di uscita 5 marzo
ASCOLTA UN BRANO DEL NUOVO DISCO QUI
http://soundcloud.com/suezband
A distanza di 3 anni dal full-length “Many people don’t realize”, i SUEZ tornano con un loro nuovo lavoro in studio; “Illusion of growth”.
Il disco, frutto della collaborazione con la label capitanata da Paolo Messere, Seahorse Recordings e distribuito da Audioglobe, cerca di esplorare nuovi terreni fino ad oggi sconosciuti alla band, senza snaturarne il caratteristico sound: melodie dissonanti si fondono con sonorità inquiete e ritmiche ossessive, dando vita a nove brani di rara intensità emotiva e stilistica. I testi in inglese raccontano ciò che siamo oggi, “ragazzi costretti a piangere”, una “meta per nessuno”, figli di quella che i SUEZ chiamano “Illusione della crescita”, da cui deriva il titolo a questo stesso album.
Alla realizzazione dell’album, mixato e masterizzato da Andrea Scardovi presso il Duna Studio (RA), hanno contribuito la violinista Elisa Semprini, il pianista Alex Grilli, il polistrumentista Chris Yan e la band Stratten, Nicola Bagnoli e Alessandra Reggiani.
LINE UP
Gg Battaglia – synth/voice
Ivan Braghittoni – guitars/synth/voice
Manuel Valeriani – bass/voices
Marcello Nori – drums/voiceGUESTS
Nicola Bagnoli (arrangiamento)
Chris Yan (chitarre)
Elisa Semprini (violini)
Alex Grilli (pianoforte)
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“AROUND THE WORLD” (Daft Punk rmx) nuovo brano internazionale in versione junk music di Capone & Bungt Bangt
Una cover interamente rivisitata con gli incredibili strumenti della band. Il Tubolophon, creato con pezzi di grondaia tagliati per formare le diverse note, sostituisce il basso; la Mazzimba, una marimba fatta con pezzi di battiscopa, sostituisce le tastiere; la Scopa Elettrica, una comune scopa con un elastico da sarta come corda, prende il posto della chitarra; la Buatteria, formata da recipienti di vari materiali, è la batteria.
Guarda qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=xZ7g885baAM
Il sound è grezzo, minimalista, denso e pregnante. Si percepisce l’origine industriale degli strumenti e la grande vitalità tipica di Capone & Bungt Bangt. La band che dal 1999 è impegnata nella creazione di musica attraverso l’esclusivo utilizzo di materiali riciclati è molto apprezzata all’estero sia per i tanti concerti fatti sia per la sua unicità. Oggi si propone di proseguire ed allargare ancor di più gli orizzonti musicali, scegliendo di “riciclare” Around the World. Il brano ha già nel titolo un accenno al giro del mondo, un abbraccio all’intero pianeta che è quello che la band pratica quotidianamente nel perseguire i suoi obbiettivi ecologisti e sociali.
Il confronto con questa cover internazionale non si ferma al riarrangiamento del brano ma suggerisce sonorità del tutto nuove da fare ascoltare anche oltre i confini italiani. Il progetto di radicalizzazione dei suoni, l’intenzione di far cogliere all’ascoltatore in modo chiaro la differenza tra gli strumenti canonici e quelli usati dalla band, avviato da Capone con “Tu Come Lo Fai” si arricchisce di un nuovo brano.
In un momento storicamente così complesso questo estremismo sonoro è un contributo creativo e positivo per la ricerca di nuove strade musicali e, perchè no, anche sociali. Capone & Bungt Bangt sono un’avanguardia che resiste e che propone musica alternativa apprezzata
trasversalmente nel senso culturale e generazionale. Ritmo, melodia, creatività sostenibile questi gli ingredienti della junk music o musica ecologica, uno ramo dell’urban music ormai riconosciuto a livello internazionale del quale Capone& Bungt Bangt sono gli indiscussi pionieri.
Capone – voce, scopa elettrica, paletta della spazzatura, scatolophon, tubolophon, percussaglie
Vincenzo “il rosso” Falco e Diego “Zelo” Leone – percussaglie, Alessandro “Mr. Paradais” Paradiso – basso da ponte, percussaglie, Salvatore “Maestro” Zannella – buatteria, percussaglie
Nato a Napoli, inizia la sua attività artistica nell’ ambito del jazz grazie ad alcune preziose collaborazioni con musicisti afroamericani. Nell’82 incontra la cultura rock ed entra a far parte, come percussionista, dei 666 formazione con la quale condividerà otto anni di vita e di tour insieme ad Avion Travel , Denovo, Level 42, Fela Kuti, Aswad, Sergio Caputo. Anche le apparizioni T.V. non mancano: Doc (di R. Arbore), Notte rock (RAI 1), Maurizio Costanzo show, Và pensiero (RAI 3), San Remo Rock. Nell’84 si gira Blues metropolitano di S. Piscicelli ed i 666 compongono due brani per la colonna sonora, Capone è uno degli attori protagonisti del film che nel cast ha tra gli altri: Pino Daniele, Tony Esposito,Tullio De Piscopo, Ida Di Benedetto, Marina Suma. Di qui l’incontro con Pino Daniele come produttore dei 666 ed estimatore di Capone al quale verrà proposto il ruolo di percussionista nella band. La collaborazione con Pino Daniele dura tre anni e termina nell’87. Sempre interessato al jazz partecipa al disco di Antonio Onorato (Gaga), ha una nuova esperienza cinematografica questa volta con Nanni Loy in Scugnizzi dove viene anche scelto come voce di alcune canzoni della colonna sonora scritta da Claudio Mattone. Ed è proprio questa esperienza come interprete vocale a dare il definitivo start all’attività di Capone come cantante e nel’90 Capone inizia il suo viaggio da solista senza tralasciare importanti collaborazioni con: Phil Manzanera, Ray Lema, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Roberto Murolo, Alan Sorrenti. Ma perseguendo un progetto stilistico personale al quale più avanti darà il nome di: Sciarap. L’ingrediente principale è il ritmo con un’attenta ricerca all’interno delle culture africana, caraibica , afroamericana , miscelate a tammurriate, rumbe. Così nel’93 esce il primo album di Capone dal titolo omonimo (Capone BMG). Supporter dei Third World, Almamegretta, 99 Posse, Franky Hig Energy. ‘O Sang è Sang è brano di punta di Planet Rock e Stereo RAI. Viene invitato a Per voi giovani (Stereo RAI) ed è ospite dei 99 Posse in Curre curre guaiò. Nel 95 arriva il secondo disco La Foresta (Sciarap/Flying). Stereo Due Time dedica due monografie a Capone invitandolo a fare un concerto in diretta RAI. A maggio ’97 esce su SCIARAP 002 il terzo album di Capone. A novembre ’97 la partecipazione ad “HELP” di Red Ronnie. Finisce il millennio e Capone lo saluta con un nuovo disco magico ed emozionante: “Murmurii“. Altrettanto emozionante è l’accoglienza che riceve a “TARATATA” (RAI uno), da Red Ronnie ad “HELP!” (TMC2), ed a “COM’E’“(TELE+). Caterpillar il programma di Radio RAI 2 diffonde uno dei brani di punta , Core, quotidianamente. Nel ’99 prende vita il progetto “Capone & BungtBangt”, un concerto con un fortissimo impatto scenico incentrato su strumenti nati da materiali riciclati o con oggetti d’uso comune. Il debutto avviene nel 2000 con Junk!
Nel maggio 2003 nasce una strepitosa versione di Caravan petrol di Carosone. I brani “Bungt & Bangt” e “Uaiò” vengono utilizzati come sigla del programmi radiofonici su Radio Rai1 e Radio Rai2. Intanto Capone & BungtBangt macinano concerti e tournée, vincono premi (Premio Troisi, Premio Focus) e condividono il palco con artisti prestigiosi. Partecipano a moltissimi festival e trasmissioni televisive (Costanzo Show, Buona Domenica, Alle Falde del Kilimangiaro, Screensaver, Non facciamoci prendere dal panico, Quelli che il calcio, Libero). Suonano dal vivo in programmi radiofonici trasmessi da Radio Rai 1, 2 e 3, RTL, Radio Popolare. Nel 2005 sono in tour in Giappone, guest Irene Grandi. Nel 2006 esce l’album “Lisca di pesce” (Camion Records/ChiaraSunMusic/ Sony) seguito a breve distanza dal singolo ‘“SU DI NOI…C’ERA UNA VOLTA” (diventato in un lampo tormentone rap in Svizzera, Canada e Usa) divertente versione del celebre brano di Pupo “Su di noi”. Rientrati dal tour promozionale che li ha portati fino in Giappone, conclusoci a Napoli ospiti dei Negramaro al Palapartenope, il 2006 vede i CaponeBungtBangt “aggirarsi” sempre più spesso, oltre che sui palcoscenici, in vari studi radiotelevisivi: guest più volte di “VivaRadio2” programma cult condotto da Fiorello e Marco Baldini, di Radio DEEJAY “Chiamate triuno triuno” condotta dal Trio Medusa e di Radio Rai1, si trasformano poi da attori/musicisti nell’episodio italiano ‘Ciro’ di Stefano Veneruso nel film “All The Invisible Children” di cui Capone scrive le musiche (film presentato da Maria Grazia Cucinotta, alla Mostra del Cinema di Venezia 2006); al Festival Pigro di Urbino rendono omaggio a un grande della musica italiana, Ivan Graziani, con una particolare versione di “Hora et labora” e “Pigro”; vengono invitati a fare i masti di festa (o meglio ‘veterani’) al Giffoni Music Concept dove ospitano Meg. Ospiti anche di Gianni Morandi nel programma “Non facciamoci prendere dal panico” in diretta su Rai1, poi del MEI e in collegamento con “Quelli che il calcio”, infine di Alessandro Siani a “Libero” in onda su RAI 2. Nel 2007 salgono sul palco di Sanremo ospiti del cantautore romano Daniele Silvestri, in gara con il brano ‘La paranza’, la cui ‘versione BungtBangt’ risulta la più scaricata del festival su Youtube.
Il 16 maggio 2008 il nuovo album “DURA LEX”. Con il brano ‘Bello’ i CaponeBungtBangt conquistano il primo posto delle classifiche Indie Music Like mantenendo la posizione per ben due mesi nell’estate 2008. Il 2009 si apre con un evento di grande potenza mediatica e di messaggio. Capone diventa una star del web grazie a www.comesuonailcaos.it un sito interamente dedicato all’arte di costruire strumenti riciclati. Anche Tg1, Tg3, Uno Mattina ed altre testate regionali hanno voluto partecipare e documentare l’evento che ha unito arte, ambiente e sensibilità sociale. Il sito, pensato nel nuovissimo linguaggio web2.0 quindi con grande capacità di interazione, con più di due milioni di visite diventa un caso attirando l’attenzione di molte testate nazionali come Repubblica, Corriere della Sera ecc. e Tv (Rai1, 2 e 3, Mediaset e LA7) che gli dedicano larghi spazi. Capone infatti viene invitato a partecipare come ospite fisso nella trasmissione di Mario Tozzi e Trio Medusa “La Gaia Scienza” su LA7. Comesuonailcaos.it vince diversi premi come miglior sito socio/educativo (TP Comunicare la Sostenibilità, PWI Italian Web Award, Interactive Key Award). Nel 2010 esce Bio Logic il disco con il quale Capone & BungtBangt festeggiano i 10 anni della loro carriera. Si tratta di una raccolta di 21 canzoni con versioni inedite ed un brano inedito, Project ReEvolution per sostenere Manitese e finanziare attività creative ed educative nei quartieri a rischio di Napoli e Città del Guatemala Per il lancio di Bio Logic viene realizzato il video di Un’Altra Canzone d’Amore con la collaborazione del museo d’arte moderna di Napoli. Nel 2011 CAPONE & BUNGTBANGT sono i “firmatari” del loro nuovo “manifesto ecologico”. “Il ballo del PorPonPof”, nuovo singolo e video candidati per il primo “tormentone ecologico” italiano; il “gemellaggio doc” con “Legambiente” e l’imminente partenza della tournèe “Eco Music live”: sono queste le tre idee-chiave su cui si fonda il “manifesto 2011” di un artista (e la sua band) che unisce all’amore per la musica quello per la natura. Contemporaneamente Capone cura la divulgazione della sua ricerca attraverso seminari e laboratori, tra cui un laboratorio-orchestra permanente, istituito nel 2001 dal comune di Sant’Antimo, periferia est di Napoli, con bambini della scuola elementare. Anche a Cuba crea un laboratorio nella Escuela de arte, e fonda il gruppo musicale BungtBangt con musicisti cubani. Seminari e workshop sono eventi ricorrenti e la divulgazione passa in maniera trasversale attraverso Conservatori, Università, Istituti Scolastici. Con più di 500 concerti all’attivo, CaponeBungtBangt sono amati un po’ da tutti. Dal pubblico e dai big che spesso hanno voluto “giocare” in scena: Jamiroquai, Planet Funk, Vinicio Capossela, e hanno collaborato con Edoardo Bennato nel brano “C’era una volta” in cui Capone ‘duetta’ con il cantautore partenopeo nella tracklist de “La fantastica storia del pifferaio magico”.
L’AltopArlAnte – PromoRadio & Ufficio Stampa www.laltoparlante.it – [email protected]
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PICO : “GIANGI IN TUTA DI NYLON” è il nuovo singolo estratto da “La Danza Della Realtà”
Interpretato anche da Mangoni (Elio e Le Storie Tese), che nel video interpreta il protagonista: un supereroe moderno che si definisce tale in virtù del suo alcolismo!
Guarda il video! http://www.youtube.com/watch?v=VrAW4KJjoQE
Coscienza cosmopolita nata e cresciuta tra le nebbie tossiche di Milano, con il fermo desiderio di creare ossigeno.
Adoratore d’ogni forma d’arte e di bellezza sin dalle elementari, quando la nobile volontà di divenire guardia forestale fu cauterizzata dai miei primi passi nel catartico mondo della recitazione – che seguitò a cullarmi nel suo morbido velo per una decade e mezza. Parallelamente la mia anima di fanciullino comprendeva le scosse dell’impulso all’espressione, riservando un’importanza primaria alle facoltà immaginative che sublimava nella precoce creazione di valide opere in prosa (ricordiamo “Se fossi un pesce…” e “I genitori dovrebbero”) e a fumetti (“Hunter: gli attacchi dei Samors” è senza dubbio il più celebre). Il senso di potenza fu compensato dalla scintilla della consapevolezza dell’ignoranza socratica, che mi condusse volenteroso alla lettura e all’ammirazione dell’opera dei grandi. La musica dal canto suo, assumendo molteplici forme che andavano cangiando di ciclo in ciclo, m’accompagnava benevola nella scoperta del sublime: in principio furono i Beatles, grazie ai quali cominciai molto piccolo ad approfondire la lingua inglese; dischi su dischi si sovrapposero progressivamente alle musicassette dello Zecchino d’Oro (che mai rinnegherò!): il primo cd che acquistai coi miei soldini, alla tenera età di undici anni, fu un best dei Black Sabbath. Conobbi dunque, in concomitanza col progredire della rabbia adolescenziale, tutta la potenza dell’hard rock e l’energia del punk, gettando le solide radici d’una situazione che vede oggi il mio bagaglio musicale pregno nella sua maggior parte di composizioni che precedono la mia nascita. Alice Cooper! Jimi Hendrix, Who, Led Zeppelin, Doors, Sex Pistols, Ramones, Clash, Stranglers, Tom Waits, David Bowie, AC/DC, Iron Maiden, Kiss, Queen, Metallica, Steve Vai… Solo alcuni fra i tanti nomi che si sono imposti in me al punto da creare molteplici microdogmi dell’orecchio. Ciononostante la mia curiosità congenità mi riservò la facoltà di esplorare quasi tutti gli universi paralleli, dal jazz al reggae, dal blues alla classica, finchè inciampai nel gradino marmoreo del tempio pagano dell’hip-hop. N.W.A., Wu Tang Clan, Tupac e Notorious B.I.G., anche Eminem, dai… In alcuni trovavo una forza espressiva unica e spontanea, un’acutezza distruttiva paragonabile in un certo senso alle bottiglie che si prendeva in faccia Johnny Rotten ai concerti. In altri, ora in quasi tutti, prevaleva invece l’infantile buffonaggine autocelebrativa, con tanto di spot alla società dei consumi e delle apparenze, belle fighe, belle auto, belle catenazze. Li ho attraversati, fuoriuscendone illeso ed arricchito. Contro ogni mia previsione, la somiglianza alle competizioni aediche dei moderni contest di rime improvvisate m’affascino a tal punto che ne appresi le tecniche e la pignoleria metrica, sorvolando sulla zarraggine che pare intrinseca all’hip-hop; benchè anche la scena italiana m’abbia elargito delle soddisfazioni… Tre più uno, come in ogni numerologia religiosa; le mie fasi del gusto: Raige e Zonta in Tora-Ki, Kaos, Ghemon Scienz e, diverso e superiore, Caparezza (quest’ultimo, con Frank Zappa ed Elio e le Storie Tese, insegna qualcos’altro di fondamentale: il valore purificatorio di ironia e goliardia).
Finchè la rabbia adolescenziale si esaurì con l’adolescenza, e proprio quando iniziai ad avvertire maggiormente la necessità di dedicarmi al mio Dio interiore, alla mia crescita spirituale, tolsi le bende dagli occhi rendendomi conto che i meravigliosi slogan di Bob Marley contenevano ben più di quello che avevo inteso precedentemente, che il reggae è un canto spirituale, veicolo d’una religione senza chiesa: dopo essermi dedicato per qualche anno al suo studio feci mia la morale Rastafarai, rendendola il perno del mio personalissimo sincretismo, profondamente influenzato dalla saggezza di tutte le culture mistiche.
Oggi considero l’arte un sublime strumento di catarsi, alambicco dell’opera alchemica collettiva.
A mia volta sarò strumento dell’arte, sempre più specchio e sempre meno filtro.
L’AltopArlAnte – PromoRadio & Ufficio Stampa www.laltoparlante.it – [email protected]
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In uscita l’11 febbraio il primo LP dei Niagara.
NIAGARA
Presenta
“OTTO”
Etichetta; Monotreme Records
Data di uscita 11 febbraio
genere; Avant-psyche-tronica
Guarda qui il video del primo singolo
http://www.youtube.com/watch?v=vAeBDplVGGk
Nato al Superbudda Studio nel 2007 a Torino, NIAGARA riunisce le esperienze artistiche di due cantanti/produttori, Davide Tomat (N.A.M.B./TOMAT/GEMINI EXCERPT) e Gabriele Ottino(N.A.M.B./MILENA LOVESICK/GEMINI EXCERPT), che dimenticando il loro ruolo di “voci”, si sono avvicinati alla composizione musicale abbattendo ruoli e regole compositive per concentrarsi totalmente sulla strutturazione di un impianto sonoro finalizzato a trasmettere sensazioni incomunicabili con le parole. Dopo aver pubblicato il primo e.p. realizzato con Diego Perrone(CAPAREZZA, MEDUSA) e aver realizzato il video del singolo “Pacmen”.
La continua sperimentazione sonora basata spesso su “session d’improvvisazione” ha portato i due NIAGARA alla realizzazione del primo LP “OTTO” in uscita prevista l’11 febbraio 2013 con Monotreme Records in tutto il mondo.
In “OTTO” il duo crea un mix di pop sperimentale, electronica e psichedelia; risultato? Avant-psyche-tronica.
Il primo singolo, lanciato qualche mese fa (“Seal”), è un gioioso brano, supportato da cori estatici, dolci armonie west coast, testi di un umorismo surreale.
‘Watershipdown’ fa pensare alle esplorazioni spacey dei Flaming Lips, incendiate da synth, drones e sample di voci.
“Etacarinea” fa pensare ai Beatles del periodo ‘Sgt. Pepper’, con tutto il suo armamentario di voci, synth, fiati, rumori, che converge in una pischedelia distorta ma controllata.
“Galaxy Glacier “ è improvvisazione pura, con batteria e voci che si aggiungono a synth rumorosi.
Il disco si chiude con la bizzarra ‘Love Me Love Me’; un immaginario giardino di percussioni sincopate.


