Categoria: Musica

  • Ci sono due gorilla in consolle? Sono i Monkeynoise

    Decine di migliaia di utenti e
    visitatori nei loro profili e nei loro remix, questi sono i
    Monkeynoise, una via di mezzo tra esseri umani e gorilla: almeno e
    quello che loro affermano.

    In pochi mesi il loro stile
    originale che spazia dagli anni 90 e 00 fino alla più attuale house
    con infusioni di pop ha portato le loro serate a riempire la pista. I
    loro remix e mashup sono stati un vero successo online con decine di
    migliaia di visioni.

    Non si conosce l’identità di
    chi si nasconde dietro quelle maschere, si conoscono solo i loro
    sopranomi “Flash” e “Splash” appunto. Sembrano nati dal
    nulla, anche se il loro stile fa concludere che siano professionisti
    del dj set. Nel loro sito monkeynoise.it spiegano la strana storia di
    un a sera che mentre “giocavano” sotto il temporale, un fulmine
    li colpì trasformandoli appunto nei Monkeynoise.

    Richiesti da molti locali
    Italiano stanno strizzando l’occhio fuori Europa dove in parecchi
    stanno facendo trattative per averli una serata, certi che il loro
    spettacolo che sviluppano e sempre coinvolgente e unico senza una
    vera scaletta programmata.

    Nel
    loro sito
    www.monkeynoise.it
    fanno sapere che rilasceranno a breve il loro primo singolo , che
    potrebbe riverlarsi un successo visto il clamore che come personaggi
    stanno già riscuotendo.

    Potete scoprire altre
    informazioni e curiosità su di loro cercandoli su twitter
    (monkeynoiseita) o su facebook (monkeynoiseitalia) o cercando i loro
    live dove poterli ascoltare dal vivo.

  • Make a Sweater Statement Like a French Fashion Icon

    Make a Sweater Statement Like a French Fashion Icon

    MINIMALISM IS NOT the first thing that comes to mind when I think of Loulou de la Falaise—the late, great French fashion icon and Yves Saint Laurent muse/collaborator. After all, this is a woman who was known for decking herself out in exotic head scarves and the madcap jewelry she designed for Mr. Saint Laurent.

    But after delving into “Loulou de la Falaise” (Rizzoli), the recently published book on her life and style, I am most transfixed by the easy, elegant look she adopted in her later years. In this photograph, taken in 2000 when Ms. de la Falaise was 52, she wears twinned Loulou for YSL gold cuffs with a ribbed turtleneck the color of fiery autumn leaves. The sweater was her own design for Mr. Saint Laurent, whose knitwear she steered for many years—certainly one of her lesser-known talents.

    New format: According to TMZ, E! will no longer be doing a weekly show, instead only shoot the programme during awards shows and other special occasions as event programming
    Photo:online formal dress stores

    The wool turtleneck in this image—shot at the Italian castle she shared with her second husband, French writer Thadée Klossowski de Rola—is one of the most stylish staples a woman can have: thin, ribbed and ravishingly rouge. “Wearing her big jewelry with something very casual like a sweater was a look she very much advocated,” said Ariel de Ravenel, who co-wrote the book with Natasha Fraser-Cavassoni.

    While the Saint Laurent brand has not offered Ms. de la Falaise’s designs for many years, this season has produced a plentiful harvest of similarly slinky knits, especially in shades of crimson. “The red turtleneck is a new must-have,” said Sasha Sarokin, buying manager for Net-a-Porter, which offers a ribbed tomato-red style from J.W. Anderson. Uniqlo stocks a perfect, paper-thin merino turtleneck in both warm and cooler shades of red, and J. Crew offers one in a perky punch hue designed in collaboration with the cult Manhattan label Apiece Apart. “A red turtleneck can be very chic once you take it out of the holiday season cliché,” said Tom Mora, J. Crew’s vice president of women’s design. “It’s like wearing an amazing red lipstick.”

    “She had a sharp and exacting eye,” writes Pierre Bergé, Yves Saint Laurent’s longtime partner in life and business, in the book’s foreword. “Worn by her, clothing appeared as second skin.” And that’s just how you should think of your red-hot turtleneck this winter.

    Read More:cheap formal dresses

  • MAI SENZA TE è il singolo d’esordio della formazione musicale composta da SALVATORE D’ALÒ e ALESSANDRO BONANNO

    Il testo romantico della canzone declama l’amore di un uomo verso la donna amata, enfatizzando quel bisogno di vivere perennemente il grande amore.

    Il brano inedito Mai senza te, scritto da Alessandro Bonanno (musica e arrangiamento) e Maria Gregoria Dimaglie (testo) si basa su un mix tra classico e moderno, con uno spiccato carattere melodico ed un arrangiamento che riprende sonorità quasi “sinfoniche”,ma con un impatto espressivo popolare/moderno.

    L’uso parsimonioso di effetti elettronici arricchisce di colore la canzone in stile Operatic Pop, intensamente interpretata dalla voce baritonale di Salvatore D’Alò.

    Il mini album (EP) dal titolo “Senza Tempo” è il primo lavoro sul mercato della formazione musicale Salvatore D’Alò e Alessandro Bonanno. Con esso, i due artisti propongono anche il loro primo singolo dal titolo “Mai senza te” insieme ad una serie di cover, rivisitati in stile Operatic Pop e Classical Crossover, che caratterizzano la formazione musicale.

    La coppia di artisti Salvatore D’Alò (voce) e Alessandro Bonnano (musica e arrangiamenti) si propone sul panorama musicale italiano e internazionale con l’obiettivo di sperimentare creativamente per dare un nuovo linguaggio a brani che hanno segnato la nostra storia. I brani suonati si evidenziano per capacità tecniche elevate e peculiarità stilistiche molto ricercate. La loro performance è ambiziosa, e la musica prodotta è sempre di qualità. L’eccellente formazione musicale, unita ad un forte bagaglio culturale, permette ai due artisti di indirizzarsi verso i generi musicali Operatic Pop e Classical Crossover con assoluta naturalezza: jazz, musica classica, pop e tradizione popolare si fondono dando vita ad un linguaggio musicale molto apprezzato dagli addetti ai lavori ma, al tempo stesso, accessibile soprattutto al grande pubblico.

    Nell’epoca dei continui mutamenti e delle stratificazioni culturali dettate dalla mobilità contemporanea, la commistione è un concetto che tende ad imporsi a tutti i livelli, particolarmente in campo artistico. La formazione musicale lavora costantemente su questa innovativa modalità di generare musica. Il loro virtuosismo li porta a muoversi con dimestichezza nei secoli e nei decenni musicali: cantano Domenico Modugno, Louis Armstrong, Bob Thiele, Cole Porter, Henry Mancini, Elvis Presley, ma anche pezzi più tradizionali o classici come Salvatore D’esposito e Tito Manlio.

    La collaborazione tra i due artisti inizia a fine 2012. Quello che inizia come un intrattenimento settimanale tra due amanti della musica, diventa un pretesto per una sperimentazione creativa che attraversa tempi e generi, regalando un nuovo sound a brani che hanno fatto la storia. Danno cosi vita al progetto musicale “Il Jazz incontra l’Opera” (il cui nome richiama la loro estrazione musicale) e sin dall’inizio utilizzano i nuovi media (Facebook, YouTube) per testare il proprio lavoro col pubblico più vario possibile, cogliendo spunti e feedback utili a migliorare costantemente la propria offerta musicale. Dopo alcune apparizioni live di successo come quella al Teatro del Lido di Ostia per la inaugurazione della stagione 2013/2014 ed il concerto al Teatro Keiros di Roma nel Giugno 2014, i due artisti propongono il loro primo EP “Senza Tempo” per lanciare anche il loro primo singolo “Mai senza te”.

    SALVATORE D’ALO’ – Nato a Manduria (TA) nel 1974 e residente a Roma. Ha iniziato lo studio della musica all’età di 8 anni con lo studio della fisarmonica e successivamente ha studiato pianoforte presso il Conservatorio di Ceglie Messapica (BR), dove ha conseguito il diploma di compimento inferiore di pianoforte principale nel 1993. Dopo una breve esperienza orchestrale, membro di una orchestra per lo spettacolo “Rassegna di Operette” portato in tournè nelle province della Puglia, ha iniziato lo studio del canto sotto la guida di Paolo Montarsolo e poi di Alessandra Gonzaga, e si è diplomato in canto lirico presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce nel 2007. In seguito, è stato finalista al XIV Concorso Internazionale per cantanti lirici della città di Orvieto nel 2009. In contemporanea con gli studi artistici ha frequentato l’Università degli Studi di Bari dove si è laureato in Informatica.

    Ospite in diversi festival lirici in varie regioni italiane, ha sempre riscosso enormi consensi e apprezzamenti. Ha cantato presso il Teatro Luigi Mancinelli di Orvieto, Teatro Giuseppe Verdi di Brindisi, Teatro Comunale di Ostuni (BR), Teatro De’ Servi di Roma, Teatro Romano di Ostia Antica, Teatro Romano in Villa Adriana (Tivoli), Teatro del Lido di Ostia, Teatro Gioacchino Rossini di Gioia del Colle (BA). La sua attività artistica comprende interpretazioni di ruoli operistici da Opere di autori del ‘700 e ‘800, e diversi concerti lirici, di arie da camera e musica sacra.

    ALESSANDRO BONANNO, nato a Palermo nel 1959, è diplomato in Pianoforte, Composizione e Direzione d’Orchestra. Ha studiato anche Arrangiamento Jazz. Ha vinto numerosi premi come pianista classico (IV premio “Coppa Pianisti d’Italia” – Osimo (AN) 1973; I premio “Rassegna Franz Liszt”. Livorno 1975; II premio (I non assegnato) “Concorso Karl Czerny” – Torre Pellice (TO) 1985 etc.), come pianista Jazz (Finalista “Premio Four Roses” – Umbria Jazz – Perugia 1991; I premio “Concorso Musica Jazz Lucus Feroniae” – Mentana (RM) 1996 etc.) e come compositore/arrangiatore (Premio Miglior Arrangiamento della canzone “Malafemmena” – Latina 1998; segnalazione “Concorso Poesie in Musica” – Cesenatioco 2002; III premio (I e II non assegnati) Concorso composizione Romanze da Camera “F. Andreolli” – Adria (RO) 2003 etc.).

    È presente in numerose incisioni discografiche a proprio nome e come collaboratore, ed è attivo come compositore di musica per pianoforte, da camera e sinfonica.

    Ha curato la realizzazione di un programma di “Jazz Sinfonico”, con elaborazioni orchestrali di famosi standard del Jazz e proprie composizioni; tale programma è stato eseguito con grande successo dall’Orchestra Regionale del Molise, dall’Orchestra di Roma e del Lazio all’Auditorium di Roma e dall’Orchestra “Roma Sinfonietta”. Insegna Pianoforte al Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, istituto nel quale ha tenuto anche corsi di Composizione e Arrangiamento Jazz.

    Pagina Fan Facebook: http://www.facebook.com/duodalobonanno

    Canale YouTube: http://www.youtube.com/duodalobonanno

    Salvatore D’Alò

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    Alessandro Bonanno

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  • A Portrait of Jimi Hendrix.

    A portrait of Jimi Hendrix: il grande chitarrista del Novecento narrato e ritratto dall’eccellente talento di Davide Pannozzo. Realizzato in seno a un progetto in analogico edito da Hemiolia Records, il disco A portrait of Jimi Hendrix uscirà su iTunes il prossimo 27 novembre, data in cui ricorre la nascita del celebre chitarrista. L’umile omaggio di Davide Pannozzo al poeta visionario Jimi Hendrix.

    Segui il link per ascoltare la prima traccia, You got me floating! https://soundcloud.com/davide-pannozzo/01-you-got-me-floating

    Otto tracce, tra cui le famosissime Little Wing, Freedom, If six was nine; una straordinaria e inedita Hoochie Coochie Man (in un arrangiamento esclusivo ideato dal giovane Pannozzo), e le ben poco conosciute e amabili Have you ever been e May This be love. Tutto, in questo progetto realizzato in pochi giorni ma che ha visto la partecipazione di molti, è la celebrazione della poesia di James Marshall Hendrix, della sua visione del mondo, fuori dal mito, fuori dalla leggenda. Dalla copertina – realizzata dalla pittrice umbra Serena Colombo – al titolo, dall’esecuzione dei brani sino alla scelta degli stessi, in ogni dettaglio il disco si propone di dipingere un profilo inconsueto e verosimile di Hendrix, un ritratto appunto e non una fotografia, poiché la poesia narrata dal Genio Hendrix, in A portrait of Jimi Hendrix, è stata filtrata dall’impareggiabile e ormai nota sensibilità del chitarrista e compositore Davide Pannozzo.

    Ispirato da Eric Clapton e Jimi Hendrix ancor prima di nascere, Davide Pannozzo è descritto dalla critica come uno degli artisti di contemporary blues più interessanti della nuova generazione. Chitarrista, cantante, compositore, Davide ha trascorso gli ultimi anni della sua carriera tra Londra e New York, acquisendo notevoli conoscenze ed esperienze fuori dal comune. Premiato in numerosi contesti nazionali e internazionali per il suo evidente talento nel canto, nella chitarra e nella composizione, sin da giovanissimo ha condiviso il palco con grandi nomi della musica e del mondo del Blues, da George Benson ad Alex Britti; l’album Born Electric edito da Universal Music/EmArcy vede la straordinaria partecipazione di Robben Ford, David Garfield, Carl Verheyen. Dal 2013 lavora strenuamente alla sua ultima, attesissima opera. In A portrait of Jimi Hendrix, il chitarrista è affiancato dal giovanissimo Simone Pannozzo alla batteria e dal noto bassista partenopeo Lello Somma.

    Segui il link per prenotare sin da adesso la tua copia!

    https://itunes.apple.com/us/album/a-portrait-of-jimi-hendrix/id941363853?ls=1

    Per maggiori info, visita il sito: www.davidepannozzo.com

  • Il cantante Pop-Lirico GANTCHO partecipa all’Eurovision 2015 in Svizzera con il brano YOU ARE MY FANTASY insieme col compositore Stefano Beretta con i

    Qui il video che può essere votato per il contest dell’Eurovision fino al 17 novembre: http://esc.srf.ch/en-ch/gantcho-feat-stefano-beretta

    Qui il video su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=GqGmoQ40pI0

    Il suo singolo GET OUT OF MY HEAD ha avuto passaggi in 600 radio e il relativo video su 150 emittenti tv.

    Gantcho Boyadjiev nasce a Sofia, Bulgaria, nel 1971 e sin dall´infanzia sviluppa la sua passione per la musica, che in seguito si evolverà in occupazione professionale. A nove anni inizia a prendere parte a diversi corsi e lezioni di musica, solfeggio e pianoforte ed a partecipare in esibizioni pubbliche di diversi cori. A 18 anni, Gantcho studia già canto lirico con vari maestri dell’ Opera di Sofia.

    Le sue prime esperienze internazionali avvengono a Parigi e ad Aix-en-Provence (Francia), dove vive nel periodo 1990-1991. Lo studio all’ Istituto per studenti stranieri (Aix-en-Provence) e l´occasione di frequentare il festival musicale di Aix-en-Provence, contribuiscono moltissimo alla sua formazione culturale ed artistica. Tra il 1991 ed il 2009, Gantcho Boyadjiev visita diversi paesi ed entra in contatto con culture e generi musicali molto diversi tra loro: Inghilterra, Francia, Spagna, Canada, USA, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Olanda, Russia, Corea del Sud, Austria, Germania, Finlandia, Svezia, Israele, Tailandia, ecc. Soggiornare per lunghi periodi di tempo in città come Londra, New York, Los Angeles, Philadelphia, Washington DC, Parigi, Barcellona, Madrid, Zurigo, Mosca, Amsterdam, ecc., lo porta ad avere nuove esperienze artistiche, che generano diversi cambiamenti nella sua visione artistica. Dal 1992-1994 Gantcho collabora con il 1° Canale della TV di Stato a Sofia dove sviluppa la sua abilità come autore di musica e testi di canzoni di genere Pop.

    Oltre all´educazione musicale Gantcho si laurea in Ingegneria Chimica all’ Università Tecnologica di Sofia e parla correntemente Inglese, Francese, Italiano e Russo.

    Nel 1995 Gantcho Boyadjiev si stabilisce in Italia e da allora risiede permanentemente a Milano. Studia canto lirico, tecnica vocale e repertorio operistico per cinque anni in diverse scuole private a Milano e con diversi maestri , tra i quali Giuliette Bisazza. Preziosissimi anche i contatti con il M° Carlo Bergonzi. Perfeziona la sua tecnica vocale da tenore drammatico con la Sig.ra Ghena Dimitrova con la quale rimane a studiare per quattro anni tra Monte Carlo, Verona, Genova e Milano. Nel 1999 Gantcho debutta al festival estivo di Roma nella produzione per giovani cantanti dell`opera “Don Giovanni” di Mozart. Nella stagione teatrale 2002-2003 partecipa nella produzione congiunta del Teatro “Dante Alighieri” di Ravenna e del Teatro “Del Giglio” di Lucca dell’ opera di Benjamin Britten “Il Piccolo Spazzacamino”. Nell’ arco degli ultimi 15 anni Gantcho partecipa a numerosi eventi musicali, concerti ed esibizioni pubbliche, e a diversi concorsi, tra i quali il concorso della RAI “Maria Callas”, “Giuseppe Verdi” di Bussetto, “Iris Adami Corradetti” di Padova, “Riccardo Zandonai” di Riva del Garda etc.

    Dopo una breve pausa dall’attività concertistica, Gantcho Boyadjiev ora si dedica alla composizione di musica d`autore cercando di fondere la voce d´opera con un sound puramente elettronico, più innovativo e contemporaneo. Collabora con diversi musicisti e DJ di Milano, Los Angeles, Londra, Mosca e Sofia, da cui trae ispirazione nel cercare di abbinare un sound di voce con impostazione classica, con una base musicale moderna che varia dalla House alla Techno, dal Trance al R&B.

    Dalla collaborazione con il compositore Boris Chakarov nasce il progetto dell’album “Music is the Answer”, registrato tra Milano e Sofia ed integralmente prodotto da Gantcho Boyadjiev.


    www.gantcho.net

    www.facebook.com/GantchoMusic

    twitter.com/GantchoArt

    www.ganrecords.com/


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  • NODe: dopo solo un anno dall’uscita del loro ultimo lavoro, tornano con il nuovo album HUMAN MACHINE

    Questo disco nasce come ipotetica continuazione dell’indagine sugli aspetti dell’esistenza umana ma a differenza del precedente le tematiche sono incentrate sul disagio esistenziale, sulle domande ricorrenti dell’umanità, cercando di dare un libera e personale interpretazione dei “perchè” universali

    Il disco nasce prevalentemente da un complicato periodo esistenziale di Lubvic, fondatore della band, che sentiva di dover parlare a qualcuno, qualcuno in particolare, una persona persa lungo il cammino, e crea nell’arco di otto brani un percorso che comincia in maniera sofferta, introspettiva ed autobiografica (The Shift, Soulsucker, The universe, Dark Shadows), passando per semplici dichiarazioni di intenti e promesse di un futuro migliore (We come in peace è una lettera indirizzata alla persona cui il disco si rivolge) e brani legati ad un ottimismo auspicabile (Freepocalypse & easy returns, Best is coming next), fino a culminare, nella chiusura del disco, con il raffronto tra l’essere umano ed il suo Dio, un dio inerte e disattento (A god for Humans).

    Mentre le tematiche sono di riflessione ed in alcuni frangenti estremamente cupe, esiste sempre il contraltare musicale che stempera anche i testi più neri con ritmiche ballabili e fraseggi scanzonati.

    La macchina umana è la somma di tutto ciò, dei momenti cupi, delle paure, delle ansie, delle gioie e delle speranze, tutte presenti nei testi del disco in un continuo contrasto di tinte che contribuisco a descrivere l’essenza di un individuo.

    Il messaggio del disco si potrebbe riassumere con una frase tratta dal testo di We come in peace, una esplicita dichiarazione:

    “Noi veniamo in pace e tu sei una dolce macchina umana, con l’oro di quest’alba ti svelo un segreto, siamo qui in questo mondo per scomparire insieme”.

    Dal punto di vista artistico, “Human Machine”, segna un passaggio ad una composizione meno di genere, cercando di far risaltare, con i suoni più adatti ma soprattutto con arrangiamenti che non lasciano nulla al caso, la canzone nella sua forma più semplice.

    Collaborano al disco, per la prima volta nella produzione dei NODe, alcune figure femminili, in particolar modo Gaia Fusco e Simona Coppola, che contribuiscono con la timbrica delle loro voci a creare atmosfere più aperte e di respiro.

    I NODe sono un progetto musicale fondato nel Febbraio 2011 da Johnny Lubvic e Kamoto San, due musicisti eclettici che hanno già lavorato insieme in svariati ambiti musicali. In cerca di nuove idee, i due iniziano a creare innesti di musica elettronica su territori sonori noti ma molto distanti tra loro: dal punk alla new wave, passando per il dark e l’electro-garage. Il risultato è un continuo giocare a rincorrersi senza mai raggiungersi, generando un crossover di generi post rock. Nel Febbraio 2012 pubblicano l’Ep dal titolo “Tuning the Untunable“ per la statunitense Ninthwave records.

    Il successivo incontro con PaK T2R e Luigi Di Maio rafforza ulteriormente l’attitudine volta alla sperimentazione la cui perfetta sintesi è il loro primo LP “Tragic Technology Inc.“ pubblicato a Marzo 2013 per l‘olandese 2419 record label. Il nuovo album si contraddistingue per un carattere più maturo, atmosfere più incisive e un sound decisamente più graffiante contaminato da tutti i generi appartenenti al background dei quattro musicisti. L’album realizza più di 30.000 download dal sito dal sito della 2419 record label.

    Durante la promozione dell’album nasce l’esigenza di rafforzare la sezione ritmica dal vivo e così si aggiunge al gruppo il batterista Salvatore Zannella che con la sua abilità tecnica riesce ad imprimere un taglio pop-rock al progetto pur senza abbandonare quella complessità compositiva che ormai caratterizza il gruppo.

    Nel Novembre 2014 esce il secondo LP “Human Machine” distribuito dalla MyPlace Records che intanto ha rilevato anche le edizioni del disco precedente. Per la lavorazione del nuovo album i NODe si sono avvalsi della collaborazione di altri artisti registrando parte delle tracce all’esterno del loro studio, avvalendosi della capacità ed esperienza di esperti del settore.

    Subentra alla batteria Andrea Vinti, musicista con importanti esperienze musicali, sopravvissuto all’underground degli anni novanta.

    Etichetta: Myplace records

    Lubvic – voce, basso e sampler

    Kamoto – chitarra e voci/vocoder

    PaK T2R – synth e sampler

    Lugi di Maio – sequencer e beats

    Andrea Vinti – batteria

    http://www.notordinarydead.com/

    https://www.facebook.com/notordinarydead

    https://www.youtube.com/user/NotOrdinaryDead/videos

    https://twitter.com/NotOrdinaryDead

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    https://soundcloud.com/notordinarydead

    http://www.last.fm/music/Not+Ordinary+Dead/+albums

    https://play.spotify.com/album/7aMtjHqulxIe90cWvjK4fg

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  • “LEI SUONA” dei LA CLÉ dal 13 NOVEMBRE IN RADIO

    Il talento irriverente dei LA CLÉ si propaga dalle radio con il singolo “Lei suona”, estratto dall’EP autoprodotto “L’amore è eterno finché dura”

    Cantare l’amore senza pudore: è questa la chiave per entrare in sintonia con la musica dei La Clé, il quartetto rock-pop che viene da Tolentino con furore e che presenta il 13 novembre alle radio nazionali “Lei suona”, il singolo estratto dall’EP autoprodotto “L’amore è eterno finché dura” (in free download dal 13 ottobre al link http://www.mediafire.com/download/211unrpvr3xpv1u/la+clé+-+L%27amore+è+eterno+finchè+dura+EP.zip).

    Un po’ pop e un po’ porno, le canzoni dei La Clé girano intorno alle relazioni con l’altro, ai problemi di coppia – ma in fondo con se stessi – per raccontarli senza giri di parole, con la potenza delle allusioni e delle metafore, allegre e sfacciate, facendo così emergere limiti e pulsioni emozionali in cui tutti in fondo si riconoscono.

    Lei suona” canta la storia di una coppia come tante altre, sposati da anni, con un piccolo grande problema: Lei ha scelto il Lui sbagliato. Probabilmente Lui non lo è sempre stato. Forse lo è diventato nel corso degli anni di vita coniugale abitudinaria. Lui sceglie la via più facile per risolvere i problemi di coppia. Non li risolve, fugge via, e butta i soldi con le prostitute. Si rende conto di sbagliare, ma non resiste al fascino di sentirsi irresistibile agli occhi di una donna che fondamentalmente guarda solo al suo portafoglio, senza altre pretese di responsabilità. Lei, stanca e consapevole, lo tradisce con un amico di Lui. Il classico triangolo, no? Lui reagisce alla grande: non reagisce, o almeno finge di cercare un dialogo, proprio quando lei non lo ascolta, intenta nel suo “suonare” altrove e distante da Lui. Alla storia non c’è lieto fine. Tuttavia un barlume c’è, una superficiale intuizione di cinica felicità, nel continuare entrambi a fingere per vivere felici insieme, suonando ognuno il proprio “assolo”, godendo sulla propria strada buttando soldi o sul proprio divano di casa in attesa che arrivi qualcun’altro.

    NOTE SULL’EP “L’amore è eterno finché dura”:

    Ispirato all’omonimo film di Carlo Verdone del 2004, l’EP di 5 canzoni “L’amore è eterno finché dura” si apre proprio con un breve estratto dal film omonimo. Il tema dell’amore sofferto e cantato da subito nella prima traccia “Lei suona”, prosegue come filo conduttore in tutto l’EP, ritrovato anche nella cover “Pop Porno” de Il Genio, terza traccia arrangiata in versione rock e riscritta al maschile. L’ironia malinconica e rassegnata contraddistingue in modo trasversale tutti i brani, e nella seconda canzone “Innocenti evasioni estive” si gioca con le parole, per trattare in maniera velata e sottile dell’eiaculazione precoce. Accettare la realtà e la fine delle cose, anche di quelle belle, ricorre anche in “Inadatti”, quarta traccia riferita alla fine di una passione che potrebbe essere identificata anche nella musica, spesso indotta da altre ragioni (lavoro, giudizi esterni). L’EP si chiude con “Balla”, in cui ci si riferisce in generale al cambiamento costante e continuo che avviene nella vita di ognuno, e che potrebbe frenare o fermare dall’inseguire le cose che si amano di più. La canzone si pone come invito a non farlo, a non mollare, perché “dipende soltanto dalla tua volontà, è quello che chiamano libertà”.

    BIOGRAFIA:

    La Clé arriva da Tolentino (MC), il centro industrializzato più grande della vallata del Chienti. In provincia nessuno può sottrarsi all’insindacabile giudizio universale, al punto che alle volte si diventa ciò che gli altri considerano corretto rendendo vano e ridicolo ogni tentativo di distinguersi dalla massa. La Clé è quindi lo specchio del quotidiano, e nelle sue canzoni racconta la consuetudine, l’apparenza, la presunta trasgressione, la paura di svoltare. Attraverso l’energia della sua musica indie-rock-pop, La Clé racconta di situazioni verosimili, in cui anche chi ci è più vicino si rende vittima e allo stesso tempo carnefice della provincia stessa, riducendo così al totale appiattimento anche i più semplici piaceri della vita.

    La Clé nasce da un’idea di Pasquale Apicella (voce) e dalla voglia di Nicola Serrani di scandire il tempo a questa idea con il suo basso. Quando esattamente l’idea abbia preso voce a tempo, non è semplice definirlo, perché il progetto La Clé ha diversi esordi. L’ultimo inizio, quello che conta davvero, è nel settembre del 2012, quando dopo diversi avvicendamenti dei membri del gruppo, si stabilizza l’attuale formazione, completata da Enrico Biagetti alla batteria e Michele Bellini alla chitarra e ai cori. Via dalla routine” esce il 5 maggio 2013, ed è il primo lavoro autoprodotto. Nel corso del 2013 La Clé suona l’album dal vivo in circa 40 date in tutta Italia. Il 6 ottobre 2013 esce il videoclip del brano “Cose pop“, una produzione “VideoTolentino” per la regia di Riccardo Seri. A febbraio 2014 parte il nuovo tourInnocenti evasioni sotto il piumone” con circa 20 date all’attivo, in Italia e all’estero. La Clé ha avuto il privilegio di aprire i concerti a Melampus, Kutso, Nicolò Carnesi.

    Il 13 ottobre 2014 è uscito il nuovo EPL’amore è eterno finché dura“, in Free Download al link:
    http://www.mediafire.com/download/211unrpvr3xpv1u/la+clé+-+L%27amore+è+eterno+finchè+dura+EP.zip

    CONTATTI & SOCIAL:

    FACEBOOK: www.facebook.com/laclemusic

    YOUTUBE: laclechannel

    SOUNDCLOUD: https://soundcloud.com/user4569796/sets/lamore-e-eterno-finche-dura-ep

    UFFICIO STAMPA: L’AltopArlAnte di Fabio Gallo

    in collaborazione con Pixie Promotion

  • L’AME NOIRE: LO SPECCHIO è il disco d’esordio della band cuneese

    Atmosfere cupe e malinconiche, spezzate da aperture stilistiche e temi trattati che spaziano dal nichilismo all’amore, dall’abbandono alla speranza.

    A discapito dell’uscita del precedente ep “Il Deserto”, la band considera questo suo nuovo lavoro come proprio primo disco.

    La scrittura dei brani ha richiesto circa un anno, mentre le registrazioni sono durate circa 4 mesi.

    Prodotto da Ettore Diliberto, “Lo Specchio” si caratterizza per un maggior impatto sonoro ed un più ampio ventaglio di contenuti rispetto al precedente ep.

    L’artwork, realizzato dall’artista Danilo Manigrassi, ed il suo layout grafico, realizzato da Isabella Rinaudo, rispecchiano i sentimenti ed i temi proposti dagli autori del disco.

    EXTRA! MUSIC MAGAZINE: bravi e mai banali, intelligenti e trasversali, da ascoltare nel momento giusto, quando sentite di avere le orecchie ben aperte per ascoltare e la mente libera da pregiudizi e luoghi comuni.

    WIKITESTI: questo disco, con una forte impronta rock ma decisamente malinconico, appare profondo e maturo.

    ECO DELLA NOTIZIA: L’Ame Noir: espressione nostrana di rock “azzeccato” e di grande fermento musicale nella Provincia Piemontese. Da ascoltare a pieni sensi.

    BLOGFOOLK: Se in apparenza “Lo Specchio” ha i tratti del classico disco indie, andando più a fondo si scopre un songwriting profondo e riflessivo, che rappresenta il vero valore aggiunto di questo gruppo.

    CLAP BANDS MAGAZINE: Tanti i brani interessanti e graditissima chicca come penultimo brano del disco: una cover davvero intensa di My Guitar Gently Weeps dei Beatles.

    MUSIC MAP: Davvero un lavoro che fa ben sperare, questo ”Lo Specchio”: da assaporare con attenzione, se amate il rock e la buona musica.

    VIVA LOW COST: L’Ame Noire ha un’impronta personale molto netta e riconoscibile che passa attraverso uno studio preciso e sistematico delle proprie potenzialità. Questo permette loro di essere consci delle proprie possibilità e di alzare man mano l’asticella per spingersi sempre un pò oltre. Complimenti!

    FASCINO ROCK: Un bell’album di dark rock cantato in italiano, con un omaggio a George Harrison dei Beatles che arriva diretto a chi lo ascolta.

    AUDIOFOLLIA: Credo che si tratti di una band estremamente valida:questi ragazzi sanno davvero suonare e comporre grande musica.

    ANDERGRAUND: si tratta infatti di un album intelligente, emozionante, coinvolgente e dotato di una buona dose di carica esplosiva.

    L’Ame Noire è una band che propone un rock grezzo e potente, sostenuto da forti melodie e testi struggenti e malinconici. Il gruppo cuneese, tratta i temi della solitudine esistenziale, dell’incomunicabilità, fino a scoprire i veli di un pessimismo originato dall’ineluttabile bisogno d’amore che risiede in ogni individuo.

    L’Ame Noire è un progetto per chi comprende l’amore nella sua forma più elevata e pura. Il sacrificio, il dolore e la morte sono tra i volti dell’unico sentimento che domina il mondo, l’amore appunto.

    L’Ame Noire è un progetto, dunque, di amore e morte, di tiepida luce e di insondabile buio.

    L’Ame Noire nasce alla fine del 2009 a Cuneo, in Piemonte,dalle influenze che i 4 componenti portano a partire dai propri background musicali,che si fondono dando una forte impronta rock.

    Nel 2010 pubblicano un Ep autoprodotto con 5 brani inediti più una cover del pezzo “L’appartament ” del gruppo francese Noir Desir.Contemporaneamente si dedicano ad una forte attività live che li porta ad aprire,nel novembre 2010, una delle due date italiane della band finlandese Poisonblack. La band sviluppa un sonorità melodiche,riuscendo a farsi notare da alcuni addetti del settore. L’attività live del 2012 è molto intensa e li vede suonare in tutta Italia.

    Nell’agosto 2012 Valter Sacripanti (Nek, Cristicchi, Bertè ) collabora con la band nella fase di pre produzione del nuovo ep.

    Il nuovo Ep dal titolo “Il Deserto” è uscito il 24 giugno 2013 in tutti i negozi (in particolare nei punti ascolto Mondadori) ed in digitale (Cataloghi Mondadori, Feltrinelli, iTunes, Amazon), prodotto da Ettore Diliberto (Custodie Cautelari) affiancato dall’Et Team, edito da Top Records e distribuito da Edel Italia. Il master del singolo “Il Deserto” é stato curato da Simon Gibson (vincitore di 2 Grammy Awards per la rimasterizzazione dell’opera omnia dei Beatles) presso gli Abbey Road Studios di Londra. É inoltre disponibile l’ascolto gratuito dell’Ep tramite Spotify. L’estate del 2013 ha visto la band impegnata nel tour promozionale de “Il Deserto” che oltre alle altre date, ha dato la possibilità ai L’Ame Noire di aprire concerti a Custodie Cautelari, Giuseppe Scarpato (E.Bennato), Ricky Portera (L. Dalla, Stadio), Federico Poggipollini (Ligabue), Maurizio Solieri (Vasco Rossi), Paolo Zanetti (E.Ruggeri). Il tour promozionale de “Il Deserto” si è concluso il 28 Novembre con un live al Nambucca di Londra.

    Negli stessi giorni la band è tornata agli Abbey Road Studios con Simon Gibson per il mastering di quello che sarà il primo singolo del prossimo disco in uscita. La produzione è nuovamente guidata da Ettore Diliberto e coadiuvata da Anna Portalupi ed Alex Polifrone.

    http://www.amenoire.it/ Facebook: www.facebook.it/amenoireband Twitter: @AmeNoireBand

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  • Anila: nuovo singolo “Due anime”

    Comunicato stampa

    ANILA

    Il nuovo singolo

    “DUE ANIME”

    Etichetta MARECHIARO, Distribuzione BELIEVE

    Anila, giovane inteprete cresciuta con la passione per il canto, esce con il singolo DUE ANIME edito da Marechiaro e distribuito da Believe: un brano carico di vita e di energia che mette in primo piano la voce grintosa e passionale di questa giovane cantante di origine calabrese.

    Anila inizia il suo percorso canoro da autodidatta all’età di 11 anni e a 14 anni arrivano le varie collaborazioni con cantautori e insegnanti di musica e le prime esibizioni in concerti e spettacoli in alcune piazze del Bel paese.

    Trasferitasi a Roma per intraprendere gli studi universitari, comincia, contestualmente, a studiare canto pop e perfezionamento canoro con il maestro Gianni Testa.

    Si esibisce in vari locali della capitale e partecipa a concorsi di rilievo nazionale.

    Nel 2013 pubblica il singolo “Sensi” scritto e composto da Giovanni Volpentesta stesso autore di Due Anime.

    Ora, questo nuovo brano, è anche un videoclip diretto dal regista Giovanni Giacobelli che costruisce tramite le immagini, una storia sensuale ed intrigante.

    twitter : @anilaofficial

    https://www.facebook.com/anilaweb?fref=nf

    VIDEOCLIP ANILA DUE ANIME

    https://www.youtube.com/watch?v=uIa4fezH3Q0


  • FABRIZIO CONSOLI: esce l’ep SAPER DOVE ANDARE che anticipa il nuovo concept album TEN WHISPERS

    A due anni da “Live in Capetown” e dopo oltre 130 concerti – di cui più della metà tra Germania, Austria e Svizzera – la scelta di uscire con un piccolo EP

    «Non potevo permettere che dall’ultima uscita discografica alla pubblicazione del nuovo album (in fase di ultimazione, sarà un Concept intitolato Ten Whispers e, per la sua natura -che definirei “delicata e velleitaria”, non ha bisogno di alcuna fretta), il progetto Fabrizio Consoli rimanesse apparentemente fermo. “Saper Dove Andare” fungerà così da cerniera tra il passato e il futuro di un percorso, servendo anche da spunto riflessivo, a me stesso prima che all’ascoltatore, sul “dove” si sta andando. In questo, a mio avviso, sta la forza del titolo. In un momento così difficile, confuso e pieno di paure, come quello che la Società sta attraversando, (non uso il termine Civiltà per non apparire catastrofico, ma ciò non toglie che io lo ritenga più appropriato), la percezione di Futuro, inteso come Scienza del Possibile, assume un importanza e un peso con cui la mia generazione non si è mai trovata a misurarsi. Ci piaccia o meno, è la fine di un mondo. E la possibilità di fermarsi, guardarsi dietro, intorno, e ripartire, è una delle poche mosse che ci sono concesse a riguardo. Perché una cosa si riconferma certa. Non si può “Saper Dove Andare”, se non si è capito a fondo da dove si viene.

    Ed ecco che anche le canzoni scelte, in quest’ottica, acquistano importanza, restituendo un senso compiuto a quella che rimane una piccola collezione di pietre miliari. O forse, come sarebbe meglio chiamarla, una raccolta di impronte. Canzone Intelligente di Enzo Jannacci (estratta da “Musica Per Ballare”), che riconosce il debito che un certo mondo autorale, a tratti molto “serioso”, ha con l’ironia e col Cabaret, La Forza dell’Amore (da “Live in CapeTown”), un tributo all’importanza e alla collaborazione con uno dei massimi artisti italiani, Eugenio Finardi, e Il Pianista di Montevideo (registrazione inedita), una canzone dell’amico Pippo Pollina– molto noto e apprezzato in tutto il mondo tedesco- tanto vicina al mio sentire da commuovermi ogni volta che la canto a un mio concerto. Da sottolineare anche quello che per me è un esperimento assoluto, il remix di Martina realizzato efficacemente a Londra da Andrew Consoli, un produttore che si sta affermando sulla scena elettronica londinese e americana».

    Guarda qui il video del singolo Martina: www.youtube.com/watch?v=_8i2oJYfYlM&feature=youtu.be

    FABRIZIO CONSOLI è protagonista, dagli anni ’80, di un’intensa attività di session man al fianco di diversi artisti di primo piano della scena musicale italiana, quali Eugenio Finardi, Alice,C. De Andrè, Mauro Pagani, PFM, O Fado, “La notte delle Chitarre” e moltissimi altri, intraprendendo anche una lunga serie di tournèe dal vivo, sia in Italia che all’estero. Dagli anni’90 ad oggi il suo percorso professionale lo porta a pubblicare diversi dischi, vincere la selezione di Sanremo Giovani ‘94 guadagnandosi il passaggio al 45° Festival della Canzone Italiana del febbraio successivo (è sul palco del Teatro Ariston per San Remo 1995), scrivere e produrre diverse canzoni di successo (per artisti quali Dirotta Su Cuba ed Eugenio Finardi), creare “Forgive us” (un progetto che vedeva alla voce Giovanni Paolo II), vincere premi e riconoscimenti importanti (come il premio Ciampi 2004), scrivere colonne sonore e… recitare in commedie teatrali!Ma non c’è dubbio che la dimensione che più predilige sia l’attività Live, passione che lo porterà a pubblicare, dopo “18 Piccoli anacronismi” (2004), e Musica Per Ballare (2009), “Live In Capetown” (2012), album che gli consentirà di intensificare la sua presenza in Germania, Austria e Svizzera, dove, dal giugno 2007 si esibisce spesso e il suo concerto, un raffinato “crossover” tra jazz, canzone d’autore e un’ allegra e malinconica“voglia di Sud America”, è molto apprezzato (oltre 60 concerti, solo nell’ultimo anno).

    Saper Dove Andare“ anticipa di qualche mese il nuovo disco, Ten Whispers”, un concept album che, rimarcando vocazione e sonorità internazionali, unite alle radici italiane, toccherà tematiche importanti e delicate.

    www.fabrizioconsoli.it

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